{"id":2092,"date":"2013-06-21T06:08:55","date_gmt":"2013-06-21T04:08:55","guid":{"rendered":"http:\/\/www.biblistica.it\/?page_id=2092"},"modified":"2013-06-21T06:25:54","modified_gmt":"2013-06-21T04:25:54","slug":"il-vangelo-di-marco-generalita","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.biblistica.it\/?page_id=2092","title":{"rendered":"Il Vangelo di Marco &#8211; Generalit\u00e0"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">\u201cTutti, lasciatolo [ovvero abbandonato Yesh\u00f9a], se ne fuggirono. <i>Un giovane<\/i> lo seguiva, coperto soltanto con un lenzuolo; e lo afferrarono; ma egli, lasciando andare il lenzuolo, se ne fugg\u00ec nudo\u201d (<i>Mr <\/i>14:50-52). Quel \u201cgiovane\u201d fuggito nudo dal Getsemani quando Yesh\u00f9a fu catturato era Marco. Questa \u00e8 la <i>firma <\/i>che l\u2019evangelista mette al suo scritto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Uno studioso cos\u00ec commenta: \u201cPu\u00f2 darsi che Marco abbia voluto introdurre il suo proprio ritratto in questo angolo oscuro della scena notturna, come spesso gli artisti amavano fare nell\u2019antichit\u00e0\u201d. &#8211; Stauffer, <i>Jesus and His Story<\/i>, pag. 121.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><i>Chi era Marco<\/i><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Marco viaggi\u00f2 molto, accompagnato nelle missioni apostoliche ora da Paolo, ora da Barnaba, ora da Pietro, passando a Cipro, nell\u2019Asia Minore e forse anche a Roma. Infatti, Paolo e Barnaba, dopo averlo portato ad Antiochia, partirono con lui per il primo viaggio missionario: \u201cBarnaba e Saulo [Paolo], compiuta la loro missione, tornarono da Gerusalemme, prendendo con loro Giovanni detto anche Marco\u201d (<i>At <\/i>12:25); \u201cGiunti a Salamina, annunziarono la Parola di Dio nelle sinagoghe dei Giudei; e avevano con loro Giovanni [Marco] come aiutante\u201d (<i>At <\/i>13:5). Ma a Perga, abbandonatili, Marco se ne torn\u00f2 a Gerusalemme: \u201cPaolo e i suoi compagni, imbarcatisi a Pafo, arrivarono a Perga di Panfilia; ma Giovanni [Marco], separatosi da loro, ritorn\u00f2 a Gerusalemme\u201d (<i>At <\/i>13:13). Fu questo abbandono da parte di Marco che indusse Paolo a non volerlo pi\u00f9 con s\u00e9 nel suo secondo viaggio missionario: \u201cBarnaba voleva prendere con loro anche Giovanni detto Marco. Ma Paolo riteneva che non dovessero prendere uno che si era separato da loro gi\u00e0 in Panfilia, e non li aveva accompagnati nella loro opera\u201d (<i>At <\/i>15:37,38). Barnaba era cugino di Marco (<i>Col <\/i>4:10), per cui fu solidale con lui e decise di separarsi da Paolo per andare con Marco a Cipro: \u201cNacque un aspro dissenso, al punto che si separarono; Barnaba prese con s\u00e9 Marco e s&#8217;imbarc\u00f2 per Cipro\u201d (<i>At <\/i>15:39). Nonostante quest\u2019acceso dissenso, ci fu poi evidentemente una rappacificazione, tanto che Paolo fa i pi\u00f9 caldi elogi di Marco: \u201cMarco, il cugino di Barnaba (a proposito del quale avete ricevuto istruzioni; se viene da voi, <i>accoglietelo<\/i>)\u201d (<i>Col <\/i>4:10). Anche Pietro manifesta stima per Marco chiamandolo <i>figlio <\/i>in senso spirituale: \u201cMarco, mio figlio, vi saluta\u201d. &#8211; <i>1Pt <\/i>5:13.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Ci sono notizie non bibliche su Marco che sono scarsamente attendibili o del tutto inattendibili. Secondo Eusebio, Marco avrebbe fondato la comunit\u00e0 di Alessandria (<i>Storia Ecclesiastica<\/i> 2,16) e, a dire di Girolamo, ne sarebbe stato il primo \u201cvescovo\u201d (<i>Prefazione a Matteo<\/i>) fino al suo martirio menzionato da Gelasio (PL 59,139). I \u201cpadri\u201d alessandrini non menzionano nulla di tutto ci\u00f2. \u00c8 poi da respingere del tutto la leggenda secondo cui il corpo di Marco sarebbe stato trasferito nell\u2019828 a Venezia, dove i dogi fecero del \u201csanto\u201d il patrono della loro repubblica (da cui il leone, stemma veneziano, simbolo attribuito a Marco).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Quello che compare oggi nelle nostre Bibbie come secondo Vangelo godette inizialmente di grande prestigio. Come abbiamo gi\u00e0 esaminato in uno studio precedente (<i>I vangeli sinottici<\/i>, in questa stessa categoria), fu preso quale filo conduttore da Matteo e da Luca per i loro scritti. In seguito fu alquanto dimenticato, almeno fino al sorgere della critica moderna. All\u2019inizio del secolo scorso l\u2019interesse per <i>Marco <\/i>fu rinnovato. La scuola liberale lo studi\u00f2 sotto l\u2019aspetto storico e non teologico, ma ora gli studiosi ne indagano la soggiacente concezione teologica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 I cosiddetti \u201cpadri della chiesa\u201d hanno presentato Marco come interprete di Pietro. Essi sono concordi nel dire che Marco scrisse il suo Vangelo in Italia. Sulla data non sono concordi: secondo Papia ed Ireneo, lo avrebbe scritto dopo la morte di Pietro; secondo Clemente Alessandrino, Pietro era ancora in vita e avrebbe addirittura approvato lo scritto marciano.