{"id":2156,"date":"2013-06-24T05:19:37","date_gmt":"2013-06-24T03:19:37","guid":{"rendered":"http:\/\/www.biblistica.it\/?page_id=2156"},"modified":"2013-06-24T05:19:42","modified_gmt":"2013-06-24T03:19:42","slug":"il-vangelo-di-luca-datazione-e-destinatari","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.biblistica.it\/?page_id=2156","title":{"rendered":"Il Vangelo di Luca &#8211; Datazione e destinatari"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><b><i>Data del componimento di <\/i><\/b><b>Lc<i><\/i><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Siccome <i>Atti <\/i>si arresta al biennio di prigionia di Paolo a Roma, alcuni pensano che il Vangelo sia stato scritto da Luca nel periodo tranquillo della sua permanenza a Roma (60-62 circa). Ma a Roma Luca non avrebbe potuto accedere alle tante compilazioni che \u2018molti avevano intrapreso per ordinare una narrazione\u2019 (<i>Lc <\/i>1:1) n\u00e9 avrebbe potuto intervistare di persona \u2013 cosa che certo fece \u2013 i testimoni oculari dei fatti per \u2018informasi accuratamente di ogni cosa\u2019. &#8211; <i>At <\/i>1:3.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Il <i>Vangelo di Luca<\/i> fu comunque da lui scritto <i>prima <\/i>del libro di <i>Atti<\/i>: \u201cNel mio primo libro [\u2026]\u201d dice Luca iniziando <i>At <\/i>(1:1) e riferendosi al suo Vangelo, dunque il Vangelo \u00e8 precedente ad <i>Atti<\/i>. Quando fu scritto <i>Atti<\/i>?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Un\u2019opinione condivisa da molti \u00e8 questa: \u201cSi arriva agli inizi della primavera del 61 come fine del periodo a cui si riferiscono gli Atti. Ne consegue che Atti dev\u2019essere stato scritto allora, perch\u00e9 se fosse stato scritto dopo \u00e8 ragionevole pensare che Luca ci avrebbe fornito ulteriori informazioni riguardo a Paolo\u201d. &#8211; <i>La Torre<\/i><i> di Guardia<\/i>, 15 ottobre 1981, pag. 31, Domande dai lettori, \u00a7 3,4.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Tuttavia, non bisognerebbe insistere sul fatto che <i>At <\/i>debba essere stato scritto prima del termine della prigionia paolina in quanto non ne descrive l\u2019esito: \u201cE Paolo rimase due anni interi in una casa da lui presa in affitto, e riceveva tutti quelli che venivano a trovarlo, proclamando il regno di Dio e insegnando le cose relative al Signore Ges\u00f9 Cristo, con tutta franchezza e senza impedimento\u201d (<i>At <\/i>28:30,31; qui <i>termina <\/i>il libro di <i>Atti<\/i>). La mancanza della narrazione dell\u2019esito dell\u2019appello all\u2019imperatore romano cui Paolo era ricorso non va infatti necessariamente attribuito alla mancanza di ulteriori notizie. Il fatto \u00e8 che l\u2019esito di quell\u2019appello non rientrava nel fine che Luca s\u2019era proposto, quello cio\u00e8 di mostrare la diffusione della buona notizia o vangelo fino al centro dell\u2019impero romano. Una descrizione di eventi paolini con la sua morte o il suo ritorno nelle regioni gi\u00e0 evangelizzate non rientrava nell\u2019intento lucano. Per lo stesso motivo, va escluso un supposto viaggio di Paolo in Spagna: esso sarebbe rientrato nell\u2019intento lucano di mostrare la diffusione della lieta notizia da Gerusalemme fino agli estremi della terra. La Spagna era ritenuta l\u2019estremo confine del mondo allora noto. Paolo aveva intenzione di andarci: \u201cQuando andr\u00f2 in Spagna [\u2026] Per ora vado a Gerusalemme [\u2026]. [Poi] andr\u00f2 in Spagna\u201d (<i>Rm <\/i>15:24,25.28), ma evidentemente non pot\u00e9, dato che le Scritture non contengono accenni ad un