{"id":3855,"date":"2013-10-04T03:34:46","date_gmt":"2013-10-04T01:34:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.biblistica.it\/?page_id=3855"},"modified":"2013-10-04T03:34:57","modified_gmt":"2013-10-04T01:34:57","slug":"chi-sono-io","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.biblistica.it\/?page_id=3855","title":{"rendered":"Chi sono io?"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\"><b>Nota: tutte le citazioni bibliche di questo studio \u2013 se non altrimenti specificate \u2013 sono tratte dalla versione <i>TILC<\/i>.<\/b><\/p>\n<div align=\"center\">\n<hr align=\"center\" size=\"2\" width=\"100%\" \/>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il salmista pose questa domanda a Dio: \u201cChi \u00e8 mai l&#8217;uomo perch\u00e9 ti ricordi di lui?\u201d. \u2013 <i>Sl <\/i>8:4.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Per una lettura spiritualmente davvero efficace dovremmo intendere ogni frase della Scrittura come diretta a noi personalmente oggi. La domanda del salmista diventa allora una <i>nostra<\/i> domanda rivolta a Dio:<\/p>\n<p align=\"center\"><b>Chi sono mai <i>io<\/i> perch\u00e9 Tu mi prenda in considerazione?<\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Ancora prega il salmista: \u201cChi \u00e8 l&#8217;uomo, Signore, perch\u00e9 tu ne abbia cura?\u201d (<i>Sl <\/i>144:3). E di nuovo, applicandolo a noi stessi, domandiamo:<\/p>\n<p align=\"center\"><b>Chi sono <i>io<\/i>, Signore, perch\u00e9 tu ne abbia cura?<i><\/i><\/b><\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 Lo scrittore di <i>Eb <\/i>deve essere stato colpito da questo passo, perch\u00e9 egli lo rammenta:<\/p>\n<p align=\"center\">\u201cIn una pagina della Bibbia qualcuno ha dichiarato:<\/p>\n<p align=\"center\">Che cos&#8217;\u00e8 l&#8217;uomo, o Dio, perch\u00e9 tu ti ricordi di lui?<\/p>\n<p align=\"center\">che cosa \u00e8 un essere umano, perch\u00e9 ti curi di lui?<\/p>\n<p align=\"center\">L&#8217;hai fatto di poco inferiore agli angeli,<\/p>\n<p align=\"center\">l&#8217;hai coronato di gloria e di onore,<\/p>\n<p align=\"center\">gli hai dato potere su tutte le cose\u201d. \u2013 <i>Eb <\/i>2:6-8.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u201cDi poco inferiore agli angeli\u201d. Eppure, molto simile agli animali. \u201cGli uomini e le bestie hanno lo stesso destino: tutti devono morire. Tutti hanno lo stesso spirito vitale ma l&#8217;uomo non \u00e8 superiore agli animali. Tutto \u00e8 come un soffio. Tutti vanno allo stesso luogo. Tutti vengono dalla polvere e tutti alla polvere ritorneranno\u201d (<i>Ec <\/i>3:19,20). Tuttavia, nonostante ci\u00f2 che ci accomuna con gli animali, tra noi e loro c\u2019\u00e8 un abisso. L\u2019essere umano \u00e8 \u201cdi poco inferiore agli angeli\u201d. Solo gli esseri umani sanno misurare se stessi secondo ideali di motivazione e azione. Noi occupiamo una posizione superiore rispetto a tutte le altre creature, siamo \u2018di poco inferiori agli angeli\u2019. Ci\u00f2 \u00e8 dovuto al fatto che Dio ci ha donato la ragione, ci ha dotato di senso etico, ci ha insegnato che cos\u2019\u00e8 giusto e che cosa \u00e8 sbagliato. Non solo. Noi sentiamo il bisogno di dare un <b>significato<\/b> alla nostra vita. Noi dimostriamo l\u2019<i>umanit\u00e0<\/i> che Dio ci ha donato: attribuiamo ai nostri comportamenti un obbligo nei confronti dei diritti e dei doveri. Gli esseri umani &#8211; noi &#8211; sono le uniche creature sulla terra che sanno trarre gioia dal resistere alle tentazioni e alle gratificazioni facili e immediate della costante ricerca del piacere puramente egoistico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Sar\u00e0 anche un paradosso, ma le stesse scuse che si accampano per aver fatto qualcosa di male o non aver fatto qualcosa di bene, queste stesse giustificazioni tradiscono il riconoscimento e l\u2019accettazione dei principi di giusto e sbagliato.