{"id":1652,"date":"2013-06-02T07:24:32","date_gmt":"2013-06-02T05:24:32","guid":{"rendered":"http:\/\/www.biblistica.it\/?page_id=1652"},"modified":"2013-06-02T07:24:36","modified_gmt":"2013-06-02T05:24:36","slug":"isaia-la-dottrina","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.biblistica.it\/?page_id=1652","title":{"rendered":"Isaia &#8211; La dottrina"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u2019esaminare la dottrina isaiana occorre distinguere le due sezioni: <i>Proto-Isaia <\/i>e <i>Deutero-Isaia<\/i>.<b><i><\/i><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 <b><i>Proto-Isaia<\/i><\/b>. Il principio fondamentale si riassume nella frase: \u201cSe voi non avete fede, certo, non potrete sussistere\u201d (<i>Is <\/i>7:9). Alla politica umana poggiante sulle armi, Isaia oppone la fiducia in Dio. Dio solo, che domina l\u2019universo, pu\u00f2 salvare: \u201cIl Signore \u00e8 il nostro giudice, il Signore \u00e8 il nostro legislatore, il Signore \u00e8 il nostro re, egli \u00e8 colui che ci salva\u201d (<i>Is <\/i>33:22), \u201cCos\u00ec aveva detto il Signore, Dio, il Santo d&#8217;Israele: \u2018Nel tornare a me e nello stare sereni sar\u00e0 la vostra salvezza; nella calma e nella fiducia sar\u00e0 la vostra forza\u2019\u201d (<i>Is <\/i>30:15). Fu, infatti, Dio che salv\u00f2 Gerusalemme dall\u2019invasione di Sennacherib che nel 701 a. E. V., dopo aver accettato a Lakish il tributo che gli veniva offerto, si intestard\u00ec e pretese la capitolazione della citt\u00e0:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cEzechia preg\u00f2 davanti al Signore dicendo: \u2018Signore, Dio d&#8217;Israele, che siedi sopra i cherubini, tu solo sei il Dio di tutti i regni della terra; tu hai fatto il cielo e la terra. Signore, porgi l&#8217;orecchio, e ascolta! Signore, apri gli occhi, e guarda! Ascolta le parole che Sennacherib ha mandate per insultare il Dio vivente! \u00c8 vero, Signore; i re d&#8217;Assiria hanno devastato le nazioni e i loro paesi, e hanno dato alle fiamme i loro d\u00e8i; perch\u00e9 quelli non erano d\u00e8i; erano opera di mano d&#8217;uomo: legno e pietra; li hanno distrutti. Ma ora, Signore nostro Dio, salvaci, te ne supplico, dalla sua mano, affinch\u00e9 tutti i regni della terra riconoscano che tu solo, Signore, sei Dio!\u2019\u201d. &#8211; <i>2Re <\/i>19:15-19.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Solo Isaia, in quei terribili momenti, profetizz\u00f2 la salvezza da parte di Dio, come poi, di fatto, avvenne. \u2013 <i>Is <\/i>37:22-29;14:24-26.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Anche durante la coalizione siro-efraimita fu Isaia a suggerire fiducia in Dio, preannunciando la distruzione delle due nazioni alleate (Siria e Regno di Israele). Dio chiamer\u00e0 per questo un popolo lontano che viene a essere al servizio di Dio. Dio chiamer\u00e0 l\u2019Assiria con un fischio, come si chiamano gli animali: \u201cFischia a un popolo, che \u00e8 all&#8217;estremit\u00e0 della terra; ed eccolo che arriva, pronto, leggero\u201d (<i>Is <\/i>5:26). Poi l\u2019Assiria stessa sar\u00e0 punita per l\u2019alterigia con cui compie la missione: \u201cGuai all&#8217;Assiria, verga della mia ira! Ha in mano il bastone della mia punizione. Io la mando contro una nazione empia e la dirigo contro il popolo che ha provocato la mia ira, con l&#8217;ordine di darsi al saccheggio, di far bottino, di calpestarlo come il fango delle strade. Ma essa non la intende cos\u00ec; non cos\u00ec la pensa in cuor suo; essa ha in cuore di distruggere, di sterminare nazioni in gran numero\u201d. \u2013 <i>Is <\/i>10:5-7.