{"id":401,"date":"2013-04-20T10:58:15","date_gmt":"2013-04-20T08:58:15","guid":{"rendered":"http:\/\/www.biblistica.it\/?page_id=401"},"modified":"2016-11-17T08:56:16","modified_gmt":"2016-11-17T07:56:16","slug":"la-psicologia-dellispirazione-il-ruolo-dellagiografo","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.biblistica.it\/?page_id=401","title":{"rendered":"La psicologia dell&#8217;ispirazione &#8211; Il ruolo dell&#8217;agiografo"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><strong>L&#8217;uomo sotto l&#8217;ispirazione divina \u00e8 attivo<\/strong>. L&#8217;uomo ispirato non \u00e8 trasformato in una specie di <em>robot<\/em>, ma agisce secondo la propria mentalit\u00e0, capacit\u00e0 e possibilit\u00e0 espressive. Ecco alcune conseguenze evidenti a chiunque voglia riflettere.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 La verit\u00e0 divina \u00e8 sempre infinitamente superiore alle possibilit\u00e0 espressive umane. Il profeta cercher\u00e0 di esprimersi come pu\u00f2, di moltiplicare le sue immagini, i suoi paragoni, ma dovr\u00e0 constatare di essere inferiore alla realt\u00e0 che desidera presentare. Paolo lo dice chiaramente quando, ricordando la propria esperienza, vale a dire la rivelazione ricevuta, scrive:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u201cQuell&#8217;uomo [Paolo stesso] fu portato sino al paradiso [ovvero al 3\u00b0 cielo]. (Se lo fu fisicamente o solamente in spirito \u2013 lo ripeto \u2013 io non lo so: Dio solo lo sa).<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Lass\u00f9 ud\u00ec parole sublimi che per un uomo \u00e8 impossibile<span style=\"color: #ff0000;\">*<\/span> ripetere\u201d. &#8211; <em>2Cor<\/em> 12:3,4, <em>TILC<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><span style=\"color: #ff0000;\">*<\/span> \u201cImpossibile\u201d ovvero non nelle proprie capacit\u00e0. Il \u201cnon \u00e8 lecito\u201d di <em>TNM <\/em>\u00e8 fuori contesto. Se Paolo avesse ricevuto l\u2019ordine di non rivelare le parole udite, non avrebbe neppure parlato della sua esperienza. Invece la racconta e dice che non riesce a ripetere le parole udite: un uomo non ci riesce, \u00e8 fuori dalle sue capacit\u00e0. Il testo greco ha:<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">\u1fe5\u1f75\u03bc\u03b1\u03c4\u03b1 \u1f03 \u03bf\u1f50\u03ba \u1f10\u03be\u1f78\u03bd \u1f00\u03bd\u03b8\u03c1\u1f7d\u03c0\u1ff3 \u03bb\u03b1\u03bb\u1fc6\u03c3\u03b1\u03b9<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>r\u00e8mata \u00e0 uk ecs\u00f2n anthr\u00f2po lal\u00e8sai<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">parole che non possibile a un uomo dire<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Anche se il prologo del quarto Vangelo \u00e8 sublime, \u201cGiovanni non vi espresse la realt\u00e0 cos\u00ec com&#8217;\u00e8\u201d, \u2013 scrive Agostino \u2013 \u201cma solo come pot\u00e9 lui stesso, in quanto fu un uomo che parl\u00f2 di Dio. Anche se ispirato, rimase pur sempre un uomo. In quanto ispirato disse qualcosa, se non fosse stato ispirato non avrebbe detto nulla del tutto\u201d (Agostino, <em>In Joan. Tract<\/em>. 1, 1 PL 35, 1379 e sgg.). Proprio perch\u00e9 ha utilizzato un uomo, che si sarebbe espresso in modo umano, Dio ha potuto \u201cparlare mediante un uomo alla maniera di uomini\u201d. &#8211; Agostino, <em>De civitate Dei<\/em> 17, 6 2 PL 41, 537.