{"id":1757,"date":"2013-06-07T05:38:48","date_gmt":"2013-06-07T03:38:48","guid":{"rendered":"http:\/\/www.biblistica.it\/?page_id=1757"},"modified":"2013-06-07T05:38:53","modified_gmt":"2013-06-07T03:38:53","slug":"giona-genere-letterario","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.biblistica.it\/?page_id=1757","title":{"rendered":"Giona &#8211; Genere letterario"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Il problema pi\u00f9 importante del libro di <i>Giona<\/i> \u00e8 la sua interpretazione. Si tratta di un racconto storico oppure di una composizione didattica con intento teologico?\u00a0 <b><i><\/i><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u00c8 risaputo che il racconto biblico di <i>Giona <\/i>ha dato l\u2019opportunit\u00e0 a molti miscredenti per screditare la Scrittura. Renan riteneva che il libro fosse \u2013 parole sue \u2013 \u201cune dr\u00f4lerie\u201d, \u201cuna buffonata\u201d (<i>Histoire du Peuple d\u2019Israel <\/i>III, pag. 511). Molti credenti, scossi dagli attacchi, si domandano: Si deve credere che Giona sia stato per tre giorni e tre notti nel ventre di una balena? \u00c8 la stessa questione che si pose Agostino: \u201cCosa dobbiamo dire di Giona che si dice sia rimasto tre giorni nel ventre del pesce, il che sembra incredibile? Questo fatto \u00e8 spesso occasione di scherno da parte dei pagani\u201d. &#8211; <i>Epist. <\/i>111 q. 6 PL 33,352.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><i>Opinione tradizionale<\/i><\/b><i><\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 In genere gli esegeti che rientrano in questa corrente la ritengono una storia vera. Cos\u00ec anche il moderno gesuita P. A. Vaccai.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 <b>Argomenti di autorit\u00e0<\/b>. Sono il punto forte di questa interpretazione. La tradizione sia giudaica che della prima chiesa sono favorevoli alla storicit\u00e0 del racconto.<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><b><i>Tradizione giudaica<\/i><\/b>. Il libro apocrifo di <i>Tobia <\/i>\u2013 che pur non facendo parte della Bibbia \u00e8 comunque parte della letteratura ebraica \u2013 in 14:4 dice: \u201cIo credo alla parola di Dio, che Nahum ha pronunziato su Ninive. Tutto dovr\u00e0 accadere, tutto si realizzer\u00e0 sull&#8217;Assiria e su Ninive, come hanno predetto i profeti d&#8217;Israele, che Dio ha inviati; non una delle loro parole cadr\u00e0. Ogni cosa capiter\u00e0 a suo tempo\u201d (<i>CEI<\/i>). Questa traduzione \u00e8 tratta dal <i>Codice Sinaitico<\/i>, ma i manoscritti <i>B <\/i>e <i>A <\/i>della versione greca hanno \u201cGiona\u201d invece di \u201cNahum\u201d. Giona sarebbe quindi collegato a Ninive. Per\u00f2 \u00e8 pi\u00f9 credibile il <i>Sinaitico<\/i>, perch\u00e9 in <i>Giona <\/i>la citt\u00e0 di Ninive \u00e8 salvata. <i>Maccabei <\/i>(un apocrifo del 100 a. E. V.) e Giuseppe Flavio (in <i>Antichit\u00e0 Giudaiche <\/i>IX 4,1,2) ne parlano come di un fatto storico. Tuttavia, Giuseppe Flavio introduce dei cambiamenti: Giona s\u2019imbarca per Tarso di Cilicia ed \u00e8 rigettato a terra nella regione del Ponto Eusino (Mar Nero), non fa parola del pentimento di Ninive n\u00e9 della susseguente ira di Giona. Sinceramente dobbiamo dire che la <i>tradizione giudaica <\/i>\u00e8 priva di valore, giacch\u00e9 molti elementi fantastici esagerano ancora di pi\u00f9 l\u2019elemento miracoloso. Nella tradizione giudaica, infatti, compare quanto segue: il mostro che inghiott\u00ec Giona \u00e8 ritenuto creato apposta sin dall\u2019inizio del mondo, una grossa perla nelle viscere del pesce permette a Giona di vedere, Giona \u00e8 vomitato da un pesce maschio e poi inghiottito da un pesce femmina che essendo incinta fa star male Giona al punto che invoca Dio. &#8211; \u00a0<i>Jewish Enciclopedia<\/i>, alla voce \u201cJona\u201d.