{"id":1670,"date":"2013-06-03T07:19:10","date_gmt":"2013-06-03T05:19:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.biblistica.it\/?page_id=1670"},"modified":"2013-06-03T07:19:14","modified_gmt":"2013-06-03T05:19:14","slug":"geremia-situazione-storica-al-tempo-del-profeta","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.biblistica.it\/?page_id=1670","title":{"rendered":"Geremia &#8211; Situazione storica al tempo del profeta"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Nell\u20198\u00b0 secolo a. E. V. l\u2019Assiria, con Ninive per capitale, dominava indisturbata tra tutti i regni asiatici, finch\u00e9 nel 7\u00b0 secolo la sua potenza inizi\u00f2 a declinare per il sorgere dell\u2019impero neobabilonese. Si spiega cos\u00ec come il re Giosia, nel 622 a. E. V., abbia potuto svolgere indisturbato la sua azione distruttrice dell\u2019idolatria che era in gran parte di importazione assira. Nel 612 a. E. V. Ninive cadde sotto i colpi di Nabucodonosor e dei medi, ma l\u2019ultimo re ninivita pot\u00e9 rifugiarsi ad Harran da dove chiese rinforzi all\u2019Egitto che era il suo nemico d\u2019un tempo. Il faraone Neco corse in aiuto, ma nel suo passaggio attraverso la Palestina fu fermato da Giosia (favorevole ai babilonesi) che venne ucciso a Meghiddo, nel 609 a. E. V..<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Un movimento popolare giudaico mise allora sul trono Ioacaz (nel 609 a. E. V.) che, non essendo per\u00f2 favorevole all\u2019Egitto, venne destituito dal faraone dopo soli tre mesi di regno e sostituito da Ioachim che dur\u00f2 in carica 11 anni (609-598\/597 a. E. V.). Geremia non rest\u00f2 indifferente a questo fatto e profetizz\u00f2: \u201cNon piangete per il morto, non vi affliggete per lui; ma piangete, piangete per colui che se ne va, perch\u00e9 non torner\u00e0 pi\u00f9 e non vedr\u00e0 pi\u00f9 il suo paese nat\u00eco\u201d (<i>Ger<\/i> 22:10). Si allude qui a \u201cSallum, figlio di Giosia, re di Giuda, che regnava al posto di Giosia suo padre\u201d (v. 11) e che fu deportato in Egitto. &#8211; V. 12.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Verso il 605 a. E. V. l\u2019armata egiziana fu sconfitta a Carchemish sull\u2019Eufrate da Nabucodonosor che la insegu\u00ec fino in Palestina. Qui vinse anche Ioiachim alleato dell\u2019Egitto e, sempre nel 605, prese Gerusalemme senza distruggerla. Ci fu la prima deportazione, e tra i deportati c\u2019era Daniele. Geremia celebr\u00f2 in un\u2019ode trionfale la sconfitta egiziana, mostrando in tal modo la sua simpatia verso i babilonesi:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cRiguardo all&#8217;Egitto. Circa l&#8217;esercito del faraone Neco, re d&#8217;Egitto, che era presso il fiume Eufrate a Carchemis, e che Nabucodonosor, re di Babilonia, sconfisse il quarto anno di Ioiachim, figlio di Giosia, re di Giuda. \u2018Preparate lo scudo grande e quello leggero; avvicinatevi per la battaglia. Attaccate i cavalli; cavalieri, montate. Presentatevi con gli elmi in capo; lucidate le lance, indossate le corazze! Perch\u00e9 li vedo sbigottiti, lanciati in fuga? I loro prodi sono sconfitti, si danno alla fuga senza volgersi indietro; tutto intorno \u00e8 terrore\u2019, dice il Signore. \u2018Il veloce non fugga, il prode non scampi! Al settentrione, presso il fiume Eufrate vacillano e cadono. Chi \u00e8 colui che sale come il Nilo, le cui acque si agitano come quelle dei fiumi? \u00c8 l&#8217;Egitto, che sale come il Nilo, le cui acque si agitano come quelle dei fiumi. Egli dice: Io salir\u00f2, ricoprir\u00f2 la terra, distrugger\u00f2 le citt\u00e0 e i loro abitanti. All&#8217;assalto, cavalli! Al galoppo, carri! Si facciano avanti i prodi, quelli d&#8217;Etiopia e di Put che portano lo scudo, quelli di Lud che maneggiano e tendono l&#8217;arco. Questo giorno, per il Signore, per il Dio degli eserciti, \u00e8 giorno di vendetta, in cui si vendica dei suoi nemici. La spada divorer\u00e0, si sazier\u00e0, si ubriacher\u00e0 del loro sangue; poich\u00e9 il Signore, Dio degli eserciti, immola le vittime nel paese del settentrione, presso il fiume Eufrate. Sali a Galaad, prendi del balsamo, o vergine, figlia d&#8217;Egitto! Invano moltiplichi i rimedi; non c&#8217;\u00e8 medicazione che valga per te. Le nazioni odono la tua infamia e la terra \u00e8 piena del tuo grido; poich\u00e9 il prode vacilla appoggiandosi al prode, tutti e due cadono assieme\u2019\u201d. &#8211; <i>Ger<\/i> 46:2-12.