{"id":1760,"date":"2013-06-07T05:41:33","date_gmt":"2013-06-07T03:41:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.biblistica.it\/?page_id=1760"},"modified":"2013-06-07T05:41:38","modified_gmt":"2013-06-07T03:41:38","slug":"giona-uno-scritto-didattico","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.biblistica.it\/?page_id=1760","title":{"rendered":"Giona &#8211; Uno scritto didattico"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019opinione che <i>Giona <\/i>sia uno scritto puramente didattico fu sostenuta da Reuss, da E. K\u00f6nig (un esegeta credente e molto conservatore), da M. van Hoonacker (professore in una Universit\u00e0 cattolica), da M. Meinertz (professore cattolico d\u2019esegesi neotestamentaria) e da altri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Secondo questa ipotesi il libro sarebbe una parabola analoga a quella del figliol prodigo, con lo scopo di insegnare che Dio chiama tutti gli uomini alla conversione e alla salvezza. Vediamone le ragioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 <b>Esame interno del libro<\/b>. \u00c8 il punto forte di questa ipotesi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u25ba Pur essendo tra gli scritti profetici, <b><i>Giona <\/i>\u00e8 ben diverso da tutti gli altri perch\u00e9 <i>contiene solo un racconto<\/i>, senza alcuna profezia o discorso da parte del profeta<\/b>. \u00c8 un caso eccezionale tra gli scritti profetici. Il suo posto dovrebbe essere tra i libri storici, come nel caso di Elia ed Eliseo. Come mai invece si trova tra i libri profetici? Non \u00e8 forse perch\u00e9 la sua non \u00e8 una storia ma una parabola creata e predicata da un profeta al tempo postesilico?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u25ba <b><i>La mancanza di particolari<\/i> suggerisce che il libro sia un racconto didattico e non storico<\/b>. L\u2019autore trascura cos\u00ec tanto le circostanze proprio perch\u00e9 non servivano al suo scopo. Il Luzzi (in <i>I profeti minori<\/i>, pag. 330) cos\u00ec scrive: \u201cDel luogo dove Giona fu vomitato dal pesce [\u2026] Chi fosse allora il re d\u2019Assiria (che \u00e8 chiamato stranamente \u2018re di Ninive\u2019, mentre non c\u2019\u00e8 memoria che i re d\u2019Assiria fossero mai designati a quel modo), da quanto regnasse, di quali misfatti Ninive si fosse resa colpevole per meritare una punizione cos\u00ec tremenda, di quel che avvenisse poi dei niniviti e di Giona stesso dopo che Dio gli ebbe data la lezione che meritava, non una parola\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u25ba <b><i>Accentuazione del miracoloso<\/i><\/b>. Il miracolo \u00e8 certamente possibile, e non saremo noi cos\u00ec ingenui da negarne la possibilit\u00e0. Per chi ammette Dio creatore della natura, non fa meraviglia un suo intervento in essa. Tuttavia, in questi tre capitoli di <i>Giona <\/i>(il secondo capitolo \u00e8 solo un salmo) l\u2019accumularsi del <i>miracoloso <\/i>\u2013 spesso per uno scopo di non eccessivo valore \u2013 sembra essere fuori dal normale. Sembra proprio che qui il miracoloso serva di sostegno ad un insegnamento didattico per colpire meglio la fantasia. Altrove, nella Bibbia, non troviamo mai una tale sovrabbondanza di meraviglioso. E qui ce n\u2019\u00e8 in continuazione:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div align=\"center\">\n<table border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"2\" width=\"443\">\n<p align=\"center\"><b><i>Il meraviglioso in <\/i><\/b><b>Giona <\/b><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"394\">\u201cIl Signore scaten\u00f2 un gran vento sul mare, e vi fu sul mare una tempesta cos\u00ec forte che la nave era sul punto di sfasciarsi\u201d<\/td>\n<td width=\"49\">\n<p align=\"center\">1:4<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"394\">\u201cPresero Giona, lo gettarono in mare e la furia del mare si calm\u00f2\u201d<\/td>\n<td width=\"49\">\n<p