<\/li>\n<li><b><i>Tradizione della congregazione primitiva<\/i><\/b>. Yesh\u00f9a stesso pone Giona tra i suoi segni, anzi come <i>unico<\/i> segno: \u201cQuesta generazione malvagia e adultera chiede un segno; e segno non le sar\u00e0 dato, tranne il segno del profeta Giona\u201d (<i>Mt <\/i>12:39), \u201cQuesta generazione malvagia e adultera chiede un segno, e segno non le sar\u00e0 dato se non quello di Giona\u201d (<i>Mt <\/i>16:4), \u201cQuesta generazione \u00e8 una generazione malvagia; chiede un segno ma nessun segno le sar\u00e0 dato, tranne il segno di Giona\u201d (<i>Lc <\/i>11:29). Sembrerebbe quindi che Yesh\u00f9a ritenesse il fatto di Giona un fatto reale. Certamente lo riteneva un segno e un preannuncio del futuro.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 <b>Esame interno del libro<\/b>. L\u2019esame non \u00e8 troppo favorevole alla sua autenticit\u00e0. Questo \u00e8 il lato debole dell\u2019opinione tradizionale. Il lavoro dei critici tradizionalisti consiste nel mostrare che non vi sono motivi sufficienti per respingerne la storicit\u00e0. Si noti gi\u00e0 qui l\u2019approccio da una posizione debole: non si cercano punti forti per dimostrarne la storicit\u00e0 (che non ci sono), ma la non sufficienza dei punti che negano la storicit\u00e0.<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>Si tratterebbe di un vero pesce, per cui non \u00e8 necessario ricorrere alle strane ipotesi di alcuni razionalisti increduli del passato, per evitare il miracolo. Il critico Eichhorn aveva, infatti, proposto un mostro marino morto e galleggiante usato da Giona come zattera. Per altri, \u201cBalena\u201d era il nome di un vascello che accolse Giona. Gi\u00e0. Ma la Bibbia non parla di \u201cbalena\u201d, ma proprio di\u05d3\u05b8\u05bc\u05d2 \u05d2\u05b8\u05bc\u05d3\u05b9\u05d5\u05dc \u00a0(<i>dag gad\u00f2l<\/i>), \u201cpesce grande\u201d (<i>Gna <\/i>2:1). Qualcuno ha proposto un\u2019osteria in cui Giona avrebbe alloggiato dopo il naufragio, e l\u2019insegna era ovviamente una balena. E li chiamano studiosi. Qualcun altro, pi\u00f9 semplicemente, ha sostenuto che il tutto si svolse in sogno. E citano pure la Bibbia: \u201cEra sceso in fondo alla nave, si era coricato e dormiva profondamente\u201d (<i>Gna<\/i> 1:5). Bisogna proprio convenire con Reuss: \u201cLe interpretazioni pi\u00f9 azzardate e buffe hanno preso il posto del racconto biblico\u201d. &#8211; <i>Philosophie religeuse et marale des Hebreux<\/i>, <i>Introdiction au livre de Jonas<\/i>, pag. 565.<\/li>\n<li>Si tratterebbe di uno squalo e non di una balena. Si sa che la balena non pu\u00f2 inghiottire un uomo ma solo piccoli pesci che passano attraverso i fanoni (lamine carnali triangolari e sfilacciate, disposte le une accanto alle altre, impiantate nella mascella della balena; erroneamente sono detti \u201cdenti di balena\u201d ed erano adoperate per stecche da busti per signora e per le bacchette degli ombrelli). \u201cIl volgo assai comunemente fa di un grosso pesce una balena\u201d, dice T. J. Lamy in <i>Jonas <\/i>(in <i>D. Apol.