suo viaggio in Spagna se non il suo desiderio di andarci. Forse in Spagna gi\u00e0 c\u2019erano dei discepoli che evangelizzavano, dato che Paolo stesso afferma che il vangelo \u201c\u00e8 stato predicato a ogni creatura sotto il cielo\u201d (<i>Col <\/i>1:23). La chiusura di <i>At <\/i>\u00e8 quindi conforme allo scopo di Luca, quando conclude dicendo che Paolo stava \u201c<i>proclamando il regno di Dio<\/i> e insegnando le cose relative al Signore Ges\u00f9 Cristo, con tutta franchezza e senza impedimento\u201d. &#8211; <i>At <\/i>28:31.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Quando fu scritto allora <i>Atti<\/i>? Dopo il <i>Vangelo di Luca<\/i>, ovviamente. Non si tratta qui di giocare con le parole, dicendo che siccome <i>At <\/i>fu scritto dopo <i>Lc<\/i>, allora <i>Lc <\/i>\u00e8 stato scritto prima di <i>At<\/i>. Il fatto \u00e8 che \u00e8 sbagliato, come abbiamo visto, fissare la composizione di <i>At<\/i> verso il 60-62 e <i>da questa datazione errata <\/i>far risalire <i>Lc <\/i>a un periodo precedente. Occorre applicare il procedimento contrario: stabilire quando \u00e8 stato scritto <i>Lc <\/i>e poi collocare <i>At <\/i>dopo quella data.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Il <i>Vangelo di Luca<\/i> deve essere stato composto <i>dopo <\/i>la distruzione di Gerusalemme. Ci sono due ragioni per stabilire questo fatto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 La prima ragione \u00e8 la chiara descrizione della fine di Gerusalemme, come si vede dal raffronto dei tre sinottici. Marco riporta la profezia di Yesh\u00f9a circa la distruzione di Gerusalemme con poche e oscure parole, proprie della profezia originaria di Yesh\u00f9a. Matteo e Luca, che scrivono <i>dopo <\/i>che la profezia si \u00e8 avverata, includono retrospettivamente i dati <i>chiari <\/i>della profezia avverata. Per Marco si tratta della \u201cabominazione della desolazione posta l\u00e0 dove non deve stare\u201d; come in ogni profezia, i termini sono enigmatici: cosa \u00e8 questa \u201cabominazione della desolazione\u201d?, e che luogo \u00e8 mai il posto \u201cdove non deve stare\u201d? Matteo, scrivendo dopo la distruzione del 70 e per gli <i>ebrei <\/i>usa una terminologia a loro nota tratta da <i>Daniele<\/i> e perci\u00f2 ben comprensibile; precisa anche che il \u201cl\u00e0 dove non deve stare\u201d \u00e8 il \u201cluogo santo\u201d ovvero l\u2019area del Tempio. Luca, che scrive per gli stranieri, \u00e8 completamente chiaro: Gerusalemme, circondata da eserciti, \u00e8 prossima alla devastazione.<\/p>\n<div align=\"center\">\n<table border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"145\">\n<p align=\"center\"><b><i>Mr <\/i><\/b><b>13:14<i><\/i><\/b><\/p>\n<\/td>\n<td width=\"145\">\n<p align=\"center\"><b><i>Mt <\/i><\/b><b>24:15<i><\/i><\/b><\/p>\n<\/td>\n<td width=\"145\">\n<p align=\"center\"><b><i>Lc <\/i><\/b><b>21:20<\/b><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"145\">\n<p align=\"center\">\u201cQuando poi vedrete l&#8217;abominazione della desolazione posta l\u00e0 dove non deve stare\u201d.<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"145\">\n<p align=\"center\">\u201cQuando dunque vedrete l&#8217;abominazione della desolazione, della quale ha parlato il profeta <b>Daniele<\/b>, posta in <b>luogo santo\u201d<\/b><i>.<\/i><\/p>\n<\/td>\n<td width=\"145\">\n<p align=\"center\">\u201cQuando vedrete <b>Gerusalemme circondata da eserciti<\/b>, allora sappiate che <b>la sua devastazione \u00e8 vicina\u201d<\/b>.