{"id":2905,"date":"2013-07-28T06:27:28","date_gmt":"2013-07-28T04:27:28","guid":{"rendered":"http:\/\/www.biblistica.it\/?page_id=2905"},"modified":"2013-07-28T06:27:38","modified_gmt":"2013-07-28T04:27:38","slug":"ap-lapocalisse-imminenza-e-ritardo","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.biblistica.it\/?page_id=2905","title":{"rendered":"Ap &#8211; L&#8217;Apocalisse &#8211; Imminenza e ritardo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ultimo libro della Bibbia, l\u2019<i>Apocalisse<\/i>, \u00e8 ritenuto un libro molto difficile da interpretare. All\u2019inizio di questo corso abbiamo mostrato con alcune citazioni come spesso la fantasia degli interpreti voli per conto suo e molto lontano dalla Scrittura. Seguendo una corretta ermeneutica non \u00e8 poi cos\u00ec difficile muoversi all\u2019interno di questo libro. Per interpretarlo correttamente occorre conoscere il genere apocalittico, le circostanze storiche del tempo di Giovanni e, ovviamente, il <i>Tan\u00e0ch<\/i>, la Bibbia ebraica, da cui Giovanni attinge moltissime delle sue immagini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Il problema principale non sta quindi nella sua interpretazione. Il quesito che probabilmente assilla di pi\u00f9 i credenti \u00e8 la domanda: <b><i>Quando?<\/i><\/b> Quando si avverano le cose predette? Il Regno di Dio non \u00e8 ancora presente, e questo \u00e8 un fatto. Ne consegue che l\u2019adempimento delle meravigliose promesse divine sono ancora future. Gli interpreti di <i>Ap<\/i> immancabilmente rimandano tutto al tempo della fine, ritenuto imminente da ogni generazione. Tuttavia, a distanza di ben due millenni dal tempo di Giovanni, occorre saper dare un senso credibile a espressioni come queste:<\/p>\n<ul>\n<li>\u00a0 \u201cRivelazione di Ges\u00f9 Cristo, che Dio gli diede per mostrare ai suoi servi le cose che devono avvenire <i>tra breve<\/i>\u201d. &#8211; <i>Ap<\/i> 1:1.<\/li>\n<li><span style=\"text-align: justify;\">\u00a0 \u201cQueste parole sono fedeli e veritiere; e il Signore, il Dio degli spiriti dei profeti, ha mandato il suo angelo per mostrare ai suoi servi ci\u00f2 che deve accadere <\/span><i style=\"text-align: justify;\">tra poco<\/i><span style=\"text-align: justify;\">\u201d. \u2013<\/span><i style=\"text-align: justify;\"> Ap<\/i><span style=\"text-align: justify;\"> 22:6.<\/span><\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Si pu\u00f2 anche argomentare che in <i>Ap <\/i>1:1 il testo originale ha \u1f10\u03bd \u03c4\u03ac\u03c7\u03b5\u03b9 (<i>en t\u00e0chei<\/i>), che sarebbe meglio tradurre \u201cin rapidit\u00e0\u201d, e quindi sostenere che tutto accade velocemente da quando inizia l\u2019adempimento, tuttavia ci\u00f2 che Giovanni descrive era gi\u00e0 in atto al suo tempo, quindi gi\u00e0 iniziato. In pi\u00f9, tutto il libro \u00e8 caratterizzato da un\u2019imminenza pressante. Rimane pertanto il fatto che dopo quasi due millenni attendiamo ancora di vedere realizzate quelle cose che Giovanni assicur\u00f2 dover avvenire presto, molto presto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Per le ragioni suddette non sono mancati lungo la storia coloro che misero in discussione la canonicit\u00e0 di <i>Ap<\/i>, respingendo questo meraviglioso libro come non ispirato e non riconoscendone il carattere di vera profezia. L\u2019<i>Apocalisse<\/i> \u00e8 per\u00f2 &#8211; e rimane &#8211; parte integrante della Sacra Scrittura; rientra a pieno diritto nel canone.