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Donne menzionate nella Bibbia - Lettere A-AC

Abia (אֲבִיָּה, Aviyàh, “mio padre è Yàh”)
“Dopo la morte di Chesron, avvenuta a Caleb-Efrata, Abia, moglie di Chesron, gli partorì Asur, padre di Tecoa”. - 1Cron 2:24.
   Come Abia potesse partorire il figlio di Chesron dopo la sua morte, non è chiaro; forse Abia era già incinta di lui prima che morisse, oppure il figlio fu attribuito legalmente a lui secondo la legge del levirato. Chesron era nipote di Giuda da parte della nuora Tamar. Abia fu la madre di Asur, padre di Tecoa. - 1Cron 2:4,5.
Abiail madre di Suriel (אֲבִיהָיִל, Avyhàyl, “(mio) padre è energia”)
“Il capo delle famiglie discendenti da Merari era Suriel, figlio di Abiail”. - Nm 3:35.
   La pubblicazione religiosa Perspicacia nello studio delle Scritture la scambia per uomo (Vol. 1, pag. 25), forse per la lezione אֲבִיחַיִל (Avychàyl), di cui però Storng’s Exhaustive Concondance indica אֲבִיהָיִל(Avyhàyl) come nome originale.  
Abiail moglie di Abisur (אֲבִיהָיִל, Avyhàyl, “(mio) padre è energia”)
“La moglie di Abisur si chiamava Abiail, che gli partorì Aban e Molid”. - 1Cron 2:29.
Abiail moglie di Roboamo? (אֲבִיהָיִל, Avyhàyl. “(mio) padre è energia”)
Si presti attenzione a 2Cron 11:18: “Roboamo prese in moglie Maalat, figlia di Ierimot, figlio di Davide e di Abiail, figlia di Eliab, figlio d'Isai”.
   Questo versetto è così tradotto da Did: “Roboamo si prese per moglie Mahalat, figliuola di Ierimot, figliuolo di Davide, ed Abihail, figliuola di Eliab, figliuolo d'Isai”; qui potrebbe sembrare che Abiail fosse la seconda moglie di Roboamo. La prima versione (NR) è comunque resa possibile dall’originale ebraico ed è accettata anche da CEI, Garofalo, TNM, Pontificio Istituto Biblico e PdS. In effetti, la congiunzione “e” in “Maalat, figlia di Ierimot, figlio di Davide e di Abiail” manca nel testo ebraico, ma su ciò Soncino Books of the Bible (a cura di A. Cohen, Londra, 1952) spiega che “la congiunzione è sottintesa”. Si notino poi i due successivi pronomi singolari riferiti a Maalat: “Ella [Maalat] gli partorì . . . Dopo di lei [Maalat] . . .” (2Cron 11:119,20). Tali pronomi confermano che al v. 18 si parla di una sola moglie di Roboamo. È quindi molto probabile che Abiail fosse la madre di Maalat, moglie di Roboamo.
Abigail figlia di Nacas e sorella di Davide (אֲבִיגַל, Avigàl, “(mio) padre s’è rallegrato”)
Abigal, figlia di Nacas e sorella di Seruia, madre di Ioab” (2Sam 17:25). “Isai generò . . . Davide . . . Le loro sorelle [dei figli di Isai] erano Seruia e Abigail . . . Abigail partorì Amasa, il cui padre fu Ieter, l'Ismaelita”. - 1Cron 2:13-17.
   Abigal appare come una variante di Agigail. Sebbene alcuni studiosi ritengano che Abigal fosse per Davide solo una sorellastra (sorella da parte di madre ma non da parte di padre), ciò è dubbio. La loro ipotesi si basa su 2Sam 17:25, in cui si dice: “Abigal, figlia di Nacas”. I rabbini spiegano però che Nacas era solo un altro nome di Isai, padre di Davide. La Settanta greca lo conferma, perché ha θυγατέρα Ναας (thügatèra Naas), “figlia di Naas”. Si noti poi che in 1Cron 2:13-16 Abigail e Seruia non sono dette ‘figlie di Isai’, ma “sorelle” dei figli di Isai, Davide incluso. Potrebbe anche essere che la loro madre avesse prima sposato Naas (da cui avrebbe avuto Abigail e Zeruia) e poi avesse sposato Isai.