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><i>Autenticit\u00e0, indirizzo e origine di <\/i><\/b><b>Marco<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 <i>Marco<\/i> va ritenuto autentico. Si pensi solo al fatto che Marco non fu un apostolo rinomato (si rammenti che \u201capostolo\u201d significa \u201cinviato\u201d, non necessariamente dei <i>Dodici<\/i>), ma un semplice collaboratore di Pietro e Paolo, per cui se si fosse voluto inventare un nome per dar pi\u00f9 credito allo scritto, la scelta sarebbe caduta su una persona pi\u00f9 nota. Questo procedimento avvenne sempre per gli scritti apocrifi! L\u2019avere preferito lasciare il nome vero \u00e8 gi\u00e0 prova di autenticit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Marco rivolge il suo scritto a persone di provenienza <i>gentile<\/i>, cio\u00e8 straniera e pagana. Dato che tali persone erano ignare dei costumi ebraici, Marco li spiega loro: \u201cI farisei e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavate le mani con grande cura, seguendo la tradizione degli antichi; e quando tornano dalla piazza non mangiano senza essersi lavati. Vi sono molte altre cose che osservano per tradizione: abluzioni di calici, di boccali e di vasi di rame\u201d (<i>Mr <\/i>7:3,4). Se egli riferisce parole in aramaico, subito le traduce in greco: \u201cGli disse: \u2018<i>Effat\u00e0\u2019<\/i>!\u2019 che vuol dire: \u2018Apriti!\u2019\u201d (<i>Mr <\/i>7:34); \u201cGes\u00f9 grid\u00f2 a gran voce: \u2018<i>Elo\u00ec, Elo\u00ec lam\u00e0 sabact\u00e0ni<\/i>?\u2019 che, tradotto, vuol dire: \u2018<i>Dio mio, Dio mio, perch\u00e9 mi hai abbandonato<\/i>?\u2019\u201d (<i>Mr <\/i>14:34); \u201cAi quali pose nome <i>Boanerges<\/i>, che vuol dire figli del tuono\u201d (<i>Mr <\/i>3:17); \u201cNella geenna [leggere <i>ghe\u00e8nna<\/i>], nel fuoco inestinguibile\u201d (<i>Mr <\/i>9:43); \u201cBartimeo (il figlio di Timeo)\u201d (<i>Mr <\/i>10:46, <i>TNM<\/i>), in cui \u201cBartimeo\u201d non \u00e8 un nome!, ma \u00e8 \u201c<i>bar <\/i>[\u05d1\u05e8, <i>bar<\/i>, \u201cfiglio\u201d, in aramaico] di Timeo\u201d; \u201cAbb\u00e0, Padre!\u201d (<i>Mr <\/i>14:36); \u201cCondussero Ges\u00f9 al luogo detto Golgota che, tradotto, vuol dire \u2018luogo del teschio\u2019\u201d (<i>Mr <\/i>15:22); \u201cLe disse: \u2018<i>Talit\u00e0 cum<\/i>!\u2019 che tradotto vuol dire: \u2018Ragazza, ti dico: \u00e0lzati!\u2019\u201d (<i>Mr <\/i>5:41). Dato che la parola era conosciuta anche al di fuori di Israele, conserva \u201crabbino\u201d senza tradurla: \u201cGli si accost\u00f2, dicendo: \u2018Rabbi!\u2019\u201d. &#8211; <i>Mr <\/i>14:45, <i>TNM<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Il Vangelo scritto di Marco \u00e8 quello che pi\u00f9 di tutti presenta vocaboli <i>latini<\/i> (confermando in tal modo di essere stato scritto in una regione latina): \u201cCalarono la <i>branda<\/i> [greco \u03ba\u03c1\u03ac\u03b2\u03b1\u03c4\u03c4\u03bf\u03bd, <i>kr\u00e0batton<\/i>; latino <i>grabatus<\/i>]\u201d (<i>Mr <\/i>2:4, <i>TNM<\/i>); \u201cIl mio nome \u00e8 <i>Legione<\/i> [greco \u039b\u03b5\u03b3\u03b9\u1f7c\u03bd, <i>leghi\u00f2n<\/i>; latino <i>legio<\/i>]\u201d (<i>Mr <\/i>5:9); \u201cMand\u00f2 subito una <i>guardia<\/i> [greco \u03c3\u03c0\u03b5\u03ba\u03bf\u03c5\u03bb\u03ac\u03c4\u03bf\u03c1\u03b1, <i>spekul\u00e0tora<\/i>; latino <i>speculator<\/i>; soldato <i>romano<\/i> incaricato di far la guardia]\u201d (<i>Mr<\/i> 6:27); \u201cDuecento <i>denari<\/i> [greco \u03b4\u03b7\u03bd\u03b1\u03c1\u03af\u03c9\u03bd, <i>denar\u00econ<\/i>; latino <i>denarius<\/i>]\u201d (<i>Mr<\/i> 6:37); \u201cUn quarto di soldo [letteralmente \u201cun <i>quadrante<\/i>\u201d (moneta romana di rame o di bronzo del valore di un sessantaquattresimo di denaro); greco \u03ba\u03bf\u03b4\u03c1\u03ac\u03bd\u03c4\u03b7\u03c2, <i>kodr\u00e0ntes<\/i>; latino <i>quadrans<\/i>]\u201d (<i>Mr<\/i>12:42); \u201cDentro il <i>pretorio<\/i> [greco \u03c0\u03c1\u03b1\u03b9\u03c4\u03ce\u03c1\u03b9\u03bf\u03bd, <i>prait\u00f2rion<\/i>; latino <i>praetorius<\/i>]\u201d (<i>Mr<\/i> 15:16); \u201cIl <i>centurione<\/i> [greco \u03ba\u03b5\u03bd\u03c4\u03c5\u03c1\u03af\u03c9\u03bd, <i>kent\u00fcr\u00econ<\/i>; latino <i>centurio<\/i>]\u201d (<i>Mr<\/i> 15:39); \u201cSotto il <i>moggio<\/i> [greco \u03bc\u03cc\u03b4\u03b9\u03bf\u03bd, <i>m\u00f2dion<\/i>; latino <i>modius<\/i>]\u201d. &#8211; <i>Mr<\/i> 4:21, <i>TNM<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Marco scrisse dunque da una regione <i>latina<\/i>. Probabilmente da Roma. Un indizio \u00e8 dato da <i>Mr <\/i>15:21: \u201cCostrinsero a portar la croce di lui un certo Simone di Cirene, padre di Alessandro e di Rufo\u201d. Perch\u00e9 Marco <i>specifica<\/i> che quel cireneo era padre di <i>Alessandro <\/i>e di <i>Rufo<\/i>? Se si ammette che Marco scrisse a Roma, il suo ricordo di questi due si spiega con il fatto che probabilmente li aveva conosciuti proprio a Roma. Paolo, infatti, rivolgendosi ai confratelli <i>romani<\/i>, saluta un certo Rufo: \u201cSalutate Rufo\u201d. &#8211; <i>Rm <\/i>16:13.