{"id":1917,"date":"2013-06-14T06:11:09","date_gmt":"2013-06-14T04:11:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.biblistica.it\/?page_id=1917"},"modified":"2013-06-14T06:11:13","modified_gmt":"2013-06-14T04:11:13","slug":"il-cantico-dei-cantici","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.biblistica.it\/?page_id=1917","title":{"rendered":"Il Cantico dei cantici"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Il nome di questo libro delle Scritture Ebraiche suona <i>shyr hashir\u00ecm<\/i> (\u05e9\u05b4\u05c1\u05d9\u05e8 \u05d4\u05b7\u05e9\u05b4\u05bc\u05c1\u05d9\u05e8\u05b4\u05d9\u05dd). Tradotto letteralmente: \u201cCanto dei canti\u201d. Tuttavia, si tratta di una forma semitica per il superlativo, per cui potrebbe tradursi cos\u00ec: \u201cCantico sublime\u201d, \u201cCanto per eccellenza\u201d. Ora i traduttori preferiscono tradurlo semplicemente \u201cIl Cantico\u201d (anche l\u2019articolo \u201cil\u201d indica l\u2019eccellenza: si veda la differenza tra \u201cun cantico\u201d e \u201cil Cantico\u201d). Il titolo si trova in 1:1, nelle prime due parole. <i>TNM <\/i>lo<i> <\/i>traduce: \u201cIl cantico superlativo\u201d, che \u00e8 conforme a quanto detto prima. Per la costruzione semitica del superlativo si vedano i seguenti esempi biblici:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>Gn <\/i>9:25: \u201cServo dei servi\u201d (= L\u2019infimo dei servi).<i><\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>Ec <\/i>1:2: \u201cVanit\u00e0 delle vanit\u00e0\u201d (= La massima vanit\u00e0).<i><\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>Nm <\/i>3:32: <i>nes\u00ec nesi\u00e8<\/i>\u00a0 \u201ccapo dei capi\u201d (= \u201cIl primo dei capi\u201d, <i>NR<\/i>; \u201cIl principale dei capi\u201d, <i>TNM<\/i>).<i><\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>Es <\/i>26:34: <i>q\u00f2desh haqadash\u00ecm<\/i> \u201csanto dei santi\u201d (= \u201cLuogo santissimo\u201d, <i>NR<\/i>); \u201cSantissimo\u201d, <i>TNM<\/i>).<i><\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>Dt <\/i>10:14: \u201cI cieli dei cieli\u201d (= La parte pi\u00f9 elevata del cielo).<i><\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>Ap <\/i>19:16: \u201cRe dei re\u201d \u201cSignore dei signori\u201d (= Il Re e il Signore pi\u00f9 eccelso).<i><\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>Rm <\/i>16:27: \u201cNei secoli dei secoli\u201d (= Eternamente; \u201cPer sempre\u201d, <i>TNM<\/i>).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><i>L\u2019autore<\/i><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Fino al 19\u00b0 secolo si attribuiva grande valore al titolo che, alle parole \u201cCanto dei canti\u201d aggiunge <i>ash\u00e8r lishlom\u00f2h<\/i>, \u201cche [\u00e8] di Salomone\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\">\u05e9\u05b4\u05c1\u05d9\u05e8 \u05d4\u05b7\u05e9\u05b4\u05bc\u05c1\u05d9\u05e8\u05b4\u05d9\u05dd \u05d0\u05b2\u05e9\u05b6\u05c1\u05e8 \u05dc\u05b4\u05e9\u05b0\u05c1\u05dc\u05b9\u05de\u05b9\u05d4<\/p>\n<p align=\"center\"><i>shyr hashir\u00ecm ash\u00e8r lishlom\u00f2h<\/i><\/p>\n<p align=\"center\">canto dei canti che [\u00e8] di salomone<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Si riteneva quindi che il grande re davidico