{"id":3865,"date":"2013-10-06T06:27:24","date_gmt":"2013-10-06T04:27:24","guid":{"rendered":"http:\/\/www.biblistica.it\/?page_id=3865"},"modified":"2013-10-06T06:27:29","modified_gmt":"2013-10-06T04:27:29","slug":"ricominciare-da-se-stessi","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.biblistica.it\/?page_id=3865","title":{"rendered":"Ricominciare da se stessi"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\"><b>Nota: tutte le citazioni bibliche di questo studio \u2013 se non altrimenti specificate \u2013 sono tratte dalla versione <i>TILC<\/i>.<\/b><\/p>\n<div align=\"center\">\n<hr align=\"center\" size=\"2\" width=\"100%\" \/>\n<\/div>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il disagio interiore, la perenne insoddisfazione, il senso della mancanza di qualcosa sorge quando non si sa trovare la propria via. La persona che si dichiara sempre insoddisfatta, lo fa per evitare di decidere. Scegliere significa rinunciare alle altre possibilit\u00e0 e assumersi la responsabilit\u00e0 della riuscita della propria vita. Per chi rimane ancorato all\u2019illusione infantile, immaginando di essere onnipotente, infallibile e invincibile, la continua scontentezza \u00e8 il segnale che giunge da dentro che c\u2019\u00e8 un\u2019incapacit\u00e0 a decidere. \u201cSe aspetti il vento favorevole, non semini pi\u00f9; se stai a guardare quando piover\u00e0, non ti deciderai a mietere\u201d. \u2013 <i>Ec <\/i>11:4.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Il segnale che giunge dalla scontentezza e dall\u2019insoddisfazione ha due facce. Se da una parte dice che c\u2019\u00e8 incapacit\u00e0 a decidere, dall\u2019altra sta suggerendo che \u00e8 ora di migliorarsi e progredire. Il proprio disagio va accolto, facendolo per cos\u00ec dire sedere accanto a noi per ascoltarlo. \u201cPerch\u00e9 sei cos\u00ec triste, cos\u00ec abbattuta, anima mia?\u201d. \u2013 <i>Sl <\/i>42:12.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 All\u2019origine del costante malcontento potrebbe esserci una ferita risalente all\u2019infanzia. \u00c8 nell\u2019infanzia che prende forma e si determina la parte fondamentale del nostro destino. Se i genitori o chi per loro non hanno tenuto conto del bambino o della bambina per ci\u00f2 che \u00e8, e hanno avuto troppe attese, oppure sono stati costantemente critici, pu\u00f2 essersi creata una frattura tra la persona ideale e quella reale. Crescendo, la persona si porr\u00e0 un modello di s\u00e9 troppo perfetto, e ci\u00f2 la porter\u00e0 a non essere mai completamente soddisfatta.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b><i>Paolo, caso esemplare<\/i><\/b><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Chiss\u00e0 com\u2019era stata l\u2019infanzia dell\u2019apostolo Paolo. Lui stesso, tracciando alcuni tratti autobiografici, dice di s\u00e9: \u201cSono cresciuto a Gerusalemme. Gamali\u00e8le \u00e8 stato il mio maestro e mi ha insegnato a osservare <i>scrupolosamente<\/i> [\u1f00\u03ba\u03c1\u03af\u03b2\u03b5\u03b9\u03b1\u03bd (<i>akr\u00ecbeian<\/i>), \u201ccura esatta\u201d; \u201crigida osservanza\u201d (<i>NR<\/i>), \u201crigore\u201d (<i>TNM<\/i>)] la Legge\u201d (<i>At <\/i>22:3). Gamaliele era un fariseo, \u201cmaestro della Legge, molto stimato dal popolo\u201d (<i>At <\/i>5:34). Dalla <i>Mishn\u00e0h<\/i> sappiamo che l\u2019et\u00e0 per iniziare lo studio del <i>Talm\u00f9d<\/i> era stabilita a 15 anni. Paolo doveva quindi aver avuto gi\u00e0 nell\u2019infanzia la propensione per questi studi cos\u00ec rigorosi. Lui stesso dice di s\u00e9: \u201cIo sono fariseo, <i>figlio di farisei<\/i>\u201d (<i>At <\/i>23:6). Paolo era un <i>perfezionista<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 In un passo di una sua lettera, Paolo fa un accenno alla sua infanzia che sembra emergere dal suo