{"id":392,"date":"2013-04-17T15:37:25","date_gmt":"2013-04-17T13:37:25","guid":{"rendered":"http:\/\/www.biblistica.it\/?page_id=392"},"modified":"2016-11-17T08:48:15","modified_gmt":"2016-11-17T07:48:15","slug":"lispirazione-dal-concilio-di-trento-ai-nostri-giorni","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.biblistica.it\/?page_id=392","title":{"rendered":"L&#8217;ispirazione dal Concilio di Trento ai nostri giorni"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">Il progresso della scienza al tempo del rinascimento (secoli 15\u00b0 e 16\u00b0) pales\u00f2 una cosmologia ben diversa da quella biblica (questo soggetto \u00e8 trattato nella categoria <em>Bibbia e scienza<\/em>, in questa stessa sezione) e le ricerche archeologiche misero in luce una serie di documenti antichi che, togliendo la Bibbia dall&#8217;isolamento precedente, evidenziava l&#8217;ambiente culturale e storico nella quale essa sorse, mostrandone non solo le affinit\u00e0, ma anche le notevoli diversit\u00e0. Di fronte a tali scoperte venne a crearsi una discrepanza non indifferente tra credenti e non credenti, perch\u00e9 entrambi esageravano la competenza dei loro studi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>La Bibbia sopra tutto<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0 <\/strong>Di fronte a tali difficolt\u00e0 un gruppo di credenti, mossi da uno spirito apologetico <em>erroneo<\/em>, cercarono di utilizzare la Bibbia per valutare le scoperte scientifiche del loro tempo e correggerle dovunque sembravano \u2013 secondo il loro punto di vista &#8211; deviare dall&#8217;insegnamento biblico. Da tale mentalit\u00e0 provenne la condanna di Galileo ad opera di Urbano VIII, esaminata specificamente nella categoria <em>Bibbia e scienza<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Scienza e storia contro la Bibbia<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0 <\/strong>D&#8217;altro canto molti scienziati ed esperti in lingue orientali antiche, esagerando l&#8217;importanza delle loro scoperte, pretesero di impugnare l&#8217;ispirazione biblica ergendosi contro i presunti errori da essi riscontrati nella Sacra Scrittura. Con la pretesa di ritrovarvi gli antichi miti dell&#8217;oriente pagano, ridussero i testi sacri a semplici pagine letterarie del passato prive di un particolare carisma spirituale. L&#8217;ispirazione biblica per loro venne relegata ad una credenza diffusa in tutte le religioni e che perci\u00f2 doveva essere demitizzata dal mondo scientifico attuale incapace di tollerare l&#8217;intromissione di Dio nella sfera delle leggi naturali. Gli errori biblici, cos\u00ec ritenuti da loro, sfatavano per sempre che tali scritti siano opera di Dio, a meno di voler attribuire degli sbagli allo stesso Dio, che in tal modo cesserebbe di essere Dio (dicono sempre costoro).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0 <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Tentativi di accomodamento<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0 <\/strong>Un altro gruppo di credenti, ancorati all&#8217;ispirazione biblica, ma nel medesimo tempo entusiasti delle scoperte scientifiche e storiche, si sforz\u00f2 invece di concordare tra loro questi diversi rami dello scibile umano. Sorsero cos\u00ec opere apologetiche che vollero trovare nella Bibbia il preannuncio delle scoperte successive e rinvenirvi cos\u00ec delle prove a favore dell\u2019ispirazione biblica. Come poteva un libro cos\u00ec antico presagire le scoperte attuatesi soltanto vari millenni dopo? Ci deve essere stato \u2013 dicevano \u2013 il dito di Dio nel vergare tali scritti. Tuttavia, con le continue revisioni scientifiche ed archeologiche si dovevano rivedere le interpretazioni bibliche e ci\u00f2 che prima era presentato come profonda intuizione divina risultava poi, secondo i critici, un errore. Per cui un\u2019apologetica di tale stampo \u2013 non ancora del tutto scomparsa \u2013 ha finito con lo screditare la Bibbia pi\u00f9 di quanto non la esaltasse. Un esempio di ci\u00f2 \u00e8 l\u2019atteggiamento verso la teoria dell\u2019evoluzione. I cattolici, nel tentativo di conciliare la \u201cscienza\u201d (in verit\u00e0, la fantascienza, nel caso dell\u2019evoluzionismo) con la <em>Genesi<\/em>, hanno asserito che Dio \u00e8 sempre il creatore, ma che egli si sarebbe servito dell\u2019evoluzione per creare. In realt\u00e0, c\u2019\u00e8 troppa fretta di prendere per oro colato le pi\u00f9 stravaganti ipotesi che vengono avanzate ciclicamente da cosiddetti eruditi.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<h2 style=\"text-align: justify;\"><strong>Primi tentativi di chiarificazione di fronte alle difficolt\u00e0 bibliche<\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Di fronte alle difficolt\u00e0 precedenti, alcuni studiosi (specialmente cattolici) incominciarono a studiare pi\u00f9 profondamente il concetto e l&#8217;estensione dell&#8217;ispirazione per vedere se di fatto si potessero spiegare in tal modo certe difficolt\u00e0 suscitate dalle recenti scoperte scientifiche e archeologiche.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>Gli \u201c<em>obiter dicta<\/em>\u201d (\u201cdetti incidentali\u201d) non sono ispirati<\/strong>. \u00c8 l&#8217;ipotesi che usualmente si fa risalire al cardinale Newman, anche se il suo pensiero al riguardo non \u00e8 tanto chiaro (Newman, <em>What is Obligation for a Catholic to Blieve Concerning Inspiration of the Canonical Scriptures?<\/em>, London, 1884, pag. 14; <em>On the Inspiration of Scriptures<\/em> a cura di J. Derek Holmes e Robert Murray, Chapman, London, 1967; le citazioni sono tratte da quest&#8217;ultimo volume che raccoglie tutti i saggi del Newman). \u201cNoi riteniamo che la Bibbia in tutte le questioni di fede e di morale, sia da cima a fondo divinamente ispirata\u201d (<em>Ibidem<\/em> pag 106 e sgg.). \u201cLa Scrittura \u00e8 ispirata non solo nella fede e nella morale, <em>ma in tutte le sue parti che portano alla fede<\/em> [corsivo presente nel testo], comprese le questioni di fatto\u201d (<em>Ibidem<\/em>, pag 110). Anche se il Newman dice che la Sacra Scrittura \u00e8 \u201cispirata in tutta la sua dimensione . . . in qualunque momento, in qualunque luogo\u201d, egli afferma che ci\u00f2 lo \u00e8 soltanto per preservarci la divina rivelazione (<em>Ibidem<\/em>, pag. 150). Ora, gli <em>obiter dicta<\/em> (\u201cdetti incidentali\u201d) secondo lui non hanno rapporto con questa rivelazione; infatti, sarebbero \u201cuna frase o una sentenza che, dato il loro carattere circostanziale, non \u00e8 vincolante per la fede\u201d (<em>Ibidem<\/em>, pag. 1413). Tali sarebbero, ad esempio, i seguenti passi che, secondo lui, nulla avrebbero a che fare con l\u2019ispirazione: \u201cVenendo, portami il mantello che ho lasciato a Troade in casa di Carpo\u201d (<em>2Tim <\/em>4:13); <em>\u201c<\/em>Vorrei che gli uomini che cercano di sovvertirvi si facessero pure evirare\u201d (<em>Gal <\/em>5:12, <em>TNM<\/em>; alcuni \u201ccristiani\u201d ritenevano questo versetto indegno della maest\u00e0 divina, gi\u00e0 al tempo di Girolamo, in <em>Philemonem Praef. <\/em>PL 26,598). Allo stesso modo vengono viste certe citazioni imprecise, ma si dimentica che <em>non appartengono alla Bibbia<\/em>. Come il cane che, secondo la <em>Volgata<\/em>, and\u00f2 incontro a Tobia scodinzolando la coda: \u201c<em>Tunc praecucurrit canis qui simul fuerat in via et<\/em> quasi nuntius adveniens blandimento suae caudae gaudebat [quasi fosse un messaggero di annunci futuri, era contento di blandire la sua coda]\u201d (<em>Tobia <\/em>11:9, <em>Vg<\/em>); il brano appartiene ad un libro apocrifo. La stessa cosa vale per la citazione da <em>Giuditta <\/em>in cui Nabucodonosor \u00e8 detto re di Ninive. Casomai, questo dovrebbe far riflettere sulla inaffidabilit\u00e0 degli <em>apocrifi<\/em>. Tali episodi (quelli tratti dai libri <em>canonici<\/em>) non apparterrebbero alla rivelazione e non avrebbero alcun rapporto con la nostra salvezza. Tuttavia, una simile ipotesi non risolve affatto il problema che coinvolge pi\u00f9 parti della Sacra Scrittura, ben pi\u00f9 estese dei semplici <em>obiter dicta<\/em>. Occorre quindi ricercare un&#8217;altra soluzione.