{"id":2066,"date":"2013-06-20T04:56:05","date_gmt":"2013-06-20T02:56:05","guid":{"rendered":"http:\/\/www.biblistica.it\/?page_id=2066"},"modified":"2013-06-20T04:56:11","modified_gmt":"2013-06-20T02:56:11","slug":"il-battezzatore-nel-vangelo-di-luca","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.biblistica.it\/?page_id=2066","title":{"rendered":"Il battezzatore nel Vangelo di Luca"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Anzitutto, Luca premette all\u2019attivit\u00e0 del battezzatore una lunga serie di dati cronologici (che a noi oggi dicono poco) che avevano un certo valore al tempo (<i>Lc <\/i>3:1,2). Con queste indicazioni l\u2019autore, secondo lo stile degli storici greci, intende situare l\u2019opera del precursore in un complesso storico-geografico: Yesh\u00f9a non \u00e8 una persona al di l\u00e0 della storia, ma si muove all\u2019interno d\u2019essa ed \u00e8 ben controllabile. I dati lucani vogliono sottolineare l\u2019importanza dell\u2019evento che si sta per svolgere e che riguarda l\u2019inizio dell\u2019attivit\u00e0 di Yesh\u00f9a tra il popolo, pi\u00f9 che l\u2019attivit\u00e0 del battezzatore. <b><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 L\u2019anno primo di Tiberio, secondo le monete da lui fatte coniare, ebbe inizio nell\u2019agosto del 766 <i>ab urbe condita <\/i>(\u201cdalla fondazione della citt\u00e0\u201d, Roma). Quindi l\u2019inizio dell\u2019\u201canno quindicesimo dell&#8217;impero di Tiberio Cesare\u201d (3:1) corrispondeva per gli ebrei al 19 agosto del 781 (ma per i romani era il 19 agosto 782).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0 \u00a0\u201cPonzio Pilato era governatore della Giudea\u201d (3:1), ed egli lo fu dal 26 al 36 E. V., con capitale a Cesarea sul mare; sotto il suo controllo erano anche la Samaria e l\u2019Idumea.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u201cErode [era] tetrarca della Galilea\u201d (3:1): si tratta di <i>Erode Antipa<\/i>, figlio di Erode il Grande; il titolo \u201ctetrarca\u201d non indicava allora il capo della quarta parte del territorio (\u201c<i>tetra\u201d <\/i>in greco significa \u201cquattro\u201d), ma un\u2019autorit\u00e0 minore dell\u2019<i>etrarca<\/i> (cfr. Plutarco, <i>Ant<\/i>. 36; Tacito, <i>Annales <\/i>15,25). Egli govern\u00f2 la Galilea e la Perea dal 750 di Roma (anno della morte di Erode), vale a dire dal 4 a. E. V. 34 E. V..<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u201cFilippo, suo fratello [di Erode Antipa], [era] tetrarca dell&#8217;Iturea e della Traconitide\u201d (3:1). Filippo era fratellastro di Antipa: era figlio di Erode il Grande e di sua moglie Cleopatra. L\u2019Iturea e la Traconitide erano a oriente della Galilea, al di l\u00e0 del lago, regioni di scarsa importanza. Lui pure govern\u00f2 dal 4 a. E. V. al 34 E. V..<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u201cLisania [era] tetrarca dell&#8217;Abilene\u201d (3:1), regione dell\u2019Antilibano, con capitale ad Abila, che comprendeva anche il monte Hermon. L\u2019esistenza storica di Lisania, posta a lungo in dubbio, fu confermata da due iscrizioni che parlano del \u201ctetrarca Lisania al tempo di Tiberio. &#8211; Cfr. Savignac, <i>Texte complet d l\u2019inscription d\u2019Abila \u00e0 Lysanias<\/i>, in <i>Rivista Biblica <\/i>1912, 530-540.