{"id":1466,"date":"2013-05-25T05:41:19","date_gmt":"2013-05-25T03:41:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.biblistica.it\/?page_id=1466"},"modified":"2013-05-25T05:41:24","modified_gmt":"2013-05-25T03:41:24","slug":"creazione-dal-nulla","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.biblistica.it\/?page_id=1466","title":{"rendered":"Creazione dal nulla?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">La Bibbia inizia con queste parole: \u201cNel principio Dio cre\u00f2 i cieli e la terra. La terra era informe e vuota, le tenebre coprivano la faccia dell&#8217;abisso e lo Spirito di Dio aleggiava sulla superficie delle acque\u201d. &#8211; <i>Gn <\/i>1:1,2.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Orig\u00e8ne \u2013 teologo \u201ccristiano\u201d, filosofo e scrittore greco nato ad Alessandria d\u2019Egitto nel 185 e morto a Tiro nel 254 \u2013 scrisse: \u201cSe un manicheo ti viene a dire che la materia preesisteva oppure te lo dice Marcione o Valentino o un pagano, rispondi loro: \u2018In principio Dio cre\u00f2 il cielo e la terra\u2019, quindi anche la materia e non solo lo spirito\u201d (Orig\u00e8ne, <i>Omelia <\/i>11 su <i>Gn <\/i>1 n. 3 P 4 53,25-30). Il manicheismo credeva in un dio malvagio creatore della materia cosmica. Agostino \u2013 filosofo e teologo latino vissuto dal 354 al 430, vescovo fatto \u201csanto\u201d e \u201cdottore\u201d dalla Chiesa cattolica \u2013 cos\u00ec pregava: \u201cTu, Signore, facesti il mondo dalla materia informe, quel quasi niente che facesti dal nulla, per trarne poi cose che noi, figli degli uomini, ammiriamo\u201d. \u2013 Agostino, <i>Confessioni <\/i>22.8.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Qui vogliamo esaminare se questo ragionamento, accolto sia da Orig\u00e8ne che da Agostino, sia valido e corrisponda al pensiero biblico oppure se lasci alquanto a desiderare e introduca degli elementi extrabiblici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Innanzitutto vediamo bene il testo biblico, avvalendoci di una traduzione letterale:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cIn principio Dio cre\u00f2 i cieli e la terra. Ora la terra risult\u00f2 essere informe e vuota e c\u2019erano tenebre sulla superficie delle acque dell\u2019<i>abisso<\/i> [\u05ea\u05b0\u05d4\u05b9\u05d5\u05dd (<i>teh\u00f2m<\/i>)]; e la forza attiva di Dio si muoveva sulla superficie delle acque\u201d. \u2013 <i>Gn <\/i>1:1,2, <i>TNM<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Per maggior precisione specifichiamo che la Bibbia non dice \u201cinforme e vuota\u201d, ma \u201cdesolazione e deserto\u201d (\u05ea\u05b9\u05d4\u05d5\u05bc \u05d5\u05b8\u05d1\u05b9\u05d4\u05d5\u05bc, <i>t\u00f2hu vav\u00f2hu<\/i>) e che l\u2019espressione tradotta \u201cla forza attiva di Dio\u201d \u00e8 nell\u2019ebraico \u201cvento di Do\u201d (\u05e8\u05d5\u05bc\u05d7\u05b7 \u05d0\u05b1\u05dc\u05b9\u05d4\u05b4\u05d9\u05dd, <i>r\u00f9akh eloh\u00ecm<\/i>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Alcuni esegeti hanno pensato che, nel primo versetto, \u201ci cieli e la terra\u201d riguardino la creazione dal nulla della materia primordiale su cui Dio avrebbe poi operato nei sei giorni della creazione descritti in 1:3-31. Tale idea sarebbe suggerita dalle parole <i>t\u00f2hu vav\u00f2hu <\/i>(\u05ea\u05b9\u05d4\u05d5\u05bc \u05d5\u05b8\u05d1\u05b9\u05d4\u05d5) del v. 2: una allitterazione, dicono tali esegeti, indicante una massa caotica. Ci\u00f2 lo pensava anche il rabbino Cassuto che scrisse: \u201cQuesta terra, il mondo inferiore su cui noi viviamo, era allora differente da quello di oggi. Dio, quando la cre\u00f2, la cre\u00f2 gradualmente. Come un figulo [= vasaio] che iniziando la formazione di un ben congegnato vaso prende prima una massa d\u2019argilla e la depone sul suo tavolo girevole per poi lavorarla con le sue mani, cos\u00ec il Creatore prepara prima questo mondo inferiore, terra e mare, come una massa caotica, per infondervi ordine e vita\u201d (U. Cassuto, <i>La creazione del mondo nella Genesi<\/i>). Anche T. R. Dussaud scrisse: \u201cEn effet la terre n\u2019existait pas; elle se confondait avec les eaux d\u2019o\u00f9 elle sera tir\u00e9e plus tard (v. 9). Nous traduisons donc\u00a0: \u2018Un magma informe\u2019\u201d (T. R. Dussaud, in <i>Revue de l\u2019Histoire des Religions<\/i>, 1928, pag 128). Questa ipotesi era gi\u00e0 stata sostenuta da alcuni scrittori antichi, come G. Crisostomo, Basilio, G. Nisseno e T. d\u2019Aquino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Contro tale ipotesi va notato che il <i>t\u00f2hu vav\u00f2hu <\/i>(\u05ea\u05b9\u05d4\u05d5\u05bc \u05d5\u05b8\u05d1\u05b9\u05d4\u05d5) non significa affatto lo stato caotico della materia informe. L\u2019abbinamento dei vocaboli si trova altre due volte nelle Scritture Ebraiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 In <i>Ger <\/i>4:23 descrive lo stato in cui per punizione divina sarebbe stata ridotta la terra di Canaan:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\">\u201cIo guardo la terra, ed ecco \u00e8 <b>desolata e deserta<\/b> [\u05ea\u05b9\u05d4\u05d5\u05bc \u05d5\u05b8\u05d1\u05b9\u05d4\u05d5\u05bc (<i>t\u00f2hu vav\u00f2hu<\/i>), \u201cdesolazione e deserto\u201d];<\/p>\n<p align=\"center\">i cieli sono senza luce\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Isaia applica tale frase ad Edom, punito da Dio:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cI torrenti di Edom saranno mutati in pece e la sua polvere in zolfo; la sua terra diventer\u00e0 pece ardente. Non si spegner\u00e0 n\u00e9 notte n\u00e9 giorno, il fumo ne salir\u00e0 per sempre; di et\u00e0 in et\u00e0 rimarr\u00e0 deserta, nessuno vi passer\u00e0 mai pi\u00f9. Il pellicano e il porcospino ne prenderanno possesso, la civetta e il corvo vi abiteranno; il Signore vi stender\u00e0 la corda della <i>desolazione<\/i> [\u05ea\u05b9\u05d4\u05d5 (<i>t\u00f2hu<\/i>)], il livello del <i>deserto<\/i> [\u05d1\u05b9\u05d4\u05d5 (<i>v\u00f2hu<\/i>)].