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 <i>Le alleanze politiche a nulla valgono<\/i>. Quando Acaz e i suoi consiglieri esultano per l\u2019aiuto assiro da loro invocato, Isaia afferma che proprio dall\u2019Assiria verr\u00e0 il male futuro per il Regno di Giuda: \u201cIl Signore far\u00e0 venire su di te, sul tuo popolo e sulla casa di tuo padre dei giorni, come non se ne ebbero mai dal giorno che Efraim si \u00e8 separato da Giuda: vale a dire il re d&#8217;Assiria. In quel giorno il Signore fischier\u00e0 alle mosche che sono all&#8217;estremit\u00e0 dei fiumi d&#8217;Egitto e alle api che sono nel paese d&#8217;Assiria. Esse verranno e si poseranno tutte nelle valli deserte, nelle fessure delle rocce, su tutti i cespugli e su tutti i pascoli. In quel giorno, il Signore, con un rasoio preso a noleggio di l\u00e0 dal fiume, cio\u00e8 con il re d&#8217;Assiria, rader\u00e0 la testa, i peli dei piedi e porter\u00e0 via anche la barba\u201d (<i>Is <\/i>7:17-20). Quando una forte coalizione, formata dal babilonese Evil-Merodac e dalla potente dinastia etiopica, spinse Ezechia a ribellarsi all\u2019Assiria, Isaia disinganna i giudei dicendo che l\u2019Egitto non li pu\u00f2 affatto salvare: \u201cGuai, dice il Signore, ai figli ribelli che formano dei disegni, ma senza di me, che contraggono alleanze, ma senza il mio spirito, per accumulare peccato su peccato; che vanno gi\u00f9 in Egitto senza aver consultato la mia bocca, per rifugiarsi sotto la protezione del faraone, e cercare riparo all&#8217;ombra dell&#8217;Egitto! La protezione del faraone vi torner\u00e0 a confusione\u201d (<i>Is <\/i>30:1-3). \u201cTutti saranno delusi di un popolo che a nulla giova loro, che non reca aiuto n\u00e9 giovamento alcuno\u201d (<i>Is <\/i>30:5). \u201cIl soccorso dell&#8217;Egitto \u00e8 un soffio, una vanit\u00e0; per questo io chiamo quel paese: Gran rumore per nulla\u201d (<i>Is <\/i>30:7). \u201cGli Egiziani sono uomini, e non Dio\u201d (<i>Is <\/i>31:3). Quelle alleanze allontanavano da Dio, facevano accogliere costumi e riti pagani, come l\u2019altare posto da Acaz nel Tempio di Gerusalemme, simile a quello visto a Damasco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Per Isaia quel che pi\u00f9 importa \u00e8 la necessit\u00e0 di <i>cambiare vita<\/i>, di tornare a Dio. L\u2019ira divina, infatti, si abbatter\u00e0 sui colpevoli che hanno dimenticato Dio:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cUdite, o cieli! E tu, terra, presta orecchio! Poich\u00e9 il Signore parla: \u2018Ho nutrito dei figli e li ho allevati, ma essi si sono ribellati a me. Il bue conosce il suo possessore, e l&#8217;asino la greppia del suo padrone, ma Israele non ha conoscenza, il mio popolo non ha discernimento\u2019. Guai alla nazione peccatrice, popolo carico d&#8217;iniquit\u00e0, razza di malvagi, figli corrotti! Hanno abbandonato il Signore, hanno disprezzato il Santo d&#8217;Israele, hanno voltato le spalle e si sono allontanati\u201d. &#8211; <i>Is<\/i> 1:2-4.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 I giudei hanno dimenticato Dio. Opprimono i deboli (<i>Is <\/i>3:14,15). S\u2019illudono di non essere visti da Dio: \u201cDicono: \u2018Chi ci vede? Chi ci conosce?\u2019\u201d (<i>Is <\/i>29:15). Chiamano bene il male e male il bene (<i>Is <\/i>5:20). Il profeta grida con pessimismo: \u201cPer quale ragione colpirvi ancora? Aggiungereste altre rivolte. Tutto il capo \u00e8 malato, tutto il cuore \u00e8 languente\u201d (<i>Is <\/i>1:5). Isaia preannuncia che Dio, come un leone, abbatter\u00e0 la sua preda (<i>Is <\/i>31:4), distruggendo la sua vigna (<i>Is <\/i>5:1-7) e rendendola un deserto (<i>Is <\/i>32:14,15). Isaia stesso si contorce dallo spavento a tal vista:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cUna visione terribile mi \u00e8 stata data: il perfido agisce con perfidia, il devastatore devasta. [\u2026] Perci\u00f2 i miei fianchi sono pieni di dolori; delle doglie mi hanno c\u00f2lto, come le doglie di una partoriente; io mi contorco, per quello che sento; sono spaventato da ci\u00f2 che vedo. Il mio cuore si smarrisce, il terrore s&#8217;impossessa di me; la sera, alla quale anelavo, \u00e8 diventata per me uno spavento\u201d. \u2013 <i>Is <\/i>21:2-4.