align=\"center\">1:15<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"394\">\u201cIl Signore fece venire un gran pesce per inghiottire Giona: Giona rimase nel ventre del pesce tre giorni e tre notti\u201d<\/td>\n<td width=\"49\">\n<p align=\"center\">2:1<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"394\">\u201cIl Signore diede ordine al pesce, e il pesce vomit\u00f2 Giona sulla terraferma\u201d<\/td>\n<td width=\"49\">\n<p align=\"center\">2:11<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"394\">\u201cDio, il Signore, per calmarlo della sua irritazione, fece crescere un ricino che sal\u00ec al di sopra di Giona per fare ombra sul suo capo Dio, il Signore, per calmarlo della sua irritazione, fece crescere un ricino che sal\u00ec al di sopra di Giona per fare ombra sul suo capo\u201d<\/td>\n<td width=\"49\">\n<p align=\"center\">4:6<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"394\">\u201cDio mand\u00f2 un verme a rosicchiare il ricino e questo secc\u00f2\u201d<\/td>\n<td width=\"49\">\n<p align=\"center\">4:7<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"394\">\u201cDio fece soffiare un soffocante vento orientale\u201d<\/td>\n<td width=\"49\">\n<p align=\"center\">4:8<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>I dati che hanno del meraviglioso non si trovano solo nel cosa, ma anche nel <i>come<\/i>: <i>\u00a0<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div align=\"center\">\n<table border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"407\">\u201cDio, il Signore, per calmarlo della sua irritazione, fece crescere un ricino che sal\u00ec al di sopra di Giona per fare ombra sul suo capo\u201d *<\/td>\n<td width=\"35\">\n<p align=\"center\">4:6<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"407\">* \u201cChe \u00e8 nato in una notte\u201d [\u05d1\u05b4\u05e0\u05be\u05dc\u05b7\u05d9\u05b0\u05dc\u05b8\u05d4 \u00a0(<i>bin-l\u00e0ylah<\/i>), \u201cfiglio di una notte\u201d]<\/td>\n<td width=\"35\">\n<p align=\"center\">4:10<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td colspan=\"2\" width=\"443\">\n<p align=\"center\">* In senso letterale, \u00e8 una crescita troppo rapida (una notte)<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"407\">\u201cAllo spuntar dell&#8217;alba, Dio mand\u00f2 un verme a rosicchiare il ricino e questo secc\u00f2\u201d *<\/td>\n<td width=\"35\">\n<p align=\"center\">4:7<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td colspan=\"2\" width=\"443\">\n<p align=\"center\">* Consumazione troppo rapida (in una mattina)<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Per fare un paragone con quella che certamente \u00e8 una parabola, si veda il meraviglioso nel racconto didattico del ricco e di Lazzaro fatto da Yesh\u00f9a:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div align=\"center\">\n<table border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"2\" width=\"307\">\n<p align=\"center\"><b>Elementi fantastici<\/b><\/p>\n<p align=\"center\"><b>della parabola del ricco e di Lazzaro in <i>Lc<\/i><\/b><\/p>\n<\/td>\n<td width=\"140\">\n<p align=\"center\"><b>Osservazioni<\/b><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"261\">\u201cIl povero mor\u00ec e fu portato dagli angeli\u201d<\/td>\n<td width=\"47\">\n<p align=\"center\">16:22<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"140\">Gli angeli <i>non <\/i>trasportano i morti.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"261\">\u201cNel seno di Abraamo\u201d<\/td>\n<td width=\"47\">\n<p align=\"center\">16:22<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"140\">Nel seno?!<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"261\">\u201cMor\u00ec anche il ricco, e fu sepolto. E nell\u2019Ades, essendo nei tormenti, alz\u00f2 gli occhi e vide da lontano Abraamo, e Lazzaro nel suo seno\u201d<\/td>\n<td width=\"47\">\n<p align=\"center\">16:22,<\/p>\n<p align=\"center\">23<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"140\">Nella tomba (<i>ades<\/i>) non ci sono tormenti e i morti, inconsci, non vedono.