\u201d \u2013 <i>Is <\/i>34:9-11.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Ci\u00f2 corrisponde all\u2019etimologia dei due vocaboli. <b><i>T\u00f2hu<\/i><\/b><i> <\/i>(\u05ea\u05b9\u05d4\u05d5), \u201cdesolazione\u201d, ricorre 17 volte nella Bibbia e indica un luogo privo di vegetazione (cfr. <i>Gb <\/i>12:24 e sgg.; <i>Dt <\/i>32:10). <b><i>V\u00f2hu<\/i><\/b><i> <\/i>(\u05d1\u05b9\u05d4\u05d5), \u201cdeserto\u201d, ricollegabile all\u2019arabo <i>bahija<\/i>, suggerisce una casa priva di mobilio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Perch\u00e9 mai dare al <i>t\u00f2hu vav\u00f2hu <\/i>(\u05ea\u05b9\u05d4\u05d5\u05bc \u05d5\u05b8\u05d1\u05b9\u05d4\u05d5) del secondo versetto genesiaco il senso di magma informe, composto da territorio e acqua che altrove nella Bibbia non ha mai?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Gi\u00e0 questo, di per s\u00e9, dovrebbe escludere l\u2019idea di una materia primordiale su cui Dio avrebbe operato. Comunque, anche il contesto biblico favorisce questa interpretazione, dato che presenta la terra creata da Dio non nel terzo giorno, ma solo fatta apparire rimuovendo l\u2019acqua che la ricopriva. La successiva creazione sarebbe consistita nel toglierne l\u2019aspetto desertico con la comparsa della vegetazione (terzo giorno, vv. 9-13) e la sua desolazione con la formazione della fauna e dell\u2019essere umano (quinto e sesto giorno, vv. 20-27).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Anche il salmista presenta la terra gi\u00e0 bell\u2019e formata, con monti e valli, ma sommersa dalle acque:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\">\u201cEgli ha fondato la terra sulle sue basi:<\/p>\n<p align=\"center\">essa non vaciller\u00e0 mai.<\/p>\n<p align=\"center\">Tu l&#8217;avevi coperta dell&#8217;oceano come d&#8217;una veste,<\/p>\n<p align=\"center\">le acque si erano fermate sui monti.<\/p>\n<p align=\"center\">Alla tua minaccia esse si ritirarono,<\/p>\n<p align=\"center\">al fragore del tuo tuono fuggirono spaventate,<\/p>\n<p align=\"center\">scavalcarono i monti, discesero per le vallate<\/p>\n<p align=\"center\">fino al luogo che tu avevi fissato per loro\u201d. \u2013 <i>Sl <\/i>104:5-8.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Si capisce meglio in tal caso come l\u2019inondazione delle acque diluviali faccia piombare la terra nella situazione primordiale, per cui si debba passare ad una nuova creazione. &#8211; Cfr. <i>Gn <\/i>8:13-9:17; <i>2Pt <\/i>3:5.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Non vi \u00e8 alcun motivo di intendere le parole \u201ccieli e terra\u201d per primo versetto in modo diverso dall\u2019usuale. Esse indicano proprio il cielo, oggi visibile, e la terra da noi calpestata, cielo e terra che furono creati nell\u2019opera divina. Essi sono richiamati alla fine del racconto della creazione quando si dice: \u201cCos\u00ec furono compiuti i cieli e la terra e tutto l&#8217;esercito loro [ovvero con tutti i loro elementi mobili]\u201d (<i>Gn <\/i>2:1). Proprio come questo versetto &#8211; <i>Gn <\/i>2:1 \u2013 allude alla creazione dei sei giorni, cos\u00ec deve dirsi anche del cielo e della terra del primo versetto: riguarda la formazione del nostro mondo visibile e non la creazione di una materia informe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Sarebbe poi oltremodo strano che Dio, che fa ogni cosa per bene, avesse creato prima una materia caotica e informe anzich\u00e9 formare direttamente ogni cosa ben modellata. Sarebbe davvero strano un primo tentativo mal riuscito su cui Dio dovesse poi intervenire per metterlo a posto. E poi, anche volendo ammettere non un tentativo mal riuscito, ma una creazione volutamente caotica, perch\u00e9 mai Dio avrebbe dovuto operare in due tempi? Che senso avrebbe avuto creare prima il caos per poi metterlo in ordine? A questa conclusione arriviamo con il semplice buon senso. E la Bibbia la <i>conferma<\/i>, dato che in <i>Is <\/i>45:18 si attesta:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\">\u201cCos\u00ec dice il Signore,<\/p>\n<p align=\"center\">che ha creato i cieli;<\/p>\n<p align=\"center\">egli, il Dio che ha plasmato<\/p>\n<p align=\"center\">e fatto la terra e l&#8217;ha resa stabile<\/p>\n<p align=\"center\">e l&#8217;ha creata <b><i>non come orrida regione<\/i><\/b> [<b>\u05dc\u05b9\u05d0\u05be\u05ea\u05b9\u05d4\u05d5\u05bc <\/b>\u00a0(<b><i>lo-t\u00f2hu<\/i><\/b>), \u201c<b>non-desolazione<\/b>\u201d]\u201d. \u2013 <i>CEI<\/i>.