{"id":328,"date":"2013-04-16T10:44:08","date_gmt":"2013-04-16T08:44:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.biblistica.it\/?page_id=328"},"modified":"2016-11-17T06:44:44","modified_gmt":"2016-11-17T05:44:44","slug":"soltanto-i-libri-canonici-sono-ispirati","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.biblistica.it\/?page_id=328","title":{"rendered":"Soltanto i libri canonici sono ispirati"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Soltanto i libri canonici, vale a dire quelli contenuti nel canone biblico, sono accolti dai credenti quali libri ispirati: essi sono in tutto 66 libri, di cui 39 appartengono alle Scritture Ebraiche e 27 alle Scritture Greche. I cattolici accolgono sette libri in pi\u00f9 (in tutto 73 libri) riguardanti il cosiddetto \u201cAntico Testamento\u201d e detti da loro deuterocanonici, vale a dire facenti parte del secondo canone, quello alessandrino. I protestanti li chiamano &#8220;apocrifi&#8221;. Tutto ci\u00f2 \u00e8 gi\u00e0 stato trattato negli studi precedenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<h2 style=\"text-align: justify;\"><b>Perch\u00e9 non vanno ritenuti sacri i libri deuterocanonici<\/b><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Varie sono le ragioni. Eccole brevemente:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u2022 Questi libri \u2013 a differenza dei protocanonici \u2013 presentano una grande variet\u00e0 di recensioni (lunghe e corte) e di varianti che mostrano che verso di essi si aveva una maggiore libert\u00e0 di azione che non verso i libri sacri, ritenuti intangibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u2022 Non vi fu mai discussione fra gli ebrei di Palestina e quelli d&#8217;Egitto per il numero di libri sacri. Segno che le due correnti erano d&#8217;accordo a loro riguardo. I cattolici dicono che i palestinesi prima avevano pur essi i deuterocanonici, che vennero poi rimossi per pregiudizi. \u00c8 vero che a Qumr\u00e0n si sono rinvenuti allo stato frammentario i libri di <i>Tobia<\/i> e di <i>Ben Sira<\/i> (<i>Siracide<\/i> o <i>Ecclesiastico<\/i>). Di pi\u00f9, \u00e8 anche vero che nella versione dei <i>LXX<\/i> i libri deuterocanonici si presentano frammisti a quelli protocanonici. Va per\u00f2 notato che i qumraniti possedevano molti altri scritti oltre ai deuterocanonici, come il <i>Documento di Damasco<\/i>, la <i>Regola<\/i><i> della Comunit\u00e0<\/i>, la <i>Regola<\/i><i> della guerra<\/i>, i <i>Giubilei<\/i> e altri ancora. \u00c8 vero che gli attuali codici della <i>LXX<\/i> presentano i deuterocanonici, tuttavia essi contengono anche altri scritti che non sono stati accolti dalla Chiesa Cattolica come sacri, quali le <i>Odi di Salomone<\/i>, il <i>3\u00b0<\/i> ed il <i>4\u00b0<\/i> di <i>Esdra<\/i>. Come mai si sono accolti i primi e non i secondi se entrambi esistevano nei medesimi codici frammisti con i canonici? Segno dunque che la pura presenza degli scritti in tali codici non basta per dichiararli sacri. Perch\u00e9 da parte cattolica si sono accolti solo i sette deuterocanonici sopra nominati, tralasciando gli altri che vi si trovano a pari titolo presso i qumraniti e i manoscritti della <i>LXX<\/i>? Che oltre a quelli ritenuti sacri e letti pubblicamente nelle sinagoghe, ve ne fossero molti altri tenuti nascosti, appare dalla seguente citazione di <i>4Esdra<\/i>: \u201cAllora io presi cinque uomini come mi era stato comandato. E il giorno dopo ecco che una voce mi chiam\u00f2 dicendo: Esdra, apri la tua bocca e bevi ci\u00f2 che ti do da bere. Io lo presi e bevvi e quando ebbi bevuto, il mio corpo produsse intendimento; la sapienza crebbe nel mio petto e il mio spirito ritenne la sua memoria. La mia bocca si apr\u00ec e non si chiuse pi\u00f9. L&#8217;Altissimo diede conoscenza ai cinque uomini ed essi scrissero quanto io dettavo loro in ordine e in caratteri ad essi sconosciuti. Ed essi sedettero per quaranta giorni, scrissero di giorno e di notte, mangiarono del pane. Ma in quanto a me, io parlai di giorno e di notte, non rimasi silente. Cos\u00ec in quaranta giorni furono scritti novantaquattro libri. E avvenne che quando i quaranta giorni furono compiuti, l&#8217;Altissimo mi parl\u00f2 dicendo: Metti in pubblico i ventiquattro libri che hai scritto, in modo che tanto i degni quanto gli indegni li possano leggere; ma i settanta ultimi procura di consegnarli solo al saggio di tra il popolo, perch\u00e9 in essi vi \u00e8 la sorgente dell&#8217;intendimento, la fontana della sapienza e il fiume della conoscenza. Io feci ci\u00f2 il settimo anno, nella settima settimana dopo 5000 anni, tre mesi e 12 giorni dalla creazione del mondo\u201d. &#8211; <i>4Esdra<\/i> 14:37-48 in R. H. Charles, <i>The Aprochripha and pseudepigrapha of the O.T<\/i>. volume II, Oxford, 1964, pagg. 623 e sgg.; il libro 4\u00b0 di Esdra fu scritto verso il 120 E. V..<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Si tratta evidentemente di una leggenda, che per\u00f2 documenta l&#8217;esistenza di soli 24 libri ritenuti sacri e letti a tutti nelle sinagoghe. Sono i libri delle Scritture Ebraiche che regolarmente nel <i>Talm\u00f9d<\/i> e nei <i>Midr\u00e0sh<\/i> sono chiamati \u201ci 24 libri\u201d. Il racconto di \u201cEsdra\u201d ha uno scopo apologetico; vuole difendere la propria ispirazione e quella degli apocrifi che al suo tempo erano diffusi, ma che erano stati sconosciuti prima. Essi esistevano \u2013 scrive il libro \u2013 senza essere per\u00f2 noti perch\u00e9 erano stati volutamente tenuti nascosti per ordine divino. Anzi, questi libri sarebbero pi\u00f9 importanti degli altri, perch\u00e9 mentre i primi si possono leggere a tutti, gli \u201capocrifi\u201d (da <i>apokr\u03b0pto<\/i>, &#8220;occultare&#8221;) sono invece riservati alle persone dotte e pi\u00f9 intelligenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Un&#8217;altra enumerazione, riferita da Giuseppe Flavio, parla di soli 22 libri, ma in realt\u00e0 si accorda con il 24 precedente, e considera sacri solo i cosiddetti \u201cprotocanonici\u201d. Ecco come ne parla: \u201cNoi non possediamo una moltitudine di libri che sono in disarmonia e si contraddicono l&#8217;un l&#8217;altro (come avviene presso i greci), ma abbiamo solo ventidue libri che contengono il ricordo del passato, e giustamente vi prestiamo fede. Di essi cinque appartengono a Mos\u00e8, e contengono le sue leggi e le tradizioni dall&#8217;origine dell&#8217;umanit\u00e0 sino alla sua morte. Questo intervallo di tempo fu poco meno di 3000 anni; ma dalla morte di Mos\u00e8 sino al regno di Artaserse, re di Persia, che regn\u00f2 dopo Serse, i profeti che furono dopo Mos\u00e8, scrissero ci\u00f2 che avvenne in tredici libri. Gli altri libri contengono inni a Dio e precetti di condotta della vita umana \u2026 Da Artaserse (sec. V) fino a noi, tutto fu scritto, per\u00f2 questi libri non hanno presso di noi la stessa autorit\u00e0 che i precedenti, perch\u00e9 non vi fu una sicura successione profetica\u201c. &#8211; <i>Contro Apione<\/i> 1,8.