<\/i>, prima edizione). Lo studioso fa notare che la parola \u03ba\u1fc6\u03c4\u03bf\u03c2 (<i>k\u00e8tos<\/i>) usata nella <i>LXX <\/i>greca<i> <\/i>per tradurre l\u2019ebraico \u05d3\u05b8\u05bc\u05d2 (<i>dag <\/i>), \u201cpesce\u201d, designa non solo tutti i mostri marini del genere dei cetacei ma anche il pescecane e gli squali. Meno male, almeno, che questo studioso non batte sul fatto che \u201cpesce\u201d non pu\u00f2 applicarsi alla balena perch\u00e9 la balena non \u00e8 un pesce ma un mammifero. Sarebbe stato insostenibile, dato che per gli ebrei del tempo la distinzione non c\u2019era. Comunque, per determinare il tipo di pesce, i commentatori del 16\u00b0 secolo ricorsero al naturalista francese Rondelet (1507-1565) che scrisse il suo <i>De piscibus marinis <\/i>(Libro XVIII, Lyon, 1554), secondo cui \u201cnel ventre di un pescecane nei pressi di Marsiglia sarebbe stato trovato un uomo con la corazza\u201d. Passati i secoli, il vizio non fu perso. Nel 1905 le E. K\u00f6nig pubblic\u00f2 in <i>The Expository Times <\/i>(tavola XVII, pag. 521) il caso straordinario di J. Bartley, pescatore di balene. Nel 1891 sarebbe stato inghiottito da una balena all\u2019insaputa dei compagni che uccisero poi la balena. Caricatala sul vascello, la fecero a pezzi. Aperto il suo stomaco, vi avrebbero trovato il compagno stordito ma non morto. Gi\u00e0. Solo che il <i>The Expository Times <\/i>citava la storia per smentirla, riportando la testimonianza autorizzata di un testimone oculare. Nel corso dei secoli simili \u201cprove\u201d sono state proposte a pi\u00f9 riprese. Non fanno eccezione i Testimoni di Geova. Anche loro sono ricorsi a tentativi di identificare il \u201cgrosso pesce\u201d: \u201cIl capodoglio, dalla gigantesca testa quadrata che occupa circa un terzo della sua lunghezza, \u00e8 capacissimo di inghiottire un uomo intero. (E. P. Walker, <i>Mammals<\/i> <i>of<\/i> <i>the<\/i> <i>World,<\/i> riveduto da R. Nowak e J. Paradiso, 1983, vol. II, p. 901)\u201d (<i>Ibidem<\/i>, pag. 1122). Non mettiamo in dubbio la validit\u00e0 della citazione, ma facciamo solo notare che la fonte citata non sostiene che l\u2019uomo intero inghiottito possa rimanere in vita tre giorni interi. D\u2019altra parte, forse la cosa non convince neppure gli editori di Brooklyn se subito dopo optano per un altro animale: \u201cD\u2019altra parte \u00e8 possibile che il pesce che inghiott\u00ec Giona fosse il grande squalo bianco. Uno di questi, preso nel 1939, aveva nello stomaco due squali interi lunghi 2 m, ciascuno grande circa come un uomo. E i grandi squali bianchi erano presenti in tutti i mari, incluso il Mediterraneo. (<i>Nel<\/i> <i>Mondo<\/i> <i>degli<\/i> <i>Animali,<\/i> Milano, 1980, vol. V, pp. 2689, 2690; R. H. Backus e T. H. Lineaweaver III, <i>The<\/i> <i>Natural<\/i> <i>History<\/i> <i>of<\/i> <i>Sharks,<\/i> 1970, pp. 111, 113)\u201d (<i>Ibidem<\/i>). Stessa domanda: I \u201cdue squali interi lunghi 2 m, ciascuno grande circa come un uomo\u201d sono stati trovati vivi? Potevano esserlo dopo tre interi giorni? Ci\u00f2 che si evita di dire, per\u00f2, \u00e8 che lo squalo bianco (come tutti gli squali) attacca l\u2019uomo per sbaglio (scambiandolo magari per una tartaruga marina), ma appena si accorge dell\u2019errore lo rigetta, perfino se \u00e8 affamato. Comunque, anche questa ipotesi pare non convincere neppure loro, se si aprono possibilit\u00e0 incontrollabili: \u201cVa per\u00f2 notato che la Bibbia dice semplicemente: \u2018Geova stabil\u00ec che un grande pesce inghiottisse Giona\u2019, senza specificare che tipo di pesce fosse. (Gna 1:17) Non \u00e8 dunque possibile determinare di che specie di \u2018pesce\u2019 si trattasse. In effetti la conoscenza che l\u2019uomo ha delle creature che abitano i mari e gli oceani \u00e8 piuttosto frammentaria. La rivista <i>Scientific<\/i> <i>American<\/i> (settembre 1969, p. 162) osservava: \u2018Come \u00e8 avvenuto nel passato, l\u2019ulteriore esplorazione degli abissi riveler\u00e0 senza dubbio creature sconosciute, incluse alcune appartenenti a gruppi ritenuti estinti da tempo\u2019\u201d (<i>Ibidem<\/i>). Una riflessione per\u00f2 s\u2019impone: ma che necessit\u00e0 c\u2019\u00e8 di cercare a tutti i costi una spiegazione realistica con tanto di parziali citazioni scientifiche? Se \u00e8 un miracolo, \u00e8 un miracolo. E un miracolo \u00e8 un miracolo. O no?<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 <b>Il miracolo<\/b>. Si deve ricordare che il fatto di Giona \u00e8 <i>miracoloso<\/i>. \u00c8 inutile affannarsi per ricercare similitudini \u2013 pi\u00f9 o meno sicure \u2013 per rendere verosimile l\u2019episodio di Giona. Se il libro di <i>Giona<\/i> \u00e8 storico, va accolto con tutta semplicit\u00e0, anche se non si potr\u00e0 trovare nel mondo attorno a noi alcun fatto simile. Si tratta in tal caso di un miracolo che va accolto perch\u00e9 Dio pu\u00f2 compiere anche ci\u00f2 che per natura pu\u00f2 riuscire inesplicabile. Gi\u00e0 Girolamo cos\u00ec argomentava: \u201cChi obietta o \u00e8 un fedele (ed \u00e8 tenuto a credere) o un infedele (e allora che legga le <i>Metamorfosi <\/i>di Ovidio e si ricordi della mitologia greco-latina); se credono alle turpi meraviglie dei falsi d\u00e8i, non mettano in dubbio la potenza del vero Dio\u201d. &#8211; <i>In Jon. <\/i>2,2 PL XXV 1132.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Se invece il libro di <i>Giona <\/i>vuole essere un racconto didattico (ossia parabolico e non storico), \u00e8 inutile ricercare episodi simili che ne mostrino la storicit\u00e0. Pi\u00f9 che provare se il fatto sia possibile o no, si tratta di dimostrare se il racconto biblico vuol essere storico oppure no. Forse sono gli occidentali, con la loro mente razionale alla maniera occidentale, che tutto prendono alla lettera con mente chiusa di fronte al modo diverso con cui una mente semita ragionava. Tutto il problema \u00e8 quindi spostato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Gli ebrei amano moltissimo insegnare e apprendere attraverso parabole e storielle. Yesh\u00f9a stesso fu maestro in questo campo didattico. Si prenda la <i>parabola <\/i>del buon samaritano. In questo caso, come in molti altri, i personaggi creati sono cos\u00ec realistici che quasi ci sembra che davvero sia vissuto un tale samaritano e che davvero abbia incontrato quel poveraccio sulla strada. E il famoso \u201cfigliol prodigo\u201d? Non si fa a volte confusione nella nostra memoria tanto che <i>dobbiamo<\/i> ricordarci che \u00e8 una parabola e che <i>non esistettero mai<\/i> n\u00e9 lui n\u00e9 il padre pieno d\u2019amore filiale che lo riaccolse a braccia aperte? Chiss\u00e0, a ben pensarci, forse ci si rimane anche un po\u2019 male. Eppure il buon samaritano, il figliol prodigo e suo padre <i>non sono storici<\/i>. <i>Non vissero mai<\/i>. E cos\u00ec per tutti i personaggi delle parabole. Racconti didattici, nulla di pi\u00f9. E che racconti! Ma noi come facciamo a sapere che furono solo racconti e che quei fatti non accaddero veramente? La risposta sembrerebbe facile e scontata: la Bibbia dice chiaramente che sono parabole. Ma lo dice davvero sempre chiaramente? Forse s\u00ec e forse no.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cEgli [un dottore della Legge], volendo giustificarsi, disse a Ges\u00f9: \u2018E chi \u00e8 il mio prossimo?