{"id":3662,"date":"2013-08-31T06:29:09","date_gmt":"2013-08-31T04:29:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.biblistica.it\/?page_id=3662"},"modified":"2013-08-31T06:29:14","modified_gmt":"2013-08-31T04:29:14","slug":"la-donna-nella-consuetudine-apostolica-di-paolo-il-vero-atteggiamento-di-paolo-verso-le-donne","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.biblistica.it\/?page_id=3662","title":{"rendered":"La donna nella consuetudine apostolica di Paolo &#8211; Il vero atteggiamento di Paolo verso le donne"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Coloro che &#8211; non avendo approfondito la conoscenza dell\u2019apostolo delle genti \u2013 ritengono Paolo un misogino, citano tra gli altri questa sua dichiarazione:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cNon abbiamo il diritto di condurre con noi una moglie, sorella in fede, come fanno anche gli altri apostoli e i fratelli del Signore e Cefa?\u201d. &#8211; <i>1Cor<\/i> 9:5.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Paolo specifica qui di avere il diritto di sposarsi, menzionato insieme al \u201cdiritto di non lavorare\u201d (v. 6). Pi\u00f9 avanti spiega la ragione per la quale non se ne avvale: \u201cNon ho fatto alcun uso di questi diritti, e non ho scritto questo perch\u00e9 si faccia cos\u00ec a mio riguardo; poich\u00e9 preferirei morire, anzich\u00e9 vedere qualcuno rendere vano il mio vanto. Perch\u00e9 se evangelizzo, non debbo vantarmi\u201d. &#8211; <i>1Cor<\/i> 9:15,16.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Mentre \u00e8 comprensibile che egli rinunci al suo diritto di essere mantenuto nel suo lavoro missionario, perch\u00e9 rinuncia ad diritto di sposarsi? Paolo dice che non vuole rendere vano il suo vanto. Non essendo mantenuto nel suo lavoro di evangelizzazione, poteva vantarsi di fare tutto con le sue proprie forze non essendo di peso ad alcuno. Tale motivazione \u00e8 valida anche per la sua scelta di rimanere celibe, giacch\u00e9 egli accomuna in <i>1Cor<\/i> 9:5,6 le due scelte (lavorare e non sposarsi).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0 Questo fatto di rinunciare a una moglie merita di essere esaminato pi\u00f9 a fondo. Paolo dice:<\/p>\n<p align=\"center\">\u1f00\u03b4\u03b5\u03bb\u03c6\u1f74\u03bd \u03b3\u03c5\u03bd\u03b1\u1fd6\u03ba\u03b1 \u03c0\u03b5\u03c1\u03b9\u03ac\u03b3\u03b5\u03b9\u03bd, \u1f61\u03c2 \u03ba\u03b1\u1f76 \u03bf\u1f31 \u03bb\u03bf\u03b9\u03c0\u03bf\u1f76 \u1f00\u03c0\u03cc\u03c3\u03c4\u03bf\u03bb\u03bf\u03b9 \u03ba\u03b1\u1f76 \u03bf\u1f31 \u1f00\u03b4\u03b5\u03bb\u03c6\u03bf\u1f76 \u03c4\u03bf\u1fe6 \u03ba\u03c5\u03c1\u03af\u03bf\u03c5 \u03ba\u03b1\u1f76 \u039a\u03b7\u03c6\u1fb6\u03c2<\/p>\n<p align=\"center\"><i>adelf\u00e8n ghyn\u00e0ika peri\u00e0ghein, os k\u00e0i oi loip\u00f2i ap\u00f2stoloi k\u00e0i oi adelf\u00f2i t\u00f9 kyr\u00ecu k\u00e0i Kef\u00e0s<\/i><\/p>\n<p align=\"center\">sorella donna [= moglie], come anche i rimanenti apostoli e i fratelli del Signore e Kefa [= Pietro]<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Si noti quel \u201cnoi\u201d: \u201cPortare <i>con noi<\/i>\u201d. E si noti anche quel \u201csorella [come] moglie\u201d. Se si fosse sposato, Paolo avrebbe condotto con s\u00e9 e con i suoi collaboratori (\u201ccon coi\u201d) una donna credente in qualit\u00e0 di moglie. Il fatto che menzioni semplicemente una \u201csorella\u201d in fede, quindi una credente, ci fa pensare che non sarebbe stata una sua collaboratrice nell\u2019attivit\u00e0 apostolica, come lo erano Timoteo e Silvano. Ci\u00f2 comporta che quella \u201csorella\u201d avrebbe avuto solo le incombenze quotidiane di una moglie relegata alla cura del marito, senza molto spazio per una vita davvero condivisa, situazione che anche molte donne di oggi purtroppo sperimentano quando i mariti sono presi solo dal lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u00c8 il caso di ricordare il faticoso e continuo lavoro di Paolo:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>\u201cSpesso in viaggio, in pericolo sui fiumi, in pericolo per i briganti, in pericolo da parte dei miei connazionali, in pericolo da parte degli stranieri, in pericolo nelle citt\u00e0, in pericolo nei deserti, in pericolo sul mare, in pericolo tra falsi fratelli; in fatiche e in pene; spesse volte in veglie, nella fame e nella sete, spesse volte nei digiuni, nel freddo e nella nudit\u00e0. Oltre a tutto il resto, sono assillato ogni giorno dalle preoccupazioni che mi vengono da tutte le chiese\u201d. &#8211; <i>2Cor<\/i> 11:26-28.<\/li>\n<li>\u201cTre volte sono stato battuto con le verghe; una volta sono stato lapidato; tre volte ho fatto naufragio; ho passato un giorno e una notte negli abissi marini\u201d. &#8211; <i>2Cor<\/i> 11:25.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Qualche studioso ha fatto i conti e ha calcolato che Paolo abbia percorso durante la sua attivit\u00e0 missionaria ben 15.000 km (cfr. R. F. Hock, <i>The Social Context of Paul\u2019s Ministry<\/i>, Fortress Press, Philadelphia, 1987, pag. 27). Ci\u00f2 che Paolo dice di se stesso testimonia il suo instancabile lavoro.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u00c8 quindi un assurdo giustificare il celibato paolino con la sua presunta misoginia. Piuttosto, fu cos\u00ec riguardoso verso le donne che non si avvalse del suo diritto di sposarsi per non costringere la sua eventuale consorte a una vita impossibile.