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Occorre affrontare quindi la domanda: l\u2019<i>Apocalisse<\/i> \u00e8 vera profezia? Mentre la domanda \u00e8 lecita, non \u00e8 lecito che a rispondere siano i singoli o singoli gruppi di cosiddetti credenti. Questo libro \u00e8 gi\u00e0 stato fin troppo abusato e mal interpretato per consentire che vengano fatte nuove valutazioni fasulle. Tanto per citare un\u2019opinione, il celebre teologo Rudolf Bultmann, respingendo l\u2019<i>Apocalisse<\/i>, la defin\u00ec \u201cgiudaismo blandamente cristianizzato\u201d. \u2013 R. Bultmann, <i>Teologia del Nuovo Testamento<\/i>, Brescia, 1985, pag. 497.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Indubbiamente <i>Ap<\/i> \u00e8 una testimonianza di ci\u00f2 che i discepoli della chiesa primitiva credevano. Va comunque ricordato \u2013 e non va mai dimenticato \u2013 che il termine \u201cprofezia\u201d non ha nella Scrittura il valore che gli viene dato nell\u2019opinione popolare. Il vocabolo greco \u03c0\u03c1\u03bf\u03c6\u03ae\u03c4\u03b7\u03c2 (<i>prof\u00e8tes<\/i>) indica etimologicamente qualcuno che parla in pubblico, derivando da \u03c0\u03c1\u03bf (\u201cprima\/davanti\u201d) e dal verbo \u03c6\u03b7\u03bc\u03af (<i>fem\u00ec<\/i>, \u201cdire\/dichiarare\u201d). Non implica necessariamente la previsione del futuro, come i semplici credono. In <i>Tito <\/i>1:12 Paolo cita il poeta cretese Epimenide, del 6\u00b0 secolo a. E. V., e scrive: \u201cUno dei loro, proprio un loro <i>profeta<\/i> [\u03c0\u03c1\u03bf\u03c6\u03ae\u03c4\u03b7\u03c2 (<i>prof\u00e8tes<\/i>)], disse: \u00abI Cretesi sono sempre bugiardi, male bestie, ventri pigri\u00bb\u201d. Epimenide non predisse proprio nulla, ma fece una dichiarazione, e quindi Paolo pu\u00f2 definirlo \u201cprofeta\u201d nel vero senso della parola. Quel poeta cretese non era ispirato da Dio, ma con la sua dichiarazione ag\u00ec da profeta ovvero come una persona che \u201cdichiara davanti\u201d a un pubblico. La stessa considerazione vale per la parola ebraica per \u201cprofeta\u201d, che \u00e8 \u05e0\u05b8\u05d1\u05b4\u05d9\u05d0 (<i>nav\u00ecy<\/i>). In <i>Gdc<\/i> 6:7-10 \u00e8 detto che quando gli israeliti lo invocarono, \u201cil Signore mand\u00f2 ai figli d&#8217;Israele un <i>profeta<\/i> [\u05e0\u05b8\u05d1\u05b4\u05d9\u05d0 (<i>nav\u00ecy<\/i>)]\u201d; costui non predisse nulla ma fece una dichiarazione e \u201cdisse loro: \u00abCos\u00ec dice il Signore, il Dio d&#8217;Israele: \u2018Io vi feci salire dall&#8217;Egitto e vi feci uscire dalla casa di schiavit\u00f9; vi liberai dalla mano degli Egiziani e dalla mano di tutti quelli che vi opprimevano; li scacciai davanti a voi, vi diedi il loro paese e vi dissi: Io sono il Signore, il vostro Dio; non adorate gli d\u00e8i degli Amorei nel paese dei quali abitate; ma voi non avete ascoltato la mia voce\u2019\u00bb\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 L\u2019<i>Ap<\/i> \u00e8 quindi vera profezia, ispirata da Dio. Come tutte le profezie bibliche in generale, essa \u2013 quale profezia \u2013 comprende tre elementi:<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li>Il <b>discernimento<\/b> della situazione attuale alla luce del disegno divino. L\u2019<i>Ap<\/i> svela alla chiesa e al mondo intero la verit\u00e0 su come stanno davvero le cose, facendo vedere come appaiono osservate dalla prospettiva di Dio, che \u00e8 l\u2019unico vero punto di vista.