{"id":3691,"date":"2013-09-03T07:03:33","date_gmt":"2013-09-03T05:03:33","guid":{"rendered":"http:\/\/www.biblistica.it\/?page_id=3691"},"modified":"2015-04-24T06:50:42","modified_gmt":"2015-04-24T04:50:42","slug":"le-donne-menzionate-nella-bibbia-lettera-c","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.biblistica.it\/?page_id=3691","title":{"rendered":"Le donne menzionate nella Bibbia &#8211; Lettera C"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><b>Camutal<\/b><b> (\u05d7\u05b2\u05de\u05d5\u05bc\u05d8\u05b7\u05dc, <i>Khamut\u00e0l<\/i>, \u201csuocero di rugiada\u201d)<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c<b>Camutal<\/b>, figlia di Geremia\u201d. \u2013 <i>2Re <\/i>23:31.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Questa donna era figlia di Geremia, ma non del profeta; era \u201cfiglia di Geremia da Libna\u201d (<i>2Re <\/i>23:31), una citt\u00e0 sacerdotale. Fu la moglie del re Giosia e madre di Ioacaz e Sedechia, tutti e due re di Giuda. &#8211; <i>2Re<\/i> 23:30,31;24:17,18; <i>Ger<\/i> 52:1.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Candace<\/b><b> (\u039a\u03b1\u03bd\u03b4\u03ac\u03ba\u03b7, <i>Kand\u00e0ke<\/i>, \u201cregina\u201d)<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cEgli [Filippo] si alz\u00f2 e part\u00ec. Ed ecco un etiope, eunuco e ministro di <b>Candace<\/b>, regina di Etiopia\u201d. \u2013<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Iniziamo con l\u2019Etiopia. Si noti <i>Gn <\/i>2:13: \u201cIl paese di Cus\u201d. In ebraico \u201cCus\u201d \u00e8 \u05db\u05bc\u05d5\u05bc\u05e9\u05c1 (<i>Kush<\/i>). La <i>LXX<\/i><i> <\/i>greca traduce questo termine ebraico con \u0391\u1f30\u03b8\u03b9\u03bf\u03c0\u03af\u03b1 (<i>Aithiop\u00eca<\/i>), \u201cEtiopia\u201d. La <i>LXX<\/i><i> <\/i>rende sempre con \u201cEtiopia\u201d l\u2019ebraico \u201cCus\u201d, eccezion fatta per <i>Ez<\/i> 30:5. Questa traduzione della <i>LXX <\/i>ha complicato le cose e portato alla conclusione fuorviante che <i>Kush <\/i>dovrebbe essere equiparata all\u2019odierna Etiopia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Il Regno di Cus era un antico stato africano nella regione che \u00e8 ora la Repubblica del Sudan. Era una delle prime civilt\u00e0 sviluppatesi nella valle del Nilo. Fu anche denominato Nubia ed Etiopia nell\u2019antica civilt\u00e0 greco-romana. L\u2019antico Regno d\u2019Etiopia non corrispondeva a ci\u00f2 che \u00e8 oggi l\u2019Etiopia, ma alla Nubia (la parte meridionale dell\u2019attuale Egitto e la parte settentrionale dell\u2019attuale Sudan).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Gli stessi studi moderni sull\u2019antico Egitto e sul Sudan spesso non riescono a fare alcuna distinzione tra cusiti e nubiani. Consapevolmente o no, la maggior parte di questi studi usano i termini <i>Kush <\/i>e Nubia indifferentemente quando si riferiscono ai popoli che vivevano nella parte meridionale dell\u2019attuale Egitto e nella parte settentrionale dell\u2019attuale Sudan. Questo \u00e8 un travisamento d\u2019identit\u00e0 e della storia di questi due grandi popoli che sono stati la spina dorsale delle culture e delle civilt\u00e0 degli antichi Sudan ed Egitto.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 <i>Kush <\/i>(\u05db\u05bc\u05d5\u05bc\u05e9\u05c1) era il figlio maggiore di Cam, uno dei tre figli di No\u00e8, e fu padre di Nimrod (<i>Gn <\/i>10:1,6-8; <i>1Cron <\/i>1:8-10). Dai figli di No\u00e8 \u201cuscirono le nazioni che si sparsero sulla terra dopo il diluvio\u201d (<i>Gn <\/i>10:32), per cui Cus (\u05db\u05bc\u05d5\u05bc\u05e9\u05c1, <i>Kush<\/i>) \u00e8 considerato come eponimo ed \u00e8 usato nelle Scritture Ebraiche per indicare i suoi discendenti e le regioni che essi abitarono. Da <i>Gn <\/i>10:6 apprendiamo che \u201ci figli di Cus furono: Seba, Avila, Sabta, Raama e Sabteca\u201d (oltre a Nimrod menzionato in <i>Gn <\/i>10:8). Questi nomi sono identificati dagli studiosi moderni con trib\u00f9 arabe.<i><\/i><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0 \u00a0Giuseppe Flavio rende conto della popolazione di Cus, figlio di Cam e nipote di No\u00e8: &#8220;Cus regn\u00f2 sugli etiopi, che esistono fino ad oggi, chiamati da tutti gli uomini in Asia cusiti&#8221;. \u2013 <i>Antichit\u00e0 Giudaiche <\/i>1,6.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 La domanda proverbiale e retorica: \u201cPu\u00f2 un Cusita cambiare pelle?\u201d (<i>Ger<\/i> 13:23), implica che i cusiti avessero una pelle nettamente diversa dalla pelle degli israeliti; oggi diremmo che erano persone di colore. Questo paese fu chiamato dai greci Meroe. Fu a lungo al centro dei rapporti commerciali tra l\u2019Africa e sud dell\u2019Asia, e fu famoso per la sua ricchezza. \u2013 <i>Is <\/i>45:14.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 I cusiti attribuivano un onore speciale alle loro regine perch\u00e9 credevano che queste donne fossero le mogli di un dio. Quando un loro re moriva, sua madre diventava regina madre e governava da sola. Ci fu una serie impressionante di regine guerriere della Nubia. Queste furono conosciute come <i>kand\u00e0ke <\/i>(in greco: \u03ba\u03b1\u03bd\u03b4\u03ac\u03ba\u03b7); furono conosciute nella storia come \u201cregine nere <i>kand\u00e0ke<\/i> di Nubia\u201d. \u201cCandace\u201d era quindi un titolo, non un nome proprio. Esattamente come \u201cfaraone\u201d era un tutolo e non un nome; cos\u00ec anche per \u201cCesare\u201d e per \u201cTolomeo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 La maggior parte degli studiosi vorrebbe respingere i resoconti di Erodoto, Strabone e Diodoro, che sono prove convincenti per sostenere l\u2019esistenza di donne guerriere in Africa. Occorre per\u00f2 dire che questi scrittori antichi si sono dimostrati accurati e che le loro descrizioni sono risultate esatte. Le loro asserzioni sono verificabili. Col passare del tempo le prove a sostegno di una tradizione di donne guerriere africane crescono e sono ormai convincenti. Strabone, Plinio il Vecchio ed Eusebio usarono il titolo \u201ccandace\u201d riferito alle regine di Nubia. \u201cLa citt\u00e0 [Meroe, capitale dell\u2019antica Etiopia] ha pochi edifici. Dicevano che vi regnava una donna nominata Candace, nome che si era tramandato per molti anni a quelle regine\u201d. \u2013 Plinio il Vecchio, <i>Naturalis Historia<\/i> VI, XXXV, 186.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 La Nubia non entr\u00f2 mai a far parte dell&#8217;Impero Romano, anche se i romani ci provarono. Lo stesso Alessandro il Grande, quando si trov\u00f2 di fronte l\u2019esercito di una regina nera, si ferm\u00f2. Dopo aver studiato la tattica militare che questa donna stava mettendo in campo con una strategia micidiale, si rese conto che cercare di contrastarla gli sarebbe stato fatale. Port\u00f2 quindi le sue armate lontane dalla Nubia e si rivolse contro l\u2019Egitto. L\u2019intelligenza di questa \u201ccandace\u201d super\u00f2 l\u2019astuzia del grande conquistatore macedone. Sebbene alquanto singolare, la sovranit\u00e0 femminile sembra proprio aver prevalso in Etiopia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u00c8 pi\u00f9 che probabile che l&#8217;ebraismo avesse messo radici in Etiopia. A Cus si erano stabiliti diversi ebrei esiliati dopo la conquista di Giuda da parte dei babilonesi (<i>Is<\/i> 11:11). Quindi la visita del tesoriere della regina nera Candace a Gerusalemme per celebrare una festa ebraica, si piega. Di certo era un proselito ebreo circonciso (<i>At<\/i> 8:27-39). Si noti che la Bibbia dice che lui \u201cera venuto a Gerusalemme per adorare\u201d (<i>At<\/i> 8:27). Quando Filippo lo incontr\u00f2, quest\u2019uomo stava rientrando in patria dopo essere stato a Gerusalemme, \u201cseduto sul suo carro, leggendo il profeta Isaia\u201d (<i>At<\/i> 8:28). Con tutta probabilit\u00e0, leggeva dalla <i>LXX<\/i> greca, la traduzione in greco fatta dal <i>Tan\u00e0ch <\/i>(la Bibbia ebraica) ad Alessandria d\u2019Egitto. Che sapesse leggere il greco non fa meraviglia: il regno etiopico era stato ellenizzato sin dai tempi di Tolomeo II (308-246 a. E. V.). Tra l\u2019altro, <i>Sl<\/i> 68:31 (v. 32, nel testo ebraico) aveva profetizzato: \u201cL&#8217;Etiopia [\u05db\u05bc\u05d5\u05bc\u05e9\u05c1 (<i>Kush<\/i>)] s&#8217;affretter\u00e0 a tender le mani verso Dio\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Questo etiope o cusita \u00e8 definito \u201c<i>eunuco<\/i> e