\u2019. Ges\u00f9 rispose: \u2018Un uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico, e s&#8217;imbatt\u00e9 nei briganti che lo spogliarono, lo ferirono e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso un sacerdote scendeva per quella stessa strada; e lo vide, ma pass\u00f2 oltre dal lato opposto. Cos\u00ec pure un Levita, giunto in quel luogo, lo vide, ma pass\u00f2 oltre dal lato opposto. Ma un samaritano che era in viaggio, passandogli accanto, lo vide e ne ebbe piet\u00e0; avvicinatosi, fasci\u00f2 le sue piaghe, versandovi sopra olio e vino; poi lo mise sulla propria cavalcatura, lo condusse a una locanda e si prese cura di lui. Il giorno dopo, presi due denari, li diede all&#8217;oste e gli disse: Prenditi cura di lui; e tutto ci\u00f2 che spenderai di pi\u00f9, te lo rimborser\u00f2 al mio ritorno. Quale di questi tre ti pare essere stato il prossimo di colui che s&#8217;imbatt\u00e9 nei ladroni?\u2019. Quegli rispose: \u2018Colui che gli us\u00f2 misericordia\u2019. Ges\u00f9 gli disse: \u2018Va&#8217;, e fa&#8217; anche tu la stessa cosa\u2019\u201d. &#8211; <i>Lc <\/i>10:29-37.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Dove \u00e8 detto che \u00e8 una parabola? Nel testo la parola \u201cparabola\u201d non appare neppure. Luca non dice da nessuna parte: \u2018E Ges\u00f9 raccont\u00f2 questa parabola\u2019. N\u00e9 lo stesso Yesh\u00f9a, rispondendo al dottore della Legge, disse qualcosa del tipo: \u2018Ti rispondo con un esempio\u2019 oppure \u2018Ti rispondo con una parabola\u2019 o \u2018Adesso ti racconto una storia\u2019. Il contesto dice semplicemente che \u201cun dottore della legge si alz\u00f2 per metterlo alla prova, e gli disse: \u2018Maestro, che devo fare per ereditar la vita eterna?\u201d (<i>Lc <\/i>10:25). Dopo aver concordato che per avere la vita eterna bisogna amare Dio e il prossimo, il dottore se ne esce con un\u2019altra domanda: \u201cE chi \u00e8 il mio prossimo?\u201d. E il testo biblico dice: \u201cGes\u00f9 rispose: \u2018Un uomo scendeva da [\u2026]\u2019\u201d.\u00a0 Tutto qui. E parabola? Non \u00e8 detto da nessuna parte che lo fosse. Eppure, noi <i>sappiamo <\/i>che \u00e8 una parabola. Lo \u00e8. Si noti per\u00f2 come Yesh\u00f9a la propone. Egli inizia a raccontare semplicemente: \u201cUn uomo scendeva da . . . \u201c. Era il modo semita di insegnare. Il dottore della Legge non ebbe sicuramente dubbi che si trattasse di un racconto inventato per insegnare. Era un semita. Perfino noi non abbiamo dubbi che si trattasse di una parabola. Ma, per capirci, supponiamo che quella parabola non sia parte del <i>Vangelo di Luca<\/i>. Supponiamo invece che Luca l\u2019avesse scritta a parte, su un manoscritto che contenesse solo l\u2019episodio del samaritano senza riferimenti al dottore della Legge e a Yesh\u00f9a. Mettiamo di possedere un manoscritto che dica solo questo:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cUn uomo scendeva da Gerusalemme a Gerico, e s&#8217;imbatt\u00e9 nei briganti che lo spogliarono, lo ferirono e poi se ne andarono, lasciandolo mezzo morto. Per caso un sacerdote scendeva per quella stessa strada; e lo vide, ma pass\u00f2 oltre dal lato opposto. Cos\u00ec pure un Levita, giunto in quel luogo, lo vide, ma pass\u00f2 oltre dal lato opposto. Ma un samaritano che era in viaggio, passandogli accanto, lo vide e ne ebbe piet\u00e0; avvicinatosi, fasci\u00f2 le sue piaghe, versandovi sopra olio e vino; poi lo mise sulla propria cavalcatura, lo condusse a una locanda e si prese cura di lui. Il giorno dopo, presi due denari, li diede all&#8217;oste e gli disse: \u2018Prenditi cura di