{"id":3924,"date":"2013-10-17T03:02:19","date_gmt":"2013-10-17T01:02:19","guid":{"rendered":"http:\/\/www.biblistica.it\/?page_id=3924"},"modified":"2013-10-17T03:02:25","modified_gmt":"2013-10-17T01:02:25","slug":"il-ruolo-dei-cinque-sensi-nella-preghiera","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.biblistica.it\/?page_id=3924","title":{"rendered":"Il ruolo dei cinque sensi nella preghiera"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\">I nostri sensi sono davvero un grande dono del Creatore: ci permettono di godere la vita. Alla <i>vista<\/i> di un cibo o di una bevanda, gli occhi brillano; <i>udendo<\/i> l\u2019invito: \u201cVuoi?\u201d, ne siamo allettati e stendiamo la mano; <i>toccando<\/i>, ci viene l\u2019acquolina in bocca e quando quel cibo giunge alle nostre labbra, ancor prima di <i>gustarlo<\/i>, ne <i>annusiamo<\/i> la fragranza. Per il credente il corpo non \u00e8 una tomba, perch\u00e9 viviamo essendo stati creati a somiglianza di Dio. Anzi, il corpo del credente \u00e8 la dimora dello spirito di Dio: \u201cNon sapete che il vostro corpo \u00e8 il tempio dello Spirito Santo che \u00e8 in voi e che avete ricevuto da Dio?\u201d (<i>1Cor<\/i> 6:19). I nostri sensi, allora, non vanno negati. Dobbiamo invece volgerli in sensi spirituali. Il vero credente non si limita a dire: \u201cCredo che Dio esiste\u201d. \u201cAnche i dem\u00f2ni lo credono e tremano\u201d (<i>Gc<\/i> 2:19). Il vero credente cammina per fede \u201ccome se <b><i>vedesse<\/i><\/b> colui che \u00e8 invisibile\u201d (<i>Eb<\/i> 11.27), ode e ascolta perch\u00e9 \u201cchi \u00e8 da Dio <b><i>ascolta<\/i><\/b> le parole di Dio\u201d (<i>Gv<\/i> 8:47, <i>TNM<\/i>), sa apprezzare il \u201c<b><i>profumo<\/i><\/b> di odore soave\u201d del sacrificio di Yesh\u00f9a (<i>Ef<\/i> 5:2), sa <b><i>gustare<\/i><\/b> \u201cche il Signore \u00e8 buono\u201d (<i>1Pt<\/i> 2:2,3), <b><i>tocca<\/i><\/b> con mano la salvezza, \u201cmaneggiando rettamente la parola della verit\u00e0\u201d (<i>2Tm<\/i> 2:15, <i>TNM<\/i>). Pregando con le preghiere bibliche dei <i>Salmi<\/i>, che sono poesie, il credente sa usare tutti i suoi sensi. \u201cIl poeta ebreo ci fa vedere, udire, toccare con mano. Le sensazioni fisiche sono fresche e vive . . . Il poeta pensa per immagini, e le immagini sono tratte dal campo della vita di ogni giorno comune a tutti gli uomini\u201d. <i>&#8211;<\/i> <i>An<\/i> <i>Introduction<\/i> <i>to<\/i> <i>the<\/i> <i>Revised<\/i> <i>Standard<\/i> <i>Version<\/i> <i>of<\/i> <i>the<\/i> <i>Old<\/i> <i>Testament,<\/i> 1952, pagg. 63, 64.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 La preghiera ci porta nel mondo dello spirito, il mondo reale di Dio. \u201cQuel che abbiamo udito, quel che abbiamo visto con i nostri occhi, quel che abbiamo contemplato e che le nostre mani hanno toccato della parola della vita (poich\u00e9 la vita \u00e8 stata manifestata e noi l&#8217;abbiamo vista e ne rendiamo testimonianza, e vi annunziamo la vita eterna che era presso il Padre e che ci fu manifestata), quel che abbiamo visto e udito, noi lo annunziamo anche a voi, perch\u00e9 voi pure siate in comunione con noi; e la nostra comunione \u00e8 con il Padre e con il Figlio suo, Ges\u00f9 Cristo. Queste cose vi scriviamo perch\u00e9 la nostra gioia sia completa\u201d. &#8211; <i>1Gv<\/i> 1:1-4.