“Osserva i comandamenti”

“Cosa devo fare di buono per ottenere la vita eterna?”- Mt 19:16,TNM .

 

Questa domanda fu rivolta a Yeshùa. E Yeshùa rispose: “Se vuoi entrare nella vita, osserva di continuo i comandamenti” (v. 17, TNM). Strano a dirsi, alcuni argomentano che Yeshùa avrebbe detto così perché non era ancora morto, intendendo con questo che i Comandamenti furono poi aboliti con la sua morte. Si fa un grave torto a Yeshùa stesso attribuendogli pensieri che non aveva. Un onesto esame del comportamento di Yeshùa in circostanze simili mostra però che il suo modo di agire era diverso da quello attribuitogli.

   Trovandosi al pozzo con una donna samaritana, non esitò a dirle: “Credimi, l’ora viene che né su questo monte, né a Gerusalemme adorerete il Padre” (Gv 4:21). Non le nascose un cambiamento futuro. I Vangeli narrano altri comportamenti simili di Yeshùa. Perché mai avrebbe dovuto dire una mezza verità solo al giovane ricco che lo interrogava?

   Nel cosiddetto Nuovo Testamento non si trova mai neppure l’idea che i Comandamenti di Dio abbiano smesso di essere validi. Coloro che lo sostengono, lo fanno solo per sbarazzarsi di quel Comandamento che non vogliono rispettare: il quarto (riposo sabatico). Tali persone argomentano, infatti, che i Comandamenti non sono più validi, ma i loro princìpi sì. Nella Bibbia non esiste una simile idea. Il ragionamento stesso che viene addotto da costoro non porta lontano. Se infatti si domanda loro se “non assassinare” sia sempre valido, dovranno dire di sì. Se poi si domanda loro cosa significhi applicare il principio di “non rubare”, pur ritenendo il Comandamento non più valido, ci saranno grosse difficoltà nella risposta, giacché l’unico modo è quello di non rubare (osservando così il Comandamento). E così via per tutti i Comandamenti. Eccetto che per il quarto, quello che non vogliono osservare. Come si può ingannarsi così? Come non vedere da soli l’inganno del proprio ragionamento? Ecco il loro assurdo ragionamento con le sue conseguenze:

 1. Non avere altre dèi oltre a me. Non più valido. Ma bisogna continuare ad avere un solo Dio.

2. Non farti scultura o immagine, non prostrarti davanti a loro. Abolito. Ma va rispettato alla lettera.

3. Non pronunciare il nome di Dio invano. Abolito. Ma è sempre assolutamente valido.

4. Ricòrdati del giorno di riposo per santificarlo. Abolito. Non si vuole osservarlo.

5. Onora tuo padre e tua madre. Abolito. Ma indubbiamente sempre valido.

6. Non assassinare.  Abolito. Ma non si può violarlo.

7. Non commettere adulterio. Abolito. Ma sempre vincolante.

8. Non rubare. Abolito. Ma da osservare senza meno.

9. Non attestare il falso. Abolito. Ma va sempre osservato.

10. Non desiderare … Abolito. Ma valido, esattamente come tutti gli altri.

 

   Secondo questo strano e assurdo ragionamento Dio avrebbe abolito i suoi dieci Comandamenti (è questo è di per sé un’illogicità contro ogni evidenza biblica) per poi ritenerne assolutamente sempre validi solo nove. Questo contorto ragionamento antiscritturale svela solo l’obiettivo di sbarazzarsi dell’osservanza del sabato. La Bibbia, invece, dice: “Tutti i suoi comandamenti sono fermi, stabili in eterno per sempre”. – Sl 111:7,8; nella Traduzione del Nuovo Mondo i “comandamenti” diventano semplici “ordini”.