{"id":1606,"date":"2013-05-31T06:02:21","date_gmt":"2013-05-31T04:02:21","guid":{"rendered":"http:\/\/www.biblistica.it\/?page_id=1606"},"modified":"2013-05-31T06:02:26","modified_gmt":"2013-05-31T04:02:26","slug":"iefte-sacrifico-davvero-sua-figlia","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.biblistica.it\/?page_id=1606","title":{"rendered":"Iefte sacrific\u00f2 davvero sua figlia?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Nelle ripetute trasgressioni degli israeliti e nei loro successivi pentimenti, la storia si ripet\u00e9 ai tempi dei Giudici: \u201cAllora i figli d&#8217;Israele gridarono al Signore, e dissero: \u2018Abbiamo peccato contro di te, perch\u00e9 abbiamo abbandonato il nostro Dio e abbiamo servito i vari Baal\u2019\u201d (10:10). Istruttiva, bella e giusta la risposta di Dio, che ricorda loro: \u201cNon vi ho liberati dagli Egiziani, dagli Amorei, dai figli di Ammon e dai Filistei? Quando i Sidoni, gli Amalechiti e i Maoniti vi opprimevano e voi gridaste a me, non vi liberai dalle loro mani? Eppure, mi avete abbandonato e avete servito altri d\u00e8i; perci\u00f2 io non vi liberer\u00f2 pi\u00f9. <i>Andate a gridare agli d\u00e8i che avete scelto<\/i>; vi salvino essi nel tempo della vostra angoscia!\u2019\u201d (<i>Gdc <\/i>10:11-14). Gli ebrei ripeterono allora la supplica, liberandosi degli d\u00e8i pagani (10:15,16) e Dio \u201csi addolor\u00f2 per l&#8217;afflizione d&#8217;Israele\u201d (v. 16). Siamo nel periodo in cui i Giudici governavano Israele. &#8211; Si veda, al riguardo, lo studio intitolato <i>Dal primo governo ai Giudici<\/i>, nella categoria <i>La storia d\u2019Israele<\/i> della sezione <i>Israele<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 E \u201clo Spirito del Signore venne su Iefte\u201d (<i>Gdc<\/i> 11:29). Iefte fece un voto a Dio: \u201cSe tu mi dai nelle mani i figli di Ammon, chiunque uscir\u00e0 dalla porta di casa mia per venirmi incontro, quando torner\u00f2 vincitore sugli Ammoniti, sar\u00e0 del Signore e io l&#8217;offrir\u00f2 in olocausto\u201d (11:30,31). \u00c8 inutile girarci attorno: fu un voto <i>sconsiderato<\/i>. La prima persona che usc\u00ec, dopo la sua vittoria, fu la sua unica figlia: \u201cEcco uscirgli incontro sua figlia, con timpani e danze. Era l&#8217;unica sua figlia; non aveva altri figli n\u00e9 altre figlie\u201d. &#8211; <i>Gdc<\/i> 11:34.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 La questione non si supera \u2013 come fanno alcuni \u2013 ipotizzando che Iefte avesse in mente un animale da sacrificare in olocausto. Ci\u00f2 non \u00e8 possibile. Si noti la chiara espressione: \u201cChiunque uscir\u00e0 dalla porta di casa mia per venirmi incontro\u201d. Gli ebrei non tenevano in casa gli animali destinanti ai sacrifici, n\u00e9 questi erano lasciati liberi di scorrazzare per casa. Inoltre, l\u2019offerta di un animale che cosa mai avrebbe avuto di speciale? Gli ebrei facevano sacrifici animali normalmente. Un sacrificio animale non sarebbe stato un segno di devozione particolare per un voto a Dio. Iefte, quindi, aveva in mente proprio una persona. Egli fu davvero molto sconsiderato. Fu abominevole. Iefte era \u201cun uomo forte e valoroso, figlio di una prostituta\u201d (<i>Gdc <\/i>11:1); fu poi cacciato dai