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Questa intuizione l\u2019ebbe gi\u00e0 H. Renckens che scrisse: \u201cCi sembra che non ci sia un unico testo in cui l\u2019aurore voglia dire che Dio abbia creato il caos, e tanto meno lo vuol dire al v. 1. Dio ha creato quello che ora esiste e la creazione di Dio ha come risultato il bene e l\u2019ordine (cfr. Is 45,18). Per questa ragione il v. 2 non \u00e8 la spiegazione del v. 1\u201d. \u2013 H. Rencksens, <i>Preistoria e storia della salvezza<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Come spiegare il <i>t\u00f2hu vav\u00f2hu <\/i>(\u05ea\u05b9\u05d4\u05d5\u05bc \u05d5\u05b8\u05d1\u05b9\u05d4\u05d5) di <i>Gn <\/i>1:2 sar\u00e0 trattato nella lezione successiva, la n. 556, intitolata <i>La terra informe e vuota di <\/i>Gn <i>1:2<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><i>Non creazione dal nulla<\/i><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 La prima parola della Scrittura \u00e8 \u05d1\u05b0\u05bc\u05e8\u05b5\u05d0\u05e9\u05b4\u05c1\u05d9\u05ea (<i>beresh\u00ect<\/i>), composta dalla preposizione \u05d1\u05b0\u05bc (<i>be<\/i>), \u201cin\u201d \u2013 che in ebraico si pone come prefisso -, e dalla parola \u05e8\u05b5\u05d0\u05e9\u05b4\u05c1\u05d9\u05ea (<i>resh\u00ect<\/i>), \u201cinizio\/principio\u201d. La traduzione \u00e8 quella che leggiamo nelle nostre Bibbie: \u201cIn principio\u201d (<i>Gn <\/i>1:1) o \u2013 se vogliamo dirlo in un italiano pi\u00f9 attuale \u2013 \u201call\u2019inizio\u201d. Gli esegeti danno due interpretazioni di questa espressione.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li><b><i>Senso relativo<\/i><\/b>. Alcuni esegeti uniscono il versetto 1 di <i>Gn <\/i>1 al v. 2 o al v. 3.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">a)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Se si unisce il primo versetto al secondo si ottiene la seguente traduzione: \u201cAll\u2019inizio del creare di Dio il cielo e la terra, la terra era desertica e vuota\u201d. La Bibbia metterebbe cos\u00ec in rilievo la situazione del cosmo prima della creazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">b)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Altri esegeti, collegando il v. 1 al 3, considerano il verso 2 una parentesi e ottengono la seguente traduzione: \u201cAll\u2019inizio del creare di Dio il cielo e la terra (la terra era desertica e vuota), Dio disse: Sia fatta luce\u201d. Questa traduzione fu proposta da rabbi Rashi, il famoso commentatore ebreo della <i>Genesi<\/i>, morto nel 1105. Questa traduzione ha il merito di mettere in evidenza la parola creatrice di Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il senso relativo \u00e8 suggerito dal fatto che la parola \u05d1\u05b0\u05bc\u05e8\u05b5\u05d0\u05e9\u05b4\u05c1\u05d9\u05ea (<i>beresh\u00ect<\/i>) manca dell\u2019articolo determinativo (se ci fosse sarebbe <i>baresh\u00ect<\/i>), segno che la frase non sarebbe da prendersi in forma assoluta a s\u00e9 stante, ma da ricollegarsi con un\u2019altra. In tal caso bisognerebbe per\u00f2 mutare il verbo \u05d1\u05b8\u05bc\u05e8\u05b8\u05d0 (<i>bar\u00e0<\/i>), che \u00e8 un passato e viene tradotto \u201ccre\u00f2\u201d, leggendolo <i>ber\u00f2 <\/i>(in ebraico le vocali non si scrivono, ma vengono aggiunte dal lettore) che \u00e8 un infinito. Tale modifica non creerebbe difficolt\u00e0, dato che fino all\u20198\u00b0 secolo della nostra \u00e8ra le vocali non erano scritte, mentre ben fisse stavano le consonanti, che in questo caso rimarrebbero identiche. Infatti, \u05d1\u05e8\u05d0 (<i>br<\/i>; la \u05d0, <i>\u00e0lef<\/i>, non ha suono riproducibile con una lettera latina) pu\u00f2 leggersi sia <i>bar\u00e0<\/i> (\u201ccre\u00f2\u201d)<i> <\/i>che <i>ber\u00f2 <\/i>(\u201ccreare\u201d). La traduzione del v. 1 in senso relativo esclude evidentemente la creazione dal nulla, in quanto affermerebbe espressamente la situazione del cosmo prima dell\u2019attivit\u00e0 creatrice di Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><i>\u00a0 \u00a0 \u00a02. Frase a s\u00e9 stante<\/i><\/b>. Che il primo versetto genesiaco vada inteso come una frase in s\u00e9 completa appare da molte ragioni:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">a)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 In <i>Gn <\/i>2:1 la frase \u201ccos\u00ec furono compiuti i cieli e la terra e tutto l&#8217;esercito loro\u201d richiama il primo versetto genesiaco: \u201cDio cre\u00f2 i cieli e la terra\u201d, per cui i due versetti includono tutta l\u2019opera creatrice di Dio. Siccome al cap. 2 la frase \u00e8 assoluta e a s\u00e9 stante, sembra logico che lo debba essere anche il primo versetto genesiaco che vi si ricollega. Si ha qui la grande ripartizione del cosmo come si pensava allora, ovvero in \u201ccieli\u201d (la sua parte superiore) e \u201cterra\u201d (la sua parte inferiore), riservata agli animali e all\u2019essere umano che li domina. Ci\u00f2 si legge in <i>Sl <\/i>115:16: \u201cI cieli sono i cieli del Signore, ma la terra l&#8217;ha data agli uomini\u201d. Talora il cosmo veniva chiamato \u201cil tutto\u201d (\u05d4\u05b7\u05db\u05b9\u05bc\u05dc,<i> hak\u00f2l<\/i>), come in <i>Ger <\/i>10:16. \u201cEgli ha formato <i>il tutto<\/i> [\u05d4\u05b7\u05db\u05b9\u05bc\u05dc (<i>hak\u00f2l<\/i>)]\u201d (traduzione dall\u2019ebraico) e come in <i>Ec <\/i>11:5: \u201cL\u2019opera di Dio che fa il tutto\u201d. Sbaglia completamente <i>TNM <\/i>che traduce \u201cegli \u00e8 il Formatore di tutto\u201d e \u201cche fa ogni cosa\u201d. L\u2019ebraico ha \u05db\u05b9\u05bc\u05dc (<i>kol<\/i>) preceduto dall\u2019articolo determinativo: <i>\u05d4\u05b7<\/i>\u05db\u05b9\u05bc\u05dc (ha<i>k\u00f2l<\/i>), \u201c<i>il<\/i> tutto\u201d. In pi\u00f9, in <i>Ec<\/i>, si ha <i>\u05d0\u05b6\u05ea<\/i>\u05be\u05d4\u05b7\u05db\u05b9\u05bc\u05dc (et-<i>hak\u00f2l<\/i>): \u05d0\u05b6\u05ea (<i>et<\/i>) indica il complemento oggetto di parole specifiche e non generiche, quindi non \u201ctutto\u201d nel senso di ogni cosa, ma \u201c<i>il<\/i> tutto\u201d. Comunque, \u00e8 pi\u00f9 comune la duplice ripartizione in \u201ccieli\u201d e \u201cterra\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">b)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Anzich\u00e9 cambiare il <i>bar\u00e0 <\/i>(\u201ccre\u00f2\u201d) in <i>ber\u00f2 <\/i>(\u201ccreare\u201d), sarebbe preferibile introdurre l\u2019articolo determinativo \u05d4\u05b7 (<i>ha<\/i>) nella parola \u05d1\u05b0\u05bc\u05e8\u05b5\u05d0\u05e9\u05b4\u05c1\u05d9\u05ea (<i>beresh\u00ect<\/i>) e leggerla <i>baresh\u00ect<\/i>, \u201cne<i>l<\/i> principio\u201d, senza modificare le consonanti. Sappiamo che le vocali non erano scritte prima dell\u20198\u00b0 secolo, per cui sarebbe possibile. \u00c8 da notare che tale modifica non sarebbe del tutto capricciosa perch\u00e9 si trova attestata nel Pentateuco samaritano e nei frammenti della seconda colonna dell\u2019<i>Esapla <\/i>di Orig\u00e8ne in cui l\u2019ebraico, scritto con caratteri greci (che le vocali le ha), si presenta in due forme fluttuanti: <i>baresh\u00ect <\/i>o <i>baresh\u00e8t<\/i>, entrambi con l\u2019articolo (cfr. Field, <i>Origenis Hexaplorum quae supersunt<\/i>, 1875; P. A. de Lagarde, <i>Ank\u00fcndigung einer neuen Ausgabe der griech Uebersetzung des A. T.<\/i>, 1882; Kittel, <i>Genesis 2<\/i>, Stuttgart, 1969; Salvoni-Rossi, <i>Il romanzo della Bibbia<\/i>, Facolt\u00e0 Biblica, Milano, 1982). Tuttavia, anche nel caso in cui il primo versetto genesiaco si consideri una frase a s\u00e9 stante (come sarebbe preferibile) e si traduca \u201cin principio Dio cre\u00f2 i cieli e la terra\u201d, questo non pu\u00f2 servire da sostegno per la creazione dal nulla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><i>\u00a0 \u00a0 \u00a03. Creazione da materia preesistente<\/i><\/b>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">a)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il verbo \u201ccreare\u201d (ebraico \u05d1\u05e8\u05d0, <i>bar\u00e0<\/i>) non ha il senso filosofico moderno di \u201ctrarre dal nulla\u201d. Il verbo \u00e8 riservato ad una azione divina, impossibile per l\u2019uomo, come la comparsa delle cose pi\u00f9 importanti quali i cieli e la terra (<i>Gn <\/i>1:1), i grandi cetacei (<i>Gn <\/i>1:21) e l\u2019essere umano (<i>Gn <\/i>1:27). Il verbo <i>bar\u00e0 <\/i>non indica tuttavia la creazione dal nulla, perch\u00e9 non di rado \u00e8 in parallelismo con il verbo \u201cfare\u201d (\u05e2\u05e9\u05d5\u05ea, <i>as\u00f2t<\/i>): \u201c<i>Facciamo<\/i> l&#8217;uomo a nostra immagine\u201d di <i>Gn <\/i>1:26 corrisponde a \u201cDio <i>cre\u00f2<\/i> l&#8217;uomo a sua immagine\u201d del versetto successivo (<i>Gn <\/i>1:27). Cos\u00ec anche in <i>Gn <\/i>2:3: \u201cDio benedisse il settimo giorno e lo santific\u00f2, perch\u00e9 in esso Dio si ripos\u00f2 da tutta l&#8217;opera che aveva <i>creata<\/i> e <i>fatta<\/i>\u201d. Non di rado nel racconto della creazione si specifica l\u2019elemento da cui sono tratti alcuni esseri creati: dall\u2019acqua vengono i grandi cetacei marini creati da Dio (<i>Gn <\/i>1:21; cfr. 1:20 con 1:24), dalla terra gli animali (<i>Gn <\/i>1:24) e anche l\u2019uomo plasmato con la polvere della terra (<i>Gn <\/i>1:27). Da notare che il redattore finale di <i>Gn <\/i>non vi trov\u00f2 contraddizione. Di certo non \u00e8 creata dal nulla Israele: \u201cIo sono il Signore, vostro Santo, il <i>creatore<\/i> di Israele\u201d (<i>Is <\/i>43:15). Di certo non \u00e8 creata dal nulla Gerusalemme: \u201cIo <i>creo<\/i> Gerusalemme\u201d (<i>Is <\/i>65:18). E di certo non sono creati dal nulla i cedri dell\u2019epoca messianica: \u201cIl Santo di Israele ne \u00e8 il <i>creatore<\/i>\u201d. &#8211; <i>Is <\/i>41:20.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">b)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Il semita rifuggiva dal concetto filosofico del nulla: per lui tutto era concretezza e realt\u00e0. Per l\u2019ebreo neppure le tenebre erano mancanza di luce, ma qualcosa di concreto simile a densa caligine: \u201cLa caligine delle tenebre\u201d (<i>2Pt <\/i>2:17). Come vi \u00e8 la dimora della luce, vi \u00e8 la dimora delle tenebre, per cui il poeta pu\u00f2 domandare: \u201cDov\u2019\u00e8 la via che guida al soggiorno della luce? Le tenebre dove hanno la loro sede?\u201d (<i>Gb <\/i>26:10). E Dio dice: \u201cIo formo la luce, creo le tenebre\u201d (<i>Is <\/i>45:7). Nel primo capitolo di <i>Gn <\/i>le tenebre erano gi\u00e0 preesistenti, come del resto la luce che non viene creata ma fatta venire in mezzo alle tenebre da un luogo dove gi\u00e0 esisteva: \u201c\u2019Si faccia luce\u2019. Quindi si fece luce\u201d. &#8211; <i>Gn <\/i>1:3, <i>TNM<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">c)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La <b><i>materia primordiale preesistente <\/i><\/b>su cui si svolse l\u2019opera divina della creazione sarebbe indicata chiaramente<b><i> <\/i><\/b>in <i>Gn <\/i>1:2: \u201cLa terra era desolazione e deserto [\u05ea\u05b9\u05d4\u05d5\u05bc \u05d5\u05b8\u05d1\u05b9\u05d4\u05d5\u05bc (<i>t\u00f2hu vav\u00f2hu<\/i>)]\u201d. L\u2019elemento fondamentale su cui opera il Creatore \u00e8 dato dall\u2019acqua che viene chiamata \u201cabisso\u201d (\u05ea\u05b0\u05d4\u05b9\u05d5\u05dd, <i>teh\u00f2m<\/i>) e anche \u201cacque\u201d (\u05de\u05b8\u05bc\u05d9\u05b4\u05dd, <i>m\u00e0ym<\/i>), come appare dal parallelismo tra questi due vocaboli in <i>Gn <\/i>1:2: \u201cLe tenebre coprivano la faccia dell&#8217;<i>abisso<\/i> e lo Spirito di Dio aleggiava sulla superficie delle <i>acque<\/i>\u201d. In mezzo alle acque si trovava sommersa, gi\u00e0 bell\u2019e pronta, la terra. L\u2019\u201cabisso\u201d acquoso (\u05ea\u05b0\u05d4\u05b9\u05d5\u05dd, <i>teh\u00f2m<\/i>) sta