{"id":2225,"date":"2013-06-27T06:14:56","date_gmt":"2013-06-27T04:14:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.biblistica.it\/?page_id=2225"},"modified":"2013-06-27T06:15:00","modified_gmt":"2013-06-27T04:15:00","slug":"contenuto-di-giovanni","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.biblistica.it\/?page_id=2225","title":{"rendered":"Contenuto di Giovanni"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Il Vangelo giovanneo pu\u00f2 essere diviso in tre parti, cui sta premesso un prologo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 <b>Prologo (cap. 1)<\/b>. La \u201cparola\u201d esistente presso Dio si \u00e8 impersonata in Yesh\u00f9a per illuminare le tenebre che tuttavia non ne vogliono sapere. L\u2019idea \u00e8 uno sviluppo logico del concetto riguardante la sapienza divina (\u201cla parola\u201d) che si trova nelle Scritture Ebraiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 <b>Prima parte (capp. 2-12)<\/b>. Yesh\u00f9a passa ripetutamente dalla Galilea alla Giudea. I miracoli che egli compie sono presentati come segni destinati a sostenere le verit\u00e0 da lui proferite. Dopo il miracolo di Cana in cui l\u2019acqua viene trasformata in vino, Yesh\u00f9a scaccia dal Tempio gli animali venduti per i sacrifici, proclamandosi in tal modo superiore al Tempio (cap. 2). A Nicodemo Yesh\u00f9a spiega in un lungo colloquio notturno la necessit\u00e0 di una nuova nascita (cap. 3). Parlando con la samaritana al pozzo di Sichem, egli si presenta come l\u2019atteso messia che avrebbe dato inizio a un nuovo culto \u201cin spirito e in verit\u00e0\u201d, vale a dire corrispondente al volere di Dio e attuato mediane la potenza stessa dello spirito divino (cap. 4). Con la guarigione del paralitico di Betesda Yesh\u00f9a si mostra come un grande taumaturgo cui Dio ha concesso potenza (cap. 5). Moltiplicando i pani si proclama vero \u201cpane di vita\u201d (cap. 6). Dopo la professione di fede dichiarata da Pietro, Yesh\u00f9a giunge a Gerusalemme per la Festa delle Capanne e vi si afferma \u201cluce del mondo\u201d (capp. 7 e 8). Vi guarisce il cieco nato e mostra cos\u00ec ancora una volta che la sua missione \u00e8 di rendere vedenti i ciechi e ciechi coloro che si credono vedenti (cap. 9). Yesh\u00f9a \u00e8 un buon pastore che d\u00e0 la sua vita per le pecore che lo seguono e odono la sua voce (cap. 10). Egli \u00e8 anche \u201cla resurrezione e la vita\u201d come dimostra facendo risorgere Lazzaro gi\u00e0 morto da quattro giorni (cap. 11). A Betania, Maria unge di prezioso profumo i piedi di Yesh\u00f9a, prefigurando in tal modo la cura che si usava dispensare al corpo di una persona amata che era morta; Yesh\u00f9a entra poi trionfalmente in Gerusalemme al grido della folla in delirio: \u201cOsanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il re d&#8217;Israele!\u201d. &#8211; Cap. 12.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 <b>Seconda parte (capp. 13-17)<\/b>. Contiene il colloquio intimo di Yesh\u00f9a con i suoi discepoli. Dopo aver consumato la sua ultima cena, Yesh\u00f9a d\u00e0 istruzioni e ammonimenti ai discepoli, raccomandando l\u2019umile servizio per gli altri, che dimostra con la lavanda dei piedi (cap. 13). Promette loro la discesa dello spirito santo che li guider\u00e0 in tutta la verit\u00e0 (capp. 14-16). Il colloquio termina con la nota preghiera di tipo <i>sacerdotale <\/i>in cui Yesh\u00f9a invoca Dio perch\u00e9 dia l\u2019unit\u00e0 ai suoi discepoli: \u201cChe siano tutti uno; e come tu, o Padre, sei in me e io sono in te, anch&#8217;essi siano in noi\u201d. &#8211; Cap. 17.