{"id":2245,"date":"2013-06-28T04:58:42","date_gmt":"2013-06-28T02:58:42","guid":{"rendered":"http:\/\/www.biblistica.it\/?page_id=2245"},"modified":"2013-06-28T04:58:45","modified_gmt":"2013-06-28T02:58:45","slug":"lapostolo-paolo-non-si-converti-mai","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.biblistica.it\/?page_id=2245","title":{"rendered":"L&#8217;apostolo Paolo non si convert\u00ec mai"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Tra le poche cose che alla maggior parte delle persone religiose rimangono in mente, c\u2019\u00e8 la cosiddetta \u201cconversione di san Paolo\u201d. Qualcuno riuscir\u00e0 anche ad abbinare a questa \u201cconversione\u201d la via di Damasco. A livello religioso un po\u2019 pi\u00f9 alto di quello popolano, tale conversione \u00e8 un dato acquisito. Papa Benedetto XVI, nella sua udienza generale del 3 settembre 2008, dedic\u00f2 una catechesi all\u2019apostolo delle genti parlando \u2013 parole sue &#8211; di \u201cquella che comunemente si chiama la sua conversione\u201d. In campo protestante, pure si parla di conversione dell\u2019apostolo Paolo. Gli stessi dirigenti americani dei Testimoni di Geova parlano di \u201cconversione\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 A questa diffusa credenza religiosa si abbina la questione del nome: colui che era Saulo di Tarso sarebbe poi divenuto \u2013 dopo tale presunta conversione \u2013 Paolo o, per i cattolici, san Paolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 In questo studio vogliamo dimostrare biblicamente che Saulo\/Paolo non si convert\u00ec mai e che non mut\u00f2 mai il suo nome.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Il punto di partenza \u2013 che d\u00e0 origine all\u2019idea religiosa della presunta conversione \u2013 \u00e8 in <i>At <\/i>9:1-9:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cSaulo, sempre spirante minacce e stragi contro i discepoli del Signore, si present\u00f2 al sommo sacerdote, e gli chiese delle lettere per le sinagoghe di Damasco affinch\u00e9, se avesse trovato dei seguaci della Via, uomini e donne, li potesse condurre legati a Gerusalemme. E durante il viaggio, mentre si avvicinava a Damasco, avvenne che, d&#8217;improvviso, sfolgor\u00f2 intorno a lui una luce dal cielo e, caduto in terra, ud\u00ec una voce che gli diceva: \u2018Saulo, Saulo, perch\u00e9 mi perseguiti?\u2019 Egli domand\u00f2: \u2018Chi sei, Signore?\u2019 E il Signore: \u2018Io sono Ges\u00f9, che tu perseguiti. \u00c0lzati, entra nella citt\u00e0 e ti sar\u00e0 detto ci\u00f2 che devi fare. Gli uomini che facevano il viaggio con lui rimasero stupiti, perch\u00e9 udivano la voce, ma non vedevano nessuno. Saulo si alz\u00f2 da terra ma, aperti gli occhi, non vedeva nulla; e quelli, conducendolo per mano, lo portarono a Damasco, dove rimase tre giorni senza vedere e senza prendere n\u00e9 cibo n\u00e9 bevanda\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Chi era questo Saulo? Lui stesso cos\u00ec si presenta: \u201cIo, circonciso l&#8217;ottavo giorno, della razza d&#8217;Israele, della trib\u00f9 di Beniamino, ebreo figlio d&#8217;Ebrei; quanto alla legge, fariseo; quanto allo zelo, persecutore della chiesa; quanto alla giustizia che \u00e8 nella legge, irreprensibile\u201d. &#8211; <i>Flp <\/i>3:5,6.