Abigail moglie di Nabal e poi moglie di Davide (אֲבִגָיִל, Avigàyl, “(mio) padre s’è rallegrato”)
Abigail fu una donna afflitta da prove per l'ignoranza e la grettezza del marito.Unfortunately, people still use her story to impose these same trials on women today. La Bibbia parla del suo coraggio, della sua intelligenza, della sua risolutezza e delle sue capacità.
   “Samuele morì e tutto Israele si radunò e ne fece cordoglio; lo seppellirono nella sua proprietà a Rama. Allora Davide partì, e scese verso il deserto di Paran. A Maon c'era un uomo, che aveva i suoi beni a Carmel; era molto ricco, aveva tremila pecore e mille capre, e si trovava a Carmel per la tosatura delle sue pecore. Quest'uomo si chiamava Nabal, e il nome di sua moglie era Abigail, donna di buon senso e di bell'aspetto; ma l'uomo si comportava con durezza e con malvagità; discendeva da Caleb”. – 1Sam 25:1-3.
   Chi conosce l’ebraico si accorge subito di come stiano le cose: il nome del marito di Abigail è Nabal, che in ebraico (נָבָל, Nabàl) significa “stupido”. Nella Bibbia il nome di una persona indica le sue caratteristiche e la sua personalità. Così, a questo punto sappiamo molte cose: Nabal è “molto ricco”, con “tremila pecore e mille capre”; Nabal è un insensato. Egli è uno scontroso ed è anche malvagio. Al contrario, Abigail, sua moglie, è bella e intelligente.
   “Davide, avendo saputo nel deserto che Nabal tosava le sue pecore, gli mandò dieci giovani, ai quali disse: ‘Salite a Carmel, andate da Nabal, salutatelo a nome mio, e dite così: Salute! Pace a te, pace alla tua casa e pace a tutto quello che ti appartiene! Ho saputo che hai i tosatori; ora, i tuoi pastori sono stati con noi e noi non abbiamo fatto loro nessuna offesa. Nulla è stato loro portato via per tutto il tempo che sono stati a Carmel. Domandalo ai tuoi servi ed essi te lo confermeranno. Questi giovani trovino dunque grazia agli occhi tuoi, poiché siamo venuti in giorno di gioia; e da', ti prego, ai tuoi servi e al tuo figlio Davide ciò che avrai fra le mani’”. – 1Sam 25:4-8.
   Davide sta semplicemente chiedendo ospitalità a Nabal. Davide ha un certo diritto per farlo: ha aiutato i pastori di Nabal. Nabal sa chi è Davide, dato che aveva avuto molto successo in pubblico ed era ormai un uomo famoso; ma lo conosceva anche per come si era comportato con la sua gente. In più, l’ospitalità ebraica richiedeva che Nabal onorasse il debito di ospitalità, a maggior ragione per aver trattato bene i suoi pastori. Allo stesso tempo, però, va detto che Nabal non aveva richiesto il sostegno di Davide con le pecore, e va detto che Davide effettivamente non ha aiutato i pastori di Nabal, ma ha fatto solo quello che era giusto: non li aveva depredati. Ora che era giunto il momento di raccogliere la lana, però, Davide ne vuole una parte o, perlomeno, vuole delle vettovaglie.
   “Quando i giovani di Davide arrivarono, ripeterono a Nabal tutte queste parole in nome di Davide, poi tacquero. Ma Nabal rispose ai servi di Davide, e disse: ‘Chi è Davide? E chi è il figlio d'Isai? Sono molti, oggi, i servi che scappano dai loro padroni! Io dovrei prendere il mio pane, la mia acqua e la carne che ho macellata per i miei tosatori, per darli a gente che non so da dove venga?’” – 1Sam 25:9-11.