<\/li>\n<li><strong>Sarebbero ispirate solo le parti dottrinali<\/strong>, comprese quelle storiche che hanno un riferimento necessario con punti dottrinali; cos\u00ec si pensava nel 17\u00b0 secolo (H. Holden, <em>Divinae fidei analysis<\/em> I c. V lect. 1, Paris, 1652; cfr. pure A. Rohling, <em>Die Ispiration der Bibel und ihre Bedentung f\u00fcr die freie Forsehung<\/em>, Munster, 1872). L&#8217;affermazione precedente, per\u00f2, manca di qualsiasi base biblica. Paolo scrivendo a Timoteo afferma che \u201c<em>Tutta <\/em>la Scrittura [<em>p\u00e0sa graf\u00e8<\/em>, \u201cogni singola parte\u201d] \u00e8 ispirata\u201d (<em>2Tim<\/em> 3:15). Non si pu\u00f2 quindi di proprio arbitrio distinguere tra brani ispirati e non ispirati.<\/li>\n<li>Altri autori, come il Lenormant, <strong>distinguono tra ispirazione estesa a tutta la Bibbia e inerranza<\/strong> o mancanza di errore, che si limita alle sole parti dottrinali ed etiche della Sacra Scrittura. L\u2019inerranza biblica sarebbe simile all\u2019infallibilit\u00e0 che la Chiesa Cattolica si arroga e che si estende solo ai dati teologici e morali. Il papa pu\u00f2 errare nel campo filosofico e scientifico, ma non sbaglierebbe quando espone le sue conclusioni nel campo della fede e della morale per renderle obbligatorie a tutta la chiesa (<em>ex cathedra<\/em>). Dio, pur ispirando tutta la Scrittura, l&#8217;avrebbe preservata da errori solo quando essa insegnava qualcosa riguardante la fede e la morale (cos\u00ec anche J. Didiot, <em>Logique susnaturelle subjective<\/em>, Lille, 1891, pag. 103; per lui il guardiano &#8211; cio\u00e8 la Chiesa Cattolica &#8211; non pu\u00f2 essere inferiore al tesoro da custodire). Di conseguenza il Lenormant ammette addirittura nella Bibbia gli stessi miti assiri privi di qualsiasi fondamento storico ma purificati dal politeismo e posti al servizio di una vita morale eccelsa (Lenormant, <em>Les origines de l&#8217;histoire d&#8217;apr\u00e9s les Bible et traditions des peuples orientaux<\/em>, Paris, 1880, VIII. Qualcosa di simile ammetteva il card. Newman in <em>On the Inspiration of Scripure<\/em> in <em>The Ninetwenth Century<\/em>, 1884, pagg. 185-199; in &#8220;Le Corrispondant&#8221; 24 maggio 1884, pagg. 682-694). Quest\u2019argomento \u00e8 ripreso nei nostri studi riguardanti la Bibbia e la scienza sia la Bibbia e la storia. Ogni problema al riguardo si risolve meglio se si esamina <em>in che cosa consista veramente l&#8217;ispirazione e come Dio e l&#8217;uomo abbiano collaborato assieme nella presentazione del messaggio divino<\/em>.<\/li>\n<\/ol>\n<p style=\"text-align: justify;\">\n<h2 style=\"text-align: justify;\"><strong>Essenza dell&#8217;ispirazione<\/strong><\/h2>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Due interpretazioni ora si contrastano il campo, delle quali una riduce l&#8217;ispirazione a pura esperienza del genio religioso umano senza alcun intervento divino (modernisti) e l&#8217;altra che la ricollega a un influsso positivo divino (credenti).