ne fosse l\u2019autore. Tuttavia, nel 19\u00b0 secolo s\u2019inizi\u00f2 a discutere e a dubitare della sua genuinit\u00e0. Ora non vi \u00e8 pi\u00f9 alcun esegeta serio che sostenga l\u2019origine salomonica del <i>Cantico<\/i>. Solo il direttivo americano che edita la <i>TNM<\/i><i> <\/i>\u00e8 rimasto ancorato (come sempre fa in questi casi) alla vecchia idea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Dobbiamo dire che sono fin troppe le ragioni che militano contro la paternit\u00e0 salomonica. Vediamole.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>Innanzitutto il titolo \u2013 come in genere quelli dei <i>Salmi <\/i>\u2013 non merita eccessiva fiducia in quanto non fu apposto dall\u2019autore del libro. \u00c8 opera di copisti: non \u00e8 quindi ispirato.<\/li>\n<li>Inoltre, il titolo potrebbe benissimo riguardate il <i>contenuto <\/i>piuttosto che l\u2019autore. Il prefisso <b><i>l<\/i><\/b><i>i <\/i>apposto al nome <i>shlom\u00f2h <\/i>(<b><i>l<\/i><\/b><i>ishlom\u00f2h<\/i>, <b>\u05dc\u05b4<\/b>\u05e9\u05b0\u05c1\u05dc\u05b9\u05de\u05b9\u05d4) potrebbe anche essere tradotto: \u201cSublime cantico <i>riguardante <\/i>Salomone\u201d, il quale non di rado \u00e8 nominato nel testo del libro. &#8211; Cfr. 1:5;3:7,9,11; 6:8, qui indirettamente; 8:11.<\/li>\n<li>La lingua ebraica usata nel <i>Cantico <\/i>non \u00e8 quella classica dei tempi migliori, ma quella postesilica con influssi aramaici penetrati nel linguaggio comune. Si vedano, ad esempio, questi aramaicismi: <i>berot\u00ecm<\/i> (\u05d1\u05b0\u05bc\u05e8\u05b9\u05d5\u05ea\u05b4\u05d9\u05dd), \u201ccipressi\u201d, che per <i>TNM <\/i>diventano \u201cginepri\u201d (1:17); <i>k\u00f2tel<\/i> (\u05db\u05b8\u05bc\u05ea\u05b0\u05dc), \u201cmuro\u201d (2:9); <i>set\u00e0v<\/i> (\u05e1\u05b0\u05bc\u05ea\u05b8\u05d9\u05d5), \u201cinverno\u201d, che per <i>TNM <\/i>diventa il pomposo \u201cla stessa stagione delle piogge\u201d &#8211; cinque parole per tradurne una sola ebraica &#8211; (2:11); <i>atanf\u00e8m<\/i> (\u05d0\u05b2\u05d8\u05b7\u05e0\u05b0\u05bc\u05e4\u05b5\u05dd), \u201cli sporcher\u00f2\u201d (5:3); e cos\u00ec via.<\/li>\n<li>Vi appaiono perfino delle parole persiane, come <i>pard\u00e8s<\/i> (\u05e4\u05b7\u05bc\u05e8\u05b0\u05d3\u05b5\u05bc\u05e1) in 4:13, \u201cgiardino\u201d, derivato da <i>pairidaeza <\/i>(diventato in greco \u03c0\u03b1\u03c1\u03ac\u03b4\u03b5\u03b9\u03c3\u03bf\u03c2, <i>par\u00e0deisos<\/i>). In ebraico \u201cgiardino\u201d si dice <i>gan<\/i> (\u05d2\u05b7\u05bc\u05df), pure presente in 4:12. Si vedano anche la parola persiana <i>eg\u00f2z<\/i> (\u05d0\u05b1\u05d2\u05b9\u05d5\u05d6), \u201cnoce\u201d, in 6:11. Come pure <i>nird<\/i> (\u05e0\u05e8\u05d3), \u201cnardo\u201d, in 1:12 e 4:13, che per <i>TNM <\/i>\u00e8 \u201cspigonardo\u201d. La presenza di queste parole persiane presuppongono il periodo esilico. Se poi l\u2019oscuro vocabolo <i>apir\u00econ<\/i> (\u05d0\u05b7\u05e4\u05b4\u05bc\u05e8\u05b0\u05d9\u05b9\u05d5\u05df), che compare all\u2019inizio di 3:9 derivasse dal greco <i>for\u00e8ion<\/i> (\u03c6\u03bf\u03c1\u03b5\u1fd6\u03bf\u03bd), saremmo addirittura al periodo macedone; la parola <i>apir\u00econ <\/i>non appartiene al vocabolario ebraico. <i>NR <\/i>la traduce con \u201clettiga\u201d, <i>TNM <\/i>segue <i>NR<\/i>.