L’iperbole è un’immagine retorica in cui un concetto è espresso in termini volutamente esagerati. Questa esagerazione a dismisura è utilizzata nella Scrittura spesso per ridicolizzare i nemici di Israele, che hanno “città grandi e fortificate fino al cielo” (Dt 9:1). Yeshùa dice agli scribi e ai farisei: “Filtrate il moscerino e inghiottite il cammello” (Mt 23:24). Nessuno può, ovviamente, inghiottire un cammello. È un’esagerazione. È comica la scena in cui costoro, scrupolosissimi e seri, cercano un moscerino per toglierlo e poi ingoiano un cammello.
Appare ridicola l’esagerazione in Es 16:3: “[Gli israeliti] dicevano: 'Il Signore poteva farci morire nell'Egitto! Là almeno avevamo una pentola di carne e si poteva mangiare a volontà. Ora voi ci avete portati in questo deserto. Volete far morire di fame tutta questa gente!'” (PdS). Questa è un’esagerazione del tutto assurda: gli ebrei in Egitto erano schiavi trattati molto duramente, e non erano certo serviti dagli egiziani con pentole di carne.
Passando da esagerazione a esagerazione, in Nm 11:5,6 si ha: “Vi ricordate quel che mangiavamo in Egitto? Senza spendere un soldo avevamo pesce, angurie, meloni, porri, cipolle e aglio! Qui non c'è più niente, e siamo già deperiti. Non si vede altro che manna!” (PdS). Alla carne, qui s’aggiunge “pesce, angurie, meloni”, con una nota ancora più patetica includendo “porri, cipolle e aglio”. È davvero comico immaginare quegli ebrei (che, di fatto, erano schiavizzati) spaparanzati a godersi quelle leccornie come se fossero stati alla tavola faraonica. L’unica cosa vera era che in Egitto mangiavano davvero “senza spendere un soldo”: i loro aguzzini li mantenevano in vita quanto bastava e li battevano per farli lavorare duramente. C’è anche qui davvero dell’ironia.
“Scannano uomini, baciano vitelli!” (Os 13:2). Così è detto degli idolatri. Qui l’esagerazione (che li ridicolizza) è data dal fatto che normalmente si scannano i vitelli e si baciano gli uomini. Questi fanno al contrario.