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Ogni volta che il clima morale si fa eccessivamente permissivo e relativistico, le abitudini morali sono perse, e la soddisfazione personale diminuisce. Noi siamo creature razionali e morali, e la moralit\u00e0 prevede valori che vanno oltre le emozioni. La moralit\u00e0 trascende le circostanze e le debolezze individuali. La moralit\u00e0 implica una scelta. Dove non esiste la scelta, il problema della moralit\u00e0 \u00e8 puramente retorico.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 C\u2019\u00e8 una differenza profonda tra fare ci\u00f2 che appare positivo e fare ci\u00f2 che si sa essere moralmente corretto. Il primo comportamento reca un entusiasmo temporaneo, ma la sensazione non \u00e8 duratura. Il secondo comportamento, invece, anche se a volte causa una frustrazione temporanea, suscita una sensazione positiva di s\u00e9 nel lungo periodo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Il tragitto che conduce a relazioni davvero solide e sane, che porta alla stima di s\u00e9 e a una vita di qualit\u00e0 inizia con la decisione \u2013 spesso non facile, a volte dolorosa &#8211; di fare la cosa giusta. Anzi, le decisioni che si basano su comportamenti che non rendono necessariamente la vita pi\u00f9 facile sono quelle che conferiscono maggiore dignit\u00e0. Queste azioni possono non servire a soddisfare la nostra esigenza di una gratificazione personale immediata, ma servono al nostro io spirituale.<br \/>\n<b>\u00c8 il comportamento che scegliamo nelle situazioni difficili che rivela chi siamo<\/b>. Sono i nostri comportamenti e i nostri pensieri a dirci chi siamo, non la nostra idea su noi stessi in circostanze immaginarie.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 In genere la gente usa due unit\u00e0 di misura. Siamo in grado di mostrarci comprensivi, tolleranti e pronti a perdonare finch\u00e9 le vittime siamo noi, altrimenti ci accorgiamo immediatamente dell\u2019importanza della giustizia e sentiamo che nell\u2019indulgenza c\u2019\u00e8 qualcosa di troppo permissivo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Le persone si attendono in genere chiss\u00e0 quali eccezionalit\u00e0 che capitino nella loro vita, allora \u2013 pensano \u2013 potranno essere felici. Anzich\u00e9 attendere dall\u2019esterno utopisticamente un fato benevolo che dispieghi chiss\u00e0 quali meraviglie, dovremmo riflettere sul fatto che intanto la vita passa e che quindi \u00e8 <i>qui e ora<\/i> che dobbiamo ripensare il nostro atteggiamento. Il poeta e filosofo indiano Rabindranath Tagore ha posto in versi questa riflessione:<\/p>\n<p align=\"center\">\u00a0\u201cHo dormito e sognato che la vita era Gioia.<br \/>\nMi sono svegliato e visto che la vita era Dovere.<br \/>\nHo agito, e notato, che il Dovere era Gioia\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Il nostro destino lo scegliamo. \u00c8 la formazione del nostro carattere che determina la nostra vita. Recita un proverbio ebraico: \u201cSe non sono io a pensare a me, chi lo far\u00e0? Ma se penso solo a me, chi sono?