<\/li>\n<li>La <b>predizione<\/b> ovvero non solo la visione della vera realt\u00e0 attuale ma anche come la situazione debba necessariamente evolvere. \u00c8 Dio che guida la storia, per cui tutto deve essere allineato al suo volere. Ecco perch\u00e9 a Giovanni vengono mostrate non solo le cose \u201cche sono\u201d ma anche \u201cquelle che devono avvenire in seguito\u201d (<i>Ap<\/i> 1:19; cfr. 1:1;4:1). Pi\u00f9 che predizione popolarmente intesa, alla Nostradamus, si tratta del mostrare la relazione che intercorre tra la situazione del momento e il disegno definitivo di Dio. Si tratta della cose \u201cche <i>devono<\/i> avvenire\u201d, perch\u00e9 Dio \u00e8 Dio e tutto ci\u00f2 che si propone si deve realizzare.\u00a0 \u201cCome la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza aver annaffiato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare \u2026 cos\u00ec \u00e8 della mia parola, uscita dalla mia bocca: essa non torna a me a vuoto, senza aver compiuto ci\u00f2 che io voglio\u201d. &#8211; <i>Is<\/i> 55:10,11.<\/li>\n<li>L\u2019esigenza di una <b>risposta<\/b>. La profezia non \u00e8 dichiarazione divina fine a se stessa; essa <i>esige una risposta<\/i>. La nostra risposta deve essere adeguatamente corrispondente al discernimento della realt\u00e0 del mondo attuale nella prospettiva di Dio e alla predizione del suo disegno benevolo. Il piano di Dio si realizza comunque e Dio lo annuncia \u201cpoich\u00e9 il Signore, Dio, non fa nulla senza rivelare il suo segreto ai suoi servi, i profeti\u201d (<i>Am <\/i>3:7). A noi tocca di dare una risposta.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Questo terzo elemento della profezia mostra che in essa non c\u2019\u00e8 alcunch\u00e9 di fatalistico. Piuttosto, l\u2019annuncio ci interpella e sta a noi la scelta di conformarci al piano di Dio, ubbidendo, oppure di respingerlo. Come in <i>Giona<\/i>, le cose possono cambiare; Ninive deve essere distrutta, ma di fronte alla conversione sar\u00e0 risparmiata. Cos\u00ec anche per Sodoma: \u201c\u00abForse, a quei cinquanta giusti ne mancheranno cinque; distruggerai tutta la citt\u00e0 per cinque di meno?\u00bb E il Signore: \u00abSe ve ne trovo quarantacinque, non la distrugger\u00f2\u00bb\u201d. &#8211; <i>Gn<\/i> 18:28.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 In verit\u00e0, <i>Ap<\/i> non predice una serie di eventi come se si trattasse di storia gi\u00e0 scritta in anticipo. Questa chiave di lettura \u00e8 proprio quella che induce a tanti errori interpretativi spingendo i vari interpreti a ricercare nella storia ci\u00f2 che secondo loro sarebbe un adempimento, arrivando a volte a delle vere e proprie americanate. La verit\u00e0 \u00e8 che <i>Ap<\/i> parla del grande conflitto tra la chiesa e il mondo, e tale conflitto accade tra il tempo presente e il ritorno di Yesh\u00f9a. In questo periodo le potenze del male fanno di tutto per sopprimere la chiesa. L\u2019appello accorato alla chiesa perch\u00e9 si mantenga fedele e ubbidiente, questo s\u00ec, \u00e8 urgente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Va rimarcato anche che le profezie bibliche non si rivolgevano unicamente ai contemporanei dei profeti ma andavano oltre coinvolgendo i lettori futuri. Dice Paolo: \u201cTutto ci\u00f2 che fu scritto nel passato, fu scritto per nostra istruzione, affinch\u00e9 mediante la pazienza e la consolazione che ci provengono dalle Scritture, conserviamo la speranza\u201d (<i>Rm<\/i> 15:4). Coloro che, con molta