{"id":2045,"date":"2013-06-19T04:34:03","date_gmt":"2013-06-19T02:34:03","guid":{"rendered":"http:\/\/www.biblistica.it\/?page_id=2045"},"modified":"2013-06-19T04:34:07","modified_gmt":"2013-06-19T02:34:07","slug":"la-predicazione-primitiva","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.biblistica.it\/?page_id=2045","title":{"rendered":"La predicazione primitiva"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Oggi, in opposizione al nichilismo del celebre teologo Bultmann, alcuni studiosi (tra cui quelli della scuola scandinava) analizzano la predicazione apostolica presentandola come prova contro la presunta creativit\u00e0 attribuita agli scritti evangelici. Dato che gli apostoli avevano il controllo dei primi discepoli, essi stessi erano <i>testimoni<\/i> e non inventori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 La parola greca \u03bc\u03ac\u03c1\u03c4\u03c5\u03c2 (<i>m\u00e0rt\u03cbs<\/i>, da cui \u201cmartire\u201d), \u201ctestimone\u201d, che ricorre nelle Scritture Greche 168 volte nelle sue diverse forme, indica originariamente colui che in un processo pu\u00f2 testimoniare ci\u00f2 che ha visto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Nelle Scritture Greche questa parola assume talvolta il suo valore prettamente legale: \u201cVoi dunque testimoniate [greco \u03bc\u03ac\u03c1\u03c4\u03c5\u03c1\u03ad\u03c2 \u1f10\u03c3\u03c4\u03b5 (<i>m\u00e0rt\u03cbr\u00e8s este<\/i>, \u201csiete testimoni\u201d)] delle opere dei vostri padri e le approvate; perch\u00e9 essi li uccisero e voi costruite loro dei sepolcri\u201d (<i>Lc <\/i>11:48). Le parole di Yesh\u00f9a al suo processo davanti a Caifa suppliscono alla mancanza di \u201ctestimoni\u201d giuridici: \u201cChe bisogno abbiamo ancora di testimoni [greco \u03bc\u03b1\u03c1\u03c4\u03cd\u03c1\u03c9\u03bd (<i>mart\u03b0ron<\/i>, \u201cdi testimoni\u201d)]?\u201d &#8211; <i>Mr <\/i>14:63.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 In generale, per\u00f2, i testimoni di Yesh\u00f9a devono annunciare la sua vita e il suo messaggio non solo a parole ma con la stessa vita e morte. Da qui il senso di \u201cmartire\u201d per colui che muore testimoniando Yesh\u00f9a. \u201cVoi mi renderete testimonianza [greco \u03bc\u03b1\u03c1\u03c4\u03c5\u03c1\u03b5\u1fd6\u03c4\u03b5 (<i>mart\u00fcr\u00e8ite<\/i>, \u201ctestimonierete\u201d], perch\u00e9 siete stati con me fin dal principio\u201d (<i>Gv <\/i>15:27); \u201cVoi siete testimoni [greco \u03bc\u03ac\u03c1\u03c4\u03c5\u03c1\u03b5\u03c2 (<i>m\u00e0rt\u00fcres<\/i>, \u201ctestimoni\u201d)] di queste cose\u201d (<i>Lc <\/i>24:48). \u201cCi ha comandato di annunziare al popolo e di testimoniare che egli \u00e8 colui che \u00e8 stato da Dio costituito\u201d (<i>At <\/i>10:42): cos\u00ec dir\u00e0 Pietro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Ma <i>cosa <\/i>dovevano testimoniare? Gli apostoli (che significa \u201cinviati\u201d), e specialmente i Dodici, dovevano parlare della <i>vita terrena <\/i>di Yesh\u00f9a. Per questo Mattia fu scelto per sostituire il traditore Giuda: \u201cBisogna dunque che tra gli uomini che sono stati in nostra compagnia tutto il tempo che il Signore Ges\u00f9 visse con noi, a cominciare dal battesimo di Giovanni fino al giorno che egli, tolto da noi, \u00e8 stato elevato in cielo, uno diventi <i>testimone<\/i> con noi della sua risurrezione\u201d (<i>At <\/i>1:21,22). \u00c8 proprio in questo senso che Pietro testimonia: \u201cVoi sapete quello che \u00e8 avvenuto in tutta la Giudea [\u2026] vale a dire, <i>la storia di Ges\u00f9 <\/i>di Nazaret. [\u2026] E noi siamo <i>testimoni<\/i> <i>di tutte le cose da lui compiute<\/i> nel paese dei Giudei e in Gerusalemme\u201d (<i>At <\/i>10:37-39). Giovanni <i>vide <\/i>personalmente la lancia che fu conficcata del petto di Yesh\u00f9a: \u201cUno dei soldati gli for\u00f2 il costato con una lancia, e subito ne usc\u00ec sangue e acqua. Colui che lo ha <i>visto<\/i>, ne ha reso <i>testimonianza<\/i>, e la sua <i>testimonianza \u00e8 vera<\/i>\u201d (<i>Gv <\/i>19:34,35). Questa era una caratteristica dei Dodici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Ma in modo particolare gli apostoli (che erano ben pi\u00f9 di dodici) dovevano testimoniare la resurrezione di Yesh\u00f9a. Giovanni narra di avere avuto contatto con il risorto, per cui pu\u00f2 testimoniare: \u201cQuel che abbiamo udito, quel che abbiamo visto con i nostri occhi, quel che abbiamo contemplato e che le nostre mani hanno toccato [\u2026] ne rendiamo <i>testimonianza<\/i>\u201d (<i>1Gv <\/i>1:1,2). Anche per Paolo testimoniare significa rendere testimonianza al risorto che ha visto: \u201cApparve anche a me [\u2026]. Sia dunque io o siano loro, cos\u00ec noi predichiamo, e cos\u00ec voi avete creduto. [\u2026] <i>si predica che Cristo \u00e8 stato risuscitato dai morti<\/i>\u201d (<i>1Cor <\/i>15:8-12, <i>passim<\/i>). \u201cEgli apparve a quelli che erano saliti con lui dalla Galilea a Gerusalemme, i quali ora sono suoi <i>testimoni <\/i>davanti al popolo\u201d. &#8211; <i>At <\/i>13:31.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Un\u2019altra prova dell\u2019autenticit\u00e0 degli scritti evangelici sta nel <i>metodo di insegnamento<\/i>. Il discepolo ideale \u00e8 colui che non perde neppure una parola del maestro e ricorda alla lettera ogni parola. Proprio cos\u00ec fecero gli apostoli o inviati. Ci\u00f2 appare dalla ripetizione di formule fisse, dal modo paradossale di esprimersi, dai termini mnemonici atti ad essere ricordati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Anche Paolo ripete qualcosa di gi\u00e0 tradizionale nella comunit\u00e0. Egli rimase quindici giorni con Pietro (<i>Gal <\/i>1:18) ed ebbe una riunione con gli apostoli pi\u00f9 in vista per accertarsi di non lavorare inutilmente (<i>Gal <\/i>2:2). Paolo si considera tra gli amministratori saggi e fedeli al maestro. Bench\u00e9 Paolo dica di meritare credito perch\u00e9 dotato lui pure dello spirito di Dio, ci tiene a distinguere la parola del Signore dalla sua opinione personale. &#8211; Cfr. <i>1Cor <\/i>7:8-11,39,40.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Siamo quindi ben lontani da una comunit\u00e0 creatrice che inventa a piacimento. Essa deve <i>conservare<\/i>, non inventare.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Gli apostoli comandano ai credenti di <i>rimanere fedeli alle tradizioni<\/i>: \u201cCos\u00ec dunque, fratelli, state saldi e ritenete gli insegnamenti che vi abbiamo trasmessi\u201d (<i>2Ts <\/i>2:15). Solo ritenendo gli insegnamenti tramandati si \u00e8 certi della salvezza: \u201cVi ricordo, fratelli, il vangelo che vi ho annunziato, che voi avete anche ricevuto, nel quale state anche saldi, mediante il quale siete salvati, purch\u00e9 lo <i>riteniate<\/i> quale ve l&#8217;ho annunziato\u201d (<i>1Cor <\/i>15:1,2). Dalla tradizione apostolica non ci si deve scostare neppure se un angelo dal cielo e lo stesso Paolo dicessero qualcosa di diverso: \u201cMa anche se noi o un angelo dal cielo vi annunziasse un vangelo diverso da quello che vi abbiamo annunziato, sia anatema. Come abbiamo gi\u00e0 detto, lo ripeto di nuovo anche adesso: se qualcuno vi annunzia un vangelo diverso da quello che avete ricevuto, sia anatema\u201d (<i>Gal <\/i>1:8,9). An\u00e0tema \u00e8 una \u201ccosa maledetta\u201d. Timoteo deve affidare l\u2019insegnamento a persone fidate che lo mantengano invariato: \u201cLe cose che hai udite da me in presenza di molti <i>testimoni<\/i>, affidale a uomini fedeli, che siano capaci di insegnarle anche ad altri\u201d (<i>2Tm <\/i>2:2); tale insegnamento \u00e8 come un deposito che deve rimanere tale: \u201cCustodisci il deposito\u201d (<i>1Tm <\/i>6:20). \u00c8 per questo che Giuda dice di \u201ccombattere strenuamente per la fede, che \u00e8 stata trasmessa ai santi <i>una volta per sempre<\/i>\u201d. &#8211; <i>Gda<\/i> 3.