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 I nostri sensi devono partecipare alla preghiera. Solo gli idoli \u201channo la bocca, e non parlano, gli occhi e non vedono. Hanno orecchi, e non ascoltano, naso e non sentono odori. Le loro mani non toccano, i loro piedi non camminano, la loro gola \u00e8 senza voce\u201d (<i>Sl<\/i> 115:5-7, <i>PdS<\/i>). Il nostro Dio \u00e8 \u201cColui che vive per i secoli dei secoli\u201d (<i>Ap<\/i> 4:9, <i>TNM<\/i>). I morti non possono lodare n\u00e9 pregare Dio; \u00e8 chi vive che pu\u00f2 farlo.<\/p>\n<p align=\"center\">\u201cNon \u00e8 il soggiorno dei morti che possa lodarti,<\/p>\n<p align=\"center\">non \u00e8 la morte che ti possa celebrare;<\/p>\n<p align=\"center\">quelli che scendono nella tomba non possono pi\u00f9 sperare nella tua fedelt\u00e0.<\/p>\n<p align=\"center\">Il vivente, il vivente \u00e8 quello che ti loda,<\/p>\n<p align=\"center\">come faccio io quest&#8217;oggi\u201d. &#8211; <i>Is<\/i> 38:18,19.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Orig\u00e8ne, teologo e scrittore greco del 3\u00b0 secolo, cos\u00ec illustra le potenzialit\u00e0 spirituali dei nostri sensi: \u201cLa vista che pu\u00f2 fissare le realt\u00e0 superiori \u2026 l\u2019udito, che percepisce dei suoni che non si trovano realmente nell\u2019aria; il gusto che ci fa assaporare il pane vivo disceso dal cielo \u2026 allo stesso modo quei profumi di cui parla Paolo, che sono \u2018per Dio buon odore di Cristo\u2019; il tatto, grazie al quale Giovanni afferma di aver toccato le mani del verbo della vita\u201d. \u2013 Orig\u00e8ne, <i>Contro Celso<\/i>, 1,48.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Come possiamo usare i nostri sensi in modo spirituale nella preghiera? Sebbene la cosa possa apparire curiosa, i sensi usati spiritualmente ci rendono pi\u00f9 sensibili, pi\u00f9 concentrati e pi\u00f9 coinvolti nella preghiera.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Olfatto<\/b>. L\u2019olfatto ci comunica ci\u00f2 che altri sensi sono incapaci di comunicarci, essendo completamente diverso. L\u2019olfatto non tocca ma \u00e8 toccato; non vede ma percepisce; non ode n\u00e9 gusta, ma avverte e riconosce. Ci introduce nel profondo della relazione, nell\u2019intimit\u00e0. Sa distinguere tra ci\u00f2 che \u00e8 impersonale e ci\u00f2 che \u00e8 personalissimo e unico. Percependo i diversi odori della vita ne percepisce le sfumature. La vita \u00e8 respiro, e la vita ha fragranze che ci seducono. Nella preghiera possiamo avvertire i miasmi provenienti dalla pattumiera dei nostri peccati, ma anche i profumi sublimi dei momenti di vicinanza a Dio, come nel giardino dell\u2019Eden all\u2019inizio, con tutti i suoi alberi e fiori ben irrigati. Quando Rebecca, per far s\u00ec che suo marito Isacco, ormai vecchio e con la vista debole, scambiasse Giacobbe per Esa\u00f9, \u201cprese i pi\u00f9 bei vestiti di Esa\u00f9, suo figlio maggiore, i quali erano in casa presso di lei, e li fece indossare a Giacobbe suo figlio minore\u201d (<i>Gn<\/i> 27:15); il suo intendo \u00e8 chiaro al v. 27: \u201cIsacco sent\u00ec l&#8217;odore dei vestiti, e lo benedisse dicendo: \u2018Ecco, l&#8217;odore di mio figlio \u00e8 come l&#8217;odore di un campo, che il Signore ha benedetto\u2019\u201d. Ciascuno ha un proprio odore. Essendo \u201crivestiti di Cristo\u201d (<i>Gal<\/i> 3:27, <i>TNM<\/i>) che per Dio \u00e8 \u201cprofumo di odore soave\u201d (<i>Ef<\/i> 5:2), noi stessi \u201csiamo infatti davanti a Dio il profumo di Cristo\u201d (<i>2Cor<\/i> 2:15). Il senso dell\u2019odorato spirituale ci spinge ad apprezzare di pi\u00f9 durante la preghiera l\u2019onore di essere accolti nella cerchia dei discepoli di Yesh\u00f9a. La nostra stessa preghiera odora allora di incenso: \u201cLa mia preghiera sia