{"id":2203,"date":"2013-06-26T06:14:49","date_gmt":"2013-06-26T04:14:49","guid":{"rendered":"http:\/\/www.biblistica.it\/?page_id=2203"},"modified":"2013-06-26T06:14:53","modified_gmt":"2013-06-26T04:14:53","slug":"lautore-di-gv-conosceva-bene-la-palestina","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.biblistica.it\/?page_id=2203","title":{"rendered":"L\u2019autore di Gv conosceva bene la Palestina"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Una caratteristica di <i>Gv <\/i>\u00e8 che \u2013 a differenza dei tre sinottici \u2013 esso si sofferma sull\u2019attivit\u00e0 di Yesh\u00f9a in Giudea. In <i>Gv <\/i>si mostra di sapere che Yesh\u00f9a era stato in Galilea e vi aveva esercitato il suo ministero, ma <i>Gv <\/i>si concentra quasi esclusivamente sul ministero di Yesh\u00f9a in Giudea (aspetto che viene trascurato quasi del tutto dai tre sinottici).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 La domanda che si pone lo studioso \u00e8: <i>Gv <\/i>conosce bene i luoghi oppure no? La domanda non \u00e8 oziosa: verso la fine del 1800 qualche studioso cerc\u00f2 di dimostrare che quando lo scrittore di <i>Gv <\/i>aveva bisogno di scrivere il nome di un luogo metteva quello che gli veniva in mente, senza preoccuparsi se andava bene o no. Gli studiosi a volte (troppo spesso, forse) fanno ipotesi strane e fantasiose, ma queste \u2013 per essere confutate o confermate \u2013 costringono ad approfondire gli studi, e questo di certo \u00e8 il lato buono della cosa. Comunque, dalla fine del 1800 si sono compiuti molti studi in campo geografico, e questi hanno fatto cambiare opinione a chi aveva messo in dubbio la conoscenza geografica dello scrittore di <i>Gv<\/i>, specialmente per la Giudea meridionale.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Il <i>Vangelo di<\/i> <i>Giovanni <\/i>ricorda una dozzina di localit\u00e0 che non sono nominate nei sinottici. Vediamone alcune.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 <b>Cana di Galilea<\/b>. Si tratta probabilmente dell\u2019attuale Khirbet Qana situata a circa 16 km a nord di Nazaret, dove giacciono le rovine di un antico villaggio. Vediamone la menzione fatta da <i>Gv<\/i>:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cGes\u00f9 dunque venne di nuovo a Cana di Galilea, dove aveva cambiato l&#8217;acqua in vino. Vi era un ufficiale del re, il cui figlio era infermo a Capernaum. Come egli ebbe udito che Ges\u00f9 era venuto dalla Giudea in Galilea, and\u00f2 da lui e lo preg\u00f2 che scendesse e guarisse suo figlio, perch\u00e9 stava per morire. Perci\u00f2 Ges\u00f9 gli disse: \u2018Se non vedete segni e miracoli, voi non crederete\u2019.\u00a0 L&#8217;ufficiale del re gli disse: \u2018Signore, scendi prima che il mio bambino muoia\u2019. Ges\u00f9 gli disse: \u2018Va&#8217;, tuo figlio vive\u2019. Quell&#8217;uomo credette alla parola che Ges\u00f9 gli aveva detta, e se ne and\u00f2. E mentre gi\u00e0 stava scendendo, i suoi servi gli andarono incontro e gli dissero: \u2018Tuo figlio vive\u2019. Allora egli domand\u00f2 loro a che ora avesse cominciato a star meglio; ed essi gli risposero: \u2018Ieri, all&#8217;ora settima, la febbre lo lasci\u00f2\u2019. Cos\u00ec il padre riconobbe che la guarigione era avvenuta nell&#8217;ora che Ges\u00f9 gli aveva detto: \u2018Tuo figlio vive\u2019; e credette lui con tutta la sua casa. Ges\u00f9 fece questo secondo segno miracoloso, tornando dalla Giudea in Galilea\u201d. &#8211; 4:46-54.