\u201d. C\u2019\u00e8 qualcosa di pi\u00f9 grande dell\u2019io. Con un gioco di parole, potremmo dire che per la nostra piena realizzazione occorre il passaggio dall\u2019<i>io<\/i> a <i>Dio<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Chi sono io? Tentando di rispondere a questa domanda cosa possiamo indicare come \u201cio\u201d? Il nostro corpo? Cos\u00ec la pensava il neurologo austriaco Sigmund Freud, fondatore della psicanalisi, che sosteneva che perfino le manifestazioni dell&#8217;io pi\u00f9 elevate (come il pensiero e le arti) andrebbero ricondotte a pulsioni biologiche. Guardandoci in uno specchio, per\u00f2, ci osserviamo e non sempre tutto ci piace: sembra esserci a volte qualcosa che ci appare estraneo e che vorremmo diverso. Il corpo ci appartiene e lo usiamo, ma abbiamo la sensazione che l\u2019\u201cio\u201d non sia tutto l\u00ec, nel nostro corpo che vediamo. Lo stesso Freud richiam\u00f2 l\u2019attenzione sull&#8217;inconscio quale sede degli aspetti motivazionali della personalit\u00e0. Il medico austriaco sostenne che va esplorato ci\u00f2 che non si sa, ci\u00f2 che \u00e8 nascosto, perch\u00e9 \u00e8 l\u00ec che si determina la condotta affettiva, intellettuale e sociale. L&#8217;io, per Freud, \u00e8 solo la parte consapevole della persona, \u00e8 solo una piccola parte della sua psiche; in pi\u00f9, questa subirebbe inibizioni e pressioni da parte del &#8220;super-io&#8221; (che comanda, castiga e affligge con i sensi di colpa); come se non bastasse, il povero \u201cio\u201d sarebbe anche in balia di &#8220;lui&#8221; (&#8220;es&#8221;, in tedesco), che \u00e8 inconscio e sarebbe l&#8217;insieme caotico e turbolento delle pulsioni, governato dallo scopo del piacere ad ogni costo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Per il filosofo e matematico francese Ren\u00e9 Descartes (noto come Cartesio), l\u2019\u201cio\u201d \u00e8 la somma dei pensieri che la persona ha interiormente. Per lui, la certezza del pensiero \u00e8 l&#8217;unica realt\u00e0 e il dubbio pu\u00f2 mettere in discussione ogni cosa. La sua conclusione \u00e8: Se io dubito, allora io penso, e se penso, esisto (\u201c<i>cogito ergo sum<\/i>\u201d). Per il pensatore francese il corpo pu\u00f2 essere ingannato dai sensi, per cui l&#8217;identit\u00e0 della persona coinciderebbe con il pensiero prima di tutto. Tuttavia, sebbene la consapevolezza sia prova della nostra esistenza, la domanda rimane: Chi sono io? Per Cartesio, la coscienza coincide con la consapevolezza, ma questa mi dice solo che io esisto, non chi sono. Tutto il resto, infatti, per Cartesio viene meno per via della critica demolitrice del dubbio. Per lui c\u2019\u00e8 un solo modo per impossessarsi autorevolmente del proprio io: dominare le passioni attraverso la ragione. \u2013 Cfr. Cartesio, <i>Le passioni dell&#8217;anima<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0 La via indicata da Cartesio \u00e8 quella che tentarono vanamente di seguire i farisei. Sull\u2019impossibilit\u00e0 umana di imporre al nostro corpo il dominio completo della ragione, Paolo realisticamente osserva: \u201cSo infatti che in me, in quanto uomo peccatore, non abita il bene. In me c&#8217;\u00e8 il desiderio del bene, ma non c&#8217;\u00e8 la capacit\u00e0 di compierlo. Infatti io non compio il bene che voglio, ma faccio il male che non voglio . . . Io scopro allora questa contraddizione: ogni volta che voglio fare il bene, trovo in me soltanto la capacit\u00e0 di fare il male. Nel mio intimo io sono d&#8217;accordo con la legge di Dio, ma vedo in me un&#8217;altra Legge: quella che contrasta fortemente la Legge che la mia mente approva, e che mi rende schiavo della legge del peccato che abita in me. Eccomi dunque, con la mente, pronto a servire la legge di Dio, mentre, di fatto, servo la legge del peccato\u201d (<i>Rm <\/i>7:18,19,21-14). Tuttavia, non per questo si abbandon\u00f2 al libertinaggio. Piuttosto, adott\u00f2 l\u2019autodisciplina, come lui stesso afferma: \u201cMi sottopongo a dura disciplina e cerco di dominarmi\u201d. \u2013 <i>1Cor <\/i>9:27.