incenso che sale fino a te\u201d (<i>Sl<\/i> 141:2, <i>PdS<\/i>). Pregare con il senso dell\u2019olfatto spirituale \u00e8 respirare Dio. Il <i>Cantico dei Cantici<\/i>, preso spesso come allegoria dell\u2019amore di Dio per il suo popolo, \u00e8 tutto un sentore di profumi e di effluvi. La ragazza innamorata dice: \u201cIo sono un narciso della pianura di Saron, un giglio delle valli\u201d (<i>Cant<\/i> 2:1, <i>PdS<\/i>) e poi prorompe tutta presa d&#8217;amore: \u201cOra che il mio re \u00e8 qui nel suo giardino, il mio profumo di nardo si spande tutt&#8217;intorno. Amore mio, sei come un sacchetto di mirra, di notte riposi fra i miei seni. Amore mio, sei come un mazzo di fiori cresciuti nelle vigne di Engaddi\u201d (<i>Cant<\/i> 1:12-14, <i>PdS<\/i>). Questa intimit\u00e0 si fa sentire, nella preghiera, dentro e al di l\u00e0 delle parole. Nella preghiera l\u2019olfatto spirituale ci fa percepire l\u2019intimit\u00e0, cos\u00ec profonda e completa, che ci lega a Dio. Ci\u00f2 non \u00e8 profano, perch\u00e9 nella Bibbia \u00e8 Dio stesso a paragonarsi ora a un marito ora a una madre. Oggi gli antichi sacrifici del rituale ebraico sono sostituiti dalle preghiere. Le \u201ccoppe d&#8217;oro piene di profumi\u201d di <i>Ap<\/i> 5:8 \u201csono le preghiere dei santi\u201d, tanto che all\u2019\u201cangelo con un incensiere d&#8217;oro \u2026 furono dati molti profumi affinch\u00e9 li offrisse con le preghiere di tutti i santi sull&#8217;altare d&#8217;oro posto davanti al trono\u201d (<i>Ap<\/i> 8:3) e \u201cil fumo degli aromi sal\u00ec davanti a Dio insieme alle preghiere dei santi\u201d (v. 4). Questo \u201caltare d&#8217;oro posto davanti al trono\u201d ha la sua controparte nell\u2019altare dei profumi o altare dell\u2019incenso, chiamato \u201cl\u2019altare d\u2019oro\u201d in <i>Es<\/i> 39:38, che era nel Tempio. Su di esso veniva bruciato un incenso speciale due volte al giorno, la mattina e la sera (<i>Es<\/i> 30:7-9,34-38); la formula segreta di questo particolare profumo fu rivelata da Dio stesso ed era vietato fabbricare quel profumo per uso personale, pena la morte (<i>Es<\/i> 30:34-38). L\u2019altare dell\u2019incenso si trovava all\u2019interno del tabernacolo, proprio davanti alla cortina del Santissimo, per cui \u00e8 detto che si trovava davanti all\u2019arca della testimonianza. &#8211; <i>Es<\/i> 30:1,6;40:5,26,27.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Dopo il Diluvio, quando No\u00e8 \u201coffr\u00ec olocausti sull&#8217;altare\u201d, \u201cil Signore sent\u00ec un odore soave\u201d (<i>Gn<\/i> 8:20,21). D\u2019altra parte, Dio garantisce al suo popolo infedele: \u201cNon aspirer\u00f2 pi\u00f9 il soave odore dei vostri profumi\u201d (<i>Lv<\/i> 26:31). Yesh\u00f9a \u00e8 \u201cprofumo di odore soave\u201d (<i>Ef<\/i> 5:2), ed \u00e8 spiritualmente seducente questa fragranza trascendente; i suoi discepoli sono \u201cil profumo di Cristo fra quelli che sono sulla via della salvezza\u201d e \u201cfra quelli che sono sulla via della perdizione\u201d (<i>2Cor<\/i> 2:15), essendo per questi ultimi un afrore, \u201cper questi, un odore di morte, che conduce a morte\u201d. \u2013 V. 16.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Udito<\/b>. Dio ode. \u201cColui che ha fatto l&#8217;orecchio forse non ode?