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Il numero 22, tratto dalle lettere dell&#8217;alfabeto ebraico, \u00e8 raggiunto combinando <i>Rut<\/i> con <i>Giudici<\/i> e <i>Lamentazioni<\/i> con <i>Geremia<\/i>. Tale numero \u00e8 pure ricordato da Orig\u00e8ne, Epifanio e Girolamo. Segno quindi che agli altri libri apocrifi noti, usati e stimati anche in Palestina, non si attribuiva il medesimo valore degli altri libri ritenuti sacri.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u2022 Passando poi all&#8217;epoca apostolica va notato come le Scritture Greche, nelle loro 263 citazioni dei libri sacri, non presenti mai i deuterocanonici, anche quando ci\u00f2 avrebbe potuto servire per i suoi ragionamenti. Sono citati nel libro di <i>Giuda<\/i> alcuni pseudoepigrafi (come il <i>libro di Enoc<\/i> e l&#8217;<i>Apocalisse di Mos\u00e8<\/i>), ma i deuterocanonici non sono mai citati. Anche le allusioni sono ridotte al minimo. \u00c8 ben difficile che ci\u00f2 sia dovuto al puro caso, specialmente se si pensa che il loro uso sarebbe stato utile anche per sostenere dottrine delle Scritture Greche. Si pu\u00f2 quindi concludere che con grande probabilit\u00e0 ci\u00f2 era dovuto al fatto che ad essi non si attribuiva il medesimo valore dei protocanonici. I pochissimi scritti protocanonici (come il <i>Cantico dei Cantici<\/i>) che non sono citati nelle Scritture Greche, si deve al fatto che essi non contenevano alcun riferimento alla dottrina l\u00ec trattata.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u2022 Circa l&#8217;uso dei deuterocanonici presso i primi \u201ccristiani\u201d, dobbiamo riconoscere che essi, utilizzando la Bibbia dei <i>LXX<\/i>, leggevano pure i libri deuterocanonici. Spesso anzi li presentavano come libri sacri in quanto usano espressioni come: \u201cLa Scrittura dice\u201d; \u201cLa <i>Sapienza<\/i> dice\u201d. Ippolito, Cipriano ed Ireneo introducono in tal modo brani della <i>Sapienza di Salomone<\/i>, di <i>Baruc<\/i>, di <i>Tobia<\/i>. Era difficile per loro agire diversamente. Tuttavia essi citano in tal modo anche il <i>3\u00b0<\/i> dei <i>Maccabei<\/i>, il <i>3\u00b0<\/i> e il <i>4\u00b0<\/i> di <i>Esdra<\/i>, i <i>Salmi di Salomone<\/i>, i <i>libri Sibillini<\/i> che in seguito non furono ritenuti sacri. Tuttavia, c\u2019\u00e8 da domandarsi: questi autori erano ancora discepoli di Yesh\u00f9a o erano gi\u00e0 \u201ccristiani\u201d?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Di pi\u00f9 va ricordato che gli scrittori i quali fecero apposite ricerche sul canone biblico, eliminarono i libri deuterocanonici per accogliere solo i protocanonici, come appare dalle seguenti indicazioni:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Nel 2\u00b0 e 3\u00b0 secolo: Melitone, vescovo di Sardi (circa 170), presenta come sacri e canonici solo i libri degli ebrei. Egli ne invia l&#8217;elenco al fratello Onesimo dopo essere stato in Oriente e averne ricercato l&#8217;elenco preciso. &#8211; Eusebio, <i>Hist. Eccl.<\/i> 4,26,14.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Anche Orig\u00e8ne (circa 240), pur citando anche gli altri libri, nel suo commento al <i>Salmo<\/i> 1 d\u00e0 l&#8217;elenco degli scritti sacri che sono fatti equivalere alle 22 lettere dell&#8217;alfabeto ebraico e consistono solo nei protocanonici. &#8211; Eusebio, <i>Hist. Eccl.<\/i> 4,6,25.