<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Presso i modernisti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0 <\/strong>Per costoro l&#8217;ispirazione \u00e8 una manifestazione del genio religioso ebraico. La Bibbia sarebbe frutto delle personali esperienze dello scrittore sacro. \u201cC&#8217;\u00e8 Dio in noi; egli ci agita e noi ci infiammiamo. Questo furore \u00e8 una particella della mente divina. Mi \u00e8 sommamente lecito vedere il volto degli d\u00e8i, sia perch\u00e9 sono poeta, sia perch\u00e9 canto cose sacre\u201d (Ovidio, <em>Fasti<\/em> 6,5-8; egli parla di s\u00e9 come poeta: \u201c<em>Est Deus in nobis, agitante calescimus illo<\/em>\u201d). \u201cL&#8217;ispirazione religiosa \u2013 scrive A. Sabatier \u2013 non differisce psicologicamente dall&#8217;ispirazione poetica. Essa offre indubbiamente il medesimo mistero, ma non implica il miracolo. Non si produce come una mozione apportata violentemente dal di fuori nella vita psichica dell&#8217;individuo, ma come una forza feconda che agisce dall&#8217;interno, in armonia con tutte le forze e le leggi dello spirito umano\u201d (A. Sabatier, <em>Esquisse d&#8217;une philosophie de la R\u00e9ligion<\/em>, Paris, 8<sup>a<\/sup> edizione, pag. 97 e segg., pag. 158 e segg.). Anche per Loisy \u201cDio \u00e8 autore della Bibbia come egli \u00e8 l&#8217;architetto di S. Pietro di Roma o di Notre Dame di Parigi. Immaginarsi che Dio abbia scritto un libro \u00e8 commettere il pi\u00f9 infantile degli antropomorfismi\u201d. &#8211; Loisy, <em>Simples r\u00e9flexions<\/em>, Paris, 1908, pag. 42.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Appunto perci\u00f2 \u2013 secondo i modernisti &#8211; frutto di pura esperienza umana, la Scrittura rifletterebbe la mentalit\u00e0, la cultura, la morale del passato; vera per il suo tempo, non lo sarebbe pi\u00f9 oggi che abbiamo attuato un progresso culturale, filosofico e sociale. La verit\u00e0 e l&#8217;errore sarebbero nozioni relative; ci\u00f2 che \u00e8 errore oggi, non lo sarebbe stato in passato a motivo delle conoscenze limitate di quel tempo. La Bibbia quindi sarebbe vera e non vera, secondo il tempo in cui si pone per valutarla. &#8211; Loisy, <em>L&#8217;Histoire du dogme de l&#8217;inspiration<\/em> in &#8220;L&#8217;enseignement biblique&#8221; marzo\/aprile 1892; <em>La critique biblique<\/em>, <em>Ibidem<\/em> nov.\/dic. 1892; <em>La question biblique et l&#8217;Ispiration des Ecritures<\/em>, <em>Ibidem<\/em> nov.\/dic. 1893; <em>Simples r\u00e9flectiones sur le d\u00e9cret Lamentabili et l&#8217;Encyclique Pascendi<\/em>, Ceffonds, 1908; <em>M\u00e9moires<\/em>, Paris, 1930-1931.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Tuttavia, in questo caso <em>\u00e8 l&#8217;uomo che si ispira e cerca di salire a Dio<\/em>, anzich\u00e9 essere Dio che si rivolge all&#8217;uomo per illuminarlo ed aiutarlo. Si tratta quindi di <em>religione<\/em>, non di verit\u00e0 biblica. Simile \u00e8 pure la concezione espressa dal Luzzi per il quale \u201cgli scrittori sacri sono da considerarsi come ispirati non perch\u00e9 essi soli abbiano avuto il monopolio dello Spirito, ma perch\u00e9 fra tutti i credenti . . . furono i pi\u00f9 atti ad intuire, ad esprimere, a tramandare il pensiero e i disegni di Dio. L&#8217;ispirazione biblica, quindi, non \u00e8 un&#8217;ispirazione unica, \u00e8 una specie intensificata, ma nient&#8217;altro che una specie dell&#8217;ispirazione generale\u201d (G. Luzzi, <em>La religione cristiana secondo la sua fonte originaria<\/em>, Roma, 1939, pag. 28). In questo caso l&#8217;ispirazione s\u2019identificherebbe con la piet\u00e0 religiosa e non sarebbe un dono divino dato alla comunit\u00e0 dei fedeli nel suo complesso.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Ripensamenti da parte dei credenti<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Dopo alcuni tentativi mal riusciti riducenti l&#8217;ispirazione all&#8217;approvazione successiva di uno scritto puramente umano da parte dello spirito santo, Leonardo Lessio (Leys, gesuita, morto nel 1623) sosteneva che \u201cun libro qualsiasi, come forse \u00e8 quello dei <em>Maccabei<\/em>, scritto da un&#8217;attivit\u00e0 solo umana, senza assistenza dello Spirito Santo, diviene sacro se in seguito lo Spirito Santo testifica che non vi \u00e8 in esso alcun errore\u201d. \u201cLa credibilit\u00e0 