\u201d (<i>Sl<\/i> 94:9). Dio ascolta le preghiere: \u201cNella mia angoscia invocai il Signore, gridai al mio Dio. Egli ud\u00ec la mia voce dal suo tempio, il mio grido giunse a lui, ai suoi orecchi\u201d (<i>Sl<\/i> 18:6). Dio per\u00f2 pu\u00f2 rendersi sordo alle nostre suppliche, se viviamo nel peccato: \u201cPer quanto gridino ad alta voce ai miei orecchi, io non dar\u00f2 loro ascolto\u201d (<i>Ez<\/i> 8:18). Noi stessi possiamo ascoltare Dio, ubbidendo, o turarci gli orecchi: \u201cIl cuore di questo popolo si \u00e8 fatto insensibile: sono diventati duri d&#8217;orecchi\u201d. &#8211; <i>Mt<\/i> 13:15.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u00a0\u201cAscolta, popolo mio\u201d (<i>Sl<\/i> 81:8). Dio parla e chiede ascolto. \u201cSe tu mi ascoltassi!\u201d (<i>Ibidem<\/i>). \u00c8 un invito paterno, proferito con amore. \u201cMa il mio popolo non mi ha ascoltato, Israele non ha voluto saperne\u201d (<i>Sl<\/i> 81:12, <i>PdS<\/i>). Consapevoli della chiamata di Dio, siamo invitati ad ascoltare. Quando Dio parla, esprime verit\u00e0 che sono per in nostro bene.<\/p>\n<p align=\"center\">\u201cIl Signore, tuo salvatore,<br \/>\nil Santo d&#8217;Israele ti assicura:<br \/>\n&#8216;Io, il Signore, sono il tuo Dio.<br \/>\nSono io che ti faccio sapere<br \/>\nquel che ti potr\u00e0 servire;<br \/>\nsono io che ti faccio camminare<br \/>\nsulla strada che devi seguire.<br \/>\nPerch\u00e9 non hai ascoltato<br \/>\nquel che ti ho comandato!<br \/>\nAvresti ricevuto un fiume di benedizioni,<br \/>\nla salvezza ti sarebbe arrivata<br \/>\ncome le onde del mare!\u201d.<\/p>\n<p align=\"center\">&#8211; <i>Is<\/i> 48:17,18, <i>PdS<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u201cFa&#8217; attenzione, popolo mio, ora parler\u00f2 \u2026 Io sono Dio, il tuo Dio!\u201d (<i>Sl<\/i> 50:7, <i>PdS<\/i>). \u00c8 da stolti non ascoltare quando Dio parla: \u201cPorgete l&#8217;orecchio e venite a me; ascoltate e voi vivrete\u201d (<i>Is<\/i> 55:3). Yesh\u00f9a espresse magnificamente la relazione tra il nostro ascolto della parola di Dio e la nostra stessa vita: \u201cSta scritto: \u2018Non di pane soltanto vivr\u00e0 l&#8217;uomo, ma di ogni parola che proviene dalla bocca di Dio\u2019\u201d, riallacciandosi a <i>Dt<\/i> 8:3: \u201cIn quella situazione difficile ti ha fatto provare la fame; poi ti ha nutrito con la manna: tu non sapevi cos&#8217;era, e neppure i tuoi padri l&#8217;avevano mai conosciuta. Il Signore voleva farti capire che l&#8217;uomo non vive soltanto di pane, ma che egli vive della parola del Signore\u201d (<i>PdS<\/i>). Il vero fedele ascolta la parola di Dio e la gusta: \u201cQuanto gustose sono le tue parole: le sento pi\u00f9 dolci del miele\u201d. \u2013 <i>Sl<\/i> 119:103, <i>PdS<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Possiamo pregare: \u201cD\u00e0 dunque al tuo servo un cuore intelligente\u201d (<i>1Re<\/i> 3:9); nella Bibbia il cuore \u00e8 la sede dei pensieri, quello che per noi occidentali \u00e8 la mente, e il testo originale ebraico ha \u05dc\u05b5\u05d1 \u05e9\u05c1\u05b9\u05de\u05b5\u05e2\u05b7 \u00a0(<i>lev shom\u00e8a<\/i>), \u201cun cuore che oda\u201d. Come possiamo udire e ascoltare Dio? La Sacra Scrittura \u00e8 tutta parola di Dio. La saggezza personificata esorta in <i>Pr<\/i> 1:33: \u201cChi mi ascolta star\u00e0 al sicuro, vivr\u00e0 tranquillo, senza paura di nessun male\u201d. Durante la preghiera la nostra mente pu\u00f2 andare a passi della Scrittura che ci appaiono sotto una nuova luce che li attualizza, e li applichiamo cos\u00ec alla nostra situazione del momento.