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Anzi, Giulio Africano cerc\u00f2 di rimuovere dal testo greco di <i>Daniele <\/i>i brani che non si trovavano nell&#8217;originale ebraico e aramaico, brani deuterocanonici. &#8211; <i>Epistula ad Origenum<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Nel 4\u00b0secolo si segue la lista ebraica: Atanasio (nella sua <i>Epistula festalis<\/i> 39), Cirillo di Gerusalemme, Gregorio Nazianzeno, Epifanio e Anfilochio (l&#8217;autore dei Canones Apostolorum).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Nel 5\u00b0 secolo: Rufino, Girolamo e Pseudo-Atanasio. Li accoglie invece Agostino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u2022 Dal fatto che anche coloro i quali negano l&#8217;autorit\u00e0 dei deuterocanonici ne facciano uso, si pu\u00f2 dedurre che essi siano stati inconsistenti e riconoscano in pratica ci\u00f2 che negano in teoria. Contro ci\u00f2 milita l&#8217;affermazione di Girolamo il quale nella sua lettera ai vescovi Cromazio ed Eliodoro cos\u00ec scrive: \u201cNoi abbiamo tre libri di Salomone: I <i>Proverbi<\/i>, l&#8217;<i>Ecclesiaste<\/i> (o <i>Qo\u00e8let<\/i>) e il <i>Cantico dei Cantici<\/i>. Di fatto il libro intitolato l&#8217;<i>Ecclesiastico<\/i> (o <i>Siracide<\/i>) e l&#8217;altro che falsamente si chiama <i>Sapienza di Salomone<\/i>, sono nell&#8217;identica situazione del libro di <i>Giuditta<\/i>, di <i>Tobia<\/i> e dei <i>Maccabei<\/i>. La chiesa li legge, in verit\u00e0; ma non li riconosce tra gli scritti canonici; li legge per edificazione del popolo, ma non per provare o autorizzare alcun articolo di fede\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Anche nel prologo galeato (protettivo) Girolamo scrive: \u201cQuesto prologo, che \u00e8 come il principio galeato [= uno scudo, una difesa] delle S. Scritture, pu\u00f2 convenire a tutti i libri che abbiamo tradotto in latino, affinch\u00e9 possiamo sapere che i libri che stanno al di fuori [dalla citazione precedentemente presentata], devono essere ritenuti apocrifi. Perci\u00f2 la Sapienza che volgarmente si dice di Salomone, il libro di Ges\u00f9 figlio di Sirac, Tobia e il Pastore non sono nel canone. Ho trovato in ebraico anche il primo libro dei Maccabei; il secondo invece \u00e8 greco, come si pu\u00f2 dedurre anche dallo stesso stile\u201d. &#8211; Nelle edizioni antiche della <i>Volgata latina<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Ne deriva che il cosiddetto Decreto di Damaso, con il canone della Sacra Scrittura, pari al nostro, non pu\u00f2 essere genuino (<i>Denz Sch<\/i> 179). Girolamo non poteva affermare una cosa in contraddizione cos\u00ec stridente con papa Damaso. Infatti, una citazione tratta da un&#8217;opera di Agostino (<i>Spiritas enim sancts \u2026 intelligitar Spiritus<\/i>, da <i>Ev. Iv. Tract<\/i> OX, 7 PL 35, 1461) scritta nel 414 impedisce che tale decreto possa aver avuto origine da Damaso anteriore ad Agostino (Damaso 366-384; Agostino mor\u00ec nel 430).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Questo \u00e8 confermato anche dal fatto che nella comunit\u00e0 si leggevano altri scritti oltre a quelli sacri: a Corinto si leggevano le lettere speditevi da Clemente Romano e da Sotere (cos\u00ec Dionigi di Corinto in Eusebio &#8211; <i>Hist. Eccl.<\/i> IV, 23, 11). In Africa, in Asia e in Spagna si leggevano nell&#8217;anniversario della morte le passioni dei martiri senza per questo che divenissero ispirate. &#8211; Cfr. H. Delehaye, <i>Santus<\/i>, Bruxelles, 1927, pag. 192.