suoi fratelli (v. 2). Era un uomo per nulla scrupoloso e dedito alle razzie: \u201cIefte se ne fugg\u00ec lontano dai suoi fratelli e si stabil\u00ec nel paese di Tob. Degli <i>avventurieri<\/i> si raccolsero intorno a Iefte e <i>facevano delle incursioni con lui<\/i>\u201d (<i>Gdc <\/i>11:3). Fa sorridere l\u2019ingenuo tentativo di <i>TNM <\/i>di indorare la pillola traducendo: \u201cSi raccoglievano intorno a Iefte uomini oziosi, e uscivano con lui\u201d, come se andassero a fare delle passeggiate. La sua indole era quella, e non la nascose: \u201cSe mi fate ritornare da voi per combattere contro i figli di Ammon e il Signore li d\u00e0 in mio potere, <i>io sar\u00f2 vostro capo<\/i>\u201d (11:9). Il fatto che Dio scegliesse quest\u2019uomo per liberare Israele non lo deve trasformare in uno stinco di santo. A modo suo era devoto, ma essendo \u201cforte e valoroso\u201d agiva anche d\u2019impulso. D\u2019altra parte, Dio us\u00f2 perfino il re pagano Ciro: addirittura lo chiam\u00f2 il \u201csuo unto\u201d, ovvero il \u201csuo <i>messia<\/i>\u201d (ebraico) o il \u201csuo <i>cristo<\/i>\u201d (greco), come detto in <i>Is <\/i>45:1; neppure Ciro era uno stinco di santo, ma serv\u00ec alla causa di Dio (<i>Is <\/i>44:28).\u00a0 Non occorre difendere a tutti i costi <i>la propria idea<\/i> su Iefte, insistendo sulla frase \u201csar\u00e0 del Signore\u201d per ipotizzare una dedicazione a Dio della persona che gli sarebbe corsa incontro. Il \u201csar\u00e0 del Signore\u201d \u00e8 seguito da \u201cio l&#8217;offrir\u00f2 in olocausto\u201d (<i>Gdc<\/i> 11:31). E non c\u2019\u00e8 davvero modo di interpretare la parola ebraica \u201colocausto\u201d (\u05e2\u05b9\u05d5\u05dc\u05b8\u05d4, <i>ol\u00e0h<\/i>) in senso metaforico. Nella Scrittura questa parola \u00e8 <i>sempre <\/i>riferita a un vero e proprio olocausto, perfino nei <i>Salmi<\/i>. Che lo sconsiderato Iefte avesse in mente proprio un olocausto \u00e8 pure evidente dal verbo ebraico usato (e che non traspare nelle traduzioni): <b><i>haalyt\u00echu <\/i><\/b><i>ol\u00e0h <\/i>(\u05d4\u05b7\u05e2\u05b2\u05dc\u05b4\u05d9\u05ea\u05b4\u05d4\u05d5\u05bc), letteralmente: \u201c<i>Far\u00f2 salirlo <\/i>[in]<i> <\/i>olocausto\u201d. Il verbo \u201cfar salire\u201d \u00e8 tipico degli olocausti, intendendo il far salire il fumo degli olocausti a Dio; lo troviamo nello stesso libro di <i>Giudici<\/i>, in 6:26, tradotto: \u201cPrendi il secondo toro e <i>offrilo come olocausto<\/i>\u201d, dove l\u2019ebraico ha\u05d4\u05b7\u05e2\u05b2\u05dc\u05b4\u05d9\u05ea\u05b8 \u05e2\u05b9\u05d5\u05dc\u05b8\u05d4 \u00a0(<b><i>haal\u00ecta <\/i><\/b><i>ol\u00e0h<\/i><b>): <\/b>\u201c<i>Fallo salire<\/i> [in] olocausto\u201d. Forse Iefte pretendeva di fare \u2013 nella sua sconsiderata impulsivit\u00e0 \u2013 un sacrificio simile a quello di Abraamo (<i>Gn <\/i>22:2). Anche nel passo genesiaco il verbo ebraico \u00e8 lo stesso: \u05d4\u05b7\u05e2\u05b2\u05dc\u05b5\u05d4\u05d5\u05bc, <i>haal\u00e8hu<\/i>, \u201cfallo salire\u201d. Il sacrificio umano era un antico costume pagano orientale (<i>Mic <\/i>6:7), come dimostra anche la stele di Mesha. Che Iefte fosse stato del tutto sconsiderato nel fare quel voto insensato, lo dimostra la sua reazione nel vedere <i>la figlia<\/i> venirgli incontro: \u201cCome la vide, si stracci\u00f2 le vesti e disse: \u2018Ah, figlia mia! tu mi riempi d&#8217;angoscia! tu sei fra quelli che mi fanno soffrire! Io ho fatto una promessa al Signore e non posso revocarla\u2019\u201d (11:35). La traduzione addolcisce, ma Iefte dice: \u201cHo aperto la mia bocca al Signore\u201d (<i>Con<\/i>), che nell\u2019ebraico \u00e8 letteralmente: \u201cHo dilatato da bocca sconsideratamente\u201d. Il verbo \u00e8 \u05e4\u05e6\u05d4 (<i>patz\u00e0h<\/i>), lo stesso di <i>Gb <\/i>35:16: \u201cGiobbe stesso <i>spalanca la bocca semplicemente per nulla<\/i> [verbo \u05e4\u05e6\u05d4 (<i>patz\u00e0h<\/i>)]\u201d. &#8211; <i>TNM<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Il finale non piace a nessuno: \u201cEgli fece di lei quello che aveva promesso\u201d (v. 39). \u00c8 un tentativo inutile cercare di interpretare che il voto fu adempiuto facendo dedicare la verginit\u00e0 della figlia a Dio. La figlia di Iefte disse: \u201cTrattami secondo la tua promessa\u201d e aggiunse: \u201cMi sia concesso questo: lasciami libera per due mesi, affinch\u00e9 vada su e gi\u00f9 per i monti a piangere la mia verginit\u00e0 con le mie compagne\u201d (11:36,37). Sarebbe un controsenso \u2013 se si trattasse della verginit\u00e0 &#8211; che lei prima accettasse l\u2019adempimento del voto e poi la piangesse. Al voto del padre si rassegn\u00f2, pensando che dovesse essere mantenuto, ma volle piangere la sua sorte prematura prima di aver goduto la gioia e la benedizione della maternit\u00e0. La chiusa dice: \u201cTorn\u00f2 da suo padre, il quale ademp\u00ec verso di lei il voto che aveva fatto. Ed essa non aveva conosciuto uomo, tanto che ne nacque una consuetudine: ogni anno le figlie di Israele vanno a piangere la figlia di Iefte, il gaaladita, per quattro giorni all\u2019anno\u201d (<i>Gdc<\/i> 11:39,40, <i>Con<\/i>). Cercare di riferire la frase \u201cessa non aveva conosciuto uomo\u201d a dopo il suo ritorno (per sostenere il voto di verginit\u00e0) pu\u00f2 forse riuscire in una traduzione, ma non \u00e8 sostenibile con il testo originale ebraico. Infatti, non si pu\u00f2 separare la frase da quella seguente (\u201cne nacque una consuetudine\u201d): le frasi sono legate dalla congiunzione \u201ce\u201d (ebraico \u05d5, <i>ve<\/i>). Anzi, sono tre le frasi legate tra loro. Ecco il testo:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"color: #ff0000;\">\u05d5\u05b7<\/span>\u05d9\u05b7\u05bc\u05e2\u05b7\u05e9\u05c2 \u05dc\u05b8\u05d4\u05bc \u05d0\u05b6\u05ea\u05be\u05e0\u05b4\u05d3\u05b0\u05e8\u05b9\u05d5 \u05d0\u05b2\u05e9\u05b6\u05c1\u05e8 \u05e0\u05b8\u05d3\u05b8\u05e8<span style=\"color: #ff0000;\"> <b>\u05d5\u05b0<\/b><\/span>\u05d4\u05b4\u05d9\u05d0 \u05dc\u05b9\u05d0\u05be\u05d9\u05b8\u05d3\u05b0\u05e2\u05b8\u05d4 \u05d0\u05b4\u05d9\u05e9\u05c1 <span style=\"color: #ff0000;\">\u05d5\u05b7<\/span>\u05ea\u05b0\u05bc\u05d4\u05b4\u05d9\u05be\u05d7\u05b9\u05e7 \u05d1\u05b0\u05bc\u05d9\u05b4\u05e9\u05b0\u05c2\u05e8\u05b8\u05d0\u05b5\u05dc<\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"color: #ff0000;\"><i>v<\/i><\/span><i><span style=\"color: #ff0000;\">a<\/span>y\u00e0as lah et-nidr\u00f2 ash\u00e8r nad\u00e0r <span style=\"color: #ff0000;\"><b>v<\/b>e<\/span>hiy lo-yad\u00e0h iysh <span style=\"color: #ff0000;\">va<\/span>thy-kh\u00f2q beisra\u00e8l<\/i><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"color: #ff0000;\">e<\/span> fece a lei suo voto che fece voto <span style=\"color: #ff0000;\"><b>e<\/b><\/span> lei non conobbe uomo <span style=\"color: #ff0000;\">e<\/span> fu usanza in Israele<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 La sequenza \u00e8 chiara: quando lei torn\u00f2, il padre \u201cle fece secondo il voto\u201d <b>e <\/b>\u2013 in conseguenza di quello che le fece \u2013 \u201clei non conobbe uomo\u201d <b>e <\/b>per tutto questo nacque l\u2019\u201dusanza in Israele\u201d di\u2026 . \u2013 <i>Gdc <\/i>11:39.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 La figlia di Iefte \u201cnon conobbe uomo\u201d: queste parole non si riferiscono al tempo precedente l\u2019adempimento del voto, perch\u00e9 era gi\u00e0 stato precisato che lei era vergine; infatti, si dice prima: \u201cMi sia concesso . . . piangere la mia verginit\u00e0\u201d. &#8211; <i>Gdc<\/i> 11:37.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 La dichiarazione \u201ce lei non conobbe uomo\u201d va riferita alla conseguenza dell\u2019adempimento del voto. Infatti, essa non solo viene dopo la frase: \u201cEgli fece di lei quello che aveva promesso\u201d (v. 39), ma \u00e8 legata da un \u201ce\u201d. In pratica: \u201cEgli fece di lei quello che aveva promesso [ademp\u00ec il suo voto] <b><i>e <\/i><\/b>[in conseguenza di ci\u00f2] lei non conobbe uomo\u201d. Come ulteriore conseguenza del tutto, \u201cdi qui venne in Israele l\u2019usanza che\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Tale usanza \u00e8 ulteriormente esplicativa sulla fine che fece la figlia di Iefte. Di che usanza si tratta? Il testo biblico non dice affatto che<b><i> <\/i><\/b>la figlia di Iefte veniva <i>visitata<\/i> \u201cdi anno in anno\u201d \u2013 come se fosse ancora viva &#8211; dalle compagne che \u2018la lodavano\u2019, come sembra voler far intendere <i>TNM <\/i>che traduce: \u201cDi anno in anno le figlie d\u2019Israele andavano a lodare la figlia di Iefte\u201d. &#8211; <i>Gdc<\/i> 11:40, <i>TNM<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Il testo biblico dice: \u201cDi qui venne in Israele l&#8217;usanza che le figlie d&#8217;Israele vadano tutti gli anni a <i>celebrare<\/i> la figlia di Iefte\u201d. Il verbo tradotto \u201ccelebrare\u201d (e tradotto da <i>TNM <\/i>con \u201clodare\u201d) \u00e8 nell\u2019ebraico \u05ea\u05b7\u05e0\u05b9\u05bc\u05d5\u05ea (<i>tan\u00f2t<\/i>), voce del verbo \u05ea\u05e0\u05d4 (<i>tan\u00e0h<\/i>). Questo verbo, in <i>Gdc <\/i>\u00e8 usato due volte: qui nel nostro passo e in 5:11. Ora, in <i>Gdc <\/i>5:11 \u2013 noi sospettiamo per tentare di armonizzare i significati \u2013 <i>TNM <\/i>traduce in maniera incomprensibile, in un italiano strano: \u201cAlcune delle voci dei distributori d\u2019acqua fra i luoghi per attingere acqua, l\u00e0 raccontavano i giusti atti di Geova, i giusti atti di quelli che in Israele dimoravano nella campagna\u201d. Dove \u00e8 mai qui, in questa bizzarra traduzione, il soggetto? Forse il soggetto sono le \u201cvoci\u201d? Ma se le voci sono il soggetto, come mai si mette una virgola dopo \u201cacqua\u201d? La frase, cos\u00ec spezzata, \u00e8 monca, manca