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 <b>Terza parte (capp. 18-21)<\/b>. Contiene la passione, la morte e la resurrezione di Yesh\u00f9a. Giovanni segue qui gli schemi tradizionali, pur presentando alcuni particolari come l\u2019episodio di Miry\u00e0m madre di Yesh\u00f9a ai piedi del figlio sul palo (19:25-27). Le apparizioni di Yesh\u00f9a, proprie di Giovanni, sono quelle alla Maddalena e agli apostoli tornati a pescare sul lago di Tiberiade, dove rid\u00e0 a Pietro il suo ufficio apostolico : \u201cSeguimi!\u201d. &#8211; Cap. 21.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Il Vangelo giovanneo presenta una fisionomia diversa dai tre sinottici. Questa sua fisionomia lo rende attuale e moderno. Vediamone gli insegnamenti principali.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>\u00a0\u00a0 1. Yesh\u00f9a \u00e8 la manifestazione di Dio. <\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 I Vangeli non sono biografie; essi sono degli scritti destinati a suscitare la fede: \u201cQuesti [fatti] sono stati scritti, <i>affinch\u00e9 crediate<\/i> che Ges\u00f9 \u00e8 il Cristo, il Figlio di Dio\u201d (20:31). <i>Gv<\/i> ricorda dapprima che la parola o sapienza di Dio si \u00e8 fatta carne. Qui non si allude ad una creatura preesistente chiamata \u201cparola\u201d, e non si allude nemmeno alla gnosi. Ci si richiama invece la <i>sapienza personificata<\/i> di Dio ripensata alla luce delle Scritture Ebraiche. Questa \u201cparola\u201d divina che era presso Dio, \u201cdiventata carne\u201d, \u201cha abitato [letteralmente: \u201csi \u00e8 attendata\u201d] per un tempo fra di noi\u201d (1:14; per approfondimenti si veda lo studio <i>Il<\/i> l\u00f2gos <i>(la parola), chi o cosa era<\/i>, nella sezione <i>Yesh\u00f9<\/i>a). Giovanni continua poi dicendo che era \u201cpiena di grazia e di verit\u00e0; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come di unigenito dal Padre (1:14). La gloria di Yesh\u00f9a \u00e8 la sua resurrezione cos\u00ec intimamente legata alla morte, come la spiga di grano \u00e8 legata al chicco che muore: \u201cSe il granello di frumento caduto in terra non muore, rimane solo; ma se muore, produce molto frutto (12:24), e come la nascita di una nuova creatura \u00e8 legata alle doglie del parto: \u201cLa donna, quando partorisce, prova dolore, perch\u00e9 \u00e8 venuta la sua ora; ma quando ha dato alla luce il bambino, non si ricorda pi\u00f9 dell&#8217;angoscia per la gioia che sia venuta al mondo una creatura umana\u201d (16:21). La morte \u00e8 quindi l\u2019<b><i>ora <\/i><\/b>di Yesh\u00f9a che gi\u00e0 include in modo germinale la gloria: \u201cL&#8217;<i>ora<\/i> sua non era ancora venuta\u201d (7:30); \u201cL&#8217;<i>ora<\/i> \u00e8 venuta, che il Figlio dell&#8217;uomo dev&#8217;essere <i>glorificato<\/i>\u201d (12:23); \u201cGes\u00f9, sapendo che era venuta per lui l&#8217;<i>ora<\/i> di passare da questo mondo al Padre\u201d (13:1); \u201cL&#8217;<i>ora<\/i> viene, anzi \u00e8 venuta\u201d (16:32); \u201cAlzati gli occhi al cielo, disse: \u2018Padre, l&#8217;<i>ora<\/i> \u00e8 venuta; <i>glorifica<\/i> tuo Figlio\u2019\u201d. &#8211; 17:1.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 L\u2019amore di Yesh\u00f9a, superiore a quello di qualsiasi altra persona eroica, sta nel fatto che egli prevedeva la sua fine. Ci si potr\u00e0 mai fare un\u2019idea della situazione psicologica interiore di una persona che prevede nettamente un martirio morale e fisico quale Yesh\u00f9a sopport\u00f2? Yesh\u00f9a <i>sapeva<\/i>. Sapeva pure che sarebbe morto su un palo: \u201cQuando sar\u00f2 innalzato\u201d, e \u201ccos\u00ec diceva per indicare di qual morte doveva morire\u201d, \u201cCos\u00ec diceva per indicare di qual morte doveva morire\u201d (12:32,33). La