{"id":1763,"date":"2013-06-07T05:43:51","date_gmt":"2013-06-07T03:43:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.biblistica.it\/?page_id=1763"},"modified":"2013-06-07T05:43:55","modified_gmt":"2013-06-07T03:43:55","slug":"giona-obiezioni-alla-interpretazione-allegorica","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.biblistica.it\/?page_id=1763","title":{"rendered":"Giona &#8211; Obiezioni alla interpretazione allegorica"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Che dire per\u00f2 degli <i>argomenti di autorit\u00e0 <\/i>\u2013 gi\u00e0 esaminati in precedenza \u2013 che sono il punto forte dell\u2019interpretazione tradizionale che ritiene <i>Giona <\/i>un libro storico? Va detto che anche in passato non mancarono voci discordi. Alcuni contemporanei di Girolamo avevano opinioni diverse da lui, tanto che egli se ne lamenta (PL 25,1117). Nella sua <i>Oratio II Apologetica <\/i>(PG 35,505-508) Gregorio di Nazianzo (4\u00b0 secolo) riferisce con compiacenza e simpatia l\u2019interpretazione allegorica di <i>Giona<\/i>, tanto che una comprensione pi\u00f9 profonda del libro rimedia a ci\u00f2 che di strano e di assurdo vi si trova. Sembra che fosse stato Orig\u00e8ne a suggerirgli questa interpretazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Teofilatto (11\u00b0 secolo) ricorda, senza affatto biasimarla, l\u2019opinione di coloro che negavano il carattere storico di <i>Giona <\/i>per riconoscervi solo il senso allegorico (PG 126,960-964). In pi\u00f9 va detto che i cosiddetti \u201cpadri della Chiesa\u201d non eccellevano di certo per acume e senso critico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Ma che dire dell\u2019opinione di Yesh\u00f9a? Questa \u00e8 l\u2019obiezione pi\u00f9 forte e costituisce l\u2019argomento pi\u00f9 valido per gli storicisti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cQuesta generazione malvagia e adultera chiede un segno; e segno non le sar\u00e0 dato, tranne il segno del profeta Giona. Poich\u00e9, come Giona stette nel ventre del pesce tre giorni e tre notti, cos\u00ec il Figlio dell&#8217;uomo star\u00e0 nel cuore della terra tre giorni e tre notti. I Niniviti compariranno nel giudizio con questa generazione e la condanneranno, perch\u00e9 essi si ravvidero alla predicazione di Giona; ed ecco, qui c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 che Giona!\u201d. &#8211; <i>Mt <\/i>12:39-41.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cQuesta generazione \u00e8 una generazione malvagia; chiede un segno ma nessun segno le sar\u00e0 dato, tranne il segno di Giona. Infatti come Giona fu un segno per i Niniviti, cos\u00ec anche il Figlio dell&#8217;uomo lo sar\u00e0 per questa generazione\u201d. &#8211; <i>Lc <\/i>11:29,30.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Come potrebbe un dato parabolico servire da segno per un fatto storico reale quale la morte del Messia e la sua discesa nella tomba? Yesh\u00f9a non accenna qui alla sua resurrezione, ma alla sua umiliazione. Yesh\u00f9a vuol qui presentare la storia di Giona come segno del giudizio di Dio attuatosi in lui. Parlando dei niniviti Yesh\u00f9a dice: \u201cEssi si ravvidero alla predicazione di Giona\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Che dire? Chi conosce bene la Scrittura sa che spesso la Bibbia deduce segni e insegnamenti profondi non dal fatto storico in s\u00e9 ma <i>dal modo con cui esso \u00e8 presentato dalla Bibbia<\/i> (anche se non vi corrisponde sempre una realt\u00e0 storica).