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Si vede dunque che la predicazione primitiva aveva un carattere <i>tradizionale<\/i>: si formava in una comunit\u00e0 che riceveva, conservava e trasmetteva fedelmente il messaggio apostolico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Gli apostoli seguirono attentamente il lavoro missionario per accertarsi che esso non deviasse dalla giusta direttiva. Da Gerusalemme Pietro e Giovanni sono inviati a Samaria, tra gente mezza eretica, per vedere come procedessero le cose ed eventualmente approvarle con l\u2019imposizione delle mani: \u201cAllora gli apostoli, che erano a Gerusalemme, saputo che la Samaria aveva accolto la Parola di Dio, mandarono da loro Pietro e Giovanni. Essi andarono e pregarono per loro affinch\u00e9 ricevessero lo Spirito Santo\u201d (<i>At <\/i>8:14,15). Paolo invia le sue lettere alle comunit\u00e0 e ammonisce. In tale situazione, data la continua sorveglianza di testimoni oculari, come potevano sorgere dei miti fantastici circa la vita e l\u2019insegnamento di Yesh\u00f9a? \u00c8 escluso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Gli esempi dei primi discepoli dimostrano che essi \u201cerano <i>perseveranti<\/i> nell&#8217;ascoltare l&#8217;insegnamento degli apostoli\u201d (<i>At <\/i>2:42) ed erano \u201ctutti di comune accordo\u201d (<i>At <\/i>5:12). Le lettere apostoliche si facevano circolare di comunit\u00e0 in comunit\u00e0: cos\u00ec, ad esempio, per la lettera ai laodicesi e quella ai colossesi. &#8211; <i>Col <\/i>4:16.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Tutto ci\u00f2 dimostra la <b>storicit\u00e0<\/b> dei Vangeli scritti. Tuttavia, lo studio di questi testi non va posto tanto sullo Yesh\u00f9a storico quanto sullo Yesh\u00f9a <i>predicato<\/i> ovvero sul valore di Yesh\u00f9a per noi. Non si pu\u00f2 convertire un incredulo con una dimostrazione storica di Yesh\u00f9a. In tal caso, Yesh\u00f9a si nasconderebbe ancora e si allontanerebbe come fece con i nazareni: \u201cEgli, passando in mezzo a loro, se ne and\u00f2\u201d (<i>Lc <\/i>4:30). Un\u2019apologetica del tipo <i>la Bibbia<\/i><i> ha detto il vero<\/i> non porta lontano. Occorre predicare Yesh\u00f9a correndo il rischio che corsero gli apostoli. Se la persona storica di Yesh\u00f9a con tutte le sue opere non convince gli increduli, come potremmo convincerli <i>noi<\/i> con una dimostrazione teorica? Quello che conta \u00e8 predicare Yesh\u00f9a come fecero i primi credenti. Non abbiamo compreso molto sull\u2019opera salvifica di Dio se, andando all\u2019estremo, pensiamo di dover raggiungere ogni singola persona per convertirla. Compito del credente \u00e8 testimoniare Yesh\u00f9a. Testimoniare. Solo testimoniare. E testimoniare non \u00e8 convertire. Siamo degli illusi e dei presuntuosi se pensiamo che la salvezza delle persone dipenda dalla nostra testimonianza. La predicazione \u00e8 solo il mezzo che Dio usa per recare il messaggio di salvezza. Ma \u00e8 <b><i>Dio<\/i> che chiama le persone<\/b>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cDov&#8217;\u00e8 il sapiente? Dov&#8217;\u00e8 lo scriba? Dov&#8217;\u00e8 il contestatore di questo secolo? Non ha forse Dio reso pazza la sapienza di questo mondo? Poich\u00e9 il mondo non ha conosciuto Dio mediante la propria sapienza, \u00e8 piaciuto a Dio, nella sua sapienza, di salvare i credenti con la pazzia della predicazione. I Giudei infatti chiedono miracoli e i Greci cercano sapienza, ma noi predichiamo Cristo crocifisso, che per i Giudei \u00e8 scandalo, e per gli stranieri pazzia; ma per quelli <b><i>che sono chiamati<\/i><\/b>, tanto Giudei quanto Greci, predichiamo Cristo, potenza di Dio e sapienza di Dio; poich\u00e9 la pazzia di Dio \u00e8 pi\u00f9 saggia degli uomini e la debolezza di Dio \u00e8 pi\u00f9 forte degli uomini\u201d. &#8211; <i>1Cor <\/i>1:20-25.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Oggi, in opposizione al nichilismo del celebre teologo Bultmann, alcuni studiosi (tra cui quelli della scuola scandinava) analizzano la predicazione apostolica presentandola come prova contro la presunta creativit\u00e0 attribuita agli scritti evangelici. 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