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 L\u2019origine romana del Vangelo scritto di Marco risulta anche confermata dai seguenti fatti: Marco evita il termine \u201cgiudei\u201d malvisto dai romani (Tacito, <i>Annali <\/i>XV), insistendo nel dire che Yesh\u00f9a era un galileo; dice che la morte di Yesh\u00f9a era frutto di una cospirazione <i>giudaica<\/i> che facendo leva sulla folla forz\u00f2 la mano a Pilato che lo riteneva innocente; preferisce il verbo <i>did\u00e0skein <\/i>(insegnare) al verbo <i>ker\u03b0ssein <\/i>(annunciare mediante un araldo), dato che si pesta meno alla interpretazione di Yesh\u00f9a come facinoroso; nell\u2019invio dei Dodici, ricorda solo l\u2019invito al ravvedimento (\u201cPredicavano alla gente di ravvedersi\u201d \u2013 <i>Mr <\/i>6:12) senza l\u2019annuncio del regno, quasi temesse che Yesh\u00f9a fosse identificato con un propagandista del regno giudaico in opposizione a quello di Cesare; l\u2019omissione del cosiddetto <i>Pater Noster<\/i> e l\u2019enfasi data alla pericope sul tributo da dare a Cesare rispondono alla medesima preoccupazione di non contrastare i romani.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><i>Lo stile<\/i><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Lo stile di Marco \u00e8 semplice. Moltiplica la parola \u201cecco\u201d all\u2019inizio delle frasi. Al posto del tempo imperfetto preferisce il verbo essere seguito dal participio: \u201cGes\u00f9 andava davanti a loro\u201d (<i>Mr <\/i>10:32), dove quell\u2019\u201candava davanti\u201d o \u201cprecedeva\u201d \u00e8 nel testo greco \u1f26\u03bd \u03c0\u03c1\u03bf\u03ac\u03b3\u03c9\u03bd \u00a0(<i>en pro\u00e0gon<\/i>) ovvero \u201cera precedente\u201d. Ama il presente storico, usato ben 151 volte, specialmente con i verbi \u201cegli dice\u201d o \u201cessi dicono\u201d (72 volte). Ama congiungere le frasi con un semplice \u201ce\u201d (paratassi) \u2013 greco \u03ba\u03b1\u1f76 (<i>k\u00e0i<\/i>) &#8211; di cui fa un uso smodato:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><i>Mr<\/i> 1:5 \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026] 1:6 \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026] 1:7 \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026] 1:9 \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026] <b>\u00a0<\/b>1:10 \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026] 1:11 \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026] 1:12 \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026] 1:13 \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026] \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026]<b> <\/b>1:15 \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026]\u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026]<b> <\/b>1:16 \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026] 1:17 \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026] \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026] 1:18 \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026] 1:19 \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026] 1:20 \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026]<b> <\/b>1:21 \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026] \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026]<b> <\/b>1:22 \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026]<b> <\/b>1:23 \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026]<b> <\/b>1:24 [\u2026] \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026]<b> <\/b>1:25 \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026] \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026]<b> <\/b>1:26 \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026]<b> <\/b>1:27 \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026] \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026]<b> <\/b>1:28 \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026]<b> <\/b>1:29 \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026] \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026] \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026]<b> <\/b>1:30 [\u2026]\u00a0 \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026]<b> <\/b>1:31 \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026] \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026]<b> <\/b>1:32 [\u2026] \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026]<b> <\/b>1:33 \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026]<b> <\/b>1:34 \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026] ka\u02c6 [\u2026] \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026]<b> <\/b>1:35 \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026]\u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026]<b> <\/b>1:36 \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026] \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026]<b> <\/b>1:37 \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026] \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026]<b> <\/b>1:38 \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026] \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026]<b> <\/b>1:39 \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026] \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026]<b> <\/b>1:40 \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026] \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026]<b> <\/b>1:41 \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026] \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026]<b> <\/b>1:42 \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026] \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026]<b> <\/b>1:43 \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026]<b> <\/b>1:44 \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026] \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026]<b> <\/b>1:45 [\u2026] \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026] \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026]<b> <\/b>2:1 \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026]<b> <\/b>2:2 \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026] \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026]<b> <\/b>2:3 \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026]<b> <\/b>2:4 \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026] \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026]<b> <\/b>2:5 \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026]<b> <\/b>2:6 [\u2026] \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026]<b> <\/b>2:8 \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026]<b> <\/b>2:9 [\u2026] \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026] \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026]<b> <\/b>2:11 [\u2026] \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026]<b> <\/b>2:12 \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026] \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026] \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026]<b> <\/b>2:13 \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026] \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026]\u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026]<b> <\/b>2:14 \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026] \u03ba\u03b1\u1f76 [\u2026].<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Si tenga presente che la citazione suddetta \u00e8 stata presa <i>a caso<\/i>. Marco usa anche per 42 volte la parola \u03b5\u1f50\u03b8\u1f7a\u03c2 (<i>euth\u03b0s<\/i>) che si dovrebbe tradurre \u201cs\u00f9bito\/immediatamente\u201d, ma che presso Marco ha il significato ridotto di \u201cpoi\u201d: \u201cE immediatamente [greco \u03ba\u03b1\u1f76 \u03b5\u1f50\u03b8\u1f7a\u03c2 (<i>k\u00e0i euth\u03b0s<\/i>)]<i> <\/i>uscirono dalla sinagoga\u201d (<i>Mr <\/i>1:29), cos\u00ec <i>TNM<\/i>, che denota scarsa conoscenza del <i>modo di esprimersi proprio di Marco<\/i>; se si esamina infatti il contesto, nulla giustifica quell\u2019\u201cimmediatamente\u201d (come se fosse successo chiss\u00e0 cosa per cui dovettero precipitarsi fuori); \u00e8 solo il modo <i>semplice<\/i>, se pur poco elegante, che usa Marco: \u201cE <i>poi<\/i> uscirono dalla sinagoga\u201d; la <i>NR<\/i><i> <\/i>mantiene il senso semplice pur mettendolo in un buon italiano: \u201cAppena usciti dalla sinagoga\u201d; cos\u00ec anche la <i>PdS<\/i>: \u201cSubito dopo, uscirono dalla sinagoga\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Tutto questo si spiega con il fatto che il testo greco traduce il testo aramaico del semita Marco. Questi, davvero senza pretese letterarie, riporta evidentemente in modo semplice e diretto quello che ha sentito oralmente in forma colloquiale. Ci\u00f2 avvalora la tradizione che designa Pietro quale fonte orale di Marco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><i>La fonte pietrina di <\/i><\/b><b>Marco<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 L\u2019evangelista riporta, senza variare nulla, ci\u00f2 che aveva sentito da Pietro, un \u2018popolano senza istruzione\u2019 (<i>At <\/i>4:13), nel suo linguaggio di uomo \u2018illetterato e comune\u2019. &#8211; <i>Ibidem<\/i>, <i>TNM<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Il contenuto stesso del Vangelo scritto di <i>Marco<\/i> coincide con la predicazione pietrina conservata in riassunto in <i>At <\/i>10:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cQuesta \u00e8 la parola ch&#8217;egli ha diretta ai figli d&#8217;Israele, portando il lieto messaggio di pace per mezzo di Ges\u00f9 Cristo. Egli \u00e8 il Signore di tutti. Voi sapete quello che \u00e8 avvenuto in tutta la Giudea, incominciando dalla Galilea, dopo il battesimo predicato da Giovanni; vale a dire, la storia di Ges\u00f9 di Nazaret; come Dio lo ha unto di Spirito Santo e di potenza; e com&#8217;egli \u00e8 andato dappertutto facendo del bene e guarendo tutti quelli che erano sotto il potere del diavolo, perch\u00e9 Dio era con lui. E noi siamo testimoni di tutte le cose da lui compiute nel paese dei Giudei e in Gerusalemme; essi lo uccisero, appendendolo a un legno. Ma Dio lo ha risuscitato il terzo giorno e volle che egli si manifestasse non a tutto il popolo, ma ai testimoni prescelti da Dio; cio\u00e8 a noi, che abbiamo mangiato e bevuto con lui dopo la sua risurrezione dai morti. E ci ha comandato di annunziare al popolo e di testimoniare che egli \u00e8 colui che \u00e8 stato da Dio costituito giudice dei vivi e dei morti. Di lui attestano tutti i profeti che chiunque crede in lui riceve il perdono dei peccati mediante il suo nome\u201d. &#8211; Vv. 36-43.