Yeshùa e Maria Maddalena

Prima di tutto occorre fare chiarezza su questa grande donna. Iniziando dal nome. Maria Maddalena non è nella Bibbia un nome composto, come in italiano. Nel greco della Bibbia, infatti, appare Μαρία ἡ μαγδαληνὴ (Marìa e magdalenè), che tradotto significa “Maria (la) magdalese”. Lei era del villaggio di Màgdala. Il suo nome era Maria. Luca si riferisce a lei come a “Maria, detta Maddalena”. – Lc 8:2.

   La figura di Maria di Magdala è stata poi identificata – erroneamente – per lungo tempo con altre figure di donne presenti nei Vangeli, ovvero con Maria di Betania e una peccatrice senza nome. Per il popolino, Maria Maddalena è sinonimo di prostituta. Di questa incredibile confusione (tre donne diverse come se fossero la stessa) fu responsabile un papa: Gregorio I, detto Gregorio Magno o Gregorio il grande. Papa Gregorio Magno, nelle sue Omelie sul Vangelo (2,33), fece una gran confusione, fondendo in Maria di Magdala tre donne diverse. Questo papa identificò in Maria Maddalena l’anonima prostituta che profumò i piedi di Yeshùa (Lc 7:36-50), che a sua volta sarebbe stata Maria di Betania. I sette demoni dai quali Yeshùa aveva liberato Maria di Magdala furono identificati con la libidine che la spingeva a prostituirsi. Questo papa, intorno al 590, dichiarò: “Crediamo che questa donna che Luca chiama peccatrice e che Giovanni chiama Maria, sia quella Maria dalla quale – afferma Marco – furono cacciati sette demoni”.

   Per ammettere la verità bisognò attendere fino al 1969, quando la Chiesa Cattolica, con il Concilio Vaticano II, rigettò finalmente l’errore commesso da un suo papa. Attualmente, Gregorio Magno è considerato “santo” ed è dichiarato “dottore della Chiesa”.

   La stessa erronea identificazione appare nel cosiddetto Vangelo di Maria Valtorta, di poco anteriore al Concilio Vaticano II.  A causa di queste sovrapposizioni sbagliate tra tre diverse figure di donne nei Vangeli, Maria Maddalena divenne un simbolo di pentimento e divenne “patrona” di varie istituzioni che si occupavano della gioventù femminile. Il suo nome fu anche usato in Irlanda per i conventi che ospitavano ragazze inviate dalle famiglie o dagli orfanotrofi: l’ultimo convento delle Maddalene in Irlanda è stato chiuso nel 1996.

   Tuttavia, l’identificazione di Maria Maddalena con la prostituta rimane ancora viva nella tradizione popolare. In vari film, Maria Maddalena viene effettivamente identificata con una prostituta, come nel film di Mel Gibson La passione di Cristo e nel film ispirato al romanzo di N. Kazantzakis L’ultima tentazione di Cristo, di M. Scorsese. Per non parlare del pessimo romanzo Il Codice Da Vinci, il cui autore scambia perfino “Da Vinci” per un cognome!

   Questa immagine non rende in nessun modo giustizia alla donna che nel Vangelo di Giovanni riveste un ruolo importantissimo quale prima testimone e quale prima annunciatrice della resurrezione di Yeshùa.

Il primo giorno della settimana, la mattina presto, Maria di Màgdala va verso la tomba, mentre è ancora buio, e vede che la pietra è stata tolta dall’ingresso. Allora corre da Simon Pietro e dall’altro discepolo, il prediletto di Gesù, e dice:

   – Hanno portato via il Signore dalla tomba e non sappiamo dove l’hanno messo!

   Allora Pietro e l’altro discepolo uscirono e andarono verso la tomba. Andavano tutti e due di corsa, ma l’altro discepolo corse più in fretta di Pietro e arrivò alla tomba per primo. Si chinò a guardare le bende che erano in terra, ma non entrò. Pietro lo seguiva. Arrivò anche lui e entrò nella tomba: guardò le bende in terra e il lenzuolo che prima copriva la testa. Questo non era in terra con le bende, ma stava da una parte, piegato. Poi entrò anche l’altro discepolo che era arrivato per primo alla tomba, vide e credette. Non avevano ancora capito quello che dice la Bibbia, cioè che Gesù doveva risorgere dai morti. Allora Pietro e l’altro discepolo tornarono a casa.