subconscio: \u201cQuando ero bambino parlavo da bambino, come un bambino pensavo e ragionavo\u201d (<i>1Cor <\/i>13:11). Nel contesto sta parlando dell\u2019amore e sta dicendo che l\u2019amore non viene mai meno, a differenza dei doni miracoli della glossolalia, della profezia e della conoscenza (vv. 4-8). Poi, dopo aver detto che la conoscenza sar\u00e0 eliminata, dice che \u201cla scienza \u00e8 imperfetta, la profezia \u00e8 limitata,<i><\/i>ma quando verr\u00e0 ci\u00f2 che \u00e8 perfetto, esse svaniranno\u201d (vv. 9,10). \u00c8 a questo punto che sceglie di fare il paragone con il bambino, per poi concludere: \u201cOra la nostra visione \u00e8 confusa, come in un antico specchio; ma un giorno saremo a faccia a faccia dinanzi a Dio\u201d (v. 12). Come mai si richiama al bambino, giacch\u00e9 il paragone pi\u00f9 appropriato \u00e8 quello dello specchio vecchio in cui si vede confusamente? Guarda caso, il richiamo al bambino scatta appena ha menzionato <i>la perfezione che eliminer\u00e0 l\u2019imperfezione<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 L\u2019educazione rigida cui Paolo era stato sottoposto l\u2019aveva reso un perfezionista. Ci\u00f2 doveva avergli causato disagio interiore e frustrazione (cfr. <i>Rm <\/i>7:21-24). Quando ci si trova in situazioni di profonda crisi che sembrano far crollare l\u2019intera impalcatura della nostra vita, tutto s\u2019incupisce e si oscura. Dio deve aver chiamato Paolo, tramite Yesh\u00f9a, proprio nel momento pi\u00f9 buio del futuro apostolo. Paolo \u201ccontinuava a minacciare i discepoli del Signore e faceva di tutto per farli morire\u201d (<i>At <\/i>9:1). Perch\u00e9 tanto <i>accanimento<\/i> contro i discepoli di Yesh\u00f9a? Perch\u00e9 li riteneva colpevoli. Quando s\u2019incolpano gli altri, spesso si sta cercando di incolparli della propria insoddisfazione. Spostando il problema interiore all\u2019esterno, da s\u00e9 agli altri, si sta fuggendo da se stessi. Ci\u00f2 denota scarsa autostima. Per non affrontare il proprio insuccesso, ci si sente vittima. Lui, tanto rigoroso nei pi\u00f9 alti studi e nella vita, messo in discussione da gente comune che riusciva a vivere la propria fede con semplicit\u00e0, provandone gioia. Era il momento probabilmente pi\u00f9 buio della sua vita. Dopo la chiamata da parte di Yesh\u00f9a, \u201csi alz\u00f2 da terra. Apr\u00ec gli occhi ma non ci vedeva\u201d (<i>At <\/i>9:8), certamente per il trauma dell\u2019incontro e della luce sfolgorante che lo aveva accecato (vv. 3,4), ma \u00e8 comunque curioso quel non vederci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Offuscato nella sua visione di fede, ottenebrato dal buio della sua frustrazione nei vani tentativi di auto-affermazione, gli si rivel\u00f2 il mistero di Dio. Nel massimo momento di crisi, sperimenta in modo liberante il mistero della <i>grazia<\/i> di Dio. Riceve gratuitamente, godendo l\u2019amore incondizionato di Dio. Lui che viveva la propria fede in modo legalistico, con l\u2019ansia d\u2019essere perfetto, per affermarsi di fronte al mondo e per confermare se stesso, in un solo momento viene annientato e trasformato. La sua <i>accanita<\/i> persecuzione contro quel modo nuovo di vivere la fede, dice inconsciamente quanto quella fede lo <i>attraeva<\/i>. Forse era gi\u00e0 stato, inconsciamente, affascinato e sedotto dalla libert\u00e0 di Stefano quando fu martirizzato (<i>At <\/i>7:58-8:3) e non poteva ammetterlo: quella libert\u00e0 demoliva l\u2019immagine di Dio che si era costruito da solo. Quando non si vuol riconoscere ci\u00f2 che ci agita, si cerca con ogni mezzo di scacciarlo. Paolo \u201c<i>continuava<\/i> a minacciare i discepoli del Signore e <i>faceva di tutto per farli morire<\/i>\u201d. &#8211; <i>At <\/i>9:1.