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 In <i>Eb <\/i>7:3 l\u2019autore ispirato trova un <i>segno <\/i>che non \u00e8 reale, ma lo utilizza per come \u00e8 presentato dalla Scrittura. Il passo dice:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cMelchisedec, re di Salem, era sacerdote del Dio altissimo. Egli and\u00f2 incontro ad Abraamo, mentre questi ritornava dopo aver sconfitto dei re, e lo benedisse. E Abraamo diede a lui la decima di ogni cosa. Egli \u00e8 anzitutto, traducendo il suo nome, Re di giustizia; e poi anche re di Salem, vale a dire Re di pace. \u00c8 senza padre, senza madre, senza genealogia, senza inizio di giorni n\u00e9 fin di vita, simile quindi al Figlio di Dio. Questo Melchisedec rimane sacerdote in eterno\u201d. &#8211; <i>Eb <\/i>7:1-3.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Questo Melchisedec fu un personaggio <i>reale<\/i>, <i>storico<\/i>. Era \u201cre di Salem, sacerdote\u201d. \u201cEgli and\u00f2 incontro ad Abraamo\u201d. Accett\u00f2 da lui la decima parte del suo bottino. Questa \u00e8 <i>storia vera<\/i>. Ma cosa dice la Bibbia di lui oltre a fornire questi dati storici? Di chi era figlio? Da dove veniva? Non \u00e8 detto. L\u2019autore di <i>Eb <\/i>prende spunto \u2013 essendo <i>ispirato<\/i>, non dimentichiamolo \u2013 da quest\u2019assenza di dati per trovarvi un <i>segno <\/i>del nuovo sacerdozio di Yesh\u00f9a. Ma proprio perch\u00e9 Melchisedec fu un personaggio storico, egli aveva avuto senza il minimo dubbio sia un padre sia una madre; una genealogia sua doveva pure averla. Ma poich\u00e9 la Bibbia tace questi particolari, l\u2019autore di <i>Eb <\/i>vi vede un segno, tanto che pu\u00f2 dichiarare che era \u201csenza padre, senza madre, senza genealogia\u201d. Non solo, ma si spinge molto pi\u00f9 in l\u00e0! Arriva a dire che era \u201csenza inizio di giorni n\u00e9 fin di vita\u201d. Questo, certamente non \u00e8 vero storicamente. Se cos\u00ec fosse, Melchisedec sarebbe ancora vivente tra noi. Occorre conoscere bene la mentalit\u00e0 semita per capire bene la Scrittura. L\u2019argomentazione fatta qui in <i>Eb <\/i>\u00e8 molto profonda. A una mente occidentale sfugge. Qualcuno prende anche degli abbagli mostruosi: c\u2019\u00e8 chi \u00e8 arrivato a dire che Melchisedec non era altro che Yesh\u00f9a apparso ad Abraamo. Ecco a che punto arriva la ristretta mente occidentale che ragiona con una logica piccola. <i>Eb <\/i>dice: \u201c<b><i>Simile <\/i>quindi<\/b> al Figlio di Dio\u201d. Ma c\u2019\u00e8 altro su cui andare a fondo. Yesh\u00f9a una madre l\u2019aveva, eccome. E anche un padre (Dio). La sua genealogia \u00e8 scritta nella Bibbia. Non solo. Yesh\u00f9a nacque e mor\u00ec. E allora? Dove \u00e8 questa somiglianza con Melchisedec? Occorre capire il <i>ragionamento semita<\/i> che c\u2019\u00e8 dietro. Di cosa si discute l\u00ec in <i>Eb<\/i>? Qual \u00e8 il contesto? Lo scopo del ragionamento \u00e8 dichiarato in <i>Eb<\/i>7:11, dopo che tutta l\u2019argomentazione su Melchisedec \u00e8 terminata: \u201cSe <i>dunque<\/i> la perfezione fosse stata possibile per mezzo del sacerdozio levitico . . .