{"id":1900,"date":"2013-06-13T04:50:29","date_gmt":"2013-06-13T02:50:29","guid":{"rendered":"http:\/\/www.biblistica.it\/?page_id=1900"},"modified":"2013-06-13T04:50:35","modified_gmt":"2013-06-13T02:50:35","slug":"giobbe-il-problema-del-male","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.biblistica.it\/?page_id=1900","title":{"rendered":"Giobbe &#8211; Il problema del male"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Il libro di <i>Giobbe <\/i>nella Bibbia ebraica sta al terzo posto tra i <i>ketuv\u00ecm <\/i>(altri \u201cscritti\u201d), dopo <i>Salmi <\/i>e <i>Proverbi<\/i>. Nella <i>LXX <\/i>greca <i>Giobbe <\/i>inizia il gruppo dei libri didattici, prima di <i>Salmi<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Il libro di <i>Giobbe <\/i><b>discute il problema del male<\/b>, argomento di cui si trovano trattazioni in tutte le letterature del mondo. Prima di esaminare <i>Giobbe<\/i>, gettiamo quindi uno sguardo sugli scritti del Medio Oriente su questo irrisolto problema.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><i>Il problema del male<\/i><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 <i>Comune a tutte le letterature antiche<\/i> \u00e8 il tema riguardante le sofferenze del giusto e la felicit\u00e0 dei peccatori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 In <b>Egitto<\/b>, nel Medio Impero, dei pensatori egiziani deplorarono in termini molto veementi la miseria dei poveri contadini (Anet, <i>Ancient Near East Texts<\/i>; L. Suys, <i>Etude sul le conte du fellah plaideur<\/i>). A seconda delle idee personali, i pensatori egizi celebrarono la morte come un ingresso nella felicit\u00e0 (cfr. la parte poetica del <i>Dialogo del Disperato<\/i>) o come una caduta nel nulla (cfr. parte prosaica del <i>Dialogo del Disperato<\/i>) o come un fatto che conduceva al culto dei morti . &#8211; Cfr. <i>Antef<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Ecco un brano della prima corrente:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\">\u201cLa morte sta oggi a me dinanzi<\/p>\n<p align=\"center\">come il profumo della mirra,<\/p>\n<p align=\"center\">quale uno che in una giornata di vento<\/p>\n<p align=\"center\">stia sotto una vela.<\/p>\n<p align=\"center\">La morte sta oggi dinanzi a me<\/p>\n<p align=\"center\">quale ognuno la sua casa di rivedere anela,<\/p>\n<p align=\"center\">dopo che lunghi anni in cattivit\u00e0 trascorse\u201d.<\/p>\n<p align=\"center\">&#8211; <i>Dialogo del Disperato<\/i>, colonne 130 e sgg..<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 In <b>Accadia <\/b>il problema suscit\u00f2 la sagacit\u00e0 del grande poeta Shuhshi-Meshira-Nergan (\u201cProcura-Ricchezza-Nergal\u201d) che fu probabilmente un re. Strappato alla sua potenza, torturato dalla malattia, il malcapitato confessa la propria innocenza e con le preghiere riesce ad ottenere da Merduk la guarigione (cfr. J. Nougayrol, <i>Une version ancienne du \u201cJuste souffrant\u201d<\/i>; <i>Babylone et la Bible<\/i>, supplemento 1, Paris 1928, colonne 824-831). Ecco un brano di questo poema (<i>Il Giusto Sofferente<\/i>) che ha notevole affinit\u00e0 con il libro di <i>Giobbe<\/i>:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\">\u201cOh, se sapessi che tali cose sono gradite a Dio,<\/p>\n<p align=\"center\">&#8211; ma forse ci\u00f2 che \u00e8 buono<\/p>\n<p align=\"center\">per un individuo \u00e8 male per Dio<\/p>\n<p align=\"center\">e ci\u00f2 che \u00e8 male nella mente di uno<\/p>\n<p align=\"center\">\u00e8 bene per Dio.<\/p>\n<p align=\"center\">Chi pu\u00f2 comprendere il consiglio<\/p>\n<p align=\"center\">degli d\u00e8i in mezzo al cielo?<\/p>\n<p align=\"center\">Il piano divino \u00e8 come acqua profonda,<\/p>\n<p align=\"center\">chi pu\u00f2 capirlo?<\/p>\n<p align=\"center\">Colui che alla sera era vivente<\/p>\n<p align=\"center\">\u00e8 morto al mattino:<\/p>\n<p align=\"center\">d\u2019improvviso \u00e8 nell\u2019angoscia<\/p>\n<p align=\"center\">e subito \u00e8 schiacciato!<\/p>\n<p align=\"center\">Per un attimo canta e fa della musica,<\/p>\n<p align=\"center\">l\u2019attimo dopo si lamenta come un urlatore!<\/p>\n<p align=\"center\">Il tempo d\u2019aprire e chiudere<\/p>\n<p align=\"center\">ed ecco si muta di sentimento.<\/p>\n<p align=\"center\">Hanno fame e son simili ad un cadavere,<\/p>\n<p align=\"center\">sono sazi e si fanno uguali al loro dio!<\/p>\n<p align=\"center\">Nel benessere parlano di salire al cielo,<\/p>\n<p align=\"center\">quando soffrono sognano di scendere agli inferi!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Qualcosa di simile appare anche in <i>Dialogo tra Dio e l\u2019uomo <\/i>e in <i>Dialogo tra il signore e il suo servo <\/i>. &#8211; Cfr. S. N. Kramer, <i>Man and his God<\/i>, <i>Sumerian Variation on the \u201cJob\u201d Motif<\/i>; E. A. Speiser, <i>The Case of the Obliging Servant<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Anche il <i>Dialogo della miseria <\/i>\u00e8 da mettere in confronto con il libro di <i>Giobbe<\/i> (Anet 438-440). Eccone in breve il contenuto: L\u2019ultimo nato di una famiglia si lamenta d\u2019aver perso i suoi genitori (prima strofa); l\u2019interlocutore risponde: \u201cLa morte \u00e8 la sorte comune cui neppure il ricco e il devoto possono sfuggire\u201d (seconda strofa); \u201cMagra consolazione!\u201d &#8211; continua il primo \u2013 \u201cPassata la felicit\u00e0 non rimane che la miseria\u201d (terza strofa); il secondo risponde che occorre pregare gli d\u00e8i perch\u00e9 siano appagati (quarta strofa); il primo dice che ha gi\u00e0 offerto molti sacrifici e doni preziosi (quinta strofa); il secondo osserva che la morte non risparmia alcuno e che essa non \u00e8 altro che un castigo per i peccati, per cui occorre evitare il male e compiere la volont\u00e0 degli d\u00e8i (sesta strofa); il primo ribatte che ha praticato la giustizia eppure \u00e8 afflitto in un modo intollerabile (settima strofa); l\u2019altro osserva che di certo le sue azioni non furono sempre conformi alla giustizia e aggiunge: \u201cCome puoi dire di aver seguito la volont\u00e0 degli d\u00e8i che \u00e8 del tutto imperscrutabile?