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Pur non volendo imporre a una donna di affiancarlo come moglie in una vita estrema, Paolo si avvalse delle donne cos\u00ec come degli uomini per avere collaborazione localmente, dove c\u2019erano comunit\u00e0 di credenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><b>Evodia\u00a0 e Sintiche, collaboratrici di Paolo a Filippi<\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 L\u2019inizio della lettera paolina ai filippesi \u00e8, per certi versi, preziosissimo: \u201cPaolo e Timoteo, servi di Cristo Ges\u00f9, a tutti i santi in Cristo Ges\u00f9 che sono in Filippi, <i>con i vescovi e con i diaconi<\/i>\u201d (<i>Flp<\/i> 1:1). Questa \u00e8 l\u2019unica lettera di Paolo indirizzata anche ai \u201cvescovi\u201d e ai \u201cdiaconi\u201d, nomi che nulla hanno a che fare con quelli attuali della gerarchia cattolica. Si tratta di \u201csorveglianti\u201d e di \u201cservitori\u201d della comunit\u00e0.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Da <i>Flp <\/i>4:2,3 veniamo a sapere che Paolo aveva l\u00ec a Filippi, tra i suoi collaboratori, anche due donne: \u201cEvodia \u2026 Sint\u00ecche \u2026 queste donne, che hanno lottato per il vangelo insieme a me, a Clemente e agli altri miei collaboratori i cui nomi sono nel libro della vita\u201d. Paolo mette queste due donne insieme a Clemente e ad altri includendole nel gruppo dei suoi \u03c3\u03c5\u03bd\u03b5\u03c1\u03b3\u1ff6\u03bd (<i>synerg\u00f2n<\/i>), \u201ccollaboratori\u201d.\u00a0 Questo vocabolo \u00e8 composto da <i>syn-<\/i> (\u201cinsieme\u201d) e fa <i>\u00e8rgon<\/i> (\u201clavoro\u201d), venendo a indicare un \u201ccollega\u201d, un \u201ccompagno di lavoro\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0 Dal fatto che Paolo dice anche che queste due donne \u201channo <i>lottato<\/i> per il vangelo\u201d insieme a lui, fa supporre che ebbero un ruolo non indifferente nella fondazione della comunit\u00e0 di Filippi. Utili dettagli di queste lotte a Filippi li ricaviamo dal libro di <i>Atti<\/i>:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cPresero Paolo e Sila e li trascinarono sulla piazza davanti alle autorit\u00e0; e, presentatili ai pretori, dissero: \u00abQuesti uomini, che sono Giudei, turbano la nostra citt\u00e0, e predicano riti che a noi Romani non \u00e8 lecito accettare n\u00e9 praticare\u00bb. La folla insorse allora contro di loro; e i pretori, strappate loro le vesti, comandarono che fossero battuti con le verghe. E, dopo aver dato loro molte vergate, li cacciarono in prigione, comandando al carceriere di sorvegliarli attentamente. Ricevuto tale ordine, egli li rinchiuse nella parte pi\u00f9 interna del carcere e mise dei ceppi ai loro piedi\u201d. &#8211; <i>At<\/i> 16:19-24.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 In questo caso si tratt\u00f2 di fustigazione pubblica e di carcerazione senza processo. \u2013 Cfr. <i>At<\/i> 16:37.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Paolo ricorda il suo periodo filippese dicendo di aver \u201csofferto e sub\u00ecto oltraggi \u2026 a Filippi\u201d (<i>1Ts<\/i> 2:2). Non \u00e8 quindi campato in aria supporre che Evodia e Sintiche avessero avuto un certo ruolo nella fondazione della chiesa di Filippi: \u201cEvodia \u2026 Sint\u00ecche \u2026 queste donne, che hanno<i> lottato<\/i> per il vangelo insieme a me, a Clemente e agli altri miei <i>collaboratori<\/i> i cui nomi sono nel libro della vita\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Possiamo sinceramente immaginare che Paolo potesse rivolgersi a queste due donne dicendo di loro: \u201cLa donna impari in silenzio con piena sottomissione. Non permetto alla donna di insegnare n\u00e9 di esercitare autorit\u00e0 sull\u2019uomo, ma stia in silenzio\u201d (<i>1Tm<\/i> 2:11,12, <i>TNM<\/i>)? Piuttosto, Paolo afferma che i loro \u201cnomi sono nel libro della vita\u201d.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><b>Lidia<\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Sebbene Lidia non fosse di Filippi ma di Ti\u00e0tira (odierna Turchia), questa donna fu la prima ad accettare il vangelo a Filippi. Luca, presente all\u2019evento, narra:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cIl sabato andammo fuori dalla porta, lungo il fiume, dove pensavamo vi fosse un luogo di preghiera; e sedutici parlavamo alle donne l\u00e0 riunite. Una donna della citt\u00e0 di Tiatiri, commerciante di porpora, di nome Lidia, che temeva Dio, ci stava ad ascoltare. Il Signore le apr\u00ec il cuore, per renderla attenta alle cose dette da Paolo\u201d. &#8211; <i>At<\/i> 16:13,14.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Questa donna, sincera e generosa, ebbe subito la meglio su Paolo. Sapendo come Paolo non si faceva mettere i piedi in testa da nessuno, suscita simpatia l\u2019atteggiamento positivo e battagliero di Lidia. \u00c8 sempre Luca che riferisce:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cPoi ci invit\u00f2 a casa sua: &#8216;Se siete convinti che ho accolto sinceramente il Signore, siate miei ospiti&#8217;. E ci costrinse ad accettare\u201d. &#8211; <i>At<\/i> 16:15, <i>TILC<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Sar\u00e0 anche un caso, ma della comunit\u00e0 di Filippi conosciamo per nome un solo uomo: Clemente. Il testo sacro ci conserva per\u00f2 ben tre noni di donne: Evodia, Sintiche e Lidia. Pi\u00f9 che un caso, appare chiaro che Paolo sente il bisogno di nominarle per nome, il che denota l\u2019importanza che esse avevano per lui.