ministro di Candace\u201d (<i>At<\/i> 8:27). Il termine \u201ceunuco\u201d va capito. Si presti attenzione a <i>Dt<\/i> 23:1: \u201cL&#8217;eunuco, a cui sono stati infranti o mutilati i genitali, non entrer\u00e0 nell&#8217;assemblea del Signore\u201d. Ora, per\u00f2, \u00e8 detto che questo \u201ceunuco\u201d era stato ad adorare a Gerusalemme. Come eunuco vero e proprio gli sarebbe stato vietato entrare nel Tempio. Come si spiega? Si spiega col fatto che non era un eunuco in senso fisico. La parola greca usata \u00e8 \u03b5\u1f50\u03bd\u03bf\u1fe6\u03c7\u03bf\u03c2 (<i>eun\u00f9chos<\/i>) e designa s\u00ec \u201cun uomo evirato\u201d, tuttavia, va ricordato che gli agiografi delle Scritture Greche \u2013 tutti ebrei \u2013 scrivevano s\u00ec in greco, ma pensavano in ebraico. Occorre quindi riferirsi alla parola ebraica che sta dietro ad \u03b5\u1f50\u03bd\u03bf\u1fe6\u03c7\u03bf\u03c2 (<i>eun\u00f9chos<\/i>), \u201ceunuco\u201d. Questa parola \u00e8 \u05e1\u05b8\u05e8\u05b4\u05d9\u05e1 (<i>sar\u00ecs<\/i>). Pu\u00f2 significare eunuco nel senso comune, ma pu\u00f2 anche significare \u201calto funzionario\u201d, come in <i>2Re <\/i>18:17: \u201cIl re d&#8217;Assiria, da Lachis, mand\u00f2 a Ezechia, a Gerusalemme, il generale in capo, <i>il capo delle guardie<\/i> [\u05e8\u05b7\u05d1\u05be\u05e1\u05b8\u05e8\u05b4\u05d9\u05e1 (<i>rav-sar\u00ecs<\/i>)] e il gran coppiere\u201d. Qui, <i>TNM <\/i>scambia \u05e8\u05b7\u05d1\u05be\u05e1\u05b8\u05e8\u05b4\u05d9\u05e1 (<i>rav-sar\u00ecs<\/i>), \u201cgrande <i>eunuco<\/i>\u201d, per nome proprio: \u201cRabsaris\u201d, salvo precisare nella nota in calce: \u201cO, \u2018il capo funzionario di corte\u2019\u201d. Anche in <i>Gn<\/i> 39:1 troviamo lo stesso significato di \u201calto funzionario\u201d: \u201cPotifar, <i>ufficiale<\/i> [\u05e1\u05b8\u05e8\u05b4\u05d9\u05e1 (<i>sar\u00ecs<\/i>)] del faraone, capitano delle guardie\u201d; qui <i>TNM <\/i>ha \u201cfunzionario della corte\u201d. Questo significato particolare di \u201ceunuco\u201d \u00e8 riferibile all\u2019etiope in questione, che \u00e8 detto anche \u201cministro di Candace\u201d e \u201csovrintendente a tutti i tesori di lei\u201d. \u2013 <i>At <\/i>8:27.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 C\u2019\u00e8 una tradizione secondo cui questa Candace, di cui era alto funzionario il proselito ebreo che accett\u00f2 il messaggio di Filippo, si sarebbe alla fine convertita proprio grazie al suo tesoriere. Candace sarebbe divenuta poi ambasciatrice della fede nel suo regno. Ovviamente, \u00e8 solo leggenda.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><i>Cantanti<\/i><\/b><b> <\/b><b>(<\/b><b>\u05de\u05b0\u05e9\u05b9\u05c1\u05e8\u05b0\u05e8\u05b9\u05d5\u05ea<\/b><b>, <i>meshorer\u00f2t<\/i>, \u201ccantatrici\u201d)<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cLa comunit\u00e0 nel suo insieme contava quarantaduemilatrecentosessanta persone, senza contare i loro servi e le loro serve, che ammontavano a settemilatrecentotrentasette. Avevano anche duecento <b>cantanti<\/b>, maschi e <b>femmine<\/b>\u201d. &#8211; <i>Esd<\/i> 2:64,65.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Ci furono 42.360 giudei che tornarono dall&#8217;esilio, compresi i funzionari. I cantanti erano segno di dignit\u00e0 e grandezza. A seguito del decreto del re persiano Ciro II, i prigionieri giudei \u2013 esuli in Babilonia &#8211; poterono tornare a Gerusalemme per riedificare il Tempio (<i>2Cron<\/i> 36:20,21; <i>Esd<\/i> 1:1-4). 42.360 persone (oltre a 7.337 schiavi e schiave, cantatori e cantatrici) partirono per il lungo viaggio del rientro. Un commento della Bibbia tradotta dal rabbino americano I. Leeser (6<sup>a<\/sup> edizione) calcola un totale di 200.000 persone, includendo donne e bambini.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u201cI sacerdoti, i Leviti, la gente del popolo, i cantori, i portinai, i Netinei, si stabilirono nelle loro citt\u00e0; e tutti gli Israeliti, nelle rispettive citt\u00e0\u201d (<i>Esd <\/i>2:70). Nei raggruppamenti qui indicati, con i sacerdoti e i leviti non c\u2019era <i>tutta <\/i>\u201cla gente del popolo\u201d, come <i>NR <\/i>lascia intendere, ma \u05de\u05b4\u05e0\u05be\u05d4\u05b8\u05e2\u05b8\u05dd (<i>min-ha\u00e0m<\/i>), \u201c[gente] <i>dal <\/i>popolo\u201d, ovvero \u201calcuni del popolo\u201d (<i>TNM<\/i>). Si noti il possibile raggruppamento: sacerdoti, leviti, alcuni del popolo, cantori, portinai; sembra trattarsi di persone addette al Tempio (cfr. v. 24), tra cui i cantori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u201cAlcuni dei figli d&#8217;Israele e alcuni dei sacerdoti, dei Leviti, dei cantori, dei portinai e dei Netinei salirono anche loro con lui a Gerusalemme, il settimo anno del re Artaserse. Esdra giunse a Gerusalemme il quinto mese, nel settimo anno del re\u201d. &#8211; <i>Esd <\/i>7:7,8.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Le cantanti destinate al servizio nel Tempio erano esenti da imposte: Ezra \u201cVi facciamo inoltre sapere che non si possono esigere tributi o imposte o pedaggi da nessuno dei sacerdoti, dei Leviti, dei cantori, dei portinai, dei Netinei e dei servi di questa casa di Dio\u201d. &#8211; <i>Esd<\/i> 7:24.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u201cAccumulai argento, oro, e le ricchezze dei re e delle province; mi procurai dei cantanti e delle cantanti e ci\u00f2 che fa la delizia dei figli degli uomini, cio\u00e8 donne in gran numero\u201d (<i>Ec <\/i>2:8). Il <i>Qoh\u00e8let<\/i> ebbe alla sua corte dei cantanti: avendo cantanti (maschi e femmine) pot\u00e9 vantarsi della sua ricchezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u201cGeremia compose un lamento su Giosia; e tutti i cantori e tutte le cantanti hanno parlato di Giosia nei loro lamenti fino a oggi, tanto da diventarne un&#8217;usanza in Israele. Essi si trovano scritti tra i Lamenti\u201d. &#8211; <i>2Cron<\/i> 35:25.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Cassia <\/b><b>(<\/b><b>\u05e7\u05b0\u05e6\u05b4\u05d9\u05e2\u05b8\u05d4<\/b><b>, <i>Qetsy\u00e0h<\/i>, \u201ccassia\u201d)<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c[Giobbe] ebbe pure sette figli e tre figlie; e chiam\u00f2 la prima, Colomba; la seconda, <b>Cassia<\/b>; la terza, Cornustibia. In tutto il paese non c&#8217;erano donne cos\u00ec belle come le figlie di Giobbe; e il padre assegn\u00f2 loro un&#8217;eredit\u00e0 tra i loro fratelli. Giobbe, dopo questo, visse centoquarant&#8217;anni e vide i suoi figli e i figli dei suoi figli, fino alla quarta generazione\u201d. &#8211; <i>Gb<\/i> 42:13-16. <b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>\u00a0\u00a0\u00a0 <\/b>Cassia<b> <\/b>era una delle tre figlie di Giobbe e fu una delle donne pi\u00f9 belle del paese. Cosa insolita per l&#8217;epoca, le fu data un\u2019eredit\u00e0 come ai suoi fratelli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Stranamente, il nome viene tradotto da <i>NR<\/i>. I nomi non dovrebbero essere mai tradotti. La cassia \u00e8 un fiore. Forse le fu dato questo nome per la sua eccezionale bellezza.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Chefsiba<\/b><b> (\u05d7\u05b6\u05e4\u05b0\u05e6\u05b4\u05d9\u05be\u05d1\u05b8\u05d4\u05bc, <i>Kheftsy-v\u00e0h<\/i>, \u201cmia gioia in lei\u201d)<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cManasse aveva dodici anni quando cominci\u00f2 a regnare, e regn\u00f2 cinquantacinque anni a Gerusalemme. Sua madre si chiamava <b>Chefsiba<\/b>\u201d. \u2013 <i>2Re <\/i>21:1.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Questa donna era la moglie del re Ezechia, sovrano del Regno di Giuda, cui successe sul trono il loro figlio Manasse. &#8211; <i>2Re<\/i> 20:21; 21:1; <i>2Cron<\/i> 32:33.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u201cChefsiba\u201d \u2013 che significa \u201cla mia gioia [\u00e8] il lei\u201d \u2013 era anche il nome simbolico di Sion:<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"center\">\u201cPer amor di Sion io non tacer\u00f2,<\/p>\n<p align=\"center\">per amor di Gerusalemme io non mi dar\u00f2 posa,<\/p>\n<p align=\"center\">finch\u00e9 la sua giustizia non spunti come l&#8217;aurora,<\/p>\n<p align=\"center\">la sua salvezza come una fiaccola fiammeggiante.