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"261\">\u201cEsclam\u00f2: \u2018Padre Abraamo, abbi piet\u00e0 di me\u2019\u201d<\/td>\n<td width=\"47\">\n<p align=\"center\">16:24<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"140\">I morti non parlano.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"261\">\u201cManda Lazzaro a intingere la punta del dito nell\u2019acqua per rinfrescarmi la lingua\u201d<\/td>\n<td width=\"47\">\n<p align=\"center\">16:24<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"140\">Una goccia d\u2019acqua non estinguerebbe la sete.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"261\">\u201cOra qui egli \u00e8 consolato, e tu sei tormentato\u201d<\/td>\n<td width=\"47\">\n<p align=\"center\">16:25<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"140\">Nell\u2019aldil\u00e0 non c\u2019\u00e8 attivit\u00e0.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"261\">\u201cFra noi e voi \u00e8 posta una grande voragine, perch\u00e9 quelli che vorrebbero passare di qui a voi non possano, n\u00e9 di l\u00e0 si passi da noi\u201d<\/td>\n<td width=\"47\">\n<p align=\"center\">16:26<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"140\">\u201cTutti vanno <i>in un medesimo luogo<\/i>; tutti vengono dalla polvere, e <i>tutti<\/i> ritornano alla polvere\u201d. &#8211; <i>Ec <\/i>3:20.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"261\">\u201cTi prego, dunque, o padre, che tu lo mandi a casa di mio padre\u201d<\/td>\n<td width=\"47\">\n<p align=\"center\">16:27<\/p>\n<\/td>\n<td rowspan=\"2\" width=\"140\">Un morto non ha potere di inviare nessuno: \u00e8 morto ed \u00e8 inconscio.<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"261\">\u201cSe qualcuno dai morti va a loro, si ravvedranno\u201d<\/td>\n<td width=\"47\">\n<p align=\"center\">16:30<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Anche in <i>Giona <\/i>i dati meravigliosi sono troppi. Questi si spiegano meglio in un racconto destinato a colpire la fantasia per insegnare che non in un racconto storico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u25ba <b><i>Conversione di Ninive<\/i><\/b>. Anche la conversione di Ninive sembra dovuta all\u2019indole didattica del racconto essendo in s\u00e9 impossibile. Questa sembra proprio essere la difficolt\u00e0 principale tra tutti gli elementi del racconto. Ed \u00e8 proprio la conversione ninivita che testimonia il carattere fittizio e convenzionale del racconto. Cos\u00ec come \u2013 nella parabola del ricco e di Lazzaro \u2013 \u00e8 proprio la comunicazione fittizia tra i due morti che rende significativa la lezione. Gli altri scrittori della Bibbia non solo ignorano completamente una conversione di Ninive, ma parlano dei niniviti sempre in senso opposto. E, ancora una volta, \u00e8 proprio questo che rende significativa la lezione che <i>Giona <\/i>intende impartire: perfino i niniviti (che non si convertirono <i>mai<\/i>) si pentono, e gli ebrei non lo fanno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Il capitolo 3 afferma che nella vasta capitale dell\u2019impero assiro il re e il popolo si convertono in breve tempo alla parola del profeta ebreo. Il re \u201csi copr\u00ec di sacco e si mise seduto sulla cenere\u201d (<i>Gna<\/i> 3:6). Per decreto reale il digiuno \u00e8 imposto a uomini e animali: \u201cUomini e animali, armenti e greggi, non assaggino nulla; non vadano al pascolo e non bevano acqua\u201d (<i>Gna<\/i> 3:7). Non solo, ma perfino gli animali si devono coprire con un silicio: \u201cUomini e animali si coprano di sacco\u201d (<i>Gna<\/i> 3:8). In qualunque tempo della storia ninivita si ponga l\u2019evento, un simile risultato non avrebbe potuto prodursi che a forza di miracoli. Se davvero ci fosse stato un ravvedimento, questo avrebbe richiesto considerevole tempo per vincere l\u2019opposizione dei grandi, dei consiglieri del re e del collegio sacerdotale che era molto potente e ben organizzato. Ma, stando al testo, basta che Giona proferisca una minaccia (\u201cAncora quaranta giorni, e Ninive sar\u00e0 distrutta!