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Luca ricorda anche i due pontificati dei \u201csommi sacerdoti Anna e Caiafa\u201d (3:2). Anna fu sommo sacerdote dal 6 al 15 E. V., quando fu deposto dal procuratore romano Valerio Grato. Fu quindi sostituito dal genere Caifa (Caiafa) dal 18 al 36 E. V., anno in cui egli pure venne deposto da Vitellio. Luca ricorda tanto Caifa (sommo sacerdote di quel tempo) quanto Anna perch\u00e9, pur non possedendo pi\u00f9 l\u2019alto grado gerarchico, quest\u2019ultimo godeva pur sempre di un prestigio eccezionale in Israele (tanto che era il dirigente della politica giudaica). Siccome Anna era stato sommo sacerdote, conserv\u00f2 il titolo anche dopo la sua deposizione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Scrivendo ai credenti del paganesimo, Luca omette di specificare il cibo e il vestito del battezzatore: questi aspetti lo presentavano come un antico profeta (Elia), ma ai gentili (pagani) la cosa non diceva nulla. Luca segue <i>Mr <\/i>per la parte storica e la fonte dei <i>l\u00f2ghia <\/i>(discorsi) per la parte discorsiva rivolta alle \u201cfolle\u201d (<i>Lc <\/i>3:7), riporta le parole del battezzatore senza nominare i farisei e i sadducei (<i>Mt <\/i>3:13). Luca aggiunge il dubbio delle folle: \u201cTutti si domandavano in cuor loro se Giovanni fosse il Cristo\u201d (<i>Lc <\/i>3:15). Luca presenta anche una citazione di <i>Isaia <\/i>pi\u00f9 completa, che invece <i>Mr <\/i>e <i>Mt <\/i>abbreviano; forse il suo scopo fu quello di poter presentare (ai pagani) anche la finale <i>universalistica<\/i>: \u201c<i>Ogni creatura<\/i> vedr\u00e0 la salvezza di Dio\u201d<i>. <\/i>&#8211; <i>Lc <\/i>3:6; cfr. <i>Is <\/i>40:5: \u201c<i>Tutti<\/i>, allo stesso tempo, la vedranno\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 In <i>Lc <\/i>il discorso del battezzatore ha due parti. La prima (parallela a <i>Mt<\/i>) \u00e8 pi\u00f9 generica (<i>Lc <\/i>3:7-9) e il precursore parla come un antico profeta insistendo sulla conversione; nella seconda parte (vv. 10-14), propria di <i>Lc<\/i>, il battezzatore si rivolge a tre categorie di persone: 1) le folle, 2) gli esattori, 3) i soldati.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Ai meno poveri Giovanni risponde con le stesse parole di <i>Isaia <\/i>58:7:<\/p>\n<div align=\"center\">\n<table border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"218\">\n<p align=\"center\"><b><i>Lc <\/i><\/b><b>3:11<\/b><\/p>\n<\/td>\n<td width=\"218\">\n<p align=\"center\"><b><i>Is <\/i><\/b><b>58:7<\/b><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"218\">\n<p align=\"center\">\u201cChi ha due tuniche, ne faccia parte a chi non ne ha; e chi ha da mangiare, faccia altrettanto\u201d<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"218\">\n<p align=\"center\">\u201cChe tu divida il tuo pane con chi ha fame, che tu conduca a casa tua gli infelici privi di riparo,<\/p>\n<p align=\"center\">che quando vedi uno nudo tu lo copra\u201d<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Il battezzatore segue l\u2019ordine inverso di Isaia e parla prima di vestire chi \u00e8 nudo e poi di dar da mangiare a chi \u00e8 affamato. Isaia va invece dal pi\u00f9 facile al pi\u00f9 difficile: dar da mangiare e vestire. Giovanni inizia dal pi\u00f9 difficile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 C\u2019\u00e8 una sottigliezza nel verbo greco reso \u201cne faccia parte\u201d che i traduttori non colgono. Anche <i>TNM <\/i>traduce: \u201cChi ha due vesti <i>ne dia parte<\/i> a chi non ne ha\u201d. Il greco ha \u03bc\u03b5\u03c4\u03b1\u03b4\u03cc\u03c4\u03c9 (<i>metad\u00f2to<\/i>), che \u00e8 un aoristo 2\u00b0 imperativo; si tratta dell\u2019<i>inizio <\/i>di un\u2019azione; meglio tradurre: \u201cChi ha due tuniche <i>cominci a darne <\/i>a chi non ne ha\u201d; si tratta di un inizio