<\/p>\n<p align=\"center\">Allora le nazioni vedranno la tua giustizia,<\/p>\n<p align=\"center\">tutti i re la tua gloria;<\/p>\n<p align=\"center\">sarai chiamata con un nome nuovo,<\/p>\n<p align=\"center\">che la bocca del Signore pronuncer\u00e0;<\/p>\n<p align=\"center\">sarai una splendida corona in mano al Signore,<\/p>\n<p align=\"center\">un turbante regale nel palmo del tuo Dio.<\/p>\n<p align=\"center\">Non sarai chiamata pi\u00f9 Abbandonata,<\/p>\n<p align=\"center\">la tua terra non sar\u00e0 pi\u00f9 detta Desolazione,<\/p>\n<p align=\"center\">ma tu sarai chiamata <i>La mia delizia \u00e8 in lei<\/i> [\u05d7\u05b6\u05e4\u05b0\u05e6\u05b4\u05d9\u05be\u05d1\u05b8\u05d4\u05bc \u00a0(<i>kheftsy-v\u00e0h<\/i>)],<\/p>\n<p align=\"center\">e la tua terra Maritata;<\/p>\n<p align=\"center\">poich\u00e9 il Signore si compiacer\u00e0 in te,<\/p>\n<p align=\"center\">la tua terra avr\u00e0 uno sposo\u201d. &#8211; <i>Is <\/i>62:1-4.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Sion era la fortezza gebusea chiamata poi \u201ccitt\u00e0 di Davide\u201d (<i>1Re<\/i> 8:1; <i>1Cron<\/i> 11:5), dove il re Davide stabil\u00ec la sua residenza reale (<i>2Sam<\/i> 5:6,7,9). Dio chiama Sion suo monte santo (<i>Sl<\/i> 2:6). Successivamente, a Sion fu unita l\u2019area del monte Moria su cui fu eretto il Tempio, e venne cos\u00ec ad indicare l\u2019intera citt\u00e0 di Gerusalemme (Cfr. <i>Is<\/i> 1:8;8:18). Dato che in Sion, nel Tempio, era custodita l\u2019Arca rappresentante la presenza di Dio (<i>Es<\/i> 25:22; <i>Lv<\/i> 16:2) e dato che Sion era simbolo di realt\u00e0 spirituali, questa cittadella era considerata la dimora di Dio. &#8211; <i>Sl<\/i> 9:11;74:2;76:2;78:68;132:13,14;135:21.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Chelea<\/b><b> (\u05d7\u05b6\u05dc\u05b0\u05d0\u05b8\u05d4, <i>Khel\u00e0h<\/i>, \u201cruggine\u201d)<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cAsur, padre di Tecoa, ebbe due mogli: <b>Chelea<\/b> e Naara\u201d. \u2013 <i>1Cron <\/i>4:5.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Questa donna fu una delle due mogli di Asur, della trib\u00f9 di Giuda e suo pronipote (<i>1Cron<\/i> 2:4,5,24), dal quale ebbe tre figli, elencati nelle genealogie di Giuda: \u201cI figli di Chelea: furono Seret, Iesocar ed Etnan\u201d. &#8211; <i>1Cron<\/i> 4:1,5,7.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Chetura <\/b><b>(<\/b><b>\u05e7\u05b0\u05d8\u05d5\u05bc\u05e8\u05b8\u05d4<\/b><b>, <i>Qetur\u00e0h<\/i>, \u201cincenso\u201d)<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cAbraamo prese un&#8217;altra moglie, di nome <b>Chetura<\/b>. Questa gli partor\u00ec Zimran, Iocsan, Medan, Madian, Isbac e Suac\u201d. &#8211; <i>Gn<\/i> 25:1,2.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Abraamo la spos\u00f2 probabilmente dopo la morte di Sara, sua precedente moglie (<i>Gn <\/i>23:1,2;24:67;25:1). <i>1Cron <\/i>1:32 la chiama \u201cconcubina d&#8217;Abraamo\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 I sei figli di Chetura divennero gli antenati di vari popoli dell\u2019Arabia settentrionale. \u2013 <i>Gn <\/i>25:2,6; cfr. <i>Gn <\/i>17:5.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Claudia<\/b><b> (\u039a\u03bb\u03b1\u03c5\u03b4\u03af\u03b1, <i>Klaud\u00eca<\/i>, \u201czoppa\u201d)<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cTi salutano Eubulo, Pudente, Lino, <b>Claudia<\/b> e tutti i fratelli\u201d. \u2013 <i>2Tm <\/i>4:21.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Una congettura vorrebbe vedere in lei una donna inglese, figlia del re Cogidunus, che era un alleato di Roma; avrebbe assunto il nome dell\u2019imperatore Claudio, suo mecenate, e sarebbe stata moglie di Pudente. In verit\u00e0, di lei sappiamo solo che era una credente di Roma, da cui Paolo scrisse la sua seconda lettera a Timoteo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Cloe<\/b><b> (\u03a7\u03bb\u03cc\u03b7, <i>Chl\u00f2e<\/i>, \u201cerba verde\u201d)<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cMi \u00e8 stato riferito da quelli di casa <b>Cloe <\/b>che tra di voi ci sono contese\u201d. \u2013 <i>1Cor <\/i>11:1.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Nulla sappiamo di questa donna. Tramite la sua famiglia Paolo fu informato dei dissensi che c\u2019erano nella chiesa di Corinto. Se poi abitasse lei stessa a Corinto non \u00e8 detto. \u00c8 comunque notevole che Paolo parli di \u201ccasa Cloe\u201d, mettendo lei come riferimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Codes <\/b><b>(<\/b><b>\u05d7\u05b9\u05d3\u05b6\u05e9\u05c1<\/b><b>, <i>Kh\u00f2desh<\/i>, \u201cnovilunio\u201d)<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cDa <b>Codes<\/b> sua moglie [Saaraim] ebbe: Iobab, Sibia, Mesa, Malcam, Ieus, Sochia e Mirma. Questi furono i suoi figli, capi di famiglie patriarcali\u201d. &#8211; <i>1Cron<\/i> 8:9,10.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Cogla <\/b><b>(<\/b><b>\u05d7\u05b8\u05d2\u05b0\u05dc\u05b8\u05d4<\/b><b>, <i>Khogl\u00e0h<\/i>, \u201cpernice\u201d)<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cSelofead, figlio di Chefer, non ebbe maschi ma soltanto delle figlie; e i nomi delle figlie di Selofead erano: Mala, Noa, <b>Cogla<\/b>, Milca e Tirsa\u201d. &#8211; <i>Nm<\/i> 26:33. <b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Cogla era la terza delle cinque figlie di Selofead. Non essendoci figli maschi, l\u2019eredit\u00e0 di Selofead fu divisa fra le cinque figlie. Unica condizione fu che dovevano sposarsi con uomini della loro stessa trib\u00f9 (Manasse), cosicch\u00e9 l\u2019eredit\u00e0 paterna non si disperdesse in altre trib\u00f9. &#8211; <i>Nm<\/i> 36:1-12;26:33;27:1-11; <i>Gs <\/i>17:3,4.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Il cap. 26 di <i>Nm <\/i>narra del censimento, ordinato da Dio, della popolazione ebraica prima dell\u2019ingresso nella Terra Promessa. Alla sua conclusione \u00e8 detto: \u201cQuesti sono i figli d&#8217;Israele dei quali Mos\u00e8 e il sacerdote Eleazar fecero il censimento nelle pianure di Moab presso il Giordano di fronte a Gerico. Fra questi non vi era alcuno di quei figli d&#8217;Israele dei quali Mos\u00e8 e il sacerdote Aaronne avevano fatto il censimento nel deserto del Sinai. Poich\u00e9 il Signore aveva detto di loro: Certo moriranno nel deserto!\u201d (<i>Nm <\/i>26:63-65). Si noti che nella popolazione censita \u201cnon vi era alcuno\u201d della vecchia generazione che era stata disubbidiente nel deserto e a cui non era consentito d\u2019entrare nella Terra Promessa (<i>Nm <\/i>14:19; <i>Eb <\/i>3:17). Selofead, padre delle cinque ragazze menzionate in <i>Nm <\/i>26:33, era discendente di Manasse (<i>Nm<\/i> 26:29-33) ed era morto durante i 40 anni di peregrinazione nel deserto, ma \u201cnon stava in mezzo a coloro che si adunarono contro il Signore\u201d (<i>Nm<\/i> 27:3). Queste cinque battagliere ragazze si resero conto che senza un fratello maschio che ereditasse, la loro famiglia non avrebbe ricevuto una porzione di terreno. \u201cAllora si fecero avanti . . . esse si presentarono davanti a Mos\u00e8, davanti al sacerdote Eleazar, davanti ai capi e a tutta la comunit\u00e0\u201d per presentare il loro caso. \u2013 <i>Nm <\/i>27:1,2.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Queste donne ebbero il coraggio di reclamare il loro diritto non solo davanti a Mos\u00e8, ma davanti a Dio stesso tramite il sacerdote. \u201cMos\u00e8 port\u00f2 la loro causa davanti al Signore. E il Signore disse a Mos\u00e8: \u2018Le figlie di Selofead dicono bene. S\u00ec, tu darai loro in eredit\u00e0 una propriet\u00e0\u2019\u201d. \u2013 <i>Nm <\/i>27:5-7.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 E non solo. La loro causa (vinta) divenne un precedente legale, tanto che Dio fece inserire delle deroghe nella sua Legge, cos\u00ec che fu \u201cper i figli d&#8217;Israele una norma di diritto, come il Signore ha ordinato\u201d. \u2013 <i>Nm <\/i>27:8-11.