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Tuttavia, Dio rimane pur sempre amore e non si allontana per sempre dai suoi. Dio innaffier\u00e0 la sua vigna (27:2-5), si conserver\u00e0 un rimanente tra la distruzione generale (10:20-23) e alla fine anche i nemici saranno vinti (17:12-14). Come un uccello protegge il suo nido, Dio protegger\u00e0 Gerusalemme: \u201cCome gli uccelli spiegano le ali sulla loro nidiata, cos\u00ec il Signore degli eserciti protegger\u00e0 Gerusalemme; la protegger\u00e0, la liberer\u00e0, la risparmier\u00e0, la far\u00e0 scampare\u201d (31:5). Sar\u00e0 proprio da Gerusalemme che Dio istruir\u00e0 tutte le nazioni: \u201cMolti popoli vi accorreranno, e diranno: \u2018Venite, saliamo al monte del Signore, alla casa del Dio di Giacobbe; egli ci insegner\u00e0 le sue vie, e noi cammineremo per i suoi sentieri\u2019. Da Sion, infatti, uscir\u00e0 la legge, e da Gerusalemme la parola del Signore\u201d (2:3). Il trono davidico sar\u00e0 restaurato. \u2013 <i>Is <\/i>16:5.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 <b><i>Deutero-Isaia<\/i><\/b>. Qui il tono cambia. Ciro \u00e8 ormai divenuto capo del grande impero persiano, il cui dominio si estende fino alle coste occidentali dell\u2019Asia Minore (moderna Turchia). In quel tempo un profeta (il Deutero-Isaia, appunto) presenta il dramma della redenzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Dio sta per redimere il suo popolo, Babilonia cadr\u00e0 e Ciro sar\u00e0 incaricato di una grande missione da parte di Dio onnipotente:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cIo dico di Ciro: \u2018Egli \u00e8 il mio pastore; egli adempir\u00e0 tutta la mia volont\u00e0, dicendo a Gerusalemme: Sarai ricostruita! e al tempio: Le tue fondamenta saranno gettate!\u2019\u201d. &#8211; 44:28.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cCos\u00ec parla il Signore al suo unto, a Ciro, che io ho preso per la destra per atterrare davanti a lui le nazioni, per sciogliere le cinture ai fianchi dei re, per aprire davanti a lui le porte, in modo che nessuna gli resti chiusa. Io camminer\u00f2 davanti a te, e appianer\u00f2 i luoghi impervi; frantumer\u00f2 le porte di bronzo, spezzer\u00f2 le sbarre di ferro\u2019\u201d. \u2013 <i>Is <\/i>45:1,2.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Dio permetter\u00e0 il rientro degli esuli e la restaurazione di Gerusalemme. \u00c8 questo il contenuto essenziale di <i>Is <\/i>40-66. La voce del profeta trascende tuttavia il suo tempo, diviene atemporale e assume aspetti sublimi che confortano i sofferenti di ogni tempo e addita un futuro ben pi\u00f9 radioso dello stato doloroso in cui si trovano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Gerusalemme \u00e8 distrutta, gli ebrei in esilio, i loro \u201cfigli venivano meno, gettati a ogni angolo di strada, come un&#8217;antilope nella rete\u201d (51:20) e gli aguzzini infierivano su di loro e \u201cdicevano: \u2018Ch\u00ecnati, ch\u00e9 ti passiamo addosso!\u2019\u201d (51:23). Ma il popolo di Dio \u00e8 fedele al suo Signore, \u00e8 un servo sofferente che non apre bocca. \u2013 <i>Is <\/i>53:7; profezia che poi sar\u00e0 applicata a Yesh\u00f9a.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Il Deutero-Isaia scongiura Dio di ascoltare la sua supplica: \u201cPer amor di Sion io non tacer\u00f2, per amor di Gerusalemme io non mi dar\u00f2 posa, finch\u00e9 la sua giustizia non spunti come l&#8217;aurora, la sua salvezza come una fiaccola fiammeggiante\u201d, \u201cNon date riposo a lui [a Dio], finch\u00e9 egli non abbia ristabilito Gerusalemme, finch\u00e9 non abbia fatto di lei la lode di tutta la terra (62:1,7). Il profeta si meraviglia del silenzio di Dio: \u201cDavanti a queste cose te ne rimarrai impassibile, o Signore?