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u2022 Dal 6\u00b0 secolo in Oriente i dubbi contro i deuterocanonici svanirono quasi del tutto, pur essendo stati sostenuti ancora nel 6\u00b0 secolo da Leonzio di Bisanzio e da Giunilio Africano; nell&#8217;8\u00b0 secolo solo da Giovanni Damasceno e nel 9\u00b0 secolo da Niceforo Costantinopolitano. In Occidente, forse per influsso di Girolamo, i dubbi persistettero pi\u00f9 a lungo: circa quindici vescovi o studiosi si opposero ai deuterocanonici (o almeno ad alcuni di essi) nel corso di undici secoli. Tra costoro vanno segnalati: Gregorio Magno papa (morto nel 604), Ugo di San Vittore (12\u00b0 secolo), Antonino di Firenze (15\u00b0 secolo), il cardinale Gaetano (16\u00b0 secolo), Nicola di Lira (14\u00b0 secolo).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Secondo il cardinale Pallavicini, al concilio di Trento si domand\u00f2 se si dovessero distinguere i libri sacri in due classi: quelli su cui poggiano i dogmi e gli altri utili a promuovere la piet\u00e0. Il cardinale Seripando, in un erudito opuscolo, propose di distinguere i libri sacri in &#8220;canonici&#8221; ed &#8220;ecclesiastici&#8221;, ma non ebbe seguaci. Anche il cardinale Gaetano sostenne la distinzione in libri &#8220;protocanonici&#8221; e &#8220;deuterocanonici&#8221;. &#8211; Pallavicini, <i>Storia del Concilio di Trento<\/i>, 1.VI, c. 11, n. 4s.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Tuttavia, il concilio di Trento non accolse tale idea e present\u00f2 l&#8217;elenco dei libri sacri, inclusi i deuterocanonici, concludendo con le seguenti parole: \u201cSe qualcuno non riterr\u00e0 per sacri e canonici gli stessi libri integri con tutte le loro parti, cos\u00ec come si us\u00f2 leggere nella chiesa cattolica e si contengono nell&#8217;antica edizione della Volgata latina, spezzando consapevolmente e imprudentemente le predette tradizioni, sia scomunicato\u201d (Concilio di Trento, Sessione IV, 8 aprile 1546 78p, Denz. sch 1502-1504). Secondo A. Loisy &#8211; in <i>Histoire du canon de l&#8217;A.T.<\/i>, Paris 1890 pagg. 124-185,208,213,234-41 &#8211; il Concilio di Trento non avrebbe assimilato i deuterocanonici ai protocanonici, in quanto solo da questi si sarebbero dovuti dedurre i dogmi. Ma non pare di vedere tale idea nel testo definitivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Talvolta si dice che il concilio di Trento fu il primo a stabilire il canone degli scritti sacri, ma in realt\u00e0 esso non ha fatto altro che ripetere ci\u00f2 che gi\u00e0 prima avevano stabilito il concilio di Firenze nel Decreto per i Giacobiti del 1442 (Denz Sch 1334-1336), Innocenzo I (vescovo Roma) nella sua lettera al vescovo di Tolosa Esuperio nell&#8217;anno 405 (<i>Denz Sch<\/i> 212), il concilio III di Cartagine nel 397 (<i>Denz Sch<\/i> 186) e infine il cosiddetto decreto di Damaso del 381 a lui falsamente attribuito (<i>Denz Sch<\/i> 179s).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Dopo il concilio di Trento, tra i cattolici solo Jahn e Toutt\u00e9e misero in dubbio l&#8217;autorit\u00e0 dei libri deuterocanonici, ma furono biasimati dal Vaticano I, secondo il quale tutti i libri contenuti nella <i>Volgata<\/i> \u201cnella loro interezza e con tutte le loro parti devono essere ritenuti sacri e canonici\u201d. &#8211; <i>Denz Sch<\/i> 3006.