\u00a0<b><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Colomba <\/b><b>(<\/b><b>\u05d9\u05b0\u05de\u05b4\u05d9\u05de\u05b8\u05d4<\/b><b>, <i>Yemim\u00e0h<\/i>, \u201ccolomba\u201d)<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c[Giobbe] ebbe pure sette figli e tre figlie; e chiam\u00f2 la prima, <b>Colomba<\/b>; la seconda, Cassia; la terza, Cornustibia. In tutto il paese non c&#8217;erano donne cos\u00ec belle come le figlie di Giobbe; e il padre assegn\u00f2 loro un&#8217;eredit\u00e0 tra i loro fratelli. Giobbe, dopo questo, visse centoquarant&#8217;anni e vide i suoi figli e i figli dei suoi figli, fino alla quarta generazione\u201d. &#8211; <i>Gb<\/i> 42:13-16. <b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>\u00a0\u00a0\u00a0 <\/b>Colomba<b> <\/b>era una delle tre figlie di Giobbe e fu una delle donne pi\u00f9 belle del paese. Cosa insolita per l&#8217;epoca, le fu data un\u2019eredit\u00e0 come ai suoi fratelli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Stranamente il nome viene tradotto da <i>NR<\/i>. I nomi non dovrebbero essere mai tradotti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><b><i>Compagna<\/i><\/b><b> \u2013 definizione<\/b><\/span><b> (ebraico: <\/b><b>\u05e8\u05b7\u05e2\u05b0\u05d9\u05b7\u05ea<\/b><b>, <i>ray\u00e0t<\/i>; greco: mancante; \u201ccompagna\u201d)<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il termine \u201ccompagna\u201d oggi si usa molto per indicare una donna con cui si convive senza essere sposati. Il termine pu\u00f2 anche indicare un\u2019amica o una collega. Questi significati sono presenti anche nella Bibbia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 In <i>Cant <\/i>1:9, quando l\u2019innamorato dice alla bella sulamita: \u201cAmica mia\u201d, l\u2019ebraico ha \u05e8\u05b7\u05e2\u05b0\u05d9\u05b8\u05ea\u05b4\u05d9 (<i>ray\u00ecty<\/i>), \u201cmia compagna\u201d. La parola ebraica \u05e8\u05b0\u05e2\u05d5\u05bc\u05ea (<i>re\u00f9t<\/i>) indica pi\u00f9 una vicina che una compagna, come in <i>Ger <\/i>9:20: \u201cOgnuna insegni alla sua compagna dei canti funebri!\u201d, dove sarebbe meglio tradurre \u201calla sua vicina (di casa)\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 La parola ebraica vera e propria per \u201ccompagna\u201d sarebbe \u05d7\u05b2\u05d1\u05b6\u05e8\u05b6\u05ea (<i>khav\u00e8ret<\/i>), che \u00e8 poi anche quella che si usa nell\u2019ebraico moderno, diventata \u05d7\u05d1\u05e8\u05d4 (<i>khaver\u00e0h<\/i>), \u201ccompagna \/ amica \/ fidanzata\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 La parola greca \u03bc\u03ad\u03c4\u03bf\u03c7\u03bf\u03c2 (<i>m\u00e8tochos<\/i>), \u201ccompagno \/ collega \/ condividente\u201d, nella Bibbia non compare al femminile. Di certo per\u00f2 le donne sono incluse nella farse \u201cfratelli santi, che siete <i>partecipi<\/i> [\u03bc\u03ad\u03c4\u03bf\u03c7\u03bf\u03b9 (<i>m\u00e8tochoi<\/i>)] della celeste vocazione\u201d. \u2013 <i>Eb <\/i>3:1.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 In <i>1Cor <\/i>15:33 troviamo questa frase: \u201cLe cattive compagnie corrompono i buoni costumi\u201d (che ha originato il proverbio italiano che recita: \u201cLe cattive compagnie conducono l&#8217;uomo alla forca\u201d). Ora, qui c\u2019\u00e8 una curiosit\u00e0. Ci\u00f2 che \u00e8 tradotto \u201ccompagnie\u201d \u00e8 nel testo greco \u1f41\u03bc\u03b9\u03bb\u03af\u03b1\u03b9 (<i>omil\u00ecai<\/i>) che significa \u201cconversazioni\u201d; letteralmente il testo dice: \u201cConversazioni cattive corrompono buoni costumi\u201d. Il verbo collegato a questa parola greca \u00e8 \u1f41\u03bc\u03b9\u03bb\u03ad\u03c9 (<i>omil\u00e8o<\/i>), \u201cessere in compagnia di \/ associarsi con \/ stare con \/ conversare\u201d, e lo troviamo \u2013 ad esempio \u2013 in <i>At <\/i>20:11: \u201cDopo <i>aver conversato<\/i> [\u1f41\u03bc\u03b9\u03bb\u03ae\u03c3\u03b1\u03c2 (<i>omil\u00e8sas<\/i>)]\u201d (<i>TNM<\/i>). Ora, questo verbo pu\u00f2 significare non solo \u201cstare in compagnia\u201d, non solo \u201cconversare\u201d, ma anche lo stare in intimit\u00e0 tra coniugi. Tale verbo lo usa infatti la <i>LXX<\/i><i> <\/i>greca nel tradurre <i>Es <\/i>21:10: \u201cSe prende un&#8217;altra moglie, non toglier\u00e0 alla prima n\u00e9 il vitto, n\u00e9 il vestire, n\u00e9 la <i>coabitazione<\/i>\u201d. Ci\u00f2 che \u00e8 reso da <i>NR <\/i>\u201ccoabitazione\u201d \u00e8 nella nota traduzione greca della Bibbia \u00a0\u1f41\u03bc\u03b9\u03bb\u03af\u03b1\u03bd (<i>omil\u00ecan<\/i>), reso da <i>TNM <\/i>\u201cdebito coniugale\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Le discepole di Yesh\u00f9a, come i loro confratelli, evitano compagnie non buone: \u201cChi va con i saggi diventa saggio, ma il compagno degli insensati diventa cattivo\u201d (<i>Pr <\/i>13:20). Le donne che amano Yesh\u00f9a dovrebbero tener presente l\u2019esempio di Dina (vedere la voce Dina): per aver cercato la compagnia di ragazze che non appartenevano al popolo di Dio, si mise nei guai e fu perfino violentata. &#8211; <i>Gn<\/i> 34:1,2.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><b><i>Concubina<\/i><\/b><b> \u2013 definizione<\/b><\/span><b> (<\/b><b>\u05e4\u05b4\u05d9\u05dc\u05b6\u05d2\u05b6\u05e9\u05c1<\/b><b>, <em>pil\u00e8ghesh<\/em>, \u201cconcubina\u201d)<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Nella Bibbia la concubina era una donna unita ad un uomo in un rapporto di tipo coniugale ma con un ruolo inferiore a quello di una moglie. La concubina era una moglie di rango secondario. Non aveva autorit\u00e0 nella famiglia n\u00e9 poteva partecipare alla sua conduzione. C\u2019erano limiti imposti alla sua posizione. \u2013 <i>Gn <\/i>21:14;25:6.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Va detto subito che il disegno iniziale di Dio non prevedeva questa forma di poligamia, in realt\u00e0 nessuna forma di poligamia. Il matrimonio tra uomo e donna doveva essere monogamo e indissolubile. \u2013 <i>Gn <\/i>2:24; <i>Mt<\/i> 19:4-6.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Fu solo in seguito al peccato delle origini che si verific\u00f2 la conseguenza che intaccava tale rapporto e che Dio annunci\u00f2 alla donna: \u201cI tuoi desideri si volgeranno verso tuo marito ed egli dominer\u00e0 su di te\u201d. &#8211; <i>Gn <\/i>3:16.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 La degenerazione aveva consolidato nel tempo l\u2019abitudine al concubinato. Questo esisteva gi\u00e0 prima che Dio donasse il suo Insegnamento (<i>Tor\u00e0h<\/i>). L\u2019umanit\u00e0 peccatrice era quello che era e, prendendone atto, la Legge regol\u00f2 la situazione, proteggendo i diritti sia delle mogli che delle concubine (<i>Es <\/i>21:7-11; <i>Dt <\/i>21:14-17). La concubina non aveva ovviamente gli stessi diritti di una moglie; in pi\u00f9, un uomo poteva avere pi\u00f9 mogli e pi\u00f9 concubine (<i>1Re <\/i>11:3; <i>2Cron <\/i>11:21). Un caso tipico era quello in cui una moglie sterile dava la sua serva come concubina la marito; il tal caso, il figlio nato dalla concubina era legalmente della moglie. \u2013 <i>Gn <\/i>16:2;30:3;49:16-21; cfr. 30:3-12.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Da un\u2019analisi biblica risulta che le concubine erano a livello delle schiave; se ne possono identificare quattro categorie: 1. Quelle vendute schiave dal padre (<i>Es<\/i> 21:7-9); 2. Donne straniere comprate come schiave (<i>1Re<\/i> 11:1); 3. Donne straniere prigioniere di guerra (<i>Dt<\/i> 21:10-14); 4. Schiave della moglie (<i>Gn<\/i> 16:3,4;30:3-13; <i>Gdc<\/i> 8:31;9:18). Le concubine di un re passavano di diritto al nuovo re (si veda in <i>2Sam<\/i> 16:21,22 il caso di Absalom che, cercando di usurpare il trono di suo padre Davide, ebbe rapporti sessuali con le sue dieci concubine).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Occorreva attendere Yesh\u00f9a perch\u00e9 fosse ristabilita la norma originale divina ovvero la monogamia. &#8211; <i>Mt<\/i> 19:5,6; <i>1Cor<\/i> 7:2; <i>1Tm<\/i> 3:2.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><i>Concubina<\/i><\/b><b><i> <\/i><\/b>di Gedeone <b>(<\/b>\u05e4\u05b4\u05d9\u05dc\u05b7\u05d2\u05b0\u05e9\u05b9\u05c1\u05d5<b>, <em>p<\/em><i>iylaghsh\u00f2<\/i>, \u201cconcubina di lui\u201d)<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cGedeone ebbe settanta figli, che gli nacquero dalle sue molte mogli. La sua <b>concubina<\/b>, che stava a Sichem, gli partor\u00ec anche lei un figlio, al quale pose nome Abimelec\u201d. &#8211; <i>Gdc<\/i> 8:30,31.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><i>Concubina<\/i><\/b><b><i> <\/i><\/b>di un levita<b> (<\/b><b>\u05e4\u05b4\u05d9\u05dc\u05b6\u0594\u05d2\u05b6\u05e9\u05c1<\/b><b>, <em>p<\/em><i>yl\u00e8ghesh<\/i>, \u201cconcubina\u201d)<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cIn quel tempo non c&#8217;era re in Israele. Un Levita, il quale abitava nella parte pi\u00f9 lontana della regione montuosa di Efraim, si prese per <b>concubina<\/b> una donna di Betlemme di Giuda. Questa sua concubina gli fu infedele e lo lasci\u00f2 per andarsene a casa di suo padre a Betlemme di Giuda, dove stette per un periodo di quattro mesi\u201d. &#8211;\u00a0<i>Gdc<\/i> 19:1,2.