\u201d (ottava strofa). Dopo alcune strofe mal conservate nell\u2019antico manoscritto, il dialogo riprende. Il secondo interlocutore descrive l\u2019instabilit\u00e0 del benessere di cui gode il colpevole e vanta i benefici effetti della virt\u00f9 (dodicesima strofa); il primo dice che l\u2019esperienza mostra il contrario: gli d\u00e8i non s\u2019interessano dei mortali e lasciano campo libero al male (ventiduesima strofa). Nella ventitreesima strofa il secondo dice al primo che parla come un empio perch\u00e9 l\u2019uomo non pu\u00f2 comprendere i disegni degli d\u00e8i che fissano la sorte di ognuno. Si noti ora con attenzione questa strofa:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\">\u201cO molto saggio, o possessore d\u2019intelligenza,<\/p>\n<p align=\"center\">che il tuo cuore tremi, poich\u00e9 tu disprezzi gli d\u00e8i!<\/p>\n<p align=\"center\">Il cuore di un dio \u00e8 lontano come l\u2019interno dei cieli!<\/p>\n<p align=\"center\">La sapienza \u00e8 ardua e la gente non la capisce,<\/p>\n<p align=\"center\">l\u2019opera della mano di Arun nell\u2019insieme non \u00e8 che un soffio!<\/p>\n<p align=\"center\">Il rampollo del principe in ogni cosa \u00e8 al primo posto;<\/p>\n<p align=\"center\">il primogenito della sua progenie \u00e8 abbassato,<\/p>\n<p align=\"center\">e il figlio che segue trova i resti.<\/p>\n<p align=\"center\">Al folle nasce un figlio superiore al saggio,<\/p>\n<p align=\"center\">al valoroso uno il cui nome \u00e8 il contrario.<\/p>\n<p align=\"center\">Decide dio, e io perch\u00e9 dovrei piangere?<\/p>\n<p align=\"center\">Egli \u00e8 dio e la gente non capisce\u201d. \u2013 Strofa XXIV.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 A questo punto il primo risponde tracciando un quadro pessimista delle ingiustizie terrene:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\">\u201cFa\u2019 attenzione, amico mio, comprendi la mia idea,<\/p>\n<p align=\"center\">custodisci come cosa preziosa la mia parola.<\/p>\n<p align=\"center\">Si esalta la parola del notabile che \u00e8 esperto nell\u2019omicidio,<\/p>\n<p align=\"center\">si deprime il debole che non ha mai peccato.<\/p>\n<p align=\"center\">Si giustifica il colpevole il cui delitto \u00e8 grave,<\/p>\n<p align=\"center\">si scaccia il giusto che ricerca il volere di dio.<\/p>\n<p align=\"center\">Si lascia prendere al forte il cibo del povero,<\/p>\n<p align=\"center\">si rovina il debole e il ricco lo scaccia\u201d. \u2013 Strofa XXV.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Infine, l\u2019afflitto rivolge all\u2019amico un invito commovente:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\">\u201cPiet\u00e0, amico mio. Ecco il mio lamento.<\/p>\n<p align=\"center\">Aiutami! Io ho conosciuto la pena. Sappilo, dunque!<\/p>\n<p align=\"center\">Io, uomo intelligente e semplice,<\/p>\n<p align=\"center\">fino ad ora non ho visto nemmeno per un istante<\/p>\n<p align=\"center\">n\u00e9 aiuti n\u00e9 protezione\u201d. \u2013 Strofa XXVII.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 La somiglianza con il libro biblico di <i>Giobbe <\/i>\u00e8 impressionante.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Nella letteratura di <b>Ugaritt <\/b>non viene trattato il problema, ma vi sono strutture letterarie affini a quelle di <i>Giobbe. &#8211; <\/i>Cfr. C. L. Feinberg, <i>The Poetic Structure of the Book of Job and the Ugaritic Literature<\/i>, 1946, pagg. 283-292.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 In <b>Grecia<\/b>, i tragici e i filosofi contemporanei al poeta ebreo che scrisse <i>Giobbe <\/i>si posero lo stesso problema. In questa letteratura greca troviamo che Prometeo non \u00e8 certo innocente, ma l\u2019eccesso del castigo lo esaspera e lo indurisce; Edipo re subisce una gran quantit\u00e0 di guai per un\u2019offerta agli d\u00e8i di cui non \u00e8 responsabile; Ercole \u00e8 un giusto, ma la crudelt\u00e0 sadica degli d\u00e8i lo perseguita. Vi \u00e8 qui un pessimismo che \u00e8 frutto della dura fatalit\u00e0, e i greci ne dibattono. Platone presenta il problema in modo meraviglioso, tuttavia non ne d\u00e0 la soluzione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><i>La risposta di <\/i><\/b><b>Giobbe<i><\/i><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 <b>Contesto biblico<\/b>. Nelle Scritture Ebraiche la retribuzione fu inizialmente intesa in senso collettivo, poi in senso pi\u00f9 individuale (pur rimanendo sempre nella sfera terrestre).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 <b>Senso collettivo (iniziale)<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u201cPunisco l&#8217;iniquit\u00e0 dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso bont\u00e0, fino alla millesima generazione, verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti\u201d. &#8211; <i>Es <\/i>20:5,6.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u201cAl tempo di Davide ci fu una carestia per tre anni continui\u201d. Dio \u00e8 interpellato. Il \u201cdebito di sangue che pende su Saul e sulla sua casa, perch\u00e9 egli fece perire i Gabaoniti\u201d va pagato. &#8211; <i>2Sam <\/i>21:1-5.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 <b>Senso individuale (postumo)<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>\u00a0\u00a0 <\/b>\u201cNon si metteranno a morte i padri per colpa dei figli, n\u00e9 si metteranno a morte i figli per colpa dei padri; ognuno sar\u00e0 messo a morte per il <i>proprio<\/i> peccato\u201d. \u2013 <i>Dt <\/i>24:16.