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><b><i>Chi sono io?<\/i><\/b><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Sebbene le persone non amino ricordarlo e preferiscano far finta di niente, \u00e8 un fatto reale che \u2013 come si dice &#8211; la vita \u00e8 un conto alla rovescia verso la morte, conto che scatta al momento della nascita e continua implacabilmente con matematica precisione. A nulla vale la propria pozione, la nostra ricchezza o la propria autorit\u00e0 per fermare il conto alla rovescia. \u201cOgni uomo \u00e8 come un soffio, va e viene come un&#8217;ombra\u201d (<i>Sl <\/i>39:6,7). \u201cE chi di voi con tutte le sue preoccupazioni pu\u00f2 vivere un giorno in pi\u00f9 di quello che \u00e8 stabilito?\u201d (<i>Lc <\/i>12:25). Pur nell\u2019ironia umoristica, Antonio De Curtis, descrisse una gran verit\u00e0:<\/p>\n<p align=\"center\">\u201c&#8217;A morte &#8216;o ssaje ched&#8217;\u00e8? &#8230;\u00e8 una livella.<\/p>\n<p align=\"center\">&#8216;Nu rre, &#8216;nu maggistrato, &#8216;nu grand&#8217;ommo,<br \/>\ntrasenno stu canciello ha fatt&#8217;o punto<br \/>\nc&#8217;ha perzo tutto, &#8216;a vita e pure &#8216;o nomme:<br \/>\ntu nu t&#8217;\u00e8 fatto ancora chistu cunto?\u201d.<\/p>\n<p align=\"center\">[La morte, sai cos\u2019\u00e8? \u2026 \u00c8 una livella.<\/p>\n<p align=\"center\">Un re, un magistrato, un grand\u2019uomo,<\/p>\n<p align=\"center\">passando questo cancello (del cimitero) ha realizzato<\/p>\n<p align=\"center\">che ha perso tutto, la vita e anche il nome:<\/p>\n<p align=\"center\">tu non ti sei ancora fatto questo conto?]<\/p>\n<p align=\"center\">&#8211; Tot\u00f2, <i>\u2018A livella<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0 \u00a0C\u2019\u00e8 chi poco s\u2019interessa della tragica realt\u00e0 della morte. L\u2019atteggiamento, alquanto stolto, di queste persone \u00e8 come quello che Paolo descrive in <i>1Cor <\/i>15:32: \u201cMangiamo e beviamo perch\u00e9 domani moriremo\u201d, che ricalca <i>Is <\/i>22:13:<\/p>\n<p align=\"center\">\u201cVoi invece vi siete dati alla pazza gioia.<br \/>\nAvete scannato vitelli e capretti<br \/>\nper far festa,<br \/>\nvi siete riempiti di carne e di vino<br \/>\ne avete gridato:<br \/>\n&#8216;Mangiamo e beviamo perch\u00e9 domani<br \/>\nmorremo!&#8217;\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Quest\u2019atteggiamento, lo stesso Paolo lo giustifica, a una condizione: \u201c<i>Se<\/i> i morti non risuscitano\u201d (<i>Ibidem<\/i>). La vita umana deve pur avere un senso. Ci\u00f2 che conta \u00e8 quindi per noi sapere il significato della nostra vita. Non pu\u00f2 ridursi tutto a 70-80 anni di vita su un piccolo pianeta di uno sperduto sistema solare in una delle numerosissime galassie nel vastissimo universo. Non possiamo ignorare la domanda: Chi sono io? Noi vogliamo sapere che cosa significa essere umani, vogliamo sapere qual \u00e8 lo scopo per cui esistiamo e quale sar\u00e0 il nostro destino.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Nel domandarci \u201cchi sono <i>io<\/i>?\u201d, nella domanda stessa facciamo una scoperta. Scopriamo la nostra unicit\u00e0 e acquisiamo la consapevolezza di essere una persona speciale, unica, la sola a essere com\u2019\u00e8, diversa da qualunque altra. In tutto l&#8217;universo non c\u2019\u00e8, n\u00e9 mai c\u2019\u00e8 stata n\u00e9 mai ci sar\u00e0 una persona come noi. Ciascuno di noi \u00e8 irripetibile. Cos\u00ec, possiamo dirci: A <i>me<\/i> e a <i>me soltanto<\/i> spetta fare ci\u00f2 che mai nessuno potr\u00e0 fare al posto mio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u00c8 ci\u00f2 che facciamo della nostra vita a definire sempre meglio chi siamo, a distinguerci da chiunque altro. E non solo. Ogni nostra azione influisce in qualche modo su tutto il resto: l&#8217;universo non \u00e8 pi\u00f9 lo stesso da quando ci sono <i>io<\/i> perch\u00e9 le conseguenze delle mie scelte \u2013 che me ne renda conto o no &#8211; si ripercuotono ovunque.