\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Anche se \u00e8 difficile, cerchiamo di spiegarlo in parole povere. Yesh\u00f9a non aveva un padre, una madre e una genealogia aaronnica. Non era un levita. Non avrebbe mai potuto essere quindi un sacerdote. \u201c\u00c8 noto infatti che il nostro Signore \u00e8 nato dalla trib\u00f9 di Giuda, per la quale Mos\u00e8 non disse nulla riguardo al sacerdozio\u201d (<i>Eb <\/i>7:14). Eppure \u201cCristo venne come sommo sacerdote\u201d (<i>Eb <\/i>9:11, <i>TNM<\/i>). Com\u2019\u00e8 possibile? In Yesh\u00f9a si adempie la promessa di Dio \u201cperch\u00e9 gli \u00e8 resa questa testimonianza: \u2018Tu sei sacerdote in eterno secondo l&#8217;ordine di Melchisedec\u2019\u201d (<i>Eb <\/i>7:17). Ecco dunque che \u2013 al di l\u00e0 del fatto <i>storico<\/i> che sia Melchisedec che Yesh\u00f9a ebbero padre, madre, genealogia, nacquero e morirono \u2013 l\u2019autore ispirato di <i>Eb <\/i>coglie nel semplice fatto che la Bibbia tace certi dati su Melchisedec un <b><i>segno<\/i><\/b><i> <\/i>del nuovo sacerdozio eterno di Yesh\u00f9a. Nella vita celeste Yesh\u00f9a non nasce, non muore. Il suo sacerdozio \u00e8 eterno, senza inizio e fine di giorni. Come Melchisedec. E tutto per un <i>segno<\/i> che di storico non ha proprio nulla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Allo stesso modo, Yesh\u00f9a parla del \u201cseno di Abraamo\u201d (<i>Lc <\/i>16:22) in cui il povero Lazzaro si trova. Seno? Eppure \u00e8 solo un <i>simbolo <\/i>della felicit\u00e0 celeste. Lo stesso Lazzaro, insieme al ricco, non sono forse solo personaggi inventati che fanno parte di una parabola? Gi\u00e0. Ma la stessa Chiesa Cattolica, che pure riconosce trattarsi di una parabola, non si vergogna nella sua liturgia per i defunti di chiedere che la persona morta \u201cabbia riposo con il povero Lazzaro\u201d (<i>\u201cCum Lazaro quondam papere<\/i>\u201d).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Nella parabola del samaritano, Yesh\u00f9a conclude: \u201cVa&#8217;, e fa&#8217; anche tu la stessa cosa\u201d (<i>Lc <\/i>10:37). Ossia: fai come <i>ha fatto<\/i> il samaritano. Fatto? Ma questo samaritano non era una persona fittizia che Yesh\u00f9a aveva appositamente inventato per la sua parabola? Certo che s\u00ec. Quindi, quel samaritano in realt\u00e0 non fece nulla, dato che non era mai esistito. Ecco che un dato irreale, non storico, \u00e8 preso come base per il fatto <i>reale<\/i> da compiersi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Non poteva Yesh\u00f9a agire nello stesso modo anche nel caso di Giona qualora il libro di <i>Giona <\/i>fosse una parabola? Perch\u00e9 con il samaritano s\u00ec e con Giona no?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Paolo fa lo stesso. In <i>2Tm <\/i>3:8 scrive: \u201cE come Iann\u00e8 e Iambr\u00e8 si opposero a Mos\u00e8, cos\u00ec anche costoro si oppongono alla verit\u00e0: uomini dalla mente corrotta, che non hanno dato buona prova quanto alla fede\u201d. Iann\u00e8 e Iambr\u00e8? E chi sono mai? Questi nomi si cercheranno invano nella Bibbia. La Scrittura non li menziona. E come faceva Paolo a conoscerli? Non certo di persona, poich\u00e9 dice che \u201csi opposero a Mos\u00e8\u201d. Per avere notizie di loro occorre riferirsi al <i>Targum <\/i>dello <i>Pseudo Ionatan <\/i>che afferma trattarsi di figli di Balaam. Paolo pot\u00e9 attingere da quella tradizione? Forse. Oppure attinse da un libro apocrifo: <i>Iannes et Mambres Liber<\/i>, un\u2019opera nota a Plinio il Vecchio (<i>Hist. Nat. <\/i>30,2,2), scritta