{"id":1968,"date":"2013-06-16T04:30:17","date_gmt":"2013-06-16T02:30:17","guid":{"rendered":"http:\/\/www.biblistica.it\/?page_id=1968"},"modified":"2013-06-16T04:30:23","modified_gmt":"2013-06-16T02:30:23","slug":"ecclesiaste-sviluppo-del-libro-prima-parte","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.biblistica.it\/?page_id=1968","title":{"rendered":"Ecclesiaste &#8211; Sviluppo del libro, prima parte"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><b>Prima parte<\/b>. <i>Investigazione del pensatore ispirato sulla vita. \u2013 Ec <\/i>1:12-6:9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 <b><i>Introduzione<\/i><\/b>: vanit\u00e0 della sapienza. Si pu\u00f2 dividere in due parti a motivo della stessa finale. La prima parte dell\u2019introduzione (1:12-15) termina al v. 14 con la finale: \u201cTutto \u00e8 vanit\u00e0, \u00e8 un correre dietro al vento\u201d, con il versetto 15 che \u00e8 complementare: \u201cCi\u00f2 che \u00e8 storto non pu\u00f2 essere raddrizzato, ci\u00f2 che manca non pu\u00f2 essere contato\u201d; non tutti i traduttori lo comprendono, per cui staccano il v. 15 (<i>TNM <\/i>cambia addirittura paragrafo). La seconda parte dell\u2019introduzione (1:16-18) termina con la finale: \u201cAnche questo \u00e8 un correre dietro al vento\u201d (v. 17), con il v. 18 complementare: \u201cInfatti, dov&#8217;\u00e8 molta saggezza c&#8217;\u00e8 molto affanno, e chi accresce la sua scienza accresce il suo dolore\u201d. Nella prima parte l\u2019autore mostra che nelle sue ricerche si \u00e8 accorto che tutto \u00e8 pura vanit\u00e0 sterile e priva di concretezza: tutto sfugge come il vento. La stessa acquisizione della sapienza \u00e8 una caccia dietro al vento; la sapienza, anzi, non fa che accrescere l\u2019affanno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 <b><i>La ricerca del <\/i>piacere<i> \u00e8 vanit\u00e0<\/i><\/b>. Ne ha fatta esperienza l\u2019autore che si \u00e8 dato a ricercarne ogni forma, ma senza alcun vantaggio. Egli ha costruito grandi edifici, non si \u00e8 privato di alcuna soddisfazione, ma dovette concludere che tutto \u00e8 pura vanit\u00e0. &#8211; 2:1-11.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 <b><i>Studiando la sapienza e la follia <\/i><\/b>(2:12-17) l\u2019Ecclesiaste ha notato che pure la sapienza \u00e8 senza frutto duraturo, perch\u00e9 tutto si deve lasciare con la morte. A dispetto della dottrina tradizionale che insegnava la superiorit\u00e0 della sapienza (2:13,14a), la medesima sorte colpisce il saggio e lo stolto. Dove sta allora la superiorit\u00e0 della sapienza? Tutto \u00e8 vanit\u00e0!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\">\u201cIl sapiente vede dove va, lo stolto invece cammina nel buio. Ma tutti e due fanno la stessa fine\u201d. \u2013 2:14, <i>PdS<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>\u00a0\u00a0 TNM<\/i>, che fa traduzioni sempre un po\u2019 oscure, traduce 2:14b come se fosse un indovinello: \u201cE ho conosciuto, anch\u2019io, che c\u2019\u00e8 un\u2019eventualit\u00e0 che capita a tutti loro\u201d. L\u2019ebraico ha letteralmente: \u201cE conobbi anche io che sorte unica accadr\u00e0 a tutti loro\u201d. Non si tratta di \u201cun\u2019eventualit\u00e0\u201d (chiss\u00e0 mai quale), ma di una \u201csorte unica\u201d (\u05de\u05b4\u05bc\u05e7\u05b0\u05e8\u05b6\u05d4 \u05d0\u05b6\u05d7\u05b8\u05d3, <i>miqr\u00e8h ekh\u00e0d<\/i>; <i>ekh\u00e0d <\/i>\u00e8 lo stesso aggettivo applicato al Dio <i>unico<\/i>): la morte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 <b><i>Il frutto del lavoro <\/i><\/b>viene esaminato in quattro sezioni.