in basso e si oppone al \u201cfirmamento\u201d (\u05e8\u05b8\u05e7\u05b4\u05d9\u05e2\u05b7, <i>raqi\u00e0<\/i>) che sta in alto, formando i due poli opposti tra loro e irraggiungibili dagli esseri umani: \u201cQuesta sia la lettera d\u2019addio, a meno che [situazione impossibile] tu salga sul firmamento [\u05e8\u05b8\u05e7\u05b4\u05d9\u05e2\u05b7 (<i>raqi\u00e0<\/i>)] o scenda nell\u2019abisso [\u05ea\u05b0\u05d4\u05b9\u05d5\u05dd (<i>teh\u00f2m<\/i>)] o tu percorra a piedi il grande mare\u201d (<i>Sifre <\/i>1,126). Simile a questo documento ebraico con cui un marito ripudiava la moglie, \u00e8 <i>Sl <\/i>139:7,8, in cui al posto di \u05e8\u05b8\u05e7\u05b4\u05d9\u05e2\u05b7 (<i>raqi\u00e0<\/i>) c\u2019\u00e8 \u201ccielo\u201d e al posto di \u05ea\u05b0\u05d4\u05b9\u05d5\u05dd (<i>teh\u00f2m<\/i>) c\u2019\u00e8 \u201csoggiorno dei morti\u201d: \u201cDove potrei andarmene lontano dal tuo Spirito, dove fuggir\u00f2 dalla tua presenza? Se salgo in cielo tu vi sei; se scendo nel soggiorno dei morti, eccoti l\u00e0\u201d. I fluidi, in ebraico, sono di genere maschile, mentre \u05ea\u05b0\u05d4\u05b9\u05d5\u05dd (<i>teh\u00f2m<\/i>), \u201cabisso\u201d, \u00e8 di genere femminile. E poi questa parola non \u00e8 mai usata con l\u2019articolo determinativo, il che fa supporre che almeno all\u2019origine era sentita come nome proprio femminile. Nasce spontaneo il richiamo alla dea sumera Tiamat accolta degli assiro-babilonesi, che rappresentava il complesso delle acque salse oppostesi alla creazione da parte del dio Marduk. I nomi sono identici; le consonanti \u2013 le uniche che contino \u2013 sono uguali in <i>thm<\/i> (\u05ea\u05b0\u05d4\u05b9\u05d5\u05dd, <i>teh\u00f2m<\/i>) e in <b><i>Tiam<\/i><\/b><i>at <\/i>(lo <i>ia <\/i>di Tiamat \u00e8 un modo per indicare l\u2019<i>h<\/i> &#8211; \u05d4 &#8211;<i> <\/i>degli ebrei); il <i>t <\/i>finale di Tiamat \u00e8 solo desinenza accadica del femminile. Questa identificazione non \u00e8 fantasiosa: essa \u00e8 garantita dai dizionari bilingue rinvenuti a Ebla, in Siria, in cui la dea Tiamat \u00e8 identificata con \u05ea\u05b0\u05d4\u05b9\u05d5\u05dd (<i>teh\u00f2m<\/i>). Non solo i nomi, ma anche la sostanza \u00e8 identica: in entrambi i casi indicano il complesso primordiale delle acque. La creazione, anche per i babilonesi e i sumeri (regione mesopotamica) avviene con la divisione in due parti della carcassa di Tiamat, la dea dell\u2019abisso acquoso, vinta dal dio Marduk (si vedano i testi in ANET 63 e sgg.). Tutto ci\u00f2 non deve scandalizzare il semplice. Nonostante questo legame etimologico, nella Scrittura \u00e8 scomparso ogni legame mitico. Nella Bibbia la \u05ea\u05b0\u05d4\u05b9\u05d5\u05dd (<i>teh\u00f2m<\/i>) non \u00e8 la potenza antidivina opposta alla creazione, ma \u00e8 un semplice elemento cosmico primordiale in tutto sottomesso a Dio e ubbidiente ai suoi ordini. Forse per la sua origine mitica, la parola \u05ea\u05b0\u05d4\u05b9\u05d5\u05dd (<i>teh\u00f2m<\/i>) \u00e8 poco usata nella Scrittura, dove indica la profondit\u00e0 dell\u2019oceano sotterraneo da cui sgorgano le sorgenti e i fiumi: \u201cTutte le fonti del grande <i>abisso<\/i> eruppero\u201d (<i>Gn <\/i>7:11). Dato il collegamento con la malvagia dea Tiamat della Mesopotamia, si capisce come nella Bibbia le acque marine siano sentite come qualcosa di malvagio. \u00c8 dalle acque marine, infatti, che sorgono gli esseri maligni di <i>Ap <\/i>13:1; queste sono destinate a scomparire nella nuova creazione escatologica in cui \u201cil mare\u201d non c\u2019\u00e8 pi\u00f9 (<i>Ap <\/i>21:1). Su questi elementi Dio lavor\u00f2: le tenebre sono confinate nella notte, mentre nelle ore diurne sono sostituite dalla luce (<i>Gn <\/i>1:3-5); le acque della \u05ea\u05b0\u05d4\u05b9\u05d5\u05dd (<i>teh\u00f2m<\/i>) sono divise in due parti, la superiore e l\u2019inferiore, separate dal firmamento (<i>Gn <\/i>1:6,7). Con la riunione delle acque inferiori nei mari appare la terra: \u201c\u2019Appaia l&#8217;asciutto\u2019. E cos\u00ec fu. Dio chiam\u00f2 l&#8217;asciutto terra\u201d (<i>Gn <\/i>1:9,10). Dalle acque inferiori Dio trae i pesci e gli uccelli del cielo (<i>Gn <\/i>1:20,21). La creazione di Dio non \u00e8 quindi una pura creazione dal nulla, ma si svolge su materia preesistente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><i>Insegnamenti di questo brano<\/i><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Questo brano della Scrittura esalta l\u2019unicit\u00e0 del Dio d\u2019Israele che crea l\u2019universo con la sua parola creatrice.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li><b><i>Monoteismo, non politeismo<\/i><\/b>. Il dio creatore babilonese per uccidere il mostro Tiamat e formare l\u2019universo in modo assai simile a quello biblico, ha bisogno di ricevere forza da tutti gli altri d\u00e8i che non osavano, per paura, affrontare la dea primordiale. La tavola IV del poema <i>Enuma Elish<\/i> (foto), nel descrivere l\u2019intronizzazione del dio Marduk, \u00e8 quanto mai significativa al riguardo. Nella Bibbia, invece, l\u2019unico vero Dio non ha alcun avversario che gli si opponga e non ha bisogno dell\u2019aiuto di altri: con il suo \u201cspirito\u201d entra in azione, parla e crea. In ebraico la parola \u201cDio\u201d ha la forma plurale \u05d0\u05b1\u05dc\u05b9\u05d4\u05b4\u05d9\u05dd (<i>eloh\u00ecm<\/i>), per cui pu\u00f2 indicare i vari d\u00e8i pagani, ma in tal caso ha quasi sempre l\u2019aggiunta dell\u2019aggettivo \u201cstranieri\u201d (<i>Gn <\/i>35:2,4). Tuttavia, la forma plurale pu\u00f2 