\u201d, <i>Gna<\/i> 3:4) e d\u2019incanto tutta la gente ninivita crede nel Dio <i>di<\/i> <i>Israele<\/i>. \u201cI Niniviti credettero a Dio, proclamarono un digiuno, e si vestirono di sacchi, tutti, dal pi\u00f9 grande al pi\u00f9 piccolo. E poich\u00e9 la notizia era giunta al re di Ninive, questi si alz\u00f2 dal trono, si tolse il mantello di dosso, si copr\u00ec di sacco e si mise seduto sulla cenere. Poi, per decreto del re e dei suoi grandi, fu reso noto in Ninive un ordine di questo tipo: \u2018Uomini e animali, armenti e greggi, non assaggino nulla; non vadano al pascolo e non bevano acqua; uomini e animali si coprano di sacco e gridino a Dio con forza; ognuno si converta dalla sua malvagit\u00e0 e dalla violenza compiuta dalle sue mani\u2019\u201d. &#8211; <i>Gna<\/i> 3:5-8.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Ovviamente e indubbiamente, se ci si appella alla potenza divina, tutto ci\u00f2 non \u00e8 impossibile. I niniviti avrebbero potuto convertirsi in massa con la sola presenza di Giona tra le loro mura senza porre obiezioni di sorta. Ma fu davvero cos\u00ec? La difficolt\u00e0 aumenta con le dimensioni <i>esagerate<\/i> date a Ninive in <i>Gna<\/i> 3:3: \u201cNinive era una citt\u00e0 grande davanti a Dio; <i>ci volevano tre giorni di cammino per attraversarla<\/i>\u201d. Attenzione: non tre giorni di cammino per percorrerne la circonferenza, ma per <i>attraversarla<\/i>. Si tratta di <i>diametro<\/i>, come esige &#8211; oltre che il verbo \u201cattraversare\u201d \u2013 il contesto: \u201cGiona cominci\u00f2 a <i>inoltrarsi nella citt\u00e0<\/i> per una giornata di cammino\u201d (<i>Gna<\/i> 3:4); \u201cCominci\u00f2 a <i>entrare nella citt\u00e0<\/i>\u201d (<i>TNM<\/i>). Tenuto conto che la velocit\u00e0 del passo umano \u00e8 di circa 4 km all\u2019ora, se si contano solo otto ore di cammino al giorno, fanno un diametro cittadino di ben 96 km! Tale diametro supera abbondantemente quello odierno di Londra. Ma le difficolt\u00e0 non finiscono: \u201cGiona cominci\u00f2 a inoltrarsi nella citt\u00e0 per una giornata di cammino e proclamava: \u2018Ancora quaranta giorni, e Ninive sar\u00e0 distrutta!\u2019. I Niniviti credettero a Dio\u201d (<i>Gna<\/i> 3:4,5). Come poteva uno <i>straniero <\/i>sperso <i>in tanta immensit\u00e0 <\/i>cittadina attirare l\u2019attenzione in cos\u00ec breve tempo e in modo cos\u00ec tanto efficace? In ogni caso, si tenga presente che <i>mai <\/i>Ninive ebbe una dimensione cos\u00ec grande. Che la dimensione sia <i>esagerata<\/i> (a bella posta, in una parabola) \u00e8 indicato anche dal finale: \u201cNinive, la gran citt\u00e0, nella quale si trovano pi\u00f9 di centoventimila persone che non sanno distinguere la loro destra dalla loro sinistra\u201d (<i>Gna<\/i> 4:11). Qui non si tratta di 120.000 tonti o ignoranti al punto che non sanno distinguere la destra dalla sinistra. Si tratta di 120.000 <i>bambini<\/i>, perch\u00e9 l\u2019espressione tipicamente biblica di non saper distinguere la destra dalla sinistra, si riferisce nella Bibbia ai bambini. Il che suppone una popolazione di oltre un milione di abitanti. Ci\u00f2 \u00e8 assurdo per un\u2019epoca cos\u00ec remota in cui le citt\u00e0 anche principali avevano un\u2019estensione e una popolazione limitata (si pensi solo che la famosa citt\u00e0 di Gerico poteva essere contenuta tutta nel Colosseo di Roma). Tutto questo depone a favore dell\u2019intento didattico del libro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u25ba <b><i>Altri particolari<\/i><\/b>. Ci sono altri particolari che dimostrano in carattere parabolico di <i>Giona<\/i>.