{"id":2082,"date":"2013-06-21T05:57:45","date_gmt":"2013-06-21T03:57:45","guid":{"rendered":"http:\/\/www.biblistica.it\/?page_id=2082"},"modified":"2013-06-21T05:57:50","modified_gmt":"2013-06-21T03:57:50","slug":"il-battesimo-di-yeshua-in-matteo","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.biblistica.it\/?page_id=2082","title":{"rendered":"Il battesimo di Yesh\u00f9a in Matteo"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\"><b><i>Mt <\/i><\/b><b>3:13-17<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Quella mattaica \u00e8 la narrazione del battesimo di Yesh\u00f9a pi\u00f9 estesa perch\u00e9 presenta il dialogo in cui Giovanni non vorrebbe immergere Yesh\u00f9a riconoscendone la superiorit\u00e0. <i>Mt <\/i>si accosta poi a <i>Mr <\/i>nel dire che \u201csubito\u201d (greco \u03b5\u1f50\u03b8\u1f7a\u03c2, <i>euth\u03b0s<\/i>), dopo la sua uscita dall\u2019acqua, \u201ci cieli si aprirono ed egli vide lo Spirito di Dio scendere\u201d (3:16); \u201c<i>Appena<\/i> fu battezzato\u201d (<i>NR<\/i>); <i>TNM <\/i>\u00e8 caratterizzata dalla consueta mancanza di eleganza, che qui crea \u2013 certo involontariamente &#8211; una situazione quasi umoristica: \u201cDopo essere stato battezzato, Ges\u00f9 sal\u00ec immediatamente fuori dell\u2019acqua\u201d, quasi stesse annegando.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u201cI cieli si aprirono\u201d (3:16): Luca lo afferma senza dire che ci\u00f2 avvenne in visione come fa Marco che ha \u201c<i>vide<\/i> aprirsi i cieli\u201d (<i>Mr <\/i>1:10). <i>Lc <\/i>ha di proprio la presentazione in <i>terza persona <\/i>delle parole di Dio: \u201cQuesto <i>\u00e8<\/i> il mio diletto Figlio\u201d (3:17). Gli altri due sinottici hanno la <i>seconda persona<\/i>: \u201cTu <i>sei <\/i>il mio diletto Figlio\u201d (<i>Mr <\/i>1:11); \u201cTu <i>sei<\/i> il mio diletto Figlio\u201d. &#8211; <i>Lc <\/i>3:22.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 La discussione tra il battezzatore e Yesh\u00f9a sottolinea la superiorit\u00e0 di Yesh\u00f9a. Alcuni esegeti hanno visto questa cosa come un procedimento redazionale proprio di Matteo, dato che, secondo Giovanni, il battezzatore dice di Yesh\u00f9a: \u201cIo non lo conoscevo, ma colui che mi ha mandato a battezzare in acqua, mi ha detto: \u2018Colui sul quale vedrai lo Spirito scendere e fermarsi, \u00e8 quello che battezza con lo Spirito Santo\u2019\u201d (<i>Gv <\/i>1:33). Tali esegeti hanno argomentato: se non lo conosceva (come messia), come poteva opporsi al suo battesimo? Hanno quindi concluso che la discussione sia solo un procedimento letterario per evitare questa obiezione: Se Giovanni ha battezzato Yesh\u00f9a, \u00e8 segno che gli era superiore. La prima comunit\u00e0 \u2013 argomentano sempre questi esegeti &#8211; doveva sentire la difficolt\u00e0 che Yesh\u00f9a privo di peccati si facesse battezzare da Giovanni, e questo fatto era utilizzato dai discepoli del battezzatore per esaltare Giovanni al di sopra di Yesh\u00f9a. Cos\u00ec, secondo questi esegeti, Matteo mette in bocca a Giovanni la risposta che si doveva dare a quell\u2019obiezione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Possiamo accettare questa spiegazione? S\u00ec. Questa spiegazione risolve la grave difficolt\u00e0 dell\u2019incongruenza che si verrebbe a creare tra <i>Mt <\/i>e <i>Gv <\/i>se ritenessimo la discussione tra il battezzatore e Yesh\u00f9a realmente accaduta. Significa questo che saremmo disposti ad accettare un artificio letterario per salvare l\u2019armonia della Bibbia? Le cose non stanno esattamente cos\u00ec. Questo \u00e8 un caso classico in cui la mentalit\u00e0 occidentale ha <i>enorme difficolt\u00e0 <\/i>a capire la Scrittura. All\u2019argomentazione che se Giovanni ha battezzato Yesh\u00f9a significa che Giovanni \u00e8 superiore, uno scrittore <i>occidentale<\/i> avrebbe opposto <i>un ragionamento <\/i>per confutare la tesi e dimostrare che ci\u00f2 non \u00e8 vero. Ma Matteo era <i>ebreo<\/i>, era un <i>orientale<\/i>. Gli orientali sono <i>concreti<\/i>. Al ragionamento <i>astratto <\/i>degli <i>occidentali<\/i> essi sostituiscono un dialogo <i>concreto<\/i> che dimostri meglio le cose. Matteo era <i>ispirato<\/i>, non lo si dimentichi. Egli, da <i>ebreo<\/i>, utilizza le <i>sue <\/i>categorie per dire ci\u00f2 che un occidentale avrebbe detto in modo molto diverso. Non ci si deve scandalizzare. Chi si scandalizza non sa leggere la Bibbia come va letta. La legge alla sua maniera: <i>occidentale<\/i>,<i> <\/i>appunto. Per capire bene questo concetto (cos\u00ec sempre difficile per un occidentale) si pensi al discorso fatto da Yesh\u00f9a circa il ricco e Lazzaro:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cC&#8217;era un uomo ricco, che si vestiva di porpora e di bisso, e ogni giorno si divertiva splendidamente; e