  Nabal non solo stupidamente nega l’ospitalità, ma nega anche che il nome di Davide sia conosciuto. È così duro che aggiunge un insulto: dicendo che “sono molti, oggi, i servi che scappano dai loro padroni”, vuol alludere alla ribellione di Davide contro il re Saul. Davide, però, non sta scappando: viaggia con un esercito di uomini, guerrieri temprati. Gli uomini di Davide rientrano poi con la risposta di Nabal.
   “Allora Davide disse ai suoi uomini: ‘Ognuno di voi prenda la sua spada!’ E ciascuno di essi prese la sua spada; anche Davide prese la sua, e salirono dietro a Davide circa quattrocento uomini; duecento rimasero presso i bagagli”. ” – 1Sam 25:13.
   Quattrocento uomini armati si muovono contro Nabal. La reazione di Davide è estrema e sproporzionata. L’ospitalità avrebbe dovuto essere concessa, ma Davide non aveva il diritto di pretenderla né tantomeno di prendersela con la forza.
   “Abigail, moglie di Nabal, fu informata della cosa da uno dei suoi servi, che le disse: ‘Davide ha inviato dal deserto dei messaggeri per salutare il nostro padrone ed egli li ha trattati male. Eppure, quella gente è stata molto buona verso di noi; noi non abbiamo ricevuto nessuna offesa e non ci hanno portato via nulla per tutto il tempo che siamo stati con loro, quando eravamo nei campi. Di giorno e di notte sono stati per noi come una muraglia, per tutto il tempo che siamo stati con loro pascolando le greggi. Ora dunque rifletti e vedi quel che tu debba fare; poiché un guaio certamente avverrà al nostro padrone e a tutta la sua casa; ed egli è un uomo così malvagio, che non gli si può parlare”. – 1Sam 25:14-17.
   Cosa interessante, il servo di Nabal non va dal suo padrone ma da sua moglie Abigail: “Egli è un uomo così malvagio, che non gli si può parlare”. Spera nell’azione di lei: “Vedi quel che tu debba fare”, le dice.
   “Allora Abigail prese in fretta duecento pani, due otri di vino, cinque montoni pronti da cuocere, cinque misure di grano arrostito, cento grappoli d'uva passa e duecento masse di fichi e caricò ogni cosa sugli asini. Poi disse ai suoi servi: ‘Andate davanti a me; io vi seguirò’. Ma non disse nulla a Nabal suo marito”. – 1Sam 25:18,19.
   Abigail, con l’intelligenza pratica delle donne, sa subito cosa deve fare, e mette in pratica il suo piano senza esitare. Mette insieme ciò che Davide aveva chiesto, prepara il viaggio e lei stessa vuole incontrare Davide. Il tutto senza dirlo a suo marito Nabal. Per quelle donne cui è stato insegnato che le mogli debbano "obbedire" ai loro mariti, questo racconto presenta un precedente biblico interessante. Abigail, sapendo di avere ragione: 1. Considera il problema; 2. Decide l'azione giusta, anche se contraria alla volontà del marito; 3. Attua il suo piano; 4. Non chiede il permesso del marito; 5. Non lo informa neppure.
   “Lei dunque, in groppa al suo asino, scendeva il monte per un sentiero coperto, quando apparvero Davide e i suoi uomini che scendevano di fronte a lei, e li incontrò. Or Davide aveva detto: ‘Ho dunque protetto invano tutto ciò che costui aveva nel deserto, in modo che nulla è mancato di quanto possiede; ed egli mi ha reso male per bene. Così tratti Dio i nemici di Davide con il massimo rigore! Fra qui e lo spuntar del giorno, di tutto quello che gli appartiene non lascerò in vita un solo uomo”. – 1Sam 25:20-22.