lui; e tutto ci\u00f2 che spenderai di pi\u00f9, te lo rimborser\u00f2 al mio ritorno\u2019\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Beh, se possedessimo un manoscritto che contenesse solo questo testo, i critici farebbero a gara per studiarlo come esempio di uno spaccato dell\u2019epoca. Gli archeologi farebbero scavi e ci indicherebbero forse i luoghi di due o tre posti in cui si presumerebbe ci sia stata la locanda. Ma \u00e8 una parabola! Racconto didattico, mai storicamente accaduto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u00c8 il modo degli ebrei di insegnare. Questo sistema \u00e8 usato dagli ebrei credenti ancora oggi. Si vedano tutte le storielle che vengono da loro inventate a scopo didattico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 <b>Conversione dei niniviti<\/b>. Per i tradizionalisti la conversione dei niniviti \u00e8 possibile. \u00c8 vero che nessun altro libro biblico o profano ne parla, tuttavia ci\u00f2 si spiegherebbe \u2013 secondo alcuni \u2013 con il fatto che si sarebbe trattato di una conversione temporanea, fittizia e non sincera. Secondo lo studioso Reuss questo accadde poco prima del 612 a. E. V.. Altri studiosi risalgono ad un periodo pi\u00f9 antico, quando visse il Giona del libro dei <i>Re<\/i>, al tempo di Salmanasar II (782-773 a. E. V.), di Asurdan III (772-755 a. E. V.) e di Ashurnirari (754-745 a. E. V.). La potenza assira era allora in decadenza e, in pi\u00f9, non se ne conoscono bene gli eventi per mancanza di annuali. Sotto Salmanasar (8\u00b0 secolo a. E. V.) vi furono grandi pericoli: incursioni armene, pestilenze, eclissi di sole, sedizioni. Tutto questo potrebbe spiegare il meraviglioso effetto della predicazione di Giona, possibile perch\u00e9 ridotta a poche parole: \u201cAncora quaranta giorni e Ninive sar\u00e0 distrutta\u201d. Queste poche parole potevano venire facilmente tradotte in assiro da parte di un ebreo e da lui ripetute con grande enfasi e forza spirituale. La cosa \u00e8 possibile. Lo studioso C. F. Keil osserva acutamente: \u201cLa profonda impressione fatta sui niniviti dalla predicazione di Giona, tale che l\u2019intera citt\u00e0 si pent\u00ec in sacco e cenere, \u00e8 ben comprensibile, se solo teniamo presente la grande emotivit\u00e0 degli Orientali, il timore di un Essere Supremo proprio di tutte le religioni pagane dell\u2019Asia, e la grande stima di cui indovini e oracoli godevano in Assiria dai tempi pi\u00f9 remoti [\u2026], e se teniamo conto della circostanza che la comparsa di uno straniero, il quale, senza alcun concepibile interesse personale e col pi\u00f9 intrepido ardimento, rivel\u00f2 alla grande citt\u00e0 residenza reale le sue empie vie e ne annunci\u00f2 la distruzione entro un brevissimo periodo di tempo, con la fiducia cos\u00ec caratteristica dei profeti inviati da Dio, non poteva non fare grande impressione sulla mente della popolazione, impressione tanto pi\u00f9 forte se la notizia del miracoloso operato dei profeti d\u2019Israele era giunta a Ninive\u201d. &#8211; <i>Commentary<\/i> <i>on<\/i> <i>the<\/i> <i>Old<\/i> <i>Testament,<\/i> 1973, vol. X, Giona 3:9, pagg. 407, 408.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il problema pi\u00f9 importante del libro di Giona \u00e8 la sua interpretazione. Si tratta di un racconto storico oppure di una composizione didattica con intento teologico?\u00a0 \u00a0\u00a0 \u00c8 risaputo che il racconto biblico di Giona ha dato l\u2019opportunit\u00e0 a molti miscredenti per screditare la Scrittura. 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