<\/li>\n<li>Non bisogna insistere molto sulla presenza del relativo <i>ah\u00e8r<\/i> (\u05d0\u05b2\u05e9\u05b6\u05c1\u05e8), \u201cche\u201d, presente in 1:1 (\u201c<i>che<\/i> \u00e8 di Salomone\u201d), appartenente alla lingua ebraica classica. Infatti, si tratta solo del titolo. Nel testo compare sempre il tardo <i>she<\/i> (\u05e9\u05b6\u05c1).<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u00c8 comunque possibile che tutte le parole straniere precedenti siano state introdotte posteriormente nell\u2019originale ebraico, anche se improbabile. Il fatto \u00e8 che non ci sono solo questi elementi: <i>tutto<\/i> il carattere linguistico del libro mostra un periodo tardivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Possiamo concludere che il libro sia sorto in epoca persiana. Ci\u00f2 \u00e8 avvalorato anche dal fatto che la geografia del libro spazia dal Libano e dall\u2019Ermon alla Transgiordania, a Moab, a Edom e all\u2019Arabia. Non vi si parla di confini: segno che pi\u00f9 non c\u2019erano, data la conquista straniera. Non v\u2019\u00e8 spirito nazionalistico: segno che la nazione pi\u00f9 non c\u2019era. Tutto fa pensare al tempo persiano in cui pi\u00f9 non sussistevano frontiere nazionali (verso il 4\u00b0 secolo a. E. V.).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Da tutte queste considerazioni appare come sia illogico dedurre dal nome \u201cTirza\u201d, ricordato in 6:4 (\u201cAmica mia, tu sei bella come Tirza\u201d), che l\u2019autore sarebbe vissuto nel Regno del Nord, di cui tale citt\u00e0 fu in un certo periodo la capitale. La citt\u00e0 di Tirza era nota anche nella tradizione posteriore e pu\u00f2 essere stata ricordata per il suo valore etimologico di \u201cfascino\u201d. Cos\u00ec intende anche <i>TNM <\/i>che non traduce \u201cTirza\u201d (\u05ea\u05b4\u05e8\u05b0\u05e6\u05b8\u05d4, <i>tirz\u00e0h<\/i>) ma interpreta la parola: \u201cSei bella, o mia compagna, come <i>Citt\u00e0 Piacevole<\/i>\u201d. Non possiamo neppure escludere che nel <i>Cantico<\/i>, come nel caso dei <i>Proverbi<\/i>, sia confluito materiale ben pi\u00f9 antico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><i>Forma letteraria<\/i><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Da parte di esegeti cattolici, come il Ghisleri (1609), il Panigarola (1621) e specialmente il gesuita Pinto Ramirez (1642), sorsero nel 17\u00b0 secolo i primi tentativi di considerare il <i>Cantico <\/i>un dramma, la cui prima rappresentazione risalirebbe al tempo di Salomone. Tuttavia, il padre dell\u2019interpretazione drammatica di <i>Cant <\/i>si ritiene comunemente il protestante Jacobi, un ecclesiastico tedesco che, pubblicando nel 1771 un lavoro di piccola mole sul <i>Cantico<\/i>, vi trov\u00f2 la seguente tenue trama: L\u2019avvenente figlia di un viticoltore gerosolimitano, da poco sposata ad un pastore dei dintorni, fu rapita per essere introdotta nell\u2019<i>harem <\/i>salomonico. Ma lei, resistendo a tutte le lusinghe del re, fin\u00ec per ritornare da suo marito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Questo schema dello Jacobi diede origine ad una grande quantit\u00e0 di ipotesi, le une diverse dalle altre, che hanno tutte in comune l\u2019interpretazione