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u00c8 detto in questo passo che l\u2019ufficiale che chiede la guarigione del figlio abitava a Capernaum (o Cafarnao), che si trova sul Lago di Tiberiade (o Mar di Galilea). Tale lago giace a circa 209 m sotto il livello del Mar Mediterraneo; Capernaum \u00e8 al livello del lago. Cana \u00e8 invece situata sulle alture, assai pi\u00f9 in alto di Cafarnao. \u00c8 logica quindi l\u2019insistenza con cui l\u2019ufficiale chiede a Yesh\u00f9a di <i>scendere<\/i> a casa sua: \u201cLo preg\u00f2 che <i>scendesse<\/i>\u201d (v. 47), \u201cSignore, <i>scendi<\/i>\u201d (v. 49); \u201cMentre gi\u00e0 stava <i>scendendo<\/i>\u201d. &#8211; V. 51.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 <b>Samaria<\/b>. \u00c8 interessante l\u2019incontro di Yesh\u00f9a con la samaritana. Le indicazioni geografiche sono <i>precise<\/i>. Yesh\u00f9a \u201clasci\u00f2 la Giudea e se ne and\u00f2 di nuovo in Galilea. Ora doveva passare per la Samaria\u201d (4:3,4). \u201c<i>Doveva <\/i>passare per la Samar\u00eca\u201d: strada obbligata, e <i>Gv <\/i>conosce bene la regione. \u201cGiunse dunque a una citt\u00e0 della Samaria, chiamata Sicar, vicina al podere che Giacobbe aveva dato a suo figlio Giuseppe; e l\u00e0 c&#8217;era il pozzo di Giacobbe\u201d (4:5,6). Qui Yesh\u00f9a incontra una samaritana venuta ad attingere acqua e le chiede da bere; poi lui stesso le offre dell\u2019acqua. \u201cSignore, tu non hai nulla per attingere, e il pozzo \u00e8 <i>profondo<\/i>\u201d (v. 11). Il pozzo era, infatti, uno dei pi\u00f9 profondi della Palestina. Yesh\u00f9a, \u201cstanco del cammino, stava cos\u00ec a sedere presso il pozzo\u201d (v. 6), e da quella posizione poteva spaziare con lo sguardo a ovest, sul monte Gherizim, di cui la samaritana dice: \u201cI nostri padri hanno adorato su <i>questo<\/i> monte\u201d (v. 20); il tempio dei samaritani era l\u00ec, ancora visibile. Verso sud-est, sulla pianura, c\u2019erano i campi di grano pronti per la mietitura, e Yesh\u00f9a li indica per trarne un insegnamento: \u201cAlzate gli occhi e guardate le campagne come gi\u00e0 biancheggiano per la mietitura\u201d (v. 35). Lo scrittore di <i>Gv <\/i>era persona che conosceva bene i luoghi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Gli studiosi, se ora pure convinti, trovavano per\u00f2 ancora un problema nel nome di quella cittadina in cui Yesh\u00f9a si era fermato: \u201cUna citt\u00e0 della Samaria, chiamata <i>Sicar<\/i>\u201d (v. 5). Questa Sicar era ignota, mai nominata altrove. Qualcuno tent\u00f2 di identificarla con Askar, un piccolo villaggio un po\u2019 lontano, a settentrione del pozzo. Ma questo villaggio \u00e8 del tutto recente, privo di riscontri che ci facciano ipotizzare una sua esistenza al tempo di Yesh\u00f9a. Poi, nel 1913 un gruppo di archeologi tedeschi inizi\u00f2 degli scavi nel Tell Balatah accanto al pozzo di Giacobbe. Essi si accorsero con meraviglia che quella localit\u00e0 andava identificata con la biblica Sichem (la moderna Nablus, citt\u00e0 palestinese, nei Territori). Ora, nell\u2019antica versione siriaca dei Vangeli, al posto di Sicar si legge \u201cSechem\u201d (in 4:5). Questa grafia \u00e8 preferibile e risulta confermata da Girolamo che scriveva che \u201cSicar\u201d non \u00e8 altro che un errore del testo per \u201cSichem\u201d (<i>Quaestiones in Genesim <\/i>48,22 PL 23,1055). Questo luogo si adatta bene all\u2019incontro della donna con i suoi concittadini samaritani (\u201cLa donna lasci\u00f2 dunque la sua secchia, se ne and\u00f2 in citt\u00e0 e disse alla gente: \u2018Venite a vedere\u2019\u201d \u2013 vv. 28,29). Yesh\u00f9a, risalendo dal sud al nord si ferma al pozzo che si trova a meno di un km da Sichem, mentre \u201ci suoi discepoli erano andati in citt\u00e0 a comprar da mangiare\u201d. &#8211; V. 8.