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u201cNon appena il potere reale fu assicurato nelle sue mani, egli fece morire quei suoi servitori che avevano ucciso il re suo padre; ma non fece morire i figli degli uccisori, secondo quanto \u00e8 scritto nel libro della legge di Mos\u00e8, dove il Signore ha dato questo comandamento: \u2018Non si metteranno a morte i padri per colpa dei figli, n\u00e9 si metteranno a morte i figli per colpa dei padri; ma <i>ognuno sar\u00e0 messo a morte per il proprio peccato<\/i>\u2019\u201d. &#8211; <i>2Re <\/i>14:5,6.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u201cPerch\u00e9 dite nel paese d&#8217;Israele questo proverbio: \u2018I padri hanno mangiato uva acerba e i denti dei figli si sono allegati?\u2019\u201d, \u201c<i>Chi<\/i> pecca morir\u00e0\u201d. &#8211; <i>Ez <\/i>18:2,4.<i><\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u201cIn quei giorni non si dir\u00e0 pi\u00f9: \u2018I padri hanno mangiato uva acerba e i denti dei figli si sono allegati\u2019\u201d. \u2013 <i>Ger <\/i>31:29.<i><\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 La retribuzione per il bene ed il male era sempre vista come attuata sulla terra. Solo a partire dalla prima met\u00e0 del 2\u00b0 secolo E. V. inizi\u00f2 a manifestarsi la credenza di sanzioni spirituali ed eterne. Ma \u2013 lo si noti bene -, siamo <i>nel secondo secolo dell\u2019Era Volgare<\/i>. Tutta la Bibbia era gi\u00e0 stata scritta, Yesh\u00f9a aveva compiuto il suo ministero ed era stato resuscitato, tutti gli apostoli erano gi\u00e0 morti. Vuol dire questo che quelle credenze in un aldil\u00e0 erano sbagliate? Non esattamente. Abbiamo esaminato, in un precedente studio sui <i>Salmi<\/i>, che delle intuizioni c\u2019erano gi\u00e0 state. Paolo parla chiaramente di un aldil\u00e0. Yesh\u00f9a stesso lo aveva prefigurato. Ma dal secondo secolo il sano insegnamento biblico fu inquinato da idee prese dal paganesimo, e s\u2019inquin\u00f2 sempre pi\u00f9 fino all\u2019attuale degenerazione cattolica che cataloga l\u2019aldil\u00e0 in infermo, purgatorio e paradiso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Come vedremo, il progresso (quello <i>biblico<\/i>, intendiamo) fu dovuto a persone (come Daniele) che, sotto la guida dell\u2019ispirazione divina, seppe vedere una realt\u00e0 pi\u00f9 profonda di quella materiale e semplicemente terrestre. <i>Giobbe <\/i>va collocato in un\u2019epoca in cui la retribuzione individuale terrestre sembrava cozzare con l\u2019esperienza quotidiana.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><i>La tesi del libro<\/i><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 <b>1- Amici di Giobbe<\/b>. Gli amici di Giobbe difendono quella che era la tesi <i>tradizionale<\/i> presso i saggi: peccato e punizione, virt\u00f9 e benessere materiale, sono tra loro correlativi. \u00c8 per questo che essi eliminano il problema negando l\u2019innocenza di Giobbe. Se Giobbe \u00e8 punito, vuol dire che \u00e8 colpevole!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Se la loro tesi pu\u00f2 essere parzialmente vera, non lo \u00e8 pi\u00f9 nella sua generalit\u00e0. Nel caso di Giobbe, poi, \u00e8 una tesi del tutto errata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 <b>2 \u2013 Giobbe<\/b>. Giobbe si oppone alla tesi corrente: l\u2019anomalia della sua vita pura ed integra congiunta alla punizione \u00e8 attribuita ad una violenta persecuzione di Dio. \u201cNon terr\u00f2 chiusa la bocca; nell&#8217;angoscia del mio spirito io parler\u00f2, mi lamenter\u00f2 nell&#8217;amarezza dell&#8217;anima mia. Sono io forse il mare o un mostro marino che tu ponga intorno a me una guardia?\u201d, \u201cIo dir\u00f2 a Dio: non condannarmi! Fammi sapere perch\u00e9 sei in contesa con me! Ti sembra cosa ben fatta opprimere, disprezzare l&#8217;opera delle tue mani e favorire i disegni dei malvagi? Hai tu occhi di carne? Vedi tu come vede l&#8217;uomo?\u201d, \u201cPerch\u00e9 nascondi il tuo volto e mi consideri un nemico?\u201d. &#8211; <i>Gb <\/i>7:11,12;10:2-4;13:24.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Ad ogni modo, per Giobbe Dio \u00e8 sempre giusto, sia che colpisca l\u2019innocente o benedica il colpevole. Perci\u00f2 l\u2019uomo deve mantenersi tranquillo davanti a lui. La sapienza di Dio \u00e8 inaccessibile all\u2019uomo: \u201cSe si tratta di forza, ecco, egli \u00e8 potente; se di diritto, egli dice: \u2018Chi mi convocher\u00e0?\u2019. Se io fossi senza colpa, la mia bocca mi condannerebbe; se fossi innocente, mi dichiarerebbe colpevole\u201d (9:19,20). Con queste affermazioni esagerate Giobbe sembra voler salvaguardare la santit\u00e0 di Dio. Giobbe, sentendosi separato da Dio, lotta per non perdere la fede in lui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 <b>3 \u2013 Il pensiero di Eliu<\/b>. Oltre ai tre amici che discutono con Giobbe, un certo Eliu si distingue perch\u00e9 rettifica l\u2019inesattezza dei tre e quella stessa di Giobbe. \u201cLa sua ira si accese contro Giobbe, perch\u00e9 questi riteneva che la propria giustizia fosse superiore a quella di Dio; si accese anche contro i tre amici di lui perch\u00e9 non avevano trovato che rispondere, sebbene condannassero Giobbe\u201d (32:3). Per Eliu le sofferenze sono un mezzo pedagogico di formazione, quindi sono strumento di salvezza. Egli dice a Giobbe: \u201cE tu, quando dici che non lo scorgi [Dio], la tua causa gli sta davanti; sappilo aspettare!\u201d. &#8211; 35:14.