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Ioiachim, negli ultimi anni del suo regno, si ribell\u00f2 nuovamente alla Babilonia, resistendo per cinque anni agli eserciti nemici sino alla sua morte (597\/596 a. E. V.). Gli successe per tre soli mesi Ioiachin, che fu costretto a cedere ai babilonesi e fu condotto in esilio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Sul trono di Gerusalemme i vincitori posero allora Sedechia che vi rimase per 11 anni (597-586 a. E. V.). Debole di volont\u00e0, fin\u00ec per lasciarsi sobillare dal partito filo-egiziano e si ribell\u00f2 a Nabucodonosor, credendo che Gerusalemme fosse inespugnabile. Solo fra tutti, Geremia si scagli\u00f2 contro il re e il suo partito. \u201cIl faraone, re d&#8217;Egitto, non \u00e8 che un vano rumore\u201d (<i>Ger<\/i> 46:17), aveva detto dopo la sconfitta di Carchemish.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Nel 588 a. E. V., nel mese di <i>tev\u00e8t <\/i>(dicembre\/gennaio) le schiere di Nabucodonosor s\u2019accamparono dinanzi a Gerusalemme, dal lato settentrionale. L\u2019assedio della citt\u00e0 dur\u00f2 un anno. Un raggio di speranza si accese quando l\u2018egiziano Hofra (<i>Uah-ab-ra<\/i>, della 26<sup>a<\/sup> dinastia saita) apparve ai confini palestinesi. Ma non appena i babilonesi accorsero per dar battaglia, egli si ritir\u00f2 senza colpo ferire, abbandonando la citt\u00e0 santa al suo destino. Seguirono giorni tragici, con tutti gli orrori della fame e della pestilenza. Alla fine, nel quarto mese (luglio del 587 a. E. V.), i babilonesi entrarono in Gerusalemme attraverso una breccia. Sedechia, fuggito verso Gerico con pochi suoi fidati, fu raggiunto e condotto prigioniero da Nabucodonosor a Ribla (nel territorio di Hamat). Qui venne accecato. Per un mese intero infuri\u00f2 la strage fino a quando, nel mese di <i>av <\/i>(luglio\/agosto) Nabuzardan, capitano delle guardie del corpo reale, ebbe l\u2019ordine di incendiare l\u2019acropoli con la sua reggia e il maestoso Tempio, riducendo tutto in macerie. Ci fu allora la terza e definitiva deportazione degli ebrei (587\/6 a. E. V.). I popoli circonvicini (ammoniti, moabiti e edomiti) accorsero numerosi per sottrarre qualcosa dalle ceneri fumanti della citt\u00e0, completando cos\u00ec la devastazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Nabucodonosor, desideroso d\u2019ordine, richiam\u00f2 in Giudea gli agricoltori poveri e i pastori nomadi delle campagne, dando loro come governatore il nobile israelita Godolia, amico dei caldei. Geremia, che era sempre stato favorevole a una politica filo-babilonese, fu liberato. Il nuovo governatore si stabil\u00ec nella vicina citt\u00e0 di Mizpa (l\u2019attuale <i>Tell en Nasbe<\/i>), a pochi chilometri a settentrione di Gerusalemme. Tuttavia, dopo soli due mesi di governatorato, fu pugnalato a tradimento da Ismael, uomo di stirpe regale che era tornato dalla fuga insieme ad altri ebrei (586 a. E. V.). Questo truce evento sparse terrore in tutta la regione, per cui gli abitanti \u2013 temendo la punizione di Nabucodonosor \u2013 fuggirono in disordine verso l\u2019Egitto. Questi fuggiaschi si trascinarono dietro, a forza, anche il settantenne Geremia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Che fine abbia poi fatto il profeta non si sa. Una tradizione \u2013 che per\u00f2 non \u00e8 controllabile \u2013 lo fa morire ucciso da ebrei non credenti e senza patria. Secondo una leggenda, Geremia avrebbe nascosto l\u2019arca sacra del Tempio sul monte Nebo e sarebbe poi tornato a riconsegnarla al futuro re che avrebbe riunito Israele. Questa leggenda \u00e8 riportata in un apocrifo della letteratura ebraica: \u201cSi diceva anche nello scritto che il profeta, ottenuto un responso, ordin\u00f2 che lo seguissero con la tenda e l&#8217;arca. Quando giunse presso il monte dove Mos\u00e8 era salito e aveva contemplato l&#8217;eredit\u00e0 di Dio, Geremia sal\u00ec e trov\u00f2 un vano a forma di caverna e l\u00e0 introdusse la tenda, l&#8217;arca e l&#8217;altare degli incensi e sbarr\u00f2 l&#8217;ingresso. Alcuni del suo seguito tornarono poi per segnare la strada, ma non trovarono pi\u00f9 il luogo. Geremia, saputolo, li rimprover\u00f2 dicendo: Il luogo deve restare ignoto, finch\u00e9 Dio non avr\u00e0 riunito la totalit\u00e0 del suo popolo e si sar\u00e0 mostrato propizio. Allora il Signore mostrer\u00e0 queste cose e si riveler\u00e0 la gloria del Signore\u201d (<i>2Maccabei <\/i>2:4-8, <i>CEI<\/i>). Tracce di questa leggenda sono ancora presenti in <i>Mt <\/i>16:13,14: \u201c\u2019Chi dice la gente che sia il Figlio dell&#8217;uomo?\u2019. Essi risposero: \u2018Alcuni dicono Giovanni il battista; altri, Elia; altri, <i>Geremia<\/i>\u2019\u201d. Ma si tratta, appunto, di una leggenda.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nell\u20198\u00b0 secolo a. E. V. l\u2019Assiria, con Ninive per capitale, dominava indisturbata tra tutti i regni asiatici, finch\u00e9 nel 7\u00b0 secolo la sua potenza inizi\u00f2 a declinare per il sorgere dell\u2019impero neobabilonese. Si spiega cos\u00ec come il re Giosia, nel 622 a. E. 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