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Durante la preghiera ci sono momenti in cui occorre stare in silenzio e in ascolto. \u201cSta&#8217; in silenzio davanti al Signore, e aspettalo\u201d (<i>Sl <\/i>37:7). Ci sono diversi tipi di silenzio. Quello vuoto non ci serve a nulla. Quello di rispetto ci fa rammentare di fronte a Chi siamo. Quello di chi non sa cosa dire \u00e8 solo imbarazzante. Ma c\u2019\u00e8 anche un silenzio buono da assaporare, che ci fa sentire bene; assomiglia a quello di due innamorati che senza parole vivono profondamente e intensamente il loro stare insieme e sentirsi uniti. Nella preghiera si arriva a questo silenzio dopo che si sono acquietate le nostre battaglie interiori, quando deponiamo ogni cosa e diveniamo consapevoli della presenza di Dio. \u00c8 un momento di puro e intenso godimento. Possiamo allora dire: \u201cIo ascolter\u00f2 quel che dir\u00e0 Dio, il Signore: egli parler\u00e0 di pace al suo popolo e ai suoi fedeli\u201d (<i>Sl<\/i> 85:8). \u201cE la pace di Dio, che \u00e8 pi\u00f9 grande di quanto si possa immaginare, custodir\u00e0 i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Ges\u00f9\u201d.- <i>Flp<\/i> 4:7, <i>PdS<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u201cBeati \u2026 i vostri orecchi, perch\u00e9 odono!\u201d (<i>Mt<\/i> 13:16). Perch\u00e9 l\u2019essere umano si trova molto spesso come impedito nell\u2019ascolto, facendo orecchi da mercante? Ci\u00f2 ha a che fare con la nostra natura egoistica. Preferiamo udire cose che solleticano la nostra propensione a ci\u00f2 che ci sta bene. \u201cCi sar\u00e0 un periodo di tempo in cui non sopporteranno il sano insegnamento, ma, secondo i loro propri desideri, si accumuleranno maestri per farsi solleticare gli orecchi; e distoglieranno i loro orecchi dalla verit\u00e0, mentre si volgeranno a false storie\u201d (<i>2Tm<\/i> 4:3,4, <i>TNM<\/i>). Per dirla con le parole di Yesh\u00f9a: \u201cChi ha orecchi per udire oda!\u201d (<i>Lc<\/i> 8:8) o, meglio, \u201cChi ha orecchi per ascoltare, ascolti\u201d. &#8211; <i>TNM<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Nella preghiera occorre saper ascoltare interiormente e non essere \u201cduri d&#8217;orecchi\u201d (<i>Mt<\/i> 13:15). \u201cBeati piuttosto quelli che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica!\u201d <i>(Lc<\/i> 11:28). La preghiera \u00e8 anche tempo d\u2019ascolto, per rammentarci della parola di Dio e proporci davanti a Lui di praticarla, chiedendo il suo aiuto. Pi\u00f9 che mai in preghiera dobbiamo prestare attenzione all\u2019avvertimento di Yesh\u00f9a: \u201cAttenti dunque a come ascoltate\u201d (<i>Lc<\/i> 8:18). \u201cPerch\u00e9, se uno \u00e8 ascoltatore della parola e non esecutore, \u00e8 simile a un uomo che guarda la sua faccia naturale in uno specchio; e quando si \u00e8 guardato se ne va, e subito dimentica com&#8217;era. Ma chi guarda attentamente nella legge perfetta, cio\u00e8 nella legge della libert\u00e0, e in essa persevera, non sar\u00e0 un ascoltatore smemorato ma uno che la mette in pratica; egli sar\u00e0 felice nel suo operare\u201d. &#8211; <i>Gc<\/i> 1:23-15.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Dio ci parla in silenzio. \u201cLa parola \u00e8 vicino a te, nella tua bocca e nel tuo cuore\u201d (<i>Rm<\/i> 10:8). Soprattutto in preghiera, mentre parliamo a Dio, il nostro dire si imprime nel nostro cuore, nella nostra mente. Non \u00e8 Dio che tace ma siamo noi a essere sordi. Nella preghiera, quando si fanno tacere i conflitti interiori che ci lacerano e ci distraggono, ci si abbandona a Dio. Nel nostro intimo, percepiamo allora nella pace interiore e silenziosa, la presenza amorevole di Dio: \u201cIo resto tranquillo e sereno. Come un bimbo in braccio a sua madre \u00e8 quieto il mio cuore dentro di me\u201d. \u2013 <i>Sl<\/i> 131:2, <i>PdS<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Nel raccoglimento della preghiera tutto in noi diventa ascolto. Di noi stessi, delle nostre emozioni, dei nostri pensieri; di Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Vista<\/b>. Mos\u00e8 voleva vedere Dio. \u201cMos\u00e8 chiese al Signore: \u2018Lasciami vedere il tuo aspetto!