   Abigail è partita per incontrare Davide. Intanto lui ha giurato di mettere a morte tutti gli uomini che appartengono a Nabal. Non si tratta soltanto di schiavi, ma di tutti i membri della famiglia estesa di Nabal. 
   “Quando Abigail ebbe visto Davide, scese in fretta dall'asino e gettandosi con la faccia a terra, si prostrò davanti a lui. Poi, gettandosi ai suoi piedi, disse: ‘Mio signore, la colpa è mia! Permetti che la tua serva parli in tua presenza e tu ascolta le parole della tua serva! Ti prego, mio signore, non far caso di quell'uomo da nulla che è Nabal; poiché egli è quel che dice il suo nome [נָבָל (Nabàl), “stupido”]; si chiama Nabal e in lui non c'è che stoltezza; ma io, la tua serva, non vidi i giovani mandati dal mio signore. Ora dunque, mio signore, com'è vero che vive il Signore e che anche tu vivi, il Signore ti ha impedito di spargere sangue e di farti giustizia con le tue proprie mani. I tuoi nemici e quelli che vogliono fare del male al mio signore siano come Nabal!’” – 1Sam 25:23-26.
   Cavalcando un asino, Abigail mostra la sua posizione ricca. Gli asini erano allora animali da ricchi. Abigail si abbassa però di fronte a Davide e si assume la responsabilità per le azioni sconsiderate di suo marito Nabal. Si spinge perfino a criticarlo pubblicamente. Un aspetto notevole emerge da ciò che Abigail dice a Davide per giustificarsi: “Non vidi i giovani mandati dal mio signore”. Che differenza avrebbe fatto il suo averli visti, se non aveva l'autorità di agire? Ovviamente l’aveva.
   Abigail fa notare a Davide che se lui attua la sua vendetta dovrà affrontare le accuse di un inutile spargimento di sangue: “Il Signore ti ha impedito di spargere sangue e di farti giustizia con le tue proprie mani”. Gli fa presente, in un modo molto delicato, che alla fine sarebbe lui il colpevole, non Nabal. In pratica, gli sta dicendo che non ha un diritto previsto dalla Legge per una ritorsione simile. Se lo fa, sarà lui il colpevole davanti a Dio.
   “Adesso, ecco questo regalo che la tua serva porta al mio signore; sia dato ai giovani che seguono il mio signore. Ti prego, perdona la colpa della tua serva, poiché per certo il Signore renderà stabile la tua casa perché tu combatti le battaglie del Signore e in tutto il tempo della tua vita non si è trovata malvagità in te. Se mai sorgesse qualcuno a perseguitarti e ad attentare alla tua vita, la vita del mio signore sarà custodita nello scrigno dei viventi presso il Signore, il tuo Dio; ma la vita dei tuoi nemici il Signore la lancerà via, come dall'incavo di una fionda. Quando il Signore avrà fatto al mio signore tutto il bene che ti ha promesso e ti avrà stabilito come capo sopra Israele”. – 1Sam 25:27-30.
   Abigail qui mostra il suo intendimento spirituale. Lei non difende Nabal, ma ricorda a Davide la sua missione spirituale e le conseguenze delle sue azioni. Mentre lo sta pregando, fa quella che si rivelerà una profezia. Ricorda a Davide, che ha svolto i piani di Dio, che ha combattuto per Dio stesso. Davide avrà la protezione del Signore e i suoi nemici saranno sconfitti. Perché dovrebbe interferire con il piano divino e macchiarsi di assassinio?
