Umorismo biblico involontario

Certo ci sono, nella Bibbia, frangenti in cui si presentano momenti umoristici non voluti, tuttavia questi rimangono parte della Scrittura.

    Pietro dimostra tutto il suo candore quando, sorpreso e ammirato di fronte alla trasfigurazione di Yeshùa, se ne esce con una trovata che ci fa sorridere di simpatia: “Signore, è bello per noi stare qui. Se vuoi, preparerò tre tende: una per te, una per Mosè e una per Elia”. – Mt 17:4, TILC.

   Aaronne, dopo aver costruito il vitello d’oro mentre Mosè era sul monte, per giustificarsi sembra fare il finto tonto con Mosè: “Essi si sono tolti i gioielli e li hanno dati a me, li ho gettati nel fuoco e ne è venuto fuori questo vitello” (Es 32:24, TILC). “Ne è venuto fuori questo vitello”! Da solo, come per magia, povero inconsapevole Aaronne.

   Saul, impacciato, cerca di discolparsi con il profeta Samuele perché non ha distrutto ogni cosa nemica: aveva, infatti, risparmiato bovini e ovini, ovviamente per tenerseli. È comica la scena in cui si sentono belare e muggire gli animali risparmiati dal massacro, mentre Saul cerca di giustificarsi. “Samuele lo raggiunse e Saul gli disse: «Il Signore ti benedica. Ho fatto tutto quel che aveva ordinato il Signore». «Ma, – domandò Samuele – come mai allora sento pecore belare e buoi muggire?». Saul rispose: «Sono stati i soldati a risparmiare le pecore e i buoi migliori degli Amaleciti»”. – 1Sam 15:13-15, TILC.

   Tipicamente femminile la reazione di Sara verso il marito Abraamo dopo che Agar (che lei stessa aveva mandato da lui per avere un figlio) è rimasta incinta e si è fatta indolente. «È colpa tua!», pare dirgli: “Sei tu il responsabile”. – Gn 16:5, TILC.

   Quando Yeshùa disse che è difficile per un ricco essere salvato, Pietro nel suo candore dice: “E noi? Noi abbiamo abbandonato tutto per venire con te. Che cosa dobbiamo aspettarci?”. – Mt 19:27, TILC.

   Sempre Pietro, e sempre candido, dopo che Yeshùa ha insistito per lavargli i diedi e gli ha detto: “Se io non ti lavo, tu non sarai veramente unito a me”, replica: “Signore, non lavarmi soltanto i piedi, ma anche le mani e il capo”. – Gv 13:8,9, TILC.

   Dopo che Yeshùa si era reso conto che una forza era uscita da lui perché una donna malata gli aveva toccato il mantello per essere guarita e, dopo che Yeshùa si era voltato verso la folla domandando chi l’avesse toccato, “i discepoli gli risposero: «Vedi bene che la gente ti stringe da ogni parte. Come puoi dire: chi mi ha toccato?»”. – Mr 5:30,31.

   “Labano entrò nella tenda di Giacobbe, in quella di Lia e in quella delle due serve. Non trovò nulla. Allora uscì dalla tenda di Lia ed entrò in quella di Rachele. Rachele però aveva preso gli idoli e li aveva messi nella sella del cammello e vi si era seduta sopra. Così Labano frugò tutta la tenda, ma non li trovò. Rachele disse a suo padre: «Signor mio, non offenderti se non posso alzarmi alla tua presenza, ma mi trovo in uno di quei giorni che hanno tutte le donne»” (Gn 31:33-35, TILC). E gli idoli, intanto, stanno sotto il didietro di Rachele.