del verbo: \u201cAlcune delle voci dei distributori d\u2019acqua fra i luoghi per attingere acqua\u201d. Ma che vuol dire? Dopo la virgola che separa la frase si legge: \u201cl\u00e0 raccontavano\u201d, ma chi sono che raccontavano? Le voci? Forse i \u201cdistributori d\u2019acqua\u201d? In ogni caso le frasi sono ingarbugliate e senza senso, in un italiano completamente scorretto. \u00c8 davvero il caso di far chiarezza. Il passo \u00e8 inserito nel canto di Debora che \u00e8 una lode a Dio (5:1). Il cantico invita a benedire Dio (5:9). Al v. 10 si dice: \u201cVoi che cavalcate asine bianche, voi che sedete su ricchi tappeti, e voi che camminate per le vie, cantate!\u201d. Il contesto \u00e8 qui: \u201cVoi che\u201d\u2026 ovvero tutti quelli che cavalcano asine, siedono su tappeti e camminano per strada. Tutti costoro sono invitati a cantare con Debora. Il verbo \u05e9\u05b4\u05c2\u05d9\u05d7\u05d5\u05bc (<i>s\u00ecykhu<\/i>), \u201ccantate\u201d, potrebbe anche essere reso \u201cmeditate\u201d. Ma non \u00e8 questo il punto. In ogni caso, tutte queste persone sono invitate a unirsi. E cosa devono fare? Lo dice il v. 11, che nell\u2019ebraico ha letteralmente: \u201cDa [\u05de\u05b4 (<i>mi<\/i>)] voci dividenti tra abbeveratoi\u201d. I \u201cdividenti\u201d (\u05de\u05b0\u05d7\u05b7\u05e6\u05b0\u05e6\u05b4\u05d9\u05dd, <i>mekhatzetz\u00ecym<\/i>) non sono altro che gli arcieri, che con i loro strali dividono o tagliano in due il bersaglio. La frase significa: \u201cLungi dalle grida degli arcieri, l\u00e0 tra gli abbeveratoi\u201d. E si comprende allora il non senso di <i>TNM<\/i>: \u201cAlcune delle voci dei distributori d\u2019acqua fra i luoghi per attingere acqua\u201d, frase sconnessa in cui la preposizione \u201cda\u201d (\u05de\u05b4, <i>mi<\/i>) \u00e8 stata del tutto ignorata. E poi, chi sarebbero mai questi presunti \u201cdistributori d\u2019acqua\u201d? Come se ci fossero agli abbeveratoi dei camerieri che distribuivano acqua! Debora sta dicendo: Voi tutti meditate\/cantate, ora, \u201cessendo lo strepito degli arcieri venuto meno\u201d (<i>Did<\/i>), e aggiunge: \u201cSi <b><i>celebrino<\/i><\/b> [verbo \u05ea\u05e0\u05d4 (<i>tan\u00e0h<\/i>)] gli atti di giustizia del Signore\u201d. <i>CEI <\/i>traduce con il verbo \u201cproclamare\u201d. <i>Tan\u00e0h <\/i>ha <i>anche<\/i> in senso di \u201cripetere\u201d o \u201cnarrare\u201d con l\u2019intento di celebrare (<i>A<\/i> <i>Hebrew<\/i> <i>and<\/i> <i>Chaldee<\/i> <i>Lexicon<\/i>, a cura di B. Davies, 1957, pag. 693). Il significato \u00e8 ricco, ma il senso \u00e8 quello di <i>celebrare commemorativamente<\/i>. \u201cOgni anno le fanciulle d&#8217;Israele vanno a <i>piangere<\/i> la figlia di Iefte il Galaadita, per quattro giorni\u201d (11:40, <i>CEI<\/i>). \u201cPiangere\u201d \u00e8 la traduzione esatta del verbo greco usata dalla <i>LXX<\/i>. La <i>Bibbia<\/i><i> del re Giacomo<\/i> rende con \u201clamentare\u201d e nella nota a margine ha \u201cparlare insieme\u201d. Le ragazze israelite si ritiravano annualmente per \u201ccelebrare\u201d, piangere, lamentare, per \u201cparlare insieme\u201d ricordando la figlia di Iefte. In pratica, commemoravano per quattro giorni all\u2019anno la morte di lei ripetendo i lamenti che la vergine e le sue compagne avevano fatto sulle montagne.