drammatica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Pi\u00f9 recente \u00e8 il tentativo suggerito dal filosofo Guitton che offr\u00ec l\u2019interpretazione seguente: \u201cUna semplice contadina, originaria del Libano e fidanzata ad un pastore della montagna, fu un giorno rapita e introdotta nell\u2019<i>harem <\/i>salomonico. Il cantico ha appunto inizio nel giardino dell\u2019<i>harem <\/i>regale. Invano il sovrano cerca di conquistare il cuore della giovane: ella \u00e8 troppo attaccata al suo fidanzato che, d\u2019altronde, non \u00e8 lontano da lei, ma viene a parlarle appena la trova sola\u201d (pag. 50). Il Guitton vi vede 12 scene; le parole del libro sono poste in bocca ora a Salomone, ora al pastore, ora alla contadina, ora alle donne gerosolimitane, ora ai compagni del pastore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Che dire? Riguardo alla prima ipotesi dobbiamo notare l\u2019incongruenza di far rapire una donna gi\u00e0 sposata. Neppure Davide os\u00f2 tanto: egli prese Betsabea in moglie solo dopo la morte del marito Uria. Questa stessa obiezione \u00e8 valida anche per la seconda ipotesi. Infatti, per gli ebrei la fidanzata era gi\u00e0 legata al proprio fidanzato come la sposa allo sposo. Si rammentino, come esempio, Giuseppe e Miry\u00e0m: \u201cGiuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua <i>moglie <\/i>[in verit\u00e0 era la <i>fidanzata<\/i>; ma per gli ebrei gi\u00e0 moglie]; perch\u00e9 ci\u00f2 che in lei \u00e8 generato, viene dallo Spirito\u201d (<i>Mt <\/i>1:20). Inoltre, sarebbe davvero stranissimo l\u2019ingresso del marito o fidanzato nell\u2019<i>harem <\/i>del re per parlare alla ragazza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Quasi tutti gli esegeti moderni sono ormai contrari all\u2019interpretazione drammatica per il semplice fatto che in tutta la letteratura orientale non vi \u00e8 un solo esempio di dramma. Non basta a sostenere il dramma la presenza di dialoghi nel libro del <i>Cantico<\/i>. Sin dall\u2019introduzione i due amanti bramano l\u2019amplesso pi\u00f9 completo, senza che nel libro si noti uno sviluppo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\">\u201cChe lui mi baci<\/p>\n<p align=\"center\">con i baci della sua bocca.<\/p>\n<p align=\"center\">Pi\u00f9 dolci del vino<\/p>\n<p align=\"center\">sono le tue carezze,<\/p>\n<p align=\"center\">pi\u00f9 inebrianti dei tuoi profumi.<\/p>\n<p align=\"center\">Tu stesso sei tutto un profumo.<\/p>\n<p align=\"center\">Vedi, le ragazze si innamorano di te!<\/p>\n<p align=\"center\">Prendimi per mano<\/p>\n<p align=\"center\">e corriamo.<\/p>\n<p align=\"center\">Portami nella tua stanza,<\/p>\n<p align=\"center\">o mio re.<\/p>\n<p align=\"center\">Godiamo insieme,<\/p>\n<p align=\"center\">siamo felici. \u2013 1:2-4, <i>PdS<\/i>.<\/p>\n<p align=\"center\">\u201cAmica mia,<\/p>\n<p align=\"center\">sei una puledra<\/p>\n<p align=\"center\">che fa impazzire i cavalli del faraone!<\/p>\n<p align=\"center\">Come son belle le tue guance, tra le trecce,<\/p>\n<p align=\"center\">com\u2019\u00e8 bello il tuo collo ornato di perle!