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 In <i>Gdc <\/i>19 abbiamo uno dei resoconti pi\u00f9 inquietanti della Bibbia. Spesso si sente dire da maschilisti poco informati che la Bibbia non condanna il patriarcato e il maltrattamento delle donne povere, ma la verit\u00e0 \u00e8 che i giudici ebrei applicarono una condanna. Sebbene non espressamente indicata, l\u2019eco della condanna \u00e8 nelle immagini che l&#8217;autore ispirato evoca e nelle domande che l&#8217;autore solleva, tanto che alcuni studiosi ritengono che la preoccupazione per le donne mostrata in <i>Giudici<\/i> rifletta la mano di una donna che ne sarebbe stata l\u2019autrice.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0 \u00a0Il passo di <i>Gdc<\/i> 19:1,2 solleva domande sui tipi di matrimonio praticati nell&#8217;antica Israele. Dio aveva decretato che un uomo avrebbe lasciato la sua famiglia e si sarebbe unito a sua moglie (<i>Gn <\/i>2:24), ma, come sappiamo, in genere ci\u00f2 non accadde. Tuttavia, la parola tradotta \u201cconcubina\u201d qui pu\u00f2 riflettere proprio il tipo di matrimonio come doveva essere (ma come non fu). L\u2019uomo infatti non appare sposato: viaggia da solo. E la traduzione \u201crisiedeva temporaneamente\u201d fatta da <i>TNM<\/i> \u00e8 arbitraria; l\u2019ebraico ha \u05dc\u05b5\u05d5\u05b4\u05d9 \u05d2\u05b8\u05bc\u05e8 \u00a0(<i>lev\u00ec gar<\/i>), \u201cun levita <i>residente<\/i>\u201d. Comunque, la donna si sent\u00ec pi\u00f9 a proprio agio tornando a casa dal padre, quando lei si arrabbi\u00f2 con il marito.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u201cSuo marito si mosse e and\u00f2 da lei per parlare al suo cuore e ricondurla con s\u00e9. Egli aveva preso con s\u00e9 il suo servo e due asini. Lei lo condusse in casa di suo padre; e come il padre della giovane lo vide, gli si fece incontro festosamente. Suo suocero, il padre della giovane, lo trattenne ed egli rimase con lui tre giorni; mangiarono, bevvero e pernottarono l\u00e0. Il quarto giorno si alzarono di buon&#8217;ora e il Levita si disponeva a partire; il padre della giovane disse a suo genero: \u2018Prendi un boccone di pane per fortificarti il cuore; poi ve ne andrete\u2019. Si sedettero ambedue, mangiarono e bevvero insieme. Poi il padre della giovane disse al marito: \u2018Ti prego, acconsenti a passare qui la notte e il tuo cuore si rallegri\u2019. Ma quell&#8217;uomo si alz\u00f2 per andarsene; nondimeno, per l&#8217;insistenza del suocero, pernott\u00f2 di nuovo l\u00e0. Il quinto giorno egli si alz\u00f2 di buon&#8217;ora per andarsene; e il padre della giovane gli disse: \u2018Ti prego, fortificati il cuore e aspettate finch\u00e9 declini il giorno\u2019. Si misero a mangiare insieme. Quando quell&#8217;uomo si alz\u00f2 per andarsene con la sua concubina e con il suo servo, il suocero, il padre della giovane, gli disse: \u2018Ecco, il giorno volge ora a sera; ti prego, trattieniti qui questa notte; vedi, il giorno sta per finire; pernotta qui e il tuo cuore si rallegri; domani vi metterete di buon&#8217;ora in cammino e te ne andrai a casa\u2019\u201d. \u2013 <i>Gdc <\/i>19:3-9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 La Bibbia non spiega perch\u00e9 il padre della donna insistesse tanto per trattenere il marito di sua figlia. Considerato il fatto che la donna, scontenta, era tornata alla casa paterna e considerato il seguito del racconto (da cui appare la grettezza del marito), possiamo ipotizzare che quest\u2019uomo cercasse di difendere la figlia tenendola al sicuro in casa sua. In ogni caso, il levita decide di non rimanere e riparte con la sua concubina.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u201cIl marito non volle passarvi la notte; si alz\u00f2, part\u00ec, e giunse di fronte a Gebus, che \u00e8 Gerusalemme, con i suoi due asini sellati e con la sua concubina. Quando furono vicini a Gebus, era quasi notte; il servo disse al suo padrone: \u2018Vieni, ti prego, dirigiamo il cammino verso questa citt\u00e0 dei Gebusei e passiamoci la notte\u2019. Il padrone gli rispose: \u2018No, non dirigeremo il cammino verso una citt\u00e0 di stranieri i cui abitanti non sono figli d&#8217;Israele, ma andremo fino a Ghibea\u2019. Disse ancora al suo servo: \u2018Andiamo, cerchiamo d&#8217;arrivare a uno di quei luoghi e pernotteremo a Ghibea o a Rama\u2019. Cos\u00ec passarono oltre e continuarono il viaggio; e il sole tramont\u00f2 quando erano presso Ghibea, che appartiene a Beniamino. Volsero il cammino in quella direzione, per andare a pernottare a Ghibea. Il Levita and\u00f2 e si ferm\u00f2 sulla piazza della citt\u00e0; ma nessuno li accolse in casa per la notte. Quando ecco un vecchio, che tornava la sera dai campi, dal suo lavoro; era un uomo della regione montuosa d&#8217;Efraim, che abitava come forestiero a Ghibea, in mezzo ai Beniaminiti. Il vecchio alz\u00f2 gli occhi, vide quel viandante sulla piazza della citt\u00e0 e gli disse: \u2018Dove vai, e da dove vieni?\u2019 Quello gli rispose: \u2018Siamo partiti da Betlemme di Giuda e andiamo nella parte pi\u00f9 remota della zona montuosa d&#8217;Efraim. Io sono di l\u00e0 ed ero andato a Betlemme di Giuda; ora sto andando alla casa del Signore, ma nessuno mi accoglie in casa sua. Eppure abbiamo paglia e foraggio per i nostri asini e anche pane e vino per me, per la tua serva e per il giovane che \u00e8 con i tuoi servi; a noi non manca nulla\u2019. Il vecchio gli disse: \u2018La pace sia con te! Mi incarico io di ogni tuo bisogno; ma non devi passare la notte sulla piazza\u2019. Cos\u00ec lo condusse in casa sua e diede del foraggio agli asini; i viandanti si lavarono i piedi, mangiarono e bevvero. Mentre stavano rallegrandosi, ecco gli uomini della citt\u00e0, gente perversa, circondarono la casa, picchiarono alla porta e dissero al vecchio, al padrone di casa: \u2018Fa&#8217; uscire quell&#8217;uomo che \u00e8 entrato in casa tua, perch\u00e9 vogliamo abusare di lui!\u2019\u201d. &#8211; <i>Gdc <\/i>19:10-22.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Quel levita aveva rifiutato di fermarsi a Gebus, la futura Gerusalemme, perch\u00e9 la gente non era israelita. Invece insistette per viaggiare verso Betlemme, dove il suo popolo viveva. Quando lui e la sua consorte fanno una sosta, si trovano di fronte degli uomini che vogliono far sesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u201cMa il padrone di casa, uscito fuori, disse loro: \u2018No, fratelli miei, vi prego, non fate una cattiva azione; dal momento che quest&#8217;uomo \u00e8 venuto in casa mia, non commettete quest&#8217;infamia! Ecco qua mia figlia che \u00e8 vergine, e la concubina di quell&#8217;uomo; io ve le condurr\u00f2 fuori e voi abusatene e fatene quel che vi piacer\u00e0; ma non commettete contro quell&#8217;uomo una simile infamia!\u2019\u201d (<i>Gdc <\/i>19:23,24). A questo punto l\u2019indignazione che avevamo per quegli uomini depravati svanisce di fronte all\u2019indignazione che monta per il vecchio. Eppure, molti autori hanno difeso l&#8217;approccio di quest\u2019uomo, dicendo che i doveri di ospitalit\u00e0 chiedevano di proteggere il visitatore. Questa logica ha tre grossi difetti. In primo luogo, non esiste proprio alcuna prova che <i>tali norme cos\u00ec rigide<\/i> riguardo all\u2019ospitalit\u00e0 esistessero in quella societ\u00e0. In secondo luogo, anche se tali norme fossero esistite, uno degli ospiti che avrebbe dovuto godere di tali presunte rigide regole dell&#8217;ospitalit\u00e0 era proprio la moglie del levita: lei, tanto quanto il marito, era ospite sotto il tetto di quell&#8217;uomo. In terzo luogo, la Legge proibiva specificamente che un uomo offrisse la figlia perch\u00e9 se ne abusasse (<i>Lv <\/i>19:29). In parole povere, nulla si trova nella Bibbia che renda accettabile che quell\u2019uomo offrisse sua figlia e la concubina del levita; troviamo invece il divieto di farlo (<i>Es<\/i> 22:16,17; <i>Lv<\/i> 19:29; <i>Dt<\/i> 22:28, 29). Solo perch\u00e9 la Bibbia riporta onestamente e crudamente il fatto, non possiamo concludere che ci\u00f2 avesse il beneplacito divino. Come potrebbe essere? Le azioni di quell&#8217;uomo violarono le leggi di Dio e il pensiero stesso di Dio. Invece di proteggere i pi\u00f9 deboli, come Dio richiede, quell\u2019uomo li offr\u00ec ai