{"id":3298,"date":"2013-08-14T06:21:14","date_gmt":"2013-08-14T04:21:14","guid":{"rendered":"http:\/\/www.biblistica.it\/?page_id=3298"},"modified":"2013-08-14T06:21:17","modified_gmt":"2013-08-14T04:21:17","slug":"dio-ci-conduce-a-yeshua","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.biblistica.it\/?page_id=3298","title":{"rendered":"Dio ci conduce a Yesh\u00f9a"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\"><b><i>Storia della salvezza: Dio ci conduce a Yesh\u00f9a<\/i><\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 La teologia biblica s\u2019identifica con la storia della salvezza. La Scrittura intende narrarci la storia delle azioni di Dio per condurre le persone a Yesh\u00f9a e salvarle: \u201cTutto ci\u00f2 che fu scritto nel passato, fu scritto per nostra istruzione, affinch\u00e9 mediante la pazienza e la consolazione che ci provengono dalle Scritture, conserviamo la speranza\u201d (<i>Rm <\/i>15:4), \u201cLa legge \u00e8 stata come un precettore per condurci a Cristo\u201d. &#8211; <i>Gal <\/i>3:24.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Questa dottrina, purtroppo, non \u00e8 accolta da molti. Il motivo addotto \u00e8 che, secondo il metodo storico-critico, \u201clo storico non pu\u00f2 accogliere un intervento soprannaturale di Dio nel nesso causale come base\u201d (R. W. Funk, <i>The Hermeneutical Problem and Historical Criticism<\/i>). Secondo questo pensiero ogni evento storico dovrebbe necessariamente spiegarsi con cause storiche, per cui non ci sarebbe posto per l\u2019azione divina. Cos\u00ec, quando si parla di azione divina non si farebbe della storia. Con questo presupposto filosofico si suppone che la Bibbia non possa fare della storia quando parla di interventi divini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Chiss\u00e0, se una piccolissima pulce potesse pensare, forse negherebbe l\u2019esistenza dell\u2019elefante: non lo pu\u00f2 vedere. Ma intanto ci sta aggrappata sopra. Probabilmente, per\u00f2, questa non \u00e8 una considerazione filosofica. Per cui, a tanta seriosit\u00e0 che chiama in causa un presupposto filosofico occorre contrapporre una seria considerazione filosofica. Formuliamola.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 La nascita della fede in Yesh\u00f9a, la fede dei suoi discepoli e la fede della prima congregazione (fede che cambi\u00f2 radicalmente la loro vita) esige una figura di riferimento atta a spiegare gli effetti stravolgenti nella vita dei credenti. Il \u201cGes\u00f9\u201d, riscoperto con il metodo storico-critico, di cui ormai non si mette pi\u00f9 in dubbio l\u2019esistenza storica, non basta a spiegare quei cambiamenti radicali nelle persone. Per fortuna abbiamo dei <i>testimoni<\/i>: i Vangeli e le lettere apostoliche che ci spiegano <b><i>chi <\/i><\/b>era Yesh\u00f9a. Solo lo Yesh\u00f9a presentato da questi scritti (le Scritture Greche) \u00e8 atto a spiegare quanto da lui \u00e8 stato causato. Occorre quindi accostarsi a Yesh\u00f9a con un metodo non puramente storico, ma storico-teologico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 L\u2019esperienza di fede conferma quest\u2019accostamento: la Bibbia non si pu\u00f2 esaurire dal punto di vista della neutralit\u00e0 pi\u00f9 completa e dell\u2019oggettivit\u00e0. La Bibbia<b><i>pretende<\/i><\/b> dal suo lettore molto di pi\u00f9. Qualcosa che un semplice storico non pu\u00f2 dare. Si tratta di un <i>giudizio<\/i> che per ogni singola persona \u00e8 la pi\u00f9 importante decisione da prendere. I biblisti, gli studiosi, gli esegeti, i lettori, gli studenti, i simpatizzanti, tutti coloro che si interessano di Sacra Scrittura, hanno dimenticato del tutto la loro <b>personale responsabilit\u00e0<\/b> se pensano di poter chiudere gli occhi di fronte a questa enorme pretesa che la Bibbia ha su ciascuno di noi: Crediamo?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Nello Yesh\u00f9a della storia, che si pu\u00f2 capire solo nel Cristo della fede, noi incontriamo Dio. Non perch\u00e9 egli sia Dio, ma perch\u00e9 Dio si \u00e8 rivelato in lui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u00c8 ora di capire, se lo si vuole capire, che si deve smettere di parlare di \u201cconoscenza\u201d in senso occidentale. La Scrittura non va studiata in modo concettuale. Non servono a nulla gli studi biblici che portano \u201cconoscenza\u201d affinch\u00e9 la persona accetti mentalmente un corpo dottrinale. Quello \u00e8 credo religioso, non fede.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 La conoscenza in senso biblico non riguarda l\u2019intelligenza. La conoscenza biblica \u00e8 <i>conoscenza esperienziale<\/i>. Si tratta della fede in Dio che svela se stesso negli eventi storici di Yesh\u00f9a, nelle sue parole e nei suoi miracoli che continuano a interpellarci tramite la Bibbia. <b>\u00c8 un\u2019<i>esperienza <\/i>che si vive interiormente e che cambia la vita<\/b>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Il presupposto che tutto sia concatenato tra causa ed effetto in modo da escludere qualsiasi intervento divino \u00e8 solo un dogma. Opposto ad un altro dogma: Dio pu\u00f2 operare. Ancora una volta \u00e8 richiesta la fede.