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0 Come si nota, Pietro inizia la sua predicazione con la vita pubblica di Yesh\u00f9a dopo il suo battesimo ad opera di Giovanni. Marco fa lo stesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 C\u2019\u00e8 anche da osservare un aspetto interessante in <i>Mr <\/i>1:30: \u201cLa suocera di Simone era a letto con la febbre; ed essi subito gliene parlarono\u201d. A ben rifletterci, pare proprio che Marco stia riferendo un racconto diretto che ha sentito a viva voce, come se Pietro gli avesse raccontato: \u2018Mia suocera era a letto con la febbre; e subito gliene parlammo\u2019. Cos\u00ec, quando Marco scrive: \u201cGiunsero all&#8217;altra riva del mare\u201d (5:1) pare di sentire Pietro: \u2018Giungemmo all\u2019altra riva del mare\u2019; \u201cGiunsero a casa del capo della sinagoga\u201d (5:38): \u2018Giungemmo a\u2026\u2019; \u201cPassati all&#8217;altra riva, vennero a Gennesaret e scesero a terra. Come furono sbarcati [\u2026]\u201d (6:53,54): \u2018Passati all\u2019altra riva, venimmo a Gennezaret e scendemmo a terra. Come fummo sbarcati [\u2026]\u2019; \u201cGiunsero a Betsaida\u201d (8:22): \u2018Giungemmo a Betsaida\u2019; \u201cPartiti di l\u00e0, attraversarono la Galilea\u201d (9:30): \u2018Partiti di l\u00e0, attraversammo la Galilea\u2019; \u201cGiunsero a Capernaum; quando fu in casa, domand\u00f2 loro: \u2018Di che discorrevate per strada?\u2019\u201d (9:33): \u2018Giungemmo a Capernaum; quando fu in casa, ci domand\u00f2: [\u2026]\u2019; \u201cMentre erano in cammino salendo a Gerusalemme\u201d (10:32): \u2018Mentre eravamo in cammino salendo da Gerusalemme\u2019; \u201cPoi giunsero a Gerico\u201d (10:46): \u2018Poi giungemmo a Gerico\u2019; \u201cQuando furono giunti vicino a Gerusalemme\u201d (11:1): \u2018Quando fummo giunti vicino a Gerusalemme\u2019; e cos\u00ec via.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Un altro indizio su Pietro quale fonte di <i>Marco<\/i> si trova anche nell\u2019inciso del colloquio tra Yesh\u00f9a risorto e le donne: \u201cAndate a dire ai suoi discepoli <i>e a Pietro<\/i> che [\u2026]\u201d (<i>Mr <\/i>16:7). Questo passaggio \u00e8 presente solo in <i>Mr <\/i>e manca presso gli altri vangeli scritti: si pu\u00f2 spiegare meglio come una reminescenza personale di Pietro raccontata a Marco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Si pu\u00f2 concludere che Marco era un giudeo convertito che, trasferitosi in una comunit\u00e0 romanizzata, scrisse il suo Vangelo seguendo la predicazione di Pietro testimone oculare. Cos\u00ec risulta meglio comprensibile l\u2019<i>ispirazione <\/i>del libro: esattamente come fecero i discepoli dei profeti nelle Scritture Ebraiche, cos\u00ec il discepolo Marco non present\u00f2 uno scritto personale ma solo raccolse ci\u00f2 che un ispirato testimone oculare andava predicando.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Pur non essendo stato testimone oculare dell\u2019attivit\u00e0 di Yesh\u00f9a, Marco \u00e8 assai vivo, smagliante, pittorico e incisivo. Proprio come poteva esserlo il testimone oculare da lui riprodotto: Pietro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><i>Vivide immagini riprodotte<\/i><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Scorrendo il Vangelo scritto di Marco, il lettore diviene partecipe di quelle scene cos\u00ec vivamente descritte. Vede la folla dai colori smaglianti che, seduta sull\u2019erba verde, forma quasi delle aiuole variopinte: \u201cAllora Ges\u00f9 ordin\u00f2 di far sedere tutta la gente, a gruppi, sull\u2019erba verde. E quelli si misero seduti in ordine, a gruppi\u201d (<i>Mr <\/i>6:39,40, <i>PdS<\/i>). Vede Yesh\u00f9a che riposa in barca con il capo appoggiato su un cuscino: \u201cGes\u00f9 intanto dormiva in fondo alla barca, la testa appoggiata su un cuscino\u201d (<i>Mr <\/i>4:38, <i>PdS<\/i>). \u00c8 colpito dal colore degli abiti di Yesh\u00f9a, che durante la trasfigurazione diventano \u201csplendenti e bianchissimi\u201d tanto che \u201cnessuno a questo mondo avrebbe mai potuto farli diventar cos\u00ec bianchi a forza di lavarli\u201d. &#8211; <i>Mr <\/i>9:3, <i>PdS<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 In ogni racconto di Marco si legge qualche particolare sfuggito agli altri evangelisti: pochi giorni prima di essere ucciso, \u201csedutosi di fronte alla cassa delle offerte, Ges\u00f9 guardava come la gente metteva denaro nella cassa\u201d (<i>Mr <\/i>12:41); l\u2019asinello condotto a Yesh\u00f9a era \u201clegato a una porta, fuori, sulla strada\u201d (<i>Mr <\/i>11:4); l\u2019aula di Caifa doveva essere ad un piano superiore, dato che \u201cPietro era <i>gi\u00f9<\/i> nel cortile\u201d (<i>Mr <\/i>14:66): per Matteo, Pietro stava solo \u201cseduto <i>fuori<\/i> nel cortile\u201d (26:69), mentre Luca si limita a dire che stava \u201cin mezzo al cortile\u201d (22:55). Si noti come ancora una volta questi <i>particolari <\/i>possano essere fatti risalire al racconto di Pietro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 In <i>Mr <\/i>anche la persona di Yesh\u00f9a \u00e8 colta sul vivo. Marco ci parla del suo sguardo a un tempo severo e dolce: \u201cGes\u00f9, guardatili tutt&#8217;intorno con <i>indignazione<\/i>, <i>rattristato<\/i> per la durezza del loro cuore\u201d (<i>Mr <\/i>3:5); \u201calzando gli occhi al cielo, sospir\u00f2\u201d (<i>Mr <\/i>7:34); \u201cGes\u00f9, guardatolo, l&#8217;am\u00f2\u201d. &#8211; <i>Mr<\/i> 10:21; <i>PdS<\/i>: \u201cGes\u00f9 lo guard\u00f2 con amore\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Marco ricorda pure i molti rimproveri che Yesh\u00f9a rivolse ai discepoli: Yesh\u00f9a \u201centr\u00f2 in casa, i suoi discepoli gli chiesero di spiegare quella parabola. Egli disse loro: \u2018Neanche voi siete capaci di comprendere?