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Come ultima cosa, per chiudere il ragionamento, si notino <i>i tempi<\/i> dei verbi usati. Sono ovviamente tutti al passato, dato che narrano avvenimenti accaduti nel passato, <i>ma <\/i>quando si parla dell\u2019usanza sorta in Israele compare il presente. Vediamo prima il testo biblico, poi trarremo la conclusione. Diamo un confronto tra l\u2019ebraico e <i>TNM <\/i>del passo di <i>Gdc <\/i>11:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div align=\"center\">\n<table border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"25\">\n<p align=\"center\">V.<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"59\">\n<p align=\"center\"><b>Ebraico<\/b><\/p>\n<\/td>\n<td width=\"76\">\n<p align=\"center\"><b>Tempo<\/b><\/p>\n<\/td>\n<td width=\"128\">\n<p align=\"center\"><b>Italiano<\/b><\/p>\n<\/td>\n<td width=\"139\">\n<p align=\"center\"><b><i>TNM<\/i><\/b><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"25\">\n<p align=\"center\">39<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"59\">\n<p align=\"center\">\u05d5\u05b7\u05ea\u05b8\u05bc\u05e9\u05b8\u05c1\u05d1 \u00a0(<i>vat\u00e0shav<\/i>)<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"76\">\n<p align=\"center\">passato<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"128\">\n<p align=\"center\">\u201c<i>Torn\u00f2<\/i> da suo padre\u201d<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"139\">\n<p align=\"center\">\u201ctorn\u00f2 da suo padre\u201d<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"25\">\n<p align=\"center\">39<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"59\">\n<p align=\"center\">\u05d9\u05b7\u05bc\u05e2\u05b7\u05e9\u05c2<\/p>\n<p align=\"center\">(<i>y\u00e0as<\/i>)<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"76\">\n<p align=\"center\">passato<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"128\">\n<p align=\"center\">\u201c<i>fece<\/i> a lei suo voto\u201d<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"139\">\n<p align=\"center\">\u201cegli ademp\u00ec il voto\u201d<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"25\">\n<p align=\"center\">39<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"59\">\n<p align=\"center\">\u05dc\u05b9\u05d0\u05be\u05d9\u05b8\u05d3\u05b0\u05e2\u05b8\u05d4<\/p>\n<p align=\"center\">(<i>lo-yad\u00e0h<\/i>)<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"76\">\n<p align=\"center\">passato<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"128\">\n<p align=\"center\">\u201ce <i>non conobbe<\/i> uomo\u201d<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"139\">\n<p align=\"center\">\u201cnon ebbe mai relazione con uomo\u201d<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"25\">\n<p align=\"center\">39<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"59\">\n<p align=\"center\">\u05ea\u05b0\u05bc\u05d4\u05b4\u05d9<\/p>\n<p align=\"center\">(<i>tehiy<\/i>)<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"76\">\n<p align=\"center\">passato<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"128\">\n<p align=\"center\">\u201ce [ci] <i>fu<\/i> usanza in Israele\u201d<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"139\">\n<p align=\"center\">\u201cdivenne