di un libro non dipende dall&#8217;autore, ma dall&#8217;autorit\u00e0 della Chiesa. Ci\u00f2 che essa accoglie deve essere necessariamente sacro e certo qualunque ne sia il suo autore\u201d (<em>Theses Theologicae<\/em>, Napoli, 1742 t. II, pag. 1098). Biasimato da Roma, si difese dicendo che la sua era una semplice ipotesi, non una realt\u00e0 (<em>Responsio ad censuram<\/em>, in Schneeman, <em>Controversiarum de divinae gratiae liberique arbitrii concordia, initia et progressus. Appendix<\/em>, pagg. 465-491, Fribourg, 1881, pagg. 388,467,471). Anche il Bonfr\u00e8re, discepolo del precedente, ammetteva un triplice grado d\u2019ispirazione: antecedente (rivelazione), concomitante (assistenza dello spirito santo), susseguente (quando un libro umano \u00e8 dichiarato infallibile dallo spirito santo). (<em>Praeloquia in totam S. Scripturam<\/em>, premessa al Pentateuco, 1631, in Migne, <em>Scripturae Cursus completus <\/em>I, pagg. 104-115). Dichiarato infallibile anche dalla chiesa, secondo Daniel Haneberg, benedettino, morto nel 1876. I libri storici della Bibbia sarebbero divenuti sacri e ispirati quando la Chiesa li accolse nel canone (cfr. <em>Versuch einer Geschich der biblischen Offenbarung<\/em>, Regensburg, 1850, pag. 714, traduzione francese, Paris, 1856, vol. II pag. 469) oppure alla semplice assistenza dello spirito santo (cfr. Chrisman, <em>Regula catholicae fidei<\/em>, 1972, n. 49-51, Migne, <em>Theologiae cursus completus <\/em>VI, col. 877-1070, indice decreto del 20.1.1869. I. Jahn, <em>Einleitung in die g\u00f6ttlichen Offenbarung Schriften des Alten Bundes<\/em>, Wien, 1792; <em>Introductio in divinos Libros V.T.<\/em>, Wien, 1803; <em>Enchiridion Hermeneuticae generalis<\/em>, <em>Ibidem<\/em> 1822, indici 1822 &#8211; \u201cQuesta assistenza divina che li preserva da ogni errore, si chiama ispirazione\u201d). I credenti hanno cercato di fare un&#8217;analisi pi\u00f9 profonda del fenomeno ispirativo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Due sono i punti di partenza per lo studio dell&#8217;ispirazione: (1) l&#8217;analisi del concetto di Autore e (2) quello d\u2019ispirazione. Nel campo cattolico predomina il primo metodo, in quello protestante il secondo. Nel primo caso Dio agisce direttamente sul libro da lui voluto, nel secondo l&#8217;azione divina ha per oggetto la persona del profeta, pi\u00f9 che il libro in se stesso.<\/p>\n<ol style=\"text-align: justify;\">\n<li><strong>Dio autore della Bibbia.<\/strong> Gli autori di questa corrente, dopo aver discusso ci\u00f2 che si esige perch\u00e9 un uomo sia autore di un libro, attribuiscono a Dio uno speciale intervento in ogni singola parte dell&#8217;attivit\u00e0 umana che prepara lo scritto (\u00e8 il procedimento classico, presentato dal card. Franzelin animatore del Concilio Vaticano I: \u201c<em>Deum habent auctorem<\/em>\u201d (<em>Const. Dogm Dei Filius<\/em> cap. e, <em>de Revelatione<\/em>); fu seguito da teologi di fama come C. Mazzella, I Pvan Kastern, S. Schiffini, C. Pesch, L. Billot, F Pignataro, E. Dorsch, H. Lusseau, A. Romeo). Perch\u00e9 un uomo sia autore di un libro deve prima raccogliere le idee, volerle scrivere e infine metterle per iscritto sia personalmente, sia tramite uno scrivano o segretario. Di conseguenza, perch\u00e9 Dio si possa dire autore di uno scritto, bisogna che dapprima agisca sullo scrittore umano in modo da illuminarlo nel raccogliere le idee, magari aiutandolo con la rivelazione per quello che egli da solo non sarebbe riuscito a raccogliere. Deve suscitare in lui la volont\u00e0 di scrivere e infine aiutarlo a stendere il volume. Talvolta, ma di rado, Dio stesso impone all&#8217;uomo di scrivere:<\/li>\n<\/ol>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>\u201cOra vieni e traccia queste cose in loro presenza sopra una tavola, e scrivile in un libro, perch\u00e9 rimangano per i giorni futuri, per sempre\u201d. &#8211; <em>Is <\/em>30:8.