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Se teniamo conto che quella di Filippi fu probabilmente la prima chiesa fondata da Paolo, \u00e8 maggiormente degno di nota che Paolo non impieg\u00f2 delle donne quale ripiego, ma che si avvalse di loro per scelta. Si conferma cos\u00ec il ruolo femminile nella chiesa sin dall\u2019inizio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><b>Cloe, collaboratrice di Paolo<\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u201cFratelli miei, mi \u00e8 stato riferito da quelli di casa Cloe \u2026\u201d (<i>1Cor<\/i> 1:11). Chi erano \u201cquelli di Cloe\u201d? Suoi familiari, suoi figli, suoi servitori? Non lo sappiamo. Chi informa Paolo, \u00e8 vero, non \u00e8 Cloe in persona ma i \u2018suoi\u2019. Tuttavia perch\u00e9 Paolo non li menziona direttamente invece di parale in modo specifico di Cloe? Evidentemente il punto di riferimento era lei. E doveva essere un riferimento ben fidato, perch\u00e9 Paolo rimproverer\u00e0 aspramente i corinti in base alle informazioni ricevute. Ragionando meglio sul testo si pu\u00f2 capire che \u201cquelli di casa Cloe\u201d non sono menzionati perch\u00e9 non cos\u00ec importanti: forse altre volte Cloe usava come messaggeri altre persone che facevano la spola tra lei e Paolo. Il riferimento di Paolo era comunque lei.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><b>Priscilla, collaboratrice di Paolo<\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Prisca, il cui diminutivo \u00e8 Priscilla, \u00e8 la donna pi\u00f9 spesso menzionata nella parte greca della Bibbia. Dai dati biblici sappiamo che il primo incontro tra Paolo e Prisca avvenne a Corinto. Lei e suo marito Aquila erano stati cacciati da Roma perch\u00e9 giudei e ci\u00f2 in base all\u2019editto imperiale dell\u2019imperatore Claudio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c[Paolo] lasci\u00f2 Atene e si rec\u00f2 a Corinto. Qui trov\u00f2 un ebreo, di nome Aquila, oriundo del Ponto, giunto di recente dall&#8217;Italia insieme con sua moglie Priscilla, perch\u00e9 Claudio aveva ordinato a tutti i Giudei di lasciare Roma. Egli si un\u00ec a loro. Essendo del medesimo mestiere, and\u00f2 ad abitare e a lavorare con loro. Infatti, di mestiere, erano fabbricanti di tende\u201d. &#8211; <i>At <\/i>18:1-3.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 L\u00ec a Corinto Paolo \u201cstette un anno e sei mesi, insegnando fra loro [fra i corinti] la parola di Dio\u201d (<i>At <\/i>18:11, <i>TNM<\/i>), poi \u201cprese commiato dai fratelli e \u2026 s&#8217;imbarc\u00f2 per la Siria con Priscilla e Aquila\u201d. &#8211; V. 18, <i>NR<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Si noti come il nome Priscilla viene anteposto da Luca (lo scrittore di <i>Atti<\/i>) a quello del marito. Questo non \u00e8 un vezzo di Luca, anche se \u00e8 stato definito l\u2019evangelista delle donne, perch\u00e9 Paolo fa la stessa cosa:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>\u201cDate i miei saluti a Prisca e Aquila\u201d. \u2013 <i>Rm<\/i> 16:3, <i>TNM<\/i>.<\/li>\n<li>\u201cD\u00e0 i miei saluti a Prisca e ad Aquila\u201d. \u2013 <i>2Tm<\/i> 4:19, <i>TNM<\/i>.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Solo in <i>1Cor <\/i>16:19 si ha prima Aquila: \u201cVi mandano i loro saluti. Aquila e Prisca insieme alla congregazione che \u00e8 nella loro casa\u201d (<i>TNM<\/i>), probabilmente perch\u00e9 Paolo riferisce i saluti nell\u2019ordine in cui gli erano giunti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Degno di nota \u00e8 un episodio dell\u2019apostolato efesino di Prisca e Aquila:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cUn ebreo di nome Apollo, oriundo di Alessandria, uomo eloquente e versato nelle Scritture, arriv\u00f2 a Efeso. Egli era stato istruito nella via del Signore; ed essendo fervente di spirito, annunciava e insegnava accuratamente le cose relative a Ges\u00f9, bench\u00e9 avesse conoscenza soltanto del battesimo di Giovanni. Egli cominci\u00f2 pure a parlare con franchezza nella sinagoga. Ma Priscilla e Aquila, dopo averlo udito, lo presero con loro e gli esposero con pi\u00f9 esattezza la via di Dio\u201d. &#8211; <i>At <\/i>18:24-26.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Questo ebreo proveniente da Alessandria d\u2019Egitto, nonostante le sue lacune, era comunque \u201cuomo eloquente e versato nelle Scritture\u201d. \u00c8 significativo che a fargli da maestri furono Priscilla e Aquila, che \u201cgli esposero <i>con pi\u00f9 esattezza<\/i> la via di Dio\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 In <i>Rm<\/i> 16:3, come abbiamo gi\u00e0 notato, Paolo scrive: \u201cSalutate Prisca e Aquila, miei collaboratori in Cristo Ges\u00f9\u201d. Qui vogliamo rimarcare la parola \u201ccollaboratori\u201d, gi\u00e0 esaminata. Si tratta di quelli che con termine moderno diremmo \u201ccolleghi\u201d. Non solo Paolo include Prisca tra i suoi colleghi di servizio ma antepone il suo nome a quello del marito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Questo fatto di anteporre Prisca al marito non \u00e8 di poco conto. Basti pensare che qualche antico copista dovette sentirsi offeso fino la punto di cambiare il testo sacro che stava ricopiando. Ci riferiamo al passo di <i>At<\/i> 18:26, che nella versione genuina dice: \u201cPriscilla e Aquila, dopo averlo udito, lo presero con loro e gli esposero con pi\u00f9 esattezza la via di Dio\u201d. Le versioni siriache (del 5\u00b0 secolo) presentano la lezione rettificata \u2018Aquila e Priscilla\u2019, cos\u00ec come il <i>Codice di Beza<\/i> (del 6\u00b0 secolo). Si tratta di una lezione antifemminista che non \u00e8 di Paolo ma degli scribi incaricati di ricopiare i testi paolini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Va qui rimarcato che Paolo dice che Priscilla e Aquila \u1f10\u03be\u03ad\u03b8\u03b5\u03bd\u03c4\u03bf (<i>ecs\u00e8thento<\/i>) ad Apollo \u1f00\u03ba\u03c1\u03b9\u03b2\u03ad\u03c3\u03c4\u03b5\u03c1\u03bf\u03bd (<i>akrib\u00e8steron<\/i>) la via di Dio. Il verbo \u1f10\u03ba\u03c4\u03af\u03b8\u03b5\u03bc\u03b1\u03b9 (<i>ekt\u00ecthemai<\/i>) indica l\u2019esporre per mezzo di spiegazioni; l\u2019avverbio <i>akrib\u00e8steron<\/i> significa \u201cpi\u00f9 esatto\/perfetto\u201d. Se questo non \u00e8 <i>insegnamento<\/i>, che cos\u2019\u00e8?