fantasia e a volte tramite americanate, trovano in certi eventi storici i presunti adempimenti delle profezie, fraintendono e trascurano del tutto <i>l\u2019attualit\u00e0 permanente<\/i> della profezia biblica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0 Chiarito ci\u00f2, non \u00e8 una contraddizione domandarsi prima di tutto che valore avesse la rivelazione giovannea per i suoi contemporanei. In verit\u00e0, l\u2019<i>Apocalisse<\/i> era rivolta soprattutto a loro. Anzi, per essere precisi, unicamente a loro: \u201cAlle sette chiese che sono in Asia\u201d (<i>Ap<\/i> 1:4). Questo fatto non deve per\u00f2 impedirci di prenderla in considerazione. Tutt\u2019altro, perch\u00e9 essa va al di l\u00e0 del suo pubblico originario e ci parla ancora oggi. Giovanni si rivolge \u201ca <i>chiunque <\/i>ode le parole della profezia di questo libro\u201d. &#8211; <i>Ap<\/i> 22:18.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Nella visione apocalittica di Giovanni la venuta del Regno universale di Dio accade subito, nell\u2019immediato futuro che \u00e8 quasi gi\u00e0 presente per i primi lettori del libro. Gi\u00e0 questo fatto non ci autorizza a pensare che Giovanni facesse previsioni per il ventesimo o ventunesimo secolo. Eppure, le immagini che Giovanni usa trovano s\u00ec riscontro al suo tempo, ma fino a un certo punto. Vero \u00e8 che, ad esempio, la gran puttana Babilonia \u00e8 adagiata su sette colli come Roma (17:9), vero \u00e8 che l\u2019elenco delle merci delle sue compravendite \u00e8 molto realistico e si rif\u00e0 a quanto Roma importava da tutte le parti del mondo (18:11-13), tuttavia sono descrizioni che calzano a pennello per molte nazioni, anche di oggi, che prosperano a spese di nazioni pi\u00f9 deboli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><i>Imminenza e ritardo<\/i><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Leggendo le Scritture Greche si avverte l\u2019attesa imminente del ritorno di Yesh\u00f9a e dell\u2019avvento del Regno di Dio. Molti nella prima chiesa attendavano la realizzazione delle promesse nella loro stessa generazione, tanto che Paolo dovette intervenire per correggere questa idea errata:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cOra, fratelli, circa la venuta del Signore nostro Ges\u00f9 Cristo e il nostro incontro con lui, vi preghiamo di non lasciarvi cos\u00ec presto sconvolgere la mente, n\u00e9 turbare sia da pretese ispirazioni, sia da discorsi, sia da qualche lettera data come nostra \u2026\u00a0 Nessuno vi inganni in alcun modo; poich\u00e9 quel giorno non verr\u00e0 se prima non sia venuta l&#8217;apostasia\u201d. \u2013 <i>2Ts<\/i> 2:1-3.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Comunque, in <i>Ap<\/i> Yesh\u00f9a stesso promette, per ben tre volte, al termine della rivelazione:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u201cEcco, sto per venire\u201d. &#8211; <i>Ap<\/i> 22:7.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u201cEcco, sto per venire\u201d. &#8211; <i>Ap<\/i> 22:12.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u201cS\u00ec, vengo presto!\u201d. &#8211; <i>Ap<\/i> 22:20.