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0 \u00a0Avendo una capacit\u00e0 espressiva inadeguata, lo scrittore sacro presenter\u00e0 la realt\u00e0 in modo parziale e limitato, rivestendola, come disse Bonaventura, di \u201cpannolini\u201d umani: \u201cCome Cristo fu avvolto di pannolini, cos\u00ec la sapienza di Dio fu avvolta nella Scrittura in certe umili figure\u201d (Bonaventura, <em>Breviloquium<\/em> prof. par. 4; Quaracchi 1891 vol. V pag. 204). Il paragone calza. Paolo us\u00f2 un paragone simile:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cNoi conosciamo in parte, e in parte profetizziamo; ma quando la perfezione sar\u00e0 venuta, quello che \u00e8 solo in parte, sar\u00e0 abolito. Quando ero bambino, parlavo da bambino, pensavo da bambino, ragionavo da bambino; ma quando sono diventato uomo, ho smesso le cose da bambino. Poich\u00e9 ora vediamo come in uno specchio, in modo oscuro; ma allora vedremo faccia a faccia; ora conosco in parte; ma allora conoscer\u00f2 pienamente\u201d. &#8211; <em>1Cor<\/em> 13:9-12.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u201cEsplorando la Scrittura tu troverai\u201d \u2013 scriveva Lutero \u2013 \u201cquella divina sapienza che Dio pone qui semplicemente e umilmente dinanzi ai nostri occhi, per calmare ogni orgoglio. Tu vedrai le fasce e la mangiatoia dove Cristo riposa, e di cui gli angeli e i pastori ti indicano il cammino. Semplici e povere fasce, ma prezioso \u00e8 il tesoro, Cristo, che ivi riposa\u201d. &#8211; Lutero, <em>Vorrede zum Alten Testament<\/em> vol IV, pag. 3, Calwer Verlag.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Ecco le limitazioni nelle quali dovette essere imbrigliata l&#8217;esperienza divina goduta dal profeta e la susseguente parola di Dio.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 <strong>Stile personale<\/strong>. Lo stile \u00e8 l&#8217;uomo; non pu\u00f2 essere cambiato, per cui ciascun uomo si esprime in modo ben differente da un altro. \u00c8 attraverso l&#8217;analisi dello stile che si pu\u00f2 difendere o combattere l&#8217;autenticit\u00e0 di un brano letterario tramandatoci dal passato. Per esprimere un medesimo concetto sono ben diverse le parole usate da un filosofo, da un commerciante o da un contadino. Tramite la <em>Genesi<\/em>, scritta da un teologo e non da uno scienziato, Dio non ci poteva presentare un racconto scientifico circa l&#8217;origine del mondo. Mediante l&#8217;autore delle <em>Cronache<\/em>, uno scrittore mediocre privo d\u2019immaginazione e di stile, ma profondamente credente, Dio non ci pu\u00f2 presentare una narrazione affascinante. Per fare questo avrebbe dovuto ispirare un letterato, quale fu, ad esempio, Isaia.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Girolamo che ben conosceva gli scrittori sacri per la lunga familiarit\u00e0 avuta con essi, ben sapeva che ogni autore si esprime in modo personale: \u201cIsaia ha un linguaggio privo di espressioni rustiche, in quanto era cittadino nobile. Geremia a motivo del suo luogo di nascita, fu un uomo rozzo; veniva infatti da Anatot, un povero villaggio a tre miglia da Gerusalemme. Lo stesso dicasi di Amos che, essendo un bovaro vissuto in un luogo culturalmente limitato e nel vasto deserto dove ruggisce il leone, usa espressioni [tratte] dal suo lavoro e presenta la terribile voce del Signore come il ruggito e il fremito del leone\u201d. &#8211; Girolamo, in <em>Is. praef.<\/em> PL 28, 771; <em>Jer. Prol.<\/em> PL 28, 847; in <em>Amos praef<\/em>. PL 25,990.993; <em>Praef. in duodaim prophetas<\/em> PL 28, 1015.