Presentazione

Sin dal secolo scorso la Bibbia sta richiamando sempre più interesse e continua anche oggigiorno a essere il libro più venduto al mondo.

   Molte persone possiedono una Bibbia, ma la Bibbia non è come un vino che lasciato lì migliora invecchiando. Non basta possedere una Bibbia: bisogna leggerla. E non basta leggere la Bibbia: bisogna comprenderla. E non basta comprendere la Bibbia: bisogna che essa ci aiuti a vivere meglio. Gregorio Magno diceva che “la Sacra Scrittura cresce con chi la legge”.

   Il filosofo S. Kierkegaard paragonava la Bibbia ad un cartello stradale, essendo Cristo la strada. G. La Pira diceva che la Bibbia è nostra carta di navigazione: “Lì c’è da dove vieni, dove sei e dove vai”. P. P. Pasolini, che soleva aprire la Bibbia a caso, affermava: “Qualsiasi versetto io legga calza sempre alla perfezione al mio caso, con una precisione che mi agghiaccia”. Sagacemente, l’attore comico R. Benigni fa notare che “la Bibbia è l’unico caso al mondo in cui l’autore del libro è anche l’autore dei lettori”. C’è chi ha visto nella Bibbia “una fantastica lettera d’amore scrittaci da Dio per dirci come ci ama e comunicarci i suoi progetti” (D. Decoin). Il musicista D. Ellington fece questa considerazione: “Io ho avuto tre educatori: la strada, la scuola e la Bibbia; alla fine è la Bibbia quella che conta di più. È l’unico libro che dovremmo possedere”.

   Una persona che potrebbe essere considerata di parte, il cardinale Marty, diceva che il tema della Bibbia è “cercare Dio, trovarlo e cercarlo ancora”. Ma disse ciò non per partito preso ma per esperienza. Isidoro di Siviglia osservò argutamente che nella preghiera siamo noi che parliamo a Dio, ma nella lettura della Bibbia è Dio che parla a noi. Silvio Pellico, nel suo libro Le mie prigioni scrisse che la Bibbia gli era di grande conforto.

Da un punto di vista editoriale, essa è stata e continua ad essere il libro più diffuso al mondo. La Bibbia è ora disponibile, in forma completa o parziale, in più di 2.250 lingue. “Si stampano tuttora più copie della Bibbia che di qualsiasi altro libro”, riferisce l’ENI Bulletin.

   È difficile la Bibbia? Ogni cosa è facile e difficile. Non è facile imparare ad andare in bicicletta, ma poi diventa molto semplice pedalare. La botanica non è cosa semplice, ma senza doversi necessariamente laureare in biologia vegetale si può coltivare un magnifico giardino, se ci piace.

   La curiosità per la Bibbia potrebbe darci la spinta iniziale. Nel contempo, la religione potrebbe essere a volte un ostacolo che ci frena: per come viene presentato a volte Dio, invece di avvicinarci ci allontana. Chi poi conosce la Bibbia solo per sentito dire, potrebbe avere molti pregiudizi basati su convinzioni sbagliate. La domanda è: che cosa dice davvero la Bibbia?

   Questa sezione del nostro sito nasce con l’intento di aiutare coloro che vorrebbero saperne di più della Bibbia senza impegnarsi molto e senza dover affrontare discorsi difficili o spiegazioni teologiche tediose. È rivolto a persone che desiderano conoscere la Bibbia e che forse non hanno una gran preparazione scolastica. Sottolineiamo che questa sezione del nostro sito ha come obiettivo si far conoscere la Bibbia con semplicità, e magari di impararla senza sforzo. Intendiamo mantenere la promessa. Nelle nostre facili lezioni non usiamo termini difficili; impieghiamo invece un linguaggio molto semplice e colloquiale. Siamo convinti che quando si dicono le cose in modo molto semplice, capiscono anche le persone istruite! Se, ad esempio, diciamo di avere la rinorrea, pochi capiscono, ma se parliamo di naso che cola, lo capisce perfino un primario di otorinolaringoiatria. Allo stesso modo, pochi sanno che una disfunzione catarrale sintomatica dell’infiammazione di una membrana mucosa, specialmente rinolaringea, d’origine infettiva virale altro non è che un raffreddore. Ma se parliamo di raffreddore, evitando la definizione da enciclopedia medica, capisce anche un luminare della medicina col premio Nobel.