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 <b>4 \u2013 Dio<\/b>. Yhvh interviene non per discutere, non per sciogliere l\u2019enigma. Egli parla da Dio, non da uomo. Per questo approva di pi\u00f9 Giobbe che ha compreso meglio il mistero della trascendenza divina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><i>Sviluppo posteriore al libro di <\/i><\/b><b>Giobbe<i>: retribuzione spirituale dopo la morte<\/i><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 La risposta all\u2019enigma del male rimane nascosta in Dio. C\u2019\u00e8. Ma \u00e8 differita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 L\u2019ultima visione di Daniele svela che vi \u00e8 un eterno destino riservato ai giusti e ai peccatori:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cIn quel tempo sorger\u00e0 Michele, il grande capo, il difensore dei figli del tuo popolo; vi sar\u00e0 un tempo di angoscia, come non ce ne fu mai da quando sorsero le nazioni fino a quel tempo; e <b>in quel tempo, il tuo popolo sar\u00e0 salvato; cio\u00e8, tutti quelli che saranno trovati iscritti nel libro<\/b>. <b><i>Molti di quelli che dormono nella polvere della terra si risveglieranno; gli uni per la vita eterna, gli altri per la vergogna e per una eterna infamia<\/i><\/b>. I saggi risplenderanno come lo splendore del firmamento e quelli che avranno insegnato a molti la giustizia <i>risplenderanno come le stelle in eterno<\/i>\u201d. \u2013 <i>Dn <\/i>12:1-3.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Le Scritture Greche, esplicitando i poemi sul \u201cservo sofferente\u201d (<i>Is <\/i>53:1-12), ne donano la soluzione presentando il valore espiatorio e redentore della sofferenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cMentre noi eravamo ancora senza forza, Cristo, a suo tempo, \u00e8 morto per gli empi . . . [Dio] mostra la grandezza del proprio amore per noi in questo: che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo \u00e8 morto per noi . . . tanto pi\u00f9 ora, che siamo riconciliati, saremo salvati mediante la sua vita . . . la morte regn\u00f2, da Adamo fino a Mos\u00e8, anche su quelli che non avevano peccato con una trasgressione simile a quella di Adamo, il quale \u00e8 figura di colui che doveva venire . . . Riguardo al dono non avviene quello che \u00e8 avvenuto nel caso dell&#8217;uno che ha peccato; perch\u00e9 dopo una sola trasgressione il giudizio \u00e8 diventato condanna, mentre il dono diventa giustificazione dopo molte trasgressioni . . . Dunque, come con una sola trasgressione la condanna si \u00e8 estesa a tutti gli uomini, cos\u00ec pure, con un solo atto di giustizia, la giustificazione che d\u00e0 la vita si \u00e8 estesa a tutti gli uomini . . . per l&#8217;ubbidienza di uno solo [Yesh\u00f9a], i molti saranno costituiti giusti . . . come il peccato regn\u00f2 mediante la morte, cos\u00ec pure la grazia regni mediante la giustizia a<i> vita eterna<\/i>, per mezzo di Ges\u00f9 Cristo, nostro Signore\u201d. \u2013 <i>Rm <\/i>5:6-19, <i>passim<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u201cCristo mor\u00ec per i nostri peccati, secondo le Scritture\u201d (<i>1Cor <\/i>15:3). \u201cSiamo giunti a questa conclusione: che uno solo mor\u00ec per tutti, quindi tutti morirono; e ch&#8217;egli mor\u00ec per tutti, affinch\u00e9 quelli che vivono non vivano pi\u00f9 per s\u00e9 stessi, ma per colui che \u00e8 morto e risuscitato per loro\u201d (<i>2Cor <\/i>5:14,15). \u201cIn lui abbiamo la redenzione, il perdono dei peccati\u201d. &#8211; <i>Col <\/i>1:14.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><i>Struttura del poema<\/i><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 La parte poetica di <i>Giobbe <\/i>\u00e8 incastonata tra un prologo e un epilogo in prosa che narrano le vicende storiche di Giobbe, la sua prosperit\u00e0, le sue prove e, infine, la conclusione felice della sua vita. Dentro questo quadro storico si intesse &#8211; in un colloquio che assurge talora ad una tensione drammatica \u2013 la discussione sul problema del male tra Giobbe e i suoi amici, seguito dai discorsi di un ignoto Eliu e infine dall\u2019intervento di Dio stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><i>Parte prosaica: prologo ed epilogo<\/i><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 <b>Prologo<\/b>. Giobbe \u00e8 un orientale, un ricco possidente di Uz, una localit\u00e0 ai confini con l\u2019Arabia e l\u2019Idumea (<i>Gn <\/i>10:23;36:28), quindi al di fuori della Palestina. Egli possedeva beni immensi. Era timorato di Dio, retto, odiatore del male. Era padre di sette figli e di tre figlie, proprietario ricchissimo di 7000 pecore, 3000 cammelli, 1000 buoi, 500 asine (<i>Gb <\/i>1:1-3). \u201cQuest&#8217;uomo era il pi\u00f9 grande di tutti gli Orientali\u201d (1:3). Orientale significava arabo (<i>Gdc <\/i>6:3,33; <i>Is <\/i>11:14). Viveva non molto lontano dai sabei e dai caldei (<i>Gb <\/i>1:15-17). Secondo un\u2019antica tradizione siriaca e musulmana, Uz sarebbe a 80 km a sud di Damasco: a Sheik Saad ci sarebbe la tomba di Giobbe.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Per consenso divino fu sottoposto da <i>satana<\/i> ad una prova durissima. Nel testo biblico \u201csatana\u201d \u00e8 <b>\u05d4\u05b7<\/b>\u05e9\u05b8\u05bc\u05c2\u05d8\u05b8\u05df (<b><i>ha<\/i><\/b><i>sat\u00e0n<\/i>), con l\u2019articolo, e significa \u201c<b>l<\/b>\u2019avversario\u201d. Qui in <i>Giobbe <\/i>non \u00e8 ancora presentato come il \u201cdemonio\u201d opposto a Dio, ma solo come un suo ministro: \u201cUn giorno i <i>figli di Dio<\/i> [\u05d1\u05b0\u05bc\u05e0\u05b5\u05d9 \u05d4\u05b8\u05d0\u05b1\u05dc\u05b9\u05d4\u05b4\u05d9\u05dd (<i>ben\u00e8 haeloh\u00ecm<\/i>), \u201cfigli del Dio\u201d] vennero a presentarsi davanti al Signore, e Satana venne anch&#8217;egli in mezzo a loro. Il Signore disse a <i>Satana<\/i> [\u05d4\u05b7\u05e9\u05b8\u05bc\u05c2\u05d8\u05b8\u05df (<i>hasat\u00e0n<\/i>), \u201cl\u2019avversario\u201d]: \u2018Da dove vieni?