<\/p>\n<div align=\"center\">\n<table border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"412\">\u201cGiona usc\u00ec dalla citt\u00e0 e si mise seduto a oriente della citt\u00e0; l\u00e0 si fece una capanna e <b>si ripar\u00f2 alla sua ombra<\/b>\u201d<\/td>\n<td width=\"31\">\n<p align=\"center\">4:5<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"412\">\u201cDio, il Signore, per calmarlo della sua irritazione, fece crescere un ricino che sal\u00ec al di sopra di Giona <b>per fare ombra<\/b> sul suo capo\u201d<\/td>\n<td width=\"31\">\n<p align=\"center\">4:6<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 L\u2019incongruenza appare chiara. Dopo che Giona si \u00e8 <i>costruita <\/i>una capanna per stare all\u2019ombra, Dio fa crescere miracolosamente un ricino per fargli ombra. Ma che bisogno c\u2019era della pianta miracolosa che facesse gli ombra se Giona si era appena costruita \u201cl\u00ec una capanna, per potervisi sedere sotto all\u2019ombra\u201d (<i>TNM<\/i>)? Se il racconto fosse storico, ci sarebbe qui un problema. Se per\u00f2 si ammette la parabola, non c\u2019\u00e8 nessuna difficolt\u00e0 nell\u2019ammettere che il particolare sia stato inventato dalla fantasia per l\u2019insegnamento che l\u2019autore intendeva dare. In tal caso non ci si cura dell\u2019incongruenza. Quando s\u2019inventa con la fantasia non si guardano troppo i particolari che sono presentati in modo da servire alla lezione finale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Anche il rapporto del ricino con l\u2019insegnamento \u00e8 molto illogico per un occidentale. Ma non per l\u2019orientale. \u201cDio disse a Giona: \u2018Fai bene a irritarti cos\u00ec a causa del ricino?\u2019. Egli rispose: \u2018S\u00ec, faccio bene a irritarmi cos\u00ec, fino a desiderare la morte\u2019\u201d (<i>Gna<\/i> 4:9). Giona non si lamenta perch\u00e9 ha piet\u00e0 del ricino: ha piet\u00e0 di se stesso perch\u00e9 il ricino non gli fa pi\u00f9 ombra. Mentre Dio ha piet\u00e0 della <i>gente <\/i>di Ninive (tra cui possono esserci molti innocenti) e non si preoccupa della propria gloria divina e della sentenza di distruzione che ha gi\u00e0 emesso. Giona non ha piet\u00e0 per un ricino e vuole morire. Anche questo si spiega bene con un lavoro di fantasia a scopo didattico che non con un miracolo operato da Dio solo per far ombra a Giona.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u25ba <b><i>I sentimenti di Giona<\/i><\/b>. Nel capitolo 4, ancor pi\u00f9 che nel primo, l\u2019attitudine di Giona appare incomprensibile nel caso di una storia reale. Come ammettere che Giona, dopo aver convertito con la sua parola <i>tutta<\/i> Ninive, si lasci abbattere a causa di questo <i>successo inaudito<\/i> che nessun profeta <i>mai <\/i>ebbe e si lamenti della misericordia di Dio? Fu per la paura di passare per menzognero, poich\u00e9 aveva assicurato: \u201cAncora quaranta giorni, e Ninive <i>sar\u00e0 distrutta!<\/i>\u201d (<i>Gna<\/i> 3:4)? Ma la punizione annunciata era <i>condizionata<\/i>: cos\u00ec la avevano compresa i niniviti, giacch\u00e9 fecero penitenza. Oppure si trattata dell\u2019odio implacabile di Giona per quel popolo? Perch\u00e9 dopo la manifestazione della volont\u00e0 divina egli rimane ancora nel suo atteggiamento? \u201cDio vide ci\u00f2 che facevano, vide che si convertivano dalla loro malvagit\u00e0, e si pent\u00ec del male che aveva minacciato di far loro; e non lo fece. <i>Giona ne prov\u00f2 gran dispiacere, e ne fu irritato<\/i>\u201d (<i>Gna<\/i> 3:10,4:1). Nessun profeta mai si comport\u00f2 cos\u00ec. La storia di Israele non offre un solo esempio di un profeta animato da sentimenti simili.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019opinione che Giona sia uno scritto puramente didattico fu sostenuta da Reuss, da E. K\u00f6nig (un esegeta credente e molto conservatore), da M. van Hoonacker (professore in una Universit\u00e0 cattolica), da M. 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