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Nella Bibbia, perci\u00f2, accanto alla voce letterata dell&#8217;aristocratico Isaia, cittadino di Gerusalemme, si ode il linguaggio popolare del mandriano Amos, coltivatore di sicomori; il lamento del borghese Geremia; l&#8217;occhio riflessivo dello speculatore Matteo e l&#8217;afflato artistico del medico Luca. Quest&#8217;ultimo parla di \u201cgrande febbre\u201d secondo la classificazione delle febbri data da Galeno, anzich\u00e9 di semplice \u201cfebbre\u201d come gli altri sinottici (<em>Lc<\/em> 4:38); di \u201clago\u201d (\u03bb\u1f77\u03bc\u03bd\u03b7\u03bd, <em>l\u00ecmnen<\/em>) anzich\u00e9 di \u201cmare\u201d per il lago di Galilea (<em>Lc<\/em> 5:1); di \u201clettiga\u201d (\u03ba\u03bb\u03b9\u03bd\u1f77\u03b4\u03b9\u03bf\u03bd, <em>klin\u00ecdion<\/em>) anzich\u00e9 usare i nomi pi\u00f9 impropri usati dagli altri evangelisti (<em>Lc<\/em> 5:24): \u201cletto\u201d (\u03ba\u03bb\u1f77\u03bd\u03b7\u03bd, <em>kl\u00ecnen<\/em>) di <em>Mt<\/em> 9:6, \u201cbranda\u201d (\u03ba\u03c1\u1f71\u03b2\u03b1\u03c4\u03c4\u03bf\u03bd, <em>kr\u00e0batton<\/em>) di <em>Mr<\/em> 2:11. Luca chiama Yesh\u00f9a \u201cmaestro\u201d (\u1f10\u03c0\u03b9\u03c3\u03c4\u1f71\u03c4\u03b7\u03c2, <em>epist\u00e0tes<\/em>) al posto dell&#8217;aramaico originale (<em>rabbi<\/em>). \u2013 <em>Lc<\/em> 5:5;8:24,45;9:33,49;17:13.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Troviamo cos\u00ec un greco discreto nel vangelo di Giovanni, buono nel medico Luca, pessimo nell&#8217;<em>Apocalisse<\/em> giovannea, che \u00e8 un&#8217;aperta sfida alla grammatica e alla sintassi greca. &#8211; Cfr. Lancellotti, <em>Sintassi ebraica nel greco dell&#8217;Apocalisse<\/em> I. <em>Uso delle forme verbali<\/em>, Assisi, 1964.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 <em>La Lettera agli ebrei<\/em>, al contrario, \u00e8 scritta \u201cdal migliore stilista tra gli scritti del Nuovo Testamento\u201d (E. Norden, <em>Agnostos The\u00f2s<\/em>, Berlin, 1929, pag. 386), scritta forse dal letterato Apollo (\u201cUn ebreo di nome Apollo, oriundo di Alessandria, <em>uomo eloquente e versato nelle Scritture<\/em>\u201d, <em>At<\/em> 18:24). La <em>Lettera agli ebrei<\/em> \u00e8 comunemente stata attribuita all\u2019apostolo Paolo. Di essa per\u00f2 \u00e8 stato giustamente detto che: 1. Non \u00e8 una lettera, 2. Non \u00e8 indirizzata agli ebrei, 3. Non \u00e8 di Paolo. Lo stile \u00e8, infatti, molto diverso da quello delle lettere paoline (il greco di <em>Eb<\/em> \u00e8 molto elegante). L\u2019errore probabilmente sta nel fatto che essa era stata accettata come epistola di Paolo da alcuni dei primi scrittori ecclesiastici: il papiro <em>Chester Beatty<\/em> <em>II<\/em> (<em>P<sup>46<\/sup><\/em>), del 200 circa E. V., la incluse fra nove lettere paoline, ed <em>Eb<\/em> fu elencata fra le \u201cquattordici lettere di Paolo l\u2019apostolo\u201d nel \u201ccanone di Atanasio\u201d, del 4\u00b0 secolo E. V.. Lo scrittore di <em>Eb<\/em> non si identifica, per\u00f2, per nome. Cosa gi\u00e0 di per s\u00e9 sospetta, perch\u00e9 in <em>tutte<\/em> le sue lettere Paolo appone il proprio nome. L\u2019assenza del nome dello scrittore, pi\u00f9 che non escludere a priori che sia stato Paolo a scriverla, indica che non ne fu lui l\u2019autore. L\u2019evidenza intrinseca della lettera non indica necessariamente Paolo come scrittore: <em>Eb<\/em> 13:24, nella chiusa dello scritto, non \u00e8 una prova che la lettera (ammesso che lo sia) fu scritta dall\u2019Italia, infatti il testo ha \u03bf\u1f31 \u1f00\u03c0\u1f78 \u03c4\u1fc6\u03c2 \u1f38\u03c4\u03b1\u03bb\u1f77\u03b1\u03c2 (<em>\u00f2i ap\u00f2 tes Ital\u00ecas<\/em>), \u201cquelli <em>dall<\/em>\u2019Italia\u201d (e non \u201cquelli che sono in Italia\u201d, <em>TNM<\/em>). Da notare poi <em>Eb <\/em>13:23: \u201cNotate che il nostro fratello Timoteo \u00e8 stato liberato, col quale, se viene abbastanza presto [\u201cpi\u00f9 resto\u201d, prima del previsto, nel testo