essere usata anche per un solo dio, come Kamosh (<i>Gdc <\/i>11:24), Dagon (<i>1Sam <\/i>5:7), Astoret (<i>Gdc <\/i>2:13), il vitello d\u2019oro (<i>Es <\/i>32:4). La forma singolare <i>eloh\u00e0 <\/i>(\u05d0\u05b1\u05dc\u05b9\u05d4\u05b7), di uso esclusivamente poetico (cfr. <i>Sl <\/i>18:6), non \u00e8 adoperata nella prosa. Pare che il termine si riallacci alla radice \u05d0\u05dc (<i>el<\/i>) con il senso di \u201cpotente\u201d (cfr <i>Sl <\/i>10:12;16:1;17:6, in cui compare <i>el<\/i>, \u05d0\u05b5\u05dc, \u201cDio\u201d) o, meglio, al pronome dimostrativo \u05d4\u05d5\u05bc\u05d0 (<i>hu<\/i>) con il senso di \u201cquello [di lass\u00f9]\u201d. L\u2019uso del plurale per il singolare era comune anche presso altri popoli. Il dio fenicio Nergal \u00e8 detto <i>il\u00ecm <\/i>(\u201dd\u00e8i\u201d); il dio detto \u201cil Signore dell\u2019Egitto\u201d riceve nella leggenda di Danel la forma plurale \u201cd\u00e8i\u201d; nel trattato tra Subbililiuma, re degli ittiti, e Mattiwaza, re dei mitanni, ogni singolo dio invocato riceve il qualificativo di \u201cnostri d\u00e8i\u201d; nelle lettere di El Amarna anche il faraone egizio viene chiamato <i>ilani <\/i>(\u201cnostri d\u00e8i\u201d). Pur essendo gli antenati di Abraamo politeisti (<i>Gs <\/i>24:2), nella Scrittura <i>Eloh\u00ecm <\/i>(\u05d0\u05b1\u05dc\u05b9\u05d4\u05b4\u05d9\u05dd), riferito al Dio d\u2019Israele, presuppone sempre il monoteismo pi\u00f9 assoluto. Con il plurale la Bibbia vuol solo insegnare che <i>tutta la pienezza della divinit\u00e0<\/i>, distribuita tra i veri d\u00e8i pagani, si concentra nel Dio creatore di Israele. Non di rado il nome <i>Eloh\u00ecm <\/i>(\u05d0\u05b1\u05dc\u05b9\u05d4\u05b4\u05d9\u05dd) riceve anche l\u2019articolo determinativo \u05d4\u05b8 (<i>ha<\/i>), come in <i>Gn <\/i>5:22 in cui compare \u05d4\u05b8\u05d0\u05b1\u05dc\u05b9\u05d4\u05b4\u05d9\u05dd (<i>haeloh\u00ecm<\/i>), reso stranamente da <i>TNM <\/i>con \u201cil [vero] Dio\u201d; qui si tratta di \u201cil Dio\u201d nel senso di Dio per eccellenza. Anche nella Bibbia greca accade lo stesso: \u201cLa parola era presso il Dio [\u1f41 \u03bb\u03cc\u03b3\u03bf\u03c2 \u1f26\u03bd \u03c0\u03c1\u1f78\u03c2 \u03c4\u1f78\u03bd \u03b8\u03b5\u03cc\u03bd; traduzione dal greco]. Per questo motivo a <i>Eloh\u00ecm <\/i>(\u05d0\u05b1\u05dc\u05b9\u05d4\u05b4\u05d9\u05dd), nonostante la sua forma plurale, si accompagna sempre il verbo al singolare: \u201cNel principio <i>Dio<\/i> [\u05d0\u05b1\u05dc\u05b9\u05d4\u05b4\u05d9\u05dd, (<i>eloh\u00ecm<\/i>), \u201cd\u00e8i\u201d] <i>cre\u00f2<\/i> [\u05d1\u05b8\u05bc\u05e8\u05b8\u05d0, (<i>bar\u00e0<\/i>); terza persona singolare] i cieli e la terra\u201d (<i>Gn <\/i>1:1). I casi, eccezionali, in cui il verbo \u00e8 al plurale, si hanno nelle frasi deliberative, come \u201cfacciamo l&#8217;uomo a nostra immagine\u201d (<i>Gn <\/i>1:26), quasi che Dio voglia discutere con se stesso sul da farsi oppure con la corte celeste. Di fatto, subito dopo si descrive la creazione dell\u2019uomo con il singolare. Sbaglia, e tanto, il direttivo di Brooklyn dei Testimoni di Geova, che interpreta cos\u00ec: \u201cGeova si stava evidentemente rivolgendo al Suo unigenito Figlio e artefice\u201d (<i>Perspicacia nello studio delle Scritture<\/i>, Vol. 1, pag. 593); \u201cIl verbo \u201cfare\u201d (ebr. <i>`as\u00e0h<\/i>) non ha lo stesso significato del verbo \u201ccreare\u201d (ebr. <i>bar\u00e0\u00b4<\/i>)\u201d (<i>Ibidem<\/i>, Vol. 2, pag. 1048). Questa fantasiosa e assurda ipotesi \u00e8 smentita dalla Scrittura stessa: \u201cDio <i>creava<\/i> l\u2019uomo a sua immagine\u201d (<i>Gn <\/i>1:27, <i>TNM <\/i>): si noti che \u00e8 Dio che <i>crea <\/i>e lo fa <i>da solo<\/i> (verbo al singolare).<\/li>\n<li><b><i>L\u2019azione dello spirito divino<\/i><\/b>. Senza alcun accenno a lotte titaniche, Dio agisce mediante il suo \u201cspirito\u201d (\u05e8\u05d5\u05bc\u05d7\u05b7, <i>r\u00f9akh<\/i>) che si librava \u201csulla superficie delle acque\u201d. &#8211; <i>Gn <\/i>1:2.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">a)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La parola \u05e8\u05d5\u05bc\u05d7\u05b7 (<i>r\u00f9akh<\/i>), femminile, pu\u00f2 indicare il \u201cvento\u201d: \u201cDio fece passare un <i>vento<\/i> [\u05e8\u05d5\u05bc\u05d7\u05b7 (<i>r\u00f9akh<\/i>)] sulla terra\u201d (<i>Gn <\/i>8:1). Con l\u2019aggiunta \u201cdi Dio\u201d &#8211; come qui in <i>Gn <\/i>1:2 (\u201clo Spirito <i>di Dio <\/i>aleggiava sulla superficie delle acque\u201d) \u2013 pu\u00f2 assumere il senso di \u201cvento fortissimo\u201d, in quanto la Bibbia si serve del nome divino come superlativo. \u00c8 un po\u2019 come nell\u2019italiano la parola \u201cira di Dio\u201d, che significa un grandissimo furore. Cos\u00ec, i \u201cmonti di Dio\u201d di <i>Sl <\/i>36:6 (<i>TNM<\/i>) sono \u201cle montagne pi\u00f9 alte\u201d (<i>NR<\/i>). Il re della Babilonia che vuole porre il suo trono \u201cal di sopra delle stelle di Dio\u201d (<i>Is <\/i>14:13) intende dire, nel nostro linguaggio occidentale odierno, al di sopra degli astri pi\u00f9 elevati. \u201cI cedri di Dio\u201d di <i>Sl <\/i>80:10 (<i>TNM<\/i>) sono \u201ccedri altissimi\u201d (<i>NR<\/i>) che svettano maestosi. Tuttavia, nel caso di un vento impetuoso la Bibbia usa aggiungere alla parola \u05e8\u05d5\u05bc\u05d7\u05b7 (<i>r\u00f9akh<\/i>) l\u2019aggettivo \u05e1\u05b0\u05e2\u05b8\u05e8\u05b8\u05d4 (<i>sear\u00e0h<\/i>) \u2013 e non \u05d0\u05b1\u05dc\u05b9\u05d4\u05b4\u05d9\u05dd \u05e8\u05d5\u05bc\u05d7\u05b7 (<i>r\u00f9akh eloh\u00ecm<\/i>) &#8211; come in <i>Sl <\/i>107:25: \u201cFa sorgere un <i>vento<\/i> [\u05e8\u05d5\u05bc\u05d7\u05b7 (<i>r\u00f9akh<\/i>)] <i>tempestoso<\/i> [\u05e1\u05b0\u05e2\u05b8\u05e8\u05b8\u05d4 (<i>sear\u00e0h<\/i>)]\u201d (<i>TNM<\/i>). Tale vento, pi\u00f9 che per creare serve a distruggere: \u201cL&#8217;erba si secca, il fiore appassisce quando il <i>soffio<\/i> [\u05e8\u05d5\u05bc\u05d7\u05b7 (<i>r\u00f9akh<\/i>)] <i>del Signore<\/i> vi passa sopra\u201d (<i>Is<\/i> 40:7). Il contesto genesiaco riguarda invece la creazione, non la distruzione. Non si pu\u00f2 applicare il primo capitolo di <i>Gn <\/i>al mito di Marduk, dio della Babilonia, che uccide il mostro Tiamat scagliando nella sua gola spalancata i quattro venti terrestri e gonfiandone il ventre fino a farlo scoppiare, spaccandolo in due. Nel racconto biblico la <i>r\u00f9akh <\/i>di Dio entra in azione con la parola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">b)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Anche il participio verbale \u05de\u05b0\u05e8\u05b7\u05d7\u05b6\u05e4\u05b6\u05ea (<i>merakh\u00e8fet<\/i>), che denota l\u2019azione della <i>r\u00f9akh <\/i>divina, non indica mai lo sconvolgimento o il soffiare in modo forte: \u201cLa <i>r\u00f9akh <\/i>di Dio <i>aleggiante<\/i> [\u05de\u05b0\u05e8\u05b7\u05d7\u05b6\u05e4\u05b6\u05ea (<i>merakh\u00e8fet<\/i>)] sulla superficie delle acque\u201d (<i>Gn <\/i>1:2; traduzione dall\u2019ebraico). Lo stesso verbo \u05e8\u05d7\u05e4 (<i>rakh\u00e0f<\/i>), di cui \u05de\u05b0\u05e8\u05b7\u05d7\u05b6\u05e4\u05b6\u05ea (<i>merakh\u00e8fet<\/i>) \u00e8 participio, si usa per il librarsi dell\u2019aquila che volteggia sui suoi piccini per incitarli al volo (<i>Dt <\/i>32:11). Tale idea forse si ritrova anche in <i>Lc <\/i>3:22 dove si parla dello \u201cspirito santo in forma corporea come una colomba\u201d (<i>TNM<\/i>) che volteggia su Yesh\u00f9a prima di posarsi su di lui. La <i>r\u00f9akh <\/i>simboleggia la presenza di Dio, come avveniva per \u201cla brezza\u201d vespertina che spirava nell\u2019Eden (<i>Gn <\/i>3:8, <i>TNM<\/i>); qui non si tratta della \u201cvoce\u201d (<i>TNM<\/i>) di Dio, ma del \u201csuono\/rumore\u201d (ebraico \u05e7\u05b9\u05d5\u05dc, <i>qol<\/i>) di Dio (cfr. <i>1Re <\/i>19:11-13). \u00c8 anche l\u2019alito vitale (\u05e8\u05d5\u05bc\u05d7\u05b7, <i>r\u00f9akh<\/i>) immesso da Dio nelle \u201cnarici\u201d che fa vivere gli esseri (<i>Gb <\/i>27:3): \u201c[Dio] gli soffi\u00f2 nelle narici un alito vitale e l&#8217;uomo divenne un&#8217;anima vivente\u201d (<i>Gn <\/i>2:7). Da qui il legame sempre stretto tra spirito e vento (<i>Gv <\/i>3:8), tra spirito e parola. Gli orientali, amanti della concretezza, rifuggono dal pensiero astratto e ricoprono con elementi sensibili le idee teoriche. I greci, invece, dediti alla speculazione intellettuale, identificano la <i>r\u00f9akh <\/i>con \u201cil principio immateriale vivificante\u201d (cfr. Filone, <i>De opificio mundi<\/i>, 8,30 e sgg.). Il senso di \u201calito\u201d (= \u201csoffio vitale\u201d) si accorda meglio con il rito usato da Eliseo per resuscitare il figlio della sunamita: coricatosi sopra il cadavere, gli alita in bocca il proprio alito quasi a trasmettergli il suo soffio vitale (<i>2Re <\/i>4:34). Noi parliamo perch\u00e9 abbiamo il fiato, Dio parla e ha un soffio cos\u00ec potente da attuare quel che dice: \u201cI cieli furono fatti dalla parola del Signore, e il tutto il loro esercito dal soffio della sua bocca\u201d. &#8211; <i>Sl <\/i>33:6.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Il libro di <i>Gn <\/i>non esclude n\u00e9 insegna esplicitamente la creazione dal nulla. Non parte dallo stadio iniziale, quando nulla ancora esisteva, ma \u2013 presupponendo l\u2019esistenza di un materiale cosmico primitivo (la <i>teh\u00f2m<\/i>, l\u2019\u201cabisso\u201d acquoso, e la terra) &#8211;\u00a0 racconta come da esso Dio, con sapienza e potenza, abbia tratto l\u2019attuale mondo visibile e utile al genere umano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Lo stesso concetto appare anche in molti altri libri biblici che espressamente non parlano di creazione dal nulla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Secondo il libro biblico di <i>Pr <\/i>la sapienza fu posseduta da Dio sin dall\u2019inizio degli atti divini:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\">\u201cIl Signore <b><i>mi ebbe con s\u00e9 al principio dei suoi atti<\/i><\/b>,<\/p>\n<p align=\"center\">prima di fare alcuna delle sue opere pi\u00f9 antiche.<\/p>\n<p align=\"center\">Fui stabilita <b><i>fin dall&#8217;eternit\u00e0<\/i><\/b>,<\/p>\n<p align=\"center\">dal principio, prima che la terra fosse.<\/p>\n<p align=\"center\">Fui generata quando non c&#8217;erano ancora abissi,<\/p>\n<p align=\"center\">quando ancora non c&#8217;erano sorgenti rigurgitanti d&#8217;acqua\u201d.<\/p>\n<p align=\"center\">&#8211; <i>Pr <\/i>8:22-24.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u00c8 del tutto sviante la nota in calce che <i>TNM <\/i>mette al v. 22: \u201cMi <b>produsse<\/b>\u201d: ebr. <b><i>qan\u00e0n<\/i><\/b><i>i<\/i>\u201d (il grassetto \u00e8 loro); ha il solo evidente scopo di far credere che l\u2019ebraico \u05e7\u05b8\u05e0\u05b8\u05e0\u05b4\u05d9 (<i>qan\u00e0ny<\/i>) significhi \u201cmi produsse\u201d (<i>TNM <\/i>sostiene, contrariamente ai dati biblici, che la \u201csapienza\u201d sarebbe Yesh\u00f9a preesistente come creatura spirituale). Il verbo \u05e7\u05e0\u05d4 (<i>qan\u00e0<\/i>) significa possedere. Sempre in <i>Pr <\/i>(19:8) si legge che \u201cchi <i>possiede<\/i> [\u05e7\u05b9\u05e0\u05b6\u05d4 (<i>qon\u00e8h<\/i>); verbo \u05e7\u05e0\u05d4 (<i>qan\u00e0<\/i>)] senno ama se stesso\u201d (traduzione dall\u2019ebraico).