L’ispirazione biblica e la legge del taglione

 

Come si concilia l’ispirazione della Bibbia con la famosa legge detta “del taglione”? Tale legge è indicata in Lv 24:19,20: “Nel caso che un uomo causi un difetto al suo compagno, proprio come egli ha fatto, così si deve fare a lui. Frattura per frattura, occhio per occhio, dente per dente; la stessa sorta di difetto che egli causi all’uomo, questo è ciò che si deve causare a lui” (TNM). Cfr. Es 21:23-25: “Se accade un incidente mortale, devi dare anima per anima, occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piede per piede, marchio per marchio, ferita per ferita, colpo per colpo” (TNM). Cfr. anche Dt 19:21: “Il tuo occhio non deve commiserare: sarà anima per anima, occhio per occhio, dente per dente, mano per mano, piede per piede” (TNM). Così è interpretato anche dal libro della Sapienza (apocrifo o deuterocanonico): “Con quello con cui uno ha peccato, con quello stesso sarà castigato” (Sapienza 11:16). Va osservato che tale legge riguardava i giudici e non l’individuo per conto proprio, anche se all’inizio (in mancanza di giudici) il danneggiato poteva farsi giustizia da sé. Esso va rivolto contro la tendenza di vendicarsi in maniera esagerata, come nel caso di Lamec che voleva vendicarsi settantasette volte (Gn 4:24). Così si regolava la cosiddetta vendetta del sangue (goèl o vendicatore). Abbiamo già visto, nel precedente studio, come le imprecazioni siano appunto un’applicazione della legge del taglione che qui viene fatta applicare da parte di Dio stesso. Anche il giusto si sottoponeva per conto suo al taglione quando pregava: “Se ti dimentico, Gerusalemme [considerata una sede divina], si paralizzi la mia destra” (Sl 137:5). Gli ebrei chiedono per sé e per tutti che dinanzi al tribunale di Dio ognuno riceva la punizione o il premio secondo la legge del taglione:

“Ti fidanzerai con una donna e un altro si coricherà con lei; costruirai una casa, ma non vi abiterai; pianterai una vigna e non ne godrai il frutto. Il tuo bue sarà ammazzato sotto i tuoi occhi e tu non ne mangerai; il tuo asino sarà portato via in tua presenza e non ti sarà reso; le tue pecore saranno date ai tuoi nemici e non vi sarà chi ti soccorra. I tuoi figli e le tue figlie saranno dati in balìa di un altro popolo; i tuoi occhi lo vedranno e ti si consumeranno per il continuo rimpianto e la tua mano sarà senza forza. Un popolo che tu non avrai conosciuto mangerà il frutto della tua terra e di tutta la tua fatica e sarai continuamente oppresso e schiacciato. Sarai fuori di te per le cose che vedrai con i tuoi occhi. Il Signore ti colpirà sulle ginocchia e sulle cosce con un’ulcera maligna, dalla quale non potrai guarire; ti colpirà dalle piante dei piedi alla sommità del capo. Il Signore farà andare te e il re, che avrai costituito sopra di te, verso una nazione che né tu né i tuoi padri avrete conosciuto; lì servirai dèi stranieri, il legno e la pietra; e diventerai oggetto di stupore, di sarcasmo e di ironia per tutti i popoli fra i quali il Signore ti avrà condotto. Porterai molta semenza al campo e raccoglierai poco, perché la cavalletta la divorerà. Pianterai vigne, le coltiverai, ma non berrai vino né coglierai uva, perché il verme le roderà. Avrai degli ulivi in tutto il tuo territorio, ma non ti ungerai d’olio, perché i tuoi ulivi perderanno il loro frutto. Genererai figli e figlie, ma non saranno tuoi, perché andranno in schiavitù. Tutti i tuoi alberi e il frutto della terra saranno preda della cavalletta. Lo straniero che sarà in mezzo a te salirà sempre più in alto al di sopra di te e tu scenderai sempre più in basso. Egli presterà a te, e tu non presterai a lui; egli sarà alla testa e tu in coda. Tutte queste maledizioni verranno su di te, ti perseguiteranno e ti raggiungeranno, finché tu sia distrutto, perché non avrai ubbidito alla voce del Signore tuo Dio, osservando i comandamenti e le leggi che egli ti ha dato. Esse saranno per te e per i tuoi discendenti come un segno e come un prodigio per sempre”. – Dt 28,30-46.

   Yeshùa va oltre questa legge (in sé buona), poiché pretende che alla giustizia subentrino il perdono e la misericordia: come Dio perdona e fa misericordia all’empio, così faccia il suo discepolo. La legge del taglione può divenire un modo per attuare la propria vendetta personale. Yeshùa invece vuole il perdono, l’amore e la vittoria del male con il bene (Mt 5:38-39), anche se riconosce l’ineluttabilità del principio del taglione nel campo naturale: “Tutti quelli che prendono la spada, periranno di spada” (Mt 26:52). Alla vendetta moltiplicata di Lamec (77 volte) egli oppone il perdono da attuarsi “settantasette volte ”. – Mt 18:22, TNM.