\u2019\u201d (<i>Mr <\/i>7:17,18); un\u2019altra volta, conosciute le loro preoccupazioni, Yesh\u00f9a disse loro: \u201cPerch\u00e9 state a discutere del non aver pane? Non riflettete e non capite ancora? Avete il cuore indurito? Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite? E non vi ricordate?\u201d. &#8211; <i>Mr <\/i>8:17,18.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Non di rado Marco presenta il luminoso <i>amore <\/i>di Yesh\u00f9a che Pietro aveva intuito nel suo perdono: \u201cPrese i bambini <i>tra le braccia<\/i>, e li benediceva posando le mani su di loro\u201d (<i>Mr <\/i>10:16, <i>PdS<\/i>). L\u2019immagine che si ricrea da questi tratti \u00e8 impressionante e piena di vita. Lo scritto di Marco \u00e8 la testimonianza di uno che ha <i>visto<\/i> gli eventi: Pietro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Quando Marco riferisce storie diverse, ma dello stesso tipo, le racconta in modo assai simile, evitando variazioni: questo si spiega ancora una volta con il fatto che egli cerca di<i> riportare fedelmente un racconto orale che ha ricevuto<\/i>. Ecco degli esempi:<\/p>\n<ul>\n<li><b><i>Mr <\/i><\/b><b>1:21,22,27<\/b>: \u201cGes\u00f9, entrato nella sinagoga, insegnava. Essi si stupivano del suo insegnamento, perch\u00e9 egli insegnava loro come uno che ha autorit\u00e0 e non come gli scribi. [\u2026]\u00a0 E tutti si stupirono e si domandavano tra di loro: \u2018Che cos&#8217;\u00e8 mai questo?\u2019\u201d.<\/li>\n<li><b><i>Mr <\/i><\/b><b>6:2<\/b>: \u201cSi mise a insegnare nella sinagoga; molti, udendolo, si stupivano e dicevano: \u2018Da dove gli vengono queste cose? Che sapienza \u00e8 questa che gli \u00e8 data? E che cosa sono queste opere potenti fatte per mano sua?\u2019\u201d.<\/li>\n<li><b><i>Mr <\/i><\/b><b>1:23-26<\/b>: \u201cSi trovava nella loro sinagoga un uomo posseduto da uno spirito immondo, il quale prese a gridare: \u2018Che c&#8217;\u00e8 fra noi e te, Ges\u00f9 Nazareno? Sei venuto per mandarci in perdizione? Io so chi sei: Il Santo di Dio!\u2019 Ges\u00f9 lo sgrid\u00f2, dicendo: \u2018Sta&#8217; zitto ed esci da costui!\u2019\u201d.<\/li>\n<li><b><i>Mr <\/i><\/b><b>5:6-8<\/b>: \u201cQuando vide Ges\u00f9 da lontano, [il posseduto] corse, gli si prostr\u00f2 davanti e a gran voce disse: \u2018Che c&#8217;\u00e8 fra me e te, Ges\u00f9, Figlio del Dio altissimo? Io ti scongiuro, in nome di Dio, di non tormentarmi\u2019. Ges\u00f9, infatti, gli diceva: \u2018Spirito immondo, esci da quest&#8217;uomo!\u2019\u201d.<\/li>\n<li><b><i>Mr <\/i><\/b><b>11:2-7<\/b>: \u201c\u2019Andate nel villaggio che \u00e8 di fronte a voi; appena entrati, troverete legato un puledro d&#8217;asino, sopra il quale non \u00e8 montato ancora nessuno; scioglietelo e conducetelo qui da me. Se qualcuno vi dice: Perch\u00e9 fate questo? rispondete: Il Signore ne ha bisogno, e lo rimander\u00e0 subito qua\u2019. Essi andarono e trovarono un puledro legato a una porta, fuori, sulla strada, e lo sciolsero. Alcuni tra quelli che erano l\u00ec presenti dissero loro: \u2018Che fate? Perch\u00e9 sciogliete il puledro?\u2019 Essi risposero come Ges\u00f9 aveva detto. E quelli li lasciarono fare. Essi condussero il puledro a Ges\u00f9\u201d.<\/li>\n<li>\u00a0<b><i>Mr <\/i>14:13-16<\/b>: \u201cEgli mand\u00f2 due dei suoi discepoli e disse loro: \u2018Andate in citt\u00e0, e vi verr\u00e0 incontro un uomo che porta una brocca d&#8217;acqua; seguitelo; dove entrer\u00e0, dite al padrone di casa: Il Maestro dice: Dov&#8217;\u00e8 la stanza in cui manger\u00f2 la Pasqua con i miei discepoli? Egli vi mostrer\u00e0 di sopra una grande sala ammobiliata e pronta; l\u00ec apparecchiate per noi\u2019. I discepoli andarono, giunsero nella citt\u00e0 e trovarono come egli aveva detto loro; e prepararono per la Pasqua\u201d.