morte \u00e8 quindi il momento in cui il maligno, dominatore di questo mondo, \u00e8 debellato e scacciato dal suo regno: \u201cOra sar\u00e0 cacciato fuori il principe di questo mondo\u201d (12:31); \u201cio ho vinto il mondo\u201d (16:33). L\u2019ora decisiva della storia umana si \u00e8 attuata a Gerusalemme, alle 15 di mercoled\u00ec 5 aprile del 30 E. V.. Gli ultimi momenti che portarono a quel culmine erano iniziati con l\u2019ultima cena, erano continuati in un giardino al di l\u00e0 del torrente Cedron, poi nella sede del governatore Ponzio Pilato, infine su di un palo innalzato dai romani sul Golgota, e da ultimo culminati con il sepolcro vuoto e la resurrezione di Yesh\u00f9a. Nulla di pi\u00f9 importante e decisivo pu\u00f2 pi\u00f9 accadere all\u2019umanit\u00e0, perch\u00e9 tutto \u201c\u00e8 compiuto\u201d (19:30). Di Yesh\u00f9a viene detto che, pur inferiore a Dio, \u00e8 unito a lui (14:28) ed \u00e8 uno con lui (17:21). \u00c8 per questo motivo che chiunque vede Yesh\u00f9a vede Dio (14:9). Dalle affermazioni scritturali \u00e8 ben difficile vedere l\u2019identit\u00e0 <i>sostanziale <\/i>di Yesh\u00f9a con Dio. Non si parla di sostanza, ma di <i>relazione<\/i>: Yesh\u00f9a \u00e8 Dio per noi, suo rappresentante, unico mediatore; questo perch\u00e9 \u00e8 in lui che Dio dimostra il suo amore ed \u00e8 in lui che la salvezza ci viene donata. <i>Gv <\/i>non vuole parlare di unione sostanziale, ma vuole esaltare l\u2019unione di volont\u00e0 tra Yesh\u00f9a e Dio. \u201cIl mio cibo \u00e8 <i>far la volont\u00e0 di colui che mi ha mandato<\/i>, e compiere l&#8217;opera sua\u201d (4:34), cos\u00ec disse Yesh\u00f9a stesso. La \u201cparola\u201d di Dio era scesa in Yesh\u00f9a e dimorava in lui ed esprimeva la parola eterna di Dio: \u201cIo non ho parlato di mio; ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha comandato lui quello che devo dire e di cui devo parlare\u201d (12:49). Anche i discepoli di Yesh\u00f9a, compiendo la volont\u00e0 di Dio, possono divenire simili a lui e formare un\u2019unit\u00e0 con lui. &#8211; 17:20-26.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 <i>Gv <\/i>non riferisce molti miracoli, sebbene dica che \u201cvi sono ancora molte altre cose che Ges\u00f9 ha fatte\u201d e che \u201cse si scrivessero a una a una\u201d, \u201cil mondo stesso non potrebbe contenere i libri che se ne scriverebbero\u201d (21:25). <i>Gv <\/i>sceglie solo alcuni miracoli pi\u00f9 significativi, su cui innesta dei discorsi che ne mettono in risalto il valore e confermano come Yesh\u00f9a sia il consacrato di Dio. I miracoli sono in <i>Gv <\/i>dei \u03c3\u03b7\u03bc\u03b5\u1fd6\u03b1 (<i>sem\u00e8ia<\/i>), dei \u201csegni\u201d. Guarendo il cieco nato, Yesh\u00f9a si mostra luce del mondo; resuscitando Lazzaro, sorgente di vita; moltiplicando i pani, cibo spirituale. Per i sinottici, i miracoli significano che il Regno di Dio ha fatto il suo ingresso nel mondo, sono delle azioni che conducono alla fede. Per <i>Gv <\/i>i miracoli possono servire per una fede esitante e provvisoria; essi sono una manifestazione della presenza divina, percepita per\u00f2 solo da chi ha gi\u00e0 la fede. La presentazione stessa dei miracoli \u00e8 diversa. Nei sinottici si segue uno schema costante:<\/p>\n<div align=\"center\">\n<table border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"164\">\n<p align=\"center\">Descrizione della situazione<\/p>\n<p align=\"center\">(gravit\u00e0 del caso) &gt;<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"164\">\n<p align=\"center\">Guarigione &gt;<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"164\">\n<p align=\"center\">Risultato:<\/p>\n<p align=\"center\">la fede