c&#8217;era un mendicante, chiamato Lazzaro, che stava alla porta di lui, pieno di ulceri, e bramoso di sfamarsi con quello che cadeva dalla tavola del ricco; e perfino i cani venivano a leccargli le ulceri. Avvenne che il povero mor\u00ec e fu portato dagli angeli nel seno di Abraamo; mor\u00ec anche il ricco, e fu sepolto. E nell&#8217;Ades, essendo nei tormenti, alz\u00f2 gli occhi e vide da lontano Abraamo, e Lazzaro nel suo seno; ed esclam\u00f2: \u2018Padre Abraamo, abbi piet\u00e0 di me, e manda Lazzaro a intingere la punta del dito nell&#8217;acqua per rinfrescarmi la lingua, perch\u00e9 sono tormentato in questa fiamma\u2019. Ma Abraamo disse: \u2018Figlio, ric\u00f2rdati che tu nella tua vita hai ricevuto i tuoi beni e che Lazzaro similmente ricevette i mali; ma ora qui egli \u00e8 consolato, e tu sei tormentato. Oltre a tutto questo, fra noi e voi \u00e8 posta una grande voragine, perch\u00e9 quelli che vorrebbero passare di qui a voi non possano, n\u00e9 di l\u00e0 si passi da noi\u2019. Ed egli disse: \u2018Ti prego, dunque, o padre, che tu lo mandi a casa di mio padre, perch\u00e9 ho cinque fratelli, affinch\u00e9 attesti loro queste cose, e non vengano anche loro in questo luogo di tormento\u2019. Abraamo disse: Hanno Mos\u00e8 e i profeti; ascoltino quelli\u2019. Ed egli: \u2018No, padre Abraamo; ma se qualcuno dai morti va a loro, si ravvedranno\u2019. Abraamo rispose: \u2018Se non ascoltano Mos\u00e8 e i profeti, non si lasceranno persuadere neppure se uno dei morti risuscita\u2019&#8221;. &#8211; <i>Lc <\/i>16:19-31.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Ora, chi legge la Bibbia letteralmente (precludendosene la comprensione), vede qui la conferma di un insieme di dottrine tutte pagane ed estranee alla Bibbia: l\u2019inferno di fuoco, il purgatorio, l\u2019immortalit\u00e0 dell\u2019anima, la vita dopo la morte. Per costoro \u2013 <i>occidentali <\/i>\u2013 il testo \u00e8 chiaro: non si descrivono forse tutte quelle cose?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Altri \u2013 ma sempre <i>occidentali <\/i>\u2013 rispondono che si tratta di una parabola e che quindi non va presa alla lettera. Al che, i primi rispondono: se pur si tratta di un\u2019illustrazione, \u00e8 stata presa dalla convinzione\u00a0 religiosa ebraica, e \u2013 dato che il Messia non avrebbe mai usato invenzioni pagane per i suoi insegnamenti \u2013 i contenuti devono essere corrispondenti a verit\u00e0 bibliche. E, di fronte a questa risposta, i secondi non sanno pi\u00f9 come argomentare. Chi ha ragione? Nessuno.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Si tratta di insensate argomentazioni tutte <i>occidentali<\/i>. Si entra cos\u00ec in un circolo vizioso lontanissimo dalla realt\u00e0 biblica. Se si vuole capire davvero come stanno le cose, occorre fare il non facile sforzo di liberarsi della propria mentalit\u00e0 religiosa occidentale e domandarsi: L\u2019ebreo che ascoltava Yesh\u00f9a cosa capiva?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Capiva forse che Abraamo viveva in una dimensione paradisiaca? Ma no. Credeva davvero che il povero Lazzaro chiedesse sul serio una goccia d\u2019acqua? Certo che no. Cosa credeva, allora? Non credeva proprio alcunch\u00e9, ma <i>capiva il significato <\/i>delle parole di Yesh\u00f9a. Era il loro modo (<i>orientale<\/i>) di parlare, di capirsi, di farsi capire. La Bibbia \u00e8 piena di questi modi <i>molto concreti <\/i>di esprimersi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Comunque, una domanda rimane: Ma perch\u00e9 Yesh\u00f9a si fece battezzare? Gli esegeti hanno dato varie risposte. Vediamole e mettiamole alla prova con la Scrittura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 F. Strass, J. Weiss e J. M. Murray sono tra quelli che vedono in Yesh\u00f9a un uomo peccatore come gli altri; secondo loro, egli si pent\u00ec e si convert\u00ec confessando pubblicamente i propri peccati. Questa \u00e8 un\u2019ipotesi blasfema che va decisamente respinta: \u201cEgli \u00e8 stato tentato come noi in ogni cosa, <b><i>senza commettere peccato<\/i><\/b>\u201d (<i>Eb <\/i>4:15); \u201cColui che <b><i>non conobbe peccato<\/i><\/b>\u201d (<i>2Cor <\/i>5:21, <i>TNM<\/i>); \u201c<b><i>Separato dai peccatori<\/i><\/b>\u201d (<i>Eb <\/i>7:26, <i>TNM<\/i>); \u201cEgli <b><i>non commise peccato<\/i><\/b>\u201d. &#8211; <i>1Pt <\/i>2:22, <i>TNM<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Secondo il Bultmann, il Dibelius e il Gogull, Yesh\u00f9a sarebbe stato un discepolo di Giovanni il battezzatore. Al suo battesimo si sarebbe sottoposto proprio per divenire suo discepolo. In seguito, poi, si sarebbe messo a capo di un movimento indipendente. Senza perderci ad argomentare troppo su questa strana e fantasiosa ipotesi, rispondiamo con le parole di un altro studioso: \u201c<i>Non una sola parola<\/i> dei nostri vangeli suggerisce che vi siano stati antichi rapporti di discepolato tra il Cristo e il Battista\u201d. &#8211; A. Feuillet, <i>La personnalit\u00e9 de J\u00e9sus entrevue \u00e0 partir de sa soumission au rite de repentance au pr\u00e9curseur<\/i>, in <i>Revue Biblique <\/i>77 51970, pag. 36; corsivo aggiunto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Per i testimoni di Geova \u201cin quell\u2019occasione [al battesimo] Ges\u00f9 fece qualcosa di pi\u00f9 di quanto non fosse richiesto da lui sotto la Legge. <i>Si<\/i><i> present\u00f2<\/i> al Padre suo Geova per fare la \u2018volont\u00e0\u2019 del Padre suo [\u2026]. Per Ges\u00f9 la volont\u00e0 del Padre richiedeva inoltre un\u2019attivit\u00e0 in relazione al Regno, e Ges\u00f9 <i>si present\u00f2<\/i> anche per svolgere questo servizio. (Lu 4:43; 17:20, 21) Geova accett\u00f2 questa <i>presentazione<\/i> di suo Figlio e ne diede conferma ungendolo con spirito santo\u201d (<i>Perspicacia nelle Studio delle Scritture<\/i>, volume 1, pagina 298, voce \u201cBattesimo\u201d, sottotitolo \u201cIl battesimo in acqua di Ges\u00f9\u201d; il corsivo \u00e8\u00a0 aggiunto). Per i predicatori di casa in casa si tratta quindi di un <i>battesimo di presentazione<\/i>. Sarebbe l\u2019unico caso nella Bibbia di questo tipo di battesimo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Cosa dice la Scrittura? Perch\u00e9 Yesh\u00f9a si fece immergere? Matteo stesso afferma il motivo per cui Yesh\u00f9a si fece battezzare: \u201cSia cos\u00ec ora, poich\u00e9 conviene che noi adempiamo in questo modo ogni <i>giustizia<\/i>\u201d (3:15). Che valore dare al vocabolo \u201cgiustizia\u201d? Vediamo il testo originale:<\/p>\n<p align=\"center\">\u03c0\u03bb\u03b7\u03c1\u1ff6\u03c3\u03b1\u03b9 \u03c0\u1fb6\u03c3\u03b1\u03bd \u03b4\u03b9\u03ba\u03b1\u03b9\u03bf\u03c3\u03cd\u03bd\u03b7\u03bd<\/p>\n<p align=\"center\"><i>pler\u00f2sai p\u00e0san dikaios\u03b0ne<\/i><\/p>\n<p align=\"center\">compiere ogni giustizia<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Alcuni intendono \u201cgiustizia\u201d in senso di \u201cuso\u201d: Yesh\u00f9a starebbe dicendo che conviene seguire gli usi, pur non essendo lui un peccatore. Dato che il battesimo di Giovanni era un comando divino per tutto il popolo, secondo certi esegeti Yesh\u00f9a si attenne a ci\u00f2 che la gente doveva fare. Con questa interpretazione il peso teologico della parola \u201cgiustizia\u201d (greco \u03b4\u03b9\u03ba\u03b1\u03b9\u03bf\u03c3\u03cd\u03bd\u03b7, <i>dikaios\u03b0ne<\/i>) verrebbe affievolito e reso equivalente a \u201cprecetto\u201d (greco \u03b4\u03b9\u03ba\u03b1\u03af\u03c9\u03bc\u03b1, <i>dik\u00e0ioma<\/i>). Il battesimo sarebbe cos\u00ec ridotto ad un gesto puramente formale, compiuto solo perch\u00e9 era comandato. Il contesto del dialogo, per\u00f2, sembra conferirgli un <i>valore sostanziale<\/i>: \u201cMa questi vi si opponeva dicendo: \u2018Sono io che ho bisogno di essere battezzato da te, e tu vieni da me?\u2019\u201d (3:14). Il battezzatore non prende affatto alla leggera quel battesimo, vi si oppone addirittura: cosa che non lo fa ritenere per nulla un semplice precetto. No, la <i>dikaios\u03b0ne<\/i> (\u201cgiustizia\u201d) non \u00e8 <i>dik\u00e0ioma <\/i>(precetto).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 La \u201cgiustizia\u201d non \u00e8 semplicemente \u201cci\u00f2 che \u00e8 giusto\u201d (<i>TNM <\/i>per <i>Mt <\/i>3:15). La giustizia \u00e8 per la Bibbia ubbidire a Dio, obbedire alla sua Legge, ai suoi comandamenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Yesh\u00f9a si fece battezzare per compiere <b>la volont\u00e0 di Dio<\/b>, che era l\u2019unica \u201cgiustizia\u201d valida per l\u2019ebreo. Secondo l\u2019uso del tempo, chi si battezzava si rivestiva di una responsabilit\u00e0 di fronte al pubblico, s\u2019impegnava ad osservare in modo scrupoloso la Legge, ad essere di esempio agli altri. Il battezzato era conseguentemente considerato una persona nuova, che nell\u2019acqua aveva deposto ogni legame con la vita precedente. I rabbini, parlando del pagano o gentile che si faceva battezzare per divenire giudeo, dicevano che perfino i vincoli familiari potevano venire considerati sciolti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Il battesimo di Giovanni era un atto <i>messianico<\/i> con cui la persona si dichiarava pubblicamente pronta a seguire gli indirizzi che il Messia (il Cristo, il Consacrato) gli avrebbe dato. Se questo valeva per ogni credente, ancor pi\u00f9 valeva per lo stesso Messia, inviato \u2013 appunto \u2013 per compiere <i>la volont\u00e0 di Dio<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Perci\u00f2, con il suo battesimo, Yesh\u00f9a sottolineava il fatto di volere iniziare pubblicamente la missione