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Questa prima ragione fissa dunque la composizione di <i>Lc <\/i>dopo il 70 della nostra \u00e8ra. Insistere su preconcetti religiosi diversi non solo fa ignorare l\u2019evidenza, ma obbliga a non capire le ragioni dello studio serio della Parola di Dio. Cos\u00ec accade che si possa sostenere quanto segue: \u201cMolti teologi della cristianit\u00e0 ipotizzano che il Vangelo di Marco e un\u2019altra fonte di informazioni indicata con la lettera \u2018Q\u2019 (dalla parola tedesca <i>Quelle,<\/i> che significa \u2018fonte\u2019) siano stati usati come base per la compilazione dei Vangeli di Matteo e di Luca, e che quindi Marco e \u2018Q\u2019 siano stati scritti prima. Il motivo per cui molti accettano questa ipotesi \u00e8 il tentativo di spiegare le somiglianze esistenti fra i Vangeli, dal momento che non credono all\u2019ispirazione divina. Ma tutte queste teorie dovute alla mancanza di fede cadono di fronte ai fatti, come l\u2019incontestabile testimonianza dei primi sorveglianti della chiesa secondo i quali Matteo fu il primo a mettere per iscritto il suo Vangelo. Orig\u00e8ne (185-254 E.V.) dice: \u2018Il primo Vangelo fu scritto da Matteo\u2019\u201d. \u2013 <i>La Torre<\/i><i> di Guardia<\/i>, gi\u00e0 citata, \u00a7 1.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Ecco che &#8211; non comprendendo che \u00e8 lo studio serio della Bibbia a dirci come stanno le cose, e non la dottrina religiosa tradizionale a far dire alla Bibbia come vorremmo stessero le cose \u2013 l\u2019unica conseguenza possibile \u00e8 che tutto deve essere attribuito \u201calla mancanza di fede\u201d. Affermando che \u00e8 il \u201ctentativo di spiegare le somiglianze esistenti fra i Vangeli\u201d che determinerebbe l\u2019ipotesi che <i>Mr <\/i>sia stato scritto prima di <i>Mt <\/i>e <i>Lc<\/i>, non si capisce che sono invece proprio le somiglianze fra i Vangeli che determinano che <i>Mr <\/i>\u00e8 stato scritto per primo. Ragionando cos\u00ec, in un ambito chiuso, non rimane che affermare che gli studiosi \u201cnon credono all\u2019ispirazione divina\u201d. Da parte nostra facciamo notare che credere ciecamente ad una societ\u00e0 religiosa americana retta da un gruppo dirigente umano non ha alcunch\u00e9 a che fare con il credere all\u2019ispirazione divina, cosa di cui siamo profondamente convinti. \u2013 Si vedano al riguardo, nella sezione <i>La Bibbia<\/i>, i nostri studi nella categoria <i>L\u2019ispirazione della <\/i>Bibbia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 In quanto al porre Orig\u00e8ne tra i \u201cprimi sorveglianti della chiesa\u201d (<i>Ibidem<\/i>), la cosa \u00e8 alquanto buffa. Sembra che Orig\u00e8ne venga tirato un po\u2019 troppo per la giacchetta da pi\u00f9 parti. Orig\u00e8ne \u00e8 gi\u00e0 rivendicato, infatti, dai cattolici tra i cosiddetti \u201cpadri della Chiesa\u201d. Ora scopriamo che era anche tra i \u201cprimi sorveglianti della chiesa\u201d (<i>Ibidem<\/i>), termine con cui gli editori de <i>La Torre<\/i><i> di Guardia<\/i> chiamano i loro responsabili di congregazione. La verit\u00e0 \u00e8 che Orig\u00e8ne appartiene pi\u00f9 all\u2019apostasia che alla chiesa delle origini; occorre vagliare bene ci\u00f2 che si scrive.