\u2019\u201d (<i>Es<\/i> 33:18, <i>PdS<\/i>). La risposta di Dio fu: \u201cTu non puoi vedere la mia faccia, perch\u00e9 nessun uomo pu\u00f2 vedermi e vivere\u201d (v. 20, <i>TNM<\/i>). Mos\u00e8, per\u00f2, \u201cper fede abbandon\u00f2 l&#8217;Egitto, senza temere la collera del re, perch\u00e9 rimase costante, come se vedesse colui che \u00e8 invisibile\u201d. &#8211;<i> Eb<\/i> 11:27.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u201cNessuno ha mai visto Dio\u201d (<i>1Gv<\/i> 4:12). Il desiderio di vederlo per\u00f2 \u00e8 forte: \u201cIl mio cuore mi dice da parte tua: \u00abCercate il mio volto!\u00bb. Io cerco il tuo volto, o Signore. Non nascondermi il tuo volto\u201d (<i>Sl<\/i> 27:8,9). Ora, per fede, rimaniamo saldi \u201ccome vedendo Colui che \u00e8 invisibile\u201d (<i>Eb<\/i> 11:27, <i>TNM<\/i>), sapendo \u201cche quand&#8217;egli sar\u00e0 manifestato saremo simili a lui, perch\u00e9 lo vedremo com&#8217;egli \u00e8\u201d. &#8211; <i>1Gv<\/i> 3:2.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 In preghiera invochiamo Dio: \u201cApri i miei occhi, e contempler\u00f2 le meraviglie della tua legge\u201d (<i>Sl<\/i> 119:18). Vedere Dio con i propri occhi \u00e8 un desiderio che alberga nel fedele sin da Mos\u00e8, che os\u00f2 chiedere a Dio: \u201cTi prego, fammi vedere la tua gloria!\u201d, ottenendone un rifiuto cos\u00ec spiegato da Dio: \u201cTu non puoi vedere il mio volto, perch\u00e9 l&#8217;uomo non pu\u00f2 vedermi e vivere\u201d (<i>Es<\/i> 33:18,20). La percezione interiore della fede \u00e8 allora il senso della vista spirituale, perch\u00e9 \u201cDio \u00e8 Spirito; e quelli che l&#8217;adorano, bisogna che l&#8217;adorino in spirito e verit\u00e0\u201d . &#8211; <i>Gv<\/i> 4:24.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Gli occhi non sono solo gli organi della vista. Nella Bibbia gli occhi indicano anche tutta la persona nella sua interiorit\u00e0. \u201cLa lampada del corpo \u00e8 l&#8217;occhio. Se dunque il tuo occhio \u00e8 limpido, tutto il tuo corpo sar\u00e0 illuminato; ma se il tuo occhio \u00e8 malvagio, tutto il tuo corpo sar\u00e0 nelle tenebre\u201d (<i>Mt<\/i> 6:22,23). Tenere lo sguardo rivolto a Dio significa ricercare il suo aiuto: \u201cI miei occhi sono sempre rivolti al Signore\u201d (<i>Sl<\/i> 25:15). Il nostro guardare indica la direzione dei nostri pensieri, che possono essere rivolti alla concupiscenza, tanto che<i> 1Gv<\/i> 2:16 menziona insieme \u201cla concupiscenza della carne, la concupiscenza degli occhi\u201d. Nello stile concreto ebraico che con concede mezze misure Yesh\u00f9a arriva a dire: \u201cSe il tuo occhio ti fa cadere in peccato, cavalo e gettalo via da te; meglio \u00e8 per te entrare nella vita con un occhio solo, che aver due occhi ed essere gettato nella geenna del fuoco\u201d. &#8211; <i>M<\/i>t 18:9.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 La fede vede senza guardare. \u201cBeati quelli che non hanno visto e hanno creduto!\u201d (<i>Gv<\/i> 20:29). Nella preghiera possiamo pi\u00f9 che mai purificare la nostra mente e sperimentare ci\u00f2 Yesh\u00f9a ha promesso: \u201cBeati i puri di cuore, perch\u00e9 vedranno Dio\u201d. &#8211; <i>Mt<\/i> 5:8.