   Sebbene Abigail stia agendo nel suo proprio interesse, si dimostra intelligente e saggia. Davide non le rimprovera di essere una donna ribelle che scavalca l'autorità del marito e interferisce negli affari che riguardano gli uomini. Anzi. 1Sam 25:32-35 riferisce: “Allora Davide disse ad Abigail: ‘Sia benedetto il Signore, il Dio d'Israele, che oggi ti ha mandata incontro a me! Sia benedetto il tuo senno, e benedetta sia tu che oggi mi hai impedito di spargere del sangue e di farmi giustizia con le mie mani. Poiché certo, come è vero che vive il Signore, il Dio d'Israele, che mi ha impedito di farti del male, se tu non ti fossi affrettata a venirmi incontro, fra qui e lo spuntar del giorno a Nabal non sarebbe rimasto un solo uomo’. Davide quindi ricevette dalle mani di lei quello che gli aveva portato e le disse: ‘Risali in pace a casa tua; vedi, io ho dato ascolto alla tua voce e ho avuto riguardo per te’”.
   Davide non solo non punisce Abigail. Loda il Signore per lei; proclama il suo buon senso; applaude alla sua conoscenza spirituale nell’impedirgli un grave peccato. Davide seppe ascoltare una donna.
   “Abigail giunse da Nabal mentre egli faceva un banchetto in casa sua, un banchetto da re. Nabal aveva il cuore allegro, perché era completamente ubriaco; perciò lei non gli parlò di nulla, fino allo spuntar del giorno”. – 1Sam 25:36.
   Abigail, che si era mostrata intelligente, ora si mostra paziente e sopportatrice. Nabal ne esce per quello che è: un insensato e crudele egoista. 
   “Ma la mattina, quando gli fu passata l'ubriachezza, la moglie raccontò a Nabal queste cose; allora gli si freddò il cuore ed egli rimase come di pietra. Circa dieci giorni dopo, il Signore colpì Nabal ed egli morì”. – 1Sam 25:37,38.
   Alla fine Dio ha punito Nabal, non Abigail. Ma cosa significa che “il Signore colpì Nabal”?
   “Quando Davide seppe che Nabal era morto, disse: ‘Sia benedetto il Signore, che mi ha reso giustizia dell'oltraggio fattomi da Nabal, e ha preservato il suo servo dal fare del male! La malvagità di Nabal, il Signore l'ha fatta ricadere sul capo di lui!’”. – 1Sam 25:39.
Che il comportamento di Abigail non sia stato considerato irrispettoso e ribelle, ma semplicemente saggio, lo mostra il lieto fine di quella storia.
   “Poi Davide mandò ad Abigail la proposta di diventare sua moglie. I servi di Davide andarono da Abigail a Carmel e le parlarono così: ‘Davide ci ha mandati da te, perché vuole prenderti in moglie’. Allora lei si alzò, si prostrò con la faccia a terra e disse: ‘Ecco, la tua serva farà da schiava, per lavare i piedi ai servi del mio signore’. Abigail si alzò in fretta, montò sopra un asino e, con cinque fanciulle, seguì i messaggeri di Davide e divenne sua moglie”. – 1Sam 25:39-42.
   Abigail divenne così la moglie del futuro re d'Israele. Ma le avventure di Abigail non finirono lì.
   “Davide si fermò presso Achis, a Gat, egli con la sua gente, ciascuno con la sua famiglia. Davide aveva con sé le sue due mogli: Ainoam di Izreel e Abigail di Carmel, che era stata moglie di Nabal”. – 1Sam 27:3.
   “Quando Davide e la sua gente giunsero alla città, essa era distrutta dal fuoco e le loro mogli, i loro figli e le loro figlie erano stati condotti via prigionieri. Allora Davide e tutti quelli che erano con lui alzarono la voce e piansero, finché non ebbero più forza di piangere. Le due mogli di Davide, Ainoam di Izreel e Abigail di Carmel, che era stata moglie di Nabal, erano anche loro prigioniere. Davide fu grandemente angosciato: la gente parlava di lapidarlo, perché tutti erano amareggiati a motivo dei loro figli e delle loro figlie; ma Davide si fortificò nel Signore, nel suo Dio . . . E Davide consultò il Signore, dicendo: ‘Devo inseguire questa banda di predoni? La raggiungerò?’ Il Signore rispose: ‘Inseguila, poiché certamente la raggiungerai e potrai ricuperare ogni cosa’”. – 1Sam 30:3-8.