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Completamente trasformato dalla chiamata di Dio tramite Yesh\u00f9a, il suo passato continuer\u00e0 ad accompagnarlo, anche se in termini positivi: ora egli fa tutto per Yesh\u00f9a e per la diffusione del vangelo. La struttura psichica precedente non lo condiziona pi\u00f9 negativamente ma diventa un bene per tutti. Prima pensava di poter acquistare l\u2019amore di Dio con le severe opere della Legge e cercava di sopprimere tutto ci\u00f2 che non si adattava a quella visione. Ora conosce l\u2019amore incondizionato di Dio e ha una visione vera delle realt\u00e0 divine. Paolo, chiamato da Dio, seppe <i>ricominciare da se stesso<\/i> attraverso un processo onesto e sincero di auto-riconoscimento, raggiungendo il fondo della mia psiche, dove comprese l\u2019amore di Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Le persone davvero appagate sono quelle che si prefiggono degli scopi, se ne assumono le responsabilit\u00e0, riflettono sugli errori e imparano dalle sconfitte. Stare bene con se stessi e con gli altri \u00e8 un aspetto dell\u2019esperienza di fede. Tuttavia, se si riduce tutto l\u00ec, ruotiamo solo intorno a noi stessi. La fede ci chiama anche ad accedere al <b>senso profondo della nostra esistenza<\/b>. Non si tratta solo di spogliarci dei vecchi abiti sporchi e condizionanti della precedente personalit\u00e0. Se ci si spoglia semplicemente e si mettono via i vestiti, si rimane nudi. Occorrono abiti nuovi e puliti. \u201cAllora sapete cosa dovete fare: la vostra vecchia vita, rovinata e ingannata dalle passioni, dovete abbandonarla, cos\u00ec come si mette via un vestito vecchio; e invece dovete lasciarvi rinnovare cuore e spirito, diventare uomini nuovi creati simili a Dio, per vivere nella giustizia, nella santit\u00e0 e nella verit\u00e0\u201d. \u2013 <i>Ef <\/i>4:22-24.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0 Separarsi dalle proprie illusioni \u00e8 doloroso. \u201cNessuno pu\u00f2 distruggere l\u2019inganno dei propri sogni\u201d (Henrik Ibsen, scrittore e drammaturgo norvegese). La verit\u00e0 pu\u00f2 essere dolorosa. Eppure ci rende liberi, perch\u00e9 \u2018la verit\u00e0 ci far\u00e0 liberi\u2019 (<i>Gv <\/i>8:32). In realt\u00e0 si tratta di non far prevalere il nostro io, permettendo a Dio di regnare. \u00a0In termini psicologici, non \u00e8 pi\u00f9 l\u2019Io ma il S\u00e9 a essere il centro di noi stessi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Paolo seppe riconciliarsi con se stesso. Di pi\u00f9. \u201cNoi eravamo suoi nemici, eppure Dio ci ha riconciliati a s\u00e9\u201d (<i>Rm <\/i>5:10). Avendone ineffabilmente gustata l\u2019esperienza, \u00e8 con sentita commozione e convinzione che prega: \u201cVi supplichiamo da parte di Cristo: lasciatevi riconciliare con Dio\u201d. &#8211; <i>2Cor <\/i>5:20.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Il paradosso della vicenda di Paolo \u00e8 che proprio quando non vedeva pi\u00f9 nulla, vide la grazia divina. Nella sua nuova visione, Dio non corrispondeva alle severe immagini che Paolo si era fatto di lui. Appena reso cieco dalla sfolgorante apparizione di Yesh\u00f9a, tutt\u2019a un tratto vede chiaro. E riconosce il mistero della grazia e della libert\u00e0, il mistero dell\u2019amore incondizionato di Dio. Questa esperienza la fa chiunque sa aprirsi a nuova visione quando il proprio mondo interiore si fa buio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Paolo conobbe (e riconobbe) i propri limiti in modo molto doloroso. Era colpito da un male che lo imbarazzava e che doveva creare disgusto e repulsione (<i>Gal<\/i> 4:13,14), per il quale supplic\u00f2 diverse volte il Signore, senza esserne guarito (<i>2Cor<\/i> 12:8,9). Non era un grande oratore, anzi era \u201cinesperto nel parlare\u201d (<i>2Cor<\/i> 11:6); di lui dicevano: \u201cLe lettere di Paolo sono dure e severe, ma quando egli \u00e8 tra noi, allora \u00e8 umile e il suo modo di parlare \u00e8 debole\u201d (<i>2Cor<\/i> 10:10). Eppure, non contando sulle sue forze, riusc\u00ec in imprese incredibili.