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Gi\u00e0 in <i>Ap<\/i> 2:16 Yesh\u00f9a aveva diffidato la chiesa di Pergamo con queste parole: \u201cRavvediti dunque, altrimenti fra poco verr\u00f2 da te\u201d. In <i>Ap<\/i> 3:11 Yesh\u00f9a aveva garantito alla comunit\u00e0 di Filadelfia: \u201cIo vengo presto\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Queste espressioni che indicano l\u2019imminenza possono essere intese come riferire all\u2019<i>inizio<\/i> degli eventi? Certo cos\u00ec accadde, tuttavia questa spiegazione non \u00e8 sufficiente perch\u00e9 anche il ritorno di Yesh\u00f9a avrebbe allora dovuto verificarsi quasi subito. Ma da allora sono passati due millenni e Yesh\u00f9a non \u00e8 ancora tornato. Questa \u00e8 la ragione per cui molti ritengono non degna di fede non solo l\u2019<i>Apocalisse<\/i> ma anche il resto delle Scritture Greche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Dobbiamo quindi considerare sia il ritardo escatologico sia l\u2019imminenza. Come si pone <i>Ap<\/i> di fronte a questa duplice questione? Aspetto interessante e per certi versi sorprendente, tra l\u2019imminenza e il ritardo, il libro apocalittico d\u00e0 pi\u00f9 risalto al ritardo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u00c8 il ritardo escatologico che spicca nella struttura del libro:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<table border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td width=\"593\">\n<p align=\"center\">\u201c<b>Fino a quando aspetterai, o Signore santo e veritiero \u2026 ?<\/b>\u201d<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"59\">\n<p align=\"center\"><i>Ap <\/i>6:10<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"593\">\n<p align=\"center\">\u201cFu loro detto che si riposassero ancora un po&#8217; di tempo,<\/p>\n<p align=\"center\">finch\u00e9 fosse completo il numero dei loro compagni di servizio e dei loro fratelli\u201d<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"59\">\n<p align=\"center\"><i>Ap <\/i>6:11<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Leggendo questa domanda carica di ansiosa attesa e poi la risposta divina, il lettore di oggi come quello di allora diventa consapevole della grande tensione che c\u2019\u00e8 tra il ritardo e l\u2019imminenza. Nell\u2019attesa del tanto sospirato culmine si potrebbe provare scoraggiamento nel constatare che tutto procede lentamente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Riviviamo ci\u00f2 che accade fra l\u2019apertura del sesto sigillo e quella del settimo:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cDopo questo [l\u2019apertura del sesto sigillo], vidi quattro angeli che stavano in piedi ai quattro angoli della terra, e <i>trattenevano<\/i> i quattro venti della terra perch\u00e9 non soffiassero sulla terra, n\u00e9 sopra il mare, n\u00e9 sugli alberi\u201d. \u2013 <i>Ap<\/i> 7:1.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Lo stesso lungo intervallo accade fra lo squillo della sesta tromba e quello della settima (<i>Ap <\/i>10:1-11:14). Questo lungo intervallo che rallenta tutto ha una ragione per precisa, gi\u00e0 spiegata in <i>Ap <\/i>6:11.<\/p>\n<p align=\"center\">\u201c\u00c8 una visione per un tempo gi\u00e0 fissato;<\/p>\n<p align=\"center\">essa si affretta verso il suo termine e non mentir\u00e0;<\/p>\n<p align=\"center\">se tarda, aspettala;<\/p>\n<p align=\"center\">poich\u00e9 certamente verr\u00e0; e non tarder\u00e0\u201d.<\/p>\n<p align=\"center\">&#8211; <i>Ab<\/i> 2:3.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 L\u2019apostolo Pietro spiega: \u201cMa voi, carissimi, non dimenticate quest&#8217;unica cosa: per il Signore un giorno \u00e8 come mille anni, e mille anni sono come un giorno. Il Signore non ritarda l&#8217;adempimento della sua promessa, come pretendono alcuni; ma \u00e8 paziente verso di voi, non volendo che qualcuno perisca, ma che tutti giungano al ravvedimento. Il giorno del Signore verr\u00e0 come un ladro\u201d. &#8211; <i>2Pt<\/i> 3:8-10.