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 <b>Enon<\/b>. Mentre Yesh\u00f9a era in Giudea, il battezzatore (ovvero Giovanni) predicava e battezzava \u201ca Enon, presso Salim\u201d (3:23). L\u00e0, dice <i>Gv<\/i>, \u201cc&#8217;era molta acqua\u201d (v. 23). \u201cIvi erano <i>acque<\/i> assai\u201d traduce meglio <i>Diodati<\/i>, rispettando il plurale del testo greco che fa pensare a delle sorgenti d\u2019acqua. L\u2019ubicazione di Enon \u00e8 stata molto discussa. Era posta tradizionalmente al limite meridionale della Galilea, a 12 km a sud di Beisan (Beschean o Scitopoli). Eusebio, infatti, afferma: \u201cEnon, dove battezzava Giovanni, \u00e8 situata presso Salim, e pu\u00f2 essere indicata ancor oggi a circa tre miglia da Scitopoli nella parte meridionale, vicino a Salim e al Giordano\u201d (<i>Onom <\/i>41,1-3). Di recente, comunque, \u00e8 stato suggerito il luogo dove si trova, in Samaria, la sorgente di Ainun (a sud del <i>wadi<\/i>* el-Farah &#8211; *Il <i>wadi <\/i>\u00e8 un torrente ricco d\u2019acqua durante il periodo delle piogge), distante circa 10 km dal villaggio di Salim (che \u00e8 a 6 km ad est di Nablus). Gli scavi archeologici hanno dimostrato che l\u00ec c\u2019erano molte sorgenti d\u2019acqua che potevano essere usate per le molte immersioni dei battesimi (\u201cLa gente veniva a farsi battezzare\u201d \u2013 v. 23). In questo luogo Giovanni il battezzatore si era rifugiato venendo via da Betania (1:28), forse per sfuggire all\u2019ira di Antipa. Dato che questo luogo si trovava in Samar\u00eca e <i>l\u00ec in Samar\u00eca Giovanni aveva battezzato molte persone<\/i>, si comprende meglio ci\u00f2 che Yesh\u00f9a disse agli apostoli: \u201c\u00c8 vero il detto: \u2018L&#8217;uno semina e l&#8217;altro miete\u2019. Io vi ho mandati a <i>mietere l\u00e0 dove voi non avete lavorato<\/i>; <i>altri<\/i> hanno faticato, e <i>voi siete subentrati<\/i> nella loro fatica\u201d (4:37,38). Queste parole Yesh\u00f9a le disse loro proprio mente si trovava in Samar\u00eca.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 <b>Gerusalemme<\/b>. In <i>Gv <\/i>\u00e8 ricordata la piscina di Siloe (Siloam), in cui il cieco doveva lavarsi per essere guarito: \u201cVa&#8217;, l\u00e0vati nella vasca di Siloe\u201d. &#8211; 9:7.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 In <i>Gv<\/i> si parla anche del \u201ctorrente Chedron\u201d (18:1), che nel testo non \u00e8 detto propriamente \u201ctorrente\u201d (come tradotto), ma \u03c7\u03b5\u03af\u03bc\u03b1\u03c1\u03c1\u03bf\u03c2 (<i>ch\u00e8imarros<\/i>), nome che designa un <i>wadi<\/i>. Molto bene traduce <i>TNM<\/i>: \u201cTorrente invernale di Chidron\u201d. Quando Yesh\u00f9a l\u2019attravers\u00f2 con i suoi discepoli era probabilmente asciutto, essendo verso aprile (Yesh\u00f9a \u00e8 arrestato in quel luogo nel periodo pasquale).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Questi nomi geografici non creano agli studiosi nessuna difficolt\u00e0 perch\u00e9 sono molto noti, essendo citati in tanti passi biblici.