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Dai suoi tratti psicologici che la Bibbia riporta, apprendiamo che Paolo non aveva un carattere facile, cortese e attraente; <i>At <\/i>13:13;15:37,38 riporta i suoi dissidi con Marco, <i>At <\/i>15:39,40 quelli con Barnaba, <i>Gal <\/i>2:11-16 quelli con Pietro e Giacomo. Chiss\u00e0 se c\u2019\u00e8 dell\u2019ironia, certo involontaria, quando si annota che dopo che i fratelli \u201ccondussero Saulo [= Paolo] a Cesar\u00e8a e di l\u00e0 lo fecero partire per Tarso\u201d, \u201cla chiesa allora viveva in pace [\u201centr\u00f2 in un periodo di pace\u201d (<i>TNM<\/i>)] in tutta la Giudea, la Galilea e la Samaria\u201d. \u2013 <i>At <\/i>9:30,31.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 La sua forte caparbiet\u00e0, se da un lato lo rendeva poco malleabile, dall\u2019altro gli consentiva di resistere alle avversit\u00e0 (<i>2Cor <\/i>11:23-28). Il suo cipiglio doveva anche conferirgli un certo magnetismo personale e un certo carisma, tanto che i nemici lo identificarono con il capo dei discepoli di Yesh\u00f9a: \u201cQuest&#8217;uomo, secondo noi, \u00e8 estremamente pericoloso. Egli \u00e8 capo del gruppo dei nazirei, e provoca disordini dappertutto tra gli Ebrei sparsi nel mondo\u201d. \u2013 <i>At <\/i>24:5.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Il suo essere tutto d\u2019un pezzo lo rendeva anche capace di &#8211; come si direbbe oggi &#8211; gestire le risorse umane; sapeva aver cura delle nuove comunit\u00e0 di discepoli, inviando loro lettere e suoi collaboratori, analizzando bene i loro problemi e dando direttive efficaci (scelta di responsabili cui delegare).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Sebbene efficientemente energico fino a essere aspro e pungente, era mosso da un amore sincero: \u201cPotevo far valere la mia autorit\u00e0 di apostolo di Cristo. Invece mi sono comportato tra voi con dolcezza, come una madre che ha cura dei suoi bambini. Mi sono affezionato a voi, e vi ho voluto bene fino al punto che vi avrei dato non solo il messaggio di salvezza che viene da Dio, ma anche la mia vita . . . Voi siete, con Dio, testimoni del mio comportamento. Potete dire quanto \u00e8 stato giusto, santo e corretto il mio modo di agire verso tutti i credenti. Sapete che ho agito verso ciascuno di voi, come fa un padre con i suoi figli. Vi ho esortati e incoraggiati, vi ho scongiurati di comportarvi in maniera degna di Dio\u201d. &#8211; <i>1Ts <\/i>2:7-12.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Possiamo trarre davvero molto dalla vicenda di Paolo. Succede spesso che una seria crisi ci faccia toccare il fondo. Nulla accade per caso. Le crisi, i disagi, le inquietudini, tentano di dirci che qualcosa nella nostra esistenza non va. Ci dicono che \u00e8 ora di ripensare la nostra vita. La crisi ci rivela quanto giace ben celato in noi, quanto avevamo fino a quel momento tenuto nascosto a noi stessi, agli altri e a Dio. Questa scoperta ha un effetto liberatorio, anche se \u00e8 un\u2019esperienza dolorosa. Ci pu\u00f2 guarire. \u201cConoscerete la verit\u00e0, e la verit\u00e0 vi far\u00e0 liberi\u201d. \u2013 <i>Gv <\/i>8:32.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nota: tutte le citazioni bibliche di questo studio \u2013 se non altrimenti specificate \u2013 sono tratte dalla versione TILC. &nbsp; Il disagio interiore, la perenne insoddisfazione, il senso della mancanza di qualcosa sorge quando non si sa trovare la propria via. La persona che si dichiara sempre insoddisfatta, lo fa per evitare di decidere. 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