\u201d. \u2013 1:9,10, <i>PdS<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Nel testo manca ogni indizio di trama. Chi vuole sostenere una trama deve ricorrere a tanti sottintesi, a trasposizioni, a interpolazioni, che alla fine rendono l\u2019ipotesi molto precaria. Tra i pochi che si rifanno ancora all\u2019interpretazione drammatica in cui Salomone tenterebbe la conquista della ragazza gi\u00e0 impegnata con il suo pastore, rimane il direttivo americano della Watch Tower, che \u2013 per quanto riguarda l\u2019attribuzione dei libri biblici e la loro interpretazione di massima \u2013 \u00e8 sempre dipendente dalle vecchie e obsolete idee ecclesiastiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Continuando nel nostro esame del libro dobbiamo anche rilevare che il re Salomone \u00e8 presentato nella gran parte dei casi in modo indiretto, <i>a mo\u2019 di paragone<\/i>, senza agire da vero attore. In 6:8 \u00e8 detto: \u201cCi sono sessanta regine, ottanta concubine, e fanciulle innumerevoli\u201d. Qui forse si conserva una tradizione pi\u00f9 precisa di quella di <i>1Re <\/i>11:3: \u201c[Salomone] ebbe settecento principesse per mogli e trecento concubine\u201d, dove il numero di mogli e concubine \u00e8 accresciuto fino a 1000 (700 mogli + 300 concubine); probabilmente il 1000 \u00e8 un numero simbolico di grande quantit\u00e0, o \u2013 se \u00e8 letterale \u2013 include anche le serve. Comunque, il paragone \u00e8 evidente da 6:9, in cui &#8211; in contrasto con le regine e le concubine del re \u2013 si afferma: \u201c<i>Ma<\/i> la mia colomba, la perfetta mia, \u00e8 <i>unica<\/i>\u201d. Allo stesso modo, la bellezza della ragazza \u00e8 paragonata a quella dei tendaggi della reggia salomonica (1:5). L\u2019unicit\u00e0 della ragazza \u00e8 posta in contrasto con l\u2019<i>harem <\/i>salomonico e con la sua vigna (8:11,12). Il fasto di Salomone era ben noto alla tradizione ebraica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Come sia facile il fraintendimento basato sul pregiudizio di pensiero dovuto alle vecchie interpretazioni ecclesiastiche lo possiamo illustrare leggendo il passo di 3:6-11:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\">\u201cChi \u00e8 colei che sale dal deserto,<\/p>\n<p align=\"center\">simile a colonne di fumo,<\/p>\n<p align=\"center\">profumata di mirra e d&#8217;incenso<\/p>\n<p align=\"center\">e d&#8217;ogni aroma dei mercanti?<\/p>\n<p align=\"center\">Ecco la lettiga di Salomone,<\/p>\n<p align=\"center\">intorno a cui stanno sessanta prodi,<\/p>\n<p align=\"center\">fra i pi\u00f9 valorosi d&#8217;Israele.<\/p>\n<p align=\"center\">Tutti maneggiano la spada,<\/p>\n<p align=\"center\">sono esperti nelle armi;<\/p>\n<p align=\"center\">ciascuno ha la sua spada al fianco,<\/p>\n<p align=\"center\">per gli spaventi notturni.<\/p>\n<p align=\"center\">Il re Salomone si \u00e8 fatto una lettiga<\/p>\n<p align=\"center\">di legno del Libano.<\/p>\n<p align=\"center\">Ne ha fatto le colonne d&#8217;argento,<\/p>\n<p align=\"center\">la spalliera d&#8217;oro,<\/p>\n<p align=\"center\">il sedile di porpora;<\/p>\n<p align=\"center\">in mezzo \u00e8 un ricamo, lavoro d&#8217;amore<\/p>\n<p align=\"center\">delle figlie di Gerusalemme.