<\/p>\n<ol start=\"1\">\n<li style=\"text-align: justify;\">Nella prima (2:18-26) l\u2019autore osserva che i soldi che uno s\u2019\u00e8 fatti devono essere lasciati ad un altro, che pu\u00f2 poi mostrarsi saggio oppure stolto. Anche questo \u00e8 vanit\u00e0 (2:18,19). Ad ogni modo, chi eredita \u00e8 pur sempre qualcuno che non ha faticato per guadagnarsi quel denaro (2:20,21). Meglio quindi godere dei beni che si possiedono; ma questa letizia \u00e8 pur sempre qualcosa donato da Dio e del tutto incerto. &#8211; 2:24-26.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Nella seconda sezione (3:1-4:6) l\u2019autore nota come sia molto difficile <i>agire proprio nel momento giusto<\/i>: mentre tutto l\u2019universo \u00e8 regolato in modo che per ogni cosa vi \u00e8 un momento adatto, l\u2019uomo \u2013 al contrario \u2013 non sa adattarsi a questo ritmo (3:9-11). \u00c8 quindi meglio godere il frutto della propria fatica (3:12,13), poich\u00e9 noi non possiamo cambiare ci\u00f2 che Dio ha fatto (3:14,15). Alquanto incomprensibile \u00e8 la traduzione che <i>TNM <\/i>fa della parte finale di 3:15:<\/li>\n<\/ol>\n<div align=\"center\">\n<table border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"172\">\n<p align=\"center\"><b><i>TNM<\/i><\/b><\/p>\n<\/td>\n<td width=\"172\">\n<p align=\"center\"><b>Testo biblico<\/b><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"172\">\n<p align=\"center\">\u201cE il [vero] Dio stesso continua a cercare ci\u00f2 che si persegue\u201d<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"172\">\n<p align=\"center\">\u05d5\u05b0\u05d4\u05b8\u05d0\u05b1\u05dc\u05b9\u05d4\u05b4\u05d9\u05dd \u05d9\u05b0\u05d1\u05b7\u05e7\u05b5\u05bc\u05e9\u05c1 \u05d0\u05b6\u05ea\u05be\u05e0\u05b4\u05e8\u05b0\u05d3\u05b8\u05bc\u05e3<\/p>\n<p align=\"center\"><i>vehaeloh\u00ecm yvaq\u00e8sh et-nird\u00e0ch<\/i><\/p>\n<p align=\"center\">e il Dio ricercher\u00e0 in seguito<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 L\u2019espressione ebraica significa che Dio \u201criconduce ci\u00f2 ch&#8217;\u00e8 passato\u201d. Non si comprende il senso dato da <i>TNM<\/i>: cosa \u00e8 mai \u201cci\u00f2 che si persegue\u201d? Comunque, la Bibbia non dice cos\u00ec. Il contesto \u00e8: \u201cCi\u00f2 che \u00e8 accaduto, era gi\u00e0 stato, e ci\u00f2 che deve avvenire si \u00e8 gi\u00e0 verificato\u201d (v. 15a, <i>TNM<\/i>), per cui Dio \u201cricerca quello che \u00e8 passato\u201d. &#8211; <i>Did<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Esiste poi nel mondo una grande <i>ingiustizia<\/i>: mentre la sapienza tradizionale ammetteva che vi era un giudizio per ogni cosa al momento opportuno, l\u2019Ecclesiaste osserva che in realt\u00e0 non vi \u00e8 un fondamento per affermare che vi sia un giudizio, poich\u00e9 non appare alcuna differenza tra l\u2019uomo e la bestia sia nella vita sia nella morte (3:18-20). Non c\u2019\u00e8 quindi nulla di meglio per l\u2019uomo che gioire del frutto del suo lavoro, pensando che egli non pu\u00f2 sapere nulla di quel che avverr\u00e0 in futuro (3:22). \u00c8 perci\u00f2 in condizioni migliori chi non \u00e8 ancora nato, perch\u00e9 ignora l\u2019esistenza del male che si attua sotto il sole. &#8211; 4:1-3.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cHo anche visto sotto il sole che nel luogo stabilito per giudicare c&#8217;\u00e8 empiet\u00e0, e che nel luogo stabilito per la giustizia c&#8217;\u00e8 empiet\u00e0\u201d. \u2013 3:16.