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Orig\u00e8ne Adam\u00e0nzio (Alessandria d\u2019Egitto, 185 \u2013 Tiro, 254) fu filosofo e teologo. Nel suo <i>De principiis<\/i> tratta, tra l\u2019altro, della trinit\u00e0; questo trattato contiene anche la teologia <i>platonica<\/i> di Orig\u00e8ne. Vi si fa chiaro riferimento alle \u201ctre Persone della Trinit\u00e0\u201d (<i>De principiis<\/i>, IV, 27; I, VI, II, II, 2; II, IV 3). Egli credeva che Dio creasse dall&#8217;eternit\u00e0, ammettendo una duplice serie infinita di mondi prima e dopo il mondo attuale; &#8220;\u00e8 assurdo&#8221;, affermava, &#8220;immaginare la natura di Dio inattiva, o la Sua bont\u00e0 inefficace, o il Suo dominio senza soggetti&#8221; (<i>De principiis<\/i>, III, V, 3). Secondo lui, gli uomini e gli angeli esistevano nel mondo intellegibile come sostanze spirituali dello stesso genere e solo con la caduta si sono differenziati. Orig\u00e8ne sostiene la discesa dell\u2019anima in un corpo umano (<i>Commento al Vangelo di Giovanni <\/i>6,14,86;<i> Contro Celso <\/i>5,29; cfr. <i>Contro Celso<\/i> 4,17). Questa infusione dell\u2019anima nel corpo, secondo lui si \u00e8 realizzata o a causa della caduta iniziale nel peccato (<i>De principiis <\/i>1,6,3) o per aiutare gli uomini (<i>De principiis <\/i>2,6,3; 4,3,12; <i>Omelie su Ezechiele<\/i> 1,1; <i>Commento al Vangelo di Giovanni <\/i>2,31,186-190); il corpo \u00e8 assunto in base ai meriti e demeriti antecedenti la nascita (<i>De principiis <\/i>2,8,4; 3,3,5-6). Chi conosce un po\u2019 la Bibbia vede gi\u00e0 da qui quanto Orig\u00e8ne fosse lontano dalle verit\u00e0 bibliche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 La teoria che <i>Mt <\/i>sia stato il primo Vangelo ad essere scritto \u00e8 sostenuto in modo particolare dai cattolici, quasi fosse un dogma di fede. Tutto si basa sulla testimonianza di Papia (morto nel 130) che sostiene che Matteo fu il primo a scrivere il Vangelo, ma tale testimonianza di Papia non \u00e8 diretta, ma si rinviene in uno scritto di Eusebio (morto nel 339, ovvero <i>trecento anni <\/i>dopo gli avvenimenti evangelici), ovvero in <i>Hist. Eccl. <\/i>3,39,16. Eppure, Agostino (il famoso \u201cSant\u2019Agostino\u201d dei cattolici) gi\u00e0 dubitava molto di ci\u00f2 (<i>De consensu evangelistarum<\/i>, 1,4). In quanto a Orig\u00e8ne e alla sua dichiarazione, va detto che questa \u00e8 <i>tratta <\/i>sempre da Eusebio (va ripetuto: morto nel 339, ovvero <i>trecento anni <\/i>dopo gli avvenimenti evangelici), che la riporta nella sua <i>Hist. Eccl. <\/i>6,25 EP 503.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 La seconda ragione per datare <i>Lc <\/i>dopo <i>Mr <\/i>e quindi dopo il 70 E. V. \u00e8 la testimonianza di Ireneo (<i>ep\u00ecskopos <\/i>nella congregazione di Lione verso il 120 E. V.). Ireneo scrive: \u201cMarco, discepolo e interprete di Pietro, mise per iscritto ci\u00f2 che era stato predicato da Pietro. Poi Luca, seguace di Paolo, stese in un libro il vangelo da lui predicato\u201d (<i>Adversus Haer. <\/i>3,1,2, PG 7,844; EP 208). E questa \u00e8 una testimonianza <i>diretta<\/i> dei primissimi decenni dell\u2019anno 100, non una testimonianza <i>riferita <\/i>centinaia di anni dopo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><i>Destinatari del <\/i><\/b><b>Vangelo di Luca<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Pur essendo dedicato a Teofilo, i veri destinatari del Vangelo lucano sono i gentili (o non ebrei). Per loro Luca spiega le usanze giudaiche che avrebbero potuto rattristarli, come la proibizione da parte di Yesh\u00f9a di andare dai gentili (in <i>Mt <\/i>10:5) o l\u2019episodio della donna Cananea (in <i>Mr <\/i>7:24-30). All\u2019opposto, Luca esalta pi\u00f9 degli altri evangelisti la fede del centurione, un gentile: \u201cGes\u00f9 rest\u00f2 meravigliato di lui [il centurione]; e, rivolgendosi alla folla che lo seguiva, disse: \u2018Io vi dico che neppure in Israele ho trovato una cos\u00ec gran fede!