{"id":2910,"date":"2013-07-28T07:02:36","date_gmt":"2013-07-28T05:02:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.biblistica.it\/?page_id=2910"},"modified":"2013-07-28T07:02:41","modified_gmt":"2013-07-28T05:02:41","slug":"larameo-errante","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.biblistica.it\/?page_id=2910","title":{"rendered":"L&#8217;arameo errante"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Una delle prime confessioni di fede degli israeliti (<i>Dt<\/i> 26:5), recita: \u201cTu pronuncerai queste parole davanti al Signore, che \u00e8 il tuo Dio: \u2018Mio padre era un <b>Arameo errante\u2019<\/b>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Iniziamo con lo stabilire la lezione giusta, dato che <i>TNM<\/i> traduce: \u201cMio padre era un siro che stava per perire\u201d; il che parrebbe ben diverso. Come se non bastasse, la nota in calce di <i>TNM <\/i>dice: \u201cLett. \u2018Mio padre era un arameo che stava per perire\u2019, MSam; Sy, \u2018Mio padre fu condotto in Aram\u2019; LXX, \u2018Mio padre respinse la Siria\u2019\u201d. Le differenze sono due, che confrontiamo con altre traduzioni:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div align=\"center\">\n<table border=\"1\" cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td colspan=\"3\" width=\"240\">\n<p align=\"center\"><b><i>Dt <\/i><\/b><b>26:5<\/b><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"42\">\n<p align=\"center\"><i>NR<\/i><\/p>\n<\/td>\n<td width=\"78\">\n<p align=\"center\">Arameo<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"120\">\n<p align=\"center\">errante<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"42\">\n<p align=\"center\"><i>Did<\/i><\/p>\n<\/td>\n<td width=\"78\">\n<p align=\"center\">Siro<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"120\">\n<p align=\"center\">un misero<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"42\">\n<p align=\"center\"><i>ND<\/i><\/p>\n<\/td>\n<td width=\"78\">\n<p align=\"center\">Arameo<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"120\">\n<p align=\"center\">sul punto di morire<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"42\">\n<p align=\"center\"><i>TNM<\/i><\/p>\n<\/td>\n<td width=\"78\">\n<p align=\"center\">Siro<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"120\">\n<p align=\"center\">che stava per perire<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"42\">\n<p align=\"center\"><i>CEI<\/i><\/p>\n<\/td>\n<td width=\"78\">\n<p align=\"center\">Arameo<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"120\">\n<p align=\"center\">errante<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"42\">\n<p align=\"center\"><i>Lu<\/i><\/p>\n<\/td>\n<td width=\"78\">\n<p align=\"center\">Arameo<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"120\">\n<p align=\"center\">errante<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td width=\"42\">\n<p align=\"center\"><i>Con<\/i><\/p>\n<\/td>\n<td width=\"78\">\n<p align=\"center\">Arameo<\/p>\n<\/td>\n<td width=\"120\">\n<p align=\"center\">nomade<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Non ci rimane che vedere cosa dice la Bibbia:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\">\u05d0\u05b2\u05e8\u05b7\u05de\u05b4\u05bc\u05d9 \u05d0\u05b9\u05d1\u05b5\u05d3<\/p>\n<p align=\"center\"><i>Aram\u00fd ov\u00e8d<\/i><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Che <i>Aram\u00fd<\/i> (\u05d0\u05b2\u05e8\u05b7\u05de\u05b4\u05bc\u05d9) debba tradursi \u201carameo\u201d (letteralmente \u201caramita\u201d) risulta chiaro anche a chi non conosca l\u2019ebraico: basta pronunciare il nome: <i>Aram\u00fd<\/i>. Si tratter\u00e0 poi di domandarsi cosa significhi \u201carameo\u201d. In quanto a <i>ov\u00e8d <\/i>(\u05d0\u05b9\u05d1\u05b5\u05d3), si tratta di un aggettivo (\u201cmisero\u201d), di un sostantivo (\u201cnomade\u201d) o di un participio (\u201cmorente\u201d, \u201cerrante\u201d)? L\u2019<i>Hebr\u00e4isches und Aram\u00e4isches Lexicon zum Alten Testament <\/i>(E. J. Brill, Leiden, 1967) traduce <i>ov\u00e8d <\/i>con \u201crovina\u201d (cfr. <i>Nm <\/i>24:20,24). La traduzione corretta \u00e8 quindi: \u201c<b>Mio padre era un arameo in rovina<\/b>\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 A chi si allude? Il libro di <i>Dt <\/i>contiene una serie di discorsi che Mos\u00e8 pronunci\u00f2 al popolo d\u2019Israele nelle pianure di Moab davanti a Gerico. Il passo in questione (<i>Dt <\/i>26:5) si trova nel secondo discorso di Mos\u00e8. Qui Mos\u00e8 sta dando istruzioni al popolo e dice che quando saranno nella Terra Promessa e l\u2019israelita si presenter\u00e0 davanti al sacerdote per offrire le \u201cprimizie di tutti i frutti del suolo\u201d che avrebbe raccolto, avrebbe dovuto dichiarare al sacerdote: \u201cMio padre era un Arameo errante\u201d. \u2013 <i>Dt <\/i>26:1-5.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Il riferimento quale \u201carameo errante\u201d \u00e8 a Giacobbe, \u201cpadre\u201d dei capostipiti delle 12 trib\u00f9 di Israele. \u2013 <i>Gn <\/i>46:3: <i>At <\/i>7:15.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Perch\u00e9 \u201carameo\u201d o, secondo altre traduzioni, \u201csiro\u201d? \u00c8 forse per la sua ventennale permanenza in Aram (presso il suocero <i>arameo<\/i> Labano) che Giacobbe viene chiamato arameo? \u2013 <i>Gn <\/i>28:5;31:41; <i>Os<\/i> 12:12.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Gli aramei erano discendenti semiti di Aram, uno dei cinque figli di Sem (<i>1Cron<\/i> 1:17). Costoro parlavano aramaico, lingua molto simile all\u2019ebraico e che divenne poi la lingua internazionale sia del commercio che della diplomazia in tutte le regioni limitrofe, nel primo millennio prima di Yesh\u00f9a (<i>2Re<\/i> 18:26). Yesh\u00f9a stesso probabilmente parlava di solito aramaico e non ebraico; gli assiri potevano parlare ai giudei in aramaico, la lingua diplomatica, ma non lo facevano perch\u00e9 volevano essere capiti dai giudei comuni (<i>2Re<\/i> 18:26; <i>Is<\/i> 36:11); la corrispondenza ufficiale con la Babilonia e la Persia avveniva in aramaico (<i>Dn<\/i> 2:4; <i>Esd<\/i> 4:7); alcuni brani della stessa Bibbia furono scritti in aramaico. &#8211; <i>Esd <\/i>4:8\u20136:18;7:12-26; <i>Ger<\/i> 10:11; <i>Dn<\/i> 2:4b\u20137:28.\u00a0<b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Il termine \u201carameo\u201d era usato per descrivere i popoli della regione di Siria e di Assiria (prima dell&#8217;esistenza di queste nazioni), nella Mesopotamia settentrionale. <i>Aram<\/i> si riferisce fondamentalmente alla Siria e cos\u00ec solitamente viene tradotto (<i>Gdc<\/i> 10:6; <i>2Sam<\/i> 8:6, 12;15:8; <i>Os<\/i> 12:12). <i>Paddan-Aram<\/i> indica in particolare la zona intorno alla citt\u00e0 di Haran nell\u2019alta Mesopotamia (<i>Gn<\/i> 25:20;28:2-7,10). Il patriarca Abraamo aveva risieduto temporaneamente ad Haran, nella regione di Paddan (<i>Gn<\/i> 12:4;28:7,10). Successivamente, suo figlio Isacco e poi suo nipote Giacobbe vi trovarono moglie fra i discendenti dei suoi parenti (<i>Gn<\/i> 22:20-23;25:20;28:6). Giacobbe trascorse 20 anni in Paddan al servizio del suocero Labano (<i>Gn<\/i> 31:17,18,36,41). Spesso, \u201cMesopotamia\u201d nelle Scritture Ebraiche \u00e8 una parola composta da <i>Aram<\/i> nell&#8217;ebraico, per esempio \u05d0\u05b2\u05e8\u05b7\u05dd \u05e0\u05b7\u05d4\u05b2\u05e8\u05b8\u05d9\u05b4\u05dd (<i>ar\u00e0m nahar\u00e0ym<\/i>) in <i>Gdc<\/i> 3:8, che nella traduzione greca dei <i>LXX <\/i>\u00e8 \u03a3\u03c5\u03c1\u03af\u03b1 \u03c0\u03bf\u03c4\u03b1\u03bc\u1ff6\u03bd (<i>S\u00fcr\u00eca potam\u00f2n<\/i>), \u201cSiria dei fiumi\u201d. In <i>Gdc<\/i> 10:6 l\u2019ebraico ha \u00a0\u05d0\u05b2\u05e8\u05b8\u05dd(<i>aram<\/i>), tradotto \u201cSiria\u201d. La cultura aramaica continuava a crescere verso ovest, dominando la Siria, e dal tempo di Salomone in poi i riferimenti ai siri si riferiscono quasi sempre agli aramei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Gli <b>aramei<\/b> erano un