voluto e ponderato. Nella seconda espressione, invece, il verbo \u00e8 all\u2019imperativo presente: \u03c0\u03bf\u03b9\u03b5\u03af\u03c4\u03c9 (<i>poi\u00e8ito<\/i>); letteralmente: \u201ccontinui a fare\u201d; la frase intera \u00e8, letteralmente: \u201cChi ha da mangiare continui a fare lo stesso\u201d, ovvero a <i>dividerlo <\/i>(riferimento alle due tuniche) con chi non ne ha. Giovanni inizia con il suggerimento pi\u00f9 facile: nel Medio Oriente non c\u2019\u00e8 pericolo che uno inizi a mangiare senza invitare i presenti a partecipare, condividendo il proprio cibo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Arrivano poi altre due classi di persone. Gli <i>esattori <\/i>di tasse erano guardati con avversione e ritenuti dei peccatori perch\u00e9 erano facilmente mossi dalla bramosia ed eccedevano nel richiedere i contributi. Ne derivava la resistenza dei tassati e l\u2019ingordigia dei riscuotitori. Alcuni cittadini (come quelli di Palmira) erano cos\u00ec esasperati dai soprusi degli esattori che avevano scritto su una colonna di marmo l\u2019importo delle tasse, in modo che nessuno esigesse pi\u00f9 del dovuto. Molti ebrei ritenevano gli esattori indegni di poter entrare nel \u201cregno di Dio\u201d se continuavano nel loro mestiere. \u00c8 da questo fatto che derivava il timore degli esattori nel presentarsi al battezzatore. \u00c8 detto che \u201cla folla lo interrogava\u201d (3:10) e \u201clo interrogarono pure dei soldati\u201d (3:14), ma quando \u201cvennero anche dei pubblicani <i>per essere battezzati<\/i>\u201d \u201cgli dissero: \u2018Maestro, che dobbiamo fare?\u2019\u201d (3:12). Il battezzatore risponde loro: \u201cNon riscotete nulla di pi\u00f9 di quello che vi \u00e8 ordinato\u201d (3:13); cos\u00ec anche in <i>TNM<\/i>: \u201cNon esigete nulla di pi\u00f9 della tassa prescritta\u201d. Anche qui il traduttore non coglie la finezza del verbo greco: \u03bc\u03b7\u03b4\u1f72\u03bd [\u2026] \u03c0\u03c1\u03ac\u03c3\u03c3\u03b5\u03c4\u03b5 (<i>med\u00e8n [\u2026] pr\u00e0ssete<\/i>), negazione con imperativo presente, \u201cnon <i>continuate <\/i>ad esigere\u201d. Si tratta di gente del mestiere che deve cambiare non il lavoro, ma il modo d\u2019agire. Essi non dovevano pi\u00f9 fare pressione servendosi delle guardie di finanza che di solito seguivano gli esattori. Il battezzatore mostra vedute larghe, giacch\u00e9 \u2013 senza alcun fanatismo \u2013 non esige l\u2019abbandono della loro professione (cosa che invece avrebbero richiesto i giudei suoi contemporanei). Si spiega cos\u00ec come il battezzatore fosse ben voluto dal popolo che trovava in lui l\u2019antico spirito profetico indulgente verso i peccatori pentiti. Ben diversi i farisei e i sadducei, che criticavano aspramente, essendo esponenti di un rigorismo contrario ai pubblicani (= esattori).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Si fanno poi pi\u00f9 avanti i \u201csoldati\u201c (3:14). Ha del comico l\u2019espressione resa da <i>TNM<\/i>: \u201cQuelli in servizio militare\u201c. Si tratta di \u03c3\u03c4\u03c1\u03b1\u03c4\u03b5\u03c5\u03cc\u03bc\u03b5\u03bd\u03bf\u03b9 (<i>strateu\u00f2menoi<\/i>), \u201cguardie\u201d. Non potevano essere guardie romane: si tratta di un plurale; <i>qualche <\/i>guardia romana poteva avere interesse per la spiritualit\u00e0 ebraica, ma era ben difficile che un gruppo o diverse guardie romane fosse l\u00ec per quel tipo d\u2019interesse e per di pi\u00f9 domandasse: \u201cE noi, che dobbiamo fare?