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Ora, ci \u00e8 possibile immaginare che Paolo possa riferire a Priscilla le parole che troviamo nel testo attuale di <i>1Tm<\/i> 2:11,12? \u201cLa donna impari in silenzio con piena sottomissione. Non permetto alla donna di insegnare n\u00e9 di esercitare autorit\u00e0 sull\u2019uomo, ma stia in silenzio\u201d? &#8211;<i>1Tm<\/i> 2:11,12, <i>TNM<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Se poi teniamo presente che Apollo \u201cera ben versato nelle Scritture\u201d (<i>At<\/i> 18:24, <i>TNM<\/i>), anzi, per dirla con il testo biblico, era \u201cpotente [\u03b4\u03c5\u03bd\u03b1\u03c4\u1f78\u03c2 (<i>dynat\u00f2s<\/i>), \u201cpotente\/forte\u201d] nelle Scritture\u201d, l\u2019insegnamento di Priscilla dovette essere davvero a ottimo livello. Paolo non teme di dire che anche Priscilla istru\u00ec il gi\u00e0 competente Apollo, anzi premette il nome di lei a quello di suo marito. Non solo si tratta di insegnamento da parte di Priscilla, una donna, ma di insegnamento molto qualificato e dei pi\u00f9 alti perch\u00e9 concerne \u201cla via di Dio\u201d. &#8211; <i>At <\/i>18:26.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Occorre anche tener conto che negli elenchi biblici il primo nome \u00e8 quello che spicca. Evidentemente Priscilla era la pi\u00f9 attiva e preparata della coppia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Troviamo insomma in Priscilla una donna dinamica che sapeva il fatto suo e che Paolo stimava come sua collaboratrice e collega. Dobbiamo ripetere il ritornello: \u00c8 mai possibile che Paolo ordinasse alle donne (che includevano Priscilla) di stare in silenzio e non permettersi di insegnare agli uomini?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Stando allo scrittore ecclesiastico Epifanio (4\u00b0 secolo), \u201cAquila, di cui Paolo fa menzione, divenne vescovo di Eraclea; Pisca, di cui Paolo fa menzione, divenne vescovo di Colofone\u201d. \u2013 Epifanio, <i>Index discipulorum<\/i>, 125,16-17.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 A buona ragione lo studioso B. Byrne scrive: \u201cPrisca, donna sposata e fedele coadiutrice di Paolo nel suo ministero di divulgazione del messaggio evangelico, colei che secondo la testimonianza di At 18,26 istru\u00ec Apollo nella fede, dovremmo forse immaginarcela costretta a sedere in silenzio nell\u2019assemblea?\u201d. \u2013 <i>Paolo e la donna cristiana<\/i>, pagg. 99-100.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><b>Affia, donna preminente nella chiesa di Colosse<\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Nella lettera pi\u00f9 breve dell\u2019epistolario paolino (<i>Filemone<\/i>, tanto breve che ha solo versetti e non capitoli) sono menzionati diversi nomi, esattamente sette; questi sette nomi sono menzionati anche nella lettera di Paolo ai colossesi. Incrociando i dati delle due lettere, veniamo a sapere che due di questi sette erano di Colosse:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">1)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Onesimo. \u201cIl fedele e caro fratello Onesimo, che \u00e8 <i>dei vostri<\/i>\u201d. &#8211; <i>Col<\/i> 4:9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">2)\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Epafra. \u201cEpafra, che \u00e8 dei vostri\u201d. &#8211; <i>Col<\/i> 4:12.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Tuttavia, Onesimo ed Epafra non erano persone di primo piano nella comunit\u00e0 di Colosse. I preminenti a Colosse erano Filemone ed Archippo. A questa conclusione arriviamo analizzando il testo paolino:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cPaolo, prigioniero per amore di Cristo Ges\u00f9, e Timoteo, [nostro] fratello, a <i>Filemone<\/i>, nostro diletto e compagno d\u2019opera \u2026 e ad <i>Archippo<\/i>, nostro commilitone\u201d. \u2013 <i>Flm <\/i>1:1,2, <i>TNM<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Va ricordato che i titoli dei libri biblici non sono ispirati ma sono stati aggiunti per identificare gli scritti. Quella che \u00e8 nota come <i>lettera a Filemone<\/i>, \u00e8 in verit\u00e0 una lettera a Filemone e ad Archippo, e non solo a loro, come vedremo. Oltre al fatto che i due sono menzionati quali destinatari della lettera che in ultima analisi \u00e8 rivolta \u201calla congregazione che \u00e8 in casa tua\u201d ovvero di Filemone (<i>Flm <\/i>1:2, <i>TNM<\/i>), per stabilire la loro preminenza abbiamo anche i loro titoli:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>Filemone: \u201cDiletto e compagno d\u2019opera\u201d (<i>TNM<\/i>). Detto meglio, con la Bibbia: \u03c4\u1ff7 \u1f00\u03b3\u03b1\u03c0\u03b7\u03c4\u1ff7 \u03ba\u03b1\u1f76 \u03c3\u03c5\u03bd\u03b5\u03c1\u03b3\u1ff7 (<i>t\u00f2 agapet\u00f2 k\u00e0i synerg\u00f2<\/i>), \u201cl\u2019amato e collega\u201d. Il termine \u201ccollega\u201d (greco \u03c3\u03c5\u03bd\u03b5\u03c1\u03b3\u03cc\u03c2, <i>synerg\u00f2s<\/i>) \u00e8 lo stesso usato da Paolo per Prisca e Aquila (cfr. <i>Rm<\/i> 16:3) e per Evodia e Sintiche. \u2013 Cfr. <i>Flp<\/i> 4:3.<\/li>\n<li>Archippo: \u201cCommilitone\u201d (<i>TNM<\/i>). Detto meglio, con la Bibbia: \u03c4\u1ff7 \u03c3\u03c5\u03bd\u03c3\u03c4\u03c1\u03b1\u03c4\u03b9\u03ce\u03c4\u1fc3 (<i>t\u00f2 synstrat\u00f2te<\/i>), \u201cil compagno d\u2019armi\u201d.