prima del 65 a. E. V.. Altre fonti li danno come due personaggi preminenti della corte del faraone egizio, forse sacerdoti che praticavano la magia, i quali si opposero pi\u00f9 volte a Mos\u00e8 e ad Aaronne (<i>Es<\/i> 7:11,12,22;8:17-19;9:11). Altre fonti (sempre non bibliche) come Numenio, Apuleio, un testo di <i>Qumr\u00e0n<\/i> e diversi scritti apocrifi menzionano uno o entrambi questi uomini. Ma chi furono? Per Paolo non era importante il dato storico. Non si preoccupa neppure di citare da una tradizione apocrifa. A lui interessa l\u2019<i>esempio<\/i> \u2013 storico o no &#8211; per il suo discorso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Non \u00e8 l\u2019unico caso in cui Paolo si comporta cos\u00ec. \u201c[Gli israeliti nel deserto] bevvero tutti la stessa bevanda spirituale, perch\u00e9 bevevano alla roccia spirituale che li seguiva; e questa roccia era Cristo\u201d (<i>1Cor <\/i>10:4). Quella roccia era Cristo? Ma s\u00ec, allusione chiarissima. Per un mediorientale dei tempi biblici. Ma, oggi, non mancano coloro che affermano che quella roccia era <i>davvero <\/i>Yesh\u00f9a. Naturalmente si tratta di moderni occidentali. Yesh\u00f9a trasformato in roccia da cui gli ebrei bevvero proprio acqua. Blasfemo. Irriverente, nel migliore dei casi. Paolo dice \u2013 nel suo linguaggio semita \u2013 che se gli ebrei sopravvissero alla morte per sete (Dio provvide loro, infatti, acqua da una roccia) lo dovettero a Yesh\u00f9a che da loro doveva venire. Tutti estinti per sete o sopravvissuti? Popolo estinto senza discendenti e quindi senza possibilit\u00e0 che da loro venisse il Messia oppure popolo sopravvissuto grazie al fatto che da<i> loro<\/i> doveva venire Yesh\u00f9a? Popolo sopravvissuto all\u2019estinzione per sete <i>in vista di Yesh\u00f9a. <\/i>\u201cQuel masso di roccia <i>significava<\/i> il Cristo\u201d (<i>TNM<\/i>). Paolo non teme di usare un evento della storia di Israele come <i>segno <\/i>che lui reinterpreta: \u201cOr queste cose avvennero per servire <i>da esempio<\/i> a noi\u201d (<i>1Cor <\/i>10:6). Ma siamo poi cos\u00ec sicuri che la citazione di Paolo si riferisca a un fatto storico? \u00c8 menzionato nella Bibbia? Qualcuno, frettolosamente, potrebbe pensare che il riferimento sia a <i>Nm <\/i>20:11: \u201cMos\u00e8 alz\u00f2 la mano, percosse la roccia con il suo bastone due volte, e ne usc\u00ec acqua in abbondanza; e la comunit\u00e0 e il suo bestiame bevvero\u201d. Questo evento certamente fu storico. Ma Paolo non dice semplicemente che gli ebrei bevvero dal masso di roccia. Dice che \u201cbevevano alla roccia spirituale che <i>li seguiva<\/i>\u201d. Non risulta dalla Bibbia che una roccia <i>seguisse<\/i> gli ebrei nel deserto. In verit\u00e0, Paolo attinge da una <i>tradizione <\/i>ebraica non biblica. Il punto \u00e8 che egli non si preoccupa della storicit\u00e0 del fatto: gli serve da base per la sua applicazione. E questo basta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Yesh\u00f9a e Paolo non furono i soli a usare questo metodo applicativo. Un altro semita, Giuda, scrive: \u201cL&#8217;arcangelo Michele, quando contendeva con il diavolo disputando per il corpo di Mos\u00e8, non os\u00f2 pronunziare contro di lui un giudizio ingiurioso, ma disse: \u2018Ti sgridi il Signore!