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<h2 style=\"text-align: justify;\"><b>Sono ispirati solo i libri originali della Bibbia<\/b><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Tutti i credenti riconoscono che <i>le versioni bibliche non sono ispirate<\/i>, in quanto l&#8217;ispirazione riguarda solo gli originali, quelli in ebraico per le Scritture Ebraiche (con qualche brano in aramaico) e quelli in greco per le Scritture Greche. Vi \u00e8 per\u00f2 ora la tendenza da parte cattolica ad attribuire una certa ispirazione anche alla versione greca della <i>LXX<\/i> e alla <i>Volgata<\/i>. In questa mentalit\u00e0 rientrano anche i Testimoni di Geova per quanto riguarda la versione biblica editata da loro; essi non osano parlare, ovviamente, di traduzione ispirata, ma con un giro di parole parlano di traduzione <i>guidata <\/i>dalla spirito di Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 1. <b>Versione alessandrina o dei <i>LXX<\/i><\/b>. Il primo cenno all&#8217;origine di questa versione si ha nella Lettera di Aristea a Filocrate, scritta da un giudeo (anche se di fatto si presenta come un greco, adoratore di Zeus) nel 2\u00b0 secolo a. E. V., certo prima del 96 a. E. V., perch\u00e9 in quest&#8217;anno la citt\u00e0 di Gaza fu distrutta da Alessandro Ianneo. Questa lettera afferma che Tolomeo (Filadelfo, 285 &#8211; 247) fece fare una versione greca delle &#8220;Legge&#8221; (il <i>Pentateuco<\/i>) per la sua famosa biblioteca alessandrina. Per questo fece venire da Gerusalemme 72 traduttori, che sistem\u00f2 in un magnifico soggiorno dell&#8217;isola di Faro, deve essi prepararono la loro versione. Si volle vedere la guida di Dio nel loro lavoro: \u201cAvvenne che il lavoro della traduzione fu terminato in settantadue giorni, come se simile cosa fosse dovuta a qualche disegno premeditato\u201d. &#8211; <i>Lettera Aristea<\/i> 12, n. 307, Ediz. A. Pell\u00e9toer, <i>Sources Chr\u00e9tiennes<\/i> n. 89, pag. 233, Paris.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Il racconto, che non afferma nulla di miracoloso, serv\u00ec poi di base per le leggende posteriori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Filone vi aggiunse che il volere di Tolomeo non avvenne \u201csenza una intenzione di Dio\u201d e che i traduttori \u201csotto l&#8217;influsso di una ispirazione divina pronunciarono non questo o quello, ma tutti i medesimi nomi e le stesse parole, come se in ciascuno di essi si facesse sentire interiormente la voce di un ispiratore invisibile\u201d, per cui costoro \u201cnon si chiamarono dei traduttori semplicemente, bens\u00ec ierofanti e profeti, in quanto tali uomini poterono presentare con espressioni trasparenti il pensiero cos\u00ec puro di Mos\u00e8\u201d. &#8211; <i>Vita di Mos\u00e8<\/i> 2, 37.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Dal giudaismo la leggenda pass\u00f2 al \u201ccristianesimo\u201d e si estese non solo alla Legge, bens\u00ec anche ai libri profetici. Il pi\u00f9 completo al riguardo \u00e8 il documento anonimo del 2\u00b0 o del 3\u00b0 secolo E. V., la cosiddetta <i>Exhortatio ad Graecos<\/i>, secondo cui l&#8217;autore, recatosi nel quartiere del Faro, pot\u00e9 vedere, ancora al suo tempo, le cellette preparate per i singoli traduttori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c[Tolomeo] prescrisse di sistemarli, non nella citt\u00e0, ma a sette stadi di l\u00e0, nel quartiere costruito al Faro, in cellette, con l&#8217;obbligo per ciascuno di fare da solo tutta intera la traduzione. Ordin\u00f2 poi ai funzionari responsabili di dare ad essi ogni conforto, ma di impedire che si