greco], vi vedr\u00f2\u201d (<em>TNM<\/em>). Lo scrittore di <em>Eb <\/em>menziona la liberazione di Timoteo e si augura che questi vada da lui prima del previsto. Se si trattasse di Paolo, questo non avrebbe senso, dato che Timoteo era a Roma con Paolo (\u00e8 menzionato da Paolo nelle sue lettere scritte da Roma durante la sua detenzione l\u00ec: <em>Flp<\/em> 1:1;2:19; <em>Col<\/em> 1:1,2; <em>Flm<\/em> 1). Se era stato liberato dopo essere stato in prigione con Paolo, che senso avrebbe augurarsi che Timoteo andasse da lui \u201cpi\u00f9 presto\u201d del previsto? E che senso avrebbe progettare di vedere i destinatari di <em>Eb <\/em>con Timoteo se Paolo era sempre in prigione? Inoltre, Paolo aveva in programma (se l\u2019appello a Cesare fosse andato a buon fine) di recarsi in Spagna. Lo scrittore di <em>Eb <\/em>appare invece un uomo libero con i suoi programmi: se Timoteo andr\u00e0 da lui prima di quanto <em>previsto<\/em>, insieme vedranno i destinatari di <em>Eb<\/em>, altrimenti li vedr\u00e0 da solo.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 In passato, alcuni (specialmente i protestanti, desiderosi di esaltare la <em>Sola Scriptura<\/em>) dicevano che Dio stesso, accondiscendendo alla diversa mentalit\u00e0 del profeta, aveva dettato lo scritto adattandosi alle capacit\u00e0 dei singoli scrittori umani. Secondo alcuni luterani del 17\u00b0 secolo, Dio avrebbe rivelato in visione il libro sacro agli apostoli ispirati che si accontentarono di copiarlo: esso sarebbe quindi ispirato nelle idee, nelle singole parole e perfino nelle sue stesse vocali (A. Tostat, in <em>Matth Praef.<\/em> 9, 5; <em>Estius<\/em>, in II Tim 3, 16; C.R. Billuard, <em>De reg. fidei<\/em>, d. 1 q. 2; fu l&#8217;opinione di luterani ortodossi e calvinisti: J.A. Quensstedt, <em>Theol. didactico-polemica<\/em> a. 1 c. 4 Th. 3; B. Turretin, <em>D\u00e9fense de la fidelit\u00e9 des traduct. de la S.B. faites \u00e0 Gen\u00e8ve<\/em>). Abbandonata alla fine del 18\u00b0 secolo, questa teoria riacquist\u00f2 favore nel 19\u00b0 secolo con un risveglio effimero dovuto agli sforzi di L. Gaussen (<em>Th\u00e9opneusti\u00e8 ou inspiration pl\u00e9nd\u00e8re des Ecritures<\/em>, pag. 1849). Anche il cattolico Ba\u00f1ez pensava che Dio avesse dettato le parole della Bibbia per evitare che le idee fossero deturpate.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 La professione di fede della Convenzione Elvetica (anno 1675) minacciava multe, carcere ed esilio a chiunque non ammettesse l&#8217;ispirazione delle vocali del testo ebraico: essi non sapevano che le vocali erano state <em>aggiunte<\/em> dai masoreti, seguendo la tradizione orale dei rabbini, <em>molti secoli dopo<\/em> la morte di Yesh\u00f9a (6\u00b0 o 7\u00b0 secolo)! Questa formula fu abolita solo nel 1725. Tuttavia, tale concezione esaltava indebitamente l&#8217;attivit\u00e0 divina riducendo l&#8217;uomo a un puro ripetitore meccanico in modo da non potersi pi\u00f9 considerare autore del libro. \u00c8 al contrario pi\u00f9 logico attribuire le variazioni stilistiche <em>all&#8217;uomo <\/em>anzich\u00e9 a Dio, cos\u00ec come la scrittura pi\u00f9 o meno grossa \u00e8 attribuita alla punta pi\u00f9 o meno sottile del pennino o della biro, anzich\u00e9 allo scrivano. Del resto, la Scrittura stessa parla dell&#8217;<em>autore umano<\/em> (ispirato, ovviamente) di qualche libro sacro: cos\u00ec essa attribuisce alcuni <em>Salmi<\/em> a Davide, alcuni <em>Proverbi<\/em> a Salomone, alcune lettere a Paolo (<em>1Pt<\/em> 3:5). L&#8217;ispirato Luca ricorda a Teofilo <em>la propria ricerca personale presso i vari testimoni<\/em>, onde poter scrivere un racconto