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Tatto<\/b>. Ci sono cose da non toccare (<i>Gn<\/i> 3:3; <i>Es<\/i> 19:13; <i>Lv<\/i> 11:8; <i>Lam<\/i> 4:14; <i>2Cor<\/i> 6:17), altre che vorremmo toccare (<i>Mt<\/i> 14:36; <i>Mt<\/i> 6:56). Maria Maddalena avrebbe voluto toccare e stringere a s\u00e9 il risuscitato Yesh\u00f9a. \u2013 <i>Gv<\/i> 20:16,17.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 In che modo il senso spirituale del tatto ci pu\u00f2 aiutarci nella preghiera? In <i>Es<\/i> 3:20 si legge: \u201cIo stender\u00f2 la mia mano e colpir\u00f2 l&#8217;Egitto\u201d. Nessuno vorrebbe essere toccato dalla mano di Dio in questo modo. Siamo per\u00f2 attratti da quanto detto in <i>Ger<\/i> 18:6: \u201cEcco, quel che l&#8217;argilla \u00e8 in mano al vasaio, voi lo siete in mano mia\u201d. La mano di Dio pu\u00f2 colpire oppure proteggere: \u201cTu conducesti il tuo popolo fuori dal paese d&#8217;Egitto con miracoli e prodigi, con mano potente e braccio steso, con gran terrore\u201d (<i>Ger<\/i> 32:21). Il credente desidera essere toccato e protetto da Dio: \u201cLa mano del nostro Dio assiste tutti quelli che lo cercano\u201d (<i>Esd<\/i> 8:22). \u201cSe mi trovo nell&#8217;angoscia, tu mi fai vivere. Contro l&#8217;ira dei miei nemici stendi la mano, la tua destra mi salva\u201d. \u2013 <i>Sl<\/i> 138:7, <i>PdS<\/i>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Il tocco di Dio fa miracoli. \u201cIl Signore stese la mano e mi tocc\u00f2 la bocca; e il Signore mi disse: \u2018Ecco, io ho messo le mie parole nella tua bocca\u2019\u201d (<i>Ger<\/i> 1:9). Dio usa molti modi per toccarci; Daniele testimonia: \u201cColui che aveva l&#8217;aspetto d&#8217;uomo mi tocc\u00f2 di nuovo e mi fortific\u00f2\u201d. &#8211; <i>Dn<\/i> 10:18.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Dio prende l\u2019iniziativa per toccarci: \u201cHo detto: \u2018Eccomi, eccomi\u2019 a una nazione che non portava il mio nome. Ho steso tutto il giorno le mani verso un popolo ribelle, che cammina per una via non buona, seguendo i propri pensieri\u201d (<i>Is<\/i> 65:1,2). \u00c8 con il senso spirituale del tatto che possiamo sentire il caldo e rassicurante abbraccio di Dio, la sua tenerezza, che egli stesso descrive ricordando ci\u00f2 che aveva fatto per Israele: \u201cQuando Israele era un ragazzo io l&#8217;ho amato \u2026 Io ho insegnato a Efraim a camminare. Ho tenuto il mio popolo tra le mie braccia, ma non ha capito che mi prendevo cura di lui. L&#8217;ho attirato a me con affetto e amore. Sono stato per lui come uno che solleva il suo bambino fino alla guancia. Mi sono abbassato fino a lui per imboccarlo\u201d (<i>Os<\/i> 11:1-4, <i>PdS<\/i>). Nella preghiera possiamo abbandonarci nelle braccia di Dio, sentire il suo contatto, tutta la sua dolcezza e tutto il suo premuroso amore.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Ci sono che non devono mai essere toccate, e sono i peccati, frutti proibiti da cui stare alla larga: \u201cDio ha detto: \u2018Non ne mangiate e non lo toccate, altrimenti morirete\u2019\u201d (<i>Gn<\/i> 3:3). \u201c\u00c8 terribile cadere nelle mani del Dio vivente\u201d. &#8211; <i>Eb<\/i> 10:31.