\u2019\u201d (<i>Lc <\/i>7:9). Come esalta pure la fede del lebbroso samaritano (quindi un mezzo pagano) che \u2013 unico tra dieci, di cui gli altri nove erano ebrei \u2013 sent\u00ec il dovere di ringraziare Yesh\u00f9a per la guarigione ottenuta: \u201cUno di loro vedendo che era purificato, torn\u00f2 indietro, glorificando Dio ad alta voce; e si gett\u00f2 ai piedi di Ges\u00f9 con la faccia a terra, ringraziandolo; ed era un samaritano. Ges\u00f9, rispondendo, disse: \u2018I dieci non sono stati tutti purificati? Dove sono gli altri nove? Non si \u00e8 trovato nessuno che sia tornato per dar gloria a Dio tranne questo straniero?\u2019\u201d (<i>Lc <\/i>17:15-18). Luca rammenta pure il sentimento favorevole di Yesh\u00f9a verso i samaritani, che erano invece detestati dai giudei: \u201cMentre si avvicinava il tempo in cui sarebbe stato tolto dal mondo, Ges\u00f9 si mise risolutamente in cammino per andare a Gerusalemme. Mand\u00f2 davanti a s\u00e9 dei messaggeri, i quali, partiti, entrarono in un villaggio dei Samaritani per preparargli un alloggio. Ma quelli non lo ricevettero perch\u00e9 era diretto verso Gerusalemme. Veduto ci\u00f2, i suoi discepoli Giacomo e Giovanni dissero: \u2018Signore, vuoi che diciamo che un fuoco scenda dal cielo e li consumi?\u2019 Ma egli si volt\u00f2 verso di loro e li sgrid\u00f2. E se ne andarono in un altro villaggio\u201d. &#8211; <i>Lc <\/i>9:51-56.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Scrivendo per i gentili, Luca evita le parole semitiche che <i>sostituisce<\/i> con le corrispondenti greche.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div align=\"center\">\n<table border=\"0\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"218\">\n<p align=\"center\"><b><i>Mr <\/i><\/b><b>9:5<\/b><\/p>\n<\/td>\n<td width=\"218\">\n<p align=\"center\"><b><i>Lc <\/i><\/b><b>9:33<\/b><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"218\">\n<p align=\"center\">\u201c<span style=\"color: #ff0000;\"><i>Rabb\u00ec<\/i><\/span>, \u00e8 bello stare qua\u201d.<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"218\">\n<p align=\"center\">\u201c<span style=\"color: #0000ff;\"><i>Maestro<\/i><\/span>, \u00e8 bene che stiamo qui\u201d.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"218\">\n<p align=\"center\"><b><i>Mr <\/i><\/b><b>14:36<\/b><\/p>\n<\/td>\n<td width=\"218\">\n<p align=\"center\"><b><i>Lc <\/i><\/b><b>22:42<\/b><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"218\">\n<p align=\"center\">\u201c<span style=\"color: #ff0000;\"><i>Abb\u00e0<\/i><\/span>, Padre!\u201d<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"218\">\n<p align=\"center\">\u201c<span style=\"color: #0000ff;\">Padre<\/span> [\u2026]\u201d<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"218\">\n<p align=\"center\"><b><i>Mr <\/i><\/b><b>10:51<\/b><\/p>\n<\/td>\n<td width=\"218\">\n<p align=\"center\"><b><i>Lc <\/i><\/b><b>18:41<\/b><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"218\">\n<p align=\"center\">\u201c<span style=\"color: #ff0000;\"><i>Rabbun\u00ec<\/i><\/span>, che io ricuperi la vista\u201d.<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"218\">\n<p align=\"center\">\u201c<span style=\"color: #0000ff;\"><i>Signore<\/i><\/span>, che io ricuperi la vista\u201d.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Data del componimento di Lc \u00a0\u00a0 Siccome Atti si arresta al biennio di prigionia di Paolo a Roma, alcuni pensano che il Vangelo sia stato scritto da Luca nel periodo tranquillo della sua permanenza a Roma (60-62 circa). 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