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Ma il suo nome era Saulo oppure Paolo (<i>At<\/i> 9:17; <i>2Pt<\/i> 3:15)? Come molti ebrei del suo tempo, ebbe due nomi di suono alquanto simile: ebraico l\u2019uno ed ellenista l\u2019altro (usato specialmente nel contatto con i pagani). Nell\u2019onomastica, nomi greci e semiti abbinati sono frequenti; ci\u00f2 \u00e8 dimostrato dalle iscrizioni sepolcrali delle catacombe romane, in cui vi sono nomi latini accanto a quelli semiti. Divenuto poi apostolo di Yesh\u00f9a, \u00e8 del tutto ovvio che Saulo preferisse farsi chiamare col nome romano, poich\u00e9 la sua missione era rivolta ai non ebrei (<i>At<\/i> 9:15; <i>Gal<\/i> 2:7,8). Occorre quindi sfatare l\u2019idea religiosa del cambio del nome.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Dunque, Saulo\/Paolo fu folgorato dalla visione di Yesh\u00f9a apparsogli sulla via per Damasco, dove stava recandosi per arrestare i seguaci di Yesh\u00f9a. Lui stesso racconta quell\u2019evento decisivo:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cMentre ero per strada e mi avvicinavo a Damasco, verso mezzogiorno, improvvisamente dal cielo mi sfolgor\u00f2 intorno una gran luce. Caddi a terra e udii una voce che mi disse: \u2018Saulo, Saulo, perch\u00e9 mi perseguiti?\u2019 Io risposi: \u2018Chi sei, Signore?\u2019 Ed egli mi disse: \u2018Io sono Ges\u00f9 il Nazareno, che tu perseguiti\u2019. Coloro che erano con me videro s\u00ec la luce, ma non intesero la voce di colui che mi parlava.\u00a0 Allora dissi: \u2018Signore, che devo fare?\u2019 E il Signore mi disse: \u2018\u00c0lzati, va&#8217; a Damasco, e l\u00e0 ti saranno dette tutte le cose che ti \u00e8 ordinato di fare\u2019. E siccome non ci vedevo pi\u00f9 a causa del fulgore di quella luce, fui condotto per mano da quelli che erano con me; e, cos\u00ec, giunsi a Damasco\u201d. \u2013 <i>At <\/i>2:6-11.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Un\u2019altra narrazione autobiografica, dello stesso accadimento, la troviamo in <i>At <\/i>26:12-18:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cMentre viaggiavo verso Damasco con autorit\u00e0 e un mandato dei capi sacerdoti, vidi a mezzogiorno sulla strada, o re, una luce oltre lo splendore del sole che dal cielo sfolgor\u00f2 intorno a me e intorno a quelli che viaggiavano con me. E quando fummo tutti caduti a terra udii una voce che mi diceva in lingua ebraica: \u2018Saulo, Saulo, perch\u00e9 mi perseguiti? Ti \u00e8 duro continuare a ricalcitrare contro i pungoli\u2019. Ma io dissi: \u2018Chi sei, Signore?\u2019 E il Signore disse: \u2018Io sono Ges\u00f9, che tu perseguiti. Tuttavia, alzati e sta in piedi. Poich\u00e9 a tal fine mi sono reso visibile a te, per sceglierti come servitore e testimone sia delle cose che hai visto che delle cose che ti far\u00f2 vedere riguardo a me; mentre ti libero da [questo] popolo e dalle nazioni, ai quali ti mando per aprire i loro occhi, per farli volgere dalle tenebre alla luce e dall\u2019autorit\u00e0 di Satana a Dio, affinch\u00e9 ricevano il perdono dei peccati e un\u2019eredit\u00e0 fra i santificati mediante la [loro] fede in me\u2019\u201d. &#8211; <i>TNM<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Cosa cambi\u00f2 per Paolo dopo quell\u2019evento? Molto, moltissimo, <i>quasi<\/i> tutto. Nella vita di Paolo, tutto, tanto che lui stesso pot\u00e9 dichiarare: \u201cTutto \u00e8 una perdita di fronte al vantaggio di conoscere Ges\u00f9 Cristo, il mio Signore. Per lui ho rifiutato tutto questo come cose da buttar via per guadagnare Cristo, per essere unito a lui nella salvezza\u201d (<i>Flp <\/i>3:8,9, <i>PdS<\/i>). Qualche studioso ha detto con buona ragione che senza l\u2019opera di Paolo la congregazione dei discepoli di Yesh\u00f9a sarebbe rimasta una piccola corrente all\u2019interno del giudaismo. Tuttavia, si pu\u00f2 parlare di <i>conversione<\/i> di Paolo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Il <i>Grande Dizionario Garzanti della lingua italiana <\/i>cos\u00ec definisce la conversione: \u201cMutamento radicale e profondo di vita, di abitudini, di opinioni; in partic., il passare da una religione a un\u2019altra\u201d. Se un musulmano, che crede in Allah, diventa cattolico, credendo nella trinit\u00e0, costui si converte. Se un cattolico, che crede nella trinit\u00e0, diventa membro dei Testimoni di Geova, credendo nel Dio unico, pure costui si converte. Ma Paolo, a cosa mai doveva convertirsi? Egli aveva fede nel Dio unico di Israele, lo stesso Dio in cui aveva fede Yesh\u00f9a. Quando Paolo, dopo aver accettato Yesh\u00f9a quale Messia, sal\u00ec \u201ca Gerusalemme per adorare\u201d (<i>At <\/i>24:11), dichiar\u00f2 esplicitamente: \u201cAdoro il Dio dei miei padri, secondo la Via che essi chiamano setta, <i>credendo in tutte le cose che sono scritte nella legge e nei profeti<\/i>\u201d (v. 14). Questo era il messaggio di Paolo ai <i>giudei <\/i>di Damasco, Tessalonica e Corinto: \u201cSaulo si fortificava sempre di pi\u00f9 e confondeva i <i>Giudei<\/i> residenti a Damasco, dimostrando che Ges\u00f9 \u00e8 il <i>Cristo<\/i> [= Messia]\u201d (<i>At <\/i>9:22); \u201cGiunsero a Tessalonica, dove c&#8217;era <i>una sinagoga dei Giudei<\/i> [\u2026] \u2018Il <i>Cristo<\/i> (= Messia)\u2019, egli diceva, \u2018\u00e8 quel Ges\u00f9 che io vi annunzio\u2019\u201d\u00a0 (<i>At <\/i>17:1,3); \u201cPaolo si dedic\u00f2 completamente alla Parola, testimoniando <i>ai Giudei<\/i> che Ges\u00f9 era il <i>Cristo<\/i>\u201d (<i>At <\/i>18:5). \u201cCon gran vigore confutava pubblicamente i Giudei, dimostrando con le Scritture che Ges\u00f9 \u00e8 il Cristo\u201d (<i>At <\/i>18:28). La differenza tra lui e i giudei \u2013 l\u2019unica &#8211; era che i giudei non accettavano Yesh\u00f9a quale Messia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Queste sono dichiarazioni di Paolo stesso:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li><i>Romani 11:1<\/i>\u201cDio ha forse ripudiato il suo popolo? No di certo! Perch\u00e9 anch&#8217;io sono israelita, della discendenza di Abraamo, della trib\u00f9 di Beniamino. Dio non ha ripudiato il suo popolo, che ha preconosciuto\u201d. &#8211; <i>Rm<\/i> 11:1,2.<\/li>\n<li>\u201cSono Ebrei? Lo sono anch&#8217;io. Sono Israeliti? Lo sono anch&#8217;io. Sono discendenza d&#8217;Abraamo? Lo sono anch&#8217;io\u201d. &#8211; <i>2Cor<\/i> 11:22.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Paolo non \u00e8 mai rinunciato alla sua eredit\u00e0 ebraica, la sua fede ebraica, o le sue credenziali come un fariseo.Paolo non rinunci\u00f2 <i>mai<\/i> al suo retaggio ebraico, alla sua fede ebraica, alle sue credenziali quale fariseo. Egli rimase giudeo fino alla morte. Quando ormai era gi\u00e0 divenuto discepolo di Yesh\u00f9a, di fronte al Sinedrio (la massima corte giudaica) dichiar\u00f2: \u201cFratelli, <i>io sono<\/i> fariseo, figlio di farisei (<i>At <\/i>23:6). Tuttavia, occorre capire bene quest\u2019ultimo passo. Paolo era stato accusato di fronte alla corte di giustizia ebraica, e il motivo lo spiega lui stesso: \u201c\u00c8 a motivo della speranza e della risurrezione dei morti, che sono chiamato in giudizio\u201d (<i>Ibidem<\/i>). La sua rivendicazione d\u2019essere un fariseo era quindi relativa a una dottrina della fede ebraica, la resurrezione. Il corpo dottrinale farisaico non fu mai rinnegato da Paolo. I farisei avevano per\u00f2 un loro <i>modo<\/i> di vivere la fede: il legalismo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Se analizziamo attentamente i testi biblici, scopriamo <i>una grande continuit\u00e0 nella fede di Paolo <\/i>tra il prima e il dopo. In chi aveva fede Saulo di Tarso? Nel <i>Dio di Israele<\/i>. Come aveva praticato la sua fede? \u201cEssendo assai pi\u00f9 zelante nelle tradizioni dei miei padri\u201d (<i>Gal <\/i>1:14), dice lui stesso. Si noti: \u201cNelle <i>tradizioni dei miei padri<\/i>\u201d. Paolo praticava la sua fede nel Dio di Israele, basata sulle Scritture (che <i>mai <\/i>rinneg\u00f2), secondo le <i>tradizioni dei farisei<\/i>. Quelle stesse \u201ctradizioni\u201d di cui Yesh\u00f9a disse, proprio ai farisei: \u201cAvete reso la parola di Dio senza valore a causa della vostra tradizione\u201d (<i>Mt <\/i>15:6, <i>TNM<\/i>). Si trattava dell\u2019eccessivo <i>legalismo <\/i>con cui i farisei praticavano la Legge, aggiungendo alla <i>Tor\u00e0h<\/i> norme su norme.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Saulo di Tarso cambi\u00f2 fede? No davvero. Il suo Dio rimase il Dio di Israele e la sua fede rimase quella basata sulla Scrittura. Cosa avvenne allora? Egli dice: \u201cDio, che mi aveva separato dal seno di mia madre e [mi] aveva chiamato mediante la sua immeritata benignit\u00e0, ritenne bene di rivelare riguardo a me il Figlio suo\u201d. &#8211; <i>Gal <\/i>1:15,16, <i>TNM<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Dio, il Dio di Israele, l\u2019unico vero Dio, aveva inviato Yesh\u00f9a a Israele. Dio ag\u00ec sempre con continuit\u00e0. La sua rivelazione progressiva doveva condurre Israele a Yesh\u00f9a il Messia, per allargarsi poi a tutta l\u2019umanit\u00e0. Paolo, come la maggioranza degli ebrei suoi contemporanei, si era fermato alle \u201ctradizioni dei padri\u201d non riconoscendo e non accettando il Messia di Dio. Fu necessario un intervento diretto di Yesh\u00f9a risorto per farlo ricredere. \u201cDio\u201d \u2013 dice Paolo \u2013 \u201critenne bene di rivelare riguardo a me il Figlio suo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Paolo era e <i>rimase sempre <\/i>al servizio dell\u2019unico Dio di Israele. A quale altro Dio doveva mai convertirsi? Paolo viene chiamato in una visione ad essere apostolo del Messia ebreo del Dio di Israele.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Si tratta quindi di una <b>chiamata<\/b>, non di una conversione. A che fede avrebbe mai potuto convertirsi, se il Messia di Dio era un ebreo praticante e tale rimase per tutta la sua vita?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Paolo continu\u00f2 a sottolineare senza posa la sua appartenenza al popolo ebraico di Dio, il suo essere ebreo, la sua fede ebraica nel Dio di Israele. Il \u201ccristianesimo\u201d come <i>religione<\/i> organizzata sorse solo molto pi\u00f9 tardi della morte di Paolo, con l\u2019<i>apostasia <\/i>che lo stesso Paolo aveva preannunciato: \u201cSo che dopo la mia partenza [morte] entreranno fra voi oppressivi lupi i quali non tratteranno il gregge con tenerezza, e che fra voi stessi sorgeranno uomini che diranno cose storte per trarsi dietro i discepoli\u201d. &#8211; <i>At <\/i>20:29,30 <i>TNM<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Il termine greco per \u201cconversione\u201d (\u1f10\u03c0\u03b9\u03c3\u03c4\u03c1\u03bf\u03c6\u03ae, <i>epistrof\u00e8<\/i>) ricorre <i>una sola volta in tutte le Scritture Greche <\/i>e si trova in <i>At <\/i>15:3 in cui si parla della<i> <\/i>\u201cconversione di persone delle nazioni\u201d. Si noti, \u201cpersone <i>delle nazioni<\/i>\u201d. Il termine <i>epistrof\u00e8 <\/i>&#8211; numero Strong 1995 \u2013 sta ad indicare \u201cla conversione (di gentili, dall&#8217;idolatria al vero Dio)\u201d. &#8211; <i>Vocabolario del Nuovo Testamento<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Non si confonda ci\u00f2 che dice la Scrittura