<\/li>\n<\/ul>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><i>Tempo di composizione<\/i><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Per quanto riguarda il tempo di composizione di <i>Mr<\/i>,<i> <\/i>\u00e8 gi\u00e0 stato detto. La pi\u00f9 antica testimonianza \u00e8 quella di Ireneo: \u201cDopo la loro morte [di Pietro e Paolo] Marco, discepolo e interprete di Pietro, ci trasmise per iscritto quanto era stato predicato da Pietro\u201d (<i>Adv. Haer. <\/i>3,1,1). D\u2019altra parte, il modo impreciso (proprio dello stile profetico) con cui si parla della distruzione di Gerusalemme ci fa comprendere che essa non si era ancora attuata al tempo della stesura del libro, altrimenti Marco avrebbe chiarito tramite il racconto dell\u2019evento storico la profezia in s\u00e9 oscura (<i>Mr <\/i>13:3-37). Luca, infatti, la chiarisce (<i>Lc <\/i>21:20-36). Generalmente gli studiosi pongono la composizione di <i>Mr <\/i>negli anni 60 del 1\u00b0 secolo. Lo studioso C. C. Torrey la pone nell\u2019anno 50, sostenendo una prima stesura aramaica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Se poi la testimonianza di Ireneo non \u00e8 attendibile, troverebbe pi\u00f9 valore la testimonianza che proviene dalla grotta numero 7 a Qumr\u00e0n (in Israele, presso il Mar Morto) scoperta nel 1955. In questa grotta sono stati rinvenuti 18 frammenti scritti in greco. Nel quinto frammento, il <i>7Q5<\/i>, venti lettere sopra un pezzo di papiro grande quanto un francobollo sembrerebbero doversi attribuire al <i>Vangelo di<\/i> <i>Marco<\/i>.\u00a0\u2013 Si veda al riguardo lo studio <i>Il frammento 7Q5 ritrovato nella grotta 7 di Qumr\u00e0n<\/i>,<i> <\/i>pi\u00f9 avanti, in questa stessa categoria.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Nel 1972, il papirologo spagnolo Jos\u00e9 O&#8217;Callaghan, ricercatore dell&#8217;istituto biblico di Roma, mentre stava lavorando alla catalogazione di questi frammenti, si accorse che il <i>7Q5<\/i> non conteneva un testo delle Scritture Ebraiche, ma i <i>versetti 52 e 53 del capitolo sesto del Vangelo di <\/i>Marco.\u00a0L&#8217;intuizione del papirologo fu in seguito sottoposta a rigorose verifiche scientifiche. Il gruppo testuale del <i>7Q5<\/i> \u00e8 stato confrontato al computer con tutta la letteratura greca nota dell&#8217;epoca, ma l&#8217;unica risposta \u00e8 stata <i>Mr <\/i>6:52,53. E la <i>probabilit\u00e0<\/i> che si possa trovare casualmente un altro testo letterario con la stessa disposizione di spazi e lettere \u00e8 stata calcolata essere di 1 su 900 miliardi. Ma c&#8217;\u00e9 di pi\u00f9: considerazioni sullo stile di scrittura (lo <i>Zierstill<\/i>) usato nel frammento e il confronto con altri frammenti di datazione certa, hanno permesso di sostenere che il <i>7Q5<\/i> non sia pi\u00f9 tardo del 50 E. V..\u00a0 Sarebbe questo, dunque, il pi\u00f9 antico frammento di Vangelo scritto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u201cSi dava per scontato\u201d dice O&#8217;Callaghan \u201cche dalla morte di Cristo alla stesura del Vangelo di Marco, fossero passati 40 anni, scoprire invece che ne passarono meno di 20 lascia ritenere che si cominci\u00f2 a mettere per iscritto la predicazione di Ges\u00f9, quando ancora erano in vita i testimoni oculari dei fatti\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0 Sono due i frammenti di papiro greco dalla Grotta 7 di Qumr\u00e0n che sono stati identificati come passi delle Scritture Greche (<i>7Q4<\/i> = 1<i>Timoteo<\/i> 3:16-4:3; <i>7Q5<\/i> = Marco 6:52,53). Pur restando controversi per alcuni, altri studiosi che hanno analizzato il problema del <i>7Q4<\/i> e del <i>7Q5 <\/i>da una posizione neutrale sono d&#8217;accordo su un punto: tutti i tentativi di trovare una nuova identificazione del frammento <i>7Q5<\/i> sono miseramente falliti. Il caso \u00e8 pi\u00f9 sorprendente se prendiamo in considerazione la discussione su un altro frammento del papiro greco dalla Grotta 7 di Qumr\u00e0n, il <i>7Q4<\/i>. Questo \u00e8 composto di due parti, una pi\u00f9 lunga e una molto breve. Per un papirologo professionista ha sempre aiutato il fatto che il frammento pi\u00f9 lungo conserva la parte in alto a destra della fine di una pagina. Ci\u00f2 significa che si sa come finiscono le righe e ci\u00f2 rende assai pi\u00f9 facile la ricostruzione degli inizi, poich\u00e9 l&#8217;inizio e la fine di ogni riga deve riportare il testo in sequenza. Quindi anche i papirologi che inizialmente avevano dubitato che il frammento <i>7Q5<\/i> fosse di <i>Marco<\/i>, hanno accettato che il <i>7Q4<\/i> \u00e8 di 1<i>Tm<\/i> 3:16. Si tratta di un\u2019identificazione evidente. Che cosa dunque ha fatto sorgere i dubbi recenti?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Alcuni studiosi, soprattutto Ernest A. Munro e Emile Puech, sono convinti che i testi delle Scritture Greche non avrebbero potuto essere preservati a Qumr\u00e0n. Si tratta per\u00f2 di una decisione <i>ideologica<\/i> basata su assunzioni che potrebbero essere errate. Gli storici non dimenticano, infatti, che non esisteva un \u201cNuovo Testamento\u201d quando furono scritti la <i>prima lettera a Timoteo<\/i> e il <i>Vangelo di<\/i> <i>Marco<\/i>. Quando Marco scriveva, non esisteva un genere letterario chiamato \u201cvangelo\u201d e non esisteva una comunit\u00e0 di discepoli di Yesh\u00f9a con una raccolta stabilita di lettere quando Paolo invi\u00f2 le sue missive alle congregazioni e alle persone. Tutto ci\u00f2 \u00e8 avvenuto pi\u00f9 tardi. Paolo, Marco e gli altri autori degli scritti che ora vengono chiamati \u201cNuovo Testamento\u201d erano degli ebrei che scrivevano su un ebreo &#8211; Yesh\u00f9a il consacrato &#8211; e i loro primi lettori erano ebrei, con alcuni non ebrei come ulteriore e pi\u00f9 ampio pubblico di lettori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Ebrei scrivevano per gli ebrei su un ebreo: \u00e8 certo che gli ebrei leggevano tali testi ed \u00e8 un&#8217;ovvia conclusione che gli ebrei di Qumr\u00e0n, gli esseni, fossero particolarmente interessati a questi documenti. Dopo tutto essi stessi stavano aspettando l&#8217;arrivo del messia e l&#8217;avvento degli ultimi giorni. Essi dovevano aver studiato questi documenti di un movimento messianico rivale &#8211; un movimento che affermava che il messia era giunto e che era Yesh\u00f9a di Nazaret.