che Dio gli aveva affidata. Dato che questa missione doveva culminare con la sua morte per ubbidienza, il battesimo di Yesh\u00f9a tendeva gi\u00e0 ad essa. Yesh\u00f9a stesso si riferisce a questo battesimo nella morte: \u201cVi \u00e8 un battesimo del quale devo essere battezzato\u201d (<i>Lc <\/i>12:50). Chi si battezzava e chi si battezza \u00e8 come se lasciasse i propri peccati nell\u2019acqua; Pietro parla del \u201cbattesimo, che non \u00e8 eliminazione di sporcizia dal corpo, ma la richiesta di una buona coscienza verso Dio\u201d (<i>1Pt <\/i>3:21). Yesh\u00f9a non aveva peccati, ma immergendosi nell\u2019acqua (dove erano lasciati simbolicamente i peccati) si immerse nei peccati altrui:<\/p>\n<p align=\"center\"><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p align=\"center\"><b>\u201cColui che non ha conosciuto peccato, egli [Dio] lo ha fatto <i>diventare peccato<\/i> per noi, affinch\u00e9 noi diventassimo <i>giustizia <\/i>di Dio in lui\u201d. &#8211; <\/b><i>2Cor <\/i>5:21.<\/p>\n<p align=\"center\"><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Come un pagano si aggregava con il battesimo al popolo amato da Dio, cos\u00ec Yesh\u00f9a con il suo battesimo si aggreg\u00f2 al popolo peccatore, all\u2019umanit\u00e0 peccatrice. Divenne uno di noi, per salvarci, per portarci a Dio \u201c<b>affinch\u00e9 noi diventassimo <i>giustizia <\/i>di Dio in lui<\/b>\u201d. &#8211; <i>2Cor <\/i>5:21.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0 Le parole di Dio sono espresse in modo da designare l\u2019intronizzazione di Yesh\u00f9a nella sua opera messianica. Esse, infatti, si rifanno al <i>Sl <\/i>2:7 e ad <i>Is <\/i>42:1.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div align=\"center\">\n<table border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"145\">\n<p align=\"center\"><b><i>Mt <\/i><\/b><b>3:17<\/b><\/p>\n<\/td>\n<td width=\"145\">\n<p align=\"center\"><b><i>Sl <\/i><\/b><b>2:7<\/b><\/p>\n<\/td>\n<td width=\"145\">\n<p align=\"center\"><b><i>Is <\/i><\/b><b>42:1<\/b><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"145\">\n<p align=\"center\">\u201cQuesto \u00e8 il mio diletto Figlio, nel quale mi sono compiaciuto\u201d.<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"145\">\n<p align=\"center\">\u201cTu sei mio figlio,<\/p>\n<p align=\"center\">oggi io t&#8217;ho generato\u201d.<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"145\">\n<p align=\"center\">\u201cEcco il mio servo, io lo sosterr\u00f2;<\/p>\n<p align=\"center\">il mio eletto di cui mi compiaccio;<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"145\">\n<p align=\"center\">Lo spirito scende su di lui come una colomba (v. 16)<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"145\"><\/td>\n<td width=\"145\">\n<p align=\"center\">io ho messo il mio spirito su di lui\u201d.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 La continuazione del brano isaiano (42:1-4) mostra ancora di pi\u00f9 la missione di Yesh\u00f9a: \u201cEgli manifester\u00e0 <b><i>la giustizia<\/i><\/b> alle nazioni [\u2026] <i>manifester\u00e0 la giustizia secondo verit\u00e0<\/i>. Egli non verr\u00e0 meno e non si abbatter\u00e0 <i>finch\u00e9 abbia stabilito la giustizia<\/i> sulla terra; e le isole aspetteranno fiduciose la sua legge\u201d. Ci\u00f2 significa che il messia indicher\u00e0 con autorit\u00e0 quello che deve essere fatto e quello che deve essere evitato. Egli deve quindi dare inizio a un\u2019era di nuove relazioni pi\u00f9 sincere tra uomo e Dio, pi\u00f9 conformi alla volont\u00e0 divina. Il tutto sar\u00e0 da lui attuato senza violentare le coscienze: \u201cNon grider\u00e0, non alzer\u00e0 la voce\u201d (v. 2). Tutto questo avverr\u00e0 senza estinguere \u201cil lucignolo fumante\u201d (v. 3) degli israeliti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><b>Alcune osservazioni sul genere letterario del passo mattaico<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Il fatto che Yesh\u00f9a sia battezzato da Giovanni (quasi fosse a lui inferiore) d\u00e0 al racconto il valore di <i>storia<\/i>; se, infatti, fosse stato inventato in seguito dalla chiesa dei discepoli, non lo si sarebbe raccontato cos\u00ec. Molti critici cercano di mettere il racconto nel campo della leggenda, affermando che lo scopo fu quello di retrodatare la messianicit\u00e0 di Yesh\u00f9a con la consacrazione ad opera dello spirito santo. Queste critiche non hanno fondamento. Va riconosciuto, infatti, che il battesimo di Yesh\u00f9a passa in secondo ordine di fronte alla teofania successiva. Il racconto biblico non tende al battesimo (su cui poco insiste), ma alla teofania che serve da \u201cunzione\u201d (consacrazione) per Yesh\u00f9a: \u201cVoi sapete quello che \u00e8 avvenuto in tutta la Giudea, incominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; vale