<\/p>\n<p align=\"center\">Uscite, figlie di Sion, ammirate il re Salomone<\/p>\n<p align=\"center\">con la corona di cui l&#8217;ha incoronato sua madre<\/p>\n<p align=\"center\">il giorno delle sue nozze,<\/p>\n<p align=\"center\">il giorno della gioia del suo cuore\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 L\u2019interpretazione che qui i tradizionalisti danno \u00e8 quella classica del moderno lettore <i>occidentale <\/i>che legge la Scrittura letteralmente. Ecco un esempio: \u201cTornando a Gerusalemme, Salomone port\u00f2 con s\u00e9 la Sulamita. Vedendo il corteo che si avvicinava alla citt\u00e0, diverse \u2018figlie di Sion\u2019 fecero i loro commenti al riguardo. (Ca 3:6-11)\u201d (<i>Perspicacia nello studio delle Scritture <\/i>Vol. 1, pag. 417). Chi interpreta cos\u00ec non conosce il linguaggio ebraico della Bibbia. E non conosce neppure gli usi e costumi degli ebrei biblici. Colui che avanza sulla lettiga non \u00e8 il re Salomone in carne ed ossa, ma lo sposo che con il suo corteo nuziale avanza su una lettiga preziosa, <i>paragonata <\/i>a quella di Salomone. \u201cSalomone\u201d \u00e8 qui un epiteto attribuito allo sposo che, come vedremo, in occasione delle nozze era trattato da re (l\u2019allusione alle nozze \u00e8 in 3:11: \u201cIl giorno delle sue nozze\u201d).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Comunque, <i>Cant <\/i><b>non \u00e8 un\u2019antologia o una raccolta di canti popolari che esaltano il matrimonio, la sposa e lo sposo<\/b>. Anche se vi manca un chiaro segno di passaggio tra un dialogo e l\u2019altro e vi manca una trama evidente, <i>Cant <\/i>presenta vari indizi unitari che si spiegano solo con una stesura ad opera di un autore unico. In esso vi sono i medesimi concetti, le medesime formule, lo stesso slancio appassionato, l\u2019identica sensibilit\u00e0 poetica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><i>Indole poetica del <\/i><\/b><b>Cantico<\/b><i>\u00a0 <\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Il libro, soffuso di un amore ardente, si compiace della bellezza dei due amanti che desiderano baciarsi e anelano all\u2019amplesso amoroso. Un ritornello che ricorre molto frequentemente \u00e8 la frase:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\">\u05d4\u05b4\u05e0\u05b8\u05bc\u05da\u05b0 \u05d9\u05b8\u05e4\u05b8\u05d4 \u05e8\u05b7\u05e2\u05b0\u05d9\u05b8\u05ea\u05b4\u05d9 \u05d4\u05b4\u05e0\u05b8\u05bc\u05da\u05b0 \u05d9\u05b8\u05e4\u05b8\u05d4<\/p>\n<p align=\"center\"><i>hin\u00e0ch yaf\u00e0h rayat\u00ecy hin\u00e0ch yaf\u00e0h<\/i><\/p>\n<p align=\"center\">ecco [sei] bella amica di me ecco [sei] bella<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Si veda 1:15;4:1;6:4: \u201cQuanto sei bella, amica mia, quanto sei bella\u201d.- <i>PdS<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Non mancano descrizioni di sogni in cui i due fidanzati si vedono (5:1,2). Vi si cantano il desiderio di baci (1:2-4;4:11)\u00a0 e di abbracci (2:6;8:3). Vi \u00e8 la gelosia che non tollera rivali. &#8211; 8:6.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Va anche precisato che le metafore mediorientali con cui si descrive la bellezza dell\u2019amata non sempre corrispondono ai gusti dell\u2019occidentale. Anzi, alcune metafore potrebbero risultare del tutto antipatiche (per non dire urtanti) alle ragazze di oggi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Corpo <\/b>&#8211; \u201cIl tuo corpo \u00e8 un mucchio di grano, circondato di gigli\u201d. &#8211; 7:3.