\u2019. <i>Satana<\/i> [\u05d4\u05b7\u05e9\u05b8\u05bc\u05c2\u05d8\u05b8\u05df (<i>hasat\u00e0n<\/i>), \u201cl\u2019avversario\u201d] rispose al Signore: \u2018Dal percorrere la terra e dal passeggiare per essa\u2019\u201d (<i>Gb <\/i>1:6,7). \u201cL\u2019avversario\u201d (\u05d4\u05b7\u05e9\u05b8\u05bc\u05c2\u05d8\u05b8\u05df, <i>hasat\u00e0n<\/i>) \u00e8 qui uno strumento pari allo \u201cspirito di menzogna\u201d di cui parla il profeta Micaia: \u201cIo ho visto il Signore seduto sul suo trono, e tutto l&#8217;esercito del cielo che gli stava a destra e a sinistra. Il Signore disse: \u2018Chi inganner\u00e0 Acab affinch\u00e9 vada contro Ramot di Galaad e vi perisca?\u2019. Ci fu chi rispose in un modo e chi in un altro. Allora si fece avanti<i> <b>uno spirito<\/b><\/i>, il quale si present\u00f2 davanti al Signore, e disse: \u2018Lo inganner\u00f2 io\u2019. Il Signore gli disse: \u2018E come?\u2019. Quello rispose: \u2018Io uscir\u00f2 e <i>sar\u00f2 spirito di menzogna<\/i> in bocca a tutti i suoi profeti\u2019. Il Signore gli disse: \u2018S\u00ec, riuscirai a ingannarlo; esci e fa&#8217; cos\u00ec\u2019. E ora ecco, il Signore ha messo uno spirito di menzogna in bocca a tutti questi tuoi profeti; ma il Signore ha pronunziato del male contro di te\u201d (<i>1Re <\/i>22:19-23). Anche in <i>Zc <\/i>3:1 \u201csatana\u201d non \u00e8 ancora nemico di Dio, ma solo avversario del sommo sacerdote Giosu\u00e8: \u201cMi fece vedere il sommo sacerdote Giosu\u00e8, che stava davanti all&#8217;angelo del Signore, e Satana che stava alla sua destra per accusarlo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Giobbe, spogliato di tutti i beni, privato di tutti e dieci i suoi figli, straziato da un morbo ripugnante (forse la <strong>sarcoidosi<\/strong><b> <\/b>o <em>malattia di Besnier Boeck Shaumann<\/em>, una malattia multisistemica caratterizzata dalla comparsa di granulomi epitelioidi non caseificanti negli organi in cui \u00e8 presente il sistema istiocita rio, oppure il <i>lupus elefantiasico<\/i>), tormentato da dolori atrocissimi, abbandonato da tutti, umiliato fino alla polvere, ingiuriato dalla moglie, pur giungendo alle soglie della disperazione, mai perse la sua fiducia in Dio. Ecco le sue espressioni, degne del massimo rispetto, dopo aver perso tutto:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\">\u201cNudo sono venuto al mondo e nudo ne uscir\u00f2; il Signore d\u00e0, il Signore toglie, il Signore sia benedetto\u201d. &#8211; <i>Gb <\/i>1:21, <i>PdS<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Mentre giaceva afflitto su un mucchio di cenere, la moglie gli dice sarcasticamente: \u201cBenedici Dio e muori!\u201d (2:9, <i>CEI<\/i>), eufemismo che significa \u2013 come traduce <i>PdS <\/i>\u2013 \u201cPerch\u00e9 non bestemmi e muori?\u201d. Giobbe risponde:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cTu parli da insensata. Noi abbiamo accettato da Dio le cose buone. Perch\u00e9 ora non dovremmo accettare le cose cattive?\u201d. &#8211; 2:10, <i>PdS<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u201cNonostante tutto, Giobbe non pronunzi\u00f2 nessuna imprecazione\u201d. &#8211; <i>Ibidem<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 <b>Epilogo <\/b>(42:7-17). Vi si racconta come Giobbe abbia alla fine recuperato la salute, come i suoi beni siano stati tutti raddoppiati e come la famiglia sia stata ristabilita con altri sette figli e tre figlie.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><i>Storicit\u00e0 di <\/i><\/b><b>Giobbe<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Sorge il problema se Giobbe sia da ritenersi una persona storica o un personaggio fittizio, allegorico. Di per s\u00e9, la presentazione che ne fanno sia il prologo che l\u2019epilogo pu\u00f2 dare adito a dubbi: si presenta cos\u00ec artificiosa da non poter trovare corrispondenza nella storia cos\u00ec come usualmente accade.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 L\u2019aspetto artificioso risulta dal numero convenzionale dei figli (sette figli e tre figlie, 1:2), dal numero tondo dei sacrifici che egli fa (uno per figlio: \u201cOffriva un olocausto per ciascuno di essi\u201d, 1:5), dal numero dei suoi averi (7000 pecore, 3000 cammelli, 1000 buoi, 500 asine; 1:3), dai sette giorni di silenzio degli amici: \u201cRimasero seduti per terra, presso di lui, sette giorni e sette notti; nessuno di loro gli disse parola\u201d. &#8211; 2:13.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Artificiosa \u00e8 pure la successione delle sciagure, una dietro l\u2019altra, con la salvezza di un unico testimone che ha il compito di riferire la disgrazia a Giobbe:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>\u201c<span style=\"color: #0000ff;\">Giunse a Giobbe un messaggero a dirgli<\/span>:<\/p>\n<p><b>\u2018<\/b>I buoi stavano arando e le asine pascolavano l\u00e0 vicino, quand&#8217;ecco i Sabei sono piombati loro addosso e li hanno portati via; hanno passato a fil di spada i servi; <span style=\"color: #ff0000;\"><b>io solo sono potuto scampare per venirtelo a dire<\/b><\/span>\u2019.<\/p>\n<p><span style=\"color: #0000ff;\"><b>Quello parlava ancora, quando ne giunse un altro<\/b><\/span> a dire: \u2018Il fuoco di Dio \u00e8 caduto dal cielo, ha colpito le pecore e i servi, e li ha divorati; <span style=\"color: #ff0000;\"><b>io solo sono potuto scampare per venirtelo a dire<\/b><\/span>\u2019.<\/p>\n<p><span style=\"color: #0000ff;\"><b>Quello parlava ancora, quando ne giunse un altro<\/b><\/span> a dire: \u2018I Caldei hanno formato tre bande, si sono gettati sui cammelli e li hanno portati via; hanno passato a fil di spada i servi; <span style=\"color: #ff0000;\"><b>io solo sono potuto scampare per venirtelo a dire<\/b><\/span>\u2019.