consultassero tra loro, affinch\u00e9 il loro accordo fosse un mezzo di pi\u00f9 per conoscere l\u2019esatta traduzione. Quando egli seppe che quei settantadue uomini non ebbero il minimo disaccordo sia nel pensiero, sia nelle espressioni, e che le loro redazioni erano identiche per gli stessi passi, stupefatto e convinto che la traduzione fosse stata scritta per un miracolo della potenza divina, riconobbe in loro degli uomini degni della massima considerazione essendo cos\u00ec tanto amati da Dio, e li rinvi\u00f2 al loro paese ricolmi di doni. I libri poi li mise l\u00e0 [nella Biblioteca] con un religioso rispetto\u201d. &#8211; <i>Exhortatio ad Graecos<\/i>, PG 6,241-326.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0 Da questo episodio <i>leggendario<\/i> proviene il nome attuale della versione greca alessandrina che si chiama appunto dei <i>LXX<\/i> o la <i>Settanta<\/i>, vale a dire preparata da settanta (o settantadue) autori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Questo racconto, accolto in buona parte da quasi tutti i cosiddetti padri della chiesa che ne hanno parlato, serv\u00ec ad accrescere il valore della versione greca, ritenuta ispirata. Girolamo (morto nel 420), tornato all&#8217;originale presentazione di Aristea, elimin\u00f2 tutti gli abbellimenti posteriori, come le famose cellette. Per\u00f2 lui ammise una speciale assistenza divina nella traduzione dei <i>LXX<\/i> che, ritenuta esente da errore, fu da lui utilizzata all&#8217;inizio per rivedere l&#8217;antica traduzione latina . &#8211; Cfr, <i>Praef. in Pent<\/i>, PL 28, 149.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 La critica recente ha mostrato l&#8217;infondatezza della leggenda suddetta ed ora gli studiosi per difendere l&#8217;ispirazione della <i>LXX<\/i> poggiano su altri argomenti:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 a) Citazioni della versione greca dei <i>LXX <\/i>nelle Scritture Greche. Tuttavia, questo non \u00e8 argomento apodittico ovvero che non ha bisogno di dimostrazione; anzich\u00e9 curare una traduzione nuova, gli scrittori delle Scritture Greche, scrivendo in greco, <i>usarono la versione gi\u00e0 esistente<\/i>. Anche noi adoperiamo le traduzioni italiane gi\u00e0 correnti, senza pretendere di curarne personalmente una noi, pur sapendo che esse non sono ispirate e nemmeno esenti da errori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 b) Talora gli scrittori delle Scritture Greche adottarono la versione dei <i>LXX<\/i> proprio l\u00e0 dove essa si diversifica dall&#8217;originale ebraico. \u00c8 il caso di <i>Mt<\/i> 1:23 con la vergine (\u03c0\u03b1\u03c1\u03b8\u1f73\u03bd\u03bf\u03c2, <i>parth\u00e9nos<\/i>) che deve partorire; l&#8217;ebraico di <i>Is <\/i>7:14 (citato da Matteo) ha \u05e2\u05b7\u05dc\u05b0\u05de\u05b8\u05d4 (<i>alm\u00e0h<\/i>) e indica una giovane nubile atta al matrimonio, senza porre l&#8217;enfasi sulla verginit\u00e0, come nel caso di <i>parth\u00e9nos<\/i> greco. Perci\u00f2 gli autori sacri delle Scritture Greche citano come Scrittura <i>proprio la versione greca a differenza dell&#8217;originale<\/i>; segno quindi \u2013 secondo l\u2019interpretazione di certi teologi &#8211; che essa \u00e8 ispirata. Non ne segue affatto, tuttavia, tale conclusione. <i>\u00c8 ispirato il ragionamento che Matteo fa su questo passo<\/i>, cos\u00ec come uno scrittore sacro pu\u00f2 citare anche un brano non biblico. <i>\u00c8 vera la deduzione che ne fa<\/i>, ma non ne deriva