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Sempre a Gerusalemme, <i>Gv <\/i>menziona il <i>portico di Salomone<\/i>. \u201cGes\u00f9 passeggiava nel tempio, sotto il portico di Salomone\u201d (10:23). \u201cEra d&#8217;inverno\u201d (v. 22). Non possono esserci dubbi sull\u2019esistenza di questo portico di Salomone, dato che \u2013 secondo Giuseppe Flavio (<i>Antichit\u00e0 Giu-daiche <\/i>20,7,9) \u2013 si trovava sul lato orientale del colonnato che circondava il cortile esterno del Tempio. I particolari dati da <i>Gv <\/i>sono molto naturali: Yesh\u00f9a vi aveva cercato riparo contro il freddo e il maltempo (\u201cpasseggiava\u201d \u2013 v. 23) perch\u00e9 \u201cera inverno\u201d (v. 22), e precisamente ricorreva \u201cla festa della Dedicazione\u201d (v. 22). Questa era una festa non mosaica, istituita al tempo dei Maccabei. Si tratta di indicazioni che non hanno alcun legame con il racconto e sono semplici ricordi di un <i>testimone oculare <\/i>che ripensa al freddo e alla festa.\u00a0 Anche questa \u00e8 una dimostrazione della conoscenza <i>personale <\/i>che l\u2019autore di <i>Gv<\/i> ha di Gerusalemme.<i> <\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 <b>Betesda<\/b>. \u201cA Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, c&#8217;\u00e8 una vasca, chiamata in ebraico Betesda, che ha cinque portici\u201d (5:2). Si tratta della famosa piscina dei cinque portici, ritenuta in passato una invenzione di <i>Gv<\/i>, tanto pi\u00f9 che la tradizione manoscritta (molto incerta, per la verit\u00e0) presentava altri nomi: Bezata, Belzeta, Betsaida. Ma gli scavi iniziati del 1878, a circa un km a nord del Tempio, e ripresi nel 1931 e 1932, misero in luce una piscina doppia, circondata da portici ai quattro lati e con un portico centrale largo 6 metri e mezzo che divideva la piscina in due, una pi\u00f9 alta e l\u2019altra un po\u2019 pi\u00f9 bassa. Ecco cos\u00ec chiarito l\u2019enigma dei cinque portici. Questa stessa piscina \u00e8 anche ricordata nel \u201cRotolo di rame\u201d rinvenuto tra i reperti di Qumr\u00e0n; da ci\u00f2 \u00e8 stata confermata sia l\u2019esattezza di <i>Gv <\/i>sia il nome di Betesda. La piscina doveva essere profonda 16 m; il paralitico di cui <i>Gv <\/i>parla in 5:5 doveva essere portato nella vasca e anche sostenuto a galla durante l\u2019immersione: \u201cIo non ho nessuno che, quando l&#8217;acqua \u00e8 mossa, mi metta nella vasca\u201d 8v. 7), di qui la sua difficolt\u00e0 ad arrivare per primo: \u201cE mentre ci vengo io, un altro vi scende prima di me\u201d (v. 7). L\u2019acqua doveva arrivare a tratti: quando il deposito d\u2019acqua nella montagna si riempiva, allora l\u2019acqua rifluiva nella piscina portando sali e gas salutari per le malattie; dava l\u2019idea &#8211; nell\u2019immaginario popolare \u2013 che a muovere l\u2019acqua fosse un angelo (\u201cUn angelo scendeva nella vasca e metteva l&#8217;acqua in movimento\u201d \u2013 v. 4). Yesh\u00f9a, nel guarire il paralitico, non lo affida affatto all\u2019\u201cangelo\u201d, ma lo guarisce direttamente: \u201c\u00c0lzati, prendi il tuo lettuccio, e cammina\u201d. In quell&#8217;istante quell&#8217;uomo fu guarito; e, preso il suo lettuccio, si mise a camminare\u201d (vv. 8,9). Secondo gli studi effettuati, pare ci fosse stato sul posto un luogo di culto al dio Asclepio \u2013 costruito dai soldati romani stanziati l\u00ec -, con tanto di piscina per le immersioni. <i>Gv<\/i> oppone al \u201cguaritore\u201d pagano il vero guaritore, Yesh\u00f9a.