<\/p>\n<p><span style=\"color: #0000ff;\"><b>Quello parlava ancora, quando ne giunse un altro<\/b><\/span> a dire: \u2018I tuoi figli e le tue figlie mangiavano e bevevano vino in casa del loro fratello maggiore; ed ecco che un gran vento, venuto dall&#8217;altra parte del deserto, ha investito i quattro canti della casa, che \u00e8 caduta sui giovani; essi sono morti;<span style=\"color: #ff0000;\"> <b>io solo sono potuto scampare per venirtelo a dire<\/b><\/span>\u2019\u201d.<\/p>\n<p align=\"center\">(1:13-19)<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Artificiosa \u00e8 pure la descrizione della scena celeste con il colloquio tra Yhvh e \u201cl\u2019avversario\u201d (<i>hasat\u00e0n<\/i>, \u201cil <i>sat\u00e0n<\/i>\u201d):<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cUn giorno i figli di Dio vennero a presentarsi davanti al Signore, e Satana venne anch&#8217;egli in mezzo a loro. Il Signore disse a Satana: \u2018Da dove vieni?\u2019. Satana rispose al Signore: \u2018Dal percorrere la terra e dal passeggiare per essa\u2019. Il Signore disse a Satana: \u2018Hai notato il mio servo Giobbe? Non ce n&#8217;\u00e8 un altro sulla terra che come lui sia integro, retto, tema Dio e fugga il male\u2019. Satana rispose al Signore: \u2018\u00c8 forse per nulla che Giobbe teme Dio? Non l&#8217;hai forse circondato di un riparo, lui, la sua casa, e tutto quel che possiede? Tu hai benedetto l&#8217;opera delle sue mani e il suo bestiame ricopre tutto il paese. Ma stendi un po&#8217; la tua mano, tocca quanto egli possiede, e vedrai se non ti rinnega in faccia\u2019. Il Signore disse a Satana: \u2018Ebbene, tutto quello che possiede \u00e8 in tuo potere; soltanto, non stender la mano sulla sua persona\u2019. E Satana si ritir\u00f2 dalla presenza del Signore\u201d. &#8211; 1:6-12.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cUn giorno i figli di Dio vennero a presentarsi davanti al Signore, e Satana venne anch&#8217;egli in mezzo a loro a presentarsi davanti al Signore. Il Signore disse a Satana: \u2018Da dove vieni?\u2019. Satana rispose al Signore: \u2018Dal percorrere la terra e dal passeggiare per essa\u2019. Il Signore disse a Satana: \u2018Hai notato il mio servo Giobbe? Non ce n&#8217;\u00e8 un altro sulla terra che come lui sia integro, retto, tema Dio e fugga il male. Egli si mantiene saldo nella sua integrit\u00e0, bench\u00e9 tu mi abbia incitato contro di lui per rovinarlo senza alcun motivo\u2019. Satana rispose al Signore: \u2018Pelle per pelle! L&#8217;uomo d\u00e0 tutto quel che possiede per la sua vita; ma stendi un po&#8217; la tua mano, toccagli le ossa e la carne, e vedrai se non ti rinnega in faccia\u2019. Il Signore disse a Satana: \u2018Ebbene, egli \u00e8 in tuo potere; soltanto rispetta la sua vita\u2019. Satana si ritir\u00f2 dalla presenza del Signore\u201d. &#8211; 2:1-7.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Artificiosa \u00e8 la ricompensa in ricchezze al termine della prova, che sono esattamente il doppio delle perdite (42:12). Solo i figli e le figlie rimangono in numero uguale (42:13), ma le ragazze qui nominate sono molto pi\u00f9 belle: \u201cIn tutto il paese non si trovavano donne cos\u00ec belle come le figlie di Giobbe\u201d. &#8211; 42:15, <i>TNM<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 In <i>Gb <\/i>si trova l\u2019intento pedagogico e didattico che ingrandisce le prove in un crescendo affinch\u00e9 servano da cornice alla discussione successiva. Tuttavia, non si deve concludere con leggerezza \u2013 come fanno alcuni \u2013 che Giobbe non sia mai esistito e sia solo un personaggio di fantasia creato apposta in vista dell\u2019insegnamento da presentare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Rabbi Shimon ben Laqish asser\u00ec che il libro di <i>Giobbe <\/i>era un <i>mash\u00e0l<\/i>: \u201cGiobbe non esistette e non fu creato, si tratta solo di una parabola\u201d (<i>Talmud<\/i>, <i>Boba Bathra <\/i>15\/a). Questa affermazione radicale lasci\u00f2 traccia nel <i>Beresh\u00ect Rab\u00e0 <\/i>(n. 57) e in Maimonide (<i>Guida <\/i>3,22). Secondo tutti questi studiosi ebrei, la finzione starebbe alla base del libro. E su cosa si basa questa convinzione? Sul fatto che Giobbe \u00e8 privo di genealogia. Eppure basta cos\u00ec poco a spiegare questo fatto: Giobbe non era un israelita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Anche Tommaso d\u2019Aquino ricorda alcuni che interpretarono il racconto di <i>Giobbe <\/i>come una parabola e conclude affermando che poco importa se Giobbe sia esistito o no per lo scopo del libro. &#8211; <i>Expliitatio in librum Job Prol.<\/i>, Thomae\u00a0 Aquinatis, opera I, Venezia 1745, pag. 2.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 A favore della <b>storicit\u00e0 di <i>Giobbe <\/i><\/b>militano questi dati:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u25ba Il nome di Giobbe (nella forma di <i>A-ia-ab<\/i>) si ritrova nelle lettere di Tell El-Amarna: \u201cA-ia-ab re di Pi-hi-lim\u201d. &#8211; Anet 486, n. 256.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u25ba Il Giobbe biblico lasci\u00f2 traccia nella tradizione in quanto \u00e8 citato assieme al No\u00e8 biblico e al saggio Danel, eroe ricordato pure nella letteratura fenicia. \u201cQuesti tre uomini: No\u00e8, Daniele e Giobbe\u201d, \u201cSe in mezzo ad esso si trovassero No\u00e8, Daniele, Giobbe, com&#8217;\u00e8 vero che io vivo, dice Dio, il Signore . . .\u201d (<i>Ez <\/i>14:14,20). Quest\u2019ultima citazione \u00e8 importante: Dio stesso cita Giobbe insieme a No\u00e8 e a \u201cDaniele\u201d (l\u2019ebraico ha\u00a0 \u05d3\u05b8\u05bc\u05e0\u05b4\u05d0\u05b5\u05dc, <i>Daniel<\/i>, e non\u00a0 \u05d3\u05b8\u05bc\u05e0\u05b4\u05d9\u05d0\u05b5\u05dc, <i>Dany\u00e8l<\/i>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u25ba Giacomo presenta Giobbe come una persona storica quando ne esalta la pazienza: \u201cPrendete, fratelli, come modello di sopportazione e di pazienza i profeti che hanno parlato nel nome del Signore. Ecco, noi definiamo felici quelli che hanno sofferto pazientemente. Avete udito parlare della costanza di Giobbe\u201d. &#8211; <i>Gc <\/i>5:10,11.