\u201d (64:12). Sembra che Gerusalemme sia del tutto abbandonata: \u201cSion ha detto: \u2018Il Signore mi ha abbandonata, il Signore mi ha dimenticata\u2019\u201d (49:14). Ma Dio risponde: \u201c\u2019I miei pensieri non sono i vostri pensieri, n\u00e9 le vostre vie sono le mie vie\u2019, dice il Signore. \u2018Come i cieli sono alti al di sopra della terra, cos\u00ec sono le mie vie pi\u00f9 alte delle vostre vie, e i miei pensieri pi\u00f9 alti dei vostri pensieri\u2019\u201d (55:8,9). \u201cGuai a colui che contesta il suo creatore, egli, rottame fra i rottami di vasi di terra! L&#8217;argilla dir\u00e0 forse a colui che la forma: \u2018Che fai?\u2019. L&#8217;opera tua potr\u00e0 forse dire: \u2018Egli non ha mani?\u2019\u201d (45:9). Il popolo di Dio esiliato \u00e8 il servo di Dio che espia le colpe altrui, che viene punito al di l\u00e0 dei suoi peccati (40:2). La sua punizione, la sua agonia, non \u00e8 da considerarsi un castigo, ma un privilegio e un sacrificio. Del frutto se ne avvantaggeranno tutte le nazioni nel momento in cui Israele sar\u00e0 redenta. Dio non pu\u00f2 dimenticarsi dei suoi, proprio come una madre mai si dimentica dei propri figli:<\/p>\n<p align=\"center\">\u201cUna donna pu\u00f2 forse dimenticare il bimbo che allatta,<\/p>\n<p align=\"center\">smettere di avere piet\u00e0 del frutto delle sue viscere?<\/p>\n<p align=\"center\">Anche se le madri dimenticassero,<\/p>\n<p align=\"center\">non io dimenticher\u00f2 te\u201d. \u2013 <i>Is <\/i>49:15.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Il popolo di Israele avr\u00e0 <i>sempre<\/i> un ruolo nel piano di Dio. Questo fatto immutabile \u00e8 compreso da poche persone. Moltissimi cosiddetti \u201ccristiani\u201d asseriscono \u2013 contro l\u2019evidenza biblica \u2013 che Dio abbia abbandonato Israele per sostituirla con la congregazione \u201ccristiana\u201d. Ma la Scrittura proclama:<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p>\u201c\u2019Il tuo creatore \u00e8 il tuo sposo; il suo nome \u00e8: il Signore degli eserciti; il tuo redentore \u00e8 il Santo d&#8217;Israele, che sar\u00e0 chiamato Dio di tutta la terra. Poich\u00e9 il Signore ti richiama come una donna abbandonata, il cui spirito \u00e8 afflitto, come la sposa della giovinezza, che \u00e8 stata ripudiata\u2019, dice il tuo Dio. \u2018Per un breve istante io ti ho abbandonata, ma <b>con immensa compassione io ti raccoglier\u00f2<\/b>. In un accesso d&#8217;ira, ti ho per un momento nascosto la mia faccia, ma <b>con un amore eterno<\/b> io avr\u00f2 piet\u00e0 di te\u2019, dice il Signore, il tuo salvatore. \u2018Avverr\u00e0 per me come delle acque di No\u00e8; poich\u00e9, come giurai che le acque di No\u00e8 non si sarebbero pi\u00f9 sparse sopra la terra, cos\u00ec <b><i>io giuro<\/i><\/b><i> di non irritarmi pi\u00f9 contro di te, di non minacciarti pi\u00f9<\/i>. Anche se i monti si allontanassero e i colli fossero rimossi, <b>l&#8217;amore mio non si allontaner\u00e0 da te, n\u00e9 il mio patto di pace sar\u00e0 rimosso\u2019, dice il Signore<\/b>, che ha piet\u00e0 di te\u201d. \u2013 <i>Is <\/i>54:5-10.