attendibile a sostegno della fede (<em>Lc<\/em> 1:1-4). Siamo ben lungi da un\u2019ispirazione meccanica, da una semplice dettatura. \u00c8 molto pi\u00f9 logico pensare che, donando l&#8217;ispirazione (o rivelazione, secondo i casi) ai singoli profeti, Dio li lasci\u00f2 parlare (e scrivere) secondo il loro proprio modo personale. Come noi possiamo pregare Dio anche con espressioni sgrammaticate, cos\u00ec Dio ci pu\u00f2 parlare anche tramite errori grammaticali e sintattici dovuti allo scrittore umano da lui scelto. Quello che conta \u00e8 <em>l&#8217;insegnamento<\/em>, non la forma letteraria. Dio \u00e8 anzi solito usare ci\u00f2 che sembra stolto per umiliare i dotti:<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u201cFratelli, guardate la vostra vocazione; non ci sono tra di voi molti sapienti secondo la carne, n\u00e9 molti potenti, n\u00e9 molti nobili; ma Dio ha scelto le cose pazze del mondo per svergognare i sapienti; Dio ha scelto le cose deboli del mondo per svergognare le forti; Dio ha scelto le cose ignobili del mondo e le cose disprezzate, anzi le cose che non sono, per ridurre al niente le cose che sono, perch\u00e9 nessuno si vanti di fronte a Dio\u201d. &#8211; <em>1Cor<\/em> 1:26-29.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Quindi, le espressioni e le parole vengono direttamente dall&#8217;uomo, <em>ma anche da Dio<\/em>, per il semplice fatto che <em>l&#8217;uomo agisce sotto l&#8217;ispirazione divina<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>\u00a0\u00a0 Intuizione di Plutarco<\/strong>. Possiamo applicare alla Scrittura ci\u00f2 che a suo tempo scriveva Plutarco a proposito della Pizia di Delfo (Plutarco, nato a Cheronea nella Beozia nel 50 E. V. circa, vi mor\u00ec nel 120 circa; scrisse sugli oracoli della Pizia; cfr. Frangipane, <em>Alcuni problemi di ispirazione biblica<\/em>, in <em>Riv. Bibl.<\/em> 7, 1959, pagg. 17-24). Alcuni obiettavano che la Pizia, presentando gli oracoli di Apollo (il dio della musica, dell&#8217;arte e della letteratura), avrebbe dovuto esprimersi in modo superiore a quello dei poeti, mentre al contrario gli oracoli di Delfo valevano ben poco sotto l&#8217;aspetto letterario. Al che egli risponde: \u201cAnche se i versi della Pizia non fossero meno belli di quelli omerici, non crediamo affatto che sia stato dio a comporli, ma che egli ha dato <em>l&#8217;impulso<\/em> del movimento, che <em>ciascuna delle profetesse ha ricevuto secondo la sua natura<\/em>. Infatti, se fosse stato necessario scrivere gli oracoli, invece di pronunciarli a viva voce, non crederemmo che le lettere stesse [<em>t\u00e0 gr\u00e0mmata<\/em>, ossia i caratteri] siano opera del dio, n\u00e9 gli rimprovererebbero di averli scritti meno bene degli editti regali. Non sono, infatti, del dio la voce, il suono, il metro, ma delle donne. Il dio provoca solo le immagini e fa luce nell&#8217;animo circa le cose future: questo significa, infatti, l&#8217;entusiasmo che non \u00e8 affatto un racchiudere dio in un corpo mortale. Come il corpo dispone di numerosi strumenti [<em>org\u00e0nois<\/em>, le membra] e l&#8217;anima a sua volta dispone del corpo e delle parti di esso, cos\u00ec l&#8217;anima diviene strumento [<em>\u00f2rganon<\/em>] del dio. Ora, bench\u00e9 il pregio di uno strumento stia nel conformarsi il pi\u00f9 possibile all&#8217;agente che se ne serve secondo le sue naturali qualit\u00e0, cos\u00ec da realizzare l&#8217;opera dell&#8217;intelligenza che per esso si manifesta, avverr\u00e0 tuttavia che quest\u2019opera non si mostrer\u00e0 mai tale e quale \u00e8 nell&#8217;artefice: pura, integra e irreprensibile; bens\u00ec mescolata a molto