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Scopriamo cos\u00ec che \u00e8 pi\u00f9 importante riconoscere la nostra unicit\u00e0 che sapere veramente che cosa sia questo io con cui ci identifichiamo. Alla fine conta di pi\u00f9 cosa faremo con il nostro io. Avremo allora la consapevolezza delle nostre scelte, imparando che ogni scelta \u00e8 colma di responsabilit\u00e0 perch\u00e9 partecipa a formare, ogni volta, la nostra sorte.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Alla domanda &#8220;chi sono io?&#8221;, pu\u00f2 rispondere soltanto ciascuno di noi, personalmente. Chi sono <i>io<\/i>?<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Noi siamo ci\u00f2 che risulta dai nostri desideri, dalle nostre speranze, dalle nostre vittorie e perfino dalle nostre sconfitte. Noi sono il risultato di tutte le <i>nostre<\/i> scelte.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><i>Diventare ci\u00f2 che si \u00e8<\/i><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Il mistico ebreo Meshulam Sussja di Hanipol, in punto di morte, disse: \u201cNon mi si domander\u00e0: Perch\u00e9 non sei stato Mos\u00e8? Mi si domander\u00e0 invece: Perch\u00e9 non sei stato Sussja?\u201d. Pare che, scioccamente, molti siano d\u2019accordo nell\u2019asserire che tutti gli esseri umani siano uguali. Sembra una cos\u00ec gran bella frase! Si confonde per\u00f2 la parit\u00e0 con l\u2019eguaglianza. Che tutti abbiano pari dignit\u00e0 \u00e8 indubbio. Ma \u2013 per fortuna (o meglio, per volont\u00e0 divina) \u2013 \u00e8 falso che tutti siamo uguali. \u00c8 solo dopo aver avuto consapevolezza della nostra <i>unicit\u00e0<\/i>, che possiamo scoprire l\u2019intima relazione che c\u2019\u00e8 tra il nostro io unico e irripetibile e il nostro destino. Potremo iniziare allora a realizzarci, facendo ci\u00f2 che potrebbe essere espresso con le parole di un detto degli antichi greci: <i>Diventa ci\u00f2 che sei<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Diventare ci\u00f2 che siamo significa vivere la nostra vita personale da protagonisti, in prima persona, identificandoci con il nostro ruolo o, se si preferisce, destino. Se ci\u00f2 non lo facciamo accadere, non saremo liberi n\u00e9 tantomeno felici. Insoddisfazioni e inquietudini esistenziali nascono dalla mancata realizzazione di se stessi.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nota: tutte le citazioni bibliche di questo studio \u2013 se non altrimenti specificate \u2013 sono tratte dalla versione TILC. &nbsp; Il salmista pose questa domanda a Dio: \u201cChi \u00e8 mai l&#8217;uomo perch\u00e9 ti ricordi di lui?\u201d. \u2013 Sl 8:4. \u00a0\u00a0 Per una lettura spiritualmente davvero efficace dovremmo intendere ogni frase della Scrittura come diretta a [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":41,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-3855","page","type-page","status-publish","hentry","entry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3855","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=3855"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3855\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3857,"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/3855\/revisions\/3857"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/41"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=3855"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}