nei presenti<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" valign=\"top\" width=\"493\">\n<p align=\"center\">Schema dei sinottici<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p>In <i>Gv <\/i>il terzo elemento \u00e8 sostituito da un dialogo complicato con gli increduli, i cui si sviluppano i temi propri giovannei:<\/p>\n<div align=\"center\">\n<table border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"164\">\n<p align=\"center\">Descrizione della situazione<\/p>\n<p align=\"center\">(gravit\u00e0 del caso) &gt;<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"164\">\n<p align=\"center\">Guarigione &gt;<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"164\">\n<p align=\"center\">Dialogo con gli increduli<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" valign=\"top\" width=\"493\">\n<p align=\"center\">Schema giovanneo<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 I discorsi che troviamo in <i>Gv<\/i> sono una <i>realt\u00e0 storica <\/i>e non una finzione letteraria, anche se talora i discorsi mostrano la profondit\u00e0 della meditazione compiuta da Giovanni sotto la guida dello spirito santo, intrecciando parole di Yesh\u00f9a e riflessioni giovannee. Per fare un esempio, nella frase \u201cNessuno \u00e8 salito in cielo, se non colui che \u00e8 disceso dal cielo: il Figlio dell&#8217;uomo\u201d (3:13) si suppone gi\u00e0 avvenuta la resurrezione (\u2018nessuno \u00e8 salito\u2026 se non\u2019, quindi Yesh\u00f9a \u00e8 salito), che invece non era ancora avvenuta, perch\u00e9 quella frase la sta dicendo Yesh\u00f9a a Nicodemo. Il vangelo di <i>Gv <\/i>serve quindi a penetrare pi\u00f9 profondamente nella conoscenza di Yesh\u00f9a.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>\u00a0\u00a0 2. Yesh\u00f9a \u00e8 una <i>realt\u00e0 vera <\/i>proprio come lo siamo noi. <\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Al tempo in cui Giovanni era ancora vivo cominciarono a sorgere delle dottrine che trovando indegno che Yesh\u00f9a avesse un corpo umano come il nostro, gli attribuivano un corpo solo apparente e non reale (cos\u00ec la pensavano i doceti). Contro costoro <i>Gv <\/i>sottolinea che la parola di Dio si \u00e8 fatta <i>carne<\/i>, vale a dire si \u00e8 calata in un corpo umano mortale come il nostro:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\">\u201cLa Parola \u00e8 diventata <i>carne<\/i> e ha abitato per un tempo fra di noi\u201d. &#8211; 1:14.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" align=\"center\">\u201cOgni spirito, il quale riconosce pubblicamente che Ges\u00f9 Cristo \u00e8 venuto nella <i>carne<\/i>, \u00e8 da Dio\u201d. &#8211; <i>1Gv <\/i>4:2.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u00c8 per questo che Yesh\u00f9a ci pu\u00f2 compatire e perdonare: ha provato nella sua vita le nostre debolezze e le nostre miserie, le nostre prove e le nostre tentazioni. Anche se <i>Gv <\/i>non lo esprime chiaramente, questa \u00e8 una conseguenza logica del suo essere stato \u201ccarne\u201d passibile e morente come noi. Ma \u2013 a differenza di noi \u2013 non commise mai peccato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>\u00a0\u00a0 3. La buona notizia della vita.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 L\u2019uomo contemporaneo brama divenire immortale, non morire mai. Nuove medicine vengono scoperte per allungare la vita. Con i trapianti si cambiano parti del corpo deteriorate per ridargli vita. Ma si tratta pur sempre di vita terrena. Lazzaro torn\u00f2 in vita per morire di nuovo. Anzi, per colmo d\u2019ironia, proprio con la resurrezione corse il maggior pericolo: \u201cI capi dei sacerdoti deliberarono di far morire anche Lazzaro\u201d. &#8211; 12:10.