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Abbiamo osservato che quella che \u00e8 nota come <i>lettera a Filemone<\/i>, \u00e8 in verit\u00e0 una lettera ad Filemone e ad Archippo, e non solo a loro. L\u2019intestazione completa della lettera \u00e8 questa:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cPaolo, prigioniero per amore di Cristo Ges\u00f9, e Timoteo, [nostro] fratello, a Filemone, nostro diletto e compagno d\u2019opera, e ad <i>Affia<\/i>, nostra sorella, e ad Archippo, nostro commilitone\u201d. \u2013 <i>Flm <\/i>1:1,2, <i>TNM<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Giacch\u00e9 abbiamo fatto notare che la preminenza di Filemone e di Archippo \u00e8 data anche dai titoli che Paolo attribuisce loro, si potrebbe notare che nel caso di Apfia tali titoli di preminenza mancano, perch\u00e9 lei \u00e8 definita semplicemente \u201csorella\u201d, termine che potrebbe indicare una semplice credente. Tuttavia, ci sono validi motivi per non ritenerla una semplice appartenente alla comunit\u00e0 colossese.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Prima di tutto, va notato che una semplice credente non sarebbe stata citata (e per nome) nell\u2019intestazione della lettera. In pi\u00f9, una semplice sorella non sarebbe stata nominata <i>prima<\/i> di Archippo, \u201ccommilitone\u201d di Paolo. Relegare quindi Affia a semplice sorella non ha basi serie, soprattutto se si nota che anche Timoteo \u00e8 detto da Paolo semplicemente \u201cfratello\u201d: \u201cPaolo, prigioniero per amore di Cristo Ges\u00f9, e Timoteo, [nostro] fratello, a \u2026\u201d (<i>Flm <\/i>1:1, <i>TNM<\/i>). Di certo nessuno si basa su ci\u00f2 per asserire che Timoteo fosse semplicemente un credente senza incarichi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Qualcuno ritiene che Affia fosse la moglie di Filemone, cos\u00ec che si legge in un\u2019opera religiosa: \u201cPare che Affia e Archippo facessero parte della famiglia di Filemone, poich\u00e9 anch\u2019essi sono menzionati nell\u2019intestazione della lettera personale inviatagli da Paolo. Affia forse era moglie di Filemone, e Archippo suo figlio\u201d (<i>Perspicacia nello studio delle Scritture<\/i>, Vol. 1, pag. 930). Questa opinione si basa sul pensiero di Giovanni Crisostomo e di Teodoreto (4\u00b0-5\u00b0 secolo). Questa ipotesi per\u00f2 traballa, perch\u00e9 Affia \u00e8 nominata con un suo titolo personale (\u201csorella\u201d), mentre in altri casi Paolo mette insieme i coniugi, come Prisca e Aquila detti ambedue da Paolo \u201ccollaboratori\u201d. \u2013 Cfr <i>Rm<\/i> 16:3.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 L\u2019intestazione paolina della <i>lettera a Filemone<\/i> ci dice che Affia non solo era una persona preminente nella chiesa di Colosse, ma veniva prima di Archippo. Detto in termini moderni, lei era n. 2.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cPaolo, prigioniero per amore di Cristo Ges\u00f9, e Timoteo, [nostro] fratello, a [1] Filemone, nostro diletto e compagno d\u2019opera, e ad [2] <i>Affia<\/i>, nostra sorella, e ad [3] Archippo, nostro commilitone\u201d. \u2013 <i>Flm <\/i>1:1,2, <i>TNM<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Lei era una delle colonne della comunit\u00e0 colossese, al pari di Filemone e di Archippo. Di nuovo dobbiamo domandarci: Ma \u00e8 davvero pensiero autentico di Paolo che a una donna come Affia si potesse dire: \u201cLa donna impari in silenzio con piena sottomissione. Non permetto alla donna di insegnare n\u00e9 di esercitare autorit\u00e0 sull\u2019uomo, ma stia in silenzio\u201d (<i>1Tm<\/i> 2:11,12, <i>TNM<\/i>)?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><b>Febe, la diaconessa<\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Al termine della sua <i>lettera ai romani<\/i> Paolo saluta molti credenti. Nell\u2019elenco delle persone menzionate compaiono molte collaboratrici di Paolo, sia della chiesa destinataria della lettera sia di quella da cui Paolo scriveva. Vi sono annoverate una trentina di persone, ed \u00e8 interessante notare che la prima dell\u2019elenco \u00e8 una donna. Si tratta di Febe. Evidentemente l\u2019apostolo delle genti sentiva il bisogno di parlare, prima di tutti, di lei.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Febe non era della comunit\u00e0 romana, ma in essa si stava recando, perch\u00e9 Paolo scrive ai confratelli romani:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cVi raccomando Febe, nostra sorella, che \u00e8 diaconessa della chiesa di Cencrea, perch\u00e9 la riceviate nel Signore, in modo degno dei santi, e le prestiate assistenza in qualunque cosa ella possa aver bisogno di voi; poich\u00e9 ella pure ha prestato assistenza a molti e anche a me\u201d. &#8211; <i>Rm <\/i>16:1,2.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Paolo chiama Febe \u201csorella\u201d. Come abbiamo gi\u00e0 osservato, questo semplice titolo, che indica una credente, non basta in s\u00e9 a relegare questa donna tra gli appartenenti alla chiesa che non hanno voce quanto ad amministrazione ecclesiale. Febe \u00e8 detta chiaramente \u201cdiaconessa\u201d. Lei svolgeva dunque un ministero che la distingueva dai semplici credenti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 I maschilisti delle religioni, non potendo negare che Paolo la chiama proprio \u03b4\u03b9\u03ac\u03ba\u03bf\u03bd\u03bf\u03c2 (<i>di\u00e0konos<\/i>), tentano di interpretare e cercano di dare a questo termine tecnico un senso diverso da quello che ha. Sebbene in s\u00e9 il termine indichi un \u201cservitore\u201d, nella comunit\u00e0 dei credenti designa un incarico ufficiale. La maschilista Watchtower la butta sull\u2019evangelizzazione: \u201cPaolo chiama Febe \u2018ministro della congregazione di Cencrea\u2019. Questo induce a chiedersi in che senso sia usato qui il termine <i>di\u00e0konos<\/i> (ministro). Alcune traduzioni gli danno un significato