a dire, la storia di Ges\u00f9 di Nazaret; <i>come Dio <b>lo ha unto<\/b> di Spirito Santo e di potenza<\/i>\u201d (<i>At <\/i>10:37,38). Yesh\u00f9a applica a se stesso nella sinagoga di Nazaret la profezia isaiana: \u201cLo spirito del Signore, di Dio, \u00e8 su di me, perch\u00e9 il Signore <b><i>mi ha unto<\/i><\/b> per recare una buona notizia agli umili\u201d (<i>Is <\/i>61:1). \u201cGli fu dato il libro del profeta Isaia. Aperto il libro, trov\u00f2 quel passo dov&#8217;era scritto: <i>\u2018Lo Spirito del Signore \u00e8 sopra di me;<\/i> <i>perci\u00f2 mi ha unto per evangelizzare i poveri;<\/i> <i>mi ha mandato ad annunziare la liberazione ai prigionieri, e ai ciechi il ricupero della vista; a rimettere in libert\u00e0 gli oppressi,<\/i> <i>e a proclamare l&#8217;anno accettevole del Signore<\/i>\u2019. Poi, chiuso il libro e resolo all&#8217;inserviente, si mise a sedere; e gli occhi di tutti nella sinagoga erano fissi su di lui. Egli prese a dir loro: \u2018Oggi, si \u00e8 adempiuta questa Scrittura, che voi udite\u2019\u201d (<i>Lc <\/i>4:17-21). Il vangelo di <i>Gv <\/i>insiste sul fatto che lo spirito santo scese e ripos\u00f2 su di lui dopo il battesimo: \u201cHo visto <i>lo Spirito<\/i> scendere dal cielo come una colomba e <i>fermarsi su di lui<\/i>. Io non lo conoscevo, ma colui che mi ha mandato a battezzare in acqua, mi ha detto: &#8220;Colui sul quale vedrai lo Spirito scendere e fermarsi, \u00e8 quello\u201d. &#8211; 1:32,33.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Un altro elemento che va notato \u00e8 che la teofania inaugurale al battesimo di Yesh\u00f9a \u00e8 un fatto che precedeva e inaugurava l\u2019attivit\u00e0 dei profeti; precedendo la loro missione li <i>abilitava <\/i>al ministero profetico. Si ricordi Ezechiele presso il canale di Kebar: \u201cMentre mi trovavo presso il fiume Chebar, fra i deportati, i cieli si aprirono, e io ebbi delle visioni divine\u201d, \u201cMi disse: \u2018Figlio d&#8217;uomo, \u00e0lzati in piedi, io ti parler\u00f2\u2019. Mentre egli mi parlava, lo Spirito entr\u00f2 in me e mi fece alzare in piedi; io udii colui che mi parlava. Egli mi disse: \u2018Figlio d&#8217;uomo, io ti mando ai figli d&#8217;Israele\u2019\u201d (<i>Ez <\/i>1:1;2:1-3). Si ricordi Isaia (<i>Is<\/i> 6). Si ricordi Geremia (<i>Ger<\/i> 1). L\u2019intervento divino iniziava con l\u2019apertura dei cieli e la voce divina, provocando la conoscenza della propria vocazione congiunta a un senso di sgomento: \u201cFece un sogno: una scala poggiava sulla terra, mentre la sua cima toccava il cielo; e gli angeli di Dio salivano e scendevano per la scala. Il Signore stava al di sopra di essa e gli disse: \u2018Io sono il Signore\u2019 [\u2026] Ebbe paura e disse: \u2018Com&#8217;\u00e8 tremendo questo luogo! Questa non \u00e8 altro che la casa di Dio, e questa \u00e8 la porta del cielo!\u2019\u201d (<i>Gn <\/i>28:12,13,17); \u201cOh, squarciassi tu i cieli, e scendessi! Davanti a te sarebbero scossi i monti\u201d. &#8211; <i>Is <\/i>64:1.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 A differenza dei precedenti casi che riguardavano gli altri profeti ebrei, la teofania non produce in Yesh\u00f9a nessuno sgomento, nessun terrore, nessuna sorpresa. La missione poi \u00e8 diversa da quella dei profeti antichi; egli \u00e8 il \u201cservo di Yhvh\u201d e <i>gi\u00e0 conosce <\/i>la missione profetizzata e si prepara a svolgerla. Di solito, Dio diceva al profeta antico: \u2018Va\u2019!. Cos\u00ec dirai \u2026\u2019. Nel caso di Yesh\u00f9a, nulla di tutto ci\u00f2. In fatto che lo schema letterario sia diverso dalle chiamate profetiche, \u00e8 un elemento che \u2013 ancora una volta \u2013 denota la <i>storicit\u00e0<\/i> dell\u2019evento. Nel caso di Yesh\u00f9a, pi\u00f9 che un invito profetico \u00e8 <i>una proclamazione solenne <\/i>delle particolari relazioni intime tra Dio e Yesh\u00f9a, tra il Padre e il \u201cfiglio\u201d che \u00e8 presentato come \u201cl\u2019amato\u201d. Anche se certe espressioni sono simili alle visioni profetiche inaugurali, qui abbiamo qualcosa di pi\u00f9. Alla predicazione del battezzatore Yesh\u00f9a capisce meglio che il tempo della sua missione \u00e8 ormai giunto, e con il suo battesimo si obbliga pubblicamente a svolgere la missione che lui accetta volontariamente, anche se sa che sar\u00e0 per lui molto dolorosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Specialmente in ambito cattolico si trova difficolt\u00e0 ad accogliere <b>una progressione di coscienza da parte di Yesh\u00f9a<\/b> circa la sua opera messianica. Specialmente i cattolici sono fautori di una cognizione completa da parte sua sin dalla nascita. Gi\u00e0 Agostino sosteneva questa idea: \u201cEgli fu unto con tale mistica ed invisibile unzione quando \u2018il Verbo di Dio si fece carne\u2019 (Gv 1:14), quando, cio\u00e8, la natura umana fu unita al Verbo di Dio nel seno della Vergine\u201d (<i>De Trinit. <\/i>1. XV, cap. 26, n. 46, PL 42,1093). La stessa idea (contraria a qualsiasi miglioramento interiore soprannaturale) si trova presso Giovanni Crisostomo (<i>Matth. Homil. <\/i>XII, 2) e presso Giovanni Damasceno (<i>De Fide Orth. <\/i>1, III, cap. 3, PG 94,1088). Tommaso si allinea perfettamente: \u201cEgli fu pieno di grazia e di verit\u00e0 fin dall\u2019istante della concezione\u201d. &#8211; <i>Matth. Evang. <\/i>cap. III.