Il Figlio dell’uomo è Signore anche del sabato

“Il Figlio dell’uomo è Signore anche del sabato”. – Mr 2:28.

 

Incomprensibilmente, questa scrittura viene citata da coloro che non rispettano il quarto Comandamento per sostenere che il sabato sarebbe stato abolito da Yeshùa. È davvero difficile, anzi impossibile, trovare in queste parole di Yeshùa un accenno a una simile idea antiscritturale. Vediamo comunque il contesto che portò Yeshùa ad esprimersi così.

   Marco narra in 2:23,24 che i discepoli di Yeshùa raccolsero delle spighe di grano in giorno di sabato e che i farisei, ligi alle loro severe regole sul sabato obiettarono non era lecito far ciò di sabato. La loro era una interpretazione restrittiva di Es 20:10 e 31:15 (cfr. Dt 5:14). Yeshùa conosceva bene la Legge: era considerato un rabbino, e così lo chiamavano anche i suoi discepoli (Gv 9:2). Egli rispose quindi ai farisei citando dalla Scrittura un esempio che mostrava la non violazione della Legge (vv. 25,26), poi spiegò: “Il sabato venne all’esistenza a causa dell’uomo, e non l’uomo a causa del sabato (vers. 27). Qual fu la conclusione di Yeshùa dopo aver citato come esempio il precedente scritturale? Era questa: il sabato era un dono di Dio all’uomo. Non solo. Gesù alludeva anche al loro modo di osservare la Legge, quel tipico modo meccanico contro cui Paolo si scaglierà instancabilmente nelle sue lettere. È interessante notare a questo riguardo cosa afferma un’antica opera rabbinica: “Il Sabato è stato dato a voi, non voi al Sabato” (Mekiltà su 31,13). Gli antichi rabbini che scrissero quella frase erano consapevoli che la glorificazione del sabato, l’insistenza sull’osservanza stretta avrebbe potuto condurre a deificare la Legge. Essi colsero il senso vero del sabato e si espressero con le stesse parole di Yeshùa. Dio stesso aveva detto: “Se rinunzi a lavorare di sabato, il mio santo giorno; se lo consideri un giorno di gioia da rispettare perché è consacrato a me […] allora troverai la tua gioia in me, il Signore. Ti porterò in trionfo ovunque”. – Is 58:13,14 PdS.

   Yeshùa, infine – dopo aver citato un esempio biblico e aver dato la spiegazione -, rende autorevole quanto ha detto, affermando: “Il Figlio dell’uomo è Signore anche del sabato”. Chi più di lui, il messia, ‘per mezzo del quale tutte le cose furono create nei cieli e sulla terra, le cose visibili e le cose invisibili, tutto, per mezzo di lui e per lui’ (Col 1:16), poteva esserlo?

   Yeshùa sapeva come doveva essere rispettato il sabato, ubbidendo al Comandamento. Aveva l’autorità per dirlo. E lo disse. Lo disse a quei farisei che secondo la loro usanza imponevano ben 65 regole molto rigide su cosa fare o non fare di sabato.