lupi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u201cMa quegli uomini non vollero dargli ascolto. Allora l&#8217;uomo prese la sua concubina e la condusse fuori da loro; ed essi la presero, abusarono di lei tutta la notte fino al mattino; poi, allo spuntar dell&#8217;alba, la lasciarono andare\u201d (<i>Gdc <\/i>19:25). Ancora una volta, molti commentatori giustificano incredibilmente quest\u2019azione, sostenendo che un levita (quindi della classe sacerdotale) doveva rimanere puro. Questa giustificazione \u00e8 semplicemente assurda in modo vergognoso. Nulla, ma proprio nulla, nella Legge suggerisce che un levita dovesse sacrificare la vita di un altro figlio o figlia di Dio per proteggere la sua purezza rituale. Infine, il comportamento successivo del levita conferma che non agiva secondo il pensiero di Dio. Quella donna fu spinta fuori dalla porta e consegnata nelle mani della banda che la violent\u00f2 ripetutamente. Le sue urla di dolore e di terrore dovettero di certo giungere, per tutta la notte, al marito che, solo pochi giorni prima aveva parlato teneramente \u201cal suo cuore\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u201cQuella donna, sul far del giorno, venne a cadere alla porta di casa dell&#8217;uomo presso il quale stava suo marito e rimase l\u00ec finch\u00e9 fu giorno chiaro\u201d (<i>Gdc <\/i>19:26). Dopo che quelle bestie di uomini avevano finito con lei, la poveretta cade davanti alla porta di casa, esausta, forse svenuta. Vi rimase, sola nel buio, fino all&#8217;alba.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u201cSuo marito, la mattina, si alz\u00f2, apr\u00ec la porta di casa e usc\u00ec per continuare il suo viaggio, quand&#8217;ecco la donna, la sua concubina, giaceva distesa alla porta di casa, con le mani sulla soglia. Egli le disse: \u2018\u00c0lzati, andiamocene!\u2019 Ma non ebbe risposta. Allora il marito la caric\u00f2 sull&#8217;asino e part\u00ec per tornare a casa sua\u201d (<i>Gdc <\/i>19:27,28). Questo grand\u2019uomo si alza al mattino come se niente fosse e, come se niente fosse, esce \u201cper continuare il <i>suo<\/i> viaggio\u201d. Ci tocca il cuore la sensibilit\u00e0 dell\u2019agiografo (o agiografa?) che in tanto squallore punta l\u2019attenzione su un particolare che, muto, dice tutto l\u2019inesprimibile: \u201cLa sua concubina, giaceva distesa alla porta di casa, <i>con le mani sulla soglia<\/i>\u201d. Mani di donna tese vanamente a cercare un aiuto. Indifferente a quello strazio, quel piccolo uomo (chiamarlo bestia sarebbe un\u2019offesa agli animali), che la sera prima, vigliaccamente, \u201cprese la sua concubina e la condusse fuori da loro\u201d, ora sa solo dare un brusco comando: \u201c\u00c0lzati, andiamocene!\u201d Invece di cercare di curare le sue ferite o di darle conforto, cercando di riparare l\u2019irreparabile, sa solo limitarsi a caricarla sul suo asino come un bagaglio e tornarsene a casa.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u201cQuando giunse a casa, si mun\u00ec di un coltello, prese la sua concubina e la divise, membro per membro, in dodici pezzi, che mand\u00f2 per tutto il territorio d&#8217;Israele\u201d (<i>Gdc <\/i>19:29). Il lettore attento si rende conto che nel racconto manca un passaggio. Quando e dove si dice che questa donna era morta? Mor\u00ec da sola, nel buio della sua mente? O forse mor\u00ec mentre era trasportata come un qualsiasi carico in groppa all\u2019asino? O, peggio, fu il marito ad ucciderla quando \u201csi mun\u00ec di un coltello\u201d? La Bibbia non rispondere a queste domande. Molte volte citiamo la Bibbia per richiamare belle storie sul matrimonio, ma anche nella Bibbia il matrimonio non \u00e8 sempre una fantastica storia da libro illustrato. Persone crudeli ed egoiste ne esistono, soprattutto uomini. La Bibbia ci dice tutto l\u2019amore di Dio e la sua sollecitudine per noi, ma troppo spesso facciamo pessimo uso del libero arbitrio. I malvagi possono fare e fanno cose cattive. La gente egoista compie azioni egoistiche.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Di questa donna \u00e8 detto, all\u2019inizio del racconto, che, nei confronti del marito, \u201cgli fu infedele e lo lasci\u00f2 per andarsene a casa di suo padre\u201d. Nessuno vuole scusare la sua infedelt\u00e0, che rimane una grave mancanza, ma dobbiamo domandarci cosa la motiv\u00f2. Se era semplicemente un\u2019avventuriera che seguiva i suoi capricci, perch\u00e9 non si diede alla bella vita invece di tornarsene alla casa paterna? Ci viene il dubbio che l\u2019insistenza di suo padre nel voler trattenere la coppia nella propria casa sia stata motivata dalla piet\u00e0 per la figlia, per non farla tornare a vivere con un uomo insensibile e duro. La vita di quella povera donna doveva essere davvero buia. Eppure, lei fece quello che il marito voleva, tornando con lui. Dio non intervenne miracolosamente a salvarla. Dalla prima deviazione umana, l\u2019umanit\u00e0 \u00e8 lasciata responsabile di se stessa. Dio, proprio perch\u00e9 \u00e8 Dio, non corre ogni volta a porre rimedio alle conseguenze delle<i> nostre <\/i>scelte sbagliate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Possiamo inquietarci ed essere profondamente turbati, ma questa storia \u00e8 parte della Bibbia, tanto quanto le parti che ci piacciono. La Bibbia offre molto di pi\u00f9 di sole belle storie edificanti. Dobbiamo ascoltarne gli avvertimenti pi\u00f9 tragici come pure ascoltiamo le meravigliose promesse divine.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0 \u00a0Proseguendo nella storia, il levita usa il corpo (gi\u00e0 martoriato dalla violenza maschile inflitta nottetempo) di questa donna per ottenere l\u2019aiuto che gli occorre per vendicarsi dell\u2019oltraggio che ha subito (lui!, non la povera donna) dai beniaminiti. \u201cI figli di Beniamino udirono che i figli d&#8217;Israele erano saliti a Mispa. I figli d&#8217;Israele dissero: \u2018Parlate! Com&#8217;\u00e8 stato commesso questo delitto?\u2019 Allora il Levita, il marito della donna che era stata uccisa, rispose: \u2018Io ero giunto con la mia concubina a Ghibea di Beniamino per passarvi la notte. Ma gli abitanti di Ghibea insorsero contro di me e circondarono di notte la casa dove stavo; avevano l&#8217;intenzione di uccidermi; violentarono la mia concubina e lei mor\u00ec. Io presi la mia concubina, la feci a pezzi, che mandai per tutto il territorio della eredit\u00e0 d&#8217;Israele, perch\u00e9 costoro hanno commesso un delitto e una infamia in Israele\u201d. &#8211; <i>Gdc <\/i>20:3-6.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Non una sola volta lui ammette la sua colpevolezza negli eventi, e non una volta si mette in discussione. Cerca solo il sangue per vendicarsi. D\u00e0 perfino una versione accomodata dei fatti. Non dice che proprio lui ha consegnato la donna alla banda, trascinandola fuori dalla porta per placare quegli uomini assatanati. Dice che l\u2019hanno violentata fino alla sua morte, ma \u00e8 vero? Forse era morta in attesa che lui aprisse la porta, mentre \u201cgiaceva distesa alla porta di casa, con le mani sulla soglia\u201d. O forse fu lui stesso a ucciderla con il suo coltello. In entrambi i casi lei, la donna, ora \u00e8 la scusa per la sua vendetta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 La popolazione rimase indignata e si organizz\u00f2 per muovere contro i beniaminiti (<i>Gdc <\/i>20). Tutto si \u00e8 svolto finora sotto lo sguardo onnipresente di Dio, che rimase silenzioso. Il pensiero di Dio appare poi chiaro: \u201cIl popolo d\u2019Israele invoc\u00f2 il Signore e gli domand\u00f2: \u2018Dobbiamo ancora attaccare i nostri fratelli della trib\u00f9 di Beniamino oppure dobbiamo fermarci?\u2019 E il Signore rispose: \u2018S\u00ec, attaccateli! Domani vi dar\u00f2 la vittoria su di loro\u2019\u201d. \u2013 <i>Gdc <\/i>20:27,28, <i>PdS<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0 \u00a0\u201cIl Signore sconfisse Beniamino davanti a Israele\u201d. \u2013 <i>Gdc <\/i>20:35.\u00a0\u00a0 \u201c\u201d<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><i>Concubine<\/i><\/b><b> <\/b>di Abraamo<b> (<\/b><b>\u05e4\u05b4\u05bc\u05d9\u05dc\u05b7\u05d2\u05b0\u05e9\u05b4\u05c1\u05d9\u05dd<\/b><b>, <em>p<\/em><i>ylaghsh\u00ecm<\/i>, \u201cconcubine\u201d)<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cAbraamo diede tutto ci\u00f2 che possedeva a Isacco; ma ai figli delle sue <b>concubine<\/b> fece dei doni e, mentre era ancora in vita, li mand\u00f2 lontano da suo figlio Isacco\u201d. &#8211; <i>Gn<\/i> 25:5,6.