ufficiale e perci\u00f2 lo rendono \u201cdiaconessa\u201d (<i>CEI,<\/i> <i>VR<\/i>). Ma le Scritture non prevedono servitori di ministero donne. Altri attribuiscono al termine significato generico e lo traducono \u201cal servizio\u201d (<i>Ga<\/i>). Comunque Paolo si riferiva evidentemente a qualche cosa che aveva a che fare con la divulgazione della buona notizia, il ministero cristiano, e parlava di Febe come di una donna ministro associata alla congregazione di Cencrea\u201d (<i>Perspicacia nello studio delle Scritture<\/i>, Vol. 1, pag. 903). Si noti l\u2019impossibilit\u00e0 mentale ad accettare che una donna sia diacono: \u201cQuesto induce a chiedersi in che senso sia usato qui il termine <i>di\u00e0konos<\/i> (ministro)\u201d (<i>Ibidem<\/i>). Si d\u00e0 insomma per scontato che il termine debba avere \u2013 solo qui! \u2013 un senso diverso dall\u2019usuale. \u00c8 poi proprio vero che \u201cle Scritture non prevedono servitori di ministero donne\u201d (<i>Ibidem<\/i>)? I requisiti dei diaconi sono elencati da Paolo in <i>1Tm<\/i> 3:1-13:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<b>3<\/b> Questa dichiarazione \u00e8 fedele. Se un uomo aspira all\u2019incarico di sorvegliante, desidera un\u2019opera eccellente. <b><sup>2<\/sup><\/b> Il sorvegliante deve perci\u00f2 essere irreprensibile, marito di una sola moglie, di abitudini moderate, di mente sana, ordinato, ospitale, qualificato per insegnare, <b><sup>3<\/sup><\/b> non ebbro schiamazzatore, non percotitore, ma ragionevole, non bellicoso, non amante del denaro, <b><sup>4<\/sup><\/b> uomo che diriga la propria casa in maniera eccellente, avendo i figli in sottomissione con ogni seriet\u00e0; <b><sup>5<\/sup><\/b> (se in realt\u00e0 un uomo non sa dirigere la propria casa, come avr\u00e0 cura della congregazione di Dio?) <b><sup>6<\/sup><\/b> non un uomo convertito di recente, affinch\u00e9 non si gonfi [d\u2019orgoglio] e cada nel giudizio emesso contro il Diavolo. <b><sup>7<\/sup><\/b> Inoltre, deve anche avere un\u2019eccellente testimonianza da quelli di fuori, affinch\u00e9 non cada nel biasimo e in un laccio del Diavolo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><sup>8<\/sup><\/b> I servitori di ministero devono similmente esser seri, non doppi di lingua, non dati a molto vino, non avidi di guadagno disonesto, <b><sup>9<\/sup><\/b> custodendo il sacro segreto della fede con coscienza pura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><sup>10<\/sup><\/b> E questi siano prima provati in quanto all\u2019idoneit\u00e0, quindi servano come ministri, secondo che siano liberi da accusa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><sup>11<\/sup><\/b> Le donne devono similmente esser serie, non calunniatrici, di abitudini moderate, fedeli in ogni cosa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><sup>12<\/sup><\/b> I servitori di ministero siano mariti di una sola moglie, dirigendo in maniera eccellente i figli e le proprie case. <b><sup>13<\/sup><\/b> Poich\u00e9 gli uomini che servono in maniera eccellente si acquistano una posizione eccellente e grande libert\u00e0 di parola nella fede riguardo a Cristo Ges\u00f9\u201d. &#8211; <i>1Tm<\/i> 3:1-13, <i>TNM<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Si noti attentamente il v. 11: \u201cLe donne devono <i>similmente<\/i> \u2026\u201d. Similmente a chi? Ai diaconi maschi di cui Paolo ha appena parlato. E non si pensi che Paolo abbia terminato di parlare dei diaconi maschi e ora rivolga un pensiero alle donne, perche al v. 12<i> continua<\/i> a parlare dei diaconi. Paolo include perci\u00f2 anche le donne nel diaconato. Nella traduzione della Watchtower c\u2019\u00e8 anche un tentativo di confondere le acque, perch\u00e9 al v. 13 essa traduce \u201cgli<i> uomini <\/i>che servono\u201d, contro il testo biblico originale che ha invece \u201ci bene aventi servito\u201d, espressione che non pu\u00f2 escludere le donne che Paolo ha inserito poco prima. Se poi <i>Rm<\/i> fosse anteriore a <i>Flp<\/i>, Febe sarebbe la prima persona nella storia della chiesa a essere chiamata diacono. Cosa curiosa, per Watchtower <i>Rm<\/i> (da loro datata all\u2019anno 56 circa) \u00e8 davvero anteriore a <i>Flp<\/i> (da loro datata all\u2019anno 60-61)!<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Ora si noti che Paolo raccomanda ai fratelli romani, riguardo a Febe, che le si presti \u201cassistenza in qualunque cosa ella possa aver bisogno\u201d (<i>Rm <\/i>16:2). Non si tratta di semplice cortesia, perch\u00e9 non ci si esprime cos\u00ec nei riguardi di una persona qualsiasi, fosse anche un sorella in visita. Il verbo greco impiegato ci aiuta a capire meglio la raccomandazione paolina. L\u2019apostolo delle genti dice: \u03c0\u03b1\u03c1\u03b1\u03c3\u03c4\u1fc6\u03c4\u03b5 (<i>parast\u00e8te<\/i>). Si tratta del verbo greco \u03c0\u03b1\u03c1\u03af\u03c3\u03c4\u03b7\u03bc\u03b9 (<i>par\u00ecstemi<\/i>) che indica il mettersi a disposizione per essere d\u2019aiuto. Ci\u00f2 indica anche che Febe non andava a Roma per fare una vacanza o perch\u00e9 vi era di passaggio. Il fatto che Paolo specifica che lei deve essere ricevuta \u201cnel Signore\u201d (<i>Rm <\/i>16:2) pu\u00f2 ben indicare il motivo seriamente spirituale della sua visita.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Dopo aver detto la qualifica della donna, ovvero che lei \u00e8 una diaconessa, Paolo informa i destinatari dei motivi per cui Febe deve essere accolta \u201cnel Signore\u201d e per i quali devono mettersi a sua disposizione: \u201cPoich\u00e9 ella pure ha prestato assistenza a molti e anche a me\u201d. &#8211; <i>Rm <\/i>16:2.