Preghiera per i filippesi
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Flp 1
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“E prego che il vostro amore abbondi sempre più in conoscenza e in ogni discernimento,
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perché possiate apprezzare le cose migliori, affinché siate limpidi e irreprensibili per il giorno di Cristo,
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ricolmi di frutti di giustizia che si hanno per mezzo di Gesù Cristo, a gloria e lode di Dio.”
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La preghiera di Paolo diviene qui una richiesta (forma inclusa nella preghiera in senso generico). Si noti l’importanza che Paolo dà alla preghiera. Qui chiede l’amore (l’agàpe) per i fratelli e le sorelle, e la loro crescita nella “conoscenza” e nell’esperienza pratica. - V. 9.
La “conoscenza” biblica non è mai una conoscenza puramente intellettuale, come nella filosofia platonica o aristotelica, ma una conoscenza sperimentale. Si tratta di una conoscenza per via di esperienza che induce a conoscere meglio ciò che è bene e ciò che è male, ciò che conviene fare o evitare. È da questa conoscenza in senso biblico che proviene l’equilibrio che dona alla nostra vita un comportamento da persona che vive la fede, l’armonia spirituale.
Se si è compreso bene il significato biblico di “conoscenza”, si capisce anche l’abisso che c’è tra il concetto biblico di conoscenza e il concetto occidentale moderno. Il rischio – allontanandosi dalla Scrittura - è quello di credere che si tratti di semplice conoscenza mentale, di acquisizione e di accettazione di concetti. È l’errore tipico in cui cadono i “cristiani” moderni. Ad esempio, ecco uno stralcio da un’asserzione del direttivo statunitense dei Testimoni di Geova al riguardo: “Egli [Dio] ci ha provveduto la sua Parola, la Bibbia, e ci aiuta a capirla. Un modo in cui lo fa è tramite ‘lo schiavo fedele e discreto’ [ovvero il direttivo stesso dei Testimoni di Geova]. (Matteo 24:45-47) Geova impiega ‘lo schiavo fedele’ per provvedere istruzione spirituale mediante pubblicazioni basate sulla Bibbia, adunanze cristiane e gratuiti studi biblici a domicilio” (La Torre di Guardia del 15 novembre 1998, pag. 11, § 4). Per loro la conoscenza è “istruzione spirituale mediante pubblicazioni basate sulla Bibbia, adunanze cristiane e gratuiti studi biblici a domicilio” (Ibidem, corsivo aggiunto per enfasi). Per la Bibbia la conoscenza è invece il fare esperienza.
In senso biblico, Adamo non conobbe per niente Eva quando gli fu presentata e disse di lei: “Questa, finalmente, è ossa delle mie ossa e carne della mia carne. Ella sarà chiamata donna” (Gn 2:23). Questo è un concetto occidentale: qualcuno ci è stato presentato e noi ora diciamo che lo conosciamo. Adamo conobbe Eva, in senso biblico, quando ebbe a che fare con lei per esperienza: “Adamo conobbe Eva, sua moglie, la quale concepì e partorì”. - Gn 4:1.
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Cosa significa conoscere Dio?
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Risposta dei Testimoni di Geova
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Risposta della Scrittura
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“Per trarre davvero beneficio dai consigli pratici che si trovano nella Bibbia dovete conoscerne l’Autore […]. Se desiderate fare amicizia con qualcuno, vorrete senz’altro conoscerne il nome. L’Iddio della Bibbia ha un nome? Egli dichiarò: ‘Io sono Geova’”. - Come avere una vita soddisfacente pag. 18, §§ 1,2.
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“Poich'egli ha posto in me il suo affetto, io lo salverò; lo proteggerò, perché conosce il mio nome”. - Sl 91:14.
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“Avere buone abitudini di studio personale e frequentare regolarmente le adunanze del popolo di Dio sono due modi per ottenere questa conoscenza” (La Torre di Guardua del 15 aprile 1987, pag. 15, § 4).
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“Figlio mio, se ricevi le mie parole e fai tesoro dei miei comandamenti . . . troverai la conoscenza di Dio”. - Pr 2:1,5, ND.
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Con la conoscenza di Dio, in senso bilico, facendo esperienza della sua bontà e della sua sollecitudine, ubbidendo ai suoi comandamenti, con questo tipo di conoscenza la nostra vira è guidata praticamente dall’amore: “L'amore è da Dio e chiunque ama è nato da Dio e conosce Dio” (1Gv 4:7). Si trascorrerà così una vita preziosa presso Dio, dedicata alla sua gloria e lode. La persona umana deve diminuire perché Dio sia elevato: dobbiamo ricordarci di essere al servizio di Dio.
Paolo presenta una sinesi della sua preghiera che è come lo schema di un sermone. Egli chiede anzitutto che l’amore abbondi sempre più: “Prego che il vostro amore abbondi [presente di durata] sempre più in conoscenza e in ogni discernimento” (1:9). La conoscenza senza amore gonfia, con l’amore edifica: “La conoscenza gonfia, ma l'amore edifica. Se qualcuno pensa di conoscere qualcosa, non sa ancora come si deve conoscere; ma se qualcuno ama Dio, è conosciuto da lui”, “Se avessi il dono di profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza e avessi tutta la fede in modo da spostare i monti, ma non avessi amore, non sarei nulla” (1Cor 8:1-3;13:2). La vera conoscenza pratica proviene dall’amore.
Lo scopo: “Perché possiate apprezzare le cose migliori, affinché siate limpidi e irreprensibili per il giorno di Cristo, ricolmi di frutti di giustizia”. - 1:10,11.
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“Possiate apprezzare
le cose migliori”
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“Discerniate le cose migliori” (Did)
Presente iterativo, continuato.
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“Siate limpidi”
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Come la luce del sole, senza oscurità; o come il metallo, senza scorie.
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“Irreprensibili”
“Ricolmi di frutti di giustizia”
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Un amore completo che vivifichi tutta la vita, non solo parte di essa. Non deve mancare nulla, come un corpo dev’essere integro per essere perfetto.
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“Per il giorno di Cristo”
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Con lo sguardo rivolto a esso, pronti per il giorno del giudizio.
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Quest’amore deve renderci ricolmi di frutti di giustizia. Il tempo perfetto del participio “ricolmi” indica un’azione del passato che dura nei suoi frutti.
“Per mezzo di Gesù Cristo” (1:11): sorgente del vero amore.
“A gloria e lode di Dio” (1:11): Dio è fonte prima e termine del vero amore.