   Maria era rimasta a piangere vicino alla tomba. A un tratto, chinandosi verso il sepolcro, vide due angeli vestiti di bianco. Stavano seduti dove prima c’era il corpo di Gesù, uno dalla parte della testa e uno dalla parte dei piedi. Gli angeli le dissero:
– Donna, perché piangi?

   Maria rispose:

   – Hanno portato via il mio Signore e non so dove lo hanno messo.

   Mentre parlava si voltò e vide Gesù in piedi, ma non sapeva che era lui. Gesù le disse:

   – Perché piangi? Chi cerchi?

   Maria pensò che fosse il giardiniere e gli disse:

   – Signore, se tu l’hai portato via dimmi dove l’hai messo, e io andrò a prenderlo.

   Gesù le disse:

   – Maria!

   Lei subito si voltò e gli disse:

   – Rabbunì! (che in ebraico vuoi dire: Maestro!).

   Gesù le disse:

   – Lasciami, perché io non sono ancora tornato al Padre. Va’ e di’ ai miei fratelli che io torno al Padre mio e vostro, al Dio mio e vostro.

   Allora Maria di Màgdala andò dai discepoli e disse: ‘Ho visto il Signore!’. Poi riferì tutto quel che Gesù le aveva detto”.

(Gv 20:1-18, PdS)

Mentre è ancora buio, lei va verso la tomba del suo Maestro. Com’è il suo passo? Non si corre andando a un luogo di morte. Lei ha ancora tante lacrime da versare davanti al sepolcro di colui su cui aveva riposto le sue speranze, su colui che tanto aveva amato. Com’è il suo passo? La sua andatura è quella di una donna alquanto rassegnata. Le hanno strappato via l’amore; le meravigliose speranze si sono repentinamente trasformate in ricordi ancora troppo vivi.

   D’un tratto, la sua profonda mestizia è scossa. Quello che vede ha dell’incredibile. “Vede che la pietra è stata tolta dall’ingresso”. È frastornata, emozionata, agitata. Deve dirlo a qualcuno, subito. Così corre – sì, stavolta corre – da Pietro e da Giovanni. Intanto, correndo, un vortice di pensieri la prende. Se la tomba è stata violata, se la pietra tolta, devono aver sottratto il suo corpo. Hanno sconvolto ciò che più di tutto dovrebbe rimanere intoccabile. Lei stessa ne è sconvolta. E ai due discepoli, tutta agitata, porta la sua conclusione: “Hanno portato via il Signore dalla tomba”, aggiungendo la sua preoccupazione concitata: “E non sappiamo dove l’hanno messo!”.

   Lei è tutta sottosopra. È come se avesse perso il suo amatissimo Maestro per la seconda volta. La pietra tombale non è più al suo posto; neppure il cadavere è dove era stato sistemato e dove doveva essere. Nel tentativo di capire, di afferrare una logica, si perde la testa.

   La sua frenesia ha contagiato anche Pietro e Giovanni. E loro pure si mettono a correre. “Andavano tutti e due di corsa”. È la confusione.

   “Hanno portato via il Signore”. Lei ha detto così, ma forse pensava: Hanno portato via il mio Signore. Ora i due discepoli hanno controllato, hanno visto le bende e il sudario senza il cadavere. Che possono fare? Nulla. Sono uomini. Di fronte all’impossibilità di fare qualcosa, gli uomini prendono semplicemente atto dell’impossibile. “Allora Pietro e l’altro discepolo tornarono a casa”. Il Vangelo annota: “Non avevano ancora capito”. Gli uomini, si sa, hanno una logica molto semplice basata sulla semplice aritmetica del 2 + 2 che fa 4.