   “Davide recuperò tutto quello che gli Amalechiti avevano portato via e liberò anche le sue due mogli”. – 1Sam 30:18.
   “Davide dunque salì con le sue mogli, Ainoam di Izreel e Abigail di Carmel, che era stata moglie di Nabal. Davide vi condusse pure la gente che era con lui, ciascuno con la sua famiglia, e si stabilirono nelle città di Ebron”. – 2Sam 2:2,3.
   “Nacquero a Davide dei figli a Ebron . . . il secondo fu Chileab, nato da Abigail di Carmel, che era stata moglie di Nabal”. – 2Sam 3:2,3.
   Abigail, donna intelligente, diede prova di tutta la sua perspicacia. Con una fervida supplica a Davide, rivelò saggezza e anche ottima logica. Con rispetto e umiltà seppe convincere Davide, tanto che lui ringraziò Dio per il buon senso e l’azione tempestiva di questa donna. Con suo marito Nabal mostrò molta pazienza, attendendo che smaltisse la sbornia per informarlo di ciò che aveva fatto. Abigail, sposò poi Davide dopo la morte di Nabal e lo accompagnò a Ebron di Giuda, dove Davide fu per la prima volta incoronato re. A Ebron diede alla luce un figlio, Chileab, chiamato anche Daniel in 1Cron 3:1.
Abiia (אֲבִיָּה, Aviyàh, “mio padre è Yàh”)
“Ezechia aveva venticinque anni quando cominciò a regnare, e regnò ventinove anni a Gerusalemme. Sua madre si chiamava Abiia, figlia di Zaccaria”. - 2Cron 29:1.
   Sebbene la grafia di NR sia diversa, Abia e Abiia sono lo stesso nome. 2Re 18:2 riporta la forma abbreviata del suo nome: “Abi [אֲבִי, Avy], figlia di Zaccaria”.
Abisag (אֲבִישַׁג, Avyshàg “mio padre s’allontana”)
“Il re Davide era vecchio, avanti negli anni; e, per quanto lo coprissero con indumenti, non poteva riscaldarsi. Perciò i suoi servitori gli dissero: ‘Si cerchi per il nostro signore una ragazza vergine, che stia al servizio del re, ne abbia cura, e dorma fra le sue braccia, e così il re nostro signore si riscalderà’. Cercarono dunque per tutto il paese d'Israele una bella ragazza; trovarono Abisag, la Sunamita, e la condussero dal re. La ragazza era bellissima, si prendeva cura del re, e lo serviva; ma il re non ebbe rapporti con lei”. - 1Re 1:1-4.
   I cortigiani della corte del re Davide ebbero questa idea di una ragazza giovane e carina per mantenere il loro vecchio e morente sovrano caldo di notte. Considerando il numero di mogli e concubine che Davide aveva già, sembra un po’ strano che nessuna donna sia stata scelta dal suo harem, ma forse la novità faceva parte dello scopo di riscaldare un po’ il re. Nonostante la ragazza fosse “bellissima”, non diventò l'amante di Davide; fu piuttosto per lui un’infermiera: “Il re era molto vecchio e Abisag, la Sunamita, lo serviva” (1Re 1:15). Considerando le prodezze precedenti di Davide con le donne, la sua incapacità con questa giovane donna bellissima dice tutta la sua decadenza fisica, dovuta alla vecchiaia: Davide ormai aveva quasi 70 anni, età considerevole per quei tempi. - 2Sam 5:4,5.