<\/li>\n<li>\u201cIl Signore mi disse: \u00abPrendi una tavoletta grande e scrivici sopra in caratteri leggibili\u00bb\u201d. &#8211; <em>Is <\/em>8:1.<\/li>\n<li>\u201cCos\u00ec parla il Signore, Dio d&#8217;Israele: \u00abScrivi in un libro tutte le parole che ti ho dette\u00bb\u201d. &#8211; <em>Ger<\/em> 30:2.<\/li>\n<li>\u201cScrivi la visione, incidila su tavole\u201d. &#8211; <em>Ab <\/em>2:2.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\">\u00a0\u00a0 Di solito, per\u00f2, Dio muove dall&#8217;interno l&#8217;uomo, rispettandone la libert\u00e0. Come questo s\u2019avveri \u00e8 un mistero che \u201c<em>s&#8217;enfonce dans la nuit divine<\/em> [che affonda nella notte divina]\u201d (Sertillanges, <em>S. Thomas<\/em> I, 267). \u201cBisogna tenere fortemente i due estremi della catena [libert\u00e0 umana e mozione divina]\u201d &#8211; scrive il Bossuet \u2013 \u201cbench\u00e9 non se ne veda il modo di concatenarli tra loro\u201d. &#8211; Bossuet, <em>Trait\u00e9 du libre arbitre<\/em> IV.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\">\u00a0\u00a0 Siccome anche l&#8217;uomo nella stesura materiale di un libro pu\u00f2 servirsi di uno scrivano, anche Dio, oltre allo scrittore ispirato, pu\u00f2 utilizzare anche uno o pi\u00f9 redattori perch\u00e9 scrivano il libro sotto la sua vigilanza. Geremia us\u00f2 lo scrivano Baruc per redigere le sue profezie: \u201cConsegnai l&#8217;atto di acquisto a Baruc, figlio di Neria, figlio di Maseia, in presenza di Canameel mio cugino, in presenza dei testimoni che avevano sottoscritto l&#8217;atto d&#8217;acquisto, e in presenza di tutti i Giudei che sedevano nel cortile della prigione\u201d, \u201cPrenditi un rotolo da scrivere e scrivici tutte le parole che ti ho dette\u201d, \u201cPoi Geremia diede quest&#8217;ordine a Baruc: [\u2026]\u00abVa&#8217; tu e leggi dal <em>libro che hai scritto a mia dettatura<\/em>, le parole del Signore\u00bb\u201d, \u201cGeremia prese un altro rotolo e lo diede a Baruc, figlio di Neria, segretario, il quale vi scrisse, a dettatura di Geremia\u201d. &#8211; <em>Ger<\/em> 32:12;36:2,5,6,32.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\">\u00a0\u00a0 Paolo si serv\u00ec di Terzio: \u201cIo, Terzio, che ho scritto la lettera\u201d (<em>Rm<\/em> 16:22). Pietro si serv\u00ec di Silvano: \u201cPer mezzo di Silvano, che considero vostro fedele fratello, vi ho scritto brevemente\u201d. &#8211; <em>1Pt<\/em> 5:12.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\">\u00a0\u00a0 Le idee precedenti, dominanti in campo cattolico, sono state difese dall\u2019enciclica <em>Provvidentissimus Deus<\/em> di Leone XIII (dell\u2019anno 1897): \u201cDio, con potenza soprannaturale cos\u00ec eccit\u00f2 [gli agiografi] e cos\u00ec li assistette nello scrivere, affinch\u00e9 rettamente concepissero nella mente quelle cose, che egli comandava fossero scritte, perch\u00e9 le volessero scrivere fedelmente e le esprimessero giustamente con infallibile verit\u00e0; altrimenti egli non sarebbe pi\u00f9 autore di tutta quanta la Sacra Scrittura\u201d. &#8211; EB 125 Mu\u00f1oz Iglesias, pagg. 235-236; questa dottrina fu ripresa e sviluppata da Benedetto XV, <em>Spiritus Paraclitus<\/em> (1920) EB 448, Mu\u00f1oz Iglesias, pagg. 409-410 e da Pio XII <em>Divino Afflante Spiritu<\/em> (1943) ASS 35 (1943) pag. 314, Mu\u00f1oz Iglesias pagg. 518-560.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; padding-left: 30px;\">2.\u00a0<strong>Dio ispiratore del profeta.