   Non così le donne, per le quali esiste un possibile nell’impossibile e la cui logica, che non è quella aritmetica, sa fare balzi in avanti intuitivamente. I due se ne sono andati, rassegnati. Non lei. Maria rimane lì a piangere accanto alla tomba vuota. Hanno portato via il mio Signore. Da un punto di vista maschile questo pianto può essere anche comprensibile, concedendo l’emotività, ma in fondo inutile. Infatti, i due uomini se ne sono andati. Lei è lì sola. Ancora non accetta. Vuole controllare di nuovo. “Maria era rimasta a piangere vicino alla tomba. A un tratto, chinandosi verso il sepolcro, vide due angeli vestiti di bianco”. Sono calmi, sereni, e la loro voce doveva essere carica di comprensione quando “le dissero: ‘Donna, perché piangi?’”. Lei è ancora disorientata e le fa bene comunicare il suo smarrimento. E questa volta la usa, la parola “mio”: “Hanno portato via il mio Signore e non so dove lo hanno messo”.

   Ora è tutto un crescendo. Di sorprese. Di accadimenti imprevisti e imprevedibili. Di fortissime emozioni. Di nuovo una voce:

   – Perché piangi? Chi cerchi?

   “Maria pensò che fosse il giardiniere”. Ancora non si capacita. Ancora non si arrende al fatto che il corpo sia stato trafugato: “Gli disse: ‘Signore, se tu l’hai portato via dimmi dove l’hai messo, e io andrò a prenderlo’”. Non l’ha riconosciuto. I suoi occhi, pieni di pianto, non distinguono.

   – Maria!

   Gli occhi, velati dalle lacrime, vedevano appannato. Ma quella voce che sembra una carezza, quel modo di chiamarla, quella voce, quella, non tradisce. Il timbro, il tono, il modo in cui la chiama … “Maria!” È lui!

“Le tue orme non furono visibili.

tu guidasti il tuo popolo come un gregge”. – Sl 77:19,20.

“Le pecore ascoltano la sua voce, ed egli chiama le proprie pecore per nome”. – Gv 10:3.

   Se non ci si lascia sedurre dalla realtà vera e invisibile, la tomba rimane vuota nella realtà visibile. E si torna a casa.

   “Gesù se ne andava per città e villaggi, predicando e annunziando il lieto messaggio del regno di Dio. Con lui c’erano i dodici discepoli e alcune donne che egli aveva guarito da malattie e liberato da spiriti maligni . . . Maria di Màgdala, dalla quale Gesù aveva scacciato sette demòni” (Lc 8:1,2, PdS). Gli abitatori interiori abusivi erano stati scacciati: da allora Yeshùa aveva preso il posto principale dentro di lei. E lei aveva da allora seguito il suo Maestro. Fino alla fine. Quando i suoi discepoli, impauriti, erano fuggiti abbandonandolo, Maria di Magdala era rimasta accanto a lui, sempre. “Alcune donne erano là e guardavano da lontano . . .  Maria Maddalena”; Maria Maddalena stava a guardare dove mettevano il corpo di Yeshùa (Mr 15:40,47, PdS). “Accanto alla croce stavano alcune donne . . . Maria di Màgdala” (Gv 19:24,25, PdS). Accanto a lui, sino alla fine. E oltre: al sepolcro.

   – Va’ e di’ ai miei fratelli che io torno al Padre mio e vostro, al Dio mio e vostro.

   L’incarico di diffondere la notizia più grande del mondo, la più inaudita, Yeshùa la affida a lei. È lei che ha l’onore di annunciare la resurrezione di Yeshùa.

   – Ho visto il Signore!

   Il suo amore era stato più forte della rassegnazione. Ora è una donna che deve comunicare la notizia: una donna ha più confidenza con la vita. E Yeshùa sceglie lei.

   – Ho visto il Signore!

   Lui l’aveva chiamata per nome: “Maria!” In quel momento, così carico di emozione indicibile, lei aveva ripreso con lui un rapporto che, in verità, non si era mai interrotto.