<i> <\/i>Perch\u00e9 qui <i>TNM <\/i>non traduce, per essere coerente, \u201cchi produce\u201d anzich\u00e9 \u201cchi acquista\u201d? Il senso di <i>possedere<\/i> come <i>proprietario<\/i> \u00e8 evidente in <i>Is <\/i>1:3. \u201cIl bue conosce il <i>suo possessore<\/i> [\u05e7\u05b9\u05e0\u05b5\u05d4\u05d5\u05bc, (<i>qon\u00e8hu<\/i>)]\u201d. Qui, <i>TNM<\/i>, sempre per coerenza, dovrebbe tradurre \u201cil suo produttore\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Il prologo giovanneo, in <i>Gv <\/i>1:1-3, non chiarisce la questione. Vi si legge: \u201cNel principio era la Parola, la Parola era con Dio, e la Parola era Dio. Essa era nel principio con Dio. Ogni cosa \u00e8 stata fatta per mezzo di lei; e senza di lei neppure una delle cose fatte \u00e8 stata fatta\u201d. Qui si parla della parola creatrice di Dio con cui ebbe luogo la creazione (<i>Sl <\/i>33:6). Ma il passo giovanneo si riferisce alla creazione dei sei giorni o all\u2019inizio assoluto?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Lo stesso concetto \u00e8 presentato da <i>Eb <\/i>11:3: \u201cPer fede comprendiamo che i mondi sono stati formati dalla parola di Dio\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0 In conclusione, la creazione avvenne dal nulla oppure da una materia primordiale preesistente? Per il pensiero ebraico del tempo come lo abbiamo esaminato, venne da materia preesistente. Come gi\u00e0 detto, gli ebrei non amavano le astrazioni. E cosa c\u2019\u00e8 di pi\u00f9 astratto del nulla? Verrebbe da dire: nulla! La verit\u00e0 \u00e8 che ancora oggi, nel terzo millennio, non \u00e8 cos\u00ec semplice definire il nulla. Molti filosofi sostengono che l&#8217;idea di <i>nulla<\/i> \u00e8 una reificazione con cui si considera reale ci\u00f2 che \u00e8 astratto; altri filosofi sostengono che il <i>nulla<\/i> \u00e8 in realt\u00e0 l&#8217;assenza o la mancanza di qualcosa, piuttosto che di tutto. Va detto che la definizione del <i>nulla<\/i> varia enormemente a seconda delle culture, specialmente tra le culture occidentali e orientali. Gli ebrei, orientali, si posero il problema solo quando il pensiero biblico incontr\u00f2 quello greco. E la conclusione fu che Dio cre\u00f2 ogni cosa dal nulla, vale a dire per suo puro volere senza alcuna materia preesistente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Questo dato teologico \u2013 va detto \u2013 non si oppone al pensiero biblico, perch\u00e9 non fa altro che esplicitare ci\u00f2 che <i>Gn <\/i>insegna. La Bibbia, pur parlando di materiale preesistente (conformemente alla mentalit\u00e0 ebraica del tempo, appresa dalla cultura assiro-babilonese, ma demitizzata, come abbiamo dimostrato), ci presenta tale materiale preesistente in modo tale da insegnare implicitamente la sua nullit\u00e0: la materia primordiale non ha vita, non ha attivit\u00e0, non ha in s\u00e9 alcun valore; \u00e8 praticamente un nulla, perch\u00e9 ogni vita e ogni potere sta in Dio creatore. Tale materia primordiale \u00e8 come la materia inerte che assume la forma che le imprime il Vasaio divino. Questo concetto di nulla, essendo un\u2019astrazione che l\u2019ebreo rifiutava, \u00e8 espresso con la categoria della concretezza cos\u00ec tanto usata nella Scrittura. La vita \u00e8 solo in Dio e non negli esseri primitivi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Cos\u00ec si comp\u00ec il primo passo verso il nulla assoluto. Tale materiale primitivo non \u00e8 ancora il nulla, ma \u00e8 una nullit\u00e0 davanti a Dio, cos\u00ec come nullit\u00e0 sono i potenti della terra (<i>Is <\/i>40:17,23) e gli stessi d\u00e8i del paganesimo (<i>1Sam <\/i>12:21; <i>Is <\/i>41:29). Ecco quindi il presupposto per la creazione dal nulla preesistente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 C\u2019\u00e8 comunque da dire che \u2013 al di l\u00e0 delle considerazioni pi\u00f9 sopra fatte, e che rimangono valide \u2013 la creazione come \u00e8 intesa attualmente dalle religioni non \u00e8 del tutto conforme ai dati biblici. Ci riferiamo a <i>Gn <\/i>1:2: \u201cLa terra era informe e vuota\u201d.\u00a0 Siamo proprio sicuri che Dio l\u2019avesse creata cos\u00ec? Questo \u00e8 l\u2019oggetto del nostro studio intitolato <i>La terra informe e vuota di <\/i>Gn <i>1:2<\/i>, nella categoria <i>Scritture Ebraiche<\/i> della sezione <i>Esegesi biblica<\/i>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Bibbia inizia con queste parole: \u201cNel principio Dio cre\u00f2 i cieli e la terra. La terra era informe e vuota, le tenebre coprivano la faccia dell&#8217;abisso e lo Spirito di Dio aleggiava sulla superficie delle acque\u201d. &#8211; Gn 1:1,2. \u00a0\u00a0 Orig\u00e8ne \u2013 teologo \u201ccristiano\u201d, filosofo e scrittore greco nato ad Alessandria d\u2019Egitto nel 185 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":109,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-1466","page","type-page","status-publish","hentry","entry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1466","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1466"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1466\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1468,"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/1466\/revisions\/1468"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/109"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1466"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}