\u2019\u201d (<i>Gda <\/i>9). Questo episodio si cercher\u00e0 invano nella Bibbia: non c\u2019\u00e8. L\u2019unico riferimento che abbiamo sul corpo di Mos\u00e8 \u00e8 in <i>Dt <\/i>34:5,6: \u201cMos\u00e8, servo del Signore, mor\u00ec l\u00e0 nel paese di Moab, come il Signore aveva comandato. E il Signore lo seppell\u00ec nella valle, nel paese di Moab, di fronte a Bet-Peor; e nessuno fino a oggi ha mai saputo dove \u00e8 la sua tomba\u201d. A Mos\u00e8 non fu permesso di entrare nella Terra Promessa. Egli rimase indietro, in territorio moabita, mentre il popolo proseguiva. L\u00ec mor\u00ec. La Bibbia, con il suo linguaggio ebraico concreto dice che \u201cil Signore lo seppell\u00ec\u201d, nel senso che Mos\u00e8 si affid\u00f2 a Dio (o qualcuno \u2013 di certo un moderno occidentale \u2013 pensa che Dio stesso gli scavasse una fossa?). Ma allora da dove prese Giuda l\u2019idea dell\u2019arcangelo Michele che \u201ccontendeva con il diavolo disputando per il corpo di Mos\u00e8\u201d? Lo prese dal libro apocrifo di <i>Enoc <\/i>(scritto verso il 70 E. V.). Orig\u00e8ne testimonia che l\u2019episodio si trovava l\u00ec (<i>De Principi <\/i>3,2,1 PG 11,303). Giuda avrebbe potuto anche riferirsi direttamente alla tradizione che fu alla base dell\u2019apocrifo. Infatti, al v. 14 della sua lettera, Giuda menziona l\u2019apocrifo: \u201cAnche per costoro profetizz\u00f2 Enoc\u201d. La sua citazione al v. 9 \u00e8 fatta a memoria. Del libro apocrifo di <i>Enoc <\/i>\u00e8 stato trovato un frammento greco ad Akhmimum. Dice cos\u00ec: \u201cEcco, viene con le sue miriadi di santi per compiere il giudizio su tutti e distrugger\u00e0 tutti gli empi, convincer\u00e0 ognuno di tutte le opere di empiet\u00e0 che commisero e delle parole insolenti che proferirono tutti quelli che sparlarono contro di lui da peccatori empi \u201d (<i>Enoc <\/i>1:9). E Giuda, <i>citandolo<\/i>, scrive: \u201cAnche per costoro profetizz\u00f2 Enoc, settimo dopo Adamo, dicendo: \u2018Ecco, il Signore \u00e8 venuto con le sue sante miriadi per giudicare tutti; per convincere tutti gli empi di tutte le opere di empiet\u00e0 da loro commesse e di tutti gli insulti che gli empi peccatori hanno pronunciati contro di lui\u2019. &#8211; <i>Gda <\/i>14,15.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Sembra proprio che il credente (moderno e <i>occidentale<\/i>) rifiuti questo modo di fare semita perch\u00e9 non corrisponde alla <i>sua <\/i>mentalit\u00e0. I Testimoni di Geova sono un esempio di questo cieco rifiuto. Il loro direttivo scrive: \u201cIl libro di Enoc \u00e8 un testo apocrifo e pseudepigrafo. [\u2026]\u00a0 Nella Bibbia solo il libro di Giuda riporta le parole profetiche di Enoc: \u201cEcco, Geova \u00e8 venuto con le sue sante miriadi, per eseguir giudizio contro tutti, e per convincere tutti gli empi di tutte le loro empie opere che hanno empiamente fatto e di tutte le cose offensive che gli empi peccatori hanno detto contro di lui\u201d. (Giuda 14, 15) Molti studiosi affermano che la profezia di Enoc contro i suoi empi contemporanei sia una citazione diretta dal libro di Enoc. \u00c8 possibile che Giuda si sia basato su un libro apocrifo inattendibile?