la consacrazione critica del punto di partenza. Questo studio sar\u00e0 approfondito nel trattare l\u2019argomento delle citazioni dalle Scritture Ebraiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 2. <b>Volgata<\/b>. \u00c8 questa un&#8217;altra traduzione privilegiata che Melchior Cano riteneva ispirata in quanto il suo traduttore, pur non essendo un profeta, \u201caveva uno spirito vicino e affine a quello profetico, il che era necessario perch\u00e9 la chiesa latina avesse una edizione della Sacra Scrittura, da seguire con piena sicurezza in materia di fede e di costumi\u201d. &#8211; M. Cano, <i>De locis theologias<\/i> cap. 13.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Questo era, si diceva, il pensiero del Concilio di Trento che la dichiar\u00f2 \u201cautentica\u201d, da usarsi quindi \u201cnelle pubbliche lezioni, nelle dispute, nelle prediche e nel commento biblico\u201d in quanto essa \u201c\u00e8 stata approvata da un secolare uso nella chiesa [cattolica]\u201d. &#8211; Concilio di Trento, sessione IV, 8 aprile 1546, <i>Denz Sch<\/i> 1506.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Pio XII, nella sua enciclica <i>Divino Afflante Spiritu<\/i> (1943), spieg\u00f2 che questa &#8220;autenticit\u00e0&#8221; non riguarda la sua fedelt\u00e0 assoluta al testo originale (critica testuale), ma al suo valore &#8220;giuridico&#8221; nella chiesa. Dato che dal suo uso plurisecolare da parte della Chiesa Cattolica, appare \u201cche tale versione\u00a0[\u2026] in questioni di fede e di morale \u00e8 del tutto esente da errore, cosicch\u00e9, come attesta e conferma la Chiesa, nelle discussioni, nelle lezioni, nelle prediche pu\u00f2 essere citata senza pericolo di errare\u201d. &#8211; Pio XII, Enciclica <i>Divino Afflante Spiritu<\/i>, 30 settembre 1943, <i>Denz Sch<\/i> 3825.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Gi\u00e0 da molti anni sono state pubblicate nuove versioni e nuove traduzioni dagli originali anche con la collaborazione di aderenti ad altre confessioni religiose, senza dover ricorrere come prima alla versione latina. Oggi si ritorna ad asserire <i>il valore del testo originario<\/i>, <i>che solo \u00e8 ispirato<\/i>, mentre non lo \u00e8 una versione qualsiasi. Si pu\u00f2 quindi concludere che <i>\u00e8 ispirato solo l&#8217;originale, come usc\u00ec dalle mani dell&#8217;autore sacro, che per questo si chiama &#8220;agiografo&#8221;<\/i>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Soltanto i libri canonici, vale a dire quelli contenuti nel canone biblico, sono accolti dai credenti quali libri ispirati: essi sono in tutto 66 libri, di cui 39 appartengono alle Scritture Ebraiche e 27 alle Scritture Greche. I cattolici accolgono sette libri in pi\u00f9 (in tutto 73 libri) riguardanti il cosiddetto \u201cAntico Testamento\u201d e detti [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":310,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-328","page","type-page","status-publish","hentry","entry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/328","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=328"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/328\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6649,"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/328\/revisions\/6649"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/310"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=328"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}