   Quando diciamo conoscere la Bibbia con semplicità e impararla senza sforzo, si deve essere consapevoli che si tratta di un’infarinatura generale che non ha la pretesa di sostituire con poche facili lezioni l’insegnamento fornito da una Facoltà di Scienze Bibliche. Questa sezione è dedicata a chi è digiuno di Bibbia o a chi ne sa poco e niente. Per approfondire la conoscenza biblica abbiamo la sezione Studi biblici e per chi desidera studiarla a fondo abbiamo una Facoltà Biblica dedicata. Qui ci accontentiamo di presentare la Bibbia in sole cinque facili lezioni:

1 Che cos’è la Bibbia
2 Per capire la Bibbia
3 Ciò che la Bibbia narra
4 La venuta del Messia
5 La conoscenza di Dio e la fede

   Queste cinque lezioni sono presentate su due livelli: 1) Conoscere la Bibbia con semplicità (sola lettura); 2) Imparare la Bibbia senza sforzo (apprendimento). A chi desidera imparare (senza sforzo) viene proposta la stessa identica lezione con il metodo dell’istruzione programmata.

   Che cos’è l’istruzione programmata? Si tratta di un metodo di insegnamento individualizzato. Questo metodo prevede la divisione della materia da studiare in piccole sequenze che potremmo definire “quadri”. Dopo la presentazione di ciascun quadro, vengono poste domande.

   In pratica, ciò che si vuole apprendere ovvero il contenuto da studiare è organizzato in quadri in sequenza, procedendo dal più semplice. Con questo metodo l’autodidatta apprende in modo graduale, lineare e sequenziale, facilmente e piacevolmente. Iniziando con nozioni semplici, prosegue verso nozioni più articolate.

   Le risposte corrette alle domande dopo ciascun quadro producono l’effetto desiderato, che è quello di apprendere, rinforzando il desiderio di proseguire e dando piacere nello studio. Se una risposta è errata, viene corretta subito, e anche ciò rinforza l’apprendimento. La chiave del metodo sta proprio in questa verifica che avviene quadro per quadro. Rispondendo correttamente si ha la ricompensa, e ciò invoglia a proseguire.

   Con questo metodo non è necessaria la presenza di un insegnante. Si tratta infatti di un processo automatico di apprendimento individualizzato in cui ogni fase dell’acquisizione di conoscenza è sottoposto al controllo da parte dell’autodidatta.

   Il merito di questo metodo va a Burrhus Frederic Skinner (1904 – 1990), uno psicologo statunitense, professore di Psicologia alla cattedra Edgar Pierce dell’Università Harvard dal 1958 sino al 1974; un recente sondaggio ha rivelato che Skinner è giudicato il più influente psicologo del 20° secolo. – Cfr. Review of General Psychology, luglio, 2002.

   Il modello dell’istruzione programmata ottenne grande successo negli U.S.A., e anche da noi, verso la fine degli anni Settanta.

   Siccome il processo automatico di apprendimento individualizzato deve essere sottoposto al controllo da parte dell’autodidatta stesso, è indispensabile – affinché il metodo funzioni – che chi studia dia le sue risposte alle domande prima di leggere le risposte date nella lezione stessa.

   Da parte nostra abbiamo migliorato tale metodo. Nei corsi programmati su libri in carta, si trovano spazi vuoti in cui l’autodidatta deve scrivere la sua risposta, ad esempio: “Su una carta geografica l’est è rappresentato dalla lettera ___”, e qui nello spazio vuoto l’allievo deve scrivere “E”, che è la risposta. Nel libro, in una colonna a fianco o in una nota in calce si trova la risposta. Chi studia è così costretto a coprire le risposte prima di rispondere. Per evitare questo procedimento farraginoso, le nostre lezioni vengono presentare in modo che basterà passare il puntatore sulla freccia cerchiata per far apparire la risposta. Ecco un esempio:

chi-siamo

   L’applicazione potrebbe non funzionare con un browser diverso da Mozilla Firefox.

   Ovviamente, occorre prima dare la risposta personalmente e solo dopo verificarla passando il puntatore. Si può impostare la propria istruzione solo sul primo livello, leggendo semplicemente le facili lezioni. Si può poi rileggere la stessa lezione nel livello due, dando le risposte. Chi si sente più sicuro può andare direttamente al livello due. I due livelli con cui la medesima lezione è presentata sono riconoscibili; esempio:

1a. Che cos’è la Bibbia

1b. Che cos’è la Bibbia [apprendimento]

   Vi auguriamo di provare soddisfazione imparando a conoscere la Bibbia mente vi divertite!