   Dopo la morte di Davide, Salomone (suo figlio, insediato sul trono quale suo erede) concesse ad Adonia il perdono per il tentativo che aveva fatto di usurpare il trono, ma Adonia persuase Betsabea, la regina madre, a chiedere a Salomone di dargli in moglie Abisag. Salomone non attribuì la sua richiesta alla straordinaria bellezza di Abisag, ma pensò ad un suo tentativo di rafforzare la sua posizione per pretendere il trono. Salomone, adirato, revocò quindi il perdono concesso ad Adonia e lo fece giustiziare (1Re 2:13-25). Abisag non è poi più menzionata nella Bibbia. Forse divenne una delle mogli o concubine di Salomone (l’usanza era che, alla morte di un sovrano, le sue donne diventavano proprietà dell’erede.).
Abital (אֲבִיטָל, Avitàl, “padre [è] rugiada”)
   Nacquero a Davide dei figli a Ebron . . . il quinto fu Sefatia, figlio di Abital”. - 2Sam 3:2-4; cfr. 1Cron 3:3.
   Non sappiamo se Abital era una delle mogli di Davide o una sua concubina. Se era una moglie, fu tra le sei mogli da cui Davide ebbe figli nei sette anni e mezzo durante i quali regnò a Ebron.
Acsa (עַכְסָה, Achsàh, “anello da caviglia”)
Acsa appare in due libri della Bibbia. Entrambi gli episodi raccontano la stessa storia che dice della sua ambizione femminile. Questi brani ci dicono anche di come le donne bibliche avevano a che fare con le finanze familiari. Acsa fu messa in palio da suo padre Caleb come premio per un guerriero. Non sappiamo cosa Acsa pensasse di questo accordo, ma di certo lei non era una sprovveduta.  
   “Caleb disse: ‘A chi batterà Chiriat-Sefer e la prenderà io darò in moglie mia figlia Acsa’. Allora Otniel figlio di Chenaz, fratello di Caleb, la conquistò, e Caleb gli diede in moglie sua figlia Acsa. E quando lei venne a stare con lui, persuase Otniel a lasciarle chiedere un campo a Caleb, suo padre. Lei smontò dall'asino, e Caleb le disse: ‘Che vuoi?’ Quella rispose: ‘Fammi un dono; poiché tu m'hai stabilita in una terra arida, dammi anche delle sorgenti d'acqua’. Ed egli le diede le sorgenti superiori e le sorgenti sottostanti”. - Gs 15:16-19.
   A quanto pare, Acsa non si preoccupò di essere la povera vittima di un padre maschilista: dice chiaro e tondo che vuole un terreno ben irrigato. Non è il caso di pensare che si stesse approfittando del solito marito debole: Otniel era un guerriero e fu capace di vincere Chiriat-Sefer. Questo guerriero era d'accordo con la moglie. Notevole il fatto che fu lei stessa a fare la sua richiesta a Caleb, che poi concesse il terreno. Né Caleb, padre di Acsa, né il marito di lei Otniel, obiettano che Acsa stia usurpando un’autorità che non le compete.
   Anche Gdc 1:12-15 narra questo episodio: “Caleb disse: ‘A chi batterà Chiriat-Sefer e la prenderà, io darò in moglie mia figlia Acsa’. La prese Otniel, figlio di Chenaz, fratello minore di Caleb, e questi gli diede in moglie sua figlia Acsa. Quando lei venne ad abitare con lui, persuase Otniel a lasciarle chiedere un campo a suo padre. Lei scese dall'asino e Caleb le disse: ‘Che vuoi?’ Lei rispose: ‘Fammi un dono, perché tu mi hai dato una terra arida; dammi anche delle sorgenti d'acqua’. Ed egli le diede le sorgenti superiori e le sorgenti sottostanti”.
   Non si tratta di due episodi diversi, come alcuni credono. Caleb poteva dare sua figlia in moglie una volta sola! E la diede a Otniel. Non ci si faccia ingannare dai due nomi diversi della località: una volta chiamata Debir e un’altra Chiriat-Sefer. Si tratta della stessa località, come spiega la Bibbia: “Debir, che prima si chiamava Chiriat-Sefer”. - Gs 15:15.