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Una cosa \u00e8 certa: Dio non protrae all\u2019infinito il suo giudizio; nel contempo egli \u00e8 paziente e benevolo perche non vuole \u201cche qualcuno perisca, ma che tutti giungano al ravvedimento\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u201c<i>Ancora un po&#8217;<\/i> e l&#8217;empio scomparir\u00e0\u201d (<i>Sl<\/i> 37:10). \u201cVa&#8217;, o mio popolo, entra nelle tue camere, chiudi le tue porte, dietro a te; nasconditi <i>per un istante<\/i>, finch\u00e9 sia passata l&#8217;indignazione\u201d (<i>Is<\/i> 26:20). \u201c<i>Ancora un brevissimo tempo<\/i> e colui che deve venire verr\u00e0 e non tarder\u00e0\u201d (<i>Eb<\/i> 10:37). \u00a0\u201cUn po\u2019\u201d, \u201cun istante\u201d, \u201cbrevissimo tempo\u201d: queste espressioni bibliche rassicurano il popolo di Dio e gli assicurano che il periodo di trova non \u00e8 infinito e che il limite stabilito da Dio verr\u00e0 con tutta certezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 La stessa promessa di Yesh\u00f9a &#8211; \u201cS\u00ec, vengo presto!\u201d \u2013 d\u00e0 questa certezza e, nel contempo, rimuove la possibilit\u00e0 di calcoli cronologici. \u00c8 in questa trappola del conteggio del tempo che cadono coloro che pretendono di saperne pi\u00f9 degli angeli e dello stesso Yesh\u00f9a, e contro i quali il Messia fu categorico: \u201cNon spetta a voi di sapere i tempi o i momenti che il Padre ha riservato alla propria autorit\u00e0\u201d (<i>At <\/i>1:7), \u201cQuanto a quel giorno e a quell&#8217;ora, nessuno li sa, neppure gli angeli del cielo, neppure il Figlio, ma solo il Padre\u201d (<i>Mr<\/i> 13:32). Invece di far calcoli che non ci spettano e invece annunciare false profezie che ingannano le persone, deludendo ogni volta, facciamo meglio ad attenerci alla raccomandazione di Yesh\u00f9a: \u201cState in guardia, vegliate, poich\u00e9 non sapete quando sar\u00e0 quel momento\u201d. &#8211; <i>Mr<\/i> 13:33.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0 Il tempo \u00e8 urgente e l\u2019imminenza deve caratterizzare l\u2019attesa del credente: \u201cNon dormiamo dunque come gli altri, ma vegliamo\u201d (<i>1Ts<\/i> 5:6), \u201cQuesto dobbiamo fare, consci del momento cruciale: \u00e8 ora ormai che vi svegliate dal sonno; perch\u00e9 adesso la salvezza ci \u00e8 pi\u00f9 vicina di quando credemmo\u201d. &#8211;<i> Rm<\/i> 13:11.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cEcco, sto per venire e con me avr\u00f2 la ricompensa da dare a ciascuno secondo le sue opere \u2026 Beati quelli che lavano le loro vesti per aver diritto all&#8217;albero della vita e per entrare per le porte della citt\u00e0!\u201d. &#8211; <i>Ap<\/i> 22:12,14.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019ultimo libro della Bibbia, l\u2019Apocalisse, \u00e8 ritenuto un libro molto difficile da interpretare. All\u2019inizio di questo corso abbiamo mostrato con alcune citazioni come spesso la fantasia degli interpreti voli per conto suo e molto lontano dalla Scrittura. Seguendo una corretta ermeneutica non \u00e8 poi cos\u00ec difficile muoversi all\u2019interno di questo libro. 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