I miracoli nelle Scritture Ebraiche, sintesi

Mentre i moderni pensatori occidentali vedono nel miracolo qualcosa che contrasta con il normale svolgimento della natura secondo le sue leggi, la Bibbia vi vede un’espressione non comune di ciò che ogni giorno ci presenta la natura, additandoci Dio.

   La Scrittura distingue tra la presenza di Dio attesa perché quotidiana (come il sole, la pioggia) e la presenza inattesa perché fuori dal normale. Tutto l’universo, dal cielo stellato allo sbocciare dei fiori, è segno della potenza divina:

“Chi, nei cieli, è paragonabile al Signore?”. – Sl 89:6.

“Chi può raccontare le gesta del Signore, o proclamare tutta la sua lode?”. – Sl 106:2.

   Ma il modo speciale la potenza divina si mostra nei fenomeni particolari. Come nella tempesta che si scaglia contro i gabaoniti: “Il Signore li mise in rotta davanti a Israele, che inflisse loro una grande sconfitta presso Gabaon, li inseguì per la via che sale a Bet-Oron, e li batté fino ad Azeca e a Maccheda. Mentre fuggivano davanti a Israele ed erano alla discesa di Bet-Oron, il Signore fece cadere dal cielo su di loro delle grosse pietre fino ad Azeca, ed essi perirono: quelli che morirono per le pietre della grandinata furono più numerosi di quelli che i figli d’Israele uccisero con la spada” (Gs 10:10,11). Come perfino nel soffio del vento orientale: “Il Signore fece ritirare il mare con un forte vento orientale” (Es 14:21). Come nell’incontro di una ragazza: “Verso sera, all’ora in cui le donne escono ad attinger acqua, disse: ‘O Signore, Dio del mio signore Abraamo, ti prego, fammi fare quest’oggi un felice incontro; usa bontà verso Abraamo mio signore! Ecco, io sto qui presso questa sorgente; e le figlie degli abitanti della città usciranno ad attingere acqua. Fa’ che la fanciulla alla quale dirò: Abbassa, ti prego, la tua brocca perché io beva, e che mi risponderà: Bevi, e darò da bere anche ai tuoi cammelli, sia quella che tu hai destinata al tuo servo Isacco. Da questo comprenderò che tu hai usato bontà verso il mio signore’” (Gn 24:11-14). La sconfitta di un nemico, per Israele è un miracolo, nella convinzione che non ci sarebbe stata senza l’aiuto di Dio: “In quel giorno il Signore salvò Israele”. – 1Sam 14:23.

   Di fronte ad un fenomeno prodigioso gli ebrei non si domandavano: È possibile questo? È vero? Essi si domandavano invece: Qual è il suo significato, il suo senso, il suo messaggio?

   Tuttavia, questo segno (miracolo) ha valore solo per chi crede, non per chi non crede. Anzi, potrebbe perfino indurire il miscredente. Di fronte alle piaghe miracolose, “il cuore del faraone si indurì” (Es 7:13); di fronte a qualcuna particolarmente dura pare cedere, ma poi “quando il faraone vide che c’era un po’ di respiro si ostinò in cuor suo” (8:15). Il fatto è che i prodigi possono essere compiuti anche da altri. I maghi egizi rivaleggiarono con Mosè nel compiere prodigi, sebbene meno grandiosi (Es 7:11,22;8:7,18). I falsi profeti possono ingannare con i loro atti straordinari: “Quando sorgerà in mezzo a te un profeta o un sognatore che ti annunzia un segno o un prodigio, e il segno o il prodigio di cui ti avrà parlato si compie, ed egli ti dice: ‘Andiamo dietro a dèi stranieri, che tu non hai mai conosciuto, e serviamoli’, tu non darai retta alle parole di quel profeta” (Dt 13:1-3). I miracoli e i portenti dell’anticristo sono detti menzogneri non perché non accadono realmente, ma perché ingannano inducendo a credere agli errori di satana; essi sono però reali: “La venuta di quell’empio avrà luogo, per l’azione efficace di Satana, con ogni sorta di opere potenti, di segni e di prodigi bugiardi”. – 2Ts 2:9.

   Il miracolo corrobora la fede illuminata da Dio, come accadde a Gedeone prima di andare in aiuto al suo popolo oppresso dai filistei: “Gedeone a lui [Dio]: ‘Se ho trovato grazia agli occhi tuoi, dammi un segno che sei proprio tu che mi parli. Ti prego, non te ne andare di qui prima che io torni da te, ti porti la mia offerta e te la metta davanti’. Il Signore disse: ‘Aspetterò finché tu ritorni’”. – Gdc 6:17,18.

   I miracoli hanno quindi un posto privilegiato nei momenti più cruciali della storia ebraica. Come nella liberazione di Israele dall’Egitto, in cui Yhvh affronta con Mosè la potenza demoniaca degli idoli simboleggiata dal faraone. Così, quando gli israeliti sedotti dai culti di Baal e Astante (divinizzazione di forze naturali) stanno per naufragare nella propria fede, Dio per mezzo di Elia ed Eliseo si oppone e vince quelle potenze malefiche (1Re 17). Quando gli assiri accampati sotto Gerusalemme stanno per annientare la dinastia davidica e si apprestano a distruggere il Tempio nazionale e lo stesso popolo ebraico, Dio interviene di nuovo contro i nemici di Israele. – Is 6 e 36.

   I miracoli, quindi, non sono destinati a soddisfare la curiosità umana o il bisogno del meraviglioso, ma a fortificare la fede del popolo di Dio nei momenti cruciali della sua esistenza spirituale.