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 <b>Lastricato<\/b>. \u201cPilato dunque, udite queste parole, condusse fuori Ges\u00f9, e si mise a sedere in tribunale nel luogo detto Lastrico, e in ebraico Gabbat\u00e0 [probabilmente \u201caltura\u201d]\u201d (19:13). Doveva trattarsi di un cortile lastricato posto nella sede del governatore. Fino a tempi recenti (e qualcuno lo sostiene ancora oggi) si riteneva che dovesse trovarsi nel palazzo di Erode dove questi aveva fissato la sua dimora nel 65 E. V. (<i>De Bello Judaico<\/i>, 2,14,2). Ma gli scavi non portarono alla luce nessuna traccia di pavimentazione. Poco dopo il 1930 furono per\u00f2 iniziate le ricerche nella Torre Antonia, eretta a fianco del Tempio perch\u00e9 i governatori vi sorvegliassero l\u2019attivit\u00e0 e individuassero subito le possibili agitazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Proprio in questa zona si rinvenne un cortile lastricato di oltre 2000 m\u00b2 posto su un terreno roccioso elevato; da qui la denominazione di <i>Gabbath\u00e0<\/i>, \u201caltura\u201d. Tutto questo conferma le cognizioni topografiche di <i>Gv<\/i> che doveva conoscere bene quei luoghi. I giudei, per non contaminarsi, non entrarono nella Torre Antonia, ma si fermarono al colonnato dell\u2019entrata nel cortile: \u201cEssi stessi non entrarono nel palazzo del governatore, affinch\u00e9 non si contaminassero\u201d (18:28, <i>TNM<\/i>). \u00c8 per questo che Pilato deve entrare nel palazzo e poi uscire per palare con i giudei: \u201cPilato dunque and\u00f2 fuori verso di loro\u201d (18:29); \u201cPilato dunque rientr\u00f2 nel pretorio\u201d (18:33); \u201cUsc\u00ec di nuovo verso i Giudei\u201d. &#8211; 18:38.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 <b>Betania<\/b>. Questo borgo si trova a est del fiume Giordano. \u201cQueste cose avvennero in Betania di l\u00e0 dal Giordano\u201d (1:28). Betania era in Perea, sottoposta ad Erode Antipa; fu qui che Yesh\u00f9a incontr\u00f2 Giovanni il battezzatore e si fece battezzare da lui (vv. 28-34). Qui a Betania Yesh\u00f9a torn\u00f2 durante l\u2019ultima opposizione dei giudei a Gerusalemme: \u201cEssi cercavano nuovamente di arrestarlo; ma egli sfugg\u00ec loro dalle mani. Ges\u00f9 se ne and\u00f2 <i>di nuovo <\/i>oltre il Giordano, dove Giovanni da principio battezzava, e l\u00e0 si trattenne\u201d (11:39,40). Un luogo per i battesimi \u00e8 ben difficile da identificare dopo due millenni, e difatti tale luogo non \u00e8 stato ancora identificato. Ma \u00e8 del tutto verosimile che Betania sia esistita. Tanto pi\u00f9 che, non avendo alcun valore simbolico, non avrebbe avuto senso una sua invenzione da parte di <i>Gv<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 <b>Efraim<\/b>. Dopo che i giudei fecero dei piani per uccidere Yesh\u00f9a, egli \u201cnon andava pi\u00f9 apertamente tra i Giudei, ma si ritir\u00f2 nella regione vicina al deserto, in una citt\u00e0 chiamata Efraim; e l\u00e0 si trattenne con i suoi discepoli\u201d (11:54). Sembra che il luogo vada identificato con El Taiyben (a 4 miglia a nord-est di Betel), da cui si gode uno stupendo panorama sul deserto di Giuda e sulla profonda depressione giordana a circa 20 miglia a nord di Gerusalemme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Va sottolineato che gran parte di parte di tutti questi particolari legati alla geografia non hanno valore simbolico, per cui <i>Gv <\/i>\u2013 che, al contrario, ama i simbolismi dei suoi racconti \u2013 non aveva nessuna ragione per riferirli, se non per fornire dati strettamente storici legati alla sua esperienza personale. L\u2019autore di <i>Gv <\/i>si muove in un paese che conosce molto bene. Ora tutto ci\u00f2 si accorda perfettamente con l\u2019origine del Vangelo dell\u2019apostolo Giovanni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una caratteristica di Gv \u00e8 che \u2013 a differenza dei tre sinottici \u2013 esso si sofferma sull\u2019attivit\u00e0 di Yesh\u00f9a in Giudea. 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