\u201d (<i>La Torre di Guardia <\/i>del 15 settembre 2001, pag. 30). Ecco emersa la <i>propria <\/i>idea su come dovrebbe comportarsi uno scrittore ispirato: \u201c\u00c8 possibile che\u201d? <i>Secondo loro<\/i>, no. Ma allora come mai Giuda cita proprio <i>Enoc<\/i>? Di questo siamo sicuri, dato che abbiamo il frammento dell\u2019apocrifo. <i>La Torre di Guardia <\/i>prosegue: \u201cLe Scritture non rivelano in che modo Giuda fosse venuto a conoscenza della profezia di Enoc. Potrebbe aver semplicemente citato una fonte comune, una tradizione attendibile giunta fino a lui dai tempi antichi\u201d (<i>Ibidem<\/i>). Si noti: ora si tratta di una \u201cfonte <i>attendibile<\/i>\u201d (corsivo aggiunto), mentre prima la domanda retorica era: \u201c\u00c8 possibile che Giuda si sia basato su un libro apocrifo <i>inattendibile<\/i>?\u201d (<i>Ibidem<\/i>, corsivo aggiunto). Riassumendo: Giuda non avrebbe mai usato una fonte inattendibile come un apocrifo, per\u00f2 potrebbe aver usato la stessa tradizione attendibile che \u00e8 alla base dell\u2019apocrifo. Non \u00e8 un\u2019affermazione del tutto contraddittoria? Di l\u00e0 da questi tentativi di ragionamento confuso, una cosa \u00e8 ben certa: Giuda fa una citazione di Enoc e il frammento dell\u2019apocrifo su cui appare tale citazione lo possediamo. Il bello \u00e8 che viene poi candidamente detto: \u201cA quanto pare Paolo fece qualcosa di simile quando menzion\u00f2 per nome Ianne e Iambre, gli altrimenti anonimi maghi della corte del faraone che si opposero a Mos\u00e8\u201d. &#8211; <i>Ibidem<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Comunque, una gran verit\u00e0 \u2013 su cui c\u2019\u00e8 da riflettere \u2013 viene detta: \u201cIl modo in cui Giuda ricevette le informazioni relative al messaggio di Enoc contro gli empi \u00e8 un particolare di secondaria importanza. Possiamo considerarle attendibili per il fatto che Giuda scrisse sotto ispirazione divina. (2 Timoteo 3:16)\u201d (<i>Ibidem<\/i>). Peccato per\u00f2 che questa verit\u00e0 venga poi subito messa da parte ritornando alla chiusura della <i>propria <\/i>mentalit\u00e0: \u201cLo spirito santo di Dio non gli avrebbe permesso di citare informazioni non veritiere\u201d (<i>Ibidem<\/i>). Il punto importante \u2013 appena accennato e poi rimangiato \u2013 \u00e8 questo: \u201cIl modo in cui Giuda ricevette le informazioni relative al messaggio di Enoc contro gli empi <i>\u00e8 un particolare di secondaria importanza<\/i>\u201d (<i>Ibidem<\/i>, corsivo aggiunto). A Giuda poco interessava, da semita, la storicit\u00e0 del fatto. Quello che contava per lui era l\u2019insegnamento che voleva dare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 L\u2019errore di valutazione commesso dal direttivo di New York \u00e8 questo: \u201cPossiamo considerarle attendibili per il fatto che Giuda scrisse sotto ispirazione divina\u201d (<i>Ibidem<\/i>). Questa \u00e8 la tipica mentalit\u00e0 del credente occidentale: \u00e8 citato nella Bibbia, quindi \u00e8 ispirato. Non \u00e8 sempre cos\u00ec. Non \u00e8 per nulla detto che una <i>citazione <\/i>renda la fonte da cui si cita ispirata. Una prova? Eccola: \u201cUno di essi, loro proprio profeta, disse: \u2018I cretesi sono sempre bugiardi, dannose bestie selvagge, oziosi ghiottoni\u2019. Questa testimonianza \u00e8 verace\u201d (<i>Tito <\/i>1:12,13, <i>TNM<\/i>). Qui Paolo <i>cita <\/i>il greco Epimenide. Non solo lo cita, riportando parole sue, ma dice anche che la \u201ctestimonianza \u00e8 verace\u201d. Questa citazione \u2013 fatta da uno scrittore ispirato della Bibbia &#8211; rende gli scritti di Epimenide ispirati? Neanche per sogno. Eppure Paolo, alla maniera semita, lo definisce un loro \u201cprofeta\u201d. Epimenide era un <i>poeta<\/i> \u2013 non un profeta &#8211; cretese del 6\u00b0 secolo a. E. V.. Il suo giudizio sugli antichi cretesi era condiviso dai greci, tanto che per loro \u201ccretese\u201d divenne sinonimo di bugiardo. Perch\u00e9, allora, \u201cprofeta\u201d? Perch\u00e9 disse una verit\u00e0. Verit\u00e0 ispirata? Ma no. Per\u00f2 verit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Questi esempi dovrebbero avvicinarci al modo di pensare mediorientale, cos\u00ec diverso dal nostro (o, meglio: il nostro cos\u00ec diverso dal loro, quello <i>biblico<\/i>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u201cI Niniviti compariranno nel giudizio con questa generazione e la condanneranno\u201d (<i>Mt <\/i>12:41). Sono parole di Yesh\u00f9a. Cosa vogliono dire? Nel modo di esprimersi semita, significano quello che gli occidentali direbbero cos\u00ec: I niniviti della parabola, con il loro esempio condanneranno gli ebrei che non si convertirono alla predicazione Yesh\u00f9a che \u00e8 superiore a Giona. Sarebbe come dire: Il <i>buon samaritano <\/i>vi condanner\u00e0 nel giorno del giudizio, lui che ebbe misericordia verso uno straniero, mentre voi non ne avete avuta. Con queste applicazioni il semita non intende attestare una reale esistenza dei personaggi. \u00c8 un po\u2019 come se noi dicessimo che \u00e8 rischioso per una donna sola addentrarsi in un bosco: potrebbe capitarle quello che capit\u00f2 a Cappuccetto Rosso. La bambina Cappuccetto Rosso \u00e8 una persona fittizia, mai esistita. Di certo non incontr\u00f2 mai un lupo cattivo. Ma l\u2019ammonizione \u00e8 realistica e un brutto incontro sarebbe un fatto reale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Yesh\u00f9a, dopo aver parlato di Giona, continua con un racconto che \u00e8 solo una parabola e un\u2019allegoria: quella di un demonio che si allontana da una persona, va nel deserto, vuol ritornare nel posto di prima perch\u00e9 vi stava meglio ma trova l\u2019individuo gi\u00e0 liberato, per cui torna con altri sette spiriti peggiori e vi riprende dimora rendendo la situazione di quella persona peggiore della precedente (<i>Mt <\/i>12:43-45). Sono tutte espressioni tratte dal <i>pensiero semitico di quel tempo<\/i>, che in quella forma non sono storicamente vere, ma che sono espresse quasi fossero una realt\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u201cCos\u00ec avverr\u00e0 anche a questa malvagia generazione\u201d (<i>Mt <\/i>12:45), conclude Yesh\u00f9a dopo aver detto cosa accadde all\u2019uomo impossessato dagli otto spiriti demoniaci. \u201cCos\u00ec <i>avverr\u00e0<\/i>\u201d. Yesh\u00f9a stava forse profetizzando che quella generazione sarebbe stata invasa da dem\u00f2ni che erano prima passati dal deserto? Ma no. Nel suo linguaggio semita intendeva dire che quella generazione, purificata per un momento da Yesh\u00f9a, avr\u00e0 una sorte peggiore di quella che aveva prima.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Che dire per\u00f2 degli argomenti di autorit\u00e0 \u2013 gi\u00e0 esaminati in precedenza \u2013 che sono il punto forte dell\u2019interpretazione tradizionale che ritiene Giona un libro storico? Va detto che anche in passato non mancarono voci discordi. Alcuni contemporanei di Girolamo avevano opinioni diverse da lui, tanto che egli se ne lamenta (PL 25,1117). 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