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Prima di vedere la posizione <i>biblica <\/i>al riguardo, esaminiamo la posizione dei Testimoni di Geova. Costoro si avvicinano alla posizione biblica: \u201cLo spirito di Dio versato su Ges\u00f9 senza dubbio illumin\u00f2 la sua mente su molti punti\u201d (<i>Perspicacia nello studio delle Scritture<\/i> vol. 1, pag. 1068, voce \u201cGes\u00f9 Cristo\u201d, sottotitolo \u201cIl battesimo\u201d). Ma poi ci mettono del loro: \u201cAlcune frasi che pronunci\u00f2 in seguito, specie l\u2019intima preghiera rivolta al Padre la sera di Pasqua del 33 E.V., indicano che Ges\u00f9 ricordava la sua esistenza preumana, le cose che aveva udito dal Padre e le cose che aveva visto fare dal Padre, come pure la gloria che egli stesso aveva avuto nei cieli\u201d (<i>Ibidem<\/i>). Sebbene questa dichiarazione sia fatta con certezza, essa viene poi velata di incertezza circa il momento di questi presunti ricordi preumani: \u201cPu\u00f2 anche darsi che queste cose gli siano tornate alla mente al momento del battesimo e dell\u2019unzione\u201d (<i>Ibidem<\/i>). Tuttavia, vengono portate a dimostrazione delle citazioni bibliche che vogliamo verificare, usando la loro versione della Bibbia (<i>TNM<\/i>). Eccole:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Gv 6:46: \u201cNon che alcun uomo abbia visto il Padre, eccetto colui che \u00e8 da Dio; questi ha visto il Padre\u201d. La lettura del versetto, preso cos\u00ec, fuori contesto, <i>dovrebbe <\/i>significare per i Testimoni di Geova: 1. Yesh\u00f9a fa eccezione, essendo \u201cda Dio\u201d, 2. Egli \u201cha visto il Padre\u201d, e deve averlo visto in un\u2019esistenza preumana. Esaminiamo. L\u2019espressione usata da Giovanni \u00e8 \u03c0\u03b1\u03c1\u1f70 [\u03c4\u03bf\u1fe6] \u03b8\u03b5\u03bf\u1fe6 (<i>par\u00e0 [tu] the\u00f9<\/i>), letteralmente \u201cda[l] Dio\u201d. Si tratta di un\u2019espressione <i>biblica <\/i>che indica l\u2019approvazione di Dio. Basti vedere l\u2019uso che ne fa lo stesso Giovanni altrove nel suo stesso Vangelo. In 1:6, <i>TNM<\/i> &#8211; chiss\u00e0 perch\u00e9 &#8211; ha: \u201cSorse un uomo, mandato come rappresentante di Dio: il suo nome era Giovanni\u201d; quel \u201ccome rappresentante\u201d non compare affatto nel testo greco che ha: \u201cCi fu un uomo mandato da Dio [\u03c0\u03b1\u03c1\u1f70 \u03b8\u03b5\u03bf\u1fe6 (<i>par\u00e0 the\u00f9<\/i>)]\u201d. L\u2019espressione \u00e8 riferita al battezzatore, eppure anche questi era \u201cda Dio\u201d esattamente come Yesh\u00f9a. In quanto al \u2018vedere il Padre\u2019, di chi stava parlando Yesh\u00f9a? Non di se stesso. Nel <i>contesto<\/i> Yesh\u00f9a sta parlando del credente fedele che obbedisce a Dio: \u201c<i>Chiunque<\/i> ha udito gli insegnamenti del Padre e ha imparato viene a me\u201d (v. 45); tale credente che accetta Yesh\u00f9a lo pu\u00f2 fare solo se Dio glielo concede (v. 44); il credente, che <i>Dio chiama<\/i> e che accetta Yesh\u00f9a, pu\u00f2 \u201cvedere\u201d Dio. \u201cChi vede me vede [anche] colui che mi ha mandato\u201d (<i>Gv <\/i>12:45). Non si tratta di un vedere fisico: \u201cNon che alcun uomo abbia visto il Padre\u201d (<i>Gv <\/i>6:46), ma di un vedere spirituale: \u201cFelici i puri di cuore, poich\u00e9 vedranno Dio\u201d. &#8211; <i>Mt <\/i>5:8.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>\u00a0\u00a0 <\/i>Gv<i> <\/i>7:28,29: \u201cMentre insegnava nel tempio, Ges\u00f9 grid\u00f2, dicendo: \u2018Voi mi conoscete e sapete di dove sono. E io non sono venuto di mia propria iniziativa, ma colui che mi ha mandato \u00e8 reale, e voi non lo conoscete. Io lo conosco, perch\u00e9 sono un suo rappresentante, ed Egli mi ha mandato\u201d. Qui pare che i Testimoni di Geova leggano quell\u2019\u201cio lo conosco\u201d (riferito da Yesh\u00f9a a Dio) come se Yesh\u00f9a avesse gi\u00e0 conosciuto Dio in una sua esistenza preumana. In verit\u00e0, il passo mette il rilievo la grande differenza tra Yesh\u00f9a e Dio. Yesh\u00f9a dice ai gerosolimitani: \u201cVoi <i>mi conoscete<\/i> e <i>sapete di dove sono<\/i>\u201d. Loro stessi avevano appena detto: \u201cSappiamo di dov\u2019\u00e8 quest\u2019uomo\u201d (v. 27). In questo contesto, Yesh\u00f9a fa loro questo ragionamento: Voi conoscete me, sapete