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Chi non conosce bene la Bibbia crede che Abraamo avesse una sola concubina: Agar, la schiava egiziana di sua moglie Sara (<i>Gn <\/i>16:1-4). Il plurale \u05e4\u05b4\u05bc\u05d9\u05dc\u05b7\u05d2\u05b0\u05e9\u05b4\u05c1\u05d9\u05dd (<i>fylaghsh\u00ecm<\/i>), \u201cconcubine\u201d, di <i>Gn<\/i> 25:6 non lascia dubbi: ne aveva diverse.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><i>Concubine<\/i><\/b><b> <\/b>di Davide<b> (<\/b><b>\u05e4\u05b4\u05bc\u05d9\u05dc\u05b7\u05d2\u05b0\u05e9\u05b4\u05c1\u05d9\u05dd<\/b><b>, <em>p<\/em><i>iylaghsh\u00ecm<\/i>, \u201cconcubine\u201d)<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cDopo il suo arrivo da Ebron, Davide si prese ancora delle <b>concubine<\/b> e delle mogli<b> <\/b>di Gerusalemme\u201d. &#8211; <i>2Sam<\/i> 5:13.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Si noti che il testo dice che Davide \u201cprese <i>ancora<\/i>\u201d. Per comprendere appieno quell\u2019\u201cancora\u201d dobbiamo ricordare che Davide aveva <i>gi\u00e0 <\/i>sette mogli.\u00a0Davide aveva preso in moglie Abigail, Ainoam di Izreel, Agghit, Egla, Maaca e Abital. \u2013 <i>2Sam <\/i>3:2-4; <i>1Cron <\/i>3:1-3.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Nonostante Dio gli avesse preannunciato una ritorsione sulle sue donne per aver sedotto la moglie di Uria (<i>2Sam<\/i> 12:7-12), Davide imprudentemente lascia sole dieci sue concubine: \u201cIl re dunque part\u00ec, seguito da tutta la sua casa, e lasci\u00f2 dieci concubine a custodire il palazzo\u201d<i>\u00a0<\/i>(<i>2Sam<\/i> 15:16). La conseguenza fu tragica: suo figlio Absalom approfitt\u00f2 di loro (<i>2Sam<\/i> 16:21,22). Queste donne furono usate come pedine politiche contro Davide.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><i>Concubine<\/i><\/b><b> <\/b>di Roboamo<b> <\/b><b>(<\/b><b>\u05e4\u05b4\u05bc\u05d9\u05dc\u05b7\u05d2\u05b0\u05e9\u05b4\u05c1\u05d9\u05dd<\/b><b>, <em>p<\/em><i>iylaghsh\u00ecm<\/i>, \u201cconcubine\u201d)<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cRoboamo am\u00f2 Maaca, figlia di Absalom, pi\u00f9 di tutte le sue mogli<b> <\/b>e di tutte le sue concubine; perch\u00e9 ebbe diciotto mogli e sessanta <b>concubine<\/b>, e gener\u00f2 ventotto figli e sessanta figlie\u201d. &#8211; <i>2Cron<\/i> 11:21.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><i>Concubine<\/i><\/b><b> <\/b>di Salomone<b> <\/b><b>(<\/b><b>\u05e4\u05b4\u05bc\u05d9\u05dc\u05b7\u05d2\u05b0\u05e9\u05b4\u05c1\u05d9\u05dd<\/b><b>, <em>p<\/em><i>iylaghsh\u00ecm<\/i>, \u201cconcubine\u201d)<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cIl re Salomome . . . ebbe . . . trecento <b>concubine<\/b>\u201d. \u2013 <i>1Re <\/i>11:1,3.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Cornustibia <\/b><b>(<\/b><b>\u05e7\u05b6\u05e8\u05b6\u05df \u05d4\u05b7\u05e4\u05bc\u05d5\u05bc\u05da<\/b><b>, <i>Q\u00e8ren Hap\u00f9ch<\/i>, \u201ccorno del nero\u201d)<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201c[Giobbe] ebbe pure sette figli e tre figlie; e chiam\u00f2 la prima, Colomba; la seconda, Cassia; la terza, <b>Cornustibia<\/b>. In tutto il paese non c&#8217;erano donne cos\u00ec belle come le figlie di Giobbe; e il padre assegn\u00f2 loro un&#8217;eredit\u00e0 tra i loro fratelli. Giobbe, dopo questo, visse centoquarant&#8217;anni e vide i suoi figli e i figli dei suoi figli, fino alla quarta generazione\u201d. &#8211; <i>Gb<\/i> 42:13-16. <b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>\u00a0\u00a0\u00a0 <\/b>Cornustibia era una delle tre figlie di Giobbe e fu una delle donne pi\u00f9 belle del paese. Cosa insolita per l&#8217;epoca, le fu data un\u2019eredit\u00e0 come ai suoi fratelli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Stranamente, il nome viene tradotto da <i>NR<\/i>. I nomi non dovrebbero essere mai tradotti. Il \u201ccorno del nero\u201d era un corno usato come contenitore per il colore nero (ricavato dall\u2019antimonio \u2013 cfr. <i>2Re<\/i> 9:30; <i>Ger<\/i> 4:30) che serviva per truccarsi gli occhi; noi diremmo: astuccio per il trucco. Lo strano nome forse si riferiva ai suoi occhi particolarmente belli.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Cozbi <\/b><b>(<\/b><b>\u05db\u05b8\u05bc\u05d6\u05b0\u05d1\u05b4\u05bc\u05d9<\/b><b>, <i>C\u00f2sby<\/i>, \u201cdeserto lontano\u201d)<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cEcco che uno dei figli d&#8217;Israele venne e condusse ai suoi fratelli una donna madianita, sotto gli occhi di Mos\u00e8 e di tutta la comunit\u00e0 dei figli d&#8217;Israele, mentre essi stavano piangendo all&#8217;ingresso della tenda di convegno. E Fineas, figlio di Eleazar, figlio del sacerdote Aaronne, lo vide, si alz\u00f2 in mezzo alla comunit\u00e0 e afferr\u00f2 una lancia; poi and\u00f2 dietro a quell&#8217;Israelita nella sua tenda e li trafisse tutti e due, l&#8217;uomo d&#8217;Israele e la donna, nel basso ventre. E il flagello cess\u00f2 tra i figli d&#8217;Israele. Di quel flagello morirono ventiquattromila persone . . . Ora l&#8217;uomo d&#8217;Israele che fu ucciso con la donna madianita, si chiamava Zimri, figlio di Salu, capo di una casa patriarcale dei Simeoniti. E la donna che fu uccisa, la Madianita, si chiamava <b>Cozbi<\/b>, figlia di Sur, capo della gente di una casa patriarcale in Madian\u201d. &#8211; <i>Nm<\/i> 25:6-9,14,15.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0 Questa \u00e8 una delle storie pi\u00f9 inquietanti delle Scritture Ebraiche. Se dovessimo valutare dal punto di vista degli atteggiamenti di Yesh\u00f9a, ci domanderemmo dove sia finita la compassione. Ma la conoscenza del motivo per cui fu uccisa Cozbi lo troviamo nei versetti precedenti, in 25:1-5: \u201cIsraele era stanziato a Sittim e il popolo cominci\u00f2 a fornicare con le figlie di Moab. Esse invitarono il popolo ai sacrifici offerti ai loro d\u00e8i; e il popolo mangi\u00f2 e si prostr\u00f2 davanti ai loro d\u00e8i. Israele si un\u00ec a Baal-Peor e l&#8217;ira del Signore si accese contro Israele. Il Signore disse a Mos\u00e8: \u2018Prendi tutti i capi del popolo e falli impiccare davanti al Signore, alla luce del sole, affinch\u00e9 l&#8217;ardente ira del Signore sia allontanata da Israele\u2019. Mos\u00e8 disse ai giudici d&#8217;Israele: \u2018Ciascuno di voi uccida quelli dei suoi uomini che si sono uniti a Baal-Peor\u2019\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0 \u00a0Le donne madianite avevano attirato gli uomini israeliti nell\u2019immoralit\u00e0 e nell&#8217;idolatria. Dio non si limit\u00f2 a biasimare i madianiti, ma invi\u00f2 una piaga per correggere Israele. Le madianite offrirono la tentazione, ma gli israeliti scelsero di non resistere a quella tentazione. Proprio nel bel mezzo, \u201cmentre essi stavano piangendo\u201d per il pentimento, \u201csotto gli occhi di Mos\u00e8 e di tutta la comunit\u00e0 dei figli d&#8217;Israele\u201d arriva Zimri, \u201cuno dei figli d&#8217;Israele\u201d, con una donna madianita e sfacciatamente se la porta nella sua tenda. Fineas segue la coppia e giustizia i due.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Cozbi era consapevole di far male o, forse, addirittura ag\u00ec intenzionalmente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #008000;\"><b><i>Cugina<\/i><\/b><b> \u2013 definizione<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il termine greco \u1f00\u03bd\u03b5\u03c8\u03b9\u03cc\u03c2 (<i>anepsi\u00f2s<\/i>), \u201ccugino\u201d, ricorre nelle Scritture Greche una sola volta e al maschile: \u201cMarco, il cugino di Barnaba\u201d (<i>Col <\/i>4:10). In ebraico non esiste una parola specifica per indicare i cugini; esiste per\u00f2 un giro di parole e questo lo si pu\u00f2 notare in <i>Nm <\/i>36:11: \u201cMaala, Tirsa, Cogla, Milca e Noa, figlie di Selofead, si sposarono con <i>i figli dei loro zii <\/i>[\u1f00\u03bd\u03b5\u03c8\u03b9\u03bf\u1fd6\u03c2 (<i>anepsi\u00f2is<\/i>) nella <i>LXX<\/i> greca; \u201ccugini\u201d]\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 La Bibbia riporta dunque diverse donne \u201ccugine\u201d usando questo giro di parole. Acsa era una di queste; suo marito era \u201cOtniel figlio di Chenaz, fratello di Caleb\u201d e \u201cCaleb gli diede in moglie sua figlia\u201d (<i>Gs <\/i>15:17); quindi, Acsa era cugina di Otniel. Parlando dell\u2019ebreo Mardocheo alla corte del re persiano si dice che \u201cegli aveva allevato la figlia di suo zio, Adassa, cio\u00e8 Ester\u201d (<i>Est <\/i>2:7); Adassa era dunque cugina di Mardocheo: costei divenne la regina di Persia col nome persiano di Ester (<i>Est<\/i> 2:16,17). Basmat, che era figlia di Ismaele (<i>Gn <\/i>36:3), era cugina di Esa\u00f9 che spos\u00f2; Esa\u00f9 era figlio di Isacco, fratellastro di Ismaele. &#8211; <i>Gn<\/i> 28:8,9;36:3,4,10.