con ci\u00f2 che dice una traduzione. Ad esempio, in <i>TNM<\/i>, in <i>2Cor <\/i>3:16 si legge:<i> <\/i>\u201cQuando c\u2019\u00e8 una conversione a Geova\u201d. Il testo greco \u00e8: \u1f10\u03c0\u03b9\u03c3\u03c4\u03c1\u03ad\u03c8\u1fc3 \u03c0\u03c1\u1f78\u03c2 \u039a\u03cd\u03c1\u03b9\u03bf\u03bd ha (<i>epistr\u00e8pse pros k\u03b0rion<\/i>). A parte il fatto che il testo originale ha \u201cSignore\u201d &#8211; \u039a\u03cd\u03c1\u03b9\u03bf\u03bd (<i>k\u03b0rion<\/i>) &#8211; (la parola \u201cGeova\u201d in greco <i>non esiste neppure<\/i>), che dire di \u1f10\u03c0\u03b9\u03c3\u03c4\u03c1\u03ad\u03c8\u1fc3 (<i>epistr\u00e8pse<\/i>)? Non \u00e8 la stessa cosa di \u1f10\u03c0\u03b9\u03c3\u03c4\u03c1\u03bf\u03c6\u03ae (<i>epistrof\u00e8<\/i>). Si tratta del verbo greco \u1f10\u03c0\u03b9\u03c3\u03c4\u03c1\u03ad\u03c6\u03c9 (<i>epistr\u00e8fo<\/i>), numero Strong 1994, cui il <i>Vocabolario del Nuovo Testamento <\/i>d\u00e0 questi significati:<\/p>\n<div align=\"center\">\n<table border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td valign=\"top\" width=\"301\">1) transitivamente1a) girare a<\/p>\n<p>1a1) all&#8217;adorazione del vero Dio<\/p>\n<p>1b) fare ritornare, portare indietro<\/p>\n<p>1b1) all&#8217;amore e obbedienza di Dio<\/p>\n<p>1b2) all&#8217;amore per i bambini<\/p>\n<p>1b3) all&#8217;amore, saggezza e rettitudine<\/p>\n<p>2) intransitivamente<\/p>\n<p>2a) girarsi<\/p>\n<p>2b) voltarsi<\/p>\n<p>2c) ritornare, tornare indietro<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Nel passo in questione il verbo \u00e8 usato in modo intransitivo (<i>pros <\/i>+ dativo, \u201cverso\u201d), quindi ha il secondo significato. Il passo dovrebbe essere tradotto: \u201cQuando [Israele] sar\u00e0 ritornato al Signore\u201d. Stessa cosa per <i>Mt <\/i>13:15, in cui si parla ancora di Israele e dove il \u201cnon si convertano\u201d di <i>TNM <\/i>dovrebbe essere tradotto con \u201cnon ritornino\u201d (\u1f10\u03c0\u03b9\u03c3\u03c4\u03c1\u03ad\u03c8\u03c9\u03c3\u03b9\u03bd, <i>epistr\u00e8psosin<\/i>). E cos\u00ec in tutti gli altri casi in cui si usa il verbo \u201critornare\u201d. Infatti, a chi mai avrebbero dovuto convertirsi gli ebrei se gi\u00e0 avevano il Dio uno e unico? Dovevano per\u00f2 <i>ritornare <\/i>alla loro fede.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Saulo di Tarso non doveva affatto convertirsi (n\u00e9 lo fece mai). Doveva per\u00f2 <i>accettare <\/i>il Messia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Nell\u2019<i>unico passo delle Scritture Greche <\/i>in cui si parla di \u201cconversione\u201d (\u1f10\u03c0\u03b9\u03c3\u03c4\u03c1\u03bf\u03c6\u03ae, <i>epistrof\u00e8<\/i>) \u2013 <i>At <\/i>15:3 \u2013 lo stesso Paolo usa il termine esattamente nel senso rabbinico, raccontando la <i>conversione dei pagani<\/i> al Dio di Israele, proprio come facevano i profeti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Paolo rimase sempre fedele alla sua vocazione, alla chiamata del Dio di Israele. La \u201cconversione sulla via di Damasco\u201d \u00e8 diventata un\u2019espressione proverbiale. Ma si basa su un grave errore religioso. Fa ingiustizia a Paolo. Non gli dovrebbe essere pi\u00f9 attribuita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Tra le poche cose che alla maggior parte delle persone religiose rimangono in mente, c\u2019\u00e8 la cosiddetta \u201cconversione di san Paolo\u201d. Qualcuno riuscir\u00e0 anche ad abbinare a questa \u201cconversione\u201d la via di Damasco. A livello religioso un po\u2019 pi\u00f9 alto di quello popolano, tale conversione \u00e8 un dato acquisito. 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