chi sono; ma <i>non conoscete Dio<\/i>. Si noti che Yesh\u00f9a non contesta il fatto che i gerosolimitani lo conoscano, anzi lo conferma. Non dice loro qualcosa del tipo: Non sapete chi sono, non sapete da dove vengo, io vengo direttamente dal cielo. No. Yesh\u00f9a dice: \u201cVoi <i>mi conoscete<\/i> e <i>sapete di dove sono<\/i>\u201d. Per contrasto, dice poi che <i>non conoscono Dio<\/i>. Cosa significa? Il \u201cconoscere\u201d biblico non ha lo stesso senso che ha il conoscere occidentale. Non si tratta di conoscenza intellettuale. La conoscenza biblica \u00e8 il fare esperienza diretta, l\u2019essere in intimit\u00e0. Yesh\u00f9a conosce Dio perch\u00e9 \u00e8 in intimit\u00e0 con lui. Si noti (v. 29) la motivazione che Yesh\u00f9a stesso d\u00e0 per questo tipo di conoscenza che egli ha di Dio: \u201cIo lo conosco, perch\u00e9\u201d\u2026 Perch\u00e9? Non certo per il motivo <i>inserito arbitrariamente nella TNM<\/i>: \u2026\u201dsono un suo rappresentante\u201d. Il <i>testo <\/i>dice:<\/p>\n<p align=\"center\">\u1f10\u03b3\u1f7c \u03bf\u1f36\u03b4\u03b1 \u03b1\u1f50\u03c4\u03cc\u03bd, \u1f45\u03c4\u03b9 \u03c0\u03b1\u03c1&#8217; \u03b1\u1f50\u03c4\u03bf\u1fe6 \u03b5\u1f30\u03bc\u1f76<\/p>\n<p align=\"center\"><i>eg\u00f2 \u00f2ida aut\u00f2n, \u00f2ti par\u2019aut\u00f9 eimi<\/i><\/p>\n<p align=\"center\">io conosco lui, perch\u00e9 da lui sono<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Si tratta ancora di quel \u03c0\u03b1\u03c1\u1f70 \u03b8\u03b5\u03bf\u1fe6 (<i>par\u00e0 the\u00f9<\/i>), \u201cda Dio\u201d, che qui ha \u201clui\u201d anzich\u00e9 \u201cDio\u201d. Ovvero: \u2018Io lo conosco perch\u00e9 <b>sono da Dio<\/b>\u2019; in senso biblico: sono <i>approvato da Dio<\/i>. Quegli ebrei non conoscevano (in senso biblico) Dio perch\u00e9 non erano \u201cda Dio\u201d, non erano approvati da lui: \u201cVoi siete dal padre vostro il Diavolo\u201d (<i>Gv <\/i>8:44). Nessuna conoscenza preumana, quindi, ma la conoscenza dovuta alla profonda ed intima relazione che Yesh\u00f9a aveva con Dio a cui <i>ubbidiva<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Gv 8:26,28: \u201cHo molte cose da dire e da giudicare riguardo a voi. Difatti, colui che mi ha mandato \u00e8 verace, e le cose che ho udito da lui le dico nel mondo\u201d. Se qui i Testimoni di Geova pensano di argomentare che, siccome Yesh\u00f9a parla di \u201ccose che ho udito da lui\u201d, deve trattarsi di cose che egli ud\u00ec da Dio nel reame celeste durante la sua presunta vita preumana, si sbagliano di molto. Le parole bibliche non vanno <i>mai <\/i>tolte dal contesto. Yesh\u00f9a stava parlando ai giudei, e quando disse quelle parole \u201cessi non compresero che parlava loro del Padre\u201d (v. 27). \u201c<i>Perci\u00f2<\/i> Ges\u00f9 disse: [\u2026] \u2018Dico queste cose come il Padre mi ha insegnato\u2019\u201d (v. 28). Dove aveva imparato Yesh\u00f9a le cose insegnategli dal Padre? Dove le aveva udite? In cielo, prima di nascere? No. Si noti il parallelo:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div align=\"center\">\n<table width=\"437\" border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"2\" width=\"218\">\n<p align=\"center\"><b>Yesh\u00f9a<\/b><\/p>\n<\/td>\n<td colspan=\"2\" width=\"218\">\n<p align=\"center\"><b>Giudei<\/b><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"33\">\n<p align=\"center\"><i>Gv<\/i><\/p>\n<p align=\"center\">8:26<i> <\/i><\/p>\n<\/td>\n<td width=\"185\">\n<p align=\"center\">\u201cLe cose che ho udito da lui<\/p>\n<p align=\"center\">le dico\u201d.<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"35\">\n<p align=\"center\"><i>\u00a0<\/i><\/p>\n<p align=\"center\"><i>Gv <\/i>8:38<\/p>\n<p align=\"center\">\n<\/td>\n<td width=\"183\">\n<p align=\"center\">\u201cVoi, perci\u00f2, fate le cose che avete<\/p>\n<p align=\"center\">udito dal padre [vostro]\u201d.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"35\"><\/td>\n<td width=\"184\"><\/td>\n<td width=\"35\"><\/td>\n<td width=\"182\"><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 <i>Esattamente <\/i>come Yesh\u00f9a aveva \u201cudito\u201d da Dio, cos\u00ec i giudei avevano \u201cudito\u201d dal diavolo. N\u00e9 gli uni n\u00e9 l\u2019altro avevano \u201cudito\u201d in una precedente vita extraterrestre. La Bibbia non va letta letteralmente, ma capita nel suo linguaggio orientale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 <i>Gv<\/i> 8:38: \u201cLe cose che ho visto presso il Padre mio, le dico\u201d. \u00c8 la stessa cosa del precedente. Yesh\u00f9a si oppone ai giudei e afferma che lui dice le cose che ha visto presso Dio, mentre loro dicono le cose che hanno udito dal diavolo. La frase <i>completa <\/i>\u00e8: \u201cLe cose che ho visto presso il Padre mio, le dico; e voi, perci\u00f2, fate le cose che avete udito dal padre [vostro]\u201d. Quel \u201cpresso il Padre mio\u201d \u00e8 nel testo greco \u03c0\u03b1\u03c1\u1f70 \u03c4\u03bf\u1fe6 \u03c0\u03b1\u03c4\u03c1\u1f78\u03c2 (<i>par\u00e0 tu patr\u00f2s<\/i>), \u201cvicino al Padre\u201d, e sta ad indicare la relazione intima che egli ha con Dio. Fa parte di quella \u201cconoscenza\u201d in senso biblico che implica una relazione profonda. Il credente che vive come alla presenza di Dio, quasi in costante preghiera, con la mente e il cuore rivolti a lui, conosce questa \u201cvita [che] \u00e8 nascosta con Cristo in Dio\u201d. &#8211; <i>Col <\/i>3:3.