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 I lebbrosi dovevano stare a distanza dalla gente sana; erano degli intoccabili. Ci sorprende quindi maggiormente, commuovendoci, l\u2019atteggiamento di Yesh\u00f9a quando \u201cun lebbroso, avvicinatosi, gli si prostr\u00f2 davanti, dicendo: \u00abSignore, se vuoi, tu puoi purificarmi\u00bb\u201d, e \u201cGes\u00f9, tesa la mano, lo tocc\u00f2 dicendo: \u00abLo voglio, sii purificato\u00bb\u201d (<i>Mt<\/i> 8:2,3). Come peccatori, siamo lebbrosi, siamo degli intoccabili. Eppure in preghiera osiamo chiedere: Signore, toccami, abbracciami, tienimi stretto a te. Yesh\u00f9a non ebbe paura di toccare un lebbroso; Dio pure si degna di toccarci e guarirci.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0 Nella preghiera possiamo sviluppare il senso spirituale del tatto, essendo pi\u00f9 sensibili e sentendo la vicinanza di Dio e il suo amorevole tocco.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><b>Gusto<\/b>. In <i>Eb<\/i> 6:4 \u00e8 detto che i credenti \u201channo gustato il dono celeste\u201d. Pietro invita a nutrirsi con \u201cil puro latte spirituale, perch\u00e9 con esso cresciate per la salvezza, se davvero avete gustato che il Signore \u00e8 buono\u201d. &#8211; <i>1Pt<\/i> 2:2,3.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u201cGustate e vedete come \u00e8 buono il Signore\u201d (<i>Sl<\/i> 34:9, <i>PdS<\/i>). Ma, come tutti i sensi, anche il gusto pu\u00f2 essere impiegato male. Sin dall\u2019inizio fu usato male, quando Eva \u201cvide che l\u2019albero era buono come cibo\u201d (<i>Gn<\/i> 3:6, <i>TNM<\/i>). Pietro per\u00f2 incoraggia: \u201cSbarazzandovi di ogni cattiveria, di ogni frode, dell&#8217;ipocrisia, delle invidie e di ogni maldicenza, come bambini appena nati, desiderate il puro latte spirituale, perch\u00e9 con esso cresciate per la salvezza, <i>se davvero avete gustato che il Signore \u00e8 buono<\/i>\u201d. \u2013 <i>1Pt<\/i> 2:1-3.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 La lingua \u00e8 l\u2019organo del gusto, e \u201cla lingua del giusto \u00e8 argento scelto\u201d (<i>Pr<\/i> 10:20), \u201cla calma della lingua \u00e8 un albero di vita\u201d (<i>Pr<\/i> 15:4, <i>TNM<\/i>). \u201cCon essa benediciamo il Signore e Padre; e con essa malediciamo gli uomini che sono fatti a somiglianza di Dio. Dalla medesima bocca escono benedizioni e maledizioni. Fratelli miei, non dev&#8217;essere cos\u00ec. La sorgente getta forse dalla medesima apertura il dolce e l&#8217;amaro? Pu\u00f2 forse, fratelli miei, un fico produrre olive, o una vite fichi? Neppure una sorgente salata pu\u00f2 dare acqua dolce\u201d (<i>Gc<\/i> 3:9-12). Specialmente nella preghiera \u00e8 il momento di usare la lingua per lodare Dio, di calmarci e proferire cose buone, sensibilizzandoci nel gustare la bont\u00e0 di Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0\u00a0 In preghiera rammentiamo la parola di Dio e facciamo l\u2019esperienza del profeta Ezechiele che, nutrendosi del rotolo datogli da Dio, pot\u00e9 dire: \u201cIo lo mangiai, e in bocca mi fu dolce come del miele\u201d (<i>Ez<\/i> 3:3). La stessa cosa in <i>Ap<\/i> 10:10, dove Giovanni dice del libretto datogli dall\u2019angelo: \u201cPresi il libretto dalla mano dell&#8217;angelo e lo divorai; e mi fu dolce in bocca, come miele\u201d.<\/p>\n<p align=\"center\">\u201cQuanto gustose sono le tue parole:<br \/>\nle sento pi\u00f9 dolci del miele\u201d.<\/p>\n<p align=\"center\">&#8211; <i>Sl<\/i> 119:103, <i>PdS<\/i>.<\/p>\n<p>\u00a0\u00a0 \u201cI giudizi del Signore sono verit\u00e0, tutti quanti sono giusti, \u2026 sono pi\u00f9 dolci del miele, anzi, di quello che stilla dai favi\u201d. &#8211; <i>Sl <\/i>19:9,10.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I nostri sensi sono davvero un grande dono del Creatore: ci permettono di godere la vita. 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