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Yesh\u00f9a &#8211; al contrario degli scienziati che fanno di tutto per poter allungare la vita \u2013 non offre una <i>continuazione <\/i>di vita, ma la vita <i>eterna<\/i> di cui parla la Bibbia: \u201cMolti di quelli che dormono nella polvere della terra si risveglieranno; gli uni <i>per<\/i> la <i>vita eterna <\/i>[\u05dc\u05b0\u05d7\u05b7\u05d9\u05b5\u05bc\u05d9 \u05e2\u05b9\u05d5\u05dc\u05b8\u05dd, <i>le<\/i><i>khaiy\u00e8 ol\u00e0m<\/i>], gli altri per la vergogna e per una eterna infamia\u201d (<i>Dn <\/i>12:2). La vita eterna \u00e8 diversa qualitativamente dalla presente terrena ed \u00e8 riservata alla nuova era futura attesa anche dagli ebrei. Si tratta di vita vissuta totalmente alla presenza di Dio e colma delle benedizioni divine; \u00e8 vita che non teme la morte perch\u00e9 \u00e8 vita di Dio. Giovanni tenta di definire questa vita quando dice: \u201cQuesta \u00e8 la vita eterna: che conoscano te, il solo vero Dio, e colui che tu hai mandato, Ges\u00f9 Cristo\u201d (17:3). Questa \u201cconoscenza\u201d non va intesa secondo il nostro modo occidentale; non \u00e8 affatto una conoscenza teologica su Dio e su Yesh\u00f9a. Questo \u00e8 l\u2019errore che fanno molte religioni moderne che insistono sulla necessit\u00e0 di conoscenza nel senso di apprendere e conoscere delle dottrine. La \u201cconoscenza\u201d di cui parla la Scrittura e che qui Giovanni menziona \u00e8 un\u2019<i>esperienza personale <\/i>con Dio per mezzo di Yesh\u00f9a il consacrato. \u00c8 una conoscenza che non si riceve da libri e da opuscoli, non si insegna alla gente e non pu\u00f2 essere imparata. \u00c8 una conoscenza in senso semitico, fatta <i>per e<\/i><i>sperienza<\/i>, che \u2013 se Dio la concede \u2013 si pu\u00f2 solo vivere e godere infinitamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 <b>4. Nessuna continuazione nei \u201csacramenti\u201d.<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Alcuni studiosi (americani, inglesi e francesi; non molti i tedeschi) asseriscono che <i>Gv <\/i>ha un grande interesse per i \u201csacramenti\u201d con cui la chiesa continuerebbe l\u2019opera di Yesh\u00f9a. Questi \u201csacramenti\u201d sarebbero il battesimo e l\u2019eucaristia. Altri studiosi fanno notare che Giovanni, da buon spiritualista, sarebbe del tutto contrario ai \u201csacramenti\u201d. Questo \u00e8 il caso classico in cui la verit\u00e0 sta nel mezzo. Giovanni non fu affatto contrario alla cena del Signore e al battesimo. Pur tuttavia, non ne va esagerato sproporzionatamente il valore simbolico. Per essere pi\u00f9 chiari, battezzare un bambino non toglie davvero nessun presunto peccato originale, come \u201cfare la comunione\u201d non mette in \u201cgrazia di Dio\u201d. Questi argomenti sono trattati pi\u00f9 approfonditamente in altri studi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 I Vangeli sinottici parlano di un futuro Regno di Dio. Questa realt\u00e0, pur essendo presente in maniera embrionale nella chiesa o congregazione, rimane pur sempre una realt\u00e0 del futuro. \u00c8 forse per questo motivo che la gente in genere si sente distante dal vangelo; la gente \u00e8 abituata a guardare alle realt\u00e0 attuali e non alle utopie future; cos\u00ec si pensa che il vangelo vada bene per i bambini ma non per gli adulti. Le religioni hanno una grande e grave responsabilit\u00e0 per aver prodotto questa incredulit\u00e0 diffusa. Comunque, sotto quest\u2019aspetto il <i>Vangelo di Giovanni<\/i> \u00e8 pi\u00f9 corrispondente ai bisogni attuali: esso insiste infatti sui beni presenti, pur non negando affatto quelli futuri. Anche <i>Gv <\/i>naturalmente parla dell\u2019ultimo giorno e della separazione finale:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cNon vi meravigliate di questo; perch\u00e9 l&#8217;ora viene in cui tutti quelli che sono nelle tombe udranno la sua voce e ne verranno fuori; quelli che hanno operato bene, in risurrezione di vita; quelli che hanno operato male, in risurrezione di giudizio\u201d. &#8211; 5:28,29.