<\/strong> L&#8217;altro modo di procedere nell&#8217;analisi dell&#8217;ispirazione biblica consiste nell&#8217;indagare come Dio abbia influito sulle persone pi\u00f9 che sul libro in se stesso. Sar\u00e0 ci\u00f2 che cercheremo di sviluppare meglio nelle nostre considerazioni, dopo una panoramica a volo d&#8217;uccello su alcuni recenti tentativi cattolici per presentare sotto nuova luce il carisma dell&#8217;ispirazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0 \u00a0<strong><em>Recenti tentativi cattolici<\/em>. <\/strong>Seguendo un\u2019intuizione di C. Charlier (<em>Typologie ou Evolution<\/em>. <em>Probl\u00e8me d&#8217;ex\u00e9gese spirituelle<\/em>, in <em>Espirt et vie<\/em> 1, 1949, pagg. 589,590; <em>La lecture Chr\u00e9tienne de la Bible<\/em>, Maredsous, 1950), gli studi cattolici pi\u00f9 recenti mettono in rilievo gli aspetti <em>comunitari<\/em> dell&#8217;ispirazione (cfr. K. Rahner, Mc Kenzie). Essi subirono l&#8217;influsso della scuola sociologica francese del Durkheim e seguita pure dal Dibelius e dal Bultmann, che attribuiscono un\u2019enorme importanza alla massa creatrice della comunit\u00e0.<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>Rahner: Ispirazione della Chiesa. Con Yesh\u00f9a \u00e8 avvenuta l&#8217;ultima e definitiva rivelazione di Dio, che sar\u00e0 superata solo dalla sua visione a faccia a faccia, in cielo. La \u201crivelazione\u201d si conclude quindi con la morte dell&#8217;ultimo apostolo. La chiesa delle origini (cfr. Urkirche) \u00e8 quindi fonte e norma perfetta per la chiesa posteriore di tutti i tempi e di tutte le nazioni. Per adempiere tale sua funzione la chiesa ha posto in iscritto la coscienza che essa aveva della propria fede. Siccome Dio vuole che la chiesa delle origini sia norma per i posteri, ne viene che vuole pure la Scrittura, della quale \u00e8 autore divino e ispiratore, perch\u00e9 si conservi la coscienza che tale chiesa aveva della propria fede. &#8211; Cfr. K. Rahner, <em>Ueber die Schriftinspiration<\/em>, Herder, 1958, vers. italiana: <em>L&#8217;ispirazione nella Sacra Scrittura<\/em>, Queriniana, Brescia; lo stesso si pu\u00f2 leggere in <em>L&#8217;ispirazione della Scrittura<\/em>, in <em>Discussione sulla Bibbia<\/em>, AA. VV., <em>Giornale di teologia<\/em> I, <em>Ibidem<\/em>, pagg. 19-31.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Se questa tesi mette bene in valore la potenza della profezia della chiesa, ha il torto di esaltare troppo la chiesa in astratto, mentre la Scrittura \u00e8 frutto di <em>persone<\/em>, di <em>apostoli<\/em> che di tale chiesa sono il fondamento. Qui il fondamento della chiesa (apostoli) passa in seconda linea per esaltare eccessivamente ci\u00f2 che \u00e8 sostenuto dalla chiesa. \u00c8 indubbio l&#8217;influsso cattolico odierno che connette in modo indissolubile tradizione e Sacra Scrittura.<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>Mc Kenzie: \u201cIspirazione sociale\u201d. Spesso, particolarmente nelle Scritture Ebraiche \u2013 afferma giustamente questo studioso \u2013 noi ignoriamo gli autori degli scritti sacri e il contributo dei singoli alla loro stesura. Noi conosciamo bene il contributo di Paolo per la lettera ai galati, ai romani, e alle due epistole ai corinzi; conosciamo pure il contributo di Luca, anche se esso fu alquanto diverso da quello paolino per gli scritti precedenti. La posizione dei Vangeli \u00e8 ancora diversa. \u00c8 ben difficile stabilire per essi quanto proviene dai loro autori e quanto deriva dalla comunit\u00e0. Gli scritti delle Scritture Ebraiche esigono una quantit\u00e0 di autori ancora maggiore. Come spiegare in tal caso il carisma ispirativo? Con il carattere sociale dell&#8217;ispirazione, dice il Mc Kenzie; ispirato sarebbe il popolo di Dio. Gli scrittori sarebbero i portavoce della credenza del popolo divino. La Bibbia sarebbe \u201cun racconto delle azioni salvifiche di Dio, una professione di fede da parte di Israele e della chiesa primitiva\u201d. Qui ritorna il concetto precedente dell&#8217;importanza della chiesa. Che gli scrittori mettano in iscritto ci\u00f2 che il popolo di Dio credeva, \u00e8 in parte vero. Ma <em>Giobbe<\/em> e l&#8217;<em>Ecclesiaste<\/em> (<em>Qoh\u00e8let<\/em>) si possono dire portavoce della comunit\u00e0 o piuttosto stimolatori di essa? Gli apostoli erano sotto la chiesa o costruttori di essa? \u00c8 troppo evidente l&#8217;apporto bultmaniano, quasi che la chiesa, anzich\u00e9 i singoli, sia stata creatrice della fede. &#8211; Mc Kenzie, <em>Myths and Realities: Studies in Biblical Theologie<\/em>; Bruce, <em>Some Problems in the Field of Inspiration<\/em>, in <em>Catholic Biblical Quaterly<\/em> 20, 1958, pagg. 1-8; <em>The Social Character of Inspiration<\/em>, <em>Ibidem<\/em> 24, 1962, pagg. 115-124.