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u25ba L\u2019assenza di genealogia ci mostra Giobbe come uno straniero che viveva in Idumea (Uz), il che milita in favore della sua storicit\u00e0, dato che mal si comprenderebbe la creazione e l\u2019esaltazione di un individuo che non apparteneva ai progenitori del popolo ebraico, ma \u2013 al contrario \u2013 ad uno dei popoli pi\u00f9 ostili agli ebrei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u25ba L\u2019Idumea era poi un paese noto per la sua saggezza: \u201cIo far\u00f2 sparire i <i>saggi <\/i>da Edom e il discernimento dal monte di Esa\u00f9\u201d (<i>Abd <\/i>8); \u201cRiguardo a Edom. Cos\u00ec parla il Signore degli eserciti: \u2018Non c&#8217;\u00e8 pi\u00f9 saggezza in Teman? Gli intelligenti non sanno pi\u00f9 consigliare? La loro saggezza \u00e8 dunque svanita?\u201d. &#8211; <i>Ger <\/i>49:7.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u25ba Come si usa nei libri sapienziali della Bibbia, la persona storica di Giobbe ha fornito lo spunto per la discussione che ne segue. Naturalmente la presentazione dei suoi mali &#8211; che non va presa alla lettera \u2013 accentua ancora di pi\u00f9 le sue sfortune narrandole in modo cos\u00ec tragico per introdurre meglio il problema teologico e filosofico del male.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Dobbiamo ricordare qui che in fondo anche le leggende non sono pura invenzione, ma lavorano su dati storici preesistenti. Si veda il caso di Troia: questa citt\u00e0 fu scoperta dagli archeologi proprio analizzando i dati leggendari dell\u2019<i>Iliade<\/i>. Cos\u00ec il Faust, come ci viene presentato da Goethe, \u00e8 certamente un prodotto del suo genio poetico, tuttavia egli non lo ha totalmente inventato: una persona storica con questo nome esistette realmente verso la fine del 15\u00b0 secolo o all\u2019inizio del 16\u00b0; dopo morto, questo medico e astrologo rimase popolare in Germania tanto che il dottor Faust divenne il soggetto preferito nei vari giochi dei burattini che lo trasformarono in un mago onnipossente per aver venduto l\u2019anima al Diavolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Se questo meccanismo del trarre leggende da un personaggio storico realmente esistito \u00e8 vero in generale, ancor pi\u00f9 lo \u00e8 nel pensiero ebraico. Si noti la seguente citazione dal <i>Libro dello Splendore<\/i>, la massima opera del misticismo ebraico:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cElia prese a dire: Signore dei mondi. Tu sei uno e non rispetto a un numero. Tu sei eccelso su tutti gli eccelsi, nascosto su tutti i nascosti e il pensiero non Ti afferra affatto. Tu sei che hai fatto scaturire i dieci ordini che noi chiamiamo <i>sephirot<\/i>\u201d. &#8211; <i>Il Libro dello Splendore<\/i>, Seconda prefazione, <i>Tiqqun\u00e8 Zohar<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Chi \u00e8 questo Elia di cui si parla? La nota 11 rimanda all\u2019identificazione di questo Elia: \u201cIl profeta Elia\u201d. Non ci sono dubbi che s\u2019intenda proprio il profeta Elia. Eppure, nella Bibbia non si trovano le parole a lui attribuite. Per l\u2019occidentale \u00e8 difficile da capire, ma per gli ebrei \u00e8 cosa normale. Il lettore ebreo sa benissimo di cosa si tratta. La letteratura biblica ebraica \u00e8 piena di conversazioni fatte da personaggi biblici, anche con Dio. Nessuno si scandalizza, ma tutti ne capiscono l\u2019intento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 In conclusione, Giobbe fu un personaggio storico realmente esistito. Su di lui e sulla sua vicenda si costru\u00ec l\u2019insegnamento che noi oggi troviamo in <i>Giobbe<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><i>Epoca in cui Giobbe visse<\/i><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Si pu\u00f2 determinare il tempo in cui Giobbe visse? Non esiste una tradizione sicura al riguardo. Il <i>Talmud di Gerusalemme<\/i>, che tratt\u00f2 tale problema, riferisce diverse opinioni che vanno dal tempo di Abraamo a quello dell\u2019esilio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u00c8 preferibile l\u2019opinione che pone Giobbe al tempo degli antichi patriarchi, il che spiega meglio la sua menzione insieme a No\u00e8, l\u2019eroe del Diluvio, in <i>Ez <\/i>14:14,20. Giobbe \u00e8 presentato come un grande proprietario di bestiame, proprio come lo erano Abraamo, Isacco e Giacobbe. \u00c8 interessante notare l\u2019affinit\u00e0 di espressioni tra <i>Giobbe <\/i>e <i>Genesi <\/i>per indicare la prolificit\u00e0 del bestiame sia nel caso del nostro povero Giobbe che nel caso di Labano:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><i>Gb <\/i>1:10: \u201cIl suo stesso bestiame <i>si \u00e8 sparso<\/i> sulla terra\u201d<\/p>\n<p align=\"center\"><i>Gn <\/i>30:29,30: \u201cIl tuo bestiame con me . . . <i>si \u00e8 esteso<\/i> a una moltitudine\u201d<\/p>\n<p align=\"center\">(<i>TNM<\/i>)<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Nella traduzione italiana non si nota, ma in ebraico s\u00ec:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><i>Gb <\/i>1:10: \u201cIl suo stesso bestiame \u05e4\u05b8\u05bc\u05e8\u05b7\u05e5 [<i>par\u00e0tz<\/i>, \u201cesplode\u201d]\u201d<\/p>\n<p align=\"center\"><i>Gn <\/i>30:30: \u201cIl tuo bestiame con me \u05d9\u05b4\u05bc\u05e4\u05b0\u05e8\u05b9\u05e5 [<i>yfer\u00f2<\/i><i>tz<\/i>, \u201cesplose\u201d]\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Si tratta dello stesso verbo (\u201cesplodere\u201d) usato in quel tempo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Si noti poi che in <i>Gb <\/i>\u00e8 ancora il padre di famiglia che esercita le funzioni sacerdotali compiendo i sacrifici: \u201cGiobbe li faceva venire [i figli] per purificarli; si alzava di buon mattino e offriva un olocausto per ciascuno di essi\u201d, \u201cPrendete sette tori e sette montoni, andate a trovare il mio servo Giobbe e offriteli in olocausto per voi stessi. Il mio servo Giobbe pregher\u00e0 per voi\u201d (<i>Gb <\/i>1:5;42:8). Il suo sacrificio si accorda con quello attuato dal re Balac al tempo del profeta Balaam:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><b>Sacrificio di Balac<\/b><\/p>\n<p align=\"center\">\u201cPreparami qui sette tori e sette montoni\u201d. \u2013 <i>Nm <\/i>23:1.