<b><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Statura <\/b>&#8211; \u201cLa tua statura \u00e8 simile alla palma\u201d. -7:8.<b><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Capo <\/b>&#8211; \u201cIl tuo capo si eleva come il Carmelo\u201d. &#8211;<b> <\/b>7:6-<b><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Occhi <\/b>&#8211; \u201cQuelli dei colombi\u201d. &#8211; 1:18; \u201cI tuoi occhi sono come le piscine di Chesbon\u201d. &#8211; 7:5.<b><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Naso <\/b>&#8211; \u201cIl tuo naso \u00e8 come la torre del Libano\u201d. &#8211;<b> <\/b>7:5.<b><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Bocca <\/b>&#8211; \u201cLa tua bocca come un vino generoso\u201d. &#8211;<b> <\/b>7:10.<b><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Labbra <\/b>&#8211; \u201cLe tue labbra somigliano a un filo scarlatto\u201d. &#8211;<b> <\/b>4:3.<b><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Respiro <\/b>&#8211; \u201cIl profumo del tuo fiato, come quello delle mele\u201d. &#8211;<b> <\/b>7:9.<b><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Denti <\/b>&#8211; \u201cI tuoi denti sono come un branco di pecore tosate\u201d. &#8211;<b> <\/b>4:2.<b><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Guance <\/b>&#8211; \u201cSono come un pezzo di melagrana\u201d. &#8211;<b> <\/b>4:3.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Collo <\/b>&#8211; \u201cIl tuo collo \u00e8 come una torre d&#8217;avorio\u201d. &#8211; 7:5.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Seno <\/b>&#8211; \u201cLe tue mammelle sono due gemelli di gazzella\u201d. &#8211; 4:5; \u201cLe tue mammelle [assomigliano] a grappoli d&#8217;uva\u201d. &#8211; 7:8.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Ombelico <\/b>&#8211; \u201cIl tuo ombelico \u00e8 una coppa rotonda\u201d. &#8211; 7:2, <i>TNM<\/i>.<b><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Gambe <\/b>&#8211; \u201cLe curve delle tue cosce sono come ornamenti, opera delle mani di un artista\u201d. &#8211; 7:1, <i>TNM<\/i>.<b><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Avvenenza <\/b>&#8211; \u201cCome i teli di tenda di Salomone\u201d. &#8211;\u00a0 1:5 , <i>TNM<\/i>; \u201cTu sei una fontana di giardino\u201d. &#8211; 4:15; \u201cUna sorgente d&#8217;acqua viva\u201d. &#8211; 4:15; \u201cUn ruscello che scende gi\u00f9 dal Libano\u201d. &#8211; 4:15; \u201cAvvenente come Gerusalemme\u201d. &#8211; 6:4, <i>TNM<\/i>.<b><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Profumo <\/b>&#8211; \u201cL&#8217;odore delle tue vesti \u00e8 come l&#8217;odore del Libano\u201d. &#8211; 4:11.<b><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Unicit\u00e0 <\/b>&#8211; \u201cUn giglio tra le spine\u201d. &#8211;<b> <\/b>2:2.