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 E qui facciamo una nuova scoperta. Dietro la traduzione \u201cella ha prestato assistenza\u201d c\u2019\u00e8 la parola genuina che Paolo usa: \u03c0\u03c1\u03bf\u03c3\u03c4\u03ac\u03c4\u03b9\u03c2 (<i>prost\u00e0tis<\/i>). Questo vocabolo femminile indica \u201cuna donna con incarichi di comando\u201d (<i>Vocabolario del Nuovo Testamento<\/i>). Siccome questa parola greca pu\u00f2 indicare anche, come secondo significato, \u201cun guardiano femminile, protettrice, patronessa, che si cura delle cose altrui ed li aiuta con le sue risorse\u201d (<i>Ibidem<\/i>), alcuni studiosi che hanno evidentemente difficolt\u00e0 ad ammette che nella chiesa ci fossero donne autorevoli, asseriscono che Febe fosse solo una donna che si dedicava all\u2019ospitalit\u00e0. Contro questa ipotesi molto riduttiva abbiamo il termine omologo alla forma maschile: \u03c0\u03c1\u03bf\u03c3\u03c4\u03ac\u03c4\u03b7\u03c2 (<i>prost\u00e0tes<\/i>), che indica un capo, un presidente (cfr. <i>Vocabolario Greco Italiano Rocci<\/i>). I due termini derivano dal verbo greco \u03c0\u03c1\u03bf\u0390\u03c3\u03c4\u03b7\u03bc\u03b9 (<i>pro\u00ecstemi<\/i>), \u201cessere sopra, soprintendere, presiedere\u201d. &#8211; <i>Vocabolario del Nuovo Testamento<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Febe, diaconessa, era dunque una donna in prima fila nella chiesa. A lei Paolo dedica una presentazione ricca di dettagli, che non avrebbero ragion d\u2019essere se si trattasse di una semplice credente di passaggio a Roma.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Di nuovo occorre domandarsi se \u00e8 possibile immaginare che Paolo avrebbe rivolto a Febe il comando dubbio che le donne debbano tacere in piena sottomissione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><b>Giunia<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u201cSalutate Andronico e Giunia, miei parenti e compagni di prigionia, i quali si sono segnalati fra gli apostoli ed erano in Cristo gi\u00e0 prima di me\u201d. \u2013 <i>Rm <\/i>16:7.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Quello di Giunia \u00e8 un caso interessante. Si legge in un\u2019opera religiosa alla voce \u201cGiunia\u201d: \u201cCristiano a cui Paolo invia speciali saluti nella lettera ai Romani (16:7)\u201d. &#8211; <i>Perspicacia nello studio delle Scritture<\/i>. Vol. 1, pag. 1168.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Il nome greco \u1f38\u03bf\u03c5\u03bd\u03b9\u1fb6\u03c2 (<i>Iuni\u00e0s<\/i>), che significa \u201cgiovanile\u201d, \u00e8 di origine romana. C\u2019\u00e8 stata e c\u2019\u00e8 tuttora controversia su questo nome: \u00e8 maschile o femminile? Per la verit\u00e0, questo nome era un nome proprio femminile latino molto comune. \u00c8 ormai accertato come il nome \u201cGiunia\u201d sia stato pregiudizialmente inteso come nome maschile soltanto dall&#8217;anno 1298 circa dal Cattolicesimo al tempo di papa Bonifacio VIII (Benedetto Caetani, 1230-1303), famoso anche per la fondazione dell&#8217;Universit\u00e0 <i>La Sapienza<\/i> di Roma e la costruzione dei duomi di Orvieto e di Perugia, oltre che per essere stato un personaggio cinico e dispotico, gran peccatore, avido di ricchezze e di potere. Dante lo colloc\u00f2 nell&#8217;<i>Inferno<\/i>, riservandogli un posto nella Bolgia dei Simoniaci (cfr. Paoli, <i>Codex Paulinus<\/i>). Bonifacio VIII emise un decreto per arginare l&#8217;attivit\u00e0 religiosa delle suore relegandole a conventi di clausura; lo scopo fu quello di limitare il potere e l&#8217;influenza delle donne nella chiesa (<i>Periculoso, De statu Monachorumin sexto<\/i>;<i> <\/i>cfr. il cap. 5 della sessione 25, <i>De Regularibus et Monialibus<\/i>, del Concilio di Trento)<i>.<\/i> Fu proprio durante questo periodo che venne sostenuto che il nome <i>Iuni\u00e0s<\/i> fosse maschile. Si noti, infatti, che il passo biblico sembra includere Giunia tra gli apostoli: \u201cI quali [Andronico e Giunia] si sono segnalati <i>fra gli apostoli<\/i>\u201d (<i>Rm <\/i>16:7). Lo scopo di questo papa era quello di impedire che una donna venisse identificata come apostolo. L&#8217;ipotetico nome maschile <i>Iuni\u00e0s<\/i> non \u00e8 attestato da alcuna iscrizione antica, mai. Per\u00f2 ricorre pi\u00f9 di 250 volte come nome di donna, pi\u00f9 di 250 volte soltanto fra le iscrizioni dell&#8217;antica Roma. Il Crisostomo (354?-407) scrive: \u201cQuanto grande \u00e8 la devozione di questa donna che essa sia reputata degna dell&#8217;appellativo di &#8216;apostolo\u201d (Omelia su <i>Rm<\/i> 16, in Philip Schaff, <i>Fathers of the Christian Church<\/i>, vol. II, <i>A Select Library of the Nicene and Post-Nicene<\/i>, B. Eerdmans Pub. Co., 1956, pag. 555). Almeno altri 17 cosiddetti padri latini della Chiesa sostengono che si tratti di una donna (Daniel B. Wallace, <i>Junia Among the Apostles: The Double Identification Problem in Romans 16:7<\/i>). Orig\u00e8ne (185?-253) considera Giunia una donna (<i>Epistolam ad Romanos Commentariorum<\/i> 10, 23, 29). Cos\u00ec pure Girolamo, il traduttore della <i>Vulgata<\/i> latina. &#8211; <i>Liver Interpretationis Hebraicorum Nominum<\/i> 72, 15, 340-419.