<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u00c8 inutile che <i>TNM <\/i>traduca \u201c<i>a tempo indefinito<\/i> avr\u00f2 certamente misericordia di te\u201d (v. 8), giocando sulle parole <i>tradotte<\/i>, facendo intendere che \u201ctempo indefinito\u201d sarebbe \u201cnon definito\u201d ma non infinito. Il tentativo non porta lontano, perch\u00e9 Dio stesso assicura: \u201cProprio come ho giurato che le acque di No\u00e8 non passeranno pi\u00f9 sulla terra, cos\u00ec ho giurato che di sicuro non mi indigner\u00f2 verso di te n\u00e9 ti rimproverer\u00f2. Poich\u00e9 i monti stessi si possono rimuovere, e i medesimi colli possono vacillare, ma la mia amorevole benignit\u00e0 stessa non si rimuover\u00e0 da te, n\u00e9 il mio stesso patto di pace vaciller\u00e0\u201d (vv. 9,10, <i>TNM<\/i>). Se si pretende di dire che il \u201ctempo indefinito\u201d \u00e8 non definito, ma pur sempre finito, bisognerebbe sostenere anche che la promessa di Dio di non portare pi\u00f9 un diluvio sulla terra sarebbe temporanea. Il che equivarrebbe a dare del bugiardo a Dio. Ma \u201cDio, che non pu\u00f2 mentire\u201d (<i>Tito <\/i>1:2), <i>assicura <\/i>che anche se \u201ci monti stessi si possono rimuovere, e i medesimi colli possono vacillare\u201d il suo amore per Gerusalemme ed Israele \u201cnon si rimuover\u00e0\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Va infine accennato qui all\u2019intricato problema concernente il \u201cservo di Yhvh\u201d. In alcuni capitoli il \u201cservo\u201d \u00e8 evidentemente Israele: \u201cEcco il mio servo, io lo sosterr\u00f2; il mio eletto di cui mi compiaccio; io ho messo il mio spirito su di lui, egli manifester\u00e0 la giustizia alle nazioni. Egli non grider\u00e0, non alzer\u00e0 la voce, non la far\u00e0 udire per le strade\u201d (42:1,2). \u00c8 di questo servo che viene detto: \u201cIl Signore si \u00e8 compiaciuto, per amore della sua giustizia, di rendere la sua legge grande e magnifica; ma questo \u00e8 un <i>popolo<\/i> saccheggiato e spogliato\u201d (vv. 21,22). \u201cTu sei il mio servo, Israele\u201d (49:3). \u00c8 ovvio che quanto viene detto in 42:19,20 non pu\u00f2 essere riferito al Messia: \u201cChi \u00e8 cieco, se non il mio servo, e sordo come il messaggero inviato da me? Chi \u00e8 cieco come colui che \u00e8 mio amico, cieco come <i>il servo del Signore <\/i>[ebraico: \u201cServo di Yhvh\u201d]? Tu hai visto molte cose, ma non vi hai posto mente; gli orecchi erano aperti, ma non hai udito nulla\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 In altri passi il \u201cservo\u201d appare invece come un <i>individuo<\/i> che soffre per il popolo: \u201cIl Signore ha voluto stroncarlo con i patimenti. Dopo aver dato la sua vita in sacrificio per il peccato, egli vedr\u00e0 una discendenza, prolungher\u00e0 i suoi giorni, e l&#8217;opera del Signore prosperer\u00e0 nelle sue mani. Dopo il tormento dell&#8217;anima sua vedr\u00e0 la luce, e sar\u00e0 soddisfatto; per la sua conoscenza, il mio servo, il giusto, render\u00e0 giusti i molti, si caricher\u00e0 egli stesso delle loro iniquit\u00e0. Perci\u00f2 io gli dar\u00f2 in premio le moltitudini, egli divider\u00e0 il bottino con i molti, perch\u00e9 ha dato s\u00e9 stesso alla morte ed \u00e8 stato contato fra i malfattori; perch\u00e9 egli ha portato i peccati di molti e ha interceduto per i colpevoli\u201d (53:10-12). Questo non pu\u00f2 essere riferito al popolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Il \u201cservo\u201d \u00e8 contemporaneamente Israele e il Messia che rappresenta tutta l\u2019umanit\u00e0. Il Messia porta al vertice la missione del suo popolo. Il Messia chiama l\u2019intera nazione ad accogliere il suo compito, in modo che la sua sia una missione non solo individuale ma anche collettiva. Il \u201cservo di Yhvh\u201d \u00e8 di oggi e di domani. Israele non pu\u00f2 essere in tutti i suoi membri o solo in pochi o anche sintetizzato in uno solo. \u00c8 quindi logica l\u2019applicazione a Yesh\u00f9a, che pi\u00f9 di tutti gli altri ha attuato quella missione che di diritto spettava a tutta Israele.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u2019esaminare la dottrina isaiana occorre distinguere le due sezioni: Proto-Isaia e Deutero-Isaia. \u00a0\u00a0 Proto-Isaia. 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