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cMi sono messo poi a considerare tutte le oppressioni che si commettono sotto il sole; ed ecco, le lacrime degli oppressi, i quali non hanno chi li consoli; da parte dei loro oppressori c&#8217;\u00e8 la violenza, mentre quelli non hanno chi li consoli\u201d. \u2013 4:1.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Uno compie del lavoro che gli frutta, ed ecco subito l\u2019invidia che rode gli altri e che lo turba. Tutto \u00e8 quindi vanit\u00e0 e un correre dietro al vento. Sarebbe quindi logico divenire dei fannulloni e incrociare le braccia come fanno molti, ma anche ci\u00f2 non \u00e8\u00a0 bene. \u00c8 meglio lavorare, ma non eccessivamente: lavorare \u2013 come dice l\u2019autore \u2013 con una mano sola. &#8211; 4:5,6.<\/p>\n<ol>\n<li style=\"text-align: justify;\">Terza sezione (4:7-16): meglio <i>accompagnati <\/i>che soli. \u00c8 bene avere un altro che possa far tesoro dei benefici che si traggono dalla propria fatica. Seguono poi esempi che mettono in risalto il vantaggio di non trovarsi soli: in due, uno rialza chi cade; ci si riscalda a vicenda; si affronta meglio un avversario. Tuttavia, l\u2019altra persona pu\u00f2 costituire anche un danno, come nel caso di un vecchio che si vede offuscato da un giovane che, a sua volta, \u00e8 seguito da una folla innumerevole che finir\u00e0 con lo stancarsi anche di lui. Perci\u00f2, anche questo \u00e8 vanit\u00e0 e un correre dietro al vento.<\/li>\n<li style=\"text-align: justify;\">Quarta sezione (4:17-6:9): in questa sezione finale della prima parte l\u2019autore raccoglie una serie di detti sapienziali sulla <i>verbosit\u00e0<\/i>. Dio non ha bisogno di molte parole, n\u00e9 si lascia ingannare dai molti discorsi retorici con cui l\u2019uomo si lusinga di accattivarsene l\u2019attenzione (cfr. <i>Mt <\/i>6:7: \u201cNel pregare non usate troppe parole come fanno i pagani, i quali pensano di essere esauditi per il gran numero delle loro parole\u201d). Una preghiera troppo prolissa \u00e8 simile ai sogni in cui la mente si sbizzarrisce in interminabili figure inconcludenti e prive di nesso tra loro (4:17-5:2). \u00c8 molto meglio stare attenti a non pronunciare voti inutilmente, voti che non si possono poi mantenere: se si sono fatti, bisogna attuarli senza indugio. Oltre a moltiplicare le parole, l\u2019uomo ama moltiplicare il <i>denaro<\/i>, ma tale brama insaziabile \u00e8 accompagnata da un aumento di \u201camici\u201d che cercano solo di approfittare di tale ricchezza; a quel punto il benestante deve rassegnarsi e stare l\u00ec a vedere. Anche qui \u00e8 molto meglio accontentarsi del frutto del proprio lavoro. Infatti, l\u2019uomo esce nudo dal seno materno e nudo se ne va nel soggiorno dei morti: non vale quindi la pena di consumarsi nella brama di accumulare sempre di pi\u00f9 (5:7-19). Inoltre, talvolta l\u2019uomo non ha neppure la possibilit\u00e0 di godere i beni che possiede ed \u00e8 un estraneo a trarne vantaggio. Essendo l\u2019appetito umano insaziabile, ne deriva che il saggio non ha al riguardo alcun vantaggio sullo stolto. Anche se \u00e8 meglio godere ci\u00f2 che si ha sotto gli occhi che andare vagando dietro a desideri irrealizzabili, si tratta pur sempre di \u201cun correre dietro al vento\u201d. &#8211; 6:1-9.<\/li>\n<\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Prima parte. Investigazione del pensatore ispirato sulla vita. \u2013 Ec 1:12-6:9. \u00a0\u00a0 Introduzione: vanit\u00e0 della sapienza. Si pu\u00f2 dividere in due parti a motivo della stessa finale. 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