<b><\/b><\/p>\n<p align=\"center\"><b>Sacrificio di Giobbe<\/b><\/p>\n<p align=\"center\">\u201cPrendete sette tori e sette montoni . . . \u00a0e offriteli in olocausto\u201d. \u2013 <i>Gb <\/i>42:8.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Anche la generazione \u00e8 calcolata in circa 35 anni come in <i>Gn<\/i>, in quanto dopo la riacquistata prosperit\u00e0 Giobbe visse 140 anni ed ebbe la possibilit\u00e0 di vedere la quarta generazione: \u201cGiobbe, dopo questo, visse centoquarant&#8217;anni e vide i suoi figli e i figli dei suoi figli, fino alla quarta generazione\u201d (<i>Gb <\/i>42:16). Giuseppe (un figlio di Giacobbe), che visse 110 anni, ebbe invece la possibilit\u00e0 di vedere solo la terza generazione. \u2013 <i>Gn <\/i>50:23.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><b>Generazione di circa 35 anni sia al tempo di Giuseppe che di Giobbe<\/b><\/p>\n<p align=\"center\"><b>Giuseppe<\/b><\/p>\n<p align=\"center\">\u201cGiuseppe . . . visse centodieci anni. Giuseppe vide i figli di Efraim, fino alla terza generazione\u201d. \u2013 <i>Gn <\/i>50:22,23.<b><\/b><\/p>\n<p align=\"center\"><b>Giobbe<\/b><\/p>\n<p align=\"center\">\u201cGiobbe . . . \u00a0visse centoquarant&#8217;anni e vide i suoi figli e i figli dei suoi figli, fino alla quarta generazione\u201d. \u2013 <i>Gb <\/i>42:16.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Tutti questi indizi ci conducono all\u2019et\u00e0 dei patriarchi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Siccome i nomi degli amici di Giobbe derivano dai luoghi che portano il nome di un figlio di Abraamo o del nipote di Esa\u00f9, si potrebbe pensare all\u2019epoca posteriore al patriarca Abraamo. In <i>Gb <\/i>2:11 sono menzionati i nomi di \u201ctre amici di Giobbe\u201d. Qui ce ne interessano due: \u201cElifaz di Teman, Bildad di Suac\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><b>\u201cElifaz di <i>Teman<\/i>\u201d<\/b><\/p>\n<p align=\"center\">\u201cI figli di Elifaz furono: <b><i>Teman<\/i><\/b> . . . Elifaz, figlio di Esa\u00f9\u201d. \u2013 <i>Gn <\/i>36:11,12.<b><\/b><\/p>\n<p align=\"center\"><b><i>Teman<\/i><\/b>, nipote di Esa\u00f9<b><\/b><\/p>\n<p align=\"center\"><b>\u201cBildad di <i>Suac<\/i>\u201d<\/b><\/p>\n<p align=\"center\"><b>\u201c<\/b>Abraamo prese un\u2019altra moglie, di nome Chetura. Questa gli partor\u00ec Zimran, Iocsan, Medan, Madian, Isbac e <b><i>Suac<\/i><\/b>\u201d. \u2013 <i>Gn <\/i>25:1,2.<b><\/b><\/p>\n<p align=\"center\"><b><i>Suac<\/i><\/b>,<b><i> <\/i><\/b>figlio di Abraamo<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Se si dovesse poi dare valore ad una nota aggiunta dai <i>LXX <\/i>a <i>Gb <\/i>42:17, Giobbe sarebbe disceso da Abraamo tramite Esa\u00f9, alla quinta generazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><i>Parte poetica: il dialogo<\/i><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Il poeta che compose <i>Giobbe<\/i>, con grande sagacia rimanda alla fine del libro la successiva riacquistata prosperit\u00e0 di Giobbe dopo la sua prova. In mezzo innesta il dialogo, nel punto pi\u00f9 cruciale della crisi di Giobbe, quando ancora se ne ignora la conclusione, e fa venire degli amici per discutere con il sofferente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Si tratta di tre persone: \u201cTre amici di Giobbe, Elifaz di Teman, Bildad di Suac e Zofar di Naama, avendo udito tutti questi mali che gli erano piombati addosso, partirono, ciascuno dal proprio paese, e si misero d&#8217;accordo per venire a confortarlo e a consolarlo\u201d. &#8211; 2:11.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><b>Elifaz di Teman &#8211; <\/b>Teman \u00e8 nell\u2019Idumea.<b><\/b><\/p>\n<p align=\"center\"><b>Bildad di Suac &#8211; <\/b>Suac \u00e8 forse un altro luogo idumeo. &#8211; Cfr. <i>Gn <\/i>25:1,2.<b><\/b><\/p>\n<p align=\"center\"><b>Zofar di Naama &#8211; <\/b>Zofar \u00e8 una localit\u00e0 tuttora ignota.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Questi tre, ignorando che le disgrazie di Giobbe sono una prova e che esse termineranno felicemente, rimangono senza parole davanti al male terribile che attanaglia Giobbe. Non parlano per sette giorni e sette notti: \u201cRimasero seduti per terra, presso di lui, sette giorni e sette notti; nessuno di loro gli disse parola, perch\u00e9 vedevano che il suo dolore era molto grande\u201d (2:13). Stanno l\u00ec senza dire una parola. Infine \u00e8 Giobbe che apre bocca, dando cos\u00ec origine al dialogo con gli amici: \u201cAllora Giobbe apr\u00ec la bocca e maledisse il giorno della sua nascita\u201d. &#8211; 3:1.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il libro di Giobbe nella Bibbia ebraica sta al terzo posto tra i ketuv\u00ecm (altri \u201cscritti\u201d), dopo Salmi e Proverbi. Nella LXX greca Giobbe inizia il gruppo dei libri didattici, prima di Salmi. \u00a0\u00a0 Il libro di Giobbe discute il problema del male, argomento di cui si trovano trattazioni in tutte le letterature del mondo. 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