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Se la Bibbia \u00e8 opera di testimoni, noi avremmo la prova dell\u2019esperienza vissuta da altri che vi \u00e8 un Dio capace di intervenire nella storia. Tuttavia, questo ragionamento afferma solo qualcosa, ma non pu\u00f2 provare che noi <i>crediamo<\/i>. Certo, abbiamo tutte le ragioni per credere che quei testimoni siano degni di fiducia. Tuttavia, i loro scritti non sono documenti che riferiscono con la massima precisione i fatti (vi sono troppe differenze tra loro). Non sono neppure biografie complete (tralasciano troppe cose). Ciononostante, si tratta di testimonianze <i>degne di fede <\/i>e capaci di alimentare la nostra fede. Va poi notata la brevit\u00e0 del tempo trascorso tra gli episodi riferiti e la stesura dei Vangeli: pass\u00f2 troppo poco tempo per poter sostenere che quegli scritti siano stati una creazione della comunit\u00e0 posteriore riunita nel culto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 La fede rimane pur sempre fede. La storia non prova Dio e neppure riduce la fede ad un ragionamento. Anche se crediamo alla tomba vuota e ammettiamo che la fede degli evangelisti \u00e8 un fatto storico, dobbiamo pur sempre riconoscere che la resurrezione come atto divino (che fa passare Yesh\u00f9a da questo mondo empirico alla dimensione spirituale) sfugge al nostro controllo. Ma, ancora una volta, \u00e8 l\u2019unica possibilit\u00e0 che spiega tutto il resto. Ritorna la fede, quindi. Lo storico dovrebbe trovare un\u2019ipotesi diversa, migliore della resurrezione, per spiegare il nascere della prima congregazione e della fede dei discepoli. Ma non la trova. Il fatto \u00e8 che la fede \u00e8 una via per capire meglio la storia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Questa teologia della salvezza non rimanda tutto al passato n\u00e9 riduce la salvezza di Dio ad eventi ormai trascorsi da secoli e millenni. La rivelazione del piano divino si \u00e8 <i>conclusa <\/i>con Yesh\u00f9a, ma la storia della salvezza <i>continua<\/i>. \u201cIl Signore non ritarda l&#8217;adempimento della sua promessa, come pretendono alcuni; ma \u00e8 paziente verso di voi, non volendo che qualcuno perisca, ma che tutti giungano al ravvedimento. Il giorno del Signore verr\u00e0 come un ladro\u201d (<i>2Pt <\/i>3:9,10). La storia della salvezza <i>continua<\/i>.<\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n<p>\u201c<b>Dio non ha rigettato il suo popolo <\/b>[gli ebrei], vi pare? <b>Non sia mai!<\/b> Poich\u00e9 anch\u2019io sono israelita, del seme d\u2019Abraamo, della trib\u00f9 di Beniamino. <b>Dio non ha rigettato il suo popolo, che prima riconobbe<\/b> [\u2026]. Hanno inciampato in modo da cadere completamente? Non sia mai! Ma dal loro passo falso viene la salvezza per persone delle nazioni, per incitarli a gelosia. Ora se il loro passo falso significa ricchezza per il mondo, e la loro diminuzione significa ricchezza per persone delle nazioni, <b>quanto pi\u00f9 lo significher\u00e0 il loro numero completo!<\/b> [\u2026] Se tu [i pagani] fosti tagliato dall\u2019olivo che per natura \u00e8 selvatico e fosti innestato contro natura nell\u2019olivo coltivato [gli ebrei], <b>tanto pi\u00f9 questi che sono <i>naturali<\/i> saranno innestati nel loro proprio olivo!<\/b> [\u2026] Non voglio, fratelli, che ignoriate questo sacro segreto, affinch\u00e9 non siate discreti ai vostri occhi: che un intorpidimento della sensibilit\u00e0 \u00e8 avvenuto in parte a Israele finch\u00e9 non sia entrato il numero completo delle persone delle nazioni, e in questa maniera tutto Israele sar\u00e0 salvato. [\u2026] <b>In riferimento all\u2019elezione [di Dio] sono diletti a causa dei loro antenati. Poich\u00e9 <i>i doni e la chiamata di Dio non sono cose di cui egli si rammarichi<\/i><\/b>. &#8211; <i>Rm <\/i>11:1,11,12,24,25,26,28,29, <i>TNM<\/i>.<\/p>\n<\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Ne devono accadere di cose. E accadranno. La storia della salvezza <i>continua<\/i>. <b>Dio sta radunando <i>il suo popolo<\/i><\/b>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Crediamo? \u00c8 richiesta la fede, ma questa non la si ottiene con una decisione mentale. \u201cIl frutto <i>dello spirito<\/i> \u00e8 [\u2026] fede\u201d (<i>Gal <\/i>5:22). \u00c8 Dio che dona la fede, non noi che decidiamo di averla.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u201cSenza fede \u00e8 impossibile piacergli; poich\u00e9 chi si accosta a Dio deve credere che egli \u00e8, e che ricompensa tutti quelli che lo cercano\u201d. &#8211; <i>Eb <\/i>11:6.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 La fede \u00e8 dono di Dio. Non ci resta che pregarlo di concedercela.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Storia della salvezza: Dio ci conduce a Yesh\u00f9a &nbsp; \u00a0\u00a0 La teologia biblica s\u2019identifica con la storia della salvezza. 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