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 In <i>Gv <\/i>c\u2019\u00e8 una progressione. Da questa realt\u00e0 futura non siamo nettamente separati. <i>Sin da ora<\/i> si attua la separazione, la crisi, la salvezza o la condanna; gli uomini stessi si autocondannano respingendo Yesh\u00f9a, mentre coloro che lo accettano non passano nemmeno per il giudizio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0 \u201cDio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinch\u00e9 chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. Infatti Dio non ha mandato suo Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perch\u00e9 il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non \u00e8 giudicato; chi non crede \u00e8 gi\u00e0 giudicato, perch\u00e9 non ha creduto nel nome dell&#8217;unigenito Figlio di Dio\u201d. &#8211; 3:16-18.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0 \u201cSe non fossi venuto e non avessi parlato loro, non avrebbero colpa; ma ora non hanno scusa per il loro peccato. Chi odia me, odia anche il Padre mio. Se non avessi fatto tra di loro le opere che nessun altro ha mai fatte, non avrebbero colpa; ma ora le hanno viste, e hanno odiato me e il Padre mio\u201d. &#8211; 15:22-24.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u00c8 gi\u00e0 su questa terra che avviene la <i>decisione personale<\/i>. Il credente risponde con la fede, l\u2019amore e la fiducia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>\u00a0\u00a0 Fede<\/b>. Pi\u00f9 di cento volte ricorre in <i>Gv <\/i>la parola \u03c0\u03b9\u03c3\u03c4\u03b5\u03cd\u03b5\u03b9\u03bd (<i>pist\u00e8uein<\/i>), \u201ccredere\u201d (che in tutte le Scritture Greche si rinviene circa trecento volte), vale a dire un terzo del suo uso. La fede di cui si parla in <i>Gv <\/i>non \u00e8 l\u2019adesione astratta a un credo o sistema dottrinale. \u00c8 il darsi di chi crede nella persona di Yesh\u00f9a, \u00e8 l\u2019inizio della comunione con Dio, \u00e8 un amore fiducioso verso Yesh\u00f9a. \u201cGes\u00f9 disse loro: \u2018Se Dio fosse vostro Padre, mi amereste\u2019\u201d (8:42); \u201cSe voi mi amate, osserverete i miei comandamenti\u201d (14:15); \u201cChi ha i miei comandamenti e li osserva, quello mi ama; e chi mi ama sar\u00e0 amato dal Padre mio, e io lo amer\u00f2 e mi manifester\u00f2 a lui\u201d (14:21); \u201cChi non mi ama non osserva le mie parole\u201d (14:24); \u201cil Padre stesso vi ama, perch\u00e9 mi avete amato e avete creduto che sono proceduto da Dio\u201d (16:27). Per questa fede i credenti sono uniti a Yesh\u00f9a come i tralci alla vite: \u201cIo sono la vite, voi siete i tralci\u201d (15:15). Essi lo seguono come le pecore seguono il pastore: \u201cVa davanti a loro, e le pecore lo seguono, perch\u00e9 conoscono la sua voce\u201d (10:4). E, dato che la fede poggia sulla testimonianza che ha dato lo spirito santo guidando gli apostoli in tutta la verit\u00e0, ne deriva che non conta la trasmissione delle dottrine attraverso la gerarchia di una presunta \u201csuccessione apostolica\u201d e non conta neppure il presunto intendimento di una classe di persone che si arrogano il diritto di capire e spiegare la verit\u00e0. La fede \u00e8 la fedelt\u00e0 a quanto sta scritto nelle Scritture. \u201cQuesti [i segni