popolo nomade semitico menzionato sei volte nella Bibbia ebraica, che abitava nella Mesopotamia (la &#8220;Siria dei fiumi&#8221;, \u03a3\u03c5\u03c1\u03af\u03b1 \u03c0\u03bf\u03c4\u03b1\u03bc\u1ff6\u03bd, <i>S\u00fcr\u00eca potam\u00f2n<\/i>, di <i>Gdc<\/i> 3:8 nella versione della <i>LXX<\/i>) e nelle regioni vicine facenti parte dei moderni stati di Turchia, Siria, Iran, Iraq, Giordania e Libano. La maggior parte degli studiosi ritiene che i &#8220;due fiumi&#8221; in questione siano il Tigri (stando al <i>Libro dei Giubilei<\/i>) e l&#8217;Eufrate. Gli autori della <i>Jewish Encyclopedia<\/i>, tra il 1901 e il 1908, non trovarono il nome <i>Aram<\/i> nelle iscrizioni babilonesi o assire ma, basandosi sul contenuto di tre tavolette delle <i>Lettere di Amarna<\/i>, l\u2019identificarono con il <i>Nahar\u00e0ym<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Il termine &#8220;aramei&#8221; era utilizzato nell&#8217;antichit\u00e0 dagli ebrei per distinguere i loro &#8220;cugini&#8221; pi\u00f9 distanti, che abitavano ad oriente (<i>Aram<\/i>) dai &#8220;Figli di Eber&#8221;(<i>Gn <\/i>10:21). Tuttavia, gli aramei non formarono mai uno stato unito; piuttosto, essi erano accomunati dall&#8217;uso della lingua aramaica che in origine era scritta utilizzando l&#8217;alfabeto fenicio. All&#8217;epoca degli imperi babilonese e persiano, l&#8217;aramaico divenne la <i>lingua franca<\/i> di tutto il Medio Oriente. Di fatto, il concetto di &#8220;aramei&#8221; e di &#8220;aramaico&#8221; \u00e8 essenzialmente linguistico, dal momento che solo in brevi periodi esistette un regno arameo, peraltro lungi dal mantenere sotto la propria sovranit\u00e0 tutte le popolazioni di lingua aramaica.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Nell&#8217;odierna Siria esisteva una federazione di piccoli principati aramaici, agli ordini di un re non teocratico che si avvaleva di una folta burocrazia; \u00e8 questo il caso di <i>Aram Damascus<\/i> (oggi semplicemente Damasco). Comunque, gli aramei non furono mai un impero veramente unito. Bench\u00e9 senza uno stato, gli aramei continuarono ad essere presenti nella Babilonia e nella Mesopotamia, dove vennero assimilati nelle societ\u00e0 locali. Gli aramei ereditarono la cultura e la letteratura dai babilonesi e da altri popoli mesopotamici. La religione dei principati aramei assomigliava molto a quelle cananea e babilonese, perch\u00e9 adoravano divinit\u00e0 come Baal e Astarte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 L\u2019elezione divina non ha mai avuto per oggetto un popolo gi\u00e0 formato, come alcuni erroneamente ancora pensano. La scelta di Dio si \u00e8 ferm\u00f2 su un <b>uomo<\/b>: <b><i>Abraamo il caldeo<\/i><\/b> (<i>Gn <\/i>11:31), e non su un popolo. Quello ebraico, poi, neppure esisteva. \u00c8 per questo che Dio dice agli ebrei per la bocca del profeta Isaia:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\">\u201cConsiderate Abraamo vostro padre<\/p>\n<p align=\"center\">e Sara che vi partor\u00ec;<\/p>\n<p align=\"center\">poich\u00e9 <b>io lo chiamai, quand&#8217;egli era <i>solo<\/i><\/b>,<\/p>\n<p align=\"center\">lo benedissi e <b>lo moltiplicai<\/b>\u201d. \u2013 <i>Is <\/i>51:2.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 La Bibbia ricorda agli ebrei che Abraamo, il loro antenato, era un arameo, cio\u00e8 un siriano. Mos\u00e8 insiste su questo quando dice agli ebrei che devono riconoscere: \u201cMio padre era un Arameo errante\u201d (<i>Dt<\/i> 26:5), riferendosi a Giacobbe e, per risalita, ad Abraamo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una delle prime confessioni di fede degli israeliti (Dt 26:5), recita: \u201cTu pronuncerai queste parole davanti al Signore, che \u00e8 il tuo Dio: \u2018Mio padre era un Arameo errante\u2019\u201d. \u00a0\u00a0 Iniziamo con lo stabilire la lezione giusta, dato che TNM traduce: \u201cMio padre era un siro che stava per perire\u201d; il che parrebbe ben diverso. 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