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Gli ebrei avevano della bellezza un concetto diverso dal nostro che \u00e8 occidentale. Usavano paragoni a noi non graditi. Ci\u00f2 dipende dal fatto che essi mettevano a fuoco un particolare senza comporlo assieme agli altri in un tutto armonico; inoltre lo esageravano ad arte per metterlo pi\u00f9 in enfasi. \u00c8 per questo che il naso della sulammita \u00e8 paragonato ad una torre del Libano (7:5) e le gambe dell\u2019amato a due colonne di marmo (5:15). Alcune volte le metafore si sviluppano e alcuni particolari si adattano ora alle persone ora alla realt\u00e0 presa come paragone. Cos\u00ec, i denti della ragazza sono paragonati ad un gregge di pecore il cui colorito bianco richiama la bianchezza dello smalto; invece il particolare che ogni pecora ha la sua gemella si applica solo ai denti, che non sono scompagnati: \u201cI tuoi denti sono come un branco di [pecore] appena tosate che sono salite dalla lavatura, le quali tutte portano gemelli, non avendo nessuna fra loro perduto i suoi piccoli\u201d (4:2, <i>TNM<\/i>); al contrario, il particolare finale che le pecore non sono sterili \u00e8 proprio degli ovini e non dei denti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Talora non riusciamo a comprendere bene il valore di alcuni paragoni, come ad esempio il confronto del corpo della ragazza con un mucchio di grano circondato da gigli: \u201cIl tuo corpo \u00e8 un mucchio di grano, circondato di gigli\u201d (7:3). Che significa? Si riferisce all\u2019intimit\u00e0 femminile dell\u2019addome? Cos\u00ec pare intendere <i>TNM <\/i>che traduce: \u201cIl tuo <i>ventre<\/i> \u00e8 un mucchio di frumento, cinto di gigli\u201d (qui in 7:2). La parola ebraica \u05d1\u05d8\u05df (<i>b\u00e8ten<\/i>) pu\u00f2 significare anche \u201caddome\u201d, \u00e8 vero, ma anche \u201cstomaco\u201d e \u201ccorpo\u201d. Sarebbe strano riferirlo qui alla peluria dell\u2019addome: il color biondo del grano nulla ha a che fare con la sulammita che dice di s\u00e9: \u201cSono nera\u201d (1:5, <i>TNM<\/i>). Neppure possiamo riferire il colore giallo del grano al suo corpo, per la stessa ragione. Forse si riferisce alla sua fecondit\u00e0, prolifica come quella del grano? E cosa rappresentano i gigli? Forse richiamano i fiori che circondavano i mucchi di grano raccolti in campagna? Il paragone vuol forse dire che i peli pubici della ragazza \u2013 al di l\u00e0 del colore \u2013 fanno parte della sua bellezza tanto che lei \u00e8 bella e feconda come il grano ammucchiato che, anzich\u00e9 avere a difesa (come normalmente era, per impedire l\u2019accesso agli animali) siepi di spine o sassi, aveva dei fiori che attiravano con il loro profumo? \u00c8 ben difficile dirlo oggi che non conosciamo pi\u00f9 tanti usi ebraici e il simbolismo di tanti particolari. Altrove il corpo \u00e8 paragonato a dell\u2019avorio coperto di zaffiri: \u201cIl suo corpo \u00e8 d&#8217;avorio lucente, coperto di zaffiri\u201d. &#8211; 5:14.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Pi\u00f9 chiaro \u00e8 invece il confronto delle gote con le melagrane, che ne descrivono il bianco e il rosso proprio di una persona sana e robusta. &#8211; 4:3.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il nome di questo libro delle Scritture Ebraiche suona shyr hashir\u00ecm (\u05e9\u05b4\u05c1\u05d9\u05e8 \u05d4\u05b7\u05e9\u05b4\u05bc\u05c1\u05d9\u05e8\u05b4\u05d9\u05dd). Tradotto letteralmente: \u201cCanto dei canti\u201d. Tuttavia, si tratta di una forma semitica per il superlativo, per cui potrebbe tradursi cos\u00ec: \u201cCantico sublime\u201d, \u201cCanto per eccellenza\u201d. 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