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Il matrimonio fra cugini non era ritenuto incestuoso (<i>Lv<\/i> 18:8-16). In molte societ\u00e0 il matrimonio fra cugini di primo grado \u00e8 addirittura preferito; all&#8217;estremo opposto, la Chiesa Cattolica medievale proibiva il matrimonio anche fra cugini lontani. Le legislazioni variano. In Italia le nozze fra cugini sono previste dalla legge, per la Chiesa Cattolica occorre una dispensa del vescovo. I genetisti non confermano una delle credenze pi\u00f9 antiche e diffuse: quella che i figli nati da matrimoni fra cugini primi rischino di contrarre malattie genetiche. Geneticamente, non c&#8217;\u00e8 una valida ragione biologica per scoraggiare il matrimonio fra cugini primi. &#8211; <i>Journal of Genetic Counseling<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 In <i>Lc <\/i>1:36 l\u2019angelo Gabriele (v. 26) dice a Miry\u00e0m (v. 27), futura madre di Yesh\u00f9a: \u201cEcco, Elisabetta, tua parente, ha concepito anche lei un figlio\u201d. Per\u00f2, <i>Did <\/i>traduce: \u201cEcco, Elisabetta, tua <i>cugina<\/i>\u201d. Questa \u00e8 una traduzione azzardata: il greco ha \u03c3\u03c5\u03b3\u03b3\u03b5\u03bd\u03af\u03c2 (<i>s\u00fcnghen\u00ecs<\/i>), sostantivo femminile che indica una \u201cparente\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Culda <\/b><b>(<\/b><b>\u05d7\u05bb\u05dc\u05b0\u05d3\u05b8\u05bc\u05d4<\/b><b>, <i>Khuld\u00e0h<\/i>, \u201cratto\u201d)<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cIl sacerdote Chilchia, Aicam, Acbor, Safan e Asaia andarono dalla profetessa <b>Culda<\/b>\u201d. &#8211; <i>2Re<\/i> 22:14.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Culda era una profetessa durante il regno di Giosia, re di Giuda. Abitava a Gerusalemme. Il <i>s\u00e8fer Tor\u00e0h<\/i> (\u05e1\u05e4\u05e8 \u05ea\u05d5\u05e8\u05d4), \u201clibro dell\u2019Insegnamento\u201d, era stato ritrovato durante i lavori di riparazione del Tempio. Il re, desideroso di sapere cosa fare, invi\u00f2 una delegazione a interrogare Dio tramite Culda. \u201cQuando ebbero parlato con lei, lei disse loro: \u2018Cos\u00ec dice il Signore, Dio d&#8217;Israele: Dite all&#8217;uomo che vi ha mandati da me: Cos\u00ec dice il Signore: Ecco, io far\u00f2 venire delle sciagure su questo luogo e sopra i suoi abitanti, conformemente a tutte le parole del libro che il re di Giuda ha letto. Perch\u00e9 essi mi hanno abbandonato e hanno offerto incenso ad altri d\u00e8i provocando la mia ira con tutte le opere delle loro mani; perci\u00f2 la mia ira si \u00e8 accesa contro questo luogo, e non si spegner\u00e0. Al re di Giuda che vi ha mandati a consultare il Signore, direte questo: Cos\u00ec dice il Signore, Dio d&#8217;Israele, riguardo alle parole che tu hai udite: Poich\u00e9 il tuo cuore \u00e8 stato toccato, poich\u00e9 ti sei umiliato davanti al Signore, udendo ci\u00f2 che io ho detto contro questo luogo e contro i suoi abitanti, che saranno cio\u00e8 abbandonati alla desolazione e alla maledizione; poich\u00e9 ti sei stracciato le vesti e hai pianto davanti a me, anch&#8217;io ti ho ascoltato, dice il Signore. Ecco, io ti riunir\u00f2 con i tuoi padri, e te ne andrai in pace nella tua tomba. I tuoi occhi non vedranno tutte le sciagure che io far\u00f2 piombare su questo luogo&#8217;. E quelli riferirono al re la risposta\u201d. &#8211; <i>2Re<\/i> 22:14-20; <i>2Cron<\/i> 34:14-28.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Nonostante ci fossero a quel tempo dei profeti di sesso maschile, \u00e8 interessante notare che Dio parl\u00f2 per mezzo di una donna. I maschilisti che credono che profeti uomini non ce ne fossero al tempo del re Giosia, si mettano l\u2019animo in pace: \u201cParole di Geremia [profeta] . . .\u00a0 La parola del Signore gli fu rivolta al tempo di Giosia\u201d; \u201cDal tredicesimo anno di Giosia, figlio di Amon, re di Giuda, sino a oggi, sono gi\u00e0 ventitr\u00e9 anni che la parola del Signore mi \u00e8 stata rivolta e che io vi ho parlato di continuo . . . Il Signore vi ha pure mandato tutti i suoi servitori, i <i>profeti<\/i>; ve li ha mandati continuamente\u201d. \u2013 <i>Ger <\/i>1:1,2;25:3,4.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 L\u2019importanza di questa profetessa l\u2019apprendiamo esaminando bene il testo di <i>2Re<\/i> 22:12-14. In primo luogo, il comando di rivolgersi a lei viene dal re in persona. Si tratta poi di una questione di rilevanza nazionale, in particolare di notevole importanza spirituale. Inoltre, la questione riguarda ci\u00f2 che \u00e8 scritto nel <i>s\u00e8fer Tor\u00e0h<\/i> (\u05e1\u05e4\u05e8 \u05ea\u05d5\u05e8\u05d4), il \u201clibro della Legge\u201d, ovvero la Bibbia stessa, la Sacra Scrittura. La delegazione reale \u00e8 composta da Chilchia (sacerdote), Aicam (segretario del re), Acbor (funzionario di fiducia della corte reale), Safan (segretario particolare del re) e da Asaia (servitore particolare del re). In pratica, su ordine diretto del re, i notabili di corte si recano da lei. Si tenga presente che due grandi profeti erano viventi e attivi: Geremia (<i>Ger <\/i>1:1,3) e Sofonia (<i>Sof <\/i>1:1); eppure vanno da questa donna. Detto in altri termini, il re mand\u00f2 un\u2019importante delegazione da una donna, Culda, per avere rivelazioni autorevoli in materia di Sacra Scrittura.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 La risposta coraggiosa di Culda, donna di Dio, ci dice anche della sua autorevolezza. Ella non ebbe timore di annunciare al re le sciagure che si sarebbero abbattute sul suo regno. Si noti anche come lei parli ai delegati reali riferendosi al monarca: \u201cDite all&#8217;<i>uomo<\/i> che vi ha mandati da me\u201d. Nonostante la sua autorevolezza, Culda si mantiene del tutto dipendente da Dio: \u201cCos\u00ec dice il Signore, Dio d&#8217;Israele\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Cusim <\/b><b>(<\/b><b>\u05d7\u05d5\u05bc\u05e9\u05b4\u05c1\u05d9\u05dd<\/b><b>, <i>Khush\u00ecm<\/i>, \u201cansiet\u00e0\u201d) <\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cSaaraim ebbe dei figli nella terra di Moab, dopo che ebbe ripudiato le sue mogli <b>Cusim<\/b> e Baara\u201d. &#8211; <i>1Cron<\/i> 8:8.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 A quanto pare, queste donne dovevano essere moabite, dato che \u201cSaaraim ebbe dei figli nella terra di Moab, <i>dopo<\/i> che ebbe ripudiato le sue mogli\u201d. La Bibbia non ci dice quello che \u00e8 successo a queste donne. Esse possono essere state riprese nelle loro famiglie oppure furono semplicemente lasciate. Comunque, Saaraim ebbe figli con Cusim: \u201cDa Cusim ebbe: Abitub ed Elpaal\u201d. &#8211; <i>1Cron<\/i> 8:11.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 <i>TNM <\/i>fa confusione: \u201cIn quanto a Saaraim, egli gener\u00f2 [figli] nel campo di Moab dopo aver mandato via loro. Le sue mogli furono Usim e Baara\u201d. \u201cMandato via loro\u201d chi? La frase non \u00e8 neppure in buon italiano; cos\u00ec com\u2019\u00e8 tradotta sembrerebbe che egli avesse mandato via i figli prima di averli generati! Comunque, le varie traduzioni di questo brano sono basate su congetture, giacch\u00e9 il testo ebraico pone delle difficolt\u00e0. La <i>Bibbia<\/i><i> Concordata<\/i><i> <\/i>traduce <i>1Cron<\/i> 8:8 cos\u00ec: \u201cGener\u00f2 pure Saaraim nella campagna di Moab, dopo ch\u2019egli ebbe ripudiate le sue mogli Usim e Baara\u201d, ma non si comprende chi sia stato a generare, dato che al v. precedente si parla di tre persone.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Camutal (\u05d7\u05b2\u05de\u05d5\u05bc\u05d8\u05b7\u05dc, Khamut\u00e0l, \u201csuocero di rugiada\u201d) \u201cCamutal, figlia di Geremia\u201d. \u2013 2Re 23:31. \u00a0\u00a0 Questa donna era figlia di Geremia, ma non del profeta; era \u201cfiglia di Geremia da Libna\u201d (2Re 23:31), una citt\u00e0 sacerdotale. 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