\u201d. Sarebbe poi curioso (per non dire ridicolo) che degli ebrei fossero \u201cin servizio militare\u201c (presso chi? I romani?!). Di che <i>guardie<\/i> si trattava, allora? Si trattava di giudei assoldati come guardie per accompagnare gli esattori nella riscossione delle tasse. Infatti, queste guardie parlano subito dopo i pubblicani (esattori) e dicono: \u201cE noi, che dobbiamo fare?\u201d (3:14). Si noti: \u201c<b><i>E noi<\/i><\/b>?\u201d (\u03ba\u03b1\u1f76 \u1f21\u03bc\u03b5\u1fd6\u03c2;, <i>k\u00e0i em\u00e8is?<\/i>). Giovanni risponde: \u201cNon fate estorsioni, non opprimete nessuno con false denunzie, e contentatevi della vostra paga\u201d (3:14). Sulla stessa riga <i>TNM<\/i>: \u201cNon angariate n\u00e9 accusate falsamente nessuno, ma siate soddisfatti delle vostre provvisioni\u201d. E di nuovo vengono perse nella traduzione le sfumature dei verbi greci: \u03bc\u03b7\u03b4\u03ad\u03bd\u03b1 \u03b4\u03b9\u03b1\u03c3\u03b5\u03af\u03c3\u03b7\u03c4\u03b5 (<i>med\u00e8na dias\u00e8isete<\/i>), imperativo aoristo, \u201cnon cominciate ad estorcere\u201d; \u1f00\u03c1\u03ba\u03b5\u1fd6\u03c3\u03b8\u03b5 (<i>ark\u00e8isthe<\/i>), imperativo presente, \u201ccontinuate ad accontentarvi\u201d. L\u2019uso del verbo (\u201cnon <i>cominciate<\/i>\u201d) fa presupporre che si trattasse di guardie giovani. Il battezzatore non impone neppure a loro di cambiare professione, ma solo di non lasciarsi trascinare anch\u2019essi dall\u2019andazzo comune e di <i>continuare <\/i>ad accontentarsi della loro paga. Giovanni non dice solo che non devono cominciare a estorcere, ma dice anche: \u03bc\u03b7\u03b4\u1f72 \u03c3\u03c5\u03ba\u03bf\u03c6\u03b1\u03bd\u03c4\u03ae\u03c3\u03b7\u03c4\u03b5 (<i>med\u00e8 s\u00fckofant\u00e8sete<\/i>), sempre imperativo aoristo, \u201cnon cominciate a opprimere\u201d. Il verbo pu\u00f2 <i>anche<\/i> significare \u201caccusare falsamente\u201d (scelta optata da <i>TNM<\/i>), ma cosa c\u2019entra qui l\u2019\u201daccusare falsamente\u201d? Giovanni dice loro: \u201cNon cominciate a estorcere e a opprimere\u201d. I soldati o guardie potevano costringere la gente a lavorare per loro. In <i>Mr <\/i>15:21 i soldati \u201ccostrinsero [un passante] a portare\u201d il palo di tortura di Yesh\u00f9a (per <i>TNM <\/i>lo \u201ccostrinsero [\u2026] a prestare servizio\u201d!). Le guardie potevano anche requisire cibo, cavalli, merce.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Anche Luca riporta che l\u2019attivit\u00e0 di Yesh\u00f9a, profetizzata dal battezzatore, sarebbe stata quella di battezzare \u201cin Spirito Santo e fuoco\u201d. &#8211; 3:16.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Anzitutto, Luca premette all\u2019attivit\u00e0 del battezzatore una lunga serie di dati cronologici (che a noi oggi dicono poco) che avevano un certo valore al tempo (Lc 3:1,2). Con queste indicazioni l\u2019autore, secondo lo stile degli storici greci, intende situare l\u2019opera del precursore in un complesso storico-geografico: Yesh\u00f9a non \u00e8 una persona al di l\u00e0 della [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":473,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-2066","page","type-page","status-publish","hentry","entry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2066","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2066"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2066\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2068,"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2066\/revisions\/2068"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/473"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2066"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}