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 La massa segue sempre gli stimoli di qualcuno, e in questo caso <em>l&#8217;influsso degli apostoli<\/em>, <em>dei profeti<\/em> e dei <em>testimoni oculari<\/em>.<\/p>\n<ul style=\"text-align: justify;\">\n<li>La Scrittura va presa nel suo insieme. Per N. Lohfink seguito pure da J. Coppens (N. Lohfink, <em>\u00dcber die Irrtumslosigkeit und die Einheit der Schrift<\/em> in <em>Stimmen der Zeit<\/em> 174, pagg. 161-181), la Bibbia, pur essendosi formata attraverso un lungo processo storico, va ritenuta un tutto unitario le cui parti sono complementari e si integrano a vicenda. Si trova in essa una divergenza e una evoluzione concettuale, vi si incontrano pure delle imprecisioni. Ciascuna parte assume un valore di relativit\u00e0 e va integrata con il resto. Anche se vi \u00e8 qualche errore o qualche imprecisione in un punto, esso \u00e8 compensato e corretto da un altro. L&#8217;ispirazione divina si distribuisce in ogni fase della formazione della Bibbia, dalle fonti alla redazione, dalla composizione di un libro pi\u00f9 antico a quello pi\u00f9 recente, ricollegando ogni parte al tutto. Non si pu\u00f2 ridurre l&#8217;ispirazione ad approvazione susseguente, perch\u00e9 si tratta di un fenomeno continuo e prolungato, di cui tutti gli scritti hanno successivamente beneficato. L&#8217;inerranza si ha non negli enunciati presi isolatamente, ma nella loro totalit\u00e0, in funzione della rilettura finale e definitiva che si ha nel \u201cNuovo Testamento\u201d. Queste ipotesi si distinguono da quella del Sabatier espressa pi\u00f9 sopra, secondo la quale nella Bibbia, anzich\u00e9 un intervento divino, si troverebbe l&#8217;espressione della piet\u00e0 collettiva di Israele o della chiesa. Sono pure differenti \u2013 nonostante l&#8217;influsso indubbio \u2013 dal concetto bultmaniano che la comunit\u00e0 sia creatrice apportandovi pure i suoi miti, tratti dal mondo contemporaneo.<\/li>\n<\/ul>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Questi punti di vista che abbiamo esaminato hanno qualcosa di indubbiamente buono qua e l\u00e0 e presentano aspetti e sfaccettature diverse dell\u2019ispirazione che, tuttavia, vanno integrate con un <em>intervento divino pi\u00f9 interiore<\/em>, come vedremo negli studi seguenti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il progresso della scienza al tempo del rinascimento (secoli 15\u00b0 e 16\u00b0) pales\u00f2 una cosmologia ben diversa da quella biblica (questo soggetto \u00e8 trattato nella categoria Bibbia e scienza, in questa stessa sezione) e le ricerche archeologiche misero in luce una serie di documenti antichi che, togliendo la Bibbia dall&#8217;isolamento precedente, evidenziava l&#8217;ambiente culturale e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":310,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-392","page","type-page","status-publish","hentry","entry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/392","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=392"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/392\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6675,"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/392\/revisions\/6675"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/310"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=392"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}