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u00c8 un fatto evidente che la grotta 7 era situata oltre i quartieri residenziali di Qumr\u00e0n. Chiunque voleva raggiungere questa grotta doveva passare davanti agli uffici della comunit\u00e0. La grotta 7 era sorvegliata, e soltanto le persone con buone credenziali, i pii esseni, vi avevano accesso. Dopo tutto, questa grotta conservava testi \u201cpericolosi\u201d di un movimento messianico rivale che proclamava Yesh\u00f9a come il messia da lungo tempo atteso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Per questo motivo vi sono esperti ebrei dei rotoli del Mar Morto (come Shemaryahu Talmon) che affermano che Qumr\u00e0n era il luogo pi\u00f9 naturale in cui i primi scritti relativi a Yesh\u00f9a venivano raccolti e studiati. Talmon ha anche affermato che l&#8217;esistenza di una copia del <i>Vangelo di<\/i> <i>Marco<\/i> &#8211; un Vangelo senz&#8217;altro scritto <i>prima <\/i>del 68 E. V., quando Qumr\u00e0n fu occupata dai romani &#8211; deve essere data per scontata, anche se il frammento <i>7Q5 <\/i>non fosse mai stato trovato e identificato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 In altre parole, le tesi contro una collezione relativa a Yesh\u00f9a a Qumr\u00e0n e, in particolare, le recenti tesi contro il <i>7Q4<\/i>, non possono avere valore storico e teologico. A parte l&#8217;ideologia, l&#8217;unico motivo perch\u00e9 tali tesi dovrebbero essere discusse \u00e8 semplicemente papirologico: esistono davvero delle ragioni dal punto di vista della papirologia per dubitare che le lettere e le righe sul frammento <i>7Q4<\/i> non sono conformi al testo della <i>prima lettera a Timoteo<\/i> 3:16\u20134:3?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Prima di tutto deve essere categoricamente affermato che un\u2019identificazione del <i>7Q4<\/i> con la <i>prima lettera a Timoteo<\/i> non pone alcun problema testuale. Vi sono soltanto due variazioni rispetto al testo greco moderno stampato e queste sono normali varianti degli scribi, ben note e ben attestate da numerosi papiri antichi. Nessun filologo classico vede alcun problema in ci\u00f2. Se Munro e Puech suggeriscono piuttosto dei passaggi dal libro non biblico di <i>Enoc<\/i>, utilizzando a sostegno di ci\u00f2 ulteriori frammenti dalla grotta 7, dobbiamo porci una domanda diretta: il loro suggerimento rappresenta davvero un passo in avanti, oppure si tratta puramente di un tentativo disperato da parte di chi semplicemente non pu\u00f2 e non vuole accettare che un frammento della <i>prima lettera a Timoteo<\/i> sia stato trovato in una grotta di Qumr\u00e0n?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Per chiunque abbia studiato i frammenti originali della grotta 7, la risposta \u00e8 chiara: l&#8217;identificazione del <i>7Q4 <\/i>e di altri piccoli pezzi dalla grotta 7 con <i>Enoc <\/i>103 \u00e8 pura fantasia, non un fatto. Dal punto di vista storico non \u00e8 affatto sicuro che sia esistita una traduzione <i>greca<\/i> di <i>Enoc<\/i> prima del 68 E. V.. Dal punto di vista papirologico, le lettere sui frammenti non corrispondono in ogni caso a <i>Enoc<\/i>. Munro e Puech devono inventare dei collegamenti che non esistono, e lettere che non ci sono. Le analisi al microscopio hanno indicato che in particolare il suggerimento di Puech \u00e8 basato su disegni falsificati. Per dirla in termini inequivocabili: egli ha falsificato l&#8217;evidenza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0 \u00a0Ulteriori frammenti dalla grotta 7 corrispondono alla <i>prima lettera a Timoteo<\/i>. Il frammento <i>7Q11<\/i> concorda con 1<i>Tm<\/i> 2:15\u20133:1; il <i>7Q12<\/i> pu\u00f2 essere identificato con 1<i>Tm<\/i> 3:1,2; il frammento <i>7Q13<\/i> \u00e8 1<i>Tm<\/i> 3:15 e il <i>7Q14<\/i> corrisponde a 1<i>Tm<\/i> 3:7. In altre parole, appare ora che il frammento <i>7Q4<\/i> non \u00e8 la sola evidenza per questa epistola. Il <i>7Q4<\/i> \u00e8 stato ampliato dai frammenti <i>7Q11<\/i>, <i>7Q12<\/i>, <i>7Q13<\/i> e <i>7Q14<\/i>, e ora possediamo una sequenza impressionante: questa lettera pastorale, scritta prima del 68 E. V., era stata studiata a Qumr\u00e0n, e i passaggi dai capitoli 2, 3, e 4 sono sopravvissuti in meno di sei frammenti. Questo avvalora l\u2019esistenza di <i>Marco <\/i>gi\u00e0 nel 50 E. V..<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u201cTutti, lasciatolo [ovvero abbandonato Yesh\u00f9a], se ne fuggirono. Un giovane lo seguiva, coperto soltanto con un lenzuolo; e lo afferrarono; ma egli, lasciando andare il lenzuolo, se ne fugg\u00ec nudo\u201d (Mr 14:50-52). Quel \u201cgiovane\u201d fuggito nudo dal Getsemani quando Yesh\u00f9a fu catturato era Marco. 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