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0 \u00a0In quanto all\u2019essere Giunia \u201cfra gli apostoli\u201d (<i>Rm <\/i>16:7), occorre come sempre riferirsi alla Bibbia e non alle traduzioni. Il testo ispirato dice: \u03bf\u1f35\u03c4\u03b9\u03bd\u03ad\u03c2 \u03b5\u1f30\u03c3\u03b9\u03bd \u1f10\u03c0\u03af\u03c3\u03b7\u03bc\u03bf\u03b9 \u1f10\u03bd \u03c4\u03bf\u1fd6\u03c2 \u1f00\u03c0\u03bf\u03c3\u03c4\u03cc\u03bb\u03bf\u03b9\u03c2 (<i>\u00f2itin\u00e8s eisin ep\u00ecsemoi en t\u00f2is apost\u00f2lois<\/i>), \u201ci quali sono insigni tra gli inviati [apostoli]\u201d. L\u2019aggettivo greco \u1f10\u03c0\u03af\u03c3\u03b7\u03bc\u03bf\u03c2 (<i>ep\u00ecsemos<\/i>) significa \u201cillustre\/notorio\u201d. La costruzione \u1f10\u03bd \u03c4\u03bf\u1fd6\u03c2 \u1f00\u03c0\u03bf\u03c3\u03c4\u03cc\u03bb\u03bf\u03b9\u03c2 (<i>en t\u00f2is apost\u00f2lois<\/i>), letteralmente: \u201cnegli apostoli\u201d, indica che i due erano ben noti agli apostoli. Si noti la costruzione greca diversa nel passo di <i>Lc <\/i>22:37, riferito a Yesh\u00f9a, in cui si dice che \u201c\u00e8 stato contato <i>tra i malfattori<\/i>\u201d: \u03bc\u03b5\u03c4\u1f70 \u1f00\u03bd\u03cc\u03bc\u03c9\u03bd (<i>met\u00e0 an\u00f2mon<\/i>), \u201cfra i malfattori\u201d. Si noti, a comprova del fatto che i due erano ben noti fra gli apostoli, che Paolo dice che loro \u2018erano in Cristo gi\u00e0 prima di lui\u2019. \u2013 <i>Rm <\/i>16:7.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 In ogni caso, il fatto che Giunia fosse nota agli apostoli gi\u00e0 da tempi memorabili, fa di lei una donna importante nella chiesa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\"><b>Le donne che si affaticano nel Signore<\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Sempre nella sua lettera ai romani, Paolo menziona in <i>Rm<\/i> 16:6 \u201cMaria, che si \u00e8 molto affaticata per voi\u201d e in <i>Rm <\/i>16:12 \u201cTrifena e Trifosa, che si affaticano nel Signore \u2026 la cara Perside che si \u00e8 affaticata molto nel Signore\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Con grande sensibilit\u00e0 verso il gentil sesso, Paolo non si dimentica di salutare per nome quattro donne \u2013 Maria, Trifena, Trifosa e Perside &#8211; di cui tesse le lodi ricordando il loro duplice impegno:<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>Ecclesiale: \u201cSi \u00e8 molto affaticata per voi\u201d;<\/li>\n<li>Cristologico: \u201cSi affaticano nel Signore\u201d.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Come pu\u00f2 essere compreso il faticare di queste donne? Ovviamente in senso spirituale. L\u2019analisi del testo originale aiuta sempre a cogliere delle sfumature che spesso vanno perse nelle traduzioni. Paolo dice di Maria che lei \u1f10\u03ba\u03bf\u03c0\u03af\u03b1\u03c3\u03b5\u03bd (<i>ekop\u00ecasen<\/i>); anche di Persiche dice che lei <i>ekop\u00ecasen<\/i> (\u1f10\u03ba\u03bf\u03c0\u03af\u03b1\u03c3\u03b5\u03bd); Trifena e Trifosa le definisce \u03ba\u03bf\u03c0\u03b9\u03ce\u03c3\u03b1\u03c2 (<i>kopi\u00f2sas<\/i>). Abbiamo a che fare con il verbo greco \u03ba\u03bf\u03c0\u03b9\u03ac\u03c9 (<i>kopi\u00e0o<\/i>) che indica lo sfinirsi per un lavoro faticoso. \u00c8 lo stesso verbo che Paolo usa per la famiglia di Stefana: \u201cFratelli, voi conoscete la famiglia di Stefana, sapete che \u00e8 la primizia dell&#8217;Acaia, e che si \u00e8 dedicata al servizio dei fratelli; vi esorto a sottomettervi anche voi a tali persone, e a chiunque lavora e <i>fatica <\/i>[\u03ba\u03bf\u03c0\u03b9\u1ff6\u03bd\u03c4\u03b9 (<i>kopi\u00f2nti<\/i>)] nell&#8217;opera comune\u201d (<i>1Cor<\/i> 16:15,16). Paolo usa questo verbo anche per il proprio lavoro di apostolo: \u201cIo sono il minimo degli apostoli, e non sono degno di essere chiamato apostolo, perch\u00e9 ho perseguitato la chiesa di Dio. Ma per la grazia di Dio io sono quello che sono; e la grazia sua verso di me non \u00e8 stata vana; anzi, <i>ho faticato<\/i> [\u1f10\u03ba\u03bf\u03c0\u03af\u03b1\u03c3\u03b1 (<i>ekop\u00ecasa<\/i>)] pi\u00f9 di tutti loro; non io per\u00f2, ma la grazia di Dio che \u00e8 con me\u201d. &#8211; <i>1Cor <\/i>15:9,10.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Nel linguaggio paolino \u201cfaticare\u201d a favore di una comunit\u00e0 di credenti o \u201cnel Signore\u201d significa prendersi cura dei credenti. Non c\u2019\u00e8 quindi dubbio che pure le fatiche di quelle quattro donne avevano a che fare con il lavoro ecclesiale. Non ci sarebbe da stupirsi se ci\u00f2 comportasse anche la guida della comunit\u00e0, cosa di cui non possiamo essere certi ma che non porrebbe problemi. Certamente non a Paolo! In pi\u00f9 va notato che nella lettera ai romani Paolo non fa riferimento ad alcun uomo che si affatica nel Signore. \u00c8 solamente la componente femminile che \u2013 lo dice Paolo a chiare lettere &#8211; si affatica nel Signore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Non suscita quindi stupore, per chi conosce davvero la Scrittura, la dichiarazione dello studioso P. Ketter: \u201c[Il cap. 16 di<i> Rm<\/i> \u00e8] la pi\u00f9 onorifica dichiarazione a favore dell\u2019apostolato della donna nella Chiesa primitiva\u201d. &#8211; P. Ketter, <i>Theologisch-praktische Quartalschrift <\/i>88, 1935, 49.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Coloro che &#8211; non avendo approfondito la conoscenza dell\u2019apostolo delle genti \u2013 ritengono Paolo un misogino, citano tra gli altri questa sua dichiarazione: \u201cNon abbiamo il diritto di condurre con noi una moglie, sorella in fede, come fanno anche gli altri apostoli e i fratelli del Signore e Cefa?\u201d. &#8211; 1Cor 9:5. \u00a0\u00a0 Paolo specifica [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":82,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-3662","page","type-page","status-publish","hentry","entry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3662","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3662"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3662\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3664,"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3662\/revisions\/3664"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/82"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3662"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}