di suo. Infatti, il pensiero ignoto a noi in se stesso \u00e8 inaccessibile, manifestandosi per mezzo di un altro essere; si contamina della natura di lui\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Come la luce solare riflessa dalla luna arriva a noi con raggi offuscati e attenuati che si possono guardare, cos\u00ec Apollo \u201cdeve servirsi della Pizia per far pervenire il suo pensiero ai nostri orecchi allo stesso modo che la luce del sole deve riflettersi sulla luna per raggiungere i nostri occhi. Quindi ci\u00f2 che egli mostra e manifesta sono i suoi pensieri, ma contaminati attraverso un corpo mortale e un&#8217;anima umana. Questa poi, incapace di restare passiva e di offrirsi immobile e tranquilla a colui che la muove, \u00e8 scossa dai movimenti e dalle passioni che si agitano nel suo fondo, sicch\u00e9 il cosiddetto entusiasmo sembra essere la mescolanza di due movimenti: quello sub\u00ecto dall&#8217;anima e quello del suo naturale\u201d. Non si pu\u00f2 muovere un cilindro come una sfera, o un cono come un cubo. \u201cSiccome si tratta di un essere animato, dotato di mobilit\u00e0, di attivit\u00e0 e di ragione propria, si potrebbe forse utilizzarlo altrimenti che seguendo le disposizioni e le facolt\u00e0 preesistenti della sua natura?\u201d.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 \u201cOra, in quale condizione si trova la Pizia che svolge ai nostri giorni il suo ufficio presso dio? Ella nasce s\u00ec da una delle famiglie pi\u00f9 oneste e rispettabili del posto ed \u00e8 sempre stata di una condotta irreprensibile; ma, allevata in casa di poveri contadini, non porta con s\u00e9, entrando nel recinto profetico, alcun elemento artistico, o altre conoscenze e talenti. L&#8217;inesperienza e l&#8217;ignoranza di lei sono quasi totali, sicch\u00e9 s&#8217;accosta al dio con anima veramente vergine. E ci\u00f2 nonostante noi pretendiamo che la sua voce e le sue parole si presentino come le esclamazioni che si odono in teatro . . . che non siano sgradevoli, n\u00e9 meschine, ma ritmicamente cadenzate, ariose, ornate d&#8217;artefici di stile e accompagnamento di flauto!\u201d. &#8211; <em>Ibidem<\/em>.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">\u00a0\u00a0 Vero \u00e8 che qui si descrive un\u2019attivit\u00e0 pagana, ma quanto illustrato ci aiuta a capire cosa avvenga nella <em>vera <\/em>ispirazione, quella biblica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L&#8217;uomo sotto l&#8217;ispirazione divina \u00e8 attivo. L&#8217;uomo ispirato non \u00e8 trasformato in una specie di robot, ma agisce secondo la propria mentalit\u00e0, capacit\u00e0 e possibilit\u00e0 espressive. Ecco alcune conseguenze evidenti a chiunque voglia riflettere. \u00a0\u00a0 La verit\u00e0 divina \u00e8 sempre infinitamente superiore alle possibilit\u00e0 espressive umane. Il profeta cercher\u00e0 di esprimersi come pu\u00f2, di moltiplicare [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"parent":310,"menu_order":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-401","page","type-page","status-publish","hentry","entry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/401","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=401"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/401\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6679,"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/401\/revisions\/6679"}],"up":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/pages\/310"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.biblistica.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=401"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}