un regolamento in Israele\u201d<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"25\">\n<p align=\"center\">40<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"59\">\n<p align=\"center\">\u05ea\u05b5\u05bc\u05dc\u05b7\u05db\u05b0\u05e0\u05b8\u05d4<\/p>\n<p align=\"center\">(<i>tlachn\u00e0h<\/i>)<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"76\">\n<p align=\"center\"><b>presente<\/b><\/p>\n<\/td>\n<td width=\"128\">\n<p align=\"center\">\u201cle figlie d&#8217;Israele <b><i>vadano<\/i><\/b>\u201d<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"139\">\n<p align=\"center\">\u201candavano a lodare\u201d<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Ora ragioniamo. Secondo gli editori della <i>TNM <\/i>Iefte fu \u201cgiudice verso il 1173 a.E.V.\u201d (<i>Perspicacia nello studi delle Scritture<\/i> Vol. 1, pag. 1244) e il libro di <i>Giudici <\/i>\u201cfu completato: ca. 1100 a.E.V.\u201d (<i>Tutta la Scrittura \u00e8 ispirata da Dio e utile<\/i>, pag. 46). Anche se attribuissimo \u2013 per pura ipotesi &#8211; alla figlia di Iefte un\u2019et\u00e0 di soli 15 anni al tempo dei fatti, avremmo che quando il libro fu completato \u2013 se fosse stata ancora in vita &#8211; avrebbe avuto 88 anni. Se ne avesse avuti 20, ne avrebbe poi avuto 93. Il punto \u00e8 che \u201cl&#8217;usanza\u201d \u00e8 riferita al presente e quindi <i>continuava a perdurare<\/i> al tempo in cui, secondo <i>TNM<\/i>, il libro fu completato. In ogni caso \u2013 ammesso e non concesso che la ragazza fosse sopravvissuta -, probabilmente sarebbe morta nel frattempo. Ma \u201cl&#8217;usanza che le figlie d&#8217;Israele vadano tutti gli anni a celebrare la figlia di Iefte\u201d perdurava. \u201cle figlie di Israele\u201d, poi, sono diverse dalle \u201ccompagne\u201d con cui lei si rec\u00f2 sui monti prima che suo padre adempisse il voto. Non c\u2019\u00e8 dubbio che si trattasse di una <i>celebrazione commemorativa<\/i>. Se tutto l\u2019artificio dei traduttori \u00e8 dovuto al fatto di voler evitare che compaia un sacrificio umano, \u00e8 sforzo inutile. I sacrifici umani sono assolutamente condannati dalla Scrittura:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cQuando sarai entrato nel paese che il Signore, il tuo Dio, ti d\u00e0, <b><i>non imparerai a imitare le pratiche abominevoli di quelle nazioni<\/i><\/b>. <b>Non si trovi in mezzo a te chi fa passare suo figlio o sua figlia per il fuoco<\/b> . . . perch\u00e9 il Signore detesta chiunque fa queste cose\u201d. \u2013 <i>Dt <\/i>18:9-12.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 In pi\u00f9, il libro di <i>Giudici<\/i> si chiude con queste chiare parole: \u201cIn quei giorni non c\u2019era re in Israele. Ciascuno era solito fare ci\u00f2 che era retto <i>ai suoi propri occhi<\/i>\u201d. \u2013 <i>Gdc <\/i>21:25, <i>TNM<\/i>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nelle ripetute trasgressioni degli israeliti e nei loro successivi pentimenti, la storia si ripet\u00e9 ai tempi dei Giudici: \u201cAllora i figli d&#8217;Israele gridarono al Signore, e dissero: \u2018Abbiamo peccato contro di te, perch\u00e9 abbiamo abbandonato il nostro Dio e abbiamo servito i vari Baal\u2019\u201d (10:10). 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