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 <i>Gv<\/i> 14:2: \u201cNella casa del Padre mio ci sono molte dimore. Altrimenti, ve l\u2019avrei detto, perch\u00e9 vado a prepararvi un luogo\u201d. Qui nulla si dice riguardo al nostro tema. Il discorso che Yesh\u00f9a fa riguarda il futuro. Riguarda \u201cl\u2019eredit\u00e0 incorruttibile e incontaminata e durevole. Essa \u00e8 riservata nei cieli per voi\u201d. &#8211; <i>1Pt <\/i>1:4.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>\u00a0\u00a0 Gv<\/i>\u00a0 17:5: \u201cE ora, Padre, glorificami presso te stesso con la gloria che avevo presso di te prima che il mondo fosse\u201d. Questa scrittura \u00e8 gi\u00e0 stata trattata altrove, comunque la spieghiamo di nuovo. Gli orientali non usano le astrazioni come fanno gli occidentali: sono <i>concreti<\/i>. Tradotta, per cos\u00ec dire, <i>in occidentale<\/i>, significa: \u2018E ora, Padre, glorificami presso di te con la gloria che tu avevi in mente per me prima che il mondo fosse\u2019. Per un ebreo non aveva alcun senso dire che Dio aveva in mente una certa cosa: era piuttosto quella certa cosa a trovarsi presso Dio. La traduzione \u2013 riferita a <i>Gn <\/i>11:6 \u2013 \u201cNon c\u2019\u00e8 nulla <i>che abbiano in mente<\/i> di fare che sia per loro irraggiungibile\u201d pu\u00f2 andar bene in italiano (mentalit\u00e0 occidentale), l\u2019ebraico ha: \u201cE adesso non sar\u00e0 impossibile a loro tutto ci\u00f2 che <i>progetteranno<\/i> di fare\u201d. Cos\u00ec, in <i>Lam <\/i>2:17, la traduzione \u201cGeova ha fatto ci\u00f2 che aveva in mente\u201d \u00e8 una <i>libera traduzione<\/i>; l\u2019ebraico ha \u201cFece Yhvh ci\u00f2 che <i>escogit\u00f2<\/i>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Ritorniamo ora alla questione della consapevolezza di Yesh\u00f9a. Egli sapeva tutto sin da piccolo? Oppure, acquis\u00ec <i>progressivamente <\/i>la conoscenza della sua missione?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 La Bibbia parla di un <i>progresso <\/i>di Yesh\u00f9a: \u201cGes\u00f9 <i>cresceva<\/i> in sapienza, in statura e in grazia davanti a Dio e agli uomini\u201d (<i>Lc <\/i>2:52). Egli non volle essere chiamato buono, perch\u00e9 \u201cnessuno \u00e8 buono, tranne uno solo, cio\u00e8 Dio\u201d (<i>Mr <\/i>10:18). Non si pu\u00f2 sostenere che l\u2019idea che Yesh\u00f9a si era fatta della sua missione subisse un radicale cambiamento al suo battesimo, ma si pu\u00f2 dire che alla predicazione del battezzatore egli comprese meglio la missione di \u201cservo di Yhvh\u201d che doveva svolgere. Fu per questo che Yesh\u00f9a si fece battezzare e and\u00f2 poi nel deserto per rinfrancarsi meglio con la preghiera e con la meditazione al compimento della sua opera redentrice.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Dai testi biblici non sappiamo se la teofania fu vista da tutti i presenti, ma sulla base della testimonianza del battezzatore si pu\u00f2 esser certi che almeno lui ha partecipato alla visione: \u201cHo visto lo Spirito scendere dal cielo come una colomba e fermarsi su di lui\u201d. &#8211; <i>Gv <\/i>1:31.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mt 3:13-17 \u00a0\u00a0 Quella mattaica \u00e8 la narrazione del battesimo di Yesh\u00f9a pi\u00f9 estesa perch\u00e9 presenta il dialogo in cui Giovanni non vorrebbe immergere Yesh\u00f9a riconoscendone la superiorit\u00e0. Mt si accosta poi a Mr nel dire che \u201csubito\u201d (greco \u03b5\u1f50\u03b8\u1f7a\u03c2, euth\u03b0s), dopo la sua uscita dall\u2019acqua, \u201ci cieli si aprirono ed egli vide lo Spirito [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":473,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-2082","page","type-page","status-publish","hentry","entry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2082","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=2082"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2082\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":2084,"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/2082\/revisions\/2084"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/473"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=2082"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}