compiuti da Yesh\u00f9a] sono stati scritti, affinch\u00e9 crediate che Ges\u00f9 \u00e8 il Cristo, il Figlio di Dio, e, affinch\u00e9, credendo, abbiate vita nel suo nome\u201d (20:31). <i>Gv <\/i>insiste sul fatto che il giudizio si attua gi\u00e0 nel presente. In <i>Gv <\/i>c\u2019\u00e8 un\u2019escatologia (dottrina delle cose ultime che riguardano l\u2019umanit\u00e0) gi\u00e0 realizzata, sebbene si attenda l\u2019atto finale di questa escatologia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 <b>Amore<\/b>. L\u2019amore di Yesh\u00f9a che d\u00e0 la vita per i fratelli \u00e8 non solo il <i>modello<\/i> ma anche la <i>fonte<\/i> del fraterno amore tra i suoi discepoli. \u201cSe dunque io, che sono il Signore e il Maestro, vi ho lavato i piedi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Infatti vi ho dato un <i>esempio<\/i>, affinch\u00e9 anche voi facciate come vi ho fatto io\u201d (13:14,15); \u201cIo vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri. <i>Come io vi ho amati<\/i>, anche voi amatevi gli uni gli altri\u201d (13:34). Questo amore riguarda principalmente i credenti e non include il mondo che \u00e8 condannato da Dio: \u201cQuesto vi comando: che vi amiate gli uni gli altri. Se il mondo vi odia, sapete bene che prima di voi ha odiato me. Se foste del mondo, il mondo amerebbe quello che \u00e8 suo; poich\u00e9 non siete del mondo, ma io ho scelto voi in mezzo al mondo, perci\u00f2 il mondo vi odia\u201d (15:17-19; cfr. 18:8: \u201cGes\u00f9 rispose: \u2018Vi ho detto che sono io; se dunque cercate me, lasciate andare questi\u2019\u201d). In <i>Gv <\/i>viene messo in risalto che la comunit\u00e0 dei salvati deve essere separata dal mondo che giace nelle tenebre. I credenti sono affidati a Yesh\u00f9a fin dall\u2019eternit\u00e0 e lui li custodisce con cura in modo che nessuno si perda: \u201cErano tuoi e tu me li hai dati; ed essi hanno osservato la tua parola [\u2026] Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per quelli che tu mi hai dati, perch\u00e9 sono tuoi\u201d. &#8211;\u00a0 17:6,9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 <b>Fiducia<\/b>. Alla gente sfiduciata di tutti i tempi Giovanni dice che la vita sta in Yesh\u00f9a. Non \u00e8 dallo sforzo individuale che proviene la vita: invano la cercano i rabbini con il loro zelo e con l\u2019osservanza scrupolosa della Legge. Non la raggiunsero gli stoici con i loro ideali di fratellanza umana. Anche oggi il \u201ccristianesimo sociale\u201d non raggiunge lo scopo. Ci\u00f2 di cui il credente ha bisogno \u00e8 l\u2019agire in unione con Yesh\u00f9a, rivivendo il suo amore sotto la spinta dello spirito santo. In <i>Gv <\/i>traspare un grande amore per il Dio vivente e il desiderio di donare la nuova vita da lui ricevuta per mezzo di Yesh\u00f9a, vivendola alla sua lode: \u201cQuel che abbiamo visto e udito, noi lo annunziamo anche a voi, perch\u00e9 voi pure siate in comunione con noi; e la nostra comunione \u00e8 con il Padre e con il Figlio suo, Ges\u00f9 Cristo\u201d (<i>1Gv <\/i>1:3). Se oggi questa dimensione (che \u00e8 la realt\u00e0 vera) manca, non \u00e8 perch\u00e9 Dio si \u00e8 ritirato, ma per il fatto che le persone vivono senza Dio oppure sono prigioniere delle religioni che annebbiano le loro menti e non sanno pi\u00f9 appropriarsi e godere del dono di Dio.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Vangelo